{"id":4152,"date":"2020-06-10T14:27:06","date_gmt":"2020-06-10T13:27:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=4152"},"modified":"2020-06-10T14:31:47","modified_gmt":"2020-06-10T13:31:47","slug":"su-indicazione-del-prete-piu-giussaniano-gabriele-mangiarotti-ho-letto-la-lettera-al-duca-di-norfolk-di-john-henry-newman-langlicano-piu-illustre-dellottocento-convertito-nel-1845-al-cattol","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=4152","title":{"rendered":"Su indicazione del prete pi\u00f9 giussaniano, Gabriele Mangiarotti, ho letto la \u00ab\u00a0Lettera al duca di Norfolk\u00a0\u00bb di John Henry Newman, l&rsquo;anglicano pi\u00f9 illustre dell&rsquo;ottocento convertito nel 1845 al cattolicesimo. Ho cos\u00ec contemplato l&rsquo;apologia pi\u00f9 grandiosa del cristianesimo romano che aveva entusiasmato il sacerdote milanese fedele nella Chiesa del sempre pi\u00f9 tradito don Giussani."},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Avevo gi\u00e0 divorato un libro, nel 2006, sul pi\u00f9 prestigioso e divinamente polemico Oxfordman, \u00a0dopo aver acquistato al Meeting di Rimini la sua autobiografia in italiano appena pubblicata.<\/em><br \/>\n<\/strong>Avevo cos\u00ec scoperto che il neo-convertito e massimamente cattolico gi\u00e0 pi\u00f9 che quarantenne Newman, appena dopo essere giunto in Italia nella sua Chiesa praticamente da sempre agognata, \u00a0avesse ormai accettato di non essere destinato al martirio ma alla semplice e permanente santit\u00e0. Gi\u00e0 nel suo \u00ab\u00a0Rischio educativo\u00a0\u00bb del 1977, don Luigi Giussani notava (a proposito di Newman) che ogni \u00ab\u00a0<em>conversione non \u00e8\u00a0 altro che la scoperta pi\u00f9 approfondita di quello che gi\u00e0 prima veramente si voleva<\/em>\u00ab\u00a0. La sua ricerca vocazionale, cui si era votato generosamente da pre-adolescente, gliel&rsquo;aveva suggerito molto precocemente. Era comunque attaccato da molti anglicani, suoi ex-perduti ammiratori a causa del suo presunto tradimento alla loro Chiesa. Essa era diventata protestante e immorale dopo la ribellione assurda del loro re Enrico VIII, edonista e assassino, anche di due delle otto sue mogli. La sua deriva era stata stigmatizzata fino al martirio per decapitazione da Thomas Moore, lui s\u00ec martire, fatto poi anche santo. Ma Newman era tenuto sempre come uno straniero marginale pure dai molto corti e spocchiosi prelati cos\u00ec spesso imperanti nel clero romano: invano idealmente abbracciati nella loro religione. I quali tentarono globalmente di spezzargli la schiena nelle indegne e surreali <em>corv\u00e9e<\/em> di lucidare i pavimenti di Santa Croce a Firenze. Andava verso i suoi cinquant&rsquo;anni, come grandissimo e celebrato pi\u00f9 illustre teologo britannico di tutti i tempi, trattato perlopi\u00f9 nella sua intima Grazia come un eterno penitente!<br \/>\nIn ogni caso, mai si lament\u00f2 di dover dedicare tutta la sua esistenza alla vocazione pi\u00f9 propria del cattolicesimo ecclesiale, nella sua tipica ricerca di santit\u00e0 pubblica e personale. Oltretutto praticata nella sua nuova vita realmente molto solitaria, al pi\u00f9 alto livello prodigioso di produzione catechetica, oltre che filosofica e teologica, sempre in naturalezza e miracolosamente misericordiosa.<\/p>\n<p><strong><em>\u00c8 stata cos\u00ec necessaria l&rsquo;opera di un altrettanto genio e Papa cattolico come Leone XIII, perch\u00e9 tutto il valore storico e soprattutto religioso di Newman fosse riconosciuto e celebrato.