{"id":4459,"date":"2021-02-10T16:30:00","date_gmt":"2021-02-10T15:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=4459"},"modified":"2021-02-10T16:30:25","modified_gmt":"2021-02-10T15:30:25","slug":"il-discorso-diventato-testamento-di-don-pigi-bernareggi-appena-prima-della-sua-gloriosa-morte-in-dio-permette-di-ripercorrere-almeno-le-tracce-piu-che-sessantenni-ed-essenziali-di-storia-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=4459","title":{"rendered":"Il discorso diventato testamento di don Pigi Bernareggi, appena prima della sua gloriosa morte in Dio, permette di ripercorrere almeno le tracce pi\u00f9 che  sessantenni ed essenziali di storia spirituale: quella anche di don Giussani e del suo Movimento Comunione e Liberazione. Tutto muore qui su Terra per ricordarci l&rsquo;eterno permanere ecclesiale della Risurrezione."},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Segno di una vita autentica \u00e8 il suo possibile fallimento nell&rsquo;apparenza. La trascendenza \u00e8 giunta a offrirne pure due opposti della stessa CL: il primo dei giussaniani fedeli nel &rsquo;68, che avevano ragione nella cattolicit\u00e0, e il secondo in cui gli stessi ma infedeli, hanno torto nell&rsquo;eresia.<\/em><\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Ho potuto leggere l&rsquo;ultimo discorso pubblico di Pigi Bernareggi che nel gennaio scorso \u00e8 morto richiamato al Cielo del suo adottato Brasile. E che la mia generazione, a met\u00e0 anni &rsquo;60, aveva accompagnato quando era partito da Milano missionario per Belo Horizonte. L&rsquo;ho letto pensando anche ai due fallimenti opposti del Movimento ecclesiale <em>Comunione e Liberazione <\/em>che don Luigi Giussani, di cui Pigi era stato uno dei primi allievi nel Liceo Berchet milanese, aveva curato per una cinquantina d&rsquo;anni, giorno dopo giorno. Movimento famoso, questo, che rischi\u00f2 di sparire non solo nominalmente nel 1968 \u2013 quando ancora si denominava <em>Giovent\u00f9 Studentesca<\/em> e <em>Giovani Lavoratori<\/em> \u00a0\u2013 (dove militavo al Raggio Comasina a Milano). E da cui \u00ab\u00a0<em>quasi tutti sono andati via<\/em>\u00a0\u00bb ad annunciare una falsa Salvezza tutta politica, come aveva detto all&rsquo;epoca lo stesso grande fondatore ambrosiano Giussani.\u00a0 Si tratta di quello stesso Movimento che ancora vive oggi il suo secondo fallimento a partire dal 2005, alla morte di don Giussani. Nel frattempo <em>CL<\/em> era divenuta presente in una settantina di Paesi nel mondo ma si accingeva a essere protagonista di una svolta teologica eterodossa, agli antipodi della precedente e apparente sconfitta. Tutta la profonda religiosit\u00e0 del Movimento si \u00e8, all&rsquo;epoca, gi\u00e0 alquanto e progressivamente evaporata (con estrema rapidit\u00e0), in una sorta di modernismo progressivo e spiritualista, introverso e pure psicologista. Con solo reminiscenze formali, superficialmente linguistiche e non proprio originali della sua identit\u00e0 imperitura, invece molto religiosa ed ecclesiale\u2026 \u00a0Come pu\u00f2 un Movimento storico come <em>CL<\/em> aver vissuto cos\u00ec due fallimenti clamorosi \u2013 anche se di segno opposto \u2013 in relativamente cos\u00ec \u00a0breve tempo? Da dove derivano diabolicamente siffatti strategici esiti e quali sono le loro radici dottrinali ed ecclesiologiche?