{"id":3274,"date":"2018-06-11T19:11:14","date_gmt":"2018-06-11T18:11:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=3274"},"modified":"2018-06-11T19:12:03","modified_gmt":"2018-06-11T18:12:03","slug":"dopo-cinque-anni-una-nuova-intervista-da-parte-di-glocal-organo-del-gruppo-eurologos-al-suo-fondatore-et-autore-di-questo-blog-il-quale-ha-lasciato-a-74-anni-il","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=3274","title":{"rendered":"Dopo cinque anni, una nuova intervista da parte di \u00ab Glocal \u00bb, organo del Gruppo Eurologos, al suo fondatore (et autore di questo Blog). Il quale ha lasciato \u2013 a 74 anni \u2013 il volante della sua impresa internazionale a sua figlia Odile. Il tempo \u00e8 galantuomo per convalidare la verit\u00e0 delle idee espresse."},"content":{"rendered":"<p><strong><em>La nostra era \u00e8 accelerata\u00a0: la sua intervista, signor Troiano, che noi abbiamo pubblicata e che lei ha ripresa su questo Blog, val la pena ancora di rifarla. Anche per verificarne le convinzioni che gi\u00e0 erano molto nette. E radicali, sia sul piano professionale che sul politico e, soprattutto, sul globalmente culturale. Nel frattempo lei ha pubblicato parecchio\u00a0: tre novelle, un romanzo in francese tradotto in italiano, oltre a pi\u00f9 di centocinquanta <\/em><\/strong><strong>post<em>,<\/em><\/strong> <strong><em>con minimo mille parole, riguardanti l\u2019attualit\u00e0 internazionale e della Chiesa. Potremo cos\u00ec rivedere, nel retrovisore ormai storico, i fondamenti del suo pensiero e della sua azione\u00a0: nel nostro mondo, \u00e8 diventata cosa rara ma sempre necessaria.<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>Il primo punto che lei aveva posto era che la crisi economica, dalla quale tutti si accordano a confermare che si \u00e8 definitivamente usciti, era provocata dalla \u00ab\u00a0mostruosa denatalit\u00e0\u00a0\u00bb e non dai \u00ab\u00a0subprime\u00a0\u00bb americani\u2026<\/em><\/li>\n<li>Innanzitutto \u00e8 sempre falso che l\u2019Occidente sia uscito dalla crisi. \u00c8 vero che si \u00e8 usciti da quella recessiva, ma si \u00e8 molto lontani dall\u2019aver anche solo ricuperato il gigantesco d\u00e9ficit \u2013 economico, ma ancor pi\u00f9 importante, culturale \u2013 accumulato almeno nell\u2019ultimo decennio. In effetti si sta facendo fronte, non solalmente in Occidente, ad una penuria sempre orribile a causa della stessa denatalit\u00e0. Che denunciavo da pi\u00f9 di un quarto di secolo (in uno dei miei libri e vari articoli dal \u201894).<br \/>\nSecondariamente, non solamente non tutti sono d\u2019accordo che si \u00e8 usciti dalla crisi, ma la causa della sua gravit\u00e0 oceanica non \u00e8 stata nemmeno identificata\u00a0: la denatalit\u00e0, salvo per rari specialisti, non \u00e8 stata \u2013 quasi clamorosamente! \u2013 presa in considerazione malgrado la sua evidenza da due generazioni. Si \u00e8 continuato a fare figli da pi\u00f9 di cinquant\u2019anni ma per appena la met\u00e0 del naturale sviluppo minimo\u00a0: in media fino a 1,3 nascite per coppia!<\/li>\n<li><em>Ma la crisi \u00e8 ormai finita, tutti i parametri economici lo attestano.<\/em><\/li>\n<li>Assolutamente no. Dopo la prima fase fatalmente e (radicalmente) recessiva, si continua praticamente a ristagnare, da anni e malgrado le promesse reiterate dei politici, con tassi detti di \u00ab\u00a0ripresa\u00a0\u00bb (in sovrappi\u00f9 molto fragili) ma concretamente di confermata, soprattutto in Europa, vera crisi. In effetti il molto debole e orribile tasso (diciamo cos\u00ec) di \u00ab\u00a0fertilit\u00e0\u00a0\u00bb non si \u00e8 veramente modificato da molti anni nella nuova povert\u00e0 tragicamente ancora rilevante.