{"id":5010,"date":"2024-11-22T19:13:26","date_gmt":"2024-11-22T18:13:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=5010"},"modified":"2024-11-22T19:13:34","modified_gmt":"2024-11-22T18:13:34","slug":"qual-e-la-strumentalita-delle-tre-forme-conosciute-di-governo-per-poterle-scegliere-esse-sono-la-monarchia-laristocrazia-e-la-democrazia-cosa-significano-precisamente-e-come-gerarchizzarl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=5010","title":{"rendered":"Qual \u00e8 la strumentalit\u00e0 delle tre forme conosciute di governo, per poterle scegliere? Esse sono la monarchia, l\u2019aristocrazia e la democrazia. Cosa significano precisamente e come gerarchizzarle? Perch\u00e8 nella forma democratica si aggiunge sempre l\u2019aggettivo \u201cliberale\u201d? E soprattutto qual \u00e8 il principio inevitabilmente perverso che le accomuna?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Partiamo da questa ultima domanda e certamente \u201cprima\u201d, come fondante per ognuna<br \/>\n<\/strong>Il Potere \u2013 si sa \u2013 \u00e8 unico e indivisibile. Sia l\u2019Essere filosofico spesso anche definito, nel suo divenire o nella sua trasformativit\u00e0, col participio presente Essente. Il quale \u00e8 la sua unit\u00e0 espressiva nella realt\u00e0 e porta sempre al \u201cmonismo\u201d. Cio\u00e8 verso la personalit\u00e0 unica dell\u2019individuo umano, della Persona. Oppure rispetto all\u2019animale, al vegetale e alla cosa piuttosto inanimata. Fino a dover celebrare l\u2019unit\u00e0 originaria dell\u2019ordine armonioso del Creato, che tutti noi incontriamo fin dalla nostra nascita, letteralmente regalata per Amore.<br \/>\n\u00c8 ovviamente in quello che oggettivamente avviene, in modo sovra-naturale, \u201cmonoteistico\u201d di un solo Dio: necessariamente unico e vero Creatore. Gli uomini tutti, veramente tutti se lo vogliono consapevolmente, capiscono perfettamente il senso del massimo Mistero della Creazione, pure innanzi tutto e spontaneamente nella loro storia personale. Quando non ne sono stati sopraffatti: solo per\u00f2&#8230; nel tempo provvisorio, divino e non cronologico dell\u2019esistenza. Quello proprio dell\u2019errore antropologico e ideologico, unicamente materiale e gi\u00e0 anti-trascendente nella loro affermazione di \u201cvolont\u00e0 di potenza\u201d narcisista: quindi chiaramente falsa. Anche l\u2019ovviet\u00e0 pi\u00f9 ottusa dell\u2019intelligenza della totalit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 di tutti i popoli \u00e8 sempre giunta immediatamente a \u201c<em>com-prendere<\/em>\u201d, o soprattutto a \u201cfarsi prendere\u201d, dalla stessa <em>comprensione<\/em>, di quanto hanno sempre chiamato \u201cevidenza\u201d. Si potrebbe pure dire, che la nascita della parte pi\u00f9 \u201cconcreta\u201d e visibile della realt\u00e0 \u2013 ovvero della Fede \u2013 sia costituita dal suo carattere \u201ctrascendente: il supremamente teleologico, cio\u00e8 finalistico \u2013 da cui la totalit\u00e0 dell\u2019\u201c<em>l\u2019alfa e l\u2019omega<\/em>\u201d cristiani \u2013, vale a dire dell\u2019\u201dUno assoluto\u201d di sempre, anche istintivamente identificato, per l\u2019uomo stesso. Su tutto e ognuno sovrastante. Donde la spontanea religiosit\u00e0 irriducibile e naturale, pure per gli atei detti comunemente negazionisti! Ma di cosa?<br \/>\nCome poteva mancare all\u2019azione, dalla sua intrinseca Creazione, questo carattere vero e reale, che sta alla base del vivere inevitabilmente umano? E, nella fattispecie, conforme alla gestione del suo inerente risultato anche solo fattuale? Stiamo parlando, naturalmente con la stessa evidenza, pure della politica e della sua sintesi realizzativa, ineliminabile quanto metafisica. Materializzata nel risultato stesso del volontario e ineluttabile Lavoro umano: il Potere!<br \/>\nCon il tutto, nella costatazione semplice e naturale del primo e preponderante \u201cistituto\u201d sistematicamente incocciato da ciascun umano: come primo incontro anche primitivamente essenziale, dalla propria e sempre misteriosa nascita, quella dell\u2019inevitabile Famiglia.