<br \/>\nCercher\u00f2 di rispondere \u2013 pure qui \u2013 a queste domande. Era allora il tempo, anche il mio, in cui ci si poteva permettere di ignorare tutto, per esempio, dell&rsquo;ignobile accordo di Metz. Da parte del vertice del primo Pontificato di Papa san Giovanni XXIII con l&rsquo;allora in auge Soviet Supremo: una sorta dell&rsquo;orrendo attuale \u00ab\u00a0patto\u00a0\u00bb con la Cina comunista, per\u00f2 molto pi\u00f9 apparentemente vantaggioso per l&rsquo;URSS! La posta in gioco era di non parlare nemmeno lontanamente del comunismo all&rsquo;allora imminente Concilio (il Vaticano II), come problema invece massimo nel mondo e per la Chiesa.<\/p>\n<p><strong><em>La cristocentricit\u00e0 della vita sensata come chiave interpretativa di ogni esistenza in Verit\u00e0 e sempre vincente, anche nella sua apparentemente disastrata impopolarit\u00e0.<\/em><\/strong><br \/>\nChe fosse il Gius, come tutti noi suoi seguaci lo chiamavamo affettuosamente, non solo in quanto anima del Movimento rapidamente sviluppatosi anche in tutto il mondo, la personalit\u00e0 pi\u00f9 religiosa del pianeta nell&rsquo;epoca della seconda met\u00e0 del ventesimo secolo, pochi hanno avuto un\u00a0 dubbio. Anche i Pontefici, da Papa Montini, successore nel 1962 di san Giovanni XXIII in pieno Concilio, fino a Papa Benedetto XVI dimissionario (!) e ancora ben vivo criticamente dopo otto anni, lo hanno sempre tenuto come un grande maestro profetico della modernit\u00e0 anti-modernista della nostra era. La sua religiosit\u00e0 tipicamente lombarda aveva un che di eterno, di preconciliare e di intemporale strettamente culturale, di avulso dalla storia e dallo storicismo modaiolo, grazie alla sua coltissima co,oscenza con la pi\u00f9 profonda analisi della crisi contemporanea e nella Chiesa. E questo, tra le pi\u00f9 lucide menti del Cattolicesimo teologico del ventesimo secolo. Nel frattempo, beato Papa Paolo VI, arcivescovo di Milano, era rimasto al comando in quanto Papa dell&rsquo;ereditato Concilio. In seguito, tanto controverso per le sue molto pregresse tendenze moderniste, irreligiose e infedeli alla Tradizione, il Papa bresciano meditava la sua grandissima enciclica, <em>Humanae Vitae<\/em>: la pi\u00f9 contestata nella storia<em>. Questa<\/em> l&rsquo;avrebbe riscattato dalle accuse \u2013 paradossalmente messe in luce dalle molte ed emblematiche opposizioni diluviane e radicalissime, anche del Clero pi\u00f9 elevato.<br \/>\nA suo dire appena pi\u00f9 tardi, egli aveva dichiarato pertinentemente che un doppio \u00ab\u00a0<em>fumo di Satana si era infiltrato perfino all&rsquo;interno della Chiesa\u2026<\/em>\u00ab\u00a0. Cos\u00ec lo scontro tra i due movimenti di segno opposto era cos\u00ec fatale e clamoroso. Ma la prevalenza non poteva che arridere alla tendenza della gnosi, storicamente provvisoria anche se di lungo termine (come tutt&rsquo;ora, mentre scrivo in pieno sviluppo). Nonch\u00e9 ad una antica impreparazione culturale del Cattolicesimo che, dopo una iniziale<em> baldanzosa<\/em> resistenza al nichilismo esistenziale, ha portato dall&rsquo;esterno alla quasi liquefazione liquefazione di <em>Giovent\u00f9 Studentesca<\/em> e di <em>Giovani Lavoratori<\/em>. I quali due Movimenti, fondati da Giussani, han dovuto anche far fronte ad un attacco assolutamente micidiale, interno alla Chiesa.<\/p>\n<p><strong><em>Il tempo \u00e8 galantuomo e amico del sempre unico valore: quello della Verit\u00e0 incarnata nella storia umana in tutta la sua totalit\u00e0. Sempre che l&rsquo;uomo lo voglia riconoscere nella sua inviolabile Libert\u00e0.<br \/>\n<\/em><\/strong>Facevano infatti la fila, presso le direzioni diocesane, i parroci e i movimenti reazionari e progressisti, tipici dell&rsquo;Azione Cattolica (GIAC), Giovent\u00f9 Femminile e universitari FUCI, presso i vescovi per lamentarsi a causa della cosessualit\u00e0 ecclesiale indivisa (ma sempre casta) nel Movimento giussaniano. Come Pure per la loro azione competitiva nei riguardi del reclutamento da parte delle parrocchie e a causa del loro cipiglio autenticamente tradizionalista e non razionalistico di gran successo.