<\/li>\n<li><em>Si potrebbe dire, come lo si fa sempre\u00a0: \u00ab\u00a0Per una volta che si \u00e8 adottata una vera buona soluzione con questa denatalit\u00e0 al sovraffollamento del mondo\u2026\u00a0\u00bb!<\/em><\/li>\n<li>I due miliardi (forse pi\u00f9) artificialmente di non nati nel mondo da mezzo secolo, vale a dire quasi quattro volte la popolazione europea (!), hanno creato una mostruosa penuria della domanda dei mercati mondiali che \u00e8 alla base della vera e conseguente crisi economica. La massificazione degli anticoncezionali preventivi, i molti miliardi di pillole dette del <em>giorno dopo<\/em> e le legislazioni che hanno legalizzato (e promosso) innumerevoli aborti banalizzati hanno creato una ecatombe (anche assassina e arbitraria\u00a0!) che ha osato sconvolgere lo sviluppo armonioso dei mercati della domanda. Di cui nessuno parla. Invece si parla molto di fenomeni assolutamente marginali (come i <em>subprime<\/em> che sono stati rapidamente riassorbiti) con il risultato di sviare la semplice ed evidente verit\u00e0.<\/li>\n<li><em>Ma allora come pensa che si debba proc\u00e9dere\u00a0?<\/em><\/li>\n<li>Non si potr\u00e0 veramente uscire dalla crisi che dopo aver ricomiciato ad avere figli con una media almeno doppia per coppia dell\u2019attuale. E dopo che questi primi bambini, finalmente lasciati naturalmente liberi di nascere, saranno diventati consumatori, almeno in quanto giovani adulti.<\/li>\n<li><em>Tuttavia, tutti si accordano ad affermare che ci sono troppi abitanti nel mondo.<\/em><\/li>\n<li>\u00c8 sempre falso. Molto falso! Nel 2015 gi\u00e0, il \u00ab\u00a0piccolo pianeta Terra\u00a0\u00bb, che il volgare scientista (per niente scientifico\u00a0!) Malthus affermava \u00ab\u00a0essere incapace di nutrire il miliardo di uomini\u00a0\u00bb della sua epoca (inizio 1800), ha prodotto una volta e mezza di pi\u00f9 del bisogno di nutrizione degli abitanti attuali di tutti i continenti. I quali, come \u00e8 noto, sono aumentati pi\u00f9 di sei-sette volte in rapporto alle piccole idee razionalistiche (e non razionali!) del molto falso futurologo inglese.<br \/>\nLa cosa la dice lunga sulle incalcolabili possibilit\u00e0 di aumentare, spontaneamente, la popolazione mondiale e le relative capacit\u00e0 di nurirla, malgrado guerre, sprechi e carestie di sempre\u00a0!<\/li>\n<li><em>Ma allora come spiega questa contraddizione colossale e antagonista in cui tutti credono?<\/em><\/li>\n<li>Si pu\u00f2 spiegarla in rapporto a varie cause che vanno dalla stupidit\u00e0 umana perpetuamente conformista ai luogi comuni, alla mancanza generalizzata di scientificit\u00e0 e a ci\u00f2 che viene chiamato l\u2019abbrutimento dall\u2019edonismo straccione delle masse sottoposte al <em>pensiero unico<\/em> (funzionale miopemente solo al potere)\u2026<\/li>\n<li><em>Come mai gli scienziati non dicono niente\u00a0sul problema?<\/em><\/li>\n<li>Al contrario. Anche la Chiesa ha sempre criticato il malthusianesimo. Tutti sono stati silenziati via la censura dai poteri che comandano e manipolano i media. Due anni fa anche un gruppo di scienziati qualificati anglofoni si \u00e8 scatenato, come ultimo attacco rigoroso contro i malthusiani e i neo-malthusiani numerosi ora anche nella Chiesa cattolica stessa, con molti suoi prelati.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ne avete mai sentito parlare tra le logorree infinite del <em>bla bla<\/em> televisivo intellettualoide e servile\u00a0?<\/p>\n<ul>\n<li><em>Se ci\u00f2 \u00e8 vero, perch\u00e9 saremo sottomessi a cotanta irrazionalit\u00e0 e a follie anche dal punto di vista economico\u00a0?