<br \/>\nCome motore originario della conoscenza e della propria irrefrenabile ricerca vitale (pi\u00f9 o meno volontaria e consapevole), nell\u2019indagine consueta, sanguigna e viscerale di ciascuno.<\/p>\n<p><strong>Il fondamento epistemico, ossia veritativo anche sul piano teorico, della strumentalit\u00e0 nella <em>governance<\/em> (relativo quindi alle tre note forme di governo), \u00e8 costituito dal suo \u201csopra\u201d (la trascendenza) e dal suo \u201csotto\u201d, da cui riceve mandato (il sostegno popolare)<br \/>\n<\/strong>Non poteva essere che cos\u00ec, supremamente con stupore: almeno mettendo in pratica le due fonti di energia vitale e naturale che, sempre indispensabilmente, ingenerano anche la<em> governance<\/em>: a partire dal reale sempre materiale (l\u2019umano vivere sociale) e verso l\u2019altrettanto reale-spirituale (la divina \u201cCreazione continua\u201d dell\u2019esistenza!). Vale a dire le due dimensioni semplicemente costitutive della Vita. Che ognuno misteriosamente incontra, gi\u00e0 da neonato o beb\u00e8 sgambettante. La stessa vocazionale e incarnata nell\u2019eterna concreta Famiglia naturale (ontologica); insieme a quella divina, altrettanto vera e logica del Dio unitario e trinitario, anche nell\u2019insopprimibile vita intima. Cui deve sottoporsi liberamente e per definizione la volont\u00e0, anche la pi\u00f9 razionale: cio\u00e8 sottomessa alla sempre arcana Fede. Queste Verit\u00e0 dell\u2019evidenza sono anche quelle Rivelate, rispetto alla loro dimensione sopra-naturale e sempre affermate, nella concretezza della civilt\u00e0 soprattutto Riivelata. Quella naturalmente cristiana, in quanto divenuta nella continuit\u00e0 modello, per attrazione e soprattutto per missionariet\u00e0 consensuale. Pure rispetto a tutte le altre culture e religioni approssivamente lontane. Fondamentalmente, cio\u00e8 si tratta delle due dimensioni globali che si estrinsecano sempre tra quella orizzontale del sociale (anche comunitario) di appartenenza. Integrata al naturalmente a quella pi\u00f9 scelta o in apparenza \u201ccasualmente\u201d incontrata. Fino a giungere all\u2019altra mai vista veramente, ma divenuta sempre pi\u00f9 incombente e verticale: per arrivare al concetto acquisito e da tutto gi\u00e0 intuito sull\u2019eternit\u00e0. In breve, nella sintesi in cui l\u2019orizzontalit\u00e0 esistente prende significato e coscienza continua, della sua estensione verso l\u2019ascendente direzione del senso compiuto e totalizzante dell\u2019al di l\u00e0&#8230; Si tratta, nella nostra civilt\u00e0, dell\u2019intersecarsi cio\u00e8 dei due legni della Croce, inchiodati all\u2019incrocio e gerarchizzati secondo la loro naturale e necessaria lunghezza!<\/p>\n<p><strong>Tra i tre tipi di <em>governance<\/em> conseguenti e logici, la \u201cmonarchia\u201d non pu\u00f2 non essere designata come la pi\u00f9 naturale. A causa del fatto che, anche malgrado tutto, per saper veramente governare, \u00e8 indispensabile un lungo insegnamento: quello della Famiglia<br \/>\n<\/strong>Ci sono nella storia molti esempi di re che sono lungi dal poter totalmente impersonificare questo principio basilare. Parecchie Famiglie di dinastie monarchiche, specialmente nel pieno della crisi moderna del pensiero immanente e solo filosofico, sono nel\u2019incapacit\u00e0 di poter insegnare, nel suo seno, i princ\u00ecpi regali irreprosciabili&#8230; Non \u00e8 possibile trovare comunque paragoni tenibili e supremi, nella sempre possibile confrontazione con l\u2019essenza regale del tradizionale riferimento trascendente e metafisico. L\u2019Autorit\u00e0 monarchica \u00e8 sempre discendente dalla sua obbedienza alla Creatore dell\u2019universo. Figuriamoci oggi l\u2019assurdo in cui sono diventati sconosciuti sia il concetto di obbedienza che di Trinit\u00e0! Oltre ai princ\u00ecpi sempre esterni in quanto essenzialmente morali. Ci vuole in effetti una lunga pedagogia \u2013 resa socialmente impossibile da almeno molti decenni \u2013 che solo la Famiglia (non solo) reale pu\u00f2 disporre se non si oppone caparbiamente, nei due sensi dell\u2019aggettivo. Quello veritativo e quello regale: i quali possano infondere una padronanza completa umana per far fronte alle sempre nuove eventualit\u00e0 che gli eventi della storia riservano nella continuit\u00e0.