<\/em><\/strong><br \/>\nCos\u00ec attraverso la nomina a cardinale appena poco prima della sua morte, nel 1890, a ottantanove anni che, almeno idealmente, giustizia terrena fi fatta! Un caso simile si \u00e8 avuto solo col cardinale belga Julien Ries, \u00ab\u00a0premiato\u00a0\u00bb, col berretto cardinalizio a pi\u00f9 di 90 anni, come tardivo <em>rimedio<\/em>, dal dimissionario Papa Benedetto XVI (dopo una vita di alto e umile servizio scientifico e pedagogico: era soprattutto un valentissimo antropologo delle religioni molto stimato dai suoi pari)\u2026 \u00a0Peraltro, ci son voluti quasi centotrent&rsquo;anni \u00a0prima che tutta la santit\u00e0 del grandissimo Newman fosse proclamata a Roma nel 2019, non molti mesi fa. La grande Chiesa, anche se peccatrice, non \u00e8 mai demagogica rispetto alla sua politica soprannaturale\u2026<br \/>\nL&rsquo;occasione del libro ricordato e consigliato alla lettura dal \u00ab\u00a0<em>Donga<\/em>\u00a0\u00bb \u2013 cos\u00ec \u00e8 chiamato affettuosamente dai suoi ammirati seguaci \u2013 \u00e8 stata la pubblicazione in Gran Bretagna di un<em> panphlet<\/em>\u00a0 redatto da un vecchio amico di Newman che ormai il futuro beato chiamava solo con il diventato epiteto molto distaccato \u00ab\u00a0Signor Gladstone\u00a0\u00bb. Il quale, all&rsquo;occasione della clamorosa conversione dell&rsquo;ex-amico, pubblic\u00f2 un feroce testo molto critico di completa stroncatura della radicale scelta newmanniana. Affrontando, in tal modo, il problema dal punto di vista della <em>mancata <\/em>e<em> impossibile<\/em>, a suo giudizio, \u00ab\u00a0libert\u00e0 di coscienza\u00a0\u00bb. La tesi di Gladstone era molto semplice: siccome i cattolici devono, per fede e per dogma, obbedire al Papa, che in sovrappi\u00f9 era allora diventato recentemente <em>infallibile<\/em> (ma lo era sempre stato, invero solo in certe rare condizioni solenni!) come stabilito canonicamente nell&rsquo;allora recente Concilio Vaticano I\u00b0, del 1869. I cattolici, non possono essere \u2013 \u00a0\u00a0\u00a0sosteneva Gladstone \u2013 nemmeno cittadini sottoposti al loro stesso Stato, in quanto realmente appartenenti ad un liberamente scelto \u00ab\u00a0organismo straniero\u00a0\u00bb, lo Stato del Vaticano nel qualcaso\u2026<br \/>\nLa cosa implicava che gli stessi cattolici non disponessero, di fatto, della \u00ab\u00a0libert\u00e0 e della coscienza\u00a0\u00bb\u2026 Si trattava quindi della tesi (oggi ancor maggiormente in vigore, dappertutto su tutto il pianeta Terra, anche se ormai come considerazione molto implicita in quanto acquisita. In tutti gli Stati moderni, naturalmente mai giunti a cos\u00ec tanto statalismo. Detti Stati infatti, non solo affermano la loro prevalenza sulla Chiesa cattolica e sulle Leggi di Dio, ma ne negano anche l&rsquo;esistenza legittima, soprattutto sul piano pubblico!<\/p>\n<p><strong><em>Il libro-lettera in questione \u00e8 sottotitolato \u00ab\u00a0Coscienza e Libert\u00e0\u00a0\u00bb e pubblicato in pi\u00f9 di 450 pagine, composto di almeno altri due accuratissimi apparati critici, oltre alle duecento della \u00ab\u00a0Lettera\u00a0\u00bb stessa e da una \u00ab\u00a0Introduzione\u00a0\u00bb di un altro centinaio \u00a0di cartelle curate tutte da Valentino Gambi\u2026<\/em><br \/>\n<\/strong>Tutta la \u00ab\u00a0Lettera\u00a0\u00bb di Newman \u00e8 impostata e riprende \u00ab\u00a0<em>ab ovo<\/em>\u00ab\u00a0, dalla sua origine, la nozione sia di libert\u00e0 che di coscienza, contestandone meticolosamente, punto per punto, il significato di diritto-dovere della distinzione semantica dei due concetti. A partire dunque dalla definizione di \u00ab\u00a0legge naturale\u00a0\u00bb e \u2013 diremmo pertinentemente oggi \u2013 di <em>ontologia intrinseca<\/em>. Cio\u00e8 di corrispondenza tra la coscienza e l&rsquo;obbedienza dovuta come principio religioso e cattolico di civilt\u00e0, anche indipendentemente dal dogma dell&rsquo;infallibilit\u00e0. L'\u00a0\u00bbimpareggiabile controversista\u00a0\u00bb convertito (p. 12) dispiega tutta la sua inarrivabile abilit\u00e0 dialettica di