{"id":3921,"date":"2019-06-01T23:45:41","date_gmt":"2019-06-01T22:45:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=3921"},"modified":"2019-06-01T23:46:42","modified_gmt":"2019-06-01T22:46:42","slug":"i-guai-nella-modernita-immersa-nel-caos-dellindistinto-barbarico-e-sempre-fatalmente-totalitario-dipendono-dalla-confusione-culturale-regnante-tra-le-diverse-dimensioni-nelle-quali-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=3921","title":{"rendered":"I guai nella modernit\u00e0, immersa nel caos dell\u2019indistinto barbarico e sempre fatalmente totalitario, dipendono dalla confusione culturale regnante tra le diverse dimensioni nelle quali la vita umana si dibatte. Lo statalismo \u00e8, nella sua origine primordiale, la fonte dei mali nell\u2019immanenza rispetto alla sempre suprema e centripeta sua spiritualit\u00e0: l\u2019indispensabilit\u00e0 urgente di un partito politico laico e identitario, veramente completamente cristiano!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dove nasce veramente l\u2019orrore dello statalismo e dove si constata che cos\u2019\u00e8 il laicismo della societ\u00e0 moderna rispetto alla laicit\u00e0. La quale si scopre \u201cinventata\u201d dallo stesso cristianesimo<br \/>\n<\/strong>In fondo, il problema centrale politico della nostra era \u2013 dall\u2019antichit\u00e0 \u2013 \u00e8 lo stesso di sempre: \u00e8 lo statalismo. Ma cosa \u00e8 lo statalismo? \u00c8 il tentativo, praticamente costante, da parte dei <em>laicisti <\/em>pi\u00f9 o meno atei di predominare o di eliminare il potere di Dio e delle Sue leggi. Vale a dire ci si trova di fronte alla pratica della volonta di sterminio del potere della Persona e di tutte le sue prerogative umane, da parte dello Stato politico. Il quale deve <em>ideologicamente <\/em>e imperativamente sempre prevalere, in quanto potere fittiziamente assoluto, sull\u2019altro potere, completamente totalizzante e divino. La lotta (infinita) tra queste due polarit\u00e0 \u00e8 alla base di ogni conflitto umano. Attualmente, l\u2019orribile statalismo sembra percepito ed essersi ridotto a quello economico. In realt\u00e0 esso \u00e8 inevitabilmente e strutturalmente collettivista, in opposizione antagonista alla stessa libert\u00e0 ontologica della Persona. E ne \u00e8 solo una conseguenza globale, dunque ancora falsamente religiosa in senso per l\u2019appunto ideologico. Ho usato due termini: \u201claicisti\u201d e \u201cideologicamente\u201d senza che i loro veri significati (attualmente molto mistificati) siano ancora forse abbastanza precisati, almeno nel constesto generale e del mio discorso. Per cui eccone la loro spiegazione essenziale. Con il termine \u201claicisti\u201d, indico anch\u2019io sempre e abitualmente tutti i seguaci del potere assoluto statale. E ostili \u2013 spesso in opposizione irriducibile \u2013 a quello di Dio. Il quale non pu\u00f2 che essere espulso da tutto il processo democratico relativo al sociale e al politico. La logica pseudo-oggettiva della gnosi e della sua gestione politica sono intrinsecamente in antagonismo col potere divino. Quindi della Persona umana, cio\u00e8 non solamente materiale e fattuale. Ma in modo a favore totalmente esclusivo dello Stato laicista.L\u2019altro termine relativo all\u2019\u201cideologia\u201d significa quindi questa pretesa di assolutizzare, determinare e attribuire il potere solo allo Stato. Mentre in effetti, esso \u00e8 intrinsecamente, ontologicamente e naturalmente costituito dall\u2019immanente del concreto ma anche \u2013 e soprattutto \u2013 dalla sua dimensione sempre trascendente: quella eterna della metafisica e negata dal laicismo.