<br \/>\nPer cui il vescovo di Milano, Colombo, giunse anche a spedire nel maggio 1965 don Giussani negli Stati Uniti a continuare i suoi studi sul protestantesimo. Quindi ben lontano dal suo Movimento destinato cos\u00ec (alla vigilia del &rsquo;68!) a molto indebolirsi fino a possibilmente a sparire\u2026 Il nostro prete massimo ambrosiano non esit\u00f2 un istante ad obbedire, secondo la sua certamente non corrente sottomissione all&rsquo;Autorit\u00e0. Allorquando vide che la determinatezza della sua Guida diocesana, malgrado le innumerevoli e intuibili sue personali perplessit\u00e0, formate di convinzione ben contraria\u2026 Il triplo fronte formato dal movimento gnostico miscredente dei partiti di sinistra all&rsquo;estremo attacco dall&rsquo;esterno; da quello tradizionalmente reazionario dell&rsquo;Universit\u00e0 Cattolica di Milano (col rettore Lazzati in testa); e dalla dissidenza catto-comunista di molte parrocchie antagoniste o ribelliste gi\u00e0 pronte per essere sessantottine antropocentriche, non potevano che avere la meglio su quello cristocentrico, alquanto divenuto astorico e comunque inviso, anche per gelosia, a causa del talento personale di don Giussani. Era il tempo immediatamente successivo al Concilio Vaticano II, in cui il modernismo cavalcava gi\u00e0 al massimo per la grande rottura storica nella Chiesa. E in cui i cattolici non abbordavano nemmeno pi\u00f9 il problema numero uno al mondo, vale a dire l&rsquo;ateismo accelerato \u00a0pi\u00f9 o meno indifferente del marxismo, detto progressista. Di cui era stato fatto l&rsquo;accordo a Metz (pure segreto), alla vigilia dell&rsquo;ultimo Concilio tra il Papato nella figura del cardinale francese russofono e reso plenipotenziario Tisserant, con controparte il gongolante e tirannico Soviet Supremo di Mosca!<\/p>\n<p><strong><em>L&rsquo;appartenenza, l&rsquo;unica e totale (!) dell&rsquo;uomo, come emblema supremo della sua vera Libert\u00e0 senza di cui nulla val la pena di vivere: l&rsquo;appartenenza all&rsquo;alto dei Cieli in quanto profondit\u00e0 ontologica.<\/em><\/strong><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong>Don Giussani, da par suo, ritornato dalla sua ubbidiente esperienza studiosa statunitense, meditava \u00a0la completa rifondazione del suo Movimento. A partire soprattutto proprio dall&rsquo;Universit\u00e0 Cattolica di Milano (dove aveva iniziato ad insegnare). La cosa non poteva accadere se non nella metropoli dove la sua residuale e allora diventata limitatissima Comunit\u00e0 giessina e giellina, naturalmente ben cresciuta, almeno in parte, in maturit\u00e0 e sapienza, era diventata pi\u00f9 consapevole della crisi globale della Chiesa. Cosciente cio\u00e8 della nullificazione di ogni speranza cosiddetta riformata conciliare, radicalmente giudicata sempre pi\u00f9 eterodossa da una minoranza, ma \u00ab\u00a0rivoluzionaria\u00a0\u00bb dai progressisti cattolici curiosamente di sinistra particolarmente e ingiustificatamente entusiasti. <em>Comunione e Liberazione<\/em> era cos\u00ec nata a parte e rinata nella sordina silenziosa della \u00ab\u00a0<em>Betlemme<\/em>\u00a0\u00bb del tempo. Cos&rsquo;era cambiato nel frattempo? Nulla e tutto. L&rsquo;immanentismo irreligioso contro cui, da pi\u00f9 di una quindicina d&rsquo;anni, il Movimento giussaniano aveva rinnovato la novit\u00e0 eternamente fondativa della sua religiosit\u00e0 miracolosa, continuava a scaturire tutta dalla profondit\u00e0 del Seminario formativo di sacerdoti gloriosamente ambrosiani