{"id":2532,"date":"2017-02-26T11:09:36","date_gmt":"2017-02-26T10:09:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2532"},"modified":"2017-04-19T18:40:13","modified_gmt":"2017-04-19T17:40:13","slug":"ricchezza-materiale-e-spirituale-nella-liberta-amorosa-la-cattolicita-dei-piccoli-imprenditori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=2532","title":{"rendered":"Ricchezza  materiale e spirituale nella libert\u00e0 amorosa. La cattolicit\u00e0 dei piccoli imprenditori."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Tre novelle<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mai subordinati,<br \/>\nlaboriosamente liberi.<\/strong><strong><br \/>\n(11 ottobre 2016)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Imprenditorialit\u00e0 in famiglia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>(7 novembre 2016)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>False estetiche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>e testimonianza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>imprenditoriale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(24 febbraio 2017)<\/p>\n<p><strong>La circonferenza relazionale della cattolicit\u00e0 imprenditoriale.<\/strong><br \/>\nI tre racconti pubblicati su questo blog, tra ottobre 2016 e febbraio 2017, sono qui raccolti in una triade sotto il titolo \u201c<strong><em>Ricchezza materiale e spirituale nella libert\u00e0 amorosa<\/em><\/strong>\u201d.<br \/>\nNe scaturisce un libretto di tre storie verosimili ma molto immaginarie, tra loro legate anche con protagonisti comuni. Il piccolo imprenditore, il prototipo cio\u00e8 del creatore universale di ricchezza pi\u00f9 diffuso al mondo, \u00e8 costantemente implicato in queste emblematiche cinque parole della sua cattolicit\u00e0: due sostantivi e tre aggettivi costitutivi della circonferenza relazionale ed esistenziale nel percorso della sua salvezza.<\/p>\n<p><strong>Innanzitutto la parola \u201clibert\u00e0\u201d:<\/strong> il piccolo imprenditore \u00e8 senza alcun dubbio l\u2019uomo relativamente pi\u00f9 libero in quanto non inscritto su nessun libro paga. Egli si costruisce, si&#8230; paga letteralmente, la propria libert\u00e0 giorno dopo giorno col proprio sacrosanto e insostituibile lavoro. Oggi tutta la sua imparagonabile fatica, vale a dire il suo moderno sfruttamento statalista e il suo costante rischio sempre totale, sono ripagati dal contenuto di questa prima parola che \u00e8 solo seconda a quella di Dio (affermava continuamente e per tutta la sua vita, il servo\u00a0 dell\u2019Eterno don Giussani).<\/p>\n<p><strong>La seconda parola \u00e8 l\u2019aggettivo divino \u201camoroso\u201d:<\/strong> il piccolo imprenditore \u00e8 generalmente frutto dell\u2019amore globale e infinito di Dio. La qual cosa, evidentemente, lo totalizza ma non gli appartiene: \u00e8 lui stesso che appartiene implacabilmente allo smisurato ed imprevedibile Mistero che lo realizza nella continuit\u00e0, in modo anche diretto. Egli \u00e8 all\u2019insegna e all\u2019origine della grandezza di ogni lavoratore, pure se molto modesto o contrattualmente subordinato. Amoroso, quindi, perch\u00e9 creaturale, cosciente, anche socialmente culturalmente e esplicitamente in opposizione con la mentalit\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p><strong>La terza parola \u00e8 l\u2019altro sostantivo, \u201cricchezza\u201d:<\/strong> \u00e8 sempre lui, il piccolo imprenditore, che \u00e8 posto\u00a0\u00a0 all\u2019origine della Creazione almeno quanto l\u2019uomo pi\u00f9 comune, il dipendente e subordinato nella produzione. L\u2019utilit\u00e0 e la bellezza che lo trascendono permettono alla vita di essere prodotta sebbene questi supremi valori non risultino mai di sua esclusiva propriet\u00e0. Perfino nella sua pi\u00f9 alta creativit\u00e0, infatti, egli non fa che collaborare \u2013 anche se con dosi minime o parzialmente, con grande o minuscolo talento personale \u2013 alla Creazione continua: alla Sua meravigliosa e imperscrutabile profusione.<\/p>\n<p><strong>La quarta e la quinta parola sono gli altri due aggettivi, \u201cmateriale\u201d e \u201c spirituale\u201d:<\/strong> come per il denaro, \u00e8 dal loro utilizzo, dal loro impiego, che dipende la loro sorte benefica. Fino all\u2019abisso anche dell\u2019idolatria, alla consueta e sempre possibile eresia del mondo incredulo. Il bene materiale e spirituale, vale a dire l\u2019utilit\u00e0 con la sua intrinseca bellezza, sono stati innaturalmente separati e messi anche in sintonia al peccato originale (in generale) e alla cultura nichilista (in particolare oggi). Infatti essi sono situati al cuore del rischio della collaborazione attiva dell\u2019uomo con il suo sacrosanto e alacre lavoro, per l\u2019aggiunta di valore al Creato e ai piani di Dio. La Creazione, infatti, continua eternamente con lo stretto partenariato tra la Trinit\u00e0 e l\u2019uomo che aderisce cos\u00ec alle leggi della Natura e del suo eterno Creatore. A loro volta, queste leggi esigono la prevalenza dello spirituale sul materiale contro l\u2019idea nichilista, statalista e secolarizzata per cui la vita non ha e non pu\u00f2 avere senso se non quello apparentemente fattuale.