{"id":4969,"date":"2024-08-28T18:07:08","date_gmt":"2024-08-28T17:07:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=4969"},"modified":"2024-08-28T18:07:08","modified_gmt":"2024-08-28T17:07:08","slug":"lincontro-al-meeting-di-rimini-di-questanno-2024-presentato-dalla-giornalista-mondo-con-gli-interventi-del-ben-noto-savorana-la-precisissima-ghisoni-il-grande-critico-berardinel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=4969","title":{"rendered":"L\u2019incontro al Meeting di Rimini di quest\u2019anno 2024, presentato dalla giornalista Mondo, con gli interventi del ben noto Savorana, la precisissima  Ghisoni, il grande critico Berardinelli e il vice-presidente di Comunione e Liberazione, Prosperi, \u00e8 stato forse il pi\u00f9 interessante di tutti gli ultimi due decenni. Il tema era naturalmente \u201cDon Giussani e il sessantotto\u201d, ossia verteva sul giudizio fondativo di CL stessa e rifondativo di tutto il movimento giussaniano, dopo il Concilio. E dopo la funzione di cerniera storica della grande ribellione anticristiana, anticlericale e razionalista in tutta la Civilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>I quattro interventi sono stati di un rigore analitico e teologico di grandissimo rilievo, centrati sul tema cruciale della nostra epoca, ossia relativo pure allo gnosticismo e all\u2019ecclesiologia salvifica!<br \/>\n<\/strong>Il pregio dell\u2019ultimo intervento di Prosperi, come responsabile generale e attuale di Comunione e Liberazione, \u00e8 certamente quello di aver colto l\u2019essenza originale e geniale del don Giussani, critico impareggiabile del sessantottismo. Soprattutto nella sua tripla linea strategica su cui il movimento \u201cnuovo\u201d di CL avrebbe dovuto risituarsi. Salvo l\u2019essenziale errore storico che sempre attanaglia CL anche dalla sua rifondazione. Don Giussani, infatti, col suo discorso sul \u201968, autenticamente e genialmente originale sulla cristocentricit\u00e0 del Cattolicesimo, aveva gi\u00e0 sempre un po\u2019 sottovalutato la storicit\u00e0 dell\u2019origine della sua analisi. Per cui la \u201cmentalit\u00e0 moderna\u201d (non parlava mai o quasi, esplicitimante di modernismo!) era gi\u00e0 molto incapace di riconoscere l\u2019idea salvifica cristiana della Comunit\u00e0 cristiana. Per cui bisognasse ormai solo insistere nella pratica permanente della Comunione, quindi della sua Liberazione escatologica! Se si pu\u00f2 parlare del punto debole suo pedagogico, si devono mettere in evidenza due termini quasi assenti nel suo complessivo discorso dirompente di allora come non mai nelle memorie internazionali: la parola \u201cDottrina della Chiesa\u201d e quella di \u201cRivelazione cristiana\u201d. Tutto per lui era integrato nell\u2019espressione \u201cidentificazione in Cristo\u201d! Dallo stesso concetto creaturale a quello comunitario di Comunione anche universale, la sua preoccupazione religiosa autentica e ambrosiana, di tradizione anche popolare, non gli permetteva una esaustivit\u00e0 soprattutto relazionale completa&#8230; Tutta la relativa assenza o marginalizzazione, nella sua ricchissima analisi culturale e anti-modernista, di un Pio IX (sul <em>Sillabo<\/em>, pure da lui trattato minuziosamente), di Leone XIII (sulla Dottrina della Chiesa), di Pio X (sullo specifico modernismo con la <em>Pascendi<\/em>), di Pio XI, suo concittadino di Desio, (sulla <em>Quadragesimo anno<\/em>), appare come molto sullo sfondo, e concretamente pochissimo conosciuta dalla molto ignoranza teologica, storica e filosofica dei giessini, e anche dei successivi