<\/em><\/li>\n<li>Questa \u00e8 la buona domanda che si evita accuratamente di porsi. Peraltro, si sa che i fenomeni pratici dipendono sempre da errori teorici. Noi viviamo nell\u2019epoca chiamata del riduzionismo\u00a0: si riducono tutte le questioni all\u2019immanenza di ci\u00f2 che viene denominata l\u2019evidenza (assolutamente supeficiale) della secolarizzazione. Del materialismo sedicente concreto e tangibile. Cos\u00ec ogni impresa, dalla pi\u00f9 grande alla pi\u00f9 piccola, pu\u00f2 produrre tranquillamente pi\u00f9 del doppio di quanto giunge penibilmente a fatturare nell\u2019attuale contesto piuttosto miserabilista.<\/li>\n<li><em>Lei si \u00e8 distinto in dichiarazioni contro lo statalismo come \u00ab\u00a0cancro massimamente mortale\u00a0\u00bb della nostra era. \u00c8 sempre convinto del fondamento di tale diagnosi?<\/em><\/li>\n<li>Non solamente tutti possono sempre pi\u00f9 verificarlo direttamente e facilmente, ma ho avuto molte occasioni di constatare le vere radici anche e soprattutto religiose di questa tragica catastrofe, quasi invisibile nei suoi apparenti interessi, oltretutto falsamente individualisti.<\/li>\n<li><em>Per esempio?<\/em><\/li>\n<li>Ci\u00f2 che posso pertinentemente aggiungere alle analisi precedenti \u00e8 che lo statalismo non riguarda solo la devastazione economica, come epifenomeno della politica. All\u2019origine (ma non solamente), bisogna considerare lo statalismo come volont\u00e0 diabolica di predominanza dello Stato sull\u2019inviolabile Divinit\u00e0, vale a dire sul sacro che d\u00e0 il senso di Verit\u00e0 all\u2019esistenza umana stessa. L\u2019allontanamento cio\u00e8 dal Trascendente, da Dio e dalle Sue leggi: il che non fa che abbrutire gli uomini fino alle id\u00e9e pi\u00f9 folli e antieconomiche.<\/li>\n<li><em>Faccia anche qui un esempio.<\/em><\/li>\n<li>Prendiamo il debito degli Stati. L\u2019ultimo calcolo fatto ha certificato il debito mondiale a 235% di ci\u00f2 che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 capace di produrre in un anno\u00a0: vale a dire che bisognerebbe lavorare quasi tre anni senza circa nulla consumare per rimborsarlo (senza contare i giganteschi interessi da pagare sempre cash\u00a0!). E si \u00e8 costretti a constatare, purtuttavia e irresolubilmente, che questo debito cresce sempre malgrado tutte le dichiarazioni di doverlo invece diminuire. La cosa conduce a concludere che non solamente si va verso una certa devastazione ancora pi\u00f9 grave (un fallimento), ma ci si \u00e8 gi\u00e0 in pieno, cio\u00e8 nella&#8230; crisi.<br \/>\nLe attuali generazioni fanno pagare cos\u00ec, irresponsabilmente, alle seguenti il tenore di vita che esse si accordano<em> \u00ab\u00a0a credito\u00a0\u00bb, <\/em>attraverso la complicit\u00e0 delinquenziale dello Stato.<br \/>\nVale a dire che esse rubano il futuro facendo prosperare, in sovrappi\u00f9, una classe incredibile di parassiti redditieri ad alti guadagni\u00a0: i sedicenti poteri finanziatori del debito pubblico.<br \/>\nLo Stato, in via di principio, non deve avere debiti, ma piuttosto riserve allo scopo di poter far fronte a possibili (e disgraziatamente anche frequenti) catastrofi naturali\u00a0: come avviene abitualmente coi buoni padri di famiglia naturalmente previdenti. Oppure, queste riserve devono finanziare le infrastrutture produttive per i figli e il futuro&#8230;<\/li>\n<li><em>Passiamo ora al piano professionale. Alla sua et\u00e0, lei continua a lavorare ma in seconda linea, in quanto sua figlia si \u00e8 incaricata di dirigere l\u2019head office di Bruxelles e le sedi attuali (come pure future) su tutti i continenti. Quali sono le novit\u00e0 che lei pu\u00f2 verificare nella strategia dei mercati di servizi multilingui di comunicazione?