<\/p>\n<p><strong>DSC, Famiglia e Tradizione come guida e carburante dell\u2019imprenditorialit\u00e0.<br \/>\n<\/strong>Questi concetti, tutti scaturiti dall\u2019ontologia e dalla DSC (Dottrina Sociale della Chiesa), sono alla base \u2013 vogliono piuttosto essere alla base \u2013 dei tre racconti in questione e ne costituiscono la teleologia, la finalit\u00e0 essenziale. Essi vogliono mostrare, contrariamente a tutta la letteratura detta moderna, ben generalmente centrata nel <em>pensiero unico relativistico<\/em>, come la felicit\u00e0 umana altro non \u00e8 che la ricerca della sua perenne creaturalit\u00e0 salvifica. La quale \u00e8 negata, assolutamente e totalitariamente contro l\u2019evidenza, dalla cultura atea ormai pretenziosamente molto dominante.<br \/>\nLa celeste umanizzazione della produzione di ricchezza con il lavoro santificante e innovativo inizia cos\u00ed, da un lato, con la trasformazione della propria fede cattolica in cultura della vita; e dall\u2019altro lato, ponendo la sessualit\u00e0 e la conseguente famiglia a fondamento centrale pure di tutta l\u2019imprenditorialit\u00e0: da quella del piccolo imprenditore a quella anche del grande capitale.<br \/>\nIl tutto, ben all\u2019interno della grande Tradizione magisteriale della Chiesa (il <em>Depositum fidei<\/em>) oggi sottoposta, nel tentativo scellerato di rincorrere la follia acefala del mondo secolarizzato, agli strappi continui cattoprotestanti e onusiani del razionalismo illuminista. Anche da parte di alti prelati responsabili del cattolicesimo!<br \/>\nE questo, attraverso la ripresa di vecchie eresie (come il casuismo) o con nuove derive teologiche (come l\u2019alternanza quasi settimanale verso lo sterile spiritualismo fatalmente subordinato dello statalismo moderno). Eresie e apostasie, queste, sempre pi\u00f9 riduttiviste e devastatrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>La dissennata letteratura contemporanea da strappare al razionalismo materialista e agnostico. \u00a0\u00a0<\/strong><br \/>\nLa poesia, la narrativa romanzesca e novellistica \u2013 dopo essersi smarrite nel relativismo soggettivista e positivista \u2013 devono ritrovare anch\u2019esse la loro sorgente vitale nella testimonianza cristiana del rapporto col completo reale: indipendentemente dalle molteplici e pi\u00f9 o meno loro talentuose forme espressive.<br \/>\nIn effetti, la letteratura detta moderna, anche seguendo il modello intimista e conforme alla piaggeria politicistica di certa Chiesa sedicente riformista, evita come la peste di parlare d\u2019imprenditorialit\u00e0 operativa. Ogni narrazione si svolge \u201cnello spettacolo della societ\u00e0 e nella societ\u00e0 dello spettacolo\u201d, secondo la formula dei situazionisti francesi dell\u2019inizio anni \u201960. La ragione \u00e8 molto semplice: per trattare il tema della produzione sempre nuova di ricchezza, occorre disporre di una analisi autonoma della crisi. Di una analisi originale e sganciata dalla totale scemenza scellerata, soprattutto dell\u2019attuale potere e dell\u2019<em>establishment<\/em> con i suoi media prezzolati e propagandisti giorno e notte. La cui ideologia antireligiosa e malthusiana impedisce letteralmente loro di capire, per esempio, che \u00e8 dalla tragedia della denatalit\u00e0, da due generazioni, che\u00a0 dipende il crollo mondiale della domanda interna nei vari paesi, soprattutto occidentali o comunque sviluppati. Da cui la gigantesca penuria della produzione&#8230;<br \/>\nMa se si vuole correre appresso all\u2019acefalia del mondo, non si pu\u00f2 essere evangelici e cristocentrici! Solo il rispetto scrupoloso e pubblico della legge naturale e di quella di Dio permette lo sviluppo armonioso della cultura e dell\u2019economia!<br \/>\nCome quindi rendere possibile l\u2019incontro salvifico con Ges\u00f9 che \u00e8 anche morto in croce ben pubblicamente e per mano del potere incredulo, se non si combatte attivamente nella quotidianit\u00e0 \u2013 soprattutto sul piano pubblico e politico \u2013 l\u2019immenso e totalitario statalismo sistematicamente irreligioso e laicista?<br \/>\nCome poi sottrarsi ad una economia fallimentare propria del falso edonismo, perdipi\u00f9 straccione, se non con una dimensione alacre tipica del sempre libero e piccolo imprenditore?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre novelle Mai subordinati, laboriosamente liberi. (11 ottobre 2016) Imprenditorialit\u00e0 in famiglia. (7 novembre 2016) False estetiche e testimonianza imprenditoriale. (24 febbraio 2017) La circonferenza relazionale della cattolicit\u00e0 imprenditoriale. 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