ciellini a partire dagli anni \u201970&#8230; Tale limite indotto di marginalizzazione permane ancora oggi, aggravato tragicamente nel movimento senza molti rimedio. E questo, nello stesso intervento del presidente Prosperi il quale si illude di far coincidere il pensiero di Giussani con quello di Papa Francesco! Che egli cita a conferma, palesemente falsificata, combaciante con quella dell\u2019attuale Pontificato alquanto immanente&#8230;<br \/>\nTutta l\u2019ambiguit\u00e0 pure della CL odierna, dopo una ventina d\u2019anni dalla morte del divenuto monsignor Giussani, e dopo un mezzo secolo dalla sua critica incommensurabile del sessantotto, \u00e8 contenuta nella sua breve e intelligentissima notazione dei criteri giussaniani di giudizio religiosissimmi a caldo, nel frangente storico pi\u00f9 fondante della nostra era modernista. E scismatica interna pure alla Chiesa Cattolica. L\u2019identit\u00e0 religiosa di CL non poteva cos\u00ec che diventare, nel tempo, sempre pi\u00f9 drammaticamente sentimentaloide e papalina coatta. In una falsificazione tra l\u2019impostazione intrinsicamente religiosa giussaniana e soggettivamente sempre sottomessa alla tragica secolarizzazione vincente della menzogna palese, relativista e nichilista del mondo.<\/p>\n<p><strong>Belardinelli: il saggista criticissimo con molto coraggio anche di Massimo Cacciari, il pensatore considerato \u00a0pi\u00f9 importante ora in Italia, giudica pure don Giussani, da esterno a CL, come il pi\u00f9 grande teologo cattolico dell\u2019era moderna, giudicato spessissimo nella Chiesa come estraneo&#8230;<br \/>\n<\/strong>All\u2019inizio dell\u2019ultima primavera, sul Foglio, Alfonso Berardinelli ha firmato un suo articolo contro l\u2019intelligenza sprecata di Cacciari che, per tutta una vita continua, ancora oggi, \u00a0a cincischiare, in modo molto fatalmente narcisista, in quanto \u201cfilosofo sommamente intellettuale\u201d di sinistra e sempre neo-gnostico. Fino a giocare il ruolo di \u201c<em>Gentile<\/em>\u201d, anche proficuamente, con il cardinale sangallista Martini, al Duomo di Milano. Riconoscendo cos\u00ec il talento eccezionale del ricercatore per\u00f2 \u201cinfinito\u201d, nel senso per\u00f2 dell\u2019inconcludente: anche nella provvisoriet\u00e0 propria della Vita sempre \u00a0limitata e di quasi tutti. Ma \u00a0attaccandolo inabitualmente e irritualmente sul piano pure teoretico (soprattutto anti-hegelianamente), mentre il ricercatore (anche politicista, sebbene a partire dal suo eccezionale <em>background<\/em> culturale!) molto progressista viene sistematicamente celebrato da molti ambienti anche e soprattutto della stessa Cattolicit\u00e0. Che pensano che il Bene sia sempre in divenire e progressivamente in pieno sviluppo accrescitivo&#8230;: tipico del moderno!<br \/>\nQuando lessi l\u2019articolo, di cui sottoscrivevo la totalit\u00e0 di ogni sua allegazione contro il famoso saggista sindaco di Venezia, integerrimo e, anche per me, sommo intellettuale popolare della sinistra di sempre (compresa quella ancora marxisteggiante), costatavo la mia contentezza nel veder corrispondere il mio giudizio ammirativo con quella di un pensatore che ammiravo gi\u00e0 da molto tempo. Riconoscente l\u2019acutezza speculativa logico-culturale del filosofo veneto e, allo stesso tempo, per l\u2019accumulo concentrato di vizi intellettualoidi propri di tutta la filosofia contemporanea, complessivamente accortamente nichilista: sempre relativista e preoccupata solo del suo dibattito positivista e \u201cdialettico\u201d e mai inchiodato alla ricerca di