sterminata cultura logico-filosofica e teologica, per annientare in piena legittimit\u00e0 tutte le critiche (nessuna esclusa) di condanna del Gladstone, sia esplicite che implicite o nascoste. Tutte queste, sotto le innumerevoli argomentazioni ricondotte nella loro contestualit\u00e0 sempre pertinente di Newman, avevano fatto evaporare rapidamente il loro invero superficiale e pretestuoso impianto critico di falsa stroncatura. Il cui orizzonte \u2013 va da s\u00e9 \u2013 poteva solo limitarsi alla cultura occidentale gnostica, nella fattispecie, al politicismo inevitabilmente epidermico, banale e riduttivo. Cos\u00ec, passo dopo passo, con una precisione millimetrica e, in sovrappi\u00f9, con una stilistica sublime ed efficace, tutta la profonda teologia ecclesiale veniva ripercorsa e ricostruita da Newman con una insuperabile e totalizzante sapienza.<br \/>\nGi\u00e0 qui ben si capisce l&rsquo;interesse di don Mangiarotti e il suo invito a leggere il <em>libro-lettera<\/em> in questione, data l&rsquo;estrema attualit\u00e0 rispetto anche alla crisi della Chiesa cattolica oggi.<br \/>\nOltre a segnalare \u2013 Newman assicura\u00a0 \u2013 \u00ab\u00a0<em>all&rsquo;amico di un tempo, che non ho mai esitato, neppure per un solo istante nella convinzione che, nella mia propria coscienza, ho sentita essere divina<\/em>\u00ab\u00a0, Newman assicura e che la sua fede nella Chiesa romana \u00ab\u00a0<em>non possa affievolire la nuova fedelt\u00e0 alla regina Vittoria<\/em>\u00a0\u00bb (p. 146). E nello stesso capitolo, afferma lo stesso atteggiamento nei confronti della<em> \u00ab\u00a0fedelt\u00e0 al potere civile<\/em>\u00a0\u00bb (p.147). Poi inizia ad attaccare (per difendersi) con gli argomenti riguardanti quelli che oggi definiremmo relativi allo statalismo: \u00ab\u00a0<em>Quando mai infatti \u00e8 avvenuto nei tempi antichi che lo Stato non si sia mostrato geloso della Chiesa?\u00a0\u00bb<\/em>. Lo gnosticismo, infatti, ha sempre brigato per dichiarare il potere di Cesare (lo Stato) superiore e subordinante a quello della Chiesa (di Dio). Ma Newman, malgrado le posizioni estremiste degli\u00a0 <em>ultramontani<\/em>, cio\u00e8 dei seguaci pedissequi papisti e non petrini, seguiva piuttosto la metafora di cui molto si parlava nel clima culturale dell&rsquo;epoca relativo al Sillabo, all&rsquo;Infallibilit\u00e0 e al dogma della Immacolata Concezione: \u00ab\u00a0<em>La Chiesa non \u00e8 unita allo Stato come Israele all&rsquo;Egitto, bens\u00ec come una &lsquo;moglie&rsquo; credente a un &lsquo;marito&rsquo; che ha minacciato di apostasia; e come si comporterebbe una moglie cristiana che deve battersi ancora per salvare non tanto se stessa, ma lo Stato dal crimine del &lsquo;divorzio&rsquo;<\/em>\u00a0\u00bb (p. 157). In ogni caso, a scanso di possibili equivoci, Newman cita esplicitamente a riferimento i due classici dell&rsquo;ortodossia cattolica: sant&rsquo;Agostino e san Tommaso e, soprattutto, la <em>legge della natura e della coscienza<\/em>. Di quest&rsquo;ultima egli mette in evidenza che \u00ab\u00a0<em>non \u00e8 mai lecito agire contro i dettami della propria coscienza come afferma il quarto Concilio Lateranense<\/em>\u00ab\u00a0\u2026<br \/>\nDove la coscienza \u00e8 \u00ab\u00a0la voce di Dio\u00a0\u00bb e non, secondo la moda nichilista mondana, \u00ab\u00a0una creazione dell&rsquo;uomo\u00a0\u00bb. (p. 218)<br \/>\nSi comprendono qui come le posizioni della Chiesa anglicana, dunque protestante allora da tre secoli, come quelle gnostiche e moderniste tra le posizioni borghesi o miscredenti, potessero essere spiazzate completamente e sconvolte in rapporto a categorie metafisiche assolutamente estranee al banale materialismo riduttivo del politicismo pi\u00f9 elementare e alienato. Prima ancora dell&rsquo;analisi dettagliatissima del problema