<\/em><\/li>\n<li>Sul piano strategico, quasi nessuna\u00a0! La crisi economica ha solo rallentato i processi. Forse la sola evidenza che si pu\u00f2 constatare in forte progressione \u00e8 il grado d\u2019informatizzazione. Ma il settore della comunicazione pragmatica e marketing \u00e8 fra quelli meno \u00ab\u00a0robotizzabili\u00a0\u00bb\u00a0: bisogna solo integrare \u2013 se si osa dire \u2013 tutte le attivit\u00e0 proprie alla pubblicit\u00e0 per ridurre i tempi di fornitura nella qualit\u00e0, rendendo i prezzi molto accessibili e competitivi per ogni impresa utilizzatrice. Soprattutto le piccole perch\u00e9 possano accedere facilmente a diversi mercati, multilingui naturalmente.<\/li>\n<li><em>Bisogna constatare in ogni caso negli ultimi anni che la grande maggioranza delle imprese ha dovuto lottare per non fare fallimento o per non dover chiudere le attivit\u00e0\u2026<\/em><\/li>\n<li>E certamente non per svilupparsi investendo o per far fronte ai problemi basilari della qualit\u00e0 linguistica e geo-marketing propri alla multilocalizzazione. La crisi economica costa caro. Molto caro\u00a0!<\/li>\n<li><em>Ma cos\u00ec si \u00e8 ancora radicata l\u2019idea che la qualit\u00e0 linguistica, dunque della comunicazione, non possa essere prodotta se non dai <\/em>free-lance<em>.<\/em><\/li>\n<li>E tuttavia, anche il migliore dei <em>free-lance<\/em> non pu\u00f2 evitare occasionalmente di sbagliarsi in ortografia, sintassi, adeguamento terminologico, in geostilistica o in fedelt\u00e0 semantica\u00a0!<br \/>\nDa cui l\u2019indispensabilit\u00e0 di r\u00e9visori ed omogeneizzatori lessicografici che assicurino rapidamente (lavorando in tandem) anche la pubblicit\u00e0 contrattuale unica e globale della confidenzialit\u00e0. E della continuit\u00e0 pertinente sul piano pubblcitario che solo una sede glocalizzata pu\u00f2 garantire. La permanenza della crisi economica cristallizza anche l\u2019obsolescenza nell\u2019innovazione, pure giuridica.<\/li>\n<li><em>Bisogner\u00e0 approfittare pure per integrare tutti i servizi della comunicazione pubblicitaria e marketing.<\/em><\/li>\n<li>Per le agenzie di punta, \u00e8 inevitabile. Gi\u00e0 oggi c\u2019\u00e8 una superiorit\u00e0 certa ben strutturale\u00a0: sul piano glocalizzato oltrech\u00e9 in grafica illustrativa. Ed anche in marketing, oltre che in capacit\u00e0 creativa in rapporto a molte sedicenti agenzie pubblicitarie, anche ancora sorprendentemente grandi ma monolocalizzate\u00a0!<\/li>\n<li><em>\u00c8 anches\u00ec da prevedere la messa o rimessa in azione di una capacit\u00e0 composita di vari mestieri sp\u00e9cializzati (non naturalmente tutti, ma i principali!) con diverse agenzie glocalizzate in altrettanti sedi rispetto alle lingue dei mercati target\u2026<\/em><\/li>\n<li>S\u00ec, ma la cosa non \u00e8 proprio nuova: gi\u00e0 pi\u00f9 di vent\u2019anni fa parlavo in questi stessi termini. La vera difficolt\u00e0 \u00e8 situata sul piano imprenditoriale. Quando appena adesso facevo allusione allo statalismo trionfante e al dominio del riduzionismo ideologico (per esempio, il <em>pensiero unico) <\/em>pensavo all\u2019allontanamento che i nostri comtemporanei hanno gi\u00e0 scavato in rapporto a tali verit\u00e0 fattuali. Essi hanno la stessa radice\u00a0: la dominazione totale dello Stato sulla Persona che, invece, dipende solo e unicamente \u2013 come sempre \u2013 dal suo Creatore.<br \/>\nLes popolazioni ci si rivoltano, anche se non completamente consapevoli. Codesta perniciosa dominazione del pensiero detto anche \u201cliquido\u201d prende origine dalla riduzione costante e sistematica delle stesse leggi verso la banalizzazione superficiale dei sedicenti valori materiali e falsamente edonisti.