{"id":4673,"date":"2021-12-13T02:42:36","date_gmt":"2021-12-13T01:42:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=4673"},"modified":"2021-12-13T02:42:36","modified_gmt":"2021-12-13T01:42:36","slug":"e-il-corpo-mistico-della-chiesa-cattolica-spesso-poco-visibile-lo-scopo-permanente-del-cammino-delluomo-altrimenti-votato-alla-perdizione-anche-mentale-e-comportamentale-pure-il-piu-divinam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=4673","title":{"rendered":"\u00c8 il \u00ab\u00a0Corpo mistico della Chiesa cattolica\u00a0\u00bb, spesso poco visibile, lo scopo permanente del cammino dell&rsquo;uomo, altrimenti votato alla perdizione. Anche mentale e comportamentale! Pure il pi\u00f9 divinamente dotato dei Movimenti cattolici ha come sola o principale destinazione l&rsquo;approdo santificante alla Chiesa, con a capo sempre Cristo. E ci\u00f2, incarnato nella figura, quasi mai garantita a priori come oggi, dal suo \u00ab\u00a0Vicario\u00a0\u00bb Papa Francesco: nell&rsquo;attuale intermittente tendenza modernista, immanente e protestantizzante."},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Pena rimanere tragicamente infantile e pleonastico, un Movimento cattolico col suo carisma specifico, dunque sempre comunitario come in Comunione e Liberazione, pu\u00f2 solo sfociare nel Mistero della Chiesa, fatalmente bistrattato dal mondo. Oggi anche ostruito alla vista sotto il presenzialismo eterodosso dell&rsquo;attuale Papa, pi\u00f9 che altro immanentista ed eterodosso significativamente e inutilmente applaudito dai miscredenti di sinistra. All&rsquo;opposto del rigorosissimo e provvidenziale arcivescovo Vigan\u00f2, pienamente convertito alla Chiesa petrina!<br \/>\n<\/em><\/strong>Papa Francesco corre appresso al mondo, come fa da decenni in quanto deteologizzato sangallista, il quale ritiene cervelloticamente l&rsquo;umanit\u00e0 sostanzialmente gi\u00e0 strategicamente investita, rahnerianamente, dalla immaginata gratuita e supposta sempre disposta <em>Grazia di Dio. <\/em>E questo, anche<em> s<\/em>enza l&rsquo;eterna indispensabile mediazione evangelica dell&rsquo;<em>Ecclesia<\/em> divina di Pietro, con i suoi Sacramenti! La cui colossale e vanit\u00e0 teleologica, non solo di fatto, rispetto all&rsquo;ossessiva rincorsa alla mentalit\u00e0 mondana, rende evidente il problema costituente della sua grande crisi storica di Apostasia. O meglio, della maggioranza di tutti i suoi uomini, nella Chiesa cattolica! Caracollante comunque da secoli e, specialmente, dalla morte di Papa Pio XII. Particolarmente dal Concilio Vaticano II. Oltre da questo Pontificato cocciuto per la sua eresia, astutamente dissimulata nella sua continua intermittenza\u2026 Il Movimento <em>Comunione e Liberazione,<\/em> con due crisi sconvolgenti di tipo rifondativo sebbene di natura opposta, in una cinquantina d&rsquo;anni (nel &rsquo;68 e nel 2005, dopo la morte del fondatore e Maestro, don Luigi Giussani), deve ora affrontare una seria analisi detta di \u00ab\u00a0doppia crisi\u00a0\u00bb. Interna ed esterna, radicalmente nuova e molto significativa. In quanto deve attualmente porsi domande, sebbene negli ultimi quindici anni molto astutamente eluse e ben pi\u00f9 radicali, rispetto alle abitualmente autoposte in questa sua terza fase. Soprattutto se si pensa che in <em>CL<\/em> non esiste ormai quasi nessuno che sappia chi comanda veramente nel mondo! Ora le attuali dimissioni del suo presidente monsignor Carron, delfino spagnolo definito sin dall&rsquo;inizio molto \u00ab\u00a0<em>estraneo<\/em>\u00a0\u00bb alla storia gloriosa del Movimento, soprattutto dal punto di vista della sua altezza vitale. Tutta la situazione \u00e8 cos\u00ec resa ancor pi\u00f9 criticamente interrogativa. Il tipo di risposta in gioco \u00e8 indispensabile per almeno comprendere il discorso escatologico, salvifico e universale del grandissimo provvidenziale e attuale monsignor Vigan\u00f2. Ma ancora oggi, la stramaggioranza dei ciellini residui vive nella pi\u00f9 completa ignoranza dell&rsquo;analisi politica mondiale e sulla teologia reale che, almeno negli ultimi quindici anni, ha pure definitivamente demistificato, per esempio, l&rsquo;ultimo Concilio. Il quale, sedicente fin dai suoi preamboli, si era dichiarato ridicolmente \u00ab\u00a0esclusivamente pastorale\u00a0\u00bb e non dottrinario-cristocentrico, \u00a0come sempre e per definizione! Nella cui Assemblea ecclesiale plenaria pure sguazzava ancora come leader culturale, passivamente indiscusso, l&rsquo;ancora abbastanza sconosciuto \u00ab\u00a0esperto\u00a0\u00bb gesuita tedesco ed eretico, Karl Rahner.<\/p>\n<p><strong><em>La non solo recente ignoranza filosofica, teologica e storicamente ecclesiologica di<\/em><\/strong><strong> <em>Comunione e Liberazione, adagiata sulla cultura autenticamente sterminata e temeraria, del ritenuto pi\u00f9 grande religioso cattolico del ventesimo secolo: quello del suo fondatore per cui \u00ab\u00a0solo gli audaci e umilmente cristocentrici accederanno al Regno dei Cieli\u00a0\u00bb\u2026<br \/>\n<\/em><\/strong>Il quale modernista Rahner, non solo coerente alla sua copiosa e diabolicamente antropocentrica \u00ab\u00a0teologia immanentista del successo\u00a0\u00bb (altro che Mistero umile della Croce!), si accingeva a vivere \u00ab\u00a0<em>more uxorio<\/em>\u00a0\u00bb con la sua amante\u2026 E ne faceva pure \u00ab\u00a0sommo insegnamento pubblico\u00a0\u00bb, totalmente o quasi molto segu\u00ecto o giustificato, in modo anticipatamente anche sessantottino, gi\u00e0 da una maggioranza ecclesiastica piuttosto o silenziosamente disorientata, non solo europea.<br \/>\nSvuotando, per almeno un mezzo secolo e pi\u00f9, il concetto stesso di Autorit\u00e0 veritativa e non solo formale. Indispensabile, ovviamente, alla grande assente nel ciarlare infinito e pubblico della nostra epoca, che ha anche definita impossibile e non fondata la definizione di \u00ab\u00a0Verit\u00e0 unica\u00a0\u00bb e non relativista della Cattolicit\u00e0! Le ultime scoperte anche delle vere scienze hanno invece, nel frattempo, sorpassato, almeno in modo avanguardistico, la sordida ritrosia ingiustificata della Chiesa. La quale appare, nella sua squallida reticenza generale, non essere pi\u00f9 fiera della Verit\u00e0 totalmente incarnata da Cristo. A parte i molti ciarlatani ora sedicenti medici detti generalmente \u00ab\u00a0virologi\u00a0\u00bb anche cosiddetti terapeuti \u2013 in realt\u00e0, a copertura ben prezzolata e in conflitto d&rsquo;interesse per un potere politico realmente gi\u00e0 desautorato e alquanto\u00a0 disprezzato \u2013 i veri scienziati e non scientisti, sono discretamente cos\u00ec giunti quasi alle stesse conclusioni trascendenti che la religiosit\u00e0 culturale romana ha sempre affermato. Il rinnegamento relativistico del modernismo costituisce infatti, come tendenza eretica, la pi\u00f9 grave eterodossia nella storia! Cos\u00ec anche il Cattolicesimo, dopo le altre ingiustificate o false religioni, sta correndo col mondo dell&rsquo;errore di deperdizione: fino a presagire la pi\u00f9 totale follia pure psichiatrica. Fatalmente essa si rende preda dei pi\u00f9 totalitari e diabolici esseri sempre in circolazione predatrice!<br \/>\nIl sopraddetto \u00ab\u00a0principe teologo\u00a0\u00bb tedesco gesuita eterodosso, morto nel 1984, era anche stato ricevuto con molti onori da Papa Paolo VI in pieno Concilio (tra quasi l&rsquo;unanime applauso di cardinali e vescovi). Egli ebbe forse l&rsquo;involontario merito, con le sue letali \u00ab\u00a0sparate\u00a0\u00bb dottrinali antropocentriche e scervellate, di aiutare in maniera inconsapevole a convertire laboriosamente e profondamente anche il Papa stesso. Il quale se ne usc\u00ec, gi\u00e0 nel 1968, con la sua molto \u00ab\u00a0scomoda\u00a0\u00bb e inattaccabile \u00ab\u00a0<em>Humanae vitae<\/em>\u00ab\u00a0: enciclica per\u00f2 tanto respinta in blocco e pure indegnamente ridicolizzata, quanto mai veramente contestata puntualmente, dottrinalmente e in modo razionale. E questo, ancora oggi, dopo pi\u00f9 di mezzo secolo!<\/p>\n<p><strong><em>L&rsquo;alquanto falsificato amore nativo e \u00ab\u00a0personale\u00a0\u00bb di CL per le citazioni di don Giussani, fino al punto da renderle acriticamente sopravvalutate nel deserto generale antropocentrico della sua decontestualizzazione epocale: nella sottovalutazione abissale della misconoscenza teologica.