{"id":2182,"date":"2016-07-05T19:52:05","date_gmt":"2016-07-05T18:52:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2182"},"modified":"2016-07-08T14:51:32","modified_gmt":"2016-07-08T13:51:32","slug":"franco-troiano-lo-statalismo-il-cancro-piu-mortifero-della-nostra-era-non-solamente-in-economia-ma-soprattutto-sul-piano-religioso-e-culturale-la-liberta-allo-stadio-terminale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=2182","title":{"rendered":"Lo statalismo, il cancro pi\u00f9 mortifero della nostra era. Non solamente in economia ma soprattutto sul piano religioso e culturale. La libert\u00e0 allo stadio terminale."},"content":{"rendered":"<p><strong>Bruxelles, 29 giugno 2016<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>La coscienza cristiana<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>ben formata non permette<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>di utilizzare il proprio voto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>\u00a0per la realizzazione di un<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>programma politico o di una<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>legge isolata i cui contenuti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>fondamentali della fede o <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>della morale sono stravolti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>dalla presentazione di <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>proposte alternative o<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>contrarie a questi contenuti. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Monsignor Giampaolo Crepaldi<br \/>\n<\/em><\/strong>Responsabile della DSC<br \/>\n(Dottrina Sociale della Chiesa)<br \/>\ne arcivescovo di Trieste.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Per cosa<br \/>\nbisogna lottare?<br \/>\nPer l\u2019umano<br \/>\ne<br \/>\nper l\u2019eterno. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Monsignor Luigi Giussani<\/em><\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Fondatore di<br \/>\nComunione e Liberazione<br \/>\n(in via di canonizzazione)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sommario<\/strong><\/p>\n<p><strong>Introduzione<br \/>\n<\/strong><em>\u2013 Gli uomini hanno generato negli ultimi secoli mostri che le masse popolari hanno finito per quasi considerare famigliari, in una follia volontaria di autodistruzione<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Prima parte<\/em><\/strong><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><strong>Qual \u00e8 l\u2019attuale problema centrale e pi\u00f9 grave, sia eeconomico-politico che culturale e religioso, della nostra epoca postmoderna?<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>&#8211; <em>Cosa mettere in esergo? Dall\u2019ideologia modernista allo statalismo di oggi.<br \/>\n&#8211; Cos\u2019\u00e8 lo statalismo politico-economico postmodernista?<br \/>\n&#8211; Esistono attivit\u00e0 proprie agli Stati delle societ\u00e0 moderne e libere?<br \/>\n&#8211; Ma in che lo statalismo \u00e8 la radice dell\u2019anti religione e non solamente di quella politicistica, oppure\u00a0 solo \u00e9conomica?<br \/>\n&#8211; Qual \u00e8 il fondamento dello statalismo in rapporto alla totalit\u00e0 e alla globalit\u00e0 del religioso?<br \/>\n&#8211; Come si manifesta attualmente lo statalismo in Europa?<br \/>\n&#8211; Qual \u00e8 l\u2019enumerazione dei misfatti disastrosi alla base dello statalismo?<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Seconda parte<\/em><\/strong><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><strong>La descrizione in dodici punti argomentati dei disastri spirituali e materiali compiuti quasi silenziosamente dallo statalismo postmodernista.<\/strong><br \/>\n<em>&#8211; Come pensare allo sviluppo della ricchezza spirituale, culturale e economicamente materiale nella denatalit\u00e0 massificata?<br \/>\n&#8211; Come vivere un edonismo, in sovrappi\u00f9 pezzente, al di sopra e criminalmente ai propri mezzi?<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 gli \u201cesperti\u201d politici, economisti e intellettuali occidentali non parlano mai di denatalit\u00e0?<br \/>\n&#8211; Come giungere al paese di cuccagna dove poter non rimborsare i debiti abbondantemente e facilmente contratti?<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 aver affermato che lo statalismo costituisce la malattia pi\u00f9 grave e importante della nostra epoca?<br \/>\n&#8211; Si pu\u00f2 sempre nascondere e neutralizzare un elefante nella cristalleria?<br \/>\n&#8211; Come realizzare realmente il comunismo postmoderniste, in pratica senza dirlo?<br \/>\n&#8211; Come generare il consenso, da parte del regime statalista, in una socier\u00e0 detta della comunicazione?<br \/>\n&#8211; Qual \u00e8 il punto chiave della mutazione dell\u2019azione sociale e politica oggi indispensabile?<br \/>\n&#8211; Come evitare la corruzione, la subordinazione o la paralisi di grandi settori della popolazione clientelizzata allo scopo di sottrarla alla teleologia statalista?<br \/>\n&#8211; C\u2019\u00e8 modo di impedire la centralizzazione anti democratica e demagogica dello statalismo fasificatore?