<br \/>\nCome, del resto, potrebbe governare un re (o un presidente) che non dimostrerebbe, parallelamente, di saper regnare nella sua stessa Famiglia? Basti pensare alle vicende sempre pietosamente boccaccesche delle famiglie moderne (anche monarchiche o \u201cnobili\u201d), tutte sottoposte alle Costituzioni moderne e gnostiche o dette \u201cpopolarmente elette\u201d. Per potere ereditato o per consuetudine socio-economicamente trasmessa, degli opinionisti VIP.<br \/>\nTutti sfasciati dalla volont\u00e0 di potere edonista e pure ideologicamente stracciona (malgrado le ingenti \u201cricchezze\u201d)&#8230; La cosa potrebbe portare pure alla consueta preferenza per la scelta ora di governanti eletti a tassativo termine. Piuttosto nella democrazia elettorale. Ma come vedremo, la cosa non \u00e8 realisticamente realizzabile in modo sistematico. Anzi!<br \/>\nDi fatto, ogni modalit\u00e0 strumentale di governo dipende principalmente anche dalla tradizione di cui \u00e8 impregnato culturalmente il Paese in questione. Il quale, almeno sul piano teorico, \u00e8 meglio che segua la sua specifica forma di governo tradizionale, come pure \u00e8 confermato da tutto il Magistero tradizionale della stessa Chiesa cattolica. Il problema fondamentale non \u00e8, infatti, del tipo di privilegiare questa o quella <em>governance<\/em>, perch\u00e9 oggettivamente superiore, sempre solo sul piano \u2013 si ricordi \u2013 strumentale. Ma relativamente a quello della completezza e del rigore applicativo sopra indicati: soprattutto dopo aver sottomesso il tutto alla Regalit\u00e0 universale di Dio. Tenendo conto che le forme moderne di <em>governance<\/em> sono tutte e tre inficiate dalle relative Costituzioni che affermano in modo laicista e ateizzante la \u201csovranit\u00e0 del popolo\u201d, al di sopra di tutto. Una sovranit\u00e0 impossibile da realizzare sullovvio piano pubblico, in quanto falsa nella sua essenza: il popolo ne \u00e8 semplicimente privo allorquando \u2013 da secoli \u2013 ha scelto di secolarizzarsi. Il popolo non potr\u00e0 mai cos\u00ec essere direttamente sovrano: proprio per il semplice fatto che sempre \u00e8 intrinsecamente sottoposto al Peccato originale. Con la sua ontologica e incipiente \u201cscemenza\u201d petrina e moderna, propria dell\u2019irrazionalismo o del razionalismo (non comunque razionale).<br \/>\nE naturalmente va considerato l\u2019enorme vantaggio, tipico del governo delle societ\u00e0 moderne affidate ai partiti, cio\u00e8 ad organizzazioni abitualmente politiche, intrinsecamente parziali e partigiane, ossia di sistematica parte, quindi non proprio di \u201cBene comune\u201d. Che anche in coalizione e solo pure maggioritariamente compongono il governo moderno: fatalmente ingiusto e creatore d\u2019ineluttabile \u201cmalgoverno\u201d, o non coincidente nonch\u00e8 spesso lontano oggettivamente dal \u201cBuon governo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il governo aristocratico \u00e8 vicino alla monarchia, ma esso era gi\u00e0 inficiato all\u2019origine da una fatale pratica della nascente borghesia democratica antropocentrica. Anche se pu\u00f2 confluire in un governo detto di \u201cpopolo illuminato\u201d, di tipo democratico e costituzionale&#8230;<br \/>\n<\/strong>Si ha, quindi, il processo aristocratico che va sempre dal meglio al peggio. Si \u00e8 avuta, infatti e per esempio, la Repubblica di Venezia, aristocratica nel suo splendore o, per finire, nel suo pi\u00f9 smodato vizio. Oppure \u00e8 famosa l\u2019\u201dorganizzazione comunale\u201d dei comuni medievali, all\u2019origine sempre integerrima (non fosse che per la loro anche abituale brevit\u00e0 rinnovata elettoralmente: nel lunghissimo Medio Evo di ben mille e cinquecento anni. In cui si \u00e8 esperimentata la rara e compiuta societ\u00e0 veramente di popolo democratico, generalmente aristocrateggiante o piuttosto elitario, per ingegno, talento o per dedizione lavorativa e pure artistica&#8230;.