a Venegono. La deriva spontaneamente antidistruttiva di questo nucleo di Cattolicesimo appena sfiorato era avanzata al punto che si era messa in antitesi globale con l&rsquo;accelerata lunga e attuale tendenza dell&rsquo;epoca. Detta dello gnosticismo etico, legislativo e religioso (divorzio e aborto, per cominciare subito posti da legiferare). Il Seminario venegoniano era quello, invece, della cultura viva in cui si erano formati, con don Giussani, fulgidi esempi di giganti della Fede come il cardinal Biffi. Di fronte alla catastrofe di un Cattolicesimo remissivo e sempre pi\u00f9 ubbidiente alle istanze falsamente liberiste del mondo, il nuovo movimento nascente di don Gius non poteva che incrociarsi con l&rsquo;impeto della sua rigorosa originalit\u00e0 cristocentrica. L&rsquo;eresia dilagante appena frenata dalla grandezza, molto gi\u00e0 pentita rispetto al modernismo strisciante dei tre Papi post-conciliari (Papa Montini, Papa Wojtyla e Papa Ratzinger), continuava per\u00f2 ad attanagliare le masse non solo giovanili, del cosiddetto \u00ab\u00a0popolo cattolico\u00a0\u00bb. Per esempio, nel 1975, Papa Paolo VI volle convocare tutta la giovent\u00f9 cattolica d&rsquo;Italia a Roma per una oceanica manifestazione di Fede. Ma solo migliaia di ciellini si presentaroro a dimostrazione della sparizione quasi totale nell&rsquo;irrilevanza della precedentemente arrogante GIAC, di GF e della FUCI!\u00a0 Tutti e tre i Papi non poterono quindi che celebrare, da quel momento, al pi\u00f9 alto livello, la legittimit\u00e0 intrinseca di <em>CL<\/em> appena rifondata dopo il disastro ribellista del &rsquo;68. Il cui <em>successo<\/em> stava dilagando di soppiatto nel Paese e nel mondo. Ed in una miriade di iniziative relativamente vittoriose, veramente cattoliche e salvifiche, intemporali e definibili quasi preconciliari. Il tutto nella grande Tradizione cristiana fino a Papa Pio XII, ultimo Pontefice rigorosamente dogmatico sul piano teologico\u2026<\/p>\n<p><strong><em>La prova totale dell&rsquo;esistenza attiva di Dio \u00e8 quella del\u2026 Satana quotidiano: nella nostra era, quella dell&rsquo;Anticristo compiutamente espressa dal modernismo esterno e interno al Cattolicesimo.<\/em><\/strong><br \/>\nIl che nello sfacelo gnostico degli anni &rsquo;70-&rsquo;80, in cui don Giussani doveva quasi di continuo richiamare al rigore il suo Movimento, sul piano politico e, soprattutto, su quello religioso. Ogni ciellino si ricorder\u00e0 delle innumerevoli volte in cui le sfuriate giussaniane con collera, ripetevano : \u00ab\u00a0<em>Della vostra compagnia, me ne infischio<\/em>!\u00a0\u00bb. \u00a0Anche qui, del rifondato Movimento ecclesiale in continua tentazione antropocentrica e immanentista (la \u00ab\u00a0compagnia come relazionalit\u00e0 psicologistica!), non fosse che per induzione esterna del tempo ateista, con l&rsquo;influenza della visione borghese e miscredente del mondo, imbevuta sempre pi\u00f9 dello gnosticismo pratico del movimento modernista. Quello che permeava filtrando continuamente nelle maglie sebbene strettissime della religiosit\u00e0 comunitaria sempre tradizionale ma moderna della rifondata <em>CL<\/em>. E magnificamente coltivata dalla sensibilit\u00e0, in sovrappi\u00f9 maturata giussaniana. Ma l&rsquo;implacabile vecchiaia naturale con i suoi naturali acciacchi, sommata a quella incipiente molto malata una decina e pi\u00f9 anni dopo di san \u00a0Papa Giovanni Paolo II (purtroppo troppo percepita in modo sentimentale) lasciavano infiltrare nel Movimento sempre pi\u00f9 l&rsquo;iperbolico attacco modernista condotto dall&rsquo;universo miscredente e progressista nella societ\u00e0. Come pure