{"id":3725,"date":"2019-02-02T02:30:58","date_gmt":"2019-02-02T01:30:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=3725"},"modified":"2019-02-03T12:33:12","modified_gmt":"2019-02-03T11:33:12","slug":"come-cercare-dimmunizzarsi-dal-potentissimo-veleno-televisivo-anche-di-notte-almeno-tecnicamente-e-quale-sistematico-interrogativo-porsi-di-fronte-ai-personaggi-sempre-presentati-mitolog","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=3725","title":{"rendered":"Come cercare d\u2019immunizzarsi dal potentissimo veleno televisivo, anche di notte (almeno tecnicamente). E quale sistematico interrogativo porsi di fronte ai personaggi, sempre presentati mitologicamente e proposti dalla politica, dalla cultura e dall\u2019attualit\u00e0, pure recepiti ben intenzionatamente"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quando si giunge a non aver pi\u00f9 \u201cimpegni quotidiani\u201d in una vita di 24 ore indifferenziate&#8230;<br \/>\n<\/strong>Da quando mia figlia Odile ha ripreso la direzione e la gestione della mia azienda di servizi multilingui nella comunicazione marketing, la mia vita \u00e8 cambiata radicalmente: non ho pi\u00f9 impegni imperativi e costanti di lavoro! Avendo cominciato a lavorare in fabbrica, come apprendista elettro-meccanico, nel 1959 a quindici anni, dunque da ben pi\u00f9 di 50 anni lavorativi (in ditta riparavamo i moltissimi tram che ancora circolano a Milano), mi ritrovo a quasi 75 anni felicemente \u201crottamato\u201d volontario. Mia moglie mi ripete spesso che la mia rottamazione l\u2019ho in realt\u00e0 quasi iniziata una decina di anni fa, in corrispondenza dell\u2019esplosione della crisi economica. Ma anche per manifeste mie inadeguadezze ormai professionali e fisiche: insufficienze informatiche pi\u00f9 alcune operazioni (alla prostata e con 4 <em>bypass<\/em> al cuore). Mia figlia, invece, laureata a Oxford, informatichina e internauta gi\u00e0 da bambina, con in bocca quattro lingue parlate e scritte pi\u00f9 una (lo spagnolo) che lei considera solo iniziale, \u00e8 perfettamente adeguata al compito.<br \/>\nCosa mi palesa che la mia vita sia cos\u00ec cambiata? Quella soprattutto notturna!<br \/>\nVerso le tre del mattino, dopo aver dormito nel primo sonno pi\u00f9 di due ore, ho gi\u00e0 letto qualche capitolo di uno dei due libri che tengo sempre con me. Oppure scrivo e correggo (sempre in camera da letto) il mio post del blog in preparazione bilingue: per primo redatto in francese e poi tradotto in italiano, la mia lingua madre. Guardando, per fingere di distrarmi, ogni tanto la televisione anche con la coda dell\u2019occhio. In effetti, da pi\u00f9 di una ventina d\u2019anni sbircio la<em> t\u00e9l\u00e9<\/em>, come dicono qui in Belgio, ma avendola privata di audio. Mia moglie ha l\u2019orecchietta per il suo ascolto che per\u00f2 le serve molto spesso per addormentarsi. Qui a Bruxelles, la televisione presenta non so bene quanti canali superiori al centinaio, compresi quelli soprattutto in fiammingo e in francese con almeno una doppia dozzina di altre lingue, e pi\u00f9 del quadruplo di Paesi stranieri di emittenza, comprese le quattro principali reti italiane. Quando il ghiribizzo me lo suggerisce, infilo il mio auricolare per ascoltare la musica classica trasmessa 24 ore su 24 dal canale nerlandofono (a l\u2019esclusione della musica atonale, per me, e non solo, inascoltabile, in quanto non autosufficiente e valida solo per accompagnare l\u2019orrore e il disordine convulsivo del nostro modernismo epocale). O ancora passo all\u2019ascolto, curioso di certe rare notizie negli innumerevoli telegiornali che annunciano ripetutamente gli avvenimenti, come ormai dappertutto, con i sottotitoli (per me in sovrappi\u00f9 nel totale silenzio).