<br \/>\nLe conseguenze sul piano della concezione pubblicitaria e della comunicazione sono enormi e ancora largamente incomprese. Per cui c\u2019\u00e8 ancora molto spreco e una ingente innovazione, pure concettuale, da realizzare in programma\u00a0! Non solo per le PMI.<\/li>\n<li><em>Perch\u00e9 diventare imprenditori sarebbe in antagonismo con la, diciamo, leggerezza del divertimento e del piacere\u00a0?<\/em><\/li>\n<li>Non c\u2019\u00e8 alcun antagonismo. Il problema risiede nel fatto che non si tratta, molto correntemente, di \u00ab\u00a0divertimento\u00a0\u00bb e di \u00ab\u00a0piacere\u00a0\u00bb, ma di \u201calienazione\u201d e di \u201cfuga dal vuoto esistenziale\u201d.<br \/>\nE siccome il divenire imprenditore (di cui quasi due su tre nei prossimi dieci anni non esistono ancora), coincide con il controllo globale della realt\u00e0. Mentre si rimane nella consapevolezza della propria creaturalit\u00e0 sempre fragile: lo statalismo e il riduzionismo contemporanei ostacolano le virt\u00f9 d\u2019imprendere.<\/li>\n<li><em>Ma le imprese di comunicazione classiche sono ben l\u00e0 pronte per occuparsene\u2026 <\/em><\/li>\n<li>\u00c8 vero, non lo dimentico. Ma l\u2019ideologia massificata \u00e8 anche sempre in gioco nelle stesse direzioni di queste agenzie pubblicitarie e cosidette multlingui\u00a0! Lo statalismo materiale ed economico, con la sua espropriazione culturale, provoca il riduzionismo con la reificazione superficiale di ogni valore reale, allo stesso titolo di quelli religiosi (che riguardano la totalit\u00e0 dell\u2019esistente)\u00a0: gli ambienti professionali, notoriamente limitati su questo piano, sono alquanto lontani dal poter comprendere queste mutazioni radicali. Si tratta, a dire il vero, della novit\u00e0 fondamentale nella comunicazione di cui abbiamo iniziato \u00a0appena a parlare.<\/li>\n<li><em>Vuole dire con ci\u00f2 che tutta la civilt\u00e0 occidentale \u00e8 stata devastata dalla decristianizzazione delle nostre societ\u00e0 e dal riduzionismo della secolarizzazione?<\/em><\/li>\n<li>Esattamente, senza per\u00f2 alcuna idea passeista! Imprendere significa, in fondo, legare e integrare tutta la propria esistenza alla Creazione continua, di cui solamente la prima parte \u00e8 stata gi\u00e0 \u00a0compiuta dal gesto infinitamente realizzativo, ma nella libert\u00e0 dell\u2019uomo, del Dio creatore. Tutta la civilt\u00e0 occidentale, vale a dire cristiana, si \u00e8 realizzata nella continuit\u00e0 globale di questa dimensione che il modernismo id\u00e9ologico (non la vera modernit\u00e0!) sta disfacendo e sconvolgendo. Cos\u00ec come la Famiglia \u00e8 stata sfasciata e quasi distrutta nei suoi fondamenti sul piano teorico e esistenziale, l\u2019impresa \u00e8 stata vittima dell\u2019anonimato relativo al cosiddetto\u00a0 produttivismo utilitario. Un certo rifiuto paradossale del lavoro generalizzato ne \u00e8 il risultato. La cosa spiega la crisi attuale anche della comunicazione e della pubblicit\u00e0 alla quale bisogna ancora trovare la vera soluzione storica.<br \/>\nDa cui le possibilit\u00e0 di sfida delle nuove agenzie di comunicazione multilingui e glocalizzate.<\/li>\n<li><em>Una ultima domanda prima di ringraziarla per le risposte sempre pertinenti, sorprendenti e nette. E per verificare se, malgrado tutto, lei ha sempre la speranza, oltre alla fede che sempre manifesta, contro corrente, anche in pubblico. Come pensa di esplicitare il senso positivo delle cose e l\u2019atteggiamento fiducioso malgrado le sue posizioni criticissime in rapporto al futuro immediato del mondo?