da quello clericale interno al Concilio che aveva osato definirsi impossibilmente ed ereticamente \u00ab\u00a0solo pastorale\u00a0\u00bb! Le collere educative anti-relazionali e trascendenti, in modo anche appositamente smodato del vecchio ma lucidissimo prete-educatore supremo e brianzolo, esplodevano di continuo nella profusione dilagante dei comportamenti\u00a0 fatalmente alquanto modernisti anche se in nuce, molto dominanti nella generalit\u00e0 esistenziale&#8230; Il <em>Movimento Popolare<\/em>, espressamente costruito \u00ab\u00a0interno\u00a0\u00bb alla Democrazia Cristiana, alquanto politicistico e gnosticheggiante, dovette infatti essere soppresso, nonostante il clamoroso suo successo nella societ\u00e0 e, particolarmente, nelle universit\u00e0. Perfino san Papa Wojtyla continuava a fare iniziative ecumeniche pseudo-francescane ad Assisi e viaggi di pellegrinaggio in tutto il mondo, giudicati spesso poi illegittimi sul piano del rigore della Cattolicit\u00e0. La quale prevederebbe l&rsquo;immobilit\u00e0 del Papa in San Pietro, con invece tutti i leader delle altre \u00ab\u00a0religioni\u00a0\u00bb in visita \u00ab\u00a0devota\u00a0\u00bb presso la Citt\u00e0 Eterna, sede Pontificia e di approdo canonico per verificare pure la loro reale \u00ab\u00a0<em>ecumenicit\u00e0<\/em>\u00ab\u00a0. Come conversione per\u00f2 nella Verit\u00e0 non meno che all&rsquo;unico Cattolicesimo (con procedura apparentemente arrogante ma rigorosamente storica e veritativa!). La cosiddetta lotta alla <em>Nuova Religione Universale <\/em>massone e al <em>NOM<\/em> (<em>Nuovo Ordine Mondiale<\/em>) politicista all&rsquo;orizzonte, passa anche dalla ri-formulazione cristocentripeta (malgrado appaia antipatica, a causa dell&rsquo;orribile ideologia ugualitarista, ormai correntemente dominante), nella dinamica veritativa della confessione della Fede universale religiosa!<\/p>\n<p><strong><em>La fragilit\u00e0 storica del Movimento giussaniano implacabilmente immersa nell&rsquo;antropocentrismo e \u00a0\u00a0nella definitivit\u00e0 metafisica della Chiesa, l&rsquo;unica come Verit\u00e0, Vita e Via tutta da percorrere.<br \/>\n<\/em><\/strong>Va ricordato che la crisi filosofica e gnostica nella Chiesa si era affermata progressivamente in corrispondenza con lo scisma luterano e anglicano gi\u00e0 del 500. Il Movimento giussaniano si \u00e8 subito invece caratterizzato per la sua, potremmo dire, quasi avulsa concezione dalla storia, sebbene fosse stato al centro di tutte le critiche provenienti dall&rsquo;interno delle diocesi cattoliche e dei suoi \u00a0movimenti come gi\u00e0 detto della GIAC, GF e della FUCI. Don Giussani non ha mai portato sul piano pubblico \u00ab\u00a0<em>urbi et orbi<\/em>\u00a0\u00bb le ragioni del suo profondo disaccordo con i movimenti cattolici ottusamente \u00a0tradizionali e spiritualisti, diventati settimini. La cultura e la teologia di una parte dell&rsquo;ecclesiologia religiosa rimaneva, in effetti, polarizzata intorno al conservatismo moralisteggiante e al suo simmetrico, volto piuttosto decisamente ad un progressismo inconsulto di sinistra e \u00ab\u00a0rivoluzionario\u00a0\u00bb, cavalcante la gnosi modernista. E questo ai pi\u00f9 alti livelli di coscienza culturale soprattutto della teologia eretica comunque seguitissima del gesuita tedesco Rahner, vivente pubblicamente <em>more uxorio <\/em>e senza pi\u00f9 dir Messa con la sua amante. \u00a0Anzi, pur cosciente di tutto ci\u00f2, don Giussani mostrava grandi segni di abbastanza passiva tolleranza fino a fornire dei leader della \u00ab\u00a0sua\u00a0\u00bb GS per le presidenze della GIAC e di GF (nonch\u00e9 della FUCI). Leader, questi, \u00a0provenienti