<br \/>\n&#8211; Come opporsi a trasportare la societ\u00e0 statalista dello spettacolo nello spettacolo della societ\u00e0, anche della politica demagogica e della reificazione?<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Conclusioni<\/em><\/strong><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><strong>Quattro celebrazioni ben totalizzanti e religiose con sei falsificazioni<\/strong><em><br \/>\n&#8211; La celebrazione dell\u2019ontologia della missione umana nella progettualit\u00e0 divina<br \/>\n&#8211; La celebrazione del valore aggiunto del lavoro alla libert\u00e0, alla bellezza della vita e all\u2019armonia universale<br \/>\n&#8211; La celebrazione dell\u2019<\/em>Humanae vitae <em>come salvezza del mondo nella naturalit\u00e0 <\/em>divina<br \/>\n&#8211; <em>La celebrazione della verit\u00e0 contro le sei pi\u00f9 frequenti mistificazioni nichiliste<br \/>\n<\/em>Nota sull\u2019autore<br \/>\n<strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gli uomini hanno generato negli ultimi secoli mostri che le masse popolari hanno finito per quasi considerare famigliari, in una follia volontaria di autodistruzione<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo documento ha per tema principale lo statalismo, il molto catastrofico, il pi\u00f9 disastroso e mortifero flagello della nostra era cos\u00ec irreligiosa e pure transumanista.<br \/>\n<\/strong>Come si \u00e8 giunti a questa condizione spaventosa? La ricerca della verit\u00e0, della semplice verit\u00e0, mi ha messo sul cammino di questa ventina di piccoli capitoli per iniziare a descriverla. Il principio radicale di Alexis Carrel, uno dei <em>Premi Nobel<\/em> della medicina, dunque non sospetto di banalizzazioni insignificanti, ricordava che troppa \u201ccomplessit\u00e0\u201d porta fatalmente molto lontano dalla verit\u00e0. Noi viviamo pure in un universo ormai detto del <em>pensiero unico e liquido<\/em>, che afferma tranquillamente che la verit\u00e0 non esiste: inutile cercarla, ripetono. E che il nefasto relativismo \u00e8 la nuova legge universale alla quale bisogna riferirsi. Le innumerevoli argomentazioni, soprattutto se speculative e dialettiche, sono finalmente tutte messe sullo stesso piano e considerate sostanzialmente validate (relativisticamente) nel patrimonio delle idee accettabili dal nichilismo. Ma a condizione che esse non riguardino il cristianesimo: da abolire, secondo tutti i laicisti. Tuttavia, se non si crede pi\u00f9 in Dio, si \u00e8 costretti di constatare l\u2019attivit\u00e0 forsennata del diavolo che, invece, crede fermamente nella Trinit\u00e0.<br \/>\nUn ritorno alle semplici e primordiali matrici del pensiero e della tradizione culturale occidentale non \u00e8 dunque un esercizio inutile. In pi\u00f9, affermo anch\u2019io la totale soggettivit\u00e0 ontologica della Persona come centro esistenziale, misterioso e vitale del cosmo e del logos. E questo contro la falsa idea molto corrente secondo cui \u00e8 la materialit\u00e0 e il fattuale (detti tangibili), cio\u00e8 la sedicente \u201cobiettivit\u00e0 incontestabile del r\u00e9ale\u201d per\u00f2 indipendentemente dal razionale, a poter certificare il fondamento della vita e dell\u2019universo.<br \/>\nQuesto \u00e8 dunque un documento che forse si vuole in apparenza contro corrente. Tanto pi\u00f9 che presento subito e molto esplicitamente la mia matrice vitale e culturale, coscientemente sottomessa a quella della Verit\u00e0 rivelata del cristianesimo cattolico. \u00c8 a questa concezione religiosa che ho sottoposto tutta la mia esistenza personale, famigliare e professionale.<br \/>\nCos\u00ec come ho atteso prudentemente, forse troppo prudentemente, i miei cinquant\u2019anni prima di scrivere il mio primo libro e siccome sono sempre un piccolo imprenditore attivo che non ha fondato la riuscita della sua vita sul successo della sua stilografica, ma grazie al mio lavoro esclusivamente nel mercato beninteso libero, penso aver cos\u00ec accumulato i crediti per minimamente giustificare il mio modesto testo e la vostra buona lettura critica. Per farlo, ho anche scritto i titoli dei miei piccoli capitoli in forma interrogativa allo scopo di funzionalizzare il mio dire, possibilmente abbastanza breve, in forma interrogativa per almeno rispondere alla ventina di domande poste.<br \/>\nLa vita, credo, non \u00e8 lontana da un continuo interrogarsi per trovare le buone risposte. Anche a rischio di apparire banali, scontati \u00a0anche nello stile dell\u2019apparente \u00e9videnza!<\/p>\n<p>F.T.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Bruxelles, 29 giugno 2016<br \/>\n<a href=\"mailto:troiano.f33@gmail.com\">troiano.f33@gmail.com<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.francamente2.com\">www.francamente2.com<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.francamente2.com\">www.francamente2.com<\/a><br \/>\n<strong><em>Prima parte<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l\u2019attuale problema centrale e pi\u00f9 grave, sia economico-politico che culturale e religioso, della nostra epoca postmoderna?<\/strong><\/p>\n<p><strong><em><br \/>\nCosa mettere in esergo? Dall\u2019ideologia modernista allo statalismo di oggi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Se mezzo secolo fa avrei iniziato a scrivere questo documento per la denuncia dell\u2019ideologia del modernismo, soprattutto con le sue radici esclusivamente marxiste dell\u2019epoca, ora posso solo mettere <\/strong>in rilievo \u2013 come problema centrale e prioritario almeno dell\u2019umanit\u00e0 occidentale \u2013 lo statalismo.