Perché anche i democratici più sinceri sono tentati dall’apparentemente irresistibile totalitarismo liberticida, sebbene soft, del pensiero unico? È stato appena approvato al parlamento francese una legge nichilista contro la libertà di pensiero!

Il secolo dell’illuminismo ha marcato di fierezza, non sicuramente farlocca, la Francia e tutto il suo pensiero detto repubblicano, con il fiore all’occhiello, la rivoluzione del 1789. L’ambiguità di questa fierezza è stata sin dall’inizio insanguinata dal suo intrinseco totalitarismo espressosi nelle innumerevoli decapitazioni a catena con la ghigliottina: esse hanno volgarmente macchiato di rosso mortale e dittatoriale l’idea originalmente “sublime” (almeno nelle intenzioni popolari) di libertà e di fraternità tanto seguite dai popoli europei: da due secoli, fino ai nostri giorni. Una inquietante e spaventosa macchia veramente vergognosa, che ha solamente rovinato perfino l’ideale illuminista ambiguo. Il quale ha finito per “illuminare”, in modo sinistro e giacobino, sia l’inferno del comunismo che le atrocità ciniche del nazismo. Sono queste due ideologie letali che hanno prodotto l’ecatombe più gigantesca della storia: più di 200 milioni di vittime a causa dei misfatti marxisti, senza parlare del centinaio di morti delle due guerre maggiori e mondiali del ventesimo secolo.
Il materialismo storico e l’idealismo filosofico possono essere considerati gli eredi totalitari e violenti della triade ideologica della rivoluzione francese. Quella dei due concetti “libertà e fraternità”, ma anche della nozione profondamente erronea di “uguaglianza”. Ancora più deviante e degradante, radicalmente, pure rispetto ai due altri principi genericamente concepiti. L’unicità eterna e ontologica di ogni essere umano mostra il carattere devastatore di questa terza parola antagonista soprattutto della prima: l’insostenibile e, ancor più, inesistente uguaglianza di fronte all’irriducibile e sempre possibile libertà.

A dire il vero tutta la grandiosa civiltà occidentale, da quella almeno della Roma imperiale, s’è fondata sul principio inalienabile e fondativo della “libertà di opinione e di espressione”. Questa aveva integrato  il valore cristiano – sorgivo, assoluto e supremo – della libertà spirituale del libero arbitrio. La supremazia storica della civiltà occidentale, in quanto cristiana, su tutte le altre concezioni e pratiche nel mondo si è centrata su questa cerniera che permette alla vita di bel e pienamente ruotare per millenni.
E ciononostante, lo Stato francese ha appena approvato una legge che prevede anche la prigione – pure se negli ultimi anni non è la prima volta – per ogni persona che esprime, anche per iscritto su Internet, la sua opposizione all’assassinio per aborto: lo si è chiamato “delitto di ostacolo” malgrado che non si tratti né di delitto né di ostacolo. Milleni di civiltà cancellati così con un tratto. In sovrappiù, nella quasi totale distrazione superficiale delle moltitudini!
Questa orribile e mostruosa tendenza è manifesta in una grande maggioranza degli attuali paesi dove ci si prepara  a legiferare – quando non lo si è già fatto – contro la stessa obiezione di coscienza: vale a dire l’ultimo riparo della Persona a fronte della dittatura dello Stato. Il quale, diventato tranquiilllamente e dolcemente statalista, ha dimenticato che la sua legittimità è al servizio dell’intangibile libertà umana e della Persona.

Da dove giunge questa stravagante e bizzarra volontà di legiferare su tutto ed ogni cosa contro, in più, all’evidenza benefica della civiltà e della storia? Don Giussani in uno dei suoi ultimi scritti (Il cammino al vero è un’esperienza) affermava: “L’ideale concreto della società terrestre è l’affermazione di una comunione tra le diverse libertà ideologicamente impiegate […] in quanto anche il più sincero democratico soffre la tentazione di tenere come ‘criterio reale’ della convivenza il trionfo del suo modo di concepire l’uomo e il mondo. […] Il che non è altro che violenza”. Ogni volta che l’ideologia si oppone alla libertà di espressione, anche minoritaria, si ha il totalitarismo antidemocratico da parte della statalismo in quanto, come minimo, non tutela le sue supposte minoranze!
La Francia è ora in campagna elettorale per le sue presidenziali, con una competizione di non meno una decina di candidati: credete voi che almeno uno di questi futuri pretendenti alla presidenza della repubblica abbia avuto una allusione o un piccolo commento a questa legge assurda e devastatrice a garanzia della libera espressione?
Ho iniziato la concezione e la scrittura di questo post che state leggendo, questo mercoledì delle ceneri in cui la Chiesa – contrariamente alla demagogia politicistica di questo mondo – continua a ricordare, almeno nella sua liturgia, e dolorosamente ma nella più perfetta verità anche storica: “Ricordati che sei polvere e che tornerai ad essere polvere”.

La semplice intelligenza élémentare è così sacrificata in onore dell’ideologia pretenziosamente arrogante e laicista. L’accecamento umano è giunto là dove i grandi profeti cristiani del ventesimo secolo avevano già tragicamente previsto.
Quando la parola Dio, con le sue leggi, è ateisticamente e nichilisticamente esclusa dalla vita pubblica, bisogna temere pure e sempre il peggio.
Ma non bisogna mai disperare dell’intelligenza addormentata dell’uomo e della Chiesa.
E soprattutto della Provvidenza sempre straordinaria dello Spirito Santo.

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