e formati nel suo Movimento, \u00ab\u00a0prestati\u00a0\u00bb in segno di <em>unitariet\u00e0<\/em> nella Chiesa molto \u00ab\u00a0clericale\u00a0\u00bb. Nel mentre, l&rsquo;attacco delle sinistre religiose e soprattutto politico-politiciste stava accelerando il suo sviluppo a partire dalla successione alla morte di Papa Pio XII da parte del sinceramente entusiasta, detto \u00ab\u00a0Papa buono\u00a0\u00bb, fatto poi san Giovanni XXIII. La \u00ab\u00a0baldanza\u00a0\u00bb militante, di riscoperta della profonda validit\u00e0 esistenziale e salvifica del Cristianesimo, nella sua intrinseca modernit\u00e0, aveva indotto il Movimento giussaniano \u2013 quasi per estraneit\u00e0 o dimenticanza molto intenta a causa della propria intensit\u00e0 esperienziale \u2013 dalle sordide pratiche reazionarie del tempo. E spesso all&rsquo;opposto, sempre pi\u00f9 rivoluzionarie (anche sindacali estremiste) del medesimo \u00ab\u00a0spirito del tempo\u00a0\u00bb che stava diventando maggioritario nella teologia molto neo-pagana, idolatra e agnostica.<br \/>\nUn Movimento neo-religioso, globalizzante e cristocentrico in una societ\u00e0 tutta immanente e in una Chiesa alquanto ancora reazionaria e moralista, oppure all&rsquo;opposto sempre pi\u00f9 progressista e modernista, non pu\u00f2 che essere centripeto. Ed esotericamente ricco di spiritualit\u00e0 culturale. In effetti, ci si ricordi dell&rsquo;enorme popolarit\u00e0 della presenza significativa e di successo da parte del Movimento ecclesiale di don Giussani nella societ\u00e0. Essa era era molto indotta anche dalle provocazioni avanzate dai numerosi interventi marxisti e politici di sinistra, completamente all&rsquo;attacco gi\u00e0 dagli anni &rsquo;60, soprattutto nelle grandi citt\u00e0 (a Milano si ricordi anche l&rsquo;iperattivismo culturale progressista del <em>Piccolo Teatro<\/em>)!\u00a0 Tutti questi nuovi soggetti politici e culturaleggianti erano il prodotto dell&rsquo;<em>egemonia culturale <\/em>della sinistra italiana (di tendenza egemonica gramsciana, fondamentalmente). Anche il Movimento di don Giussani \u00ad\u2013 si era ai tempi della \u00ab\u00a0testimonianza <em>d&rsquo;ambiente<\/em>\u00a0\u00bb \u2013 cio\u00e8 come presenza nella societ\u00e0 facendo fronte a tutti i problemi avanzati o all&rsquo;ordine del giorno dettati fondamentalmente dalla sinistra non solo politica. E, in prima linea, proposti dal \u00a0politicismo soprattutto riduzionista quasi sempre conformisticamente ateo! Donde la sempre puntuale e corrispettiva risposta cattolica del Movimento giussaniano: all&rsquo;estremo opposto della totale incredibile assenza (!) dell&rsquo;attuale<em> CL <\/em>dal dibattito pubblico! Come Movimento voltagabbana, <em>CL<\/em> non aveva fatto che seguire le consuete tracce pluridecennali dell&rsquo;<em>Azione cattolica<\/em>.<\/p>\n<p><strong><em>Il rischio educativo della societ\u00e0 comporta sempre la possibilit\u00e0 del fallimento: Ges\u00f9 stesso lo aveva detto quando dubit\u00f2 di ritrovare la Fede al Suo ritorno sulla Terra, alla fine dei tempi.<br \/>\n<\/em><\/strong>Alla morte celebratissima del Gius (solo quella di Togliatti nel 1964 era stata paragonabile), quasi subito si inizi\u00f2 a vedere nella conduzione del Movimento ciellino un cambiamento in senso \u00ab\u00a0progressista e sinistroide nella sua antropocentrica nuova costruzione\u00a0\u00bb. Ben dimentichi della scelta di don Giussani di schierarsi chiaramente a destra, anche con\u2026 Berlusconi! Ma il colpo di grazia nella concezione stessa ecclesiale avvenne rapidamente e progressivamente a ridosso del 2013, dopo l&rsquo;elezione del cardinal Bergoglio a Papa