Pubblico in tre puntate il mio saggio-romanzo “La Fede, non l’illusione del pulsante canonico”, che avevo già iniziato a scrivere più di cinque mesi fa.

Tre istruttive letture riassuntive di quanto visto e dimenticato nel caos globale del nostro mondo La prima puntata è stata pubblicata su questo sito il 25 maggio 2023. Oggi, dopo averlo terminato con quarantaquattro capitoli e dopo una “toilette” completa, per me mai troppo accurata, ne edito la seconda parte. La quale mi si è […]

L’illusione del pulsante canonico. L’ecclesiologia anti-eretica dopo più di mezzo millennio di modernismo razionalista

Non appena annusata la prima aria di primavera, mi son messo a scrivere un libretto sulla moderna politica nel mondo, o meglio nel suo orizzonte “mondialista rivoluzionario”. L’idea centrale mia era ed è quella di evidenziare come la politica, nel senso ormai comune e secolarizzato in tutti i Paesi, sia diventata sempre politicista in quanto […]

Le molte forme espressive dell’eresia modernista di questo Pontificato non sono solo intermittenti: giacché il cosiddetto “popolo di Dio” non è ancora pronto per accettarle passivamente e in modo compiuto. La sana ingenuità eterna di moltissimi Cattolici petrini, nel ritorno “salvifico” all’assurda e tragica obbedienza ora anche falso-papalina, è dovuta in questo caso alla sempre indifferente pazienza costruzionista, non solo del clero apostata. Nell’intervallare cioè, in modo sostenibile, l’intermittenza del processo di dannazione del ranheriano immanentismo: nella stessa Chiesa cattolica!

Mentre il Cattolicesimo della Rivelazione cristiana non è altro che il tradizionalismo ortodosso veritativo, la diabolica fregola della permanente “rivoluzione” gnostica e secolarizzante sopporta bene la discontinuità antagonista della falsamente considerata “obsoleta” Fede dottrinale. Il fatto di essere residente da più di 45 anni a Bruxelles mi procura spesso l’inconveniente anche di poter leggere in […]

Les nombreuses formes expressives de l’hérésie moderniste de l’actuel Pontificat ne sont pas seulement intermittentes, car le « peuple de Dieu » n’est pas prêt à les accepter passivement toutes et en modalité accomplie. La saine naïveté éternelle des très nombreux Catholiques pétriniens, dans le retour « salvifique » à l’absurde et tragique obéissance actuelle, même fausse-papale, est due dans ce cas à la patience constructionniste, non seulement du clergé apostat. C’est-à-dire, dans l’espacement à peine soutenable de l’intermittence du processus de damnation, qui est relatif au rahnérisme immanentiste : à l’intérieur même de l’Église catholique !

Tandis que le Catholicisme de la Révélation chrétienne n’est que le toujours simple traditionalisme orthodoxe de Vérité, la manie de la « révolution » gnostique recherche et supporte bien la    discontinuité antagoniste de la faussement considérée « obsolescence » de la Foi doctrinale. Le fait d’être résident à Bruxelles depuis plus de 45 ans me procure souvent l’inconvénient aussi […]

La sinistra mondialista è in profonda crisi: soprattutto con i suoi ancora innumerevoli tardo-atei, i suoi neo-ecologisti cosmici dissennati e i cosiddetti trans-umanisti gnostici allo sbaraglio. I quali tutti stanno rivedendo e ragguagliando le loro ideologie falsificanti, cadute in già evidente disfatta progressiva. Ma l’animale ferito – si sa – diventa di norma pure più pericoloso… Non è bastata la confessione spontanea del fallimento del marxismo di fronte al suo comunismo mondiale, nel 1989-91. L’Unione Europea sinistroide e pure i partiti delle destre politiciste, a loro volta, rincorrono sempre più l’establishment guerrafondaio e totalitario del Forum di Davos. Ma sempre più nel caos! Anche con l’evangelico intervento da “corsari”.

Il guazzabuglio occidentale ideologico continua ad armare le guerre, alle spese anche del cuore dell’Europa. Mentre impazza la decrescita delle nascite (insieme alla cosiddetta rivoluzione sempre insurrezionale e all’edonismo straccione): si “bruciano” così le ancora sempre più infelici metropoli. Ormai sono anche felicemente esterefatto dal contemporaneo doppio movimento che sta sconvolgendo tutta l’ancora dominate sinistra […]

La gauche mondialiste est en profonde crise : surtout avec ses encore innombrables athéistes, ses néo-écologistes cosmiques insensés et tous les soi-disant trans-humanistes gnostique en déroute. Lesquels sont en train de revoir et « compléter » leurs idéologies falsifiant, tombées en déjà évidente défaite progressive. Mais l’animal blessé – on le sait – devient de norme aussi plus dangereux… Il n’a pas suffi la confession spontanée de la faillite du marxisme face à son communisme mondial, en 1989-91. L’Union Européenne gauchiste et aussi les partis de la droite politicienne, à leur tour, poursuivent toujours plus l’establishment belliqueux et totalitaire du Forum de Davos. Mais toujours plus dans le chaos !