<br \/>\nRegolarmente, dopo le due del mattino, faccio una ventina di minuti di cyclette: cerco cos\u00ec di curarmi il nervo sciatico che gi\u00e0 mi fa parecchio zoppicare. Nel frattempo guardo lo schermo mentre pedalo e constato, sempre nel silenzio, che senza il bla-bla logorroico e spessissimo demente, la televisione sarebbe accettabile e pure molto positivamente (anche nello sport dove i molti commentatori non fanno altro che descrivere perlopi\u00f9 ci\u00f2 che tutti gi\u00e0 guardano).<\/p>\n<p><strong>E se ci si accorge che la televisione \u00e8 fondata non tanto sulle immagini ma sulla parola gnostica?<br \/>\n<\/strong>L\u2019abituale mancanza di parole nel mio televisore notturno (di giorno, \u00e8 sempre in casa spento <em>d\u2019office<\/em>!) permette di economizzare il molto dannoso mal di fegato a causa delle oceaniche scemenze e bestialit\u00e0 proferite dai molti personaggi inevitabilmente sentenzioni e nichilisti a scaturigine dello stupidario avvilente del dover intervenire, soprattutto anche brevemente. Cos\u00ec la stessa afonia delle immagini parlanti mi permette anche d\u2019immaginare criticamente quale altro destino il personaggio in questione ben inquadrato avrebbe potuto avere se si fosse rifiutato di appiattirsi al <em>pensiero unico <\/em>imposto dai programmatori sempre disperati di<em> audience<\/em>. Ai parlanti eloquenti nel cosiddetto piccolo schermo \u00e8 richiesto implicitamente di piegarsi, soprattutto da molto prima (anni!), con conformismo allegramente imposto con maniera anti-democratica&#8230; Cos\u00ec, cercando almeno di difendermi dall\u2019aggressivit\u00e0 malefica del formidabile <em>elettrodomestico<\/em> diabolicamente iperefficace di cui disponga il potere politico ed economico della grande persuasione oggi onnipotente, l\u2019altra notte ho infilato la mia orecchietta: per ascoltare quanto avrebbero dovuto dichiarare gli autori di tre libri. Volumi appena usciti e scelti dall\u2019emissione. Non gente di sedicente e scontato spettacolaccio superficiale e volgarmente distraente. Ma si trattava nel qualcaso di scrittori, gente che fondamentalmente pensa in silenzio e sa almeno di grammatica con un minimo di logica formale (senza, non si pu\u00f2 non solo scrivere ma nemmeno immaginare di concepire un libro).<br \/>\nGente cio\u00e8 usa alla necessaria meditazione della scrittura, la forma di comunicazione formalmente pi\u00f9 rispettosa della libert\u00e0 e dell\u2019autonomia in quella possibile, chiamata comunicazione.<br \/>\nEro abbastanza curioso di collegarmi, senza alcun impedimento diretto all\u2019 ascolto, almeno di cose verosimilmente utili. Ai livelli dunque pi\u00f9 alti, vale a dire quelli dell\u2019ascolto non inficiato o strillato della comunicazione verbale sempre in onda. Ma della scrittura, cio\u00e8 quella nella gratuit\u00e0 delle idee perdipi\u00f9 scritte. La stessa tecnica dipendente dalla volont\u00e0 del solo interlocutore attivo, interessato ai contenuti del libro o, ancor pi\u00f9, dai motivi dello scrivere. In altri termini, analogo al mio stesso modo scelto per comunicare quasi confidenzialmente, per esempio, con questo mio blog.