Verit\u00e0, soprattutto pure personale: quella \u00a0unica ed eterna! Quella gi\u00e0 Rivelata dalla sapienza metafisica della religiosit\u00e0 millenaria, non solo cristiana dell\u2019Aquinate&#8230; Si potrebbe dire cos\u00ec che il caso di Cacciari sia anche emblematico di tutta la filosofia neo-gnostica moderna e non solo italiana. La quale continua a ricercare, sempre per\u00f2 allontanandosi, piuttosto che approfondire le articolazioni della Verit\u00e0 nella sua essenzialit\u00e0 gi\u00e0 Rivelata dai Testamenti, dalle Sacre Scritture e da Cristianesmo petrino. E bimillenario di tutto il Cattolicesimo! Ovvero, un vero e proprio intoppo intellettualistico, quello della filosofia moderna, in cui l\u2019amor proprio per la ricerca in s\u00e9 speculativa, per il piacere cio\u00e8 del ricercare come strumento, che si sostituisce a quello finalistico per il&#8230; trovare, se possibile il gi\u00e0 acquisibile Rivelato!<br \/>\nIl quale si serve, ovviamente e naturalmente, della passione innata dalla Crezione per la ricerca continua e approfondita del Vero. Con l\u2019obiettivo di scoprire di pi\u00f9 l\u2019autentico vero gi\u00e0 detto e ripetuto, anche e soprattutto attraverso la Grazia divina della teologia dottrinale (solo cattolica).<br \/>\nA cui tutti devono sottoporsi almeno per metodo. Invece la filosofia continua a\u00a0 surrogare la sua autonomia giustamente rigorosissima con&#8230; l\u2019indipendenza dalla teologia, come ha pure separato mostruosamente e <em>definitivamente<\/em> la sua Ragione dalla Fede. Cio\u00e8 l\u2019intelletto dalla dalla Verit\u00e0, vale a dire dall\u2019oggetto prediletto del suo desiderio. Berardinelli l\u2019aveva semplicemente capito in tutta la sua complessit\u00e0: da l\u00ec tutte le sue critiche sacrosante, da me gi\u00e0 condivise tutte! Cos\u00ec, in tutti gli incontri del Meeting, con gli ottimi interventi di Savorana e della Ghisoni, ora aleggia un clima di rinnovata ricerca veritativa. In cui il bemolle \u00e8 costituito dal gigantesco equivoco sulla finalit\u00e0 che si oppone clamorosamente, da parte dell\u2019attuale Papa e del suo suo clero perlopi\u00f9 dottrinalmente silenzioso, a quello proclamato e \u00a0sostenuto di fatto, almeno teoricamente, da CL. Il ritorno esplicito e diretto a don Giussani non pu\u00f2 che sempre ampliare questa riscoperta essenziale!<\/p>\n<p><strong>Il modernismo bergogliano e sangallista ormai si \u00e8 fatto maestro, nella storia mondiale, col suo (apparente) relativismo strategico e la sua proverbiale ambiguit\u00e0 metodologica e linguistica: pure nella falsificazione di tutto il suo politicismo come deterioramento della nobile politica<br \/>\n<\/strong>Papa san Pio X l\u2019aveva gi\u00e0 ben chiaro e scritto nella sua pi\u00f9 famosa enciclica, la <em>Pascendi<\/em> del 1907, in cui aveva proclamato \u201c<em>il modernismo come sintesi di tutte le eresie<\/em>\u201d! Grazie agli eccezionali progressi dell\u2019argomentazione filosofica almeno fenomenologica o di quella di Heidegger della prima e sua seconda fase, le capacit\u00e0 speculative anche teologiche interne al Cattolicesimo e alla Chiesa si sono sviluppate ancora pi\u00f9 in modo specialistico. E contrarie, ovviamente, al principio veritativo e semplice evangelico del \u201c<em>s\u00ec, s\u00ec, no no<\/em>\u201d metafisico e divino che per millenni aveva guidato la ricerca del Vero nella storia. La frenesia smaniosa dei modernisti, di tutto cambiare nella sostanza della Dottrina della Chiesa per raggiungere i desideri della mondanit\u00e0 modernista e relativista, con la copertura