La magma occidental idéologique continue à armer les guerres, aux dépens même du cœur européen. Pendant la décroissance de la natalité qui bat son plein (avec la soi-disant révolution  insurrectionnelle, ensemble à l’hédonisme clochard) : on brule ainsi les malheureuses métropoles. Désormais je suis aussi ahuri par le contemporain double mouvement qui est en train de […]

Prendiamo l’etimo d’“intelligenza”, ossia ciò che definisce il tratto principale dell’uomo. E prendiamo anche due uomini agli antipodi: uno grande pensatore occidentale, di razza bianca con cultura oceanica e “modernamente” agnostico; l’altro, un povero contadino analfabeta africano, di pelle nera ma cattolicamente religioso. Tra i due, il secondo potrebbe facilmente essere molto più intelligente del primo! L’intelligenza, infatti, deriva da intelligere, cioè “legere” (capire la realtà, ovvero saperla leggere); e dal prefisso “in” (ovvero dentro, al di là delle cose stesse). Ciò che costituisce l’intelligenza non è dunque la cultura, anche se parecchio coltivata, ma la consapevolezza della sua totalità esaustiva e integrata, per conseguenza trascendente, armoniosa e unificata nell’assoluto divino della Verità. Tesi questa, contestata vivamente oggi in Occidente e dal cui dirimere, anche nel funesto, dipende la Salvezza del futuro umano.

Tra “l’uomo è lupo per gli uomini”, attribuito in genere falsamente all’inglese Hobbes e la “società naturale” del precristiano Aristotele, non c’è vera opposizione: sono i lati nella stessa medaglia della convivenza   dominata dalla “paura” dello Stato modernista, sulla “fiducia” della sua Comunità socievole. Gli arzigogolati psicologismi, sociologizzanti detti moderni, non sono  mai riusciti a […]

Prenons l’étymologie d’”intelligence”, soit ce qui définit le principal de l’homme. Et prenons aussi deux hommes aux antipodes : un grand penseur occidental, de race blanche avec culture océanique et modernement agnostique ; l’autre, un pauvre paysan analphabète africain, de peau noire mais catholiquement religieux. Entre les deux, le second pourrait facilement être beaucoup plus intelligent du premier ! L’intelligence, en effet, dérive du latin « legere » (comprendre la réalité, ou bien savoir la lire) ; et du préfixe « in » (c’est-à-dire dedans, au de là des choses elles-mêmes). Ce qui constitue l’intelligence n’est donc pas la culture, même si plutôt cultivée, mais la conscience de sa totalité exhaustive et intégrée, par conséquent transcendant, harmonieuse et unifiée dans l’absolu divin de la Vérité. Thèse celle-ci, contestée aujourd’hui en Occident et dont la possibilité de la résoudre – même dans le funeste – dépend le Salut de la future humanité.

Entre « l’homme est le loup pour les hommes », faussement attribué à l’anglais Hobbes et la « sociabilité » du préchrétien Aristote, il n’y a pas d’opposition : il s’agir des deux côtés d’une médaille dominée de la « peur » de l’État moderniste, sur la « confiance » de sa communauté. Les psychologismes tarabiscotés, sociologisant modernismes dits modernes, n’ont jamais réussis à […]

Anche ammettendo che i parlamentari europei non siano deficienti, ma solo machiavellicamente perfidi di neognostici, l’assurda decisione largamente maggioritaria di escludere, in Europa dal 2035, le autovetture non elettriche è totalmente dissennata. Innanzitutto essa sarebbe giustificata da un “falso fattuale climatico” – comunque non provato, anzi! – per cui tutto dipenderebbe dal CO² riscaldante (peraltro indispensabile per i vegetali, in costante espansione); ci sarebbe poi la nota impossibilità tecnica di far fronte all’oceanica sostituzione tecnologica del sistema (si pensi al gigantesco problema occasionale delle colonnine di ricarica); in seguito avremmo lo spreco economico (dopo quasi vent’anni di recessioni!) aggravato dalla pratica di ricaricare per almeno due ore al posto di due minuti al distributore con nemmeno la metà di autonomia… Per poi accorgersi che solo il 9% della popolazione mondiale (!) “finge di obbedire all’imposizione” di Parigi di “non inquinare”. Per infine considerare che una decisione di tale grandezza non possa essere presa per legge, ma dai mercati, liberamente e in progressione.

La tragedia è che li abbiamo eletti noi, votandoli, questi parlamentari abbrutiti (e corrotti). Il rimedio è ancora possibile con una nuova maggioranza opposta: nell’elezione europea del 2024! In politica più o meno democratica, spesso ci si dimentica che l’origine di tutti i mali consiste nel fatto che gli eletti sono il frutto di elezioni […]

Même si on admet que la majorité des parlementaires européens ne soit pas constituée de demeurés, mais seulement d’une manière machiavélique et perfide de néo-gnostiques, l’absurde décision d’exclure (dans l’Europe de 2035) les voitures non électriques est complètement insensée ! Elle serait justifiable, selon eux, par un « faux factuel climatique » – tout de même non prouvé (au contraire !) – car tout dépendrait du CO² réchauffant (par contre indispensable pour les végétaux, en constante… expansion) ; puis on aurait la bien notoire impossibilité technique de faire face au grand remplacement technologique du système (que l’on pense au gigantesque problème occasionnel des stations de recharge) ; ensuite, on aurait à faire face avec l’océanique gaspillage économique (après presque vingt ans de récessions !) moyennant la pratique de se refournir pour au moins deux heures au lieu des actuels deux minutes au distributeur ! Et pour une autonomie double. Jusqu’à s’apercevoir que seulement 9% de la population mondiale (!) fait plutôt semblant d’obéir à l’imposition de Paris de ne pas (soi-disant) polluer. Pour enfin considérer qu’une décision de cette taille ne puisse pas être prise par… loi, mais par les marchés, librement et progressivement.

La tragédie est que c’est nous à les avoir élus, ces parlementaires abrutis (et corrompus). Le remède est encore possible avec une nouvelle majorité opposée : à la prochaine élection du 2024 ! En politique plus ou moins démocratique, souvent on oublie que l’origine de tous le maux consiste dans le fait que les élus sont le […]