<br \/>\nCio\u00e8 non con una modalit\u00e0 barbarica senza alcuna mediazione, come la televisione testimonia invece continuamente e per definizione, ma con uno strumento silenzioso in s\u00e9: il libro. In altre parole, non col metodo che esclude la dimensione principale della ricerca e della dipendenza detta escatologica, cio\u00e8 delle finalit\u00e0 e delle origini della stessa vita. La gnosi gi\u00e0 pagana, e ora televisiva, non ha mai riconosciuto altro che la materialit\u00e0 dell\u2019esistente. Come pure la negazione della sua essenza, e la dimenticanza del suo essere. Il quale certamente e sistematicamente porterebbe all\u2019interrogativo sull\u2019Essere supremo: quindi del Dio vivente. Giustappunto, ecco la parola \u201cdiabolica\u201d e significativamente tab\u00f9 nella teleologia pratica e tacita della televisione, vale a dire nelle sue finalit\u00e0!<\/p>\n<p><strong>La benevolenza nei confronti dei personaggi pi\u00f9 umani e talentuosi: ma capita loro di pregare?<br \/>\n<\/strong>Ho ascoltato cos\u00ec attentamente tutte le parole e i contenuti sia dei tre autori che, come al solito, hanno anche dovuto spiegare il loro libro (!), ma ho ben udito i critici letterari collegati da tre citt\u00e0 per giudicare gli scritti. Ed infine mi sono succhiato pure le battute sommarie di cittadini comuni scelti a caso in libreria. Non un solo intervento, nemmeno uno, che abbia sfiorato la risposta all\u2019attesa generica per cui mi ero messo all\u2019ascolto \u2013 oltre che alla visione sempre distratta e artatamente sorda \u2013 dell\u2019elettrodomestico reso tipicamente e specificatamente sempre pi\u00f9 gnostico.<br \/>\nHo dovuto ammettere concludendo, come praticamente quasi sempre, con le stesse considerazioni deluse e disperanti, non solo per la televisione. A fronte di analisi non prive anche di giudiziose e a volte pure di geniali intuizioni, mai ritrovo quella inconfondibile ed essenziale questione \u2013 e nemmeno il suo pre-sentimento \u2013 che mi induce e mi fa iniziare le mie preghiere quotidiane delle Ore (della Chiesa). Esse sempre iniziano con l\u2019invocazione, a partire dalle <em>Lodi <\/em>mattutine fino alle <em>Compiete <\/em>della sera: \u201c<em>Oh Dio vieni a salvarmi<\/em>\u201d.<br \/>\nCos\u00ec finisco sempre col chiedermi se codesti autori o grandi personaggi, da me comunque ammirati, non fosse che per la loro appartenenza se non tra i migliori, almeno tra gli scelti nella selezione detta negativa, non facile cui si sottopongono.E poi mi chiedo, quasi subito se non contemporanemente, qual \u00e8 il rapporto tra le loro migliaia di righe spesso scritte ammirevolmente, con questa domanda-supplica di preghiera e con siffatta originaria implorazione, insopprimibile dell\u2019animo umano.<br \/>\nQuante volte nella mia vita, del resto, mi sono posto quest\u2019interrogativo contenente tutto il dubbio sulla mia esistenza e sulla sua trascendenza! E della cosa che pi\u00f9 ammiro, la cultura cristiana, quella alla base della nostra civilt\u00e0 che esclude cos\u00ec tranquillamente, come in un obl\u00eco quasi naturale, il senso profondo di tanta esistenza: quello cio\u00e8 conseguente al \u201c<em>dimenticare di aver anche dilmenticato<\/em>\u201d, come lo scrive il grandeStefano Fontana, direttore della <em>Dottrina Sociale della<\/em> <em>Chiesa<\/em>, nel suo ancora meraviglioso ultimo libro sulla gnosi (Fede &amp;Cultura).<\/p>\n<p><strong>E se si vede il proprio umano sterilizzato dal suo bisogno ontologico, quindi naturale, di salvezza?<br \/>\n<\/strong>\u201c<em>Ma perch\u00e9 scrivono<\/em>?