dell\u2019approfondimento tradizionalmente imperativo della Rivelazione, ha ancor pi\u00f9 preso il sopravvento nella concezione teologica e dottrinale della Chiesa cattolica dopo Pio X. Al punto che, col primo Pontefice quasi coscientemente progressista, san Giovanni XXIII, si ebbe a proclamare l\u2019inizio del Concilio Vaticano II con l\u2019indicazione che non sarebbe stata un\u2019assise mondiale \u201c<em>dogmatica ma solo pastorale<\/em>\u201d: ecco l\u2019esempio emblematico della falsificazione e dell\u2019abiguit\u00e0 modernista.<br \/>\nNon esiste in effetti alcuna pastorale che non implichi implicitamente una filosofia e, ancor pi\u00f9, una teologia dottrinale ovviamente dogmatica. Da l\u00ec in poi \u00e8 stato un festival di orribili sciocchezze dottrinali. Per\u00f2, come al solito, \u201csaggiamente\u201d controbilanciate da affermazioni ben contrarie e \u201drassicuranti\u201d per i gonzi (cio\u00e8 i fedeli-massa !) che tutto fosse nella \u201ccontinuit\u00e0\u201d ecclesiale.<br \/>\nLa strategia protestante \u2013 aveva gi\u00e0 notato Pio X \u2013 era nel frattempo gi\u00e0 cambiata o ne accelerava la velocit\u00e0: non si trattava pi\u00f9 di realizzare traumatiche scissioni scismatiche protestanti, ma di infiltrare la Chiesa cattolica e provocarne il reale cambiamento trasformativo dall\u2019\u201dinterno\u201d!<br \/>\nDopo il Pontificato di Pio XII, e dopo la prima guerra mondiale, ecco l\u2019inizio col modernismo soprattutto di don Buonaiuti, entrista (sebbene molto pubblicamente osteggiato) del modernismo e del neo-modernsimo anche nella Cattolicesimo.<br \/>\nFino all\u2019esplicitazione dell\u2019elezione di Papa Francesco, militante attivissimo gi\u00e0 quasi Papa nel 2005 battuto solo da Benedetto XVI (Papa Ratzinger) ma solo per soli otto anni. Infatti gi\u00e0 le sue inaudite\u00a0 dimissioni del 2013, al gi\u00e0 candidato cardinal Bergoglio permisero di essere infine eletto Papa: \u201csangallista\u201d esplicitamente, ma anche esponente di rilievo della teologia eretica (gi\u00e0 condannata) della cosiddetta \u201cLiberazione\u201d (marxista) in tutta l\u2019America latina. In che modo?<br \/>\nSemplicemente appoggiando ora chiaramente le politiche europee che, a loro volta, non sono altro, dopo il Trattato di Maastricht, della pure tradita e originale \u201cComunit\u00e0 europea\u201d fondata (principalmente) dai tre politici cattolici, il tedesco Adenauer, il francese Schuman e l\u2019italiano De Gasperi (il <em>centrista che guardava a sinistra<\/em>). Grande leader quest\u2019ultimo della Democrazia Cristiana italiana, che poi permise l\u2019introduzione modernista del divorzio e dell\u2019infernale aborto nello Stivale&#8230; Fatalmente tutta la concezione della politica, come gestione teologicamente santificata degli affari pubblici, divenne definitivamente attivit\u00e0 (forsennata) politicista, attualmente. Come totrebbe un movimento minimamente religioso nemmeno parlare di tutto ci\u00f2?<\/p>\n<p><strong>Le tre dimensioni esistenziali di CL attualmente metafisiche ed ecclesiali. Quella religiosa giussaniana, quella divenuta individualista e modernista della sua base e quella falsamente papalina, sua tradizionale, criticamente sottoposta, a priori, all\u2019Autorit\u00e0 in modo formale<br \/>\n<\/strong>Quasi dodici anni di questo Pontificato esplicitamente modernista e una ventina d\u2019anni dall\u2019assenza e morte del fondatore monsignor Giussani, hanno portato Comunione e Liberazione allo sfaldamento e la centrifuga anche interna, prevedibile e prevista del suo movimento. \u201cEra