<br \/>\nEssa \u00e8 detta spirituale o di Dio con le Sue leggi, su cui si fonda irriducibilmente la libert\u00e0 della Persona. Del resto \u00e8 il cristianesimo che ha inventato o meglio, scoperto nonch\u00e9 rivelato, la parola laicit\u00e0. Riconoscendo cos\u00ec la sua accezione materiale rispetto a quella sua divina e spirituale, generatrice invece del Tutto (dall\u2019alfa all\u2019omega). Se ne veda nel Vangelo la presentazione e la distinzione, per la prima volta nella storia, allorquando G\u00e9s\u00f9 stesso ne descrive i due poteri: quello di Cesare e di Dio&#8230; Come allora funziona la convivenza tra questi due poteri in cui quello divino comprende e legittima lo statuale, ma non simmetricamente da parte degli intolleranti e spesso totalitari statalisti?<br \/>\nEssa si svolge con e nella democrazia. Cio\u00e8 con l\u2019esercizio del potere, con le leggi imposte a tutti.<br \/>\nMa la democrazia, per non essere dittatoriale o totalitaria, deve garantire i diritti inalienabili e intangibili anche della minoranza. La quale \u2013 accettando di sottomettersi, per l\u2019appunto democraticamente, alle leggi statuali (non stataliste!) \u2013 si accinge sempre alla conquista del potere, alle elezioni seguenti o prossime: realizzando cos\u00ec, con la critica politica continua, l\u2019alternanza democratica.<\/p>\n<p><strong>Le tre culture del cattolico integrate armoniosamente e indispensabili per far fronte alla globalit\u00e0 della sua esistenza, senza nessun riduzionismo liberticida di tragico abbrutimento transumano<br \/>\n<\/strong>Nella sua storia, l\u2019umanit\u00e0 non ha mai trovato, tra i regimi politici, nulla di meglio della democrazia.<br \/>\nLa disciplina democratrica, cui tutti gli uomini si devono sottoporre, \u00e8 regolata, per esempio da parte dei cattolici anche in sovrappi\u00f9, dalla Carit\u00e0 necessariamente relazionale. Papa san Paolo VI non aveva mancato di definire la politica \u201c<em>la pi\u00f9 alta forma teologale<\/em>\u201d. Il cattolicesimo, pur concependo la sua visione ideale come teocratica (con il dominio cio\u00e8 delle leggi divine) e pur ricercando sempre il <em>Regno dei Cieli <\/em>che inizia qui su Terra, rispetta la legge ferrea della democrazia e non imporr\u00e0 mai la sua, per definizione, antitotalitaria e ideale teocrazia. Da cui l\u2019importanza capitale della politica allo scopo di essere, in quanto cattolici, massimamente influenti nella conduzione democratica.<br \/>\nDunque nella realizzazione possibile dei suoi principi cristiani (quindi totalmente umani) nelle leggi e nella cultura civile dei Paesi. Tutta la civilt\u00e0 occidentale, di origine cristiana, si \u00e8 costruita nei millenni in questo modo. I cattolici, naturalmente come tutti gli uomini, appartengono allo Stato ma ancor pi\u00f9 al loro <em>Corpo Mistico<\/em>, vale a dire alla comunione della Chiesa e alle sue comunit\u00e0 specifiche ed ecclesiali con cui informano e formano anche la realt\u00e0 pubblica. In quanto \u00e8 lo spirito che predomina \u2013 deve sempre predominare \u2013 sul materiale per determinarlo, nel concreto. E non viceversa.<br \/>\nQui \u00e8 tutta la differenza, per esempio, con il protestantesimo e con troppe tendenze attuali interne al cattolicesimo purtroppo gi\u00e0 oggi molto protestantizzato. Nei nostri giorni, per esempio, il principio cardine del cattolicesimo, cio\u00e8 l\u2019obbedienza all\u2019unica e suprema Autorit\u00e0 ecclesiale, \u00e8 quasi sparito: e non solo per la ragione che il pontificato vi ha di fatto molto rinunciato, ma anche perch\u00e9 i cosiddetti fedeli si sono impadroniti di una cultura detta ancora religiosa che si produce dal basso (!) e solo spontaneamente. Sono dunque tre le previe appartenenze dei cattolici totalmente liberi: alla Chiesa universale romana; alle sue comunit\u00e0 locali o carismatiche; e, in quanto cittadini, la terza appartenenza \u00e8 alla politica e alle leggi dello Stato che, naturalmente, deve tutelare e garantire le pratiche delle altre due prime. Quindi, tre sono anche le sue culture specifiche: la cultura religiosa cattolica (cosmica) della Chiesa; la cultura comunitaria specifica (ecclesiale e locale); e la cultura societale e politica di civilt\u00e0, legittimamente molto statuale. Queste tre sono integrate e coordinate armoniosamente. Il lavoro politico globale e