\u201d, era questa la domanda di un grande scrittore cattolico. Per ben capire questo radicale e permanente interrogativo, occorre percepire e definire il concetto di \u201cdisponibilit\u00e0\u201d e soprattutto di indisponibilit\u00e0 per l\u2019uomo. Per esempio, l\u2019aborto che \u00e8 sempre un assassinio \u2013 indipendentemente dalle circostanze incombenti e dalle motivazioni soggettive addotte \u2013 costituisce una indisponibilit\u00e0 all\u2019umano: esso \u00e8 possibile come peccato gravissimo ma esterno alla realt\u00e0 ontologica, naturale della persona. La cosa \u00e8 anche una evidenza intuitiva! Se il fatto di scrivere non serve, non \u00e8 in ultima analisi funzionale a <em>s-coprire<\/em> l\u2019umano, a togliergli il sempre traslucido velo che nasconde quasi completamente il suo contenuto fondante, a non rivelare la sua vera natura, perch\u00e9 scrivere?<br \/>\nSe la letteratura \u00e8 solo descrivere, narrare, senza mettere finalmente in rilievo ci\u00f2 che effettivamente \u00e8 l\u2019umano inchiodato alla sua verticalit\u00e0, se non si indicano cio\u00e8 le indisponibilit\u00e0 per l\u2019uomo, vale a dire il senso e la bellezza della sua esistenza che gli deriva sempre dalla Grazia a lui intrinsecamente esterna, o \u2013 al meglio \u2013 in cooperazione col Creatore, perch\u00e9 scrivere?<br \/>\nSe lo scrivere non mette in \u00e9videnza, ancora per esempio, l\u2019altrimenti inimmaginabile pienezza e bont\u00e0 del matrimonio cristiano, come veramente descrivere e celebrare le meraviglie della Famiglia? La vera intelligenza della scrittura \u00e8 misurata dalla capacit\u00e0 di ricondurre alla verit\u00e0 dell\u2019Essere, della sua vera natura. Altrimenti \u00e8 solo descrivere, magari in modo eccelso, l\u2019illusione della propria disponibilit\u00e0 sedicente illimitata e fatalmente narcisista: cio\u00e8 fare solo l\u2019esercizio detto dell\u2019ermeneutica, non solo senza rispondere agli interrogativi ultimi e primi (<em>l\u2019alfa e l\u2019omega<\/em>!) ma \u2013 al meglio \u2013 arzigogolare intorno all\u2019esistente fino a vantarsi di ben \u201c<em>ermeneuticare<\/em>\u201d!<br \/>\nLa grande letteratura, ovviamente, \u00e8 molto di pi\u00f9: occorre sposare l\u2019intelligenza teleologica, cioe \u00e8 quella legata indissolubilmente allo scopo, al senso delle cose, con la meraviglia stupita dell\u2019analizzare, anche nei casi pi\u00f9 apparentemente banali della vita&#8230; La vera letteratura, la vera poesia conducono ineluttabilmente alla verit\u00e0 ontologica \u2013 con talento cr\u00e9ativo, naturalmente \u2013 alla sua globale celebrazione fino all\u2019esplicito. Fino ad evidenziare soprattutto il limite di globale di dipendenza umana, nella sua totale libert\u00e0, perch\u00e9 vocazionale. La quale, riconosciuta nella quotidiana continuit\u00e0, rende l\u2019uomo un gigante nel suo illimitato ed escatologico bisogno di salvezza.<br \/>\nFino anche all\u2019estrema, intrinseca e semplice indisponbilit\u00e0 del Dio vivente. Il quale non pu\u00f2 essere che l\u2019oggetto dell\u2019invocazione accorata ed esplicita, oppure anche implicita, dell\u2019\u201d<em>O Dio, vieni a salvarmi<\/em>\u201d.<br \/>\n\u00c8 in questo senso che ora cerco di vivere la mia volontaria e ultima (!) <em>rottamazione<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si giunge a non aver pi\u00f9 \u201cimpegni quotidiani\u201d in una vita di 24 ore indifferenziate&#8230; Da quando mia figlia Odile ha ripreso la direzione e la gestione della mia azienda di servizi multilingui nella comunicazione marketing, la mia vita \u00e8 cambiata radicalmente: non ho pi\u00f9 impegni imperativi e costanti di lavoro! 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