<br \/>\nSoprattutto dovuta alle \u201cgilde\u201d, le strutture totali e organizzative costitutive della vera democraticit\u00e0 diretta e oggettiva (abolite dai rivoluzionari francesi dappertutto). Anche e soprattutto in quanto esse erano composte da Famiglie oltrech\u00e9 da unit\u00e0 produttive imprenditoriali. Ossia, riferite alle organizzazioni familiari e professionali i modo contemporaneo (ovviamente osannate dal Didtributismo). Formate strutturalmente e in modo permanente dai non solo sempre detti \u201ccittadini migliori\u201d, congiutamente concepiti e funzionanti nelle numerosissime fraternit\u00e0. Esse hanno dato origine pure alla tecnologia iniziale che poi s\u2019\u00e8 potuta magistralmente sviluppare nella prima grande rivoluzione industriale e scientifica che, nei tempi moderni (soprattutto nell\u2019Ottocento), ha caratterizzato anche la nostra era. Con la terza rivoluzione industriale: quella informatica (dopo quella del vapore e dell\u2019elettrico, inframmezzata dalla sempre permanente epoca del motore a scoppio). Gi\u00e0 ora proiettata per\u00f2 nel trans-umanesimo, tanto temuto per il suo intrinseco terrorismo infernale e detto della cosiddetta intelligenza artificiale. Che gia si presenta come tragica \u201cstupidit\u00e0 artificiosa\u201d, per il suo intrinseco e funesto quasi certo totalitarismo anti-antropologico.<br \/>\nIl problema di questa modalit\u00e0 detta aristocratica (del resto coeva dell\u2019altrettanto molto pi\u00f9 diffusa monarchia, a volte imperiale) \u00e8 che la nobilt\u00e0 di spirito, strutturata socialmente ed esistenziamente ha finito per non pi\u00f9 esistere: se non in termini individuali o anche individualisti. La massificazione sociale detta moderna ha fatto s\u00ec che, tutti i valori umani e trascendenti fondanti l\u2019aristocrazia di civilt\u00e0 (e pure della monarchia), si siano evaporati in un\u2019evanescente e oscura inesistenza, dove la morale pubblica \u00e8 stata deconstruita totalmente. Mancando quindi l\u2019aggettivo, col suo valore semantico superiore di \u201caristocratico\u201d, il governo tipizzato col suo Senso \u00e8 cos\u00ec anche sparito, fino ad identificarsi nella non-civilt\u00e0 della perdizione attuale nel cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale di Davos. Esso riaffiora spesso nella sua accezione pi\u00f9 negativa con l\u2019utilizzazione della terminologia variabile anche del \u201cgoverno detto tecnico\u201d. Nel senso di nemmeno eletto popolarmente! Fornendo in tal modo i due esempi pi\u00f9 deteriori della \u201cscemenza sociale\u201d masochista e contemporanea: da una parte quella dello scientismo come caricatura della vera scienza razionale dell\u2019autentica ricerca; e dall\u2019altra, come immorale <em>gossip <\/em>dei costumi pi\u00f9 depravati e distruttivi della subordinazione pi\u00f9 pedissequa e schiavistica nell\u2019intero mondomoderno e modernista. Quello detto \u201ccostituzionalizzato\u201d, perfino con leggi spacciate per eterne, realmente omicide o crudelmente demoniache, nel pi\u00f9 estremo governo \u201cdemocraticamente\u201d liberticida.<\/p>\n<p><strong>Il \u201cgoverno democratico\u201d, infine, \u00e8 spesso affiancato dall\u2019aggettivo \u201cliberale\u201d, in quanto \u00e8 stato gi\u00e0 molto usurpato nella tradizione comunista e marxista. Senza per\u00f2 sospettare che, nelle due ideologie, sussiste la stessa perversa e ambigua radice filosofica hegeliana<br \/>\n<\/strong>Abbiamo visto come la possibilit\u00e0 di sostentamento del concetto stesso di politica derivi dalla supposta disponibilit\u00e0 del pricipio, che solo pu\u00f2 giustificarlo: per\u00f2 dall\u2019esterno. Questo principio, soprattutto per l\u2019attivit\u00e0 pubblica, \u00e8 quello del vero \u201cBene comune\u201d. Il quale viene abitualmente utilizzato come se invece fosse non solo disponibile ma pure scontato. Senza nessuna motivazione teoretica conosciuta e attuata nella condivisione ormai dimenticata.