particolare lo permette e ne \u00e8 finalizzato. Ma soprattutto, l\u2019uomo non pu\u00f2 permettersi di ridursi unilateralmente, contro ogni suo destino ontologico: salvo abbrutirsi transumanamente, come nella nostra epoca massificata. Fino ad escludere una o l\u2019altra di queste tre dimensioni culturali. Le tre, all\u2019evidenza, non sono per nulla proprie ed esclusive del cattolico. Si tratta invece delle dimensioni contemporaneamente indispensabili all\u2019uomo anche non credente (non coscientemente credente!), per sfuggire all\u2019irrazionalit\u00e0 estenuante ed insensata della sua, soprattutto, attuale esistenza.<\/p>\n<p><strong>La padronanza delle tre culture nelle loro distinzioni radicalmente diverse, sebbene integrate, come regola della modernit\u00e0 per evitare ogni modernismo degradante di fatale dannazione<br \/>\n<\/strong>Ognuna di queste tre culture deve essere percepita ben separata fattualmente, anche se sempre integrata armoniosamente in una unica visione correlativa alla libert\u00e0 e rispetto alle altre due complementari. Per cui la cultura sacramentale della Chiesa deve dominare, informare e includere quelle delle comunit\u00e0 religiose militanti e quella politica del partito funzionale alla gestione giuridica e civile del Paese in questione. Praticamente l\u2019\u201dOpzione Benedetto\u201d!<br \/>\nUna sola Chiesa (cattolica) quindi, la romana e petrina; un particolare radicamento locale ed esistenziale nella personale vocazionalit\u00e0 carismatica; e, naturalmente, un solo partito nazionale identitario (tra tutti gli altri, democraticamente) di esistenza civica pubblica e di pagarone riferenziale!<br \/>\nLa partecipazione a queste tre dimensioni comporta un rigore teorico e comportamentale la cui carenza provoca tutte le devastazioni gi\u00e0 preventive e iniziali della nostra vita generalmente associativa, detta moderna. Quella percepita come caoticamente devastante in tutta la nostra epoca.<br \/>\nCos\u00ec, mentre e durante che la cultura di appartenenza totale alla Chiesa cattolica permette, per definizione, di identificarsi al proprio destino vocazionale universale di totale pienezza in quanto creatura riconoscente al suo Creatore, la dimensione culturale e comportamentale comunitaria situa il fedele nella concretezza della sua identit\u00e0 storica. Nel suo esistere anche pubblico unico e irripetibile. Di fatto, molto spesso e quasi sempre, questa sua appartenenza coincide, o dovrebbe coincidere, con l\u2019unit\u00e0 comunionale con la Chiesa di Pietro. L\u2019omogeneit\u00e0 intrinseca, sia salvifica che liturgica, lo permette per antonomasia. Con la scelta del partito politico, invece, le cose non sembrano quasi mai univoche ed immediate. Gi\u00e0 la direttiva dissennata e eterodossa, soprattutto dell\u2019attuale pontificato, ha indotto nell\u2019errore madornale della diaspora del voto dei cattolici, in pratica e indifferentemente, su tutti i partiti del mercato politico&#8230; \u00c8 per\u00f2 molto curioso che una rilevazione relativa ai cattolici impegnati, quelli che vanno \u201cassiduamente a Messa\u201d, attesta ora che si siano \u201c<em>astenuti al 52% (!) dall\u2019andare a votare a queste europee<\/em>\u201d: che la vergogna del voto in diaspora per i partiti nichilisti abbia cominciato a fare il suo effetto?<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 anche altro. Particolarmente, si tratta dell\u2019applicazione dei criteri di appartenenza con le sue regole di comportamento soprattutto rispetto alla militanza nel partito.<br \/>\n\u00c8 in effetti assurdo credere che la cultura del partito politico laico possa richiedere gli stessi principi di funzionamento relazionale delle comunit\u00e0 ecclesiali! Eppure \u00e8 successo, e continua ad accadere, che vengano ingenuamente esigiti nel partito, in modo dissennato da parte di cattolici, comportamenti culturali e associativi che sono propri degli ambiti ecclesiali.