cos\u00ec aperto, Gladstone \u2013 come del resto tutti i mondialisti della nostra epoca \u2013 sono gi\u00e0 persi nel dibattito per loro troppo <em>complicato<\/em> o colto e la loro preoccupazione \u00e8 di sparire di nuovo nell&rsquo;immanenza, anche se abbrutita dal classico e cosiddetto \u00ab\u00a0concreto\u00a0\u00bb dei questioni. \u00c8 quanto l&rsquo;arcivescovo Vigan\u00f2 ha appena scritto al presidente americano Trump che si spera abbia capito, o almeno intuito il tenore del suo interlocutore. Lui il pi\u00f9 vicino degli uomini politici vicino al centro oggi del problema umano e sempre trascendente. Compresi tutti o quasi i leader anglosassoni occidentali attuali o europei, pi\u00f9 o meno in gioco con il movimento oggettivo del mondialismo immanente e diabolico nella sua totale devastazione umana.<\/p>\n<p><strong><em>Magnifica e corroborante, anti-masochista e contro il difetto ricorrente tipicamente italiano, \u00e8 indirettamente l&rsquo;apologetica critica di Newman, il pi\u00f9 acuto pensatore moderno, nei confronti del molto deprezzato pensiero italiano nella storia occidentale nella sua civilt\u00e0 cristiana.<\/em><br \/>\n<\/strong>Un merito indiscutibile dell&rsquo;attuale filosofo Cacciari, indipendentemente dal giudizio sempre parziale sulla sua persona come grande pensatore contemporaneo, \u00e8 quello di voler rivalutare tutta la storia e l&rsquo;importanza mondiale del pensiero italiano, con la sua peculiarit\u00e0 e il suo valore intrinseco nei secoli! Compresa l&rsquo;opposizione alla tendenza odiosamente esterofila e dissennatamente coltivata e da lui molto particolarmente avversata. Basti pensare ai risultati, persino della filosofia tedesca, solo ermeneutici e sostanzialmente ben fallimentari di tutta la sua ricerca approdata, anche col pi\u00f9 grande pensatore comunemente celebrato in tutto il secolo scorso e finanche attualmente, Martin Heidegger. Il quale, da massimo nichilista del pensiero acrobatico e speculativo, non si \u00e8 mai volutamente \u00ab\u00a0sbattezzare\u00a0\u00bb (da cattolico tedesco, secondo una frequente consuetudine germanica!). Egli, si sa, si inginocchiava nelle cappelle dedicate alla Madonna (!) che incontrava nelle sue lunghe passeggiate nella Foresta nera, tra lo sbigottimento dei suoi ammiratori, seguaci incondizionati e, ovviamente, molto spesso atei. Anche dal punto di vista teoretico, egli \u00a0era giunto come apice del suo pensiero conclusivo, perdipi\u00f9 alla fine della sua vita, ad invocare il famoso \u00ab\u00a0<em>intervento di un Dio<\/em>\u00a0\u00bb per veramente affrontare il problema che la filosofia laica e razionalistica degli ultimi secoli, non solo la sua, non aveva saputo e non poteva veramente affrontare, in pi\u00f9 di mezzo millennio!<br \/>\nL&rsquo;accurata e costante sopravvalutazione del pensiero straniero, particolarmente in Italia, d\u00e0 la reale valutazione ben misurata del valore e del genio di un Paese. Non solo l&rsquo;<em>ideologia tedesca<\/em>, ma pure I&rsquo;<em>analitica pragmatica anglosassone<\/em>, non hanno prodotto, infine, che nichilismo e relativismo.<br \/>\nI criteri utilizzati di norma sono sempre riferiti ai sistemi del soggettivismo dei valori realmente dominanti e immancabilmente sempre parziali, quindi erronei o inadeguati al discernimento di quello assoluto, tenuto come sommo e sublime modello virtuale di riferimento.