<br \/>\nCome il modernismo, attualmente sempre problema preponderante nella nostra contemporaneit\u00e0, in quanto ideologia devastatrice che concepisce l\u2019uomo assurdamente autonomo, autosufficiente e molto scettico, lo statalismo riguarda sia il tema del sedicente progressismo economico che quello religioso.<br \/>\nLa tematica religiosa, checch\u00e9 se ne dica, \u00e8 comune al modernismo e allo statalismo: negli anni \u201950-\u201960, l\u2019Occidente si chiedeva come sostituire l\u2019idea cristocentrica dell\u2019esistenza e del mondo che gi\u00e0 pi\u00f9 di due secoli di ateismo militante illuminista aveva gravemente deteriorato. La \u201cmorte di Dio\u201d era stata infatti \u00a0decretata da Nietzsche gi\u00e0 verso la seconda parte del diciannovesimo secolo. Ma sul piano planetario e\u00a0 sociale non si era ancora enucleata una visione veramente nuova che potesse cominciare a rimpiazzare \u2013 come follemente desiderato \u2013 quella teocentrica. Lo scientismo della tecnoscienza da sola appariva ancora insufficiente e poco stabile in confronto a tutta la bellezza dell\u2019architettura e la struttura di verit\u00e0 della civilt\u00e0 cristiana. Questa, non solamente \u00e8 all\u2019origine di tutto l\u2019universo, ma l\u2019ha letteralmente costruito mattone su mattone oltre che annunciata, a dispetto della distruzione e della disarticolazione che avevano animato l\u2019applicazione della terribile libert\u00e0 della rivoluzione francese. Cos\u00ec, la ricerca di un modello politico e permanente, allo scopo che l\u2019idea del riduzionismo modernista detto progressista (\u00e8 di quello che si tratta) possa realizzarsi e perennizzarsi, ha trovato comme risposta completa e apparente lo statalismo.<br \/>\nIl modello comunista, all\u2019origine del collettivismo statalista, grazie al suo successo incontestabile presso la \u201cclasse operaia europea\u201d durante pi\u00f9 di un secolo, \u00e8 stato utilizzato solo come ispirazione di matrice e non veramente integrale: e questo, naturalmente, in quanto nel frattempo esso stava incamminandosi verso il fallimento.<br \/>\nLa risposta culturale, politica ed economica provvisoriamente finale \u00e8 stata cos\u00ec data completamente dallo statalismo, in un primo tempo socialista (appena prima si era avuto quello di tipo nazionalfascista o nazista) e, attualmente, dallo statalismo postmodernista di tipo orribilmente transumanista.<br \/>\nSoprattutto che con il crollo mondiale dell\u2019utopia socio-comunista (dichiarata universalmente e spontaneamente nel 1989), si \u00e8 passati definitivamente nell\u2019era del postmodernismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Cos\u2019\u00e8 lo statalismo politico-economico postmodernista?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Abitualmente si situa quasi sempre lo statalismo esclusivamente nella dimensione economica in quanto si tratta del suo riferimento visibile pi\u00f9 materiale e soprattutto immediatamente percepibile: \u00e8 <\/strong>lo Stato che interviene nella vita economica e si assume, almeno nominalmente, le responsabilit\u00e0 conseguenti alla sua gestione politica e finanziaria.<strong><br \/>\n<\/strong>In verit\u00e0 e ontologicamente \u2013 vale a dire secondo le regole naturali ed intrinseche della realt\u00e0 \u2013 si capisce che si tratta strettamente dell\u2019affare della Persona, della societ\u00e0 civile, dunque dell\u2019insieme delle popolazioni, a intraprendere, sviluppare e gestire le attivit\u00e0 anche e soprattutto economiche. Ma ancor pi\u00f9 si tratta di lavoro umano proprio a queste attivit\u00e0, quelle della pi\u00f9 nobile collaborazione cooperativa tra gli uomini e il Creatore nella creazione continua della vita e della civilt\u00e0: sia spirituale che materiale.<br \/>\nQuesto lavoro, per definizione, pu\u00f2 essere solo la risposta alle necessit\u00e0 che gli uomini, in tutta libert\u00e0, incontrano nella loro esistenza quotidiana.<br \/>\nSe c\u2019\u00e8 una sola e unica possibilit\u00e0 che lo Stato possa intervenire negli affari economici prodotti dalle attivit\u00e0 degli uomini, essa \u00e8 esclusivamente in termini di sussidiariet\u00e0. Ci\u00f2 vuol dire che il suo intervento \u00e8 giustificato solo quando i cittadini sono eventualmente deficitari o incapaci di farlo: per esempio nelle societ\u00e0 primitive o sottosviluppate. Mai nelle societ\u00e0 moderne e, men che meno, in quelle postmoderne dove il livello culturale g\u00e9n\u00e9rale non \u00e8 pi\u00f9, per l\u2019essenziale, da fondare e costruire!