scritto nel Cielo\u201d, pu\u00f2 tranquillamente essere detto oggi rispetto al contrasto con l\u2019epoca del modernismo detto forzato dalla modernit\u00e0 secolarizzata nel mondo. Ma il movimento forse pi\u00f9 religioso del ventesimo secolo, insieme a quello sacerdotale della Fraternit\u00e0 san Pio X di monsignor Lef\u00e8bvre, non poteva sparire senza lasciare traccia della sua intrinseca religiosit\u00e0 ambrosiana e ovviamente ortodossa. Pure nella sua miracolosit\u00e0 carismatica. Quella che aveva stupito tutta la contemporaneit\u00e0 scettica e ormai in procinto di arrendersi completamente ad una Cattolicit\u00e0 diminuita ben al di qua della sua essenza sovra-umana. Privata del suo fuoco missionario e veramente moderno senza clericalit\u00e0 e pieno di Fede \u201cbaldanzosa\u201d. La prima componente ciellina che \u00e8 possibile ancora notare appena la si avvicina oggi, anche dopo l\u2019emorragia quasi mortale delle due sue crisi: del \u201968 e dell\u2019era Carron dopo il 2005. Ma l\u2019enorme perdita, \u00e8 piuttosto quella di una religiosit\u00e0 ancora abbastanza autentica che riecheggia quella sempre tipicamente giussaniana di un sublime ineguagliato. Imparagonabile anche da parte dei lefebvriani che pure avevano colto la speficit\u00e0 della primazia sacerdotale. Era la potenza non umanamente calcolabile propria della Comunit\u00e0 cristiana e cattolica, sebbene peccaminosa, che aveva stupito il mondo gi\u00e0 laicista degli anni \u201955-\u201990, non solamente in Europa. Non si trova da nessuna parte una intelligenza ineguagliata nel discorso originale ciellino attuale, anche se con venature di tonalit\u00e0 e imitative, non configurabili (come anche in passato) in una personalit\u00e0 nella maturit\u00e0 religiosa del\u00a0 Gius. Innumerevoli volte invanamente descritta. La seconda componente costitutiva, purtroppo maggioritaria, del movimento \u00e8 quella spappolata della massificazione tipica della societ\u00e0 di massa: \u00a0con l\u2019individualismo inconsapevole, omologato culturalmente al mondo dissociato e relativista. Esso \u00e8 configurabile pure nelle sue scelte politiche personalissime, tutte considerate legittime come nella visione detta \u201cpluralista\u201d (e realmente perduta) del mondo eccentrico e irreligioso. Si tratta della componente pi\u00f9 diffusa, quella che solitamente vive nel centro del mondo pur essendone situato nella sua pi\u00f9 squallida sottomissione. Parzialmente redenta solo in una idealit\u00e0 contraddittoria e per molti aspetti centrali nell\u2019antagonismo al messaggio escatologico.<br \/>\nSostanzialmente, vien fatto di ricordare i vecchi militanti dell\u2019Azione Cattolica peggiorati in acriticit\u00e0 rispetto alla complessit\u00e0 imparagonabile con l\u2019attuale contesto culturale, cui quotidianamente si deve far fronte. Ed \u00e8 in questa continuit\u00e0 quasi sociologica che si snoda la terza parte costituente il grosso della formazione informe ciellina che interpreta anonimamente la sua appartenenza pi\u00f9 spettacolare e superficiale al movimento. Allo stesso modo con cui si partecipa alle aggregazioni massificate neo-gnostiche senza nemmeno volerne capire il senso. La cosa \u00e8 naturalmente giustificabilissima dal punto di vista, peraltro, di un qualsiasi movimento massificato e laicale oggi&#8230; Ma non da quello cristiano.