Francesco. E, di fatto, col sostegno di tutti i componenti del nuovo gruppo dirigente ciellino, nei confronti della \u00ab\u00a0<em>Mafia<\/em> di San Gallo\u00a0\u00bb: cos\u00ec denominata dallo stesso suo leader storico, il cardinale fiammingo Danneels. I mondialisti e modernisti, molto gnostici sangallisti, gi\u00e0 avevano tentato l&rsquo;elezione al Soglio Pontificio, nel 2005, del cardinale argentino e seguace dell&rsquo;ideologia \u00ab\u00a0teologica della liberazione\u00a0\u00bb, condannata come eretica esplicitamente da almeno due Papi. Tra cui il grande teologo Ratzinger che giunse, gi\u00e0 da Papa regnante, a ravvedersi ampiamente e con incomparabile prestigio nell&rsquo;era moderna, dei suoi (del resto) molto comuni tentennamenti dottrinali soprattutto conciliari (da allora cardinale)\u2026 Per esempio riammise (in quanto \u00a0Papa) nella Comunione della Chiesa tutta la Fraternit\u00e0 Pio X che i santi Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II avevano praticamente condannato alla deriva eterodossa ingiustamente: come falsi accusati eretici\u00a0 di <em>Tradizionalismo<\/em> pedissequo e recidivo. E non come eroici sostenitori della teologia salvifica, rigorosamente petrina! Fino alla storica rinuncia dimissionaria di Papa Benedetto XVI, ancora non completamente chiarita, tanto pi\u00f9 che dopo otto anni \u00e8 ancora molto lucido e completamente critico, sebben col freno a mano ben tirato come promesso delle sue dimissioni \u00a0(rispetto anche alle possibili eterodossie bergogliane)! Quanto al cardinale belga, naturalmente ben fedele fino alla sua morte (nel 2019) e alla testa da molti anni del gruppo anti-canonico \u2013 costituito da ben altri cardinali progressisti e di sinistra come Kasper, Marx, Silvestrini e Martini \u2013 alla morte dell&rsquo;altro cardinale belga (francofono amico personale del Gius) Ries, non \u00e8 venuto nemmeno rapidamente ai funerali in Belgio. E questo, allo scopo di non compromettere i suoi <em>pourparler <\/em>romani con gli altri cardinali alquanto ambiguamente sperduti. Allo scopo di non mettere cos\u00ec a rischio l&rsquo;elezione del loro protetto gesuita sud-americano alquanto di cultura peronista piuttosto che del Magistero ecclesiale ( eche nemmeno poteva essere eletto Papa per regolamento del suo ordine religioso). Un esempio clamoroso di doppio atto fedifrago, questo, preannunciante oggettivamente \u00a0l&rsquo;eterodossia, verificatasi sempre pi\u00f9 intermittente, secondo la metodologia tipica modernista. Fino a quasi un&rsquo;intensit\u00e0 permanente e quasi completamente gi\u00e0 riformata! Molte cosiddette malelingue (ma ci si ricordi che, diceva il cosiddetto reputato <em>cattolicissimo<\/em> Andreotti ministro di vari governi che approvarono il divorzio e l&rsquo;aborto (!), che \u00ab\u00a0<em>a parlar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre<\/em>\u00ab\u00a0), rievocarono l&rsquo;episodio di Chaplin nel film in cui il figlio rompeva i vetri con la fionda per poi permettere al padre di passare a <em>ripararli<\/em> con vetri nuovi\u2026<\/p>\n<p><strong><em>L&rsquo;intemporalit\u00e0 dell&rsquo;eterno vero Amore intrinsecamente auto-sufficiente nella semplice Verit\u00e0 filosoficamente compiuta, in una ricerca infinita: nella Chiesa Cattolica.