<br \/>\nAnche nei rari casi dove, nelle societ\u00e0 dette \u201cin via di sviluppo iniziale\u201d, lo Stato intervenisse allo scopo di creare da zero una attivit\u00e0 (di utilit\u00e0 pubblica) in un certo settore, deve imperativamente uscirne e disinvestirsi dalla sua impresa iniziale e<em> \u201cmissionaria\u201d<\/em><strong>. <\/strong>Quando? Il pi\u00f9 presto possibile, allorquando il processo del <em>saper fare<\/em> si \u00e8 costituito nella sua riproducibilit\u00e0 culturale e all\u2019interno della societ\u00e0 civile. Tutte le societ\u00e0 occidentali sono largamente in queste condizioni. Altrimenti, lo Stato si pone in assurdo e surreale concorrente alle attivit\u00e0 dette private, identificate a quelle della Persona. \u00c8 l\u2019uomo e non lo Stato il protagonista della vita e del lavoro. Lo Stato non ha dunque alcuna necessit\u00e0, n\u00e9 vocazione, di essere presente nelle attivit\u00e0 economiche. Esso deve lasciare l\u2019iniziativa a ci\u00f2 che viene chiamato il settore privato e garantirne il libero sviluppo. \u00c8 ben questa garanzia che \u00e8 propria e specifica della sua funzione. Se invece esso persiste in siffatto ruolo interventista non naturale, si tratta della corrispondente distorsione dello statalismo.<br \/>\nMa perch\u00e9 statalismo modernista e non solo moderno?<br \/>\nPerch\u00e9 il modernismo, che s\u2019\u00e8 sviluppato soprattutto a partire dall\u2019inizio del\u00a0 ventesimo secolo, ha conquistato la gran maggioranza dei popoli almeno occidentali. Cos\u00ec lo statalismo si \u00e8 aggiunto, soprattutto dagli anni \u201960-\u201970, al modernismo di tutto il secolo passato. Il quale si \u00e8 caratterizzato soprattutto con l\u2019ideologia marxista che s\u2019\u00e8 evaporata fino a confessare il suo totale fallimento. Ma mentre il marxismo si trasformava sempre pi\u00f9 in relativismo proprio al <em>pensiero debole<\/em>, oppure attualmente al <em>pensiero unico e liquido<\/em>, il modernismo s\u2019\u00e8 cristallizzato come concezione sul fondo della scena, tuttavia sempre attivamente operativo.<br \/>\nMa cos\u2019\u00e8 quindi questo modernismo?<br \/>\nAltro non \u00e8 che l\u2019ateismo o l\u2019agnosticismo che, rifiutando Dio, cerca di concepire l\u2019uomo totalmente padrone di se stesso, autocreatore ed esclusivo conducente della sua esistenza. Ma siccome l\u2019uomo ha un bisogno innato e ontologico di riconoscere in ogni caso la sua dipendenza (in quanto \u00e8 nato non per sua volont\u00e0 ed \u00e8 destinato a morire un giorno) s\u2019\u00e8 creato come idolo il totem della tecnoscienza come dominatore della vita e dell\u2019universo. Questa visione \u00e8 per\u00f2 entrata sempre pi\u00f9 profondamente in crisi nell\u2019ultima parte <strong>del secolo<\/strong> scorso. Cos\u00ec si \u00e8 passati all\u2019era del postmodernismo in quanto la modernit\u00e0 aveva ormai \u00a0troppe certezze materialiste, verificate false con evidenza. In tal modo, la postmodernit\u00e0 attuale cerca di fondarsi sull\u2019ultimo pensiero detto liquido ancora pi\u00f9 fragile, inconsistente e programmaticamente sperduto. Quello, lo stesso, che ha anche inventato in modo stravagante il <em>Gender<\/em>.<br \/>\nLo statalismo si \u00e8 cos\u00ec costituito come il sedicente ancoraggio sociale, anche se apparente ma di dimensioni in compenso gigantesche, in grado di conferire un simulacro di solidit\u00e0 ai contemporanei illusoriamente padroni, ma realmente schiavi, di loro stessi. Da cui lo statalismo postmodernista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Esistono attivit\u00e0 proprie agli Stati di societ\u00e0 moderne e libere?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Certamente s\u00ec. Esse sono attivit\u00e0 statali e, va da s\u00e9, non stataliste. Questo secondo aggettivo indica naturalmente l\u2019anomalia ben degradata del primo. Allora, quali sono le attivit\u00e0 che sono e restano<\/strong> proprie allo Stato, per conseguenza statali e non stataliste? Fondamentalmente, quelle relative alla Sicurezza, alla Giustizia e alla Democrazia.<br \/>\nIn ogni caso devono essere tutte essenziali e minimali: in sussidiariet\u00e0. Gli uomini, anche se non cristiani, non sono e non possono essere anarchici che negano, molto semplicisticamente ed in modo primitivo, lo Stato.<br \/>\nUna societ\u00e0 dunque dove la persona pu\u00f2 vivere in libert\u00e0 al livello massimo. \u00c8 questa la prima caratteristica valoriale pi\u00f9 umana: la libert\u00e0. La funzione primaria ed essenziale dello Stato \u00e8 dunque l\u2019assicurazione a tutti i livelli della libert\u00e0 della Persona. Si possono avere anche societ\u00e0 povere ma libere e societ\u00e0 ricche, molto ricche, ma dittatoriali e orribilmente senza libert\u00e0.<br \/>\nTutte le attivit\u00e0 dello Stato devono essere dedicate, prima di tutto, alla libert\u00e0 della Persona: \u00e8 anche il senso dello <em>Stato di diritto<\/em>, molto antico e particolarmente di diritto romano.<br \/>\nAnche la giustizia \u00e8 tutta interna alla libert\u00e0 e ad essa subordinata. Vedremo come tutti i conflitti nel mondo derivano dalla superiorit\u00e0 invertita attribuita alla giustizia in rapporto alla libert\u00e0.