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 che rende problematica la valutazione su CL \u00e8 il suo sostegno aperto a Papa Francesco, giudicato mondialmente, o molto permissivo dalla stragrande magggioranza pure anticlericale; oppure gi\u00e0 eretico valutato da parte dei Cattolici petrini, nell\u2019anti-modernismo attuale<br \/>\n<\/strong>Il problema di un qualsiasi movimento oggi \u00e8 sempre quello della sua omogenit\u00e0 e unit\u00e0 tra la testa e il suo\u00a0 corpo globale. Anche riguardo ai partiti politicisti. Che valore darne ad uno che ha la testa dirigente, diciamo, in via di rinsavimento e il corpo invece inconsapevole, oltre della sua storia, anche dei principi dottrinali che, ancora oggi, dovrebbero animarlo? \u00a0Il cambiamento redentivo, se ci sar\u00e0, sarebbe poi inficiato totalmente dall\u2019immagine critica di don Giussani fedelissimo alla Chiesa cattolica, ma tenendo conto che i papi della sua epoca potevano essere molto marginalmente modernizzanti ma non hanno mai sostenuto esplicitamente \u2013 come l\u2019attuale \u2013 il modernismo! E, secondariamente, non ci si trovava di fronte a un popolo di Dio come oggi \u00a0gi\u00e0 totalmente anticlericale e traviato da ideologie \u2013 tutte! \u2013 ateizzanti o protestatizzanti. Processi imputabili pure alla condotta permanente di Papa Francesco di cui le popolazioni cominciano pure ad orecchiare l\u2019orrenda eterodossia, compresa quella del suo clero pi\u00f9 vicino.<br \/>\nCome presentarsi ligi e allineati e coperti come neppure il movimento di sant\u2019Egidio, il prediletto politicistico oggi <em>\u00a0factotum <\/em>della Chiesa romana, nemmeno si preoccupa di fare?<br \/>\nSostenere il Papa non vuol dire tacere, ne mai l\u2019ha voluto (!) sui suoi errori palesi. Si ha il dovere di denunciarli! Non solo se ne ha il diritto. Peraltro anche contestato a chi lo esercita disciplinatamente!<br \/>\nLa ritenzione di giudizio oppure la sua \u201ctolleranza\u201d giudicata alla stregua di opinionismo personale cosiddetto \u201ccarismatico\u201d, non era peraltro per niente mai stato giussaniano!<br \/>\nL\u2019opposizione che se ne riceveva a causa dell\u2019opposizione del mondo e dell\u2019allora chiamata erroneamente Chiesa \u201ctradizionale\u201d (che tale non era e piuttosto coltivava chiusure clericaliste e moraliste), era padroneggiata dal Gius. Fino a convincere un Papa come Paolo VI, il quale, non capendo proprio tutta la religiosit\u00e0 di CL, ne bendiceva l\u2019esistenza \u201cbaldanzosa\u201d. Che vedeva unica e rarissima nel sociale, se non personalmente nei cosiddetti fedeli&#8230; Salvo poi costatare un clero corto e invidioso che, incapace di criticare razionalmente e teologicamente don Giussani e il suo movimento, si limitavano a denigrarlo&#8230;<br \/>\nCos\u00ec il Gius \u00e8 rimasto per una trentina d\u2019anni senza riconoscimento ufficiale nella Chiesa cattolica e Mistica. A volte anche in disaccordo con i suoi ciellini. Prima di osannarlo, ce lo si ricordi!<br \/>\nOggi CL \u00e8 fondamentalmente contata nelle sue adunate dette sempre \u201coceaniche\u201d ma non (ancora) sociali o percepite veramente come santificanti e rigorosamente dottrinali!<br \/>\nNon ambisco a dare consigli del resto non richiesti a CL. Ci ho rilunciato da ben pi\u00f9 di quindici anni.<br \/>\nSolo insisto che fuori dalla Chiesa cattolica, come sempre, non c\u2019\u00e8 salvezza. Per la conversione di tutti, preghiamo.\u00a0 \u00a0\u00a0<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I quattro interventi sono stati di un rigore analitico e teologico di grandissimo rilievo, centrati sul tema cruciale della nostra epoca, ossia relativo pure allo gnosticismo e all\u2019ecclesiologia salvifica! 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