<br \/>\n<\/em><\/strong>La lettura del discorso stenografato di Pigi Bernareggi mi ha ricondotto in tutto questo percorso e mi ha fatto comprendere molto pi\u00f9 quello precedente di tutto il Movimento ecclesiale. Cos\u00ec ho compreso da dove giunge il riecheggiare di tutto il cammino, ormai secolare, di questa deriva modernista mai cos\u00ec devastatrice e accelerata nella storia della Chiesa. Il fatto \u00e8 che Pigi, prima di diventare prete in seminario brasiliano, si era laureato a Milano in filosofia. Egli ci ha quindi illuminati sul principio fondamentale del pensiero alla ricerca della verit\u00e0, applicando il criterio del \u00ab\u00a0<em>rasoio di Occam, rettore all&rsquo;Universit\u00e0 di Oxford<\/em>\u00ab\u00a0. Dal \u00a01300, questo suo affilatissimo rasoio ha fatto la barba al pensiero antico portandolo a quello moderno e modernista. Il quale trasforma i \u00ab\u00a0<em>concetti che strutturano il mondo come lo vogliamo noi, per cui ci troviamo in un altro pianeta, in altra dimensione<\/em> \u2013 diceva Pigi \u2013 <em>che \u00e8 il pianeta della cultura moderna, di cui siamo tutti noi eredi<\/em>\u00ab\u00a0. Non solo, ma alla fine del suo discorso religioso rigorosissimo, ha riportato il problema centrale della nostra era alla salvezza \u00ab\u00a0<em>del<\/em> pensiero europeo\u00a0\u00bb: dopo pi\u00f9 di mezzo secolo di missione nella zona mineraria brasiliana, il suo messaggio non \u00e8 sorprendentemente terzomondista ma eurocentrico!<br \/>\nTutto il discorso culturale e religioso di don Giussani che concepiva la missione in termini conoscitivi, testimoniali e proselitisti (contrariamente a Papa Francesco e alla sua fedele <em>CL <\/em>oggi) di conferma politica a quello di civilt\u00e0 cristiana tipicamente medievale europea (monacale)!<br \/>\nDei poveri, Bernareggi parla solo nella loro qualit\u00e0 di \u00ab\u00a0poveri di spirito\u00a0\u00bb, staccandoli nettamente da quello dello stereotipo latino-americano cui aveva pur dedicato la sua vita mai sradicandola da quella spirituale e sorgiva originale del nostro Vecchio Continente classico. E soprattutto, dalla pregnanza giussaniana: la vera fedelt\u00e0 alla Fede, di un eternamente ambrosiano e filosoficamente della Scolastica dogmatica! Cos\u00ec come l&rsquo;Europa \u00e8 stata protagonista della distruzione mondiale della sua civilt\u00e0 cristiana, in modo altrettanto deciso Pigi si era schierato militante europeista contro la nuova cultura dell&rsquo;Unione Europea sfascia-carrozze e motori della Verit\u00e0 storica del Cattolicesimo.<br \/>\nCi\u00f2 che appare di primo acchito incomprensibile nel suo discorso, \u00e8 cos\u00ec l&rsquo;apparente fedelt\u00e0 al bergoglismo che invece si presenta diametralmente all&rsquo;opposto col suo progetto <em>NOM<\/em>, sincretico e buonista con l&rsquo;equivalenza avveniristica e falsamente saggia con le altre religioni senza per\u00f2 il Cristo Re dell&rsquo;Universo e Risorto. Il nostro milanese filosofo ordinato prete conosce bene il cancro sincretico paganeggiante delle innumerevoli sette brasiliane. Ma a pensarci bene, la sua autentica immersione per pi\u00f9 di mezzo secolo della nostra era (<em>vero e proprio mezzo millennio<\/em> spirituale), con altri giussaniani missionari di vecchia data, come l&rsquo;amica Memor Domini anch&rsquo;essa missionaria da pi\u00f9 di mezzo secolo, Rosetta Brambilla, lo ha tenuto incontaminato. E alquanto in modo sempre avulso dalla perdizione irreligiosa dell&rsquo;invadente modernismo individualista nord-occidentale. Questa stessa intemporale eresia che ha allontanato, sia per tradimento che per estrema fedelt\u00e0 \u00ab\u00a0paolotta\u00a0\u00bb e anti-evangelica intimista, una gran parte dei suoi compagni ecclesiali, dell&rsquo;inizio anni &rsquo;50-&rsquo;60. Ma dal vero Amore della Chiesa petrina e veramente cattolica!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Segno di una vita autentica \u00e8 il suo possibile fallimento nell&rsquo;apparenza. 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