<br \/>\nIn modo anches\u00ec irrazionale (!), come del resto tutta l\u2019azione del nuovo<em> \u201cdio-factotum\u201d<\/em>, dello Stato ipertrofico, detto moderno <em>pigliatutto <\/em>(inventato soprattutto dai filosofi anglo-sassoni a partire dal Rinascimento. Non solo totalitario ma pure concepito come massimamente nella comunicazione progressivamente..<em>. amorevole<\/em>. Prima si essere<em> comune<\/em>, il principio deve essere <em>di Bene<\/em>, vale a dire per niente scontato ma tutto derivante dalla visione ovviamente religiosa che solo il Creato pu\u00f2 permettere nell\u2019esistenza permanente. Per cui tutta la cultura del pensiero filosofico moderno ha deciso, ormai progressivamente da secoli e dalla funesta epoca del protestantesimo, la ribellione rivoluzionaria. Non solamente neilla sua sostanza, ma pure nel metodo politicista del suo svolgimento quotidiano e permanente. Questa tipica diabolicit\u00e0 \u00e8 totalmente fatale in linea con la perdizione salvifica del nostro universo umano!<br \/>\nIl Bene eterno non \u00e8 quello che dovrebbe scaturtire dal maggioritario immanente e materialista, sempre promesso, votato elettoralmente ogni quattro o cinque anni (con percentuali ormai anche irrisorie). Esso coincide in effetti con l\u2019ateismo funzionale e immorale che \u00e8 alla base delle due ideologie attuali: sia di destra come di sinistra.<br \/>\nPerdipi\u00f9, la democrazia (anche liberale) ovviamente maggioritaria, \u00e8 sostanzialmente indipendente dal valore intrinseco del cosddetto \u201cBene comune\u201d, in quanto discendente dal pensiero solo immanente, modernista e pure massonico. Per cui, ci si pu\u00f2 aspettare solo che, prima o poi, il soggetto che l\u2019esprime tassativamente col voto politico, decida pure l\u2019opposto del Bene razionale. E nemmeno a beneficio evidente della stessa maggiornaza (non totale e spesso anche risicata), pure di una non rarissima tirannica e minima minoranza, come attualmente!<br \/>\nSi pensi che, non solo da qualche dozzina di anni, il 10% delle popolazioni mondiali (le nord-occidentali) consumano quasi il 90% delle ricchezze disponibili sul pianeta Terra&#8230;<br \/>\nCome quindi rendere possibile siffatta \u201cdemocrazia liberale\u201d con la separazione ipostatizzata tra capitale e lavoro? Quindi con un suo governo mondialista (impersonificato, per esempio, dall\u2019attuale Unione Europea) per cui si sarebbe pure disposti dissennatamente con fatalismo, \u201cdemocraticamente\u201d \u2013 e comunque attivi \u2013 a una guerra di annientamento totale dell\u2019umanit\u00e0!<br \/>\nAnche in modo pratico, mai si \u00e8 avuta una situazione simile, nemmeno col peggiore dei monarchi o imperatori regnanti. Pure se si estrapola la possibilit\u00e0 attuale rispetto a quella dell\u2019allora ovviamente inesistente guerra nucleare! Basti pensare, per esempio a quando, durante il regno di Francia di re Luigi XV o VI (il ghigliottinato!), in cui la nascente borghesia rivoluzionaria, e per questo sempre sanguinaria, aveva anche stabilito, per esempio, che il grano disponibile potesse essere venduto solo espressamente altrove che nel territorio di naturale e agricola produzione! Quindi sottoposto alla sua vendita ai prezzi arbitrariamente esosi statali e statalisti di \u201cmercato\u201d. Decisione non a caso non monarchica e non Distributista e illuminista&#8230; Ancora oggi si crede che i detti \u201cprezzi di mercato\u201d siano veramente liberi e non manipolati&#8230; <strong><br \/>\n<\/strong>Ritorner\u00f2 sul problema, specialmente col Distributismo! Non prima di ripetere, anche noiosamente, che il Regno di Cristo Re dell\u2019Universo comincia qui e ora. Preghiamo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partiamo da questa ultima domanda e certamente \u201cprima\u201d, come fondante per ognuna Il Potere \u2013 si sa \u2013 \u00e8 unico e indivisibile. Sia l\u2019Essere filosofico spesso anche definito, nel suo divenire o nella sua trasformativit\u00e0, col participio presente Essente. Il quale \u00e8 la sua unit\u00e0 espressiva nella realt\u00e0 e porta sempre al \u201cmonismo\u201d. 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