<br \/>\nLo statalismo \u00e8 dunque esattamente all\u2019opposto della libert\u00e0. Vale a dire il problema originario pi\u00f9 grave della nostra epoca dove lo Stato pretende di subordinare il valore irriducibile della Persona. Ed \u00e8 giustamente questa pretesa che costituisce il principio delittuoso <em>ab ovo, <\/em>intrinsecamente e ontologicamente all\u2019attacco della natura originaria del lavoro umano. Nella sua essenza, lo statalismo \u00e8 per conseguenza in opposizione al necessario valore aggiunto all\u2019infinita ricchezza della Creazione. Cos\u00ec, la concezione religiosa e non nichilista, quella statale e naturale del lavoro, non si limita a produrre solamente valore materiale utile a calcolare l\u2019importo dell\u2019IVA (Imposta del Valore Aggiunto),\u00a0 ma costituisce il valore universale con la Creazione che solo la Persona, inviolabile e protagonista, pu\u00f2 concepire e realizzare. Soprattutto, come lo precisa in una recente intervista il fondatore dell\u2019americano <em>Acton Institute<\/em>, Robert Cirico, uno dei pi\u00f9 grandi esperti della <em>DSC<\/em> (<em>Dottrina Sociale della Chiesa) <\/em>\u00a0con Mihael Novak (il quale era stato scelto da san Giovanni Paolo II come specialista economico della Chiesa agli inizi degli anni \u201980). Lo Stato, infatti, non \u00e8 nemmeno il primo partner nell\u2019associazione di subsidiariet\u00e0. Prima di venire in aiuto alla Persona\u00a0 \u2013 precisa Cirico \u2013 \u201c&#8230; esso giunge dopo la Famiglia, la comunit\u00e0 pi\u00f9 vicina e la societ\u00e0 al livello locale. \u00c8 allorquando non si pu\u00f2 fare altro, che lo Stato pu\u00f2 legittimamente intervenire\u201d!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Ma in che lo statalismo \u00e8 la radice dell\u2019anti religione e non solamente di quella politicistica, oppure solo \u00e9conomica?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Spesso, anche grandi responsabili della Chiesa cattolica non sanno opportunamente porsi questa centrale domanda. Oppure essi decidono, il pi\u00f9 spesso autolaicisticamente, di astenersi dal \u00a0<\/strong>rispondere. E questo malgrado che la primissima parte della Bibbia stessa, quella della Genesi, sia dedicata giustamente al Lavoro: soprattutto quello esemplare di Dio.<br \/>\nPreciso subito cosa intendo per religioso (ma queste idee non sono naturalmente mai del mio sacco). Parlo in questo caso dell\u2019accezione originale della parola religione. Quella globale e totale: religione ha come provenienza etimologica il termine latino \u201c<em>religare<\/em>\u201d, ricollegare il particolare alla totalit\u00e0 e viceversa. Alla altezza e alla profondit\u00e0, va da s\u00e9, del globale che vive intrinsecamente in ogni essere umano e ne costituisce la tessitura vitale e totalizzante. Ciascuno di noi \u2013 lo si sa grazie all\u2019immensa cultura cristiana \u2013 non \u00e8 ci\u00f2 che fa, ci\u00f2 che crede essere o ci\u00f2 che appare: egli \u00e8 molto altro e infinatamente di pi\u00f9, anche al di l\u00e0 dell\u2019immaginazione della stessa persona. Ed \u00e8 questa dimensione che rende l\u2019uomo sia incommensurabile ai suoi pensieri, ai suoi atti e, nello stesso tempo, totalmente nell\u2019unit\u00e0 sacra e misteriosa con ogni altro essere umano.<br \/>\nLa tradizione cristiana ha sempre chiamato questa grandezza con la parola \u201c<em>trascendenza<\/em>\u201d, oppure con l\u2019espressione \u201c<em>all\u2019immagine di Dio<\/em>\u201d.<br \/>\nL\u2019uomo, anche il pi\u00f9 volontariamente ottuso, cerca sempre l\u2019infinito di se stesso: la cosa \u00e8 stata chiamata \u201c<em>senso religioso naturale<\/em>\u201d particolarmente descritto meravigliosamente in modo ipermoderno da don Giussani fin dagli anni \u201950. Questa tendenza irriducibile e incompressibile \u00e8 sottomessa agli innumerevoli tentativi del riduzionismo da parte del nichilismo contemporaneo proprio allo statalismo. La sua propaganda, giorno e notte, \u00e8 diffusa massivamente dal potere multiforme del mondo che vuole imporre che l\u2019universo \u00e8 governabile, deve essere governato ed esclusivamente dall\u2019uomo e dai suoi soli criteri fondati sui suoi desideri (notoriamente anche molto mutevoli). La <em>morte di Dio<\/em> \u00e8 il <em>Leitmotif<\/em> di questa propaganda gridata ma allo stesso tempo, ormai, stranamente e sistematicamente silenziosa detta oggettiva. E affermata da una idea ludica corrispondente a ci\u00f2 che descrivevano i situazionisti francesi all\u2019inizio degli anni \u201960 con il loro \u201c<em>spettacolo della societ\u00e0 e la societ\u00e0 dello spettacolo<\/em>\u201d. Un concetto analogo, ma pi\u00f9 profondo e articolato, era stato concepito dallo scrittore olandese Johan Huizinga, particolarmente nel suo libro <em>Homo ludens<\/em>, pubblicato nel 1938.<br \/>\nMa la natura ludica dell\u2019uomo nella sua produzione, se essa non \u00e8 ricondotta alla sua costante trascendenza, pu\u00f2 perfino soffocarlo. Come lo diceva soprattutto Gilbert K. Chesterton, un centinaio di anni fa, l\u2019uomo rischia di fare la fine del ragno che, dopo essere disceso dal suo filo ben ancorato in alto e aver costruito tutta la sua ingegnosa tela, decide curiosamente di tagliare il suo filo di ancoraggio: cos\u00ec tutta la sua costruzione, fatalmente, non pu\u00f2 che raggomitolarsi attorno all\u2019insetto diventato cos\u00ec vittima, paralizzandolo e soffocandolo&#8230;<br \/>\nLo smarrimento cieco e autodistruttivo dell\u2019uomo contemporaneo, dopo aver secato e pure negato il suo rapporto vitale con Dio, non poteva essere meglio illustrato.<br \/>\nEcco anche descritto, con questa metafora ben appropriata, il progetto masochista attuale dello statalismo con il suo ateismo come ideologia autodemolitrice di tutto l\u2019universo armonioso, rivelato, scoperto e costruito in parecchi millenni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Qual \u00e8 il fondamento dello statalismo in rapporto alla totalit\u00e0 e alla globalit\u00e0 del religioso? <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 mille cinquecento anni fa, sant\u2019Ambrogio, vescovo di Milano, scacci\u00f2 l\u2019imperatore dalla sua cattedrale dopo che questi aveva osato pretendere di spadroneggiare sul potere spirituale del <\/strong>prestigioso prelato, proveniente da Treviri, nella Germania dell\u2019epoca.