<br \/>\nQuesto, vale a dire la visione religiosa cattolica metafisica e salvifica, sebbene piuttosto infiltrata dalle ideologie correnti moderniste e nichiliste, sono ben disponibili sui mercati malgrado le loro dimensioni minoritarie. Infatti, non esistono pi\u00f9 Paesi o popoli referenziali: ogni nazione \u00e8 divisa al suo interno tra le varie influenze di civilt\u00e0 per cui il problema della salvezza generale e personale pu\u00f2 essere trattato solo con la scelta fondata sulla libert\u00e0 cosciente individuale e culturale. \u00a0\u00a0\u00a0<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<strong>Ci voleva un genio inglese (sempre molto pi\u00f9 raro di quanto non si celebri), ex-leader indiscusso anglicano a Oxford, per riabilitare la suprema grandezza della Chiesa cattolica: vittima del \u00a0tritacarne gnostico della filosofia razionalista e della teologia protestante degli ultimi cinque secoli.<\/strong><\/em><strong><br \/>\n<\/strong>Tutta l&rsquo;inconsistenza teoretica e veritativa del modernismo anti-cattolico viene posto dapprima da Newman in piena luce, in ogni sua anche non apparente contraddizione, per poi essere totalmente demolita: con la tranquilla evidenza dell&rsquo;obiettivit\u00e0 razionale utilizzata dal coltissimo \u00ab\u00a0oratoriano\u00a0\u00bb, docente universitario e leader dell&rsquo;omonimo e dominante movimento ad Oxford.<br \/>\nLa sapienza culturale e l&rsquo;intelligenza di Newman sono state anche accostate a quelle dell&rsquo;imparagonabile Paolo di Tarso che, non avendo mai incontrato Ges\u00f9, ma solo da lui folgorato sulla via di Damasco a cavallo, ha \u00ab\u00a0inventato\u00a0\u00bb tutto il cristianesimo per fede e per ragione!<br \/>\nQui si pone il problema dell&rsquo;interrogativo essenziale su cosa \u00e8 realmente l&rsquo;intelligenza umana.<br \/>\nOltre alle scoperte dei misteri della vita e dell&rsquo;esistenza financo tecnica dell&rsquo;universo, essa \u00e8 implacabilmente misurata dalla capacit\u00e0 umile e supremamente penetrante della capacit\u00e0 di riconoscere il Mistero globale ed esplicito della misconosciuta eterna ed unica V\u00e9rit\u00e0. Del resto gi\u00e0 \u00a0rivelata, davanti al quale l&rsquo;uomo \u00e8 posto, fin dalla sua nascita. Mistero questo, da cui dipendono tutti gli altri relativi allo scibile umano e di cui l&rsquo;umanit\u00e0 ed ogni uomo scoprono, anche implicitamente col proprio lavoro, le sue parziali e provvisorie verit\u00e0 derivate. \u00c8 questo il narcisismo, dissennatamente auto-realizzativo ed illusoriamente autonomo o falsamente onnipotente, a dannarlo nell&rsquo;infruttuosa e sua parzialissima ricerca imperitura e solo umana! Mentre il compimento del suo destino consiste semplicemente nel partenariato minoritario, realmente anche infimo, con l&rsquo;infinita e libera amorevolezza di Dio a determinare il cosiddetto Progresso cosmico. Ecco spiegato il dubbio inesauribile e inesplicabile di fronte ai seguaci atei, sempre sbalorditi della coerenza di Heidegger, il pi\u00f9 intelligente dei pensatori. Soprattutto nei confronti del suo ginocchio piegato davanti alla maest\u00e0 infinita di una divenuta famosa ragazzina Assunta in Cielo, in una piccola cappella durante una delle passeggiate pi\u00f9 colte e spirituali della storia! Cos\u00ec Newman, anche lavando molto fattualmente e forse ingiustamente il pavimento della chiesa forse pi\u00f9 bella di Firenze \u2013 non \u00a0a caso dedicata alla Santa Croce? \u2013 faceva prova della realizzazione di questo Mistero che avvolge tutta la storia e ogni uomo. Don Gabriele Mangiarotti, dal suo convento in clausura di Pietrarubbia quasi sperso sull&rsquo;Appennino marchigiano vicino a San Marino, lo condivide pienamente con l&rsquo;ex-anglicano. Fino a chiedere di almeno leggerne l&rsquo;episodio forse pi\u00f9 espressivo che il beato Newman ci ha tramandato con questa ben risolutiva \u00ab\u00a0Lettera\u00a0\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevo gi\u00e0 divorato un libro, nel 2006, sul pi\u00f9 prestigioso e divinamente polemico Oxfordman, \u00a0dopo aver acquistato al Meeting di Rimini la sua autobiografia in italiano appena pubblicata. 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