<\/em><\/li>\n<li>La crisi della comunicazione non coincide per nulla con quella del mondo! Osservate le magnitudini oceaniche dei fenomeni generalmente ancora incompresi. Come quelli di Trump, Brexit, dei governi europei non sottomessi (come quello polacco, ungherese, slovacco, sloveno, austriaco, italiano, spagnolo&#8230; oppure come il problema centrale dello statalismo e della reputazione dell\u2019UE): ne dimentico sicuramente.<br \/>\nI comunicatori, soprattutto professionisti, fanno molta fatica a seguire (quando ci riescono!) tutto ci\u00f2. E a correre appresso alla realt\u00e0: dovrebbero anticiparla!<br \/>\nDevo dunque e prima di tutto ringraziare la dinamica intrinseca del lavoro che la grande Tradizione cristiana chiama sempre \u201credentrice\u201d, non ho paura a dirlo in questo modo classico e considerato pure bigotto. Essa, in effetti, porta con s\u00e9 \u2013 contro ogni opinione apparentemente corrente \u2013 in ogni uomo che si abbandona alla semplice progettualit\u00e0 dell\u2019eterna Creazione, l\u2019anelito insopprimibile della salvezza, anche immediata. Questa \u00e8 strutturalmente contraria al nichilismo fatalista e erroneamente opportunista. E genera solo cambiamenti sani di speranza. Si \u00e8 infatti\u00a0 obbligati a fare nuove analisi pi\u00f9 razionali e non ripetutamente illusorie. Per cui due virt\u00f9 sulle tre teologali \u2013 la Speranza e la Carit\u00e0, oltre alla sempre incerta Fede \u2013 inducono, in concreto, immancabilmente all\u2019innovazione.<\/li>\n<li><em>Una ultima domanda prima di ringraziarla per le risposte sempre pertinenti, sorprendenti e nette. E per verificare se, malgrado tutto, lei ha sempre la speranza, oltre alla fede che sempre manifesta, contro corrente, anche in pubblico. Non crede, signor Troiano, che questo tipo di linguaggio non sia troppo negativamente percepito a detrimento del suo discorso veritativo?<\/em><\/li>\n<li>Le parole e le espressioni idiomatiche del passato identificano la cultura alla base della civilt\u00e0 occidentale \u2013 ormai apparentemente sprovvista della Verit\u00e0 cristiana \u2013 quasi clamorosamente! \u2013 e che vanno riprese letteralmente in quanto praticamente laicisticamente sconosciute. Oppure rese desuete dal riduzionismo generalizzato, detto \u201cmoderno\u201d. Mischiato ad uno stile molto marketing, culturale e attuale, utilizzo cos\u00ec, espressamente, questi termini apparentemente obsoleti e inattuali, in quanto i comunicatori professionali devono sempre anticipare les tendenze piuttosto che limitarsi a tragicamente seguirle in modo conformista, quasi sempre inefficace e spocchioso!<br \/>\nAi nostri giorni il miserevole abbrutimento riduzionista si contrappone a segni di eterno rinsavimento di grandi popolazioni. Ma la massificazione spappolata si presenta brillantemente spavalda e vincente nel contesto impoverito e mutilato del dibattito sedicente moderno (in realt\u00e0 molto tragicamente modernista!). Per cui risulta indispensabile ricostituire prima e pur sempre anticipatamente, con nuove e antiche parole, l\u2019universo globale e totalizzante ormai perduto, anche sul piano lessicale.<br \/>\n\u00c8 per questo che l\u2019auto-laicismo, sostenuto persino da una importante parte del clero cattolico, costituisce il nemico pi\u00f9 radicale de futuro civile e dell\u2019economia.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra era \u00e8 accelerata\u00a0: la sua intervista, signor Troiano, che noi abbiamo pubblicata e che lei ha ripresa su questo Blog, val la pena ancora di rifarla. Anche per verificarne le convinzioni che gi\u00e0 erano molto nette. E radicali, sia sul piano professionale che sul politico e, soprattutto, sul globalmente culturale. 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