<br \/>\nGes\u00f9 stesso aveva fondato, per la prima volta nella storia, il principio della distinzione dei due poteri: quello spirituale e quello temporale. Che ci si ricordi delle sue stesse parole evangeliche: \u201c<em>Dare a Cesare quel che \u00e8 di Cesare e a Dio quel che \u00e8 di Dio<\/em>\u201d. Da allora, tutta la tradizione ecclesiale aveva coniugato questa distinzione dottrinaria, peraltro molto moderna (si pensi all\u2019integralismo rovinoso dell\u2019Islam!), con il principio secondo cui la politica pu\u00f2 fondarsi\u00a0 solo sulla legge morale divina che la deve costruire, guidare e sostenere.<br \/>\nSenza legge morale niente politica veramente umana! In quanto \u00e8 per l\u2019appunto la politica che deve essere al servizio dell\u2019uomo e non viceversa come lo pretende lo statalismo. La legge della distinzione e della separazione dei due poteri non deve fissarne la sua possibile dicotomia, n\u00e9 soprattutto la supremazia della politica (il potere mondano) su quello spirituale: altrimenti, non si deve essere sorpresi dalla sempre eterna mascalzonaggine politicistica.<br \/>\nQui val la pena di citare Dostoievski che scriveva, nel senso negativo, \u201c<em>Senza Dio, tutto diventa possibile!\u201d.<\/em> Da cui la collera energica, molto energica e ben fondata passata alla storia, di sant\u2019Ambrogio.<br \/>\nInevitabile il paragone con il piccolo potere maggioritariodel Vaticano attuale il quale non fa che cercare di correre appresso, o davanti, alle decisioni del potere temporale per cercare di \u201ccomporre\u201d con le incompatibilit\u00e0 politiche nichiliste antiumane et transumaniste, senza per\u00f2 proclamare i suoi principi non negoziabili ora anche abbandonati!<br \/>\nPer esempio, contro quelli impensabili del <em>Gender<\/em>. Non c\u2019\u00e8 niente da comporre, n\u00e9 da trovare sedicenti mediazioni. Bisogna, semplicemente s\u2019opporre alla continua deriva <em>LGBT <\/em>e testimoniarlo in modo forte sui tetti. E se ci si ritrovasse in minoranza quantitativa, bisogna continuare a lottare pubblicamente e porsi molto chiaramente all\u2019opposizione. Semplicemente. Ogni altra politica non pu\u00f2 che essere eretica. Perch\u00e9?\u00a0 Perch\u00e9 lo Stato statalista afferma un principio devastatore, sulla cristianit\u00e0. E questo da un punto di vista delle leggi terrene, sull\u2019umanit\u00e0. Quello cio\u00e8 della predominanza del potere materaile sul potere spirituale. Utilizzando una visione evidentemente non ontologica ma scervellata che non ha niente \u00e0 vedere con la razionalit\u00e0. \u00c8 il caso, per esempio, di tutte queste sedicenti leggi progressiste <em>LGBT<\/em>. Le leggi fondate sul riduzionismo teorico e elettoralistico, et non, sulla verit\u00e0 totalizzante e globalizzante, sono tutte contro l\u2019humanit\u00e0. L\u2019umano naturale e quello cristiano coincidono sempre.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Come si manifesta attualmente lo statalismo in Europa?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 nessun paese dell\u2019Unione europea che possa attualmente sfuggire ad un grado di statalismo gi\u00e0 grave. Anche paesi come l\u2019Ungheria, la Polonia o la Slovacchia che, a ragione della loro conoscenza <\/strong>quasi perfetta degli orrori dello statalismo comunista, sono costantemente attaccati in modo feroce dal Parlamento e la Commissione europei che contestano loro, senza alcun mandato e indebitamente (!), le loro leggi anche reattive ma sempre sovrane e antistataliste. I livelli di avanzamento dello statalismo sono misurati dalla reticenza a semplicemente non parlare dell\u2019essenziale, oppure a limitarsi ad allusioni leggere e rare, sul piano pubblico. Per esempio, si ha una abituale complicit\u00e0 da parte di quasi tutta la classe dirigente o intellettuale europea, e delle differenti nazioni, a nascondere attivamente le catastrofi, che enumero qui sotto in modo sintetico, gi\u00e0 compiute anche da decenni. La cosa la dice lunga sul reale livello d\u2019idolatria che lo statalismo introduce strutturalmente nei comportamenti umani. Al posto di chiedere l\u2019intervento sussidiario necessario, dopo che tutte le altre comunit\u00e0 ben pi\u00f9 vicine alla Persona abbiano potuto realizzarle, il vizio \u00e8 di saltare tutti questi corpi intermedi naturali per subito fare intervenire, in questo caso diabolicamente, lo Stato direttamente. In modo statalista.<br \/>\nMa prima di cominciare ad enumerare questi disastri cos\u00ec realizzati, bisogna considerare che essi sono stati inseguiti sistematicamente e in modo accelerato da pi\u00f9 di mezzo secolo. E questo\u00a0 a) sul piano globale e religioso; b) su quello culturale; c) sul piano politico; e infine d) su quello economico.<br \/>\nSi pu\u00f2 dunque dire che una vera e propria mutazione, se non antropologica, almeno profondamente e gravemente culturale \u00e8 in corso d\u2019avanzamento da parte dello statalismo del nostro <em>Vecchio Continente<\/em>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Qual \u00e8 l\u2019enumerazione dei misfatti disastrosi alla base dello statalismo?