<\/p>\n<p><strong>Ma la degenerazione pi\u00f9 grave \u00e8 l\u2019asservimento attivo alla mistificazione per cui i cattolici impegnati nascondono il loro vergognoso voto per partiti laicisti, dietro le preferenze dei loro amici<br \/>\n<\/strong>Alle elezioni, si votano innanzitutto i partiti, con le loro ideologie e i loro programmi. E solo molto secondariamente si esprimono le cosiddette preferenze per candidati amichevolmente preferiti.<br \/>\nLa scelta del partito da votare diventa cos\u00ec, per assurdo in modo capovolto, quella per cui l\u2019amico, o gli amici, ci si candidano&#8230; Questi avranno, come sempre, irrilevanti possibilit\u00e0 di emergere rispetto alle politiche naturalmente prefissate di siffatti organizzazioni partitiche, pi\u00f9 o meno imprigionate nelle visioni e nelle possibili dinamiche trasformative, sul piano culturale. Scelte, queste, che in modo infinitesimale siffatti candidati amici potranno realmente e ragionevolmente influenzare. L\u2019esperienza dimostra che, se questi candidati non cambiano partito, la loro cosiddetta influenza miracolosamente millantata sia soffocata o, peggio, mistificata nella marginalit\u00e0. O nell\u2019insignificanza strutturale dell\u2019oggettivit\u00e0 effettivamente percepita dagli elettori. I destini delle idee politiche dipendono da sempre, e sempre pi\u00f9, dai fattori intrinseci alle caratteristiche delle varie identit\u00e0 di ogni partito politico. Il quale ne conserva, come un fatale <em>imprinting<\/em> per molto tempo, comunque sempre troppo lungo, perch\u00e9 ci si possano cullare le illusioni dei cattolici benpensanti sulle loro capacit\u00e0 personali, di giudizio e di azione. Soprattutto, su quelle dei loro raccomandati sostenuti come candidati <em>miracolo<\/em> per i loro sempre supposti e strapotenti apporti&#8230; Il grande errore, in questi casi, consiste nella sopravvalutazione, perdipi\u00f9 \u201cappoggiata\u201d sul giudizio amichevole del candidato da raccomandare, rispetto all\u2019identit\u00e0 sempre di lunga e strategica durata del partito stesso. L\u2019irrilevanza dei cattolici nell\u2019almeno ultimo quarto di secolo \u00e8 rinchiuso in questo ormai classico paralogismo per cui sarebbe pi\u00f9 affidabile la fedelt\u00e0 nel mandato dell\u2019individuo (!) che quella gi\u00e0 fragile della struttura stessa dell\u2019organizzazione politica in questione. L\u2019ingenua cultura, pressapochista del cattolico passivo o mediamente militante attuale, \u00e8 quella di misconoscere la debolezza, esposta alla rosa dei venti e delle temperie politicistiche, proprie delle sue valutazioni personali (spesso senza principi cattolici) ma importanti rispetto alle logiche politiche. In ogni caso, al di fuori del sempre piccolo contesto relazionale in cui le motivazioni della scelta di supporto hanno una molto limitata importanza, l\u2019effetto della raccomandazione si diluisce impercettibilmente come una goccia nel mare. E questo anche indipendentemente dalle innumerevoli accidentalit\u00e0 proprie alle vicende personali. O pi\u00f9 propriamente ed imprevedibili \u201copportunit\u00e0\u201d d\u2019occasione fatalmente predeterminate.<br \/>\nNaturalmente, i piani divini della Trinit\u00e0 possono sempre trasformare il male in bene&#8230;<\/p>\n<p><strong>Abbagliati dal cosiddetto successo politico immediato, si attenuano le criticit\u00e0 verso i partiti laicisti e si acutizzano le possibilit\u00e0 di incidenza della detta raccomandazione amichevole, millantandola<br \/>\n<\/strong>Al cattolico viene richiesto, innanzitutto e sistematicamente, sempre la testimonianza cristiana e la linearit\u00e0 della scelta strategica della Chiesa petrina e vivente. Vale a dire seguendo scrupulosamente le indicazioni razionali del dicastero della <em>Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>. E non le convinzioni, anche se legittime in espressivit\u00e0 individuale sull\u2019efficacia delle proprie amicizie: queste, se mai, possono essere applicate, possibilmente con profitto, solo in modo subordinato e secondario.