<br \/>\n<\/em><\/strong>Anche i fuoriusciti da <em>CL<\/em>, dopo il tradimento del Movimento soprattutto all&rsquo;inizio del terzo millennio, in occasione della successione al suo Gius fondatore e animatore, sono rimasti con per\u00f2 molto spesso un piede situato adolescenzialmente \u00ab\u00a0<em>dentro la cosiddetta loro storia, in CL<\/em>\u00ab\u00a0\u2026: ovvia, scontata e immutabile naturalmente. In modo curiosamente acritico rispetto a tutta l&rsquo;esperienza ciellina giussaniana giudicata indenne da pecche (!), malgrado il tradimento da loro stessi denunciato. Una pur grande mutazione \u00e8 sempre foriera di precedenti, di almeno ambiguit\u00e0 teologiche pregresse! Negli ultimi anni, molti di loro giungono pure a considerare modernisticamente la \u00ab\u00a0Verit\u00e0\u00a0\u00bb evangelica cattolica piuttosto inferiore o molto subordinata, al concetto di \u00ab\u00a0compagnia\u00a0\u00bb di Comunit\u00e0 amichevole ed esistenzialista. Intesa come vocazionalmente \u2013 gi\u00e0 da parecchio tempo \u2013 e primariamente \u00ab\u00a0autoreferenziale\u00a0\u00bb. Essi attribuiscono all&rsquo;antropocentrista \u00ab\u00a0amicizia\u00a0\u00bb, notoriamente appartenente al mondano mondo buonista bergogliano, valori cristiani molto ambiguamente, oppure erroneamente interpretati. Molto parzialmente e marginalmente, debitori anche al pur grandissimo e storico san Papa Vojtyla. Ormai anche caratterizzati pateticamente da vecchi che sono diventati maggioritariamente (!), sul piano della vita esistenziale e immanentista, si potrebbe dire, alla francese: nel parecchio illuminismo secolarizzato, perdipi\u00f9 anche molto assimilato \u2013 per l&rsquo;appunto \u2013 \u00ab\u00a0personalista\u00a0\u00bb e umanoide&#8230; E generalmente detto \u00ab\u00a0cattolico\u00a0\u00bb d&rsquo;oltr&rsquo;alpe dalle immense pianure non solo cerealicole e solo apparentemente ricche di spiritualit\u00e0\u2026: in realt\u00e0 solamente di letteratura gnosticheggiante. Con le parecchio e altrettanto ambigue e, come al solito, moderniste e perlopi\u00f9 antropologiche influenze, da Maritain a vagamente fino a Teilhard de Chardin. Tutti coinvolti o lontanamente toccati dalla cosiddetta eterodossa della \u00ab\u00a0<em>Nouvelle th\u00e9ologie<\/em>\u00ab\u00a0\u2026 I teologi attuali han di che indagare qui molto a fondo.<\/p>\n<p><strong><em>Don Giussani: quattro suoi ammiratori Papi come un loro gran Maestro religioso e amico, pure personale dei primi tre. Nella crisi pi\u00f9 grave storica della Chiesa cattolica<\/em><\/strong><strong>!<\/strong><br \/>\nSi \u00e8 stati cos\u00ec convinti progressivamente che anche la religiosit\u00e0 naturale, come talento trascendente e sofisticatamente studioso nella Tradizione di don Giussani, forse il pi\u00f9 grande cristocentrico al mondo nel ventesimo secolo, con il suo paradossalmente e personalmente lontano monsignor Lefebvre (ancor pi\u00f9 efficace in quanto costituente perfino una nuova Chiesa di dimensione mondiale, reintegrata poi nella Comunione cattolica)! Non a caso, don Giussani costituisce un caso unico nella storia per essere diventato il pi\u00f9 stimato cattolico in via di santificazione da tre grandissimi Papi consecutivi: san Paolo VI, sans Giovanni Paolo II e Papa Ratzinger (peraltro considerati sospetti di larvato, anche se poi molto curato, modernismo). Durante il loro stesso cammino, anche se marginalmente indotto in \u00ab\u00a0errore storico\u00a0\u00bb, non intenzionale e involontario, ma abbastanza trasparente nella\u00a0 immancabile sottoposta influenza, molto marginale e forse pure inevitabile. Come altri moltissimi cattolici moderni di rango, san Paolo VI anche in quanto pregresso arcivescovo di Milano, metropoli e diocesi dello stupefacente nostro prete brianzolo dalla grande tradizione locale \u00a0religiosa; san Giovanni Paolo II, fin dall&rsquo;epoca in cui era glorioso vescovo nella sua Polonia, visitato da tutta <em>CL <\/em>in cerca di esperienze religiose storiche paragonabili alla loro, e significativamente pure politiche; senza dimenticare\u00a0 il sempre vivente Benedetto XVI (gi\u00e0 da cardinale nell&rsquo;ultimo suo gesto pubblico, che scelse di commemorare il nostro grande prete brianzolo, al partecipatissimo e storico suo funerale a Milano (alla vigilia del\u00a0 Pontificato poi destinato alle sue dimissioni, mai comprese veramente). In sovrapppi\u00f9, si aggiunga che il cardinale Bergoglio lo aveva inizialmente <em>adorato<\/em> ambiguamente quando era ancora lontano, molto futuro Papa Francesco, ancora in Argentina, alle prese con la cosiddetta \u00ab\u00a0teologia\u00a0 della liberazione\u00a0\u00bb totalmente condannata dai due Papi successivi. E questo, in occasione della sua prefazione a uno dei libri del nostro fondatore esaminato e sommo educatore, della sua era, nel suo capoluogo milanese, tradotto in spagnolo e tratto dal suo famoso \u00ab\u00a0PerCorso\u00a0\u00bb\u2026 Non si deve neppure dimenticare poi, che se si parla di monsignor Giussani, si descrive \u00a0inevitabilmente la fase primissima, anche reattiva, al modernismo come piaga infernale non solo dei nostri giorni, ma da pi\u00f9 di due secoli!<\/p>\n<p><strong><em>Pi\u00f9 di dieci anni rapidi di veloce secolarizzazione finale di un Movimento anti-borghese e perfino anti-clericale, profondamente religioso e all&rsquo;origine di una rinascita salvatrice per il mondo intero.<br \/>\n<\/em><\/strong>Mentre il Gius, anche molto malato, si accingeva soprattutto a prepararsi al supremo incontro anche \u00a0\u00a0agognato col suo Creatore, non proprio allo stesso modo di due grandi campioni invece del modernismo rahneriano aderenti cio\u00e8 alla sedicente (!) \u00ab\u00a0Mafia di San Gallo\u00a0\u00bb, cio\u00e8 il cardinal Martini e Papa Francesco. I quali avevano potuto affibbiare la critica fondamentale prevedibile e ben pubblica al nuovo Movimento di <em>CL<\/em>. Movimento diventato fatalmente, nel frattempo e di fatto\u00a0 sempre piuttosto <em>erudito<\/em>, ma in modo radicale alquanto <em>eternamente giovanile <\/em>ed elementare nel suo percepito semplice e sconvolgente, almeno sul piano stilistico razionalista. Mi rendo per\u00f2 conto che ormai i cattolici non distinguono pi\u00f9 gli aggettivi dai loro degradanti o degradati: usano spessissimo il termine\u00a0\u00bb razionale\u00a0\u00bb al posto di \u00ab\u00a0razionalista\u00a0\u00bb (come laico in luogo di laicista\u2026). Critica questa, quindi nel senso della sua pura cronologicit\u00e0 riguardante cio\u00e8 l&rsquo;ormai \u00ab\u00a0<em>terza et\u00e0 avanzata<\/em>\u00a0\u00bb della grandissma maggioranza interna dei suoi membri che si fregiano del vantaggio anche della loro sociologistica maggioranza. Non solo in un Movimento prevalentemente e giustamente sempre detto educativo non, naturalmente, nella sua eterna caratteristica veritativa, ma nella sua vocazionalit\u00e0 per\u00f2 sostanzialmentetroncata. Quindi anche nella ripetitiva visione unica e unitaria e dalla costante <em>inizialit\u00e0<\/em> ormai tardo-adolescenziale nella sua effettualit\u00e0. E nettamente ormai infantilizzante per i suoi militanti, soprattutto della prima ora o della sua prima fase, ma non solo. Cosa che ricorda, naturalmente per contrasto, la famosa sua autentica \u00ab\u00a0baldanza\u00a0\u00bb studentesca divenuta per\u00f2 anch&rsquo;essa fatalmente assente o solo patetica nella sua fenomenologia strutturalmente stant\u00eca o \u00ab\u00a0ritirata\u00a0\u00bb nel rinunciatario. Ancora oggi \u00a0nostalgica, nel generale intimismo spiritualizzante e tardo-personalistico, anche ossessivo o grottesco. Con un mondo detto moderno, invece, la cui esistenza quotidiana diventa, sempre pi\u00f9 aggressiva e piattamente pure materialista, gi\u00e0 da molto prima della morte nel 2005 del Gius.<br \/>\nCaratteristica religiosa esattamente opposta a quella fatalmente acquisita ancor pi\u00f9 da <em>CL<\/em>, addirittura socialmente sparita e dormiente ormai come l&rsquo;Azione Cattolica, abitualmente schizoide tra leggerissima religiosit\u00e0 auto-applaudente e vita sempre pi\u00f9 borghese e gnostica. Quattamente interna nello psicologismo abituale generalizzato, mutuato direttamente pure dal mondo (individualizzato apparentemente ma totalmente pubblico nel suo efficace totalitarismo). Quasi in modo incredulo, nel fatale sonno nella Gnosi completamente deteologizzata e nel pauperismo filosofico e dottrinale: parlo qui evidentemente non solo della massa del Movimento cattolico, ma anche della sua<em> \u00e9lite<\/em> tutta genuflessa, in modo anche anchilosato e quasi inconsapevolmente, a una religiosit\u00e0 amaramente eretica che finge la modernit\u00e0, anche per falsa opposizione! Tutto questo, anche mediante e sotto il fuoco di \u00ab\u00a0opportune e importune\u00a0\u00bb argomentazioni, come diceva san Paolo per\u00f2 con ben altri scopi ortodossi. E di origine per\u00f2 soprattutto immanente: si trattava di critiche, dicevo, da parte del cardinal Martini, prima del suo volontario trasferimento pensionistico in Israele. E come secondo cosiddetto critico, ricordavo Papa Francesco\u00a0 gi\u00e0 nel 2015, in udienza aperta e mirata in Piazza San Pietro, alla presenza di 100.000 membri di <em>CL. <\/em>Per\u00f2 completamente secolarizzata o quasi, da una decina d&rsquo;anni della nuova gestione direttiva non solo\u00a0 carroniana. Si era gi\u00e0 nell&rsquo;evidenza pubblica del paradosso di quando si fosse giunti semplicemente, al bue che accusa di essere colpevolmente cornuto lo splendido e fiero cervo\u2026<\/p>\n<p><strong><em>La teleologia finalizzata di un qualsiasi \u00ab\u00a0Movimento cattolico\u00a0\u00bb \u2013 se non in modo vocazionale e, solo per certuni, a vantaggio dei giovani gnosticizzati anche dal laicismo scolastico \u2013 \u00e8 di concepirsi cio\u00e8 come adulti se possibile non senilizzanti nell'\u00a0\u00bbamichevolezza nostalgica della compagnia\u00a0\u00bb, tanto detestata dal Gius. Condurre cio\u00e8 gli uomini alla Chiesa cattolica petrina, non in modo spiritualista!<br \/>\n<\/em><\/strong>\u00c8 la Verit\u00e0 la caratteristica primaria ed essenziale del messaggio cristiano, di cui il cristocentrismo \u00e8 il fulcro. Per cui la molto malintesa fedelt\u00e0 al Papa eterodosso e intermittente (per calcolo, solo per ragioni opportunistiche di tipo auto-pedagogico infondato, alla maniera da falso parroco di campagna ormai storicamente sparito dappertutto), viene intesa, non solamente a partire dalla sua elezione a Papa, in modo ancora sentimentale e pedissequamente. Senza cio\u00e8 rapporto con il rigore magisteriale veritativo e oggi storicamente evidente. Pure nel residuo Movimento di <em>CL <\/em>e suoi dintorni. Indipendentemente cio\u00e8 dalla Verit\u00e0 frequentata come inferiore o indifferente alla politica mondana ecclesiale. E ancor pi\u00f9, rimasta nella deriva storica immanentista propria alla gnosi, relativista ed eretica: nell&rsquo;accezione anche di \u00ab\u00a0compagnia esistenziale\u00a0\u00bb. Per cui spessissimo don Giussani esplodeva collericamente nel suo polemicissimo \u00ab\u00a0<em>della vostra compagnia<\/em> <em>me ne infischio<\/em>!\u00a0\u00bb. Politica ecclesiale verticale la sua, sempre meno veramente compresa da tutti. E parzialmente percepita e ricevuta anche sterile\u2026 Sempre pi\u00f9 infondata nel suo ossessivo rincorrere come<em> \u00ab\u00a0leitmotif\u00a0\u00bb<\/em>, non nella sua finalit\u00e0 tragicamente sconosciuta (o travisata) pratica della <em>compagnia cosiddetta esistenziale,<\/em> da parte di una paurosa progressiva maggioranza. Militante devastazione e diabolicamente rimemoratrice questa, soprattutto per le fasi diciamo fondative amorose, naturalmente volute candidamente entusiaste pure dai nuovi militanti giovani, mirati conformisti in erba con la generale mentalit\u00e0 vitalista ma non troppo\u2026 Per esempio, se ne trovano in quantit\u00e0 oceaniche nella comunicazione interna ed esterna, ancora oggi, ma anche nel cosiddetto illusorio evangelismo dell&rsquo;ecumenismo, oggi molto praticato in modo parecchio eterodosso e, come sempre, a dir poco apparentemente ingenuo da Papa Francesco. Costantemente nella sostanza di ricordanza evocativa fino al sacrilego stucchevole ipermediatizzato, in concorrenza al migrazionismo! Tutto questo, con pure contenuti piuttosto uguali o analoghi (in ogni caso alquanto patologici) a quelli di Assisi, gi\u00e0 presenti con danni o inutilmente, dagli anni settanta del secolo scorso. Funzionale inconsapevolmente e in modo inaccettabile per un Movimento supposto fedele alla\u2026 Verit\u00e0 come <em>CL.<\/em> Sempre reiteratamente richiamato all&rsquo;educativit\u00e0 permanente e rigorosa, nella sua tradizionale funzione gloriosa sociale e, per conseguenza, politica (ma ormai esclusa!): totalmente responsabile e adulta e socialmente anche comprensibile, senza bisogno di \u00ab\u00a0interpreti\u00a0\u00bb ben traduttivi per la comprensibilit\u00e0 anche degli altri cattolici (ignari del gergo diventato anche vuoto ciellino)! Critiche tutte queste, esagerate? In realt\u00e0, esse sono appena simmetriche all&rsquo;attuale superficialit\u00e0 tanto in relazione alla tradizione storica d&rsquo;intelligenza teologica e politica, esercitata da tutto il Movimento fino, si pu\u00f2 dire, alla morte del suo fondatore Giussani. E questo durante un mezzo secolo anche internazionalmente, malgrado l&rsquo;alquanto forse inevitabile piccolo cedimento, seppur certo, del Gius riguardo ai cosiddetti \u00ab\u00a0Viaggi apostolici\u00a0\u00bb. I Papi devono rimanere generalmente a Roma \u2013 si sa \u2013 vicariamente come eterno scopo di pellegrinaggi (cui si deve dedicare tutta la Chiesa missionaria!), di fede redentrice per il mondo intero e per tutti i membri delle false religioni. Quelle in supposta penitenza di conversione petrina! La dottrina delle gerarchie gnostiche, astutamente dittatoriali nel laicismo irriducibile a livello mondiale (e di ogni Paese) aderenti al<em> NOM, <\/em>aveva gi\u00e0 fatto magnificamente il suo infame lavoro distruttivo generale, di quasi totale scristianizzazione.<br \/>\nDa cui il dovere di soprattutto evangelizzare. Il portiere di una squadra di calcio non va mai naturalmente all&rsquo;attacco intelligente, per fare gol in azione, lasciando sguarnita la sua porta!<\/p>\n<p><strong><em>Le invisibili influenze storiche del modernismo pi\u00f9 o meno scivoloso, soprattutto europeo e francese, nella religiosa CL. Mentre l'\u00a0\u00bbesperienza\u00a0\u00bb<\/em><\/strong><em> <strong>ben ontologica di don Giussani si scontrava spesso con il \u00ab\u00a0personalismo\u00a0\u00bb molto gnostico del mondo, ma pure \u00a0irreligioso dei nuovi ciellini!<br \/>\n<\/strong><\/em>Il lavoro di cinica secolarizzazione scristianizzante nella civilt\u00e0 occidentale e, soprattutto, nell&rsquo;Europa a partire appena subito dopo la degenerata e orribile rifondazione cosiddetta europea di Maastricht (anche esplicitamente dichiarata contro l&rsquo;evidenza della Tradizione cristiana dell&rsquo;Europa e del mondo consegnato alla modernit\u00e0). In tradimento alla cristiana \u00ab\u00a0Comunit\u00e0 Europea\u00a0\u00bb iniziale. Quella dei tre cattolici fondatori (Adenauer, Schumann e De Gasperi, tutti e tre germanofoni e gi\u00e0 mitteleuropei).<br \/>\nE la cosa, mentre tutti i fedeli romani erano ancora \u00ab\u00a0concentrati\u00a0\u00bb sul concetto, sempre valido, della nuova e autentica religiosit\u00e0 come pure delle crisi mondiali auto-confessate da parte dei comunisti al potere, completamente auto-dichiarate fallite nel 1989. Opera questa, di sordida e falsificante secolarizzazione effettuale da parte dei fautori dell&rsquo;ancora piuttosto ignoto <em>Nuovo Ordine Mondiale<\/em>, ignorato ma ben operativo, da tutti i molto ignari e sempliciotti cattolici, alquanto sempre pi\u00f9, intimisti e catacombali, senza alcuna ragione giustificativa nemmeno esterna. Con poi alla testa la maggioranza disorientata del suo clero sempre pi\u00f9 immanente e acquiescente, appositamente via via nominato ai posti chiave con intenti anche sostitutivi, soprattutto da Papa Francesco. E gi\u00e0 a favore dei pi\u00f9 subordinati al modernismo politicista ideologico (grazie allo statalismo scambiato per la realt\u00e0 \u00ab\u00a0immutabile\u00a0\u00bb del mondo) della cosiddetta modernit\u00e0\u2026 Perdipi\u00f9 anche nascosto e soprattutto sempre maggiormente nell&rsquo;ideologia del finanziario internazionale anonimizzante. Cos\u00ec ora l&rsquo;arcivescovo Vigan\u00f2 ha avuto il \u00ab\u00a0demerito\u00a0\u00bb di aver analizzato tutto ci\u00f2 quasi improvvisamente per tutti i papalini, davanti al mondo intero. Rigorosissimamente, con grande sagacia realistica e con competenza storica di precisione meticolosa. Dato anche il grado d&rsquo;ignoranza irreligiosa e ideologica, in auge da decenni, e mentre ci si preoccupava \u2013 non a caso \u2013 dell&rsquo;evaporazione diabolica della fede cristiana. Oppure per la sbigottita silenziosa e abituale estraneit\u00e0 vescovile pusillanime\u2026 Si aggiunga anche il caso centrale del concetto di \u00ab\u00a0esperienza\u00a0\u00bb, cardine del discorso veritativo ciellino da sempre. Dal significato cos\u00ec spesso malinteso tra quello veramente religioso del Gius, nel senso ontologico del suo termine anche originariamente fondato. E quello molto spesso inteso dai suoi seguaci sempre pi\u00f9 obnubilati, che lo intendono ancora oggi in maggioranza in modo piuttosto meccanicisticamente automatizzato, nel senso anche di personale <em>esperienza<\/em> relativistica, acritica ed esistenzialmente gnostica, come in ogni partito politico moderno operativo\u2026 Le precedenti pubblicamente pentite esperienze politico-religiose di Vigan\u00f2, nei suoi alti incarichi ecclesiastici mondiali fatalmente oggi subordinati in cui aveva acquisito personalmente rare perizie fattuali e preziose, hanno permesso al grande prelato l&rsquo;incantevole miracolo della sua profonda conversione, anche culturale. Nella storia di cotanto immanentismo anche progettuale, gli ha cos\u00ec permesso un livello di documentazione, nella sua nuova e disincantata visione del mondo e della Chiesa sua cattolica, pure nel suo nuovo annuncio. E questo, descrivendo tutti i passaggi e le concatenazioni delle devastazioni reali, ormai anche gi\u00e0 avvenute e non viste.<br \/>\nDa cui si stanno realizzando le sciagure esistenziali e politiche attuali come fonti certe e rimaste tragicamente sconosciute. Egli \u00e8 anche indotto nella sua nuova missione, dal relativo e orribile segretismo totalmente falsificante oggi regnante, prodotto all&rsquo;origine dal <em>NOM<\/em> internazionale<em>.<\/em> Il vero potere cio\u00e8 mondialista transumano<em>,<\/em> che ha ingenerato cos\u00ec da pi\u00f9 di mezzo secolo, una ideologia anti-umana propria del neo-malthusianesimo. Senza contare i precedenti preparativi secolari e strategicamente efficaci della massoneria internazionale. La quale ha aiutato a provocare quasi imperturbabilmente la deriva gnostica della secolarizzazione nell&rsquo;attuale <em>pensiero unico<\/em>.<\/p>\n<p><strong><em>Dalla morte di Papa Pio XII, che aveva ben scomunicato il comunismo (all&rsquo;opposto di san Giovanni XXIII che ne aveva poi fatto l&rsquo;oggetto di un accordo infame con il \u00a0Soviet Supremo alla vigilia del Vaticano II, in cambio di non parlare (!) del marxismo nel Concilio), anche il Magistero della Chiesa cattolica \u00e8 ora diventato modernista fino a prefigurare le dimensioni profetiche dell&rsquo;Apocalisse<\/em><\/strong>.<br \/>\nIn realt\u00e0 tutti i settant&rsquo;anni di esistenza di <em>CL<\/em> si sono svolti sotto l&rsquo;intensificazione progressiva del processo di secolarizzazione delle societ\u00e0, con anche le relative religioni in tutto il mondo. Soprattutto che, progressivamente, si sono allontanate dalla testimonianza e quindi dall&rsquo;analisi socio-politica. Il cattolicesimo non poteva sfuggire, proprio come \u00ab\u00a0massimo spirito del tempo\u00a0\u00bb, alle sue influenze nefaste. In modo particolare, l&rsquo;oggettiva deriva tutt&rsquo;ora in corso, anche accelerata, che \u00e8 divenuta specialmente anti-cristocentrica. E che si \u00e8 anche espressa nell&rsquo;influenza perniciosa pi\u00f9 o meno consapevolmente percepita. Tant&rsquo;\u00e8 che tutto il Cattolicesimo si \u00e8 connotato, soprattutto dopo la morte di Papa Pio XII, come un oceanico movimento di orizzontalit\u00e0 culturale. A cui le organizzazioni ecclesiali hanno dovuto progressivamente e fatalmente sottostare, anche se solo in parte criticamente. Da qui si spiega anche il fulgido splendore di <em>CL,<\/em> in contro tendenza generale nel secolo scorso. I maggiori portatoti di neo-gnosticismo nella spiritualit\u00e0 decrescente nel ventesimo secolo sono stati cos\u00ec guidati, e non solo, dalla gi\u00e0 citata \u00ab\u00a0Nouvelle th\u00e9ologie\u00a0\u00bb del Cattolicesimo dalle tendenze secolariste. Erede a sua volta anche dell&rsquo;illuminismo materialista e devastante della rivoluzione francese: ideologia e totalitaria (molto sanguinaria!) fino a quelle personaliste e soprattutto quelle razionaliste, soprattutto anglo-sassoni, che hanno \u00ab\u00a0infettato\u00a0\u00bb ulteriormente il Cattolicesimo tutto. Malgrado \u2013 nel migliore dei casi \u2013 le molto generalmente deboli resistenze. <em>CL<\/em> ne era senza dubbio il Movimento opposto, forse anche inconsapevolmente pi\u00f9 \u00ab\u00a0resistente\u00a0\u00bb perch\u00e9 il pi\u00f9 religioso, ma non proprio completamente e ovviamente impermeabile. Anche i pi\u00f9 piccoli cedimenti quasi non immediatamente percepiti si rivelano poi, pure in brevissimo tempo, vere e proprie voragini. Fino a vederci eleggere un Papa, come attualmente, perfino sangallista. La cui prassi ha gi\u00e0 svelato al mondo il tempo compiutamente interpretato detto dalle profezie descritte nelle Sacre Scritture sull&rsquo;Anticristo, come apocalittiche!<\/p>\n<p><strong><em>L&rsquo;esempio fulgido dell&rsquo;esilio punitivo per il vescovo Atanasio di Alessandria, comminato dal suo clero eretico ariano e quasi unanime. E della sua nomina a santo e Dottore della Chiesa dopo la sua morte. Come intrepido difensore della divina Trinit\u00e0, sancito anche dal Concilio di Nicea! Mai questo esempio \u00e8 stato cos\u00ec calzante con l&rsquo;attuale situazione interna nella Chiesa cattolica!<\/em><\/strong><br \/>\nOra molti cattolici anche dell&rsquo;area ciellina, rientrati ambiguamente nella falsa ortodossia gerarchica dell&rsquo;obbedienza al Papa, per\u00f2 senza condizioni evangeliche e canoniche, osano anche attaccare risibilmente la grandezza e la profondit\u00e0 storica dell&rsquo;umile arcivescovo Vigan\u00f2, comunque paragonabili a quelle del Gius. E questo relativamente al titanesco e attuale prelato, oltre che pubblicamente anche doveroso profetico annunciatore attualizzato dell&rsquo;eterna salvezza. Molto, a ben vedere, anche al di sopra e con evidenza (disperata) a quella di don Giussani, beninteso diversissima pur suprema in tutta la sua epoca nel ventesimo secolo. La fortuna della Grazia divina di disporre di Papi quasi impercettibilmente di subordinazione marginalissima alla Gnosi. L&rsquo;eterno Peccato originale non \u00e8 infatti indenne dall&rsquo;alacrit\u00e0 diabolica e incessante del principe dei d\u00e8moni. Questi sanno bene come ora tenere lontana, dalla vera Chiesa petrina, la religiosit\u00e0 cristiana nel suo \u00ab\u00a0splendore del Vero\u00a0\u00bb. Avendo perdipi\u00f9, gi\u00e0 sub\u00ecto l&rsquo;insegnamento testimoniale, ad esempio, della loro prevedibile sconfitta comunque postuma, di un immenso vescovo, l&rsquo;Atanasio d&rsquo;Alessandria d&rsquo;Egitto. Esiliato per cinque volte, quasi unanimemente dal suo clero nel quarto secolo, appena prima dell&rsquo;avvento di sant&rsquo;Ambrogio e di sant&rsquo;Agostino a Milano. Ma proclamato poi addirittura santo e pure Dottore della Chiesa (!), dopo la sua morte. Pi\u00f9 vicino ai nostri giorni sorprendenti, monsignor Lefebvre, ha realizzato, se vogliamo chiamarla in modo gi\u00e0 avvenuto \u00ab\u00a0vanaglorioso\u00a0\u00bb, per decenni soprattutto dai chierici papalini, un&rsquo;analoga parabola divina per la sua Fraternit\u00e0 Pio X. Questa fu \u00ab\u00a0graziata\u00a0\u00bb a discarico della evitabile dolorosa scomunica, solo da Papa Benedetto XVI. Al punto che essa \u00e8 potuta ultimamente giungere a essere anche inattaccabile (\u00ab\u00a0<em>obtorto collo\u00a0\u00bb<\/em>), da parte dello stesso detto \u00ab\u00a0<em>liquidatore della Chiesa cattolica, Papa Francesco<\/em>\u00a0\u00bb (ripetono illustri teologi e filosofi). Con il cosiddetto epiteto a lui riferito di<em> \u00ab\u00a0riformatore e sterminatore finale sempre in tendenza volontariamente gnostica<\/em>\u00ab\u00a0. L&rsquo;imperativo modernista resta sempre di eliminare totalmente la Messa sacralizzante in ogni particolare, in latino. Nella lingua imperiale utilizzata da quasi due millenni! E questo, come prefigurato Pontefice, dall&rsquo;inizio del terzo millennio, dalle forze eretiche moderniste e sangalliste. Non sarebbe ora inverosimile immaginare un don Giussani in procinto di celebrare, con la sua <em>CL,<\/em> la Santa Messa, ora praticamente e virtualmente vietata, come sempre si era fatto prima di Papa Montini, nell&rsquo;universale santificante rito pure tridentino. Ben all&rsquo;opposto del posizionamento realmente fedifrago, e anche troppo degenerato, Movimento ciellino suo attuale. Altro che cercare di presentare il suo molto santo fondatore nella sua persona, o tentare di celebrarlo, come papalino virtuale senza Verit\u00e0 e Libert\u00e0 prioritarie. Lui, massimo cantore del valore divino e umano della Libert\u00e0, per cui l&rsquo;Incarnato Ges\u00f9 giunse al supremo sacrificio sulla Croce e alla sua Risurrezione! Per la Verit\u00e0 del Cielo e per la Libert\u00e0 dell&rsquo;uomo. E questo, nella cosciente e disgraziatamente probabile imminente e progressiva Apostasia. Interna alla Chiesa cattolica, nell&rsquo;era nostra Anticristica, gi\u00e0 ormai praticamente giunta! Ci si chiede, cosa ancora dovrebbe mancare per la sua storica compiutezza\u2026<\/p>\n<p><strong><em>L&rsquo;idealismo hegeliano e conseguentemente marxista, in fine materialista e dominante nel mondo da quasi due secoli, falsamente imperante nella cultura politica soprattutto europea.<br \/>\n<\/em><\/strong>Ora, infatti, anche la reiterata e sempre fondamentale fedelt\u00e0 al Papa, di un Papa per\u00f2 conseguente \u00a0\u00a0e ortodosso del quotidiano \u00ab\u00a0<em>Non possumus<\/em>\u00ab\u00a0, in difesa suprema del rigore calpestato soprattutto\u00a0 inconsapevolmente, in modo superficializzante e burocratico, come se si trattasse della fedelt\u00e0 emblematica dell&rsquo;epoca Giussani, da parte dell&rsquo;ultima <em>CL<\/em>. Per\u00f2 con Papi solo marginalissimamente e inconsapevolmente in errore dottrinale. La nuova regola richiamata da Papa Francesco, per cui ogni cinque anni (massimamente raddoppiati) il presidente di un qualsiasi movimento cattolico deve essere avvicendato, si trova inficiata cos\u00ec dalla intermittente e calcolata infedelt\u00e0 antropocentrica dello stesso Papa alla sua missione volutamente dimenticata opportunamente di primo e indefettibile suo custode. Quella della perfetta fedelt\u00e0, in quanto assoluto guardiano, al teocentrismo e specialmente al cristocentrismo nella funzione originale assegnata da Ges\u00f9 stesso a Pietro. Come lo ricorda spesso forse il pi\u00f9 grande teologo-filosofo contemporaneo, Stefano Fontana, direttore del Dicastero della<em> Dottrina Sociale della<\/em> <em>Chiesa<\/em>, Osservatorio Van Thu\u00e2n di Trieste, con l&rsquo;ex-presidente ora onorario, il gigantesco fondatore dell&rsquo;Osservatorio, arcivescovo Crepaldi. In filosofia, la vera soluzione della contradizione insita in una \u00ab\u00a0coppia teoretica detta dialettica\u00a0\u00bb \u00e8 sempre solo risolvibile allorquando si privilegia, anche nella prassi, un termine rispetto all&rsquo;altro. E non li si tenga affatto sullo stesso piano ingabbiato, come nella detta dialettica hegeliana. Siccome la filosofia certa \u00e8 indispensabilmente sempre volta a dover svolgere il suo ruolo di \u00ab\u00a0<em>ancilla theologiae<\/em>\u00ab\u00a0, e non viceversa come affermano arrogantemente e incoerentemente gli stessi filosofi modernisti, del resto anche militanti di quella altrettanto terrificante, quanto anestetizzante, statalista. Quando non giungano a escludere, piatto-piatto, lo stesso \u00ab\u00a0inaccettabile\u00a0\u00bb dualismo. La fede deve essere quindi ontologicamente privilegiata nel rapporto razionale con la ragione. Come ripetuto e pi\u00f9 volte confermato dal comunque grande tra i grandi, il dimissionario e ancora molto lucido Papa Benedetto XVI. L&rsquo;idealismo hegeliano sempre immanente entra in tal modo in opposizione, pretendendo di contare sempre sulla procedura intrinseca, tragicamente non risolvibile nell&rsquo;illusione in s\u00e9, mettendo tutto sullo stesso impossibile ugualitarismo. Appiattendo cio\u00e8 immanentisticamente tutta la realt\u00e0, nel giochettino solo razionalista e idealista del pur grande filosofo Hegel, ora marxiano materialista della famosissima \u00ab\u00a0tesi, antitesi e sintesi\u00a0\u00bb. Di conseguenza, il discorso evangelico, anti-eretico e salvifico dell&rsquo;arcivescovo Vigan\u00f2 non viene ormai realmente capito, nemmeno ideologicamente intercettato \u2013 quand&rsquo;anche lo conoscessero veramente \u2013 dalla maggioranza dei cosiddetti abbrutiti, anche ciellini attuali (spesso loro malgrado). Nel soqquadro della completa e generale apostasia, sempre pi\u00f9 in atto. Ripeto come al solito insistendo: l&rsquo;aggettivo sostantivato \u00ab\u00a0abbrutito\u00a0\u00bb, che io prendo la libert\u00e0 di utilizzare spesso, non pu\u00f2 essere considerato offensivo (anzi!). In quanto costituisce il significante della conseguenza culminante di un processo di degradazione anti-aristocratico per l&rsquo;uomo!<\/p>\n<p><strong><em>Come pensare, per i cattolici, di essere presenti e non insignificanti nel mondo, come cio\u00e8 operare oggi nella politica inevitabilmente subordinata, senza prima risolvere il problema dello statalismo, cio\u00e8 della prevalenza e dell&rsquo;esclusivit\u00e0 dello Stato detto moderno sullo spirito del Regno di Dio?<br \/>\nE analogamente, come credere di produrre un pensiero cattolico socio-politico e operativo utilizzando false filosofie positiviste atee, neo-gnostiche o malthusiane, e non quella cattolica?<br \/>\n<\/em><\/strong>Non \u00e8 pertinente in questo blog analizzare, anche molto sinteticamente tutta la \u00ab\u00a0<em>Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>\u00a0\u00bb nella sua grande Tradizione. Gi\u00e0 questo post si presenta per me con una lunghezza troppo anomala. Tuttavia, non \u00e8 possibile eludere queste due domande centrali e preliminari \u2013 come invece si fa da quasi trent&rsquo;anni nel Cattolicesimo \u2013 dovendo definire una minima linea operativa (ma lo si vuole veramente?) di azione razionale nel mondo da cristiani. A tutto questo ha pensato e pensa sempre pi\u00f9, il detto dicastero della <em>DSC<\/em> che ha sede a Trieste, e nella massima persona del filosofo e teologo contemporaneo Stefano Fontana. Tre connotazioni sono assolutamente indispensabili per situare e caratterizzare i due problemi qui sopra posti nel titolo di questo capitoletto.<br \/>\n<em>Innanzitutto<\/em>, il fatto piuttosto \u00ab\u00a0miracoloso\u00a0\u00bb che tra tutti i comparti della Chiesa cattolica, la <em>DSC<\/em> sia forse il solo che non sia stato toccato dalla crisi antropocentrica dell&rsquo;eresia storica tutt&rsquo;ora in corso e trasformata dal riformismo irrazionale del clero modernista.<br \/>\n<em>In secondo luogo<\/em>, la notazione per cui senza una teoria, vale a dire senza un \u00ab\u00a0<em>theoros<\/em>\u00a0\u00bb descrittivo della realt\u00e0, una precisa dottrina, come diceva don Giussani gi\u00e0 in una delle sue \u00ab\u00a0scuole di metodo\u00a0\u00bb dell&rsquo;inizio anni &rsquo;60, la domenica mattina a Milano (oggi piuttosto significante il contrario!), nella sede dell&rsquo;Azione Cattolica; nel senso originario e concreto della parola greca, <em>teoria<\/em>. Applicata all&rsquo;azione nel mondo e senza una propria visione cristiana, non \u00e8 possibile, infatti, intervenire autonomamente ed efficacemente nella politica ben pubblica.<br \/>\n<em>In terza posizione<\/em>, la constatazione esplicita (che spiegherebbe in parte le cause delle prime due) per cui il processo di evaporazione della fede cattolica, e non solo, ha affievolito totalmente la cultura dottrinale che quasi nessuno conosce pi\u00f9 per la<em> DSC<\/em>: prova ne sia \u2013 se ce ne fosse bisogno \u2013 che alcuna parrocchia o diocesi in Italia (proprio nessuna!) si \u00e8 nemmeno iscritta ad uno dei tanti corsi di teologia sociale che l&rsquo;Osservatorio di Trieste ha molto organizzato, per esempio nel 2018-21\u2026<br \/>\nSi dovrebbe aggiungere che nemmeno la quasi totalit\u00e0 dei cattolici non conosce minimamente i principi che riassumono l&rsquo;insegnamento sociale e politico di tutta la storia del Cattolicesimo. Ne parlano sempre, ne \u00ab\u00a0pontificano\u00a0\u00bb, ma non ne conoscono quasi nulla! Essa \u00e8 stata sintetizzata all&rsquo;uopo nel suo \u00ab\u00a0Compendio\u00a0\u00bb fatto pubblicare, anche sinotticamente strutturato e in molte lingue, da san Papa Giovanni Paolo II una trentina di anni fa.<\/p>\n<p><strong><em>Il Distributismo, dottrina del Cattolicesimo quasi sconosciuta, ma elaborata pi\u00f9 di un secolo fa da un terzetto inglese (comprenente il famosissimo Chesterton). Tutti parlano interminabilmente oggi di politica, i cattolici in testa pure \u00a0in modo politicista e senza conoscerne i principi vitali!<br \/>\n<\/em><\/strong>\u00a0Soprattutto i fedeli cattolici non conoscono generalmente affatto (nemmeno nella denominazione) il \u00ab\u00a0Distributismo\u00a0\u00bb, cio\u00e8 la dottrina ufficiale del Cattolicesimo cattolico stesso! Come occuparsi di politica senza conoscerne la dottrina? Elaborato da pi\u00f9 di un secolo con vari libri e molti articoli, non da sconosciuti rimasti tali, ma da Chesterton, il pi\u00f9 grande scrittore convertito cattolico al mondo all&rsquo;inizio del ventesimo secolo. In compagnia del politico di professione suo amico strettissimo, bilingue col francese familiare, Belloc. Il terzetto distributista era completato dal monaco cattolico, l&rsquo;irlandese McNabb, anche lui scrittore sociale e politico molto rigoroso. Il distributismo \u00e8 stato naturalmente commentato e diffuso, senza troppi risvolti nella generale ignoranza anche del clero, preoccupato piuttosto da quasi due guerre mondiali. Mai una sola volta che io sappia, ne \u00e8 stata citata anche la sola denominazione, in tantissimi anni da un qualsiasi Papa tra gli ultimi cinque o sei! Oppure da un singolo politicante detto cattolico disperso in un partito pseudo-borghese e sempre gnostico. Invece il nostro pianeta \u00e8 sommerso da chiacchere politiciste di temi in costante discussione, inconcludenti o assurde, in modo diurno e notturno! Molte migliaia di canali televisivi e \u00ab\u00a0informativi\u00a0\u00bb ne sono stracolmi, con un linguaggio anche molto codificato e non facile da vera e propria neolingua forzata. Anche la Chiesa cattolica, ultima tra tutte le altre alquanto false (perch\u00e9 non lo si dice mai?), da tre decenni ha dato la direttiva generale assurda di realizzare la diaspora pratica dei suoi fedeli indifferentemente tra i partiti politici sociologicamente (!) da loro preferiti e relativisticamente! A conferma ulteriore del secolarismo irreligioso e gnostico conforme, non a caso, all&rsquo;ideologia del <em>NOM<\/em> ben mondialista e ai suoi partiti e organizzazioni pubbliche! Non mi dilungo in quanto ho gi\u00e0 scritto pa\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 recchio sul tema su questo blog. Riprendo qui sotto solo alcuni punti chiave.<\/p>\n<p><strong><em>Pertanto l&rsquo;eresia numero uno del cosiddetto liberalismo dominante e ovviamente totalitario nel mondo economico, col suo eccesso illimitato di capitale sul lavoro e a svantaggio dei lavoratori (con l&rsquo;avversit\u00e0 sempre indomita e ora soprattutto della classe media comprendente quella operaia), sarebbe totalmente risolto col Distributismo. Nell&rsquo;ordine per\u00f2 solamente celeste della collaborazione col solo Dio nella Creazione continua. Con al centro il lavoro dell&rsquo;uomo!<br \/>\n<\/em><\/strong>\u00c8 comunque qui necessario almeno richiamare tre fondamenti socio-politici di tale Distributismo, non a caso, molto dibattuto per molti anni in America settentrionale, tra le due guerre mondiali.<br \/>\na \u2013 Malgrado l&rsquo;infausta denominazione che trasmette l&rsquo;idea della distribuzione gratuita \u00ab\u00a0a pioggia\u00a0\u00bb, da parte inevitabilmente dello Stato ben statalista, anticristiano e antisolidarista, il Distributismo \u00e8 fondato sulla responsabilit\u00e0\u00a0 primaria dell&rsquo;uomo in rapporto al suo lavoro. Vero produttore della sola ricchezza valida: sia materiale che spirituale e culturale. Nella centrale creazione di imprese!<br \/>\nb \u2013 Tutti sul piano economico hanno il dovere primario di cimentarsi con l&rsquo;ipotesi vocazionale a creare impresa, dall&rsquo;individuale fino alla multinazionale grandiosa, per far fronte, naturalmente, al proprio sovvenzionamento individuale. Oltrech\u00e9 per lo sviluppo economico generale del pianeta e \u00a0della propria famiglia (oggi principio anche piuttosto negato!). Il lavoro subordinato (e giustamente salariato) va considerato solo come in seconda opzione, anche se prevedibilmente molto generale, nel caso che la vocazione personale ne verifichi l&rsquo;impossibilit\u00e0 realizzativa e spirituale: gli uomini non sono uguali ma diversi e differenti di natura (altro che l&rsquo;ugualitarismo francese)!<br \/>\nc \u2013 Nel caso si scopra nel destino economico generale di divenire imprenditore oppure subordinato salariato (operaio, impiegato, manager o funzionario pi\u00f9 o meno pubblico), ciascuno ha cos\u00ec la possibilit\u00e0, ben consapevole e personalmente scelta, di evitare liberamente la perdizione anticristiana della sempre funesta \u00ab\u00a0lotta di classe\u00a0\u00bb: sia da parte dell&rsquo;inevitabile ingordigia o famelicit\u00e0 imprenditoriale anche fraudolosa, detta liberale capitalistica (in realt\u00e0 infinita e sistematicamente anche disproporzionata ai propri veri bisogni umani, fatalmente indotti, come attualmente e sempre, allo sfruttamento anche totalitario\u2026).<\/p>\n<p>In cento anni e pi\u00f9 di dibattiti, si \u00e8 giunti \u2013 dopo Papa Leone XIII che cominci\u00f2 a ragionare specificatamente e sistematicamente della ben plurimillenaria dottrina sociale cattolica, con la sua enciclica <em>Rerum novarum<\/em> del 1892. Sulla cui ispirazione il Distributismo venne concepito, per apprezzare, sia da parte degli imprenditori che dei subordinati, tutti cos\u00ec realizzati per vocazione ontologica e naturale: nella collaborazione armoniosa alla continua Creazione divina! Appare cos\u00ec evidente la stupidit\u00e0 clericale di masse laiche cattoliche o di quella miscredente gnostica di non conoscere, approfondire sempre e sviluppare cotanta semplice sapienza universale (contro il Peccato originale sempre in resta). Nei confronti della presenza del Male assoluto nella vita: quello della realizzazione completa di ciascuno nelle varie funzioni naturalmente coordinate nel Vero e nella teologia dell&rsquo;Essere! Cos\u00ec anche lo svuotamente delle attuali Chiese, pu\u00f2 essere visto con ben altre lenti visive.<br \/>\nNaturalmente, il Distributismo ingloba nella sua dottrina tutta l&rsquo;esperienza della Sussidiariet\u00e0, ora reputata \u2013 se si osa dire \u2013 il solo principio pi\u00f9 o meno conosciuto del Cristianesimo. Anche perch\u00e9 utilizzato in modo molto parziale e spesso distorto da parte della delenda Unione Europea, ben allargandosi (da lisboma agli Urali). Da rifondare completamente secondo i suoi fondamenti naturali e iniziali.<\/p>\n<p><strong><em>L&rsquo;immancabile e fatale deriva \u00ab\u00a0eretica\u00a0\u00bb, insita attualmente in CL nella falsa sopravvalutazione\u00a0 anacronista del carisma giussaniano, sempre in lotta acuta <\/em><\/strong><strong>(<em>lui vivente<\/em>)<em> col \u00ab\u00a0Peccato originale\u00a0\u00bb. Lotta che non \u00e8 riuscita, ovviamente, a deviare l&rsquo;eterodossia modernista miscredente\u2026<br \/>\n<\/em><\/strong>\u00ab\u00a0<em>Una fede senza pensiero<\/em> \u2013 diceva sant&rsquo;Agostino \u2013 <em>non ne \u00e8 una<\/em>\u00ab\u00a0: \u00e8 il livello di miracolosa sapienza umana e divina, quella del Logos, in una sintesi quasi inimmaginabile per la Chiesa anche giussaniana del secolo scorso. Che ora appare sorgivamente per il mondo intero, nella religiosit\u00e0, ancora rara e aggiornata in rapporto alla realt\u00e0 evidenziata dall&rsquo;arcivescovo Vigan\u00f2, se non soprattutto e fondamentalmente negli USA e in Italia! La semplicit\u00e0 della fede cattolica pu\u00f2 oggi splendere solo nella Verit\u00e0 spoglia di una profonda e articolata cultura autentica della realt\u00e0, a condizione che sia coniugata costantemente alla consapevolezza del tragico nascosto dal nemico storico, il\u00a0\u00a0 \u00ab\u00a0modernismo\u00a0\u00bb, sia esso religioso che politico. Fatto anche identificare e polarizzare col politicismo mondano abbagliante, da cui tutta la cosiddetta intellettualit\u00e0 contemporanea \u00e8 ipnotizzata progessivamente. Freud \u00e8 infatti il tragico e relativo vincitore, col suo psicologismo totalizzante, tra tutte le ideologie pi\u00f9 o meno false dell&rsquo;ultimo mezzo millennio e pi\u00f9. I meandri dei misteri, falsamente \u00ab\u00a0svelati\u00a0\u00bb dalla cultura anche psico-sociologista dominante (e in valsa ora post-comunista), possono intrappolare tutti gli abbrutiti massificati con la gnosi apparentemente irreversibile della nostra epoca. Soprattutto se sottoposti all&rsquo;idea che fra i due classici saperi disuguali, sanciti nella perfetta coniugalit\u00e0 per\u00f2 negata da tutti i fautori immanentisti e dell&rsquo;impossibilit\u00e0 dell&rsquo;unit\u00e0 tra fede e ragione. Essa rende impossibile e assolutamente \u00ab\u00a0non-credibile\u00a0\u00bb, per gl&rsquo;ideologizzati radicali come purtroppo l&rsquo;attuale Papa! La fusione antistatalista delle due entit\u00e0 semplicemente viganiane, da lui stesso messe in evidenza, vale a dire \u00ab\u00a0Cristo Re dell&rsquo;Universo e ideologia <em>NOM\u00a0\u00bb. <\/em>Come il diavolo dei cosiddetti vaccini che non farebbero contagiare e, dall&rsquo;altra, l&rsquo;acqua santa della salvifica ed eterna Trinit\u00e0. Per cui gli abbrutiti di turno (mai si \u00e8 tanto pregato e si prega per un Papa come per la conversione di Francesco) si manifestano, forse lentamente o in modo astutamente intermittente, in tutta la loro invereconda pochezza e stupidit\u00e0 offensiva.In rapporto all&rsquo;ontologica intelligenza umana ed eternamente antitotalitaria, anche se solamente o tendenzialmente antropocentrica. C&rsquo;\u00e8 un segreto, un cosiddetto segreto, in questa derivante procedura in avanzato processo anticristico o strategicamente antropocentrico.<\/p>\n<p><strong><em>La differenza tra il recalcitrante mulo e il cavallo nella sua possente e maestosa bellezza. Il nuovo presidente ad interim di Comunione e Liberazione ha svelato, anche con una sua metafora, l&rsquo;errore radicale dell&rsquo;obbedienza che scervellatamente cattolici (anche compresi CL) ancora oggi compiono: prima della fedelt\u00e0 al Papa viene quella a Cristo, alla Tradizione e alla Sua Verit\u00e0! Nel caso tragico di un possibile Papa umano ed eretico (oggi purtroppo il nostro!), l&rsquo;ultimo cattolico ha il dovere di denunciarne la follia e di non obbedirgli. Fino al martirio, se necessario.<br \/>\n<\/em><\/strong>Nel processo di accettazione della sua presidenza per un anno, l&rsquo;ex-vice presidente del detto Movimento di <em>CL<\/em> ha candidamente raccontato la natura dell&rsquo;obbedienza negli ultimi anni al Papa Bergoglio (una quindicina, dalla morte di don Giussani), con la differenza netta tra il \u00ab\u00a0mulo e il cavallo\u00a0\u00bb. Il primo \u00e8 sempre recalcitrante e bisogna pure \u00ab\u00a0tirarlo\u00a0\u00bb perch\u00e9 compia il suo servizio e svolga la sua obbedienza (papalina). Mentre il cavallo \u00ab\u00a0galoppa veloce e libero\u00a0\u00bb nel perfetto slancio, verso la meta fissata (anche spirituale, dal Papa). Perch\u00e9 conosce la verit\u00e0 intrinseca del suo dover \u00a0\u00a0cavalcare! L&rsquo;avanzare del mulo, normalmente ben carico, \u00e8 sempre fatalmente contrastante nei confronti dell&rsquo;obbedienza al cammino indicato spesso (dal Papa, in opposizione attuale con la dottrina magisteriale della Tradizione)\u2026 Si finisce infatti, sempre per inverare con un \u00ab\u00a0lapsus\u00a0\u00bb la verit\u00e0 di un discorso ideologico! In effetti, l&rsquo;obbedienza del cavallo dona sempre le ali al suo incedere spedito e dottrinalmente incontrastato. Come nella canzone di Chieffo, egli sa sempre dove andare, o quantomeno ne \u00e8 convinto. \u00c8 l&rsquo;approdo descritto nell&rsquo;ontologico della Verit\u00e0 che stabilisce la perfetta obbedienza alla volont\u00e0 \u00ab\u00a0dogmatica\u00a0\u00bb, solenne e universale del Papa fermo nella sua autorevolezza, perch\u00e9 scaturita dalla certezza anche del Magistero ecclesiale confermata nella linea mai interrotta col volere della Trinit\u00e0. Quando per\u00f2 questa volont\u00e0 viene tradita e, in sovrappi\u00f9, si ribadisce nella vicenda ambigua della storia e nelle sue immanenti tortuosit\u00e0 opposte allo svolgersi della Verit\u00e0, la realt\u00e0 spiega che il cavallo s&rsquo;\u00e8 pure accoppiato con l&rsquo;asina: la nascita del mulo e del suo riluttare \u00e8 cos\u00ec inevitabile. Per cui l&rsquo;obbligo dell&rsquo;obbedienza non pu\u00f2 che produrre, al peggio, l&rsquo;attuazione eterodossa e contrastante che scontenta tutti\u2026 Tanto pi\u00f9 che, affinch\u00e9 ci sia la perfetta obbedienza (del cavallo), prima occorre che l&rsquo;Autorit\u00e0 di ponga autorevolmente (i modernisti non lo fanno mai!), solennemente e, se necessario, con la dogmaticit\u00e0 propria dell'\u00a0\u00bb<em>ex cathedra<\/em>\u00ab\u00a0. E questo al contrario della coscienza attuale del Vero galoppante, insito nella certezza divina che lo Spirito Santo suggerisce dottrinalmente e nella santit\u00e0, al reiteratamente detto \u00ab\u00a0falso eretico\u00a0\u00bb, come il vescovo Athanasio. Spedito cinque volte in esilio! In ci\u00f2 consiste il dramma della Chiesa che pu\u00f2 sempre incorrere nell&rsquo;errore, data la natura umana e fallibile dei suoi uomini ecclesiastici, soprattutto di vertice. Il \u00ab\u00a0Corpo mistico della Chiesa cattolica\u00a0\u00bb con cui ho aperto questo post, racchiude il rischio, il solo e supremo, che Dio assicura di non potere, in ultima analisi, far prevalere nel Suo Tempo. \u00c8 per questo che l&rsquo;unico lavoro essenziale e principale del Papa, di ogni Papa, \u00e8 quello per cui ogni mattino deve ripetere il giuramento del \u00ab\u00a0<em>Non possumus\u00a0\u00bb <\/em>rispetto al suo dire e al suo fare<em>. <\/em>Comportamento proprio del portiere<em> col<\/em> numero uno a guardiano della sua porta\u2026 Corrispondente al fedele cattolico pregante affinch\u00e9 mai l&rsquo;antropocentrismo \u2013 anche nel pi\u00f9 debole nel suo iniziale sentore di errore anti-cristocentrico \u2013 possa prevalere e far scuotere la sua rete dal gol dell&rsquo;ambiguit\u00e0 o del falso. E ci\u00f2, per il primato assoluto ed eterno di Pietro anche peccatore ma sempre redento e immediatamente petrino. Pure al costo del martirio. Cos\u00ec, tutta <em>CL<strong>, <\/strong><\/em>quand&rsquo;anche fosse sfuggita indenne, rispetto alla sua vera natura ed esperienza storica, dallo sfioramento anche del commissariamento vaticanense, \u00a0dovrebbe sempre risolvere il problemino del clero pi\u00f9 alto e ufficiale, antropocentricamente e modernisticamente eretico. A cui non si deve e non \u00e8 possibile obbedire! Perch\u00e9, molto semplicemente, impedisce al cavallo di essere l&rsquo;animale pi\u00f9 bello dell&rsquo;universo nel suo impareggiabile e spontaneo galoppo al vero servizio dell&rsquo;uomo \u00ab\u00a0a somiglianza divina\u00a0\u00bb. Anche se abitualmente si accettano brutti muli finalmente obbedienti, ma in intima obiezione d&rsquo;irrisolvibile coscienza. Non senza la fatica umana di doverli correggere.<strong><em>\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gli effetti delle preghiere per la conversione al rigore nella Verit\u00e0 della Tradizione del Papa Francesco e del suo clero fedifrago (da parte dei cattolici rigorosi e petrini, da quasi nove anni). Essi sembrano ottenere i loro obiettivi: negli ultimissimi tempi si ha la sensazione che gli attacchi papali col suo modernismo alla Dottrina cattolica appaiono ridotti in intensit\u00e0 e quantit\u00e0. Ma nessun pentimento s&rsquo;\u00e8 reso visibile rispetto a tutte le eresie e ai comportamenti eterodossi gi\u00e0 perpetrati.<br \/>\n<\/em><\/strong>I cattolici petrini detti impropriamente \u00ab\u00a0tradizionalisti\u00a0\u00bb, anche se giustificatamente rispetto alla grande Tradizione del Magistero ecclesiale, non hanno dimenticato la congerie di falsit\u00e0 per loro anomale, in\u00a0 numero e quantit\u00e0, da parte di questo Pontificato. L&rsquo;impertinenza di tale denominazione eretica \u00e8 data soprattutto dal fatto che si pu\u00f2 cercare la sempre necessaria Verit\u00e0 teologica legittimamente, solo se si resta interni alla Tradizione ecclesiale e petrina del Cattolicesimo. La cosa, col nostro Papa sangallista, non \u00e8 mai stata ovviamente garantita. Al contrario, si deve ancora oggi assistere a quella che i modernisti stessi dichiarano da secoli: che il loro modernismo deve agire col \u00a0potere nella Chiesa, allo scopo di assicurarne, con il massimo di efficacia, la trasformazione della sua Dottrina e delle sue strutture. Naturalmente tutto ci\u00f2 deve essere sottoposto alle diverse opportunit\u00e0 e al livello di accettabilit\u00e0 \u00ab\u00a0indolore\u00a0\u00bb dei cosiddetti fedeli dell&rsquo;orribile e transumana rivoluzione da attuare secondo le farneticazioni, realmente moderniste e immanenti, tutte protestantizzate. Per esempio oltre al 5 G, si \u00e8 gi\u00e0 cominciato a parlare del 6 G, quello applicato elettronicamente al corpo, col microchip sottopelle! A cui questo Pontificato ha gi\u00e0 aderito. Cos\u00ec, quando ci si converte molto felicemente al cattolicesimo petrino, la prima cosa che si deve cattolicamente fare \u00e8 umilmente accusare pubblicamente, altrettanto pubblicamente a quanto si \u00e8 fatto per propagandare le eresie, i peccati cos\u00ec commessi. Con molta contrizione profonda, per chiederne il Perdono a Dio e alla sua comunit\u00e0 umana impunemente gabbata dall&rsquo;alto e dell&rsquo;Alto.<br \/>\nIn primo luogo, quella ecclesiale con adeguato pentimento e proporzionata Penitenza conclamata. Se cos\u00ec ci si \u00e8 ormai accorti della detta lieve diminuzione delle spessissime vere corbellerie del Papato di Francesco, gravissime per la fede cattolica anche con frequenze settimanali non si \u00e8 registrata purtroppo nessuna novella riguardante il relativo processo di Riconciliazione. Per redimere, beninteso, il pi\u00f9 mostruoso peccato contro la Verit\u00e0 cristocentrica. Anche la Chiesa cattolica sarebbe priva o scarsamente fornita, in questo caso specifico, del Sacramento della Confessione che tanto manca ai suoi stessi fedeli\u2026 Codesta rilevata \u00ab\u00a0lieve diminuzione\u00a0\u00bb non sembra essere effettivamente il segno di una inversione della tendenza abituale. A sovvertire cio\u00e8 \u2013 per questi anni intensamente, e anche per i secoli passati progressivamente \u2013 la Dottrina da teocentrica a sostanzialmente antropocentrica, come fa il mondo e come fatto precedentemente dal Protestantesimo e dalle \u00a0filosofie atee preparatrici! Se si ascolta bene la novit\u00e0 assoluta della tendenza protestantizzante e immanente, quantomeno del linguaggio immutato papalino e delle ultime decisioni sempre equivoche o confuse pubbliche intraprese, non si pu\u00f2 concludere altro che l&rsquo;intermittenza eretica si \u00e8 solo un po&rsquo; attenuata. In realt\u00e0, il primo segno con cui si entra o ci si inoltra in una fase eterodossa, \u00e8 quello di deteologizzare fino al marcato disprezzo teologico di fatto (non espresso esplicitamente e, spesso, fatto coincidere assurdamente con quella nel qual caso dei teologi supposti modernisti contemporanei!). Con\u00a0 ovviamente il suo linguaggio costantemente sempre \u00ab\u00a0ambiguo\u00a0\u00bb: \u00a0contrariamente alla chiarezza cristallina di tutta la teologia tradizionale! Il famoso e semplice evangelico \u00ab\u00a0<em>s\u00ec s\u00ec, no no<\/em>\u00a0\u00bb della parola scaturita dal Logos, viene messo sistematicamente nel dimenticatoio illusionista della modernit\u00e0\u2026 Sempre! La Chiesa cattolica mistica e petrina, fiduciosa nello Spirito Santo e mai ribelle per partito preso o per ideologica \u00ab\u00a0volont\u00e0 di potenza\u00a0\u00bb narcisista, attende costantemente con Speranza e Fortezza nella santit\u00e0 il vero esito di Verit\u00e0 tanto sperato.<\/p>\n<p><strong><em>Il vero significato di \u00ab\u00a0intermittenza\u00a0\u00bb papale rispetto all&rsquo;ortodossia: la sua vera necessariet\u00e0 e periodicit\u00e0 consiste nel \u00ab\u00a0primitivismo\u00a0\u00bb ateologico per cui si era anche creata, prima della sua elezione a Papa da parte di una larghissima maggioranza di cardinali francamente obsoleti, il mito del suo tradizionalismo \u00ab\u00a0rassicurante\u00a0\u00bb da buon parroco di campagna pure anti-modernista\u2026<br \/>\n<\/em><\/strong>Il vero punto cruciale \u00e8 dato dal significato autentico da attribuire al termine \u00ab\u00a0intermittenza\u00a0\u00bb relativamente alla sua condotta fedele alla Tradizione. Bisogna risalire alla metodologia di conquista del suo potere nella personale carriera del cardinale Bergoglio. Tutti i vari commentatoti, veramente conoscitori a fondo della sua esperienza culturale argentina, affermano infatti congiuntamente una sola cosa relativa alla costituzione della pi\u00f9 occulta sua volont\u00e0 di nascondimento della ragione per cui non \u00e8 pi\u00f9 rientrato, nemmeno per un viaggio dei tanti, di ringraziamento e di omaggio alla sua Terra. Si tratta del suo \u00ab\u00a0peronismo\u00a0\u00bb come ideologia pre-cristiana del potere. Cos&rsquo;\u00e8 il peronismo e da dove prende ideologicamente le sue origini? Nessuno lo sa! Qui siamo nella dimensione pre-politica dove il criterio non \u00e8, come un qualsiasi europeo o di mondiale europeismo culturale ormai planetario. Il quel parte sempre dai \u00ab\u00a0principi\u00a0\u00bb da cui scaturiscono conseguenzialmente le linee politiche dette derivanti. E qui non sto parlando del cristocentrismo derivante dalla V\u00e9rit\u00e0 incarnata da Cristo stesso! Ma cerco di descrivere il criterio generativo del \u00ab\u00a0potere\u00a0\u00bb in quanto \u00ab\u00a0volont\u00e0 di potenza\u00a0\u00bb antropocentrica\u00a0 e primigenia originaria, propria dell&rsquo;istintiva e caratteriale volont\u00e0 di comando\u2026 Il peronismo, dunque! Vale a dire \u00ab\u00a0il principio dell&rsquo;assoluta mancanza di principi\u00a0\u00bb a cui il Cristianesimo, nato in una era in cui \u00ab\u00a0non esistevano le possibilit\u00e0 di registrazione della parola\u00a0\u00bb, anzi della Parola, tutto rendeva possibile. Sia l&rsquo;uno che l&rsquo;opposto. Molti teologi suoi critici, parlano di un principio positivo come anche di uno negativo sempre in capo: inutile cercarne ingenuamente la Verit\u00e0 o la vera sua chiave interpretativa per scoprirne il fondamento o il suo contrario\u2026 Tutto \u00e8 giustificato dal finalistico e totalitario potere tautologico! L&rsquo;intermittenza , oltre alla sua fattuale funzionalistica \u00e8 dato quindi dal suo \u00ab\u00a0fondamento\u00a0\u00bb estremamente gnostico, atavico e pre-razionale. Cosa di pi\u00f9 che il potere del potere? Essere di sinistra o di destra? Macch\u00e9, basta essere anti-yankee come la quasi totalit\u00e0 curiosamente anche subordinata degli argentini. Non si capirebbe l&rsquo;ormai \u00ab\u00a0compresa\u00a0\u00bb e valutata arroganza riproduttiva di Papa Francesco senza captarne la radice con l&rsquo;indole erudita ma poco educata e aderente a una Cattolicit\u00e0 meravigliosamente plasmabile: da cui la sua passione di oscura origine che tanto si addice alla cultura cattolicheggiante col tradizionalismo inafferrabile\u2026 Quello troppo complicato della legge dell&rsquo;Amore: meglio e molto pi\u00f9 facile quello della misericordia o del migrazionismo a gogo. Come esitare di fronte ad un potere totale e spiccio come il <em>NOM<\/em> oppure come quello dipendente diretto europeo, nel senso dell&rsquo;UE?<br \/>\nCos\u00ec tutto e il suo contrario, in fondo, costituisce il suo vero credo vitale e instancabile! Tutto il suo futuro, con la sua alacrit\u00e0 nelle innumerevoli nomine di cardinali, vescovi, dipartimenti, commissioni, incarichi speciali e interventi imprevedibili \u00e8 gi\u00e0 stato tutto stabilito: tutto il suo danno \u00e8 stato ampiamente previsto affinch\u00e9 non possa fallire nella sua determinazione di innumerevoli sangallisti operativi\u2026 L&rsquo;intermittenza non \u00e8 mai stata calcolata in anticipo ma sempre in rapporto alle circostanze. Cosa si pu\u00f2 immaginare di pi\u00f9 pratico e di successo? Il Cattolicesimo \u00e8 agli opposti! \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00ab\u00a0Non \u00e8 possibile vivere veramente e dialogare senza identit\u00e0\u00a0\u00bb \u2013 ripeteva spesso don Giussani \u2013 nella dimenticanza rimossa dei suoi attuali rari \u00a0falsi apologeti. I neo-malthusiani, pure non troppo nascosti nel clero cattolico, sono cos\u00ec totalitari perch\u00e9 usi ai truci assassin\u00ee per aborto ed eutanasia.<br \/>\n<\/em><\/strong>A riprova della Verit\u00e0 per cui il Cristianesimo non \u00e8 solamente eternamente salvifico nell&rsquo;unica tipicit\u00e0 della Sua Verit\u00e0 trascendente, essa rende umanamente impossibile anche la concezione solo logico-immanente, fatalmente pure soggettivista! Non a caso si assiste sempre pi\u00f9 alla negazione dell&rsquo;esistenza o all&rsquo;obl\u00eco di rimozione dal Peccato originale\u2026 Il modernismo, che comprende pure il panteismo (essendone parte nella sintesi delle filosofie e delle cosiddette teologie \u2013 come diceva san Papa Pio X nella sua enciclica <em>Pascendi<\/em> del 1907 \u2013 \u00e8 il falso pensiero dell&rsquo;altrettanto falsificato <em>NOM<\/em>. Con cui si dovr\u00e0 combattere strenuamente dovendolo fare contro, purtroppo, Papa Francesco e il suo clero che vi hanno aderito non solo di fatto, anche se da anni. Comprese le amicizia con il regime pi\u00f9 totalitario e pericoloso del mondo, l&rsquo;impero cinese!,\u00a0 e le rare \u00ab\u00a0aristocrazie\u00a0\u00bb totalitarie (anche precedenti a quella di Davos) che stanno cercando, in modo sornionamente pure vincitore, di azzerare tutta la civilt\u00e0 nord-occidentale. E di produrre il loro famoso \u00ab\u00a0grande <em>reset<\/em>\u00a0\u00bb di atroce infantile riinizializzazione culturale. Il quale lo rende pure indialogabile, per mancanza conseguente di vera e compiuta identit\u00e0 interlocutrice. Non esclusa, anzi, la religione cattolica che ne \u00e8, in sovrappi\u00f9, sempre a fondamento e l&rsquo;ultima in opposizione contro la sua parte umanoide e solo antropologica, oggi modernista. Il progetto \u00e8 di sostituire il comunque falsamente riaffermato dialogo con una tirannide detta d&rsquo;eccezione. Che non ha nemmeno paura dell&rsquo;affermazione inconcepibile per cui si dovrebbe \u00ab\u00a0<em>ridurre idealmente di vari miliardi, il numero di umani nelle popolazioni mondiali<\/em>\u00ab\u00a0! Cos\u00ec anche scrivono da secoli, con spudoratezza ancora neo malthusiana, molte masse maligne e praticamente lobotomizzate nell&rsquo;anima. Spessissimo senza saperlo, che difendono, con vari astuti modi, l&rsquo;assassinio nell&rsquo;aborto e nell&rsquo;eutanasia. Soprattutto nelle opere letterarie, nel cinema nella televisione \u00a0e in filosofia progettuale. Compresi anche i massoni con gli onusiani incoscienti massificati e con alla testa i molti nuovi prelati modernisti benpensanti, pretesi cattolici di successo anche falsamente intellettuali. Tutto questo per \u00ab\u00a0<em>rendere l&rsquo;umanit\u00e0 rimasta possibile di esistere \u2013 <\/em>come ripetono sempre<em> \u2013 con la sola felicit\u00e0 praticabile per le popolazioni<\/em>\u00ab\u00a0<em>, <\/em>da loro giustificate e schiavizzate!<br \/>\nIl relativo metodo operativo \u00e8 gi\u00e0 sotto tutti i nostri occhi di cittadini e, soprattutto, di cattolici: anche con la cosiddetta \u00ab\u00a0democrazia dittatoriale detta opportunisticamente terapeutica\u00a0\u00bb, magistralmente descritta dall&rsquo;arcivescovo Vigan\u00f2. Va da s\u00e9, quella senza Dio. Quello personale di Ges\u00f9 invece trinitario morto sulla Croce e Risorto \u00e8 \u2013 si sa o si dovrebbe sapere \u2013 il solo salvifico. Come pure proclamato dal nostro attuale servitore di Dio neo-convertito arcivescovo e riempito di Grazia eterna, \u00a0solo fatta apparire ribelle a Papa Francesco. Naturalmente sotto l&rsquo;occhio sempre vigile per la Vera Libert\u00e0 degli uomini e per la loro Salvezza eterna garantita dalla santit\u00e0 del Santo Spirito!<br \/>\nPreghiamo fieramente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pena rimanere tragicamente infantile e pleonastico, un Movimento cattolico col suo carisma specifico, dunque sempre comunitario come in Comunione e Liberazione, pu\u00f2 solo sfociare nel Mistero della Chiesa, fatalmente bistrattato dal mondo. 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