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Mi son fermato al dodicesimo. Li riprender\u00f2 uno per uno nella seconda parte qui di seguito in questo documento.<\/strong><\/p>\n<p>1 &#8211; Prima di tutto, la mostruosa denatalit\u00e0 malthusiana come ideologia sempre falsa da due secoli (!) e dominante quasi senza speranza: tre volte la popolazione europea non nata dal 1970 nel mondo.<\/p>\n<p>2 &#8211; Poi\u00a0 una concezione scervellata di un edonismo immorale e a credito, miserabilmente piazzato sul gobbone delle generazioni seguenti. E questo da parte gi\u00e0 di due generazioni a partire dagli anni \u201960.<\/p>\n<p>3 &#8211; Di seguito, una conseguente penuria depressiva della domanda interna senza precedenti dei paesi occidentali nell\u2019economia (causa principale della crisi totalmente trascurata da tutta l\u2019intellighenzia).<\/p>\n<p>4 &#8211; Un indebitamento insostenibile e crescente mai veramente rimborsato, anche cinicamente.<\/p>\n<p>5 &#8211; Una crisi di impoverimento con una disoccupazione generalizzata record e una precarizzazione supplementare soprattutto per i giovani (intorno al 40-50% !) nella maggior parte dei paesi europei.<\/p>\n<p>6 &#8211; Un costo annuale gigantesco e paralizzante a causa degli interessi del debito pubblico accuratamente nascosto.<\/p>\n<p>7 &#8211; Un livello di tassazione che potrebbe far impallidire le pi\u00f9 folli ambizioni comuniste, rese anche \u201cnormalizzate\u201d: gi\u00e0 una generazione ha vissuto senza aver mai visto nulla di pi\u00f9 umano!<\/p>\n<p>8 &#8211; Un grado di falsificazione demagogica della comunicazione sociale mai raggiunta nella storia.<\/p>\n<p>9 &#8211; La trasformazione in diritti inalienabili e da legiferare dei desideri individualisti e intellettualisti.<\/p>\n<p>10 &#8211; La creazione d\u2019innumerevoli clientele corporatiste, parassitarie e immorali, che demoralizzano la vita sociale cos\u00ec sprovvista di reale teleologia di sviluppo.<\/p>\n<p>11 &#8211;\u00a0 La centralizzazione decisionista dei governi via un gigantismo costoso e inefficiente, anche parlamentare e antidemocratico, fondato sui privilegi illegittimi e endemici di casta.<\/p>\n<p>12 &#8211;\u00a0 La deviazione sistematica dei temi detti delle riforme legislative centrate sulla spettacolarizzazione e i miti per una sedicente nuova societ\u00e0 burocratica di \u201cperfezione\u201d laicista senza Dio.<\/p>\n<p>Questi dodici disasri, che stanno disarticolando e distruggendo, in un falso ludismo logorreico e distraente, principalmente televisivo, totalizzante e in sovrappi\u00f9 mortifero, per tutta la nostra civilt\u00e0, si celebra in un\u2019orgia resa quotidiana d\u2019irresponsabilit\u00e0 individualista. Tutta la nostra civilt\u00e0 progredisce a marce forzate verso un abisso quasi inevitabile, anche se quasi totalmente nascoso e non detto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Seconda parte<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>La descrizione in dodici punti argomentati dei disastri spirituali e materiali compiuti quasi silenziosamente dallo statalismo postmodernista.<\/strong><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><strong><em>Come pensare allo sviluppo della ricchezza spirituale, culturale e economicamente materiale nella denatalit\u00e0 massificata?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Primo misfatto &#8211; <\/em><\/strong><em>Innazitutto, la mostruosa denatalit\u00e0 malthusiana come ideologia sempre falsa<br \/>\nda due secoli (!) e dominante quasi senza speranza: tre volte la popolazione europea non nata dal 1970.<\/em><\/p>\n<p><strong>La quasi totalit\u00e0 dei politici, degli economisti e degli intellettuali occidentali non ne parlano praticamente mai. \u00c8 rarisssimo che si senta una voce diversa o dissonante. Anche la smentita puntuale <\/strong>degli innumerevoli falsi annunci delle riprese economiche non ha ancora indotto la quasi totale maggioranza degli osservatori economico-politici ad avvicinare la semplice verit\u00e0 intorno alla pi\u00f9 grande crisi economica della storia: n\u00e9 nell\u2019analisi diagnostica, n\u00e9 \u2013 va da s\u00e9 \u2013 nella sua vera terapia.<br \/>\nE pertanto veri profeti in materia \u2013 come abitualmente non troppo ascoltati e seguiti \u2013 si sono chiaramente manifestati, con intelligenza e diligenza, da parecchi anni.<br \/>\nRiassumo brevemente, sempre molto brevemente, se possibile.<br \/>\nLa crisi economica in questione non \u00e8 assolutamente cominciata, come si ripete meccanicamente, nel 2008-09 ma progressivamente dalla fine degli anni \u201960 fino all\u2019esplosione pi\u00f9 clamorosa, in quanto cumulata, dagli ultimi sette-otto anni. Che si ricordi della lunga catena delle crisi settoriali (le famose \u201cbolle\u201d, crisone e crisette) che si sono succedute fino alle ultime denominate <em>subprime<\/em> nordamericane: gi\u00e0 negli ultimi anni \u201970, con la crisi siderurgica, o quella detta della borsa alla fine anni \u201980, oppure quella \u201cinformatica\u201d del \u201998&#8230; Esse erano tutte vere. Ma molto pochi veri esperti, piuttosto illuminati e non a caso religiosi o totalmente razionali come il grande scrittore e professore di universit\u00e0, <em>sir<\/em> Jonathan Sacks (rabbino capo in Gran Bretagna), oppure Ettore Gotti Tedeschi (ex responsabile delle finanze del Vaticano e scrittore jornalista prestigioso) avevano visto, nella serie di tutte queste crisi, gli epifenomeni dell\u2019intervento artificiale e contro natura da parte degli uomini.