<br \/>\nLa <em>DSC <\/em>non a caso decreta che nemmeno si debba andare a votare (!), se un partito laico veramente scrupuloso sulla Dottrina cattolica e sui suoi \u201c<em>Principi non negoziabili\u201d <\/em>non sia presente, criticamente e attivamente, sul mercato elettorale! Anche lo stesso voto \u00e8 quindi messo in discussione rispetto perfino alla sua finalit\u00e0. I partiti laicisti, nella nostra epoca, sono perdipi\u00f9 quelli che si vantano di dichiararsi inamovibili rispetto alle leggi transumaniste e devastanti gi\u00e0 approvate: come se il fatto di essere passate all\u2019applicazione le abbiano rese giuste ed eterne&#8230; Non \u00e8 poi nemmeno da prendere in esame il fatto che il laicismo nichilista e relativista sia implicato totalmente anche rispetto a nuove leggi perfettamente anticristiane in progetto di realizzazione. Su queste, i cattolici falsamente zelanti rispetto ai programmi economici o sociali e scatenati nell\u2019\u201durgenza di efficacit\u00e0\u201d (a volte anche apparentemente ragionevole!), stendono un pietoso velo di condiscendenza anche motivando che il loro, nel qual caso, candidato raccomandato ben combatter\u00e0 la sua battaglia \u201c<em>ortodossa<\/em> <em>vittoriosa all\u2019interno del suo partito<\/em>\u201d, ma dagli esiti incerti. Dopo pi\u00f9 di una generazione di cotali pie intenzioni, il grande esperto in materia, il cardinale Ruini, ha formulato la condanna sull\u2019\u201d<em>irrilevanza tragica<\/em> <em>dei cattolici della diaspora in politica<\/em>\u201d.<br \/>\nIn realt\u00e0 l\u2019unico problema serio, urgente e centrale nell\u2019\u00e9poca dell\u2019indistinto e confuso contesto culturale post-secolarizzato, \u00e8 quello di ricostituire un partito veramente e totalmente identitario per veri cattolici e <em>uomini di buona volont<\/em>\u00e0, anche non credenti purch\u00e9 non razionalisti.<br \/>\nQuest\u2019opera difficile e lunga \u00e8 incomparabilmente da priorizzare ad ogni altra! Soprattutto dato il pietoso stato della Chiesa e il livello di litigiosit\u00e0 dei cattolici nei nostri giorni, in confronto ai piccoli e molto incerti vantaggi offerti dai partiti \u201cmiglioristi\u201d rispetto a quelli precedenti ancor pi\u00f9 nichilisti. Installati da decenni in Europa e nei governi nazionali.<br \/>\nQuesto partito \u00e8 stato fondato in Italia appena tre anni fa. E nulla, veramente nulla, giustifica il non votarlo, fino ad ora, massivamente e raccomandarlo nella pi\u00f9 completa amicizia e fiducia.<br \/>\nRisulta ancor pi\u00f9 assurdo il fatto, peraltro, che questo pontificato, apparentemente anche alquanto ormai demente dopo la sua intermittenza dei primi anni, non fosse tutto interno al Mistero della Trinit\u00e0. Il clero centrale \u00e8 \u2013 per esempio \u2013 non solo in disaccorso con tutti i suoi vescovi dei Paesi di partenza dell\u2019emigrazione, in quanto cos\u00ec svenati da tutti i giovani migranti (quasi tutti maschi!).<br \/>\nMa non hanno nemmeno pensato lontanamente a sponsoririzzare questo partito, il <em>Popolo della Famiglia<\/em>: tesi a sostenere le politiche sinistrose e nihiliste europeiste! Come prima conseguenza, ancora una volta,il giovanissimo partito di riferimento \u00e8 stato pochissimo votato, soprattutto dai cattolici cosiddetti impegnati a raccomandare (anche loro) i loro amici perch\u00e9 votino partiti parzialmente laicisti e sempre alquanto molto statalisti. Sebbene essi siano giudicabili migliori di quelli precedenti. Ma, si sa, il meglio \u00e8 sempre peggio del buono!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove nasce veramente l\u2019orrore dello statalismo e dove si constata che cos\u2019\u00e8 il laicismo della societ\u00e0 moderna rispetto alla laicit\u00e0. La quale si scopre \u201cinventata\u201d dallo stesso cristianesimo In fondo, il problema centrale politico della nostra era \u2013 dall\u2019antichit\u00e0 \u2013 \u00e8 lo stesso di sempre: \u00e8 lo statalismo. 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