<br \/>\nCos\u2019era questo intervento non naturale? Principalmente la denatalit\u00e0: l\u2019ordine armonioso della vita \u00e8 stato sconvolto dal narcisismo e l\u2019arroganza degli uomini che hanno deciso d\u2019intervenire, nel mistero eterno dell\u2019ordine del cosmo e del logos, con la soggettivit\u00e0 dei loro desideri anche falsamente edonisti. Cos\u00ec in un mezzo secolo, i demografi hanno calcolato che con l\u2019utilizzo massificato della pillola contraccettiva e la banalizzazione delittuosa dell\u2019aborto generalizzato, un miliardo e mezzo di non nati nel mondo sono restati nei ventri delle donne contemporanee: l\u2019enormit\u00e0 di tre volte la popolazione europea!<br \/>\nCon la stessa progressione spaventosa, le crisi economiche \u2013 provocate anche per altre concause seriali e tecnologiche, reali ma marginali o irrilevanti \u2013 si sono cumulativamente seguite. E questo per semplice e conseguente deficit di domanda interna nei paesi occidentali. La colossale depressione economica che noi conosciamo non ne \u00e8 altro che la conseguenza primaria e progressivamente immediata.<br \/>\nQuali sono le origini di questa follia umana? L\u2019ideologia statalista!<br \/>\nChe si pensi alla falsificazione dalle dimensioni oceaniche del malthusianesimo: da pi\u00f9 di due secoli si pensa, tranquillamente come se si trattasse di una verit\u00e0 eterna, che ci sono troppe persone sulla Terra. Gi\u00e0 l\u2019inglese Malthus, capo storico di questa colossale stupidit\u00e0 eponima, ben condivisa e per lungo tempo, affermava come ultra bisnonno degli scientisti razionalisti (per niente razionali!), che il pianeta non poteva nutrire tante popolazioni. Alla sua epoca, inizio diciannovesimo secolo, c\u2019erano solo un quinto delle popolazioni attuali nel mondo! Senza parlare che nel 2015 si \u00e8 prodotto pi\u00f9 del 150% del necessario per nutrire tutti i popoli della Terra. Il problema dell\u2019attuale fame del mondo, di cui parla Papa Francesco, \u00e8 provocato dalla molto disuguale ripartizione, non equilibrata e non equitabile, di tutta questa produzione&#8230; (si vedano, per esempio, le informazioni dell\u2019organismo mondiale dedicato alla questione, la FAO). La conseguenza macroscopica di questa storica bufala \u00e8 la decisione della denatalit\u00e0!<br \/>\nChe non si dimentichi, nel frattempo, il livello di incompetenza e della reale ignoranza colpevole degli innumerevoli cosiddetti esperti ancora idelogizzati nella nostra epoca. Meno male che una pattuglia di veri scienziati piuttosto anglofoni (oltre ai cattolici!) che, ben in gran ritardo, ha appena dimostrato nel 2015 al pi\u00f9 alto livello culturale, l\u2019anti scientificit\u00e0 delle idee malthusiane ancora oggi massivamente credute e seguite. E questo, va da s\u00e9, in una visione razionalistica generalizzata tipica dello statalismo ideologico e falsamente totalizzante, secondo i criteri di fatto pappagalleschi propri alla religione che, invece, secondo questi nichilisti laicisti, sarebbe destinata ad essere eliminata.<br \/>\nPresenter\u00f2 sempre in questo documento le vere ragioni, non solamente ideologiche, dell\u2019orribile e poco pronta ad essere risolta denatalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Come vivere un edonismo, in sovrappi\u00f9 pezzente, al di sopra e criminalmente ai propri mezzi?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Secondo misfatto <\/strong>&#8211; <em>Poi una concezione scervellata di un edonismo immorale e a credito, miserabilmente piazzato sul<br \/>\ngobbone delle generazioni seguenti. E questo da parte gi\u00e0 di due generazioni a partire dagli anni \u201960.<\/em><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 tutti i paesi europei hanno cominciato ad indebitarsi dagli anni \u201960 e hanno continuato a farlo fissandone anche la percentuale annuale massima (al 3% del PIL) nel Trattato di Maastricht? Molto <\/strong>semplicemente perch\u00e9 volevano vivere \u2013 e continuano infelicemente a volerlo \u2013 viziosamente come piccoli nababbi (ma progressivamente resi pezzenti), senza neppure averne i mezzi. Cos\u00ec, per la prima volta nella storia una generazione di adulti ha deciso che i suoi figli avrebbero pagato la propria struttura di vizi sedicenti edonisti. Con l\u2019aiuto di guerre e epidemie, era sempre successo l\u2019esatto e naturale contrario: i figli ereditavano dai loro genitori morti ben prematuramente. Mentre le ultime due generazioni di adulti si sono arbitrariamente assicurati un tenore di vita, gradualmente e fatalmente degressivo, senza averlo veramente mai guadagnato. Come questo? Indebitandosi pubblicamente e non personalmente, grazie all\u2019intermediazione dello Stato statalista. Nel frattempo, i loro desideri privati sono stati trasformati in \u201cdiritti pubblici\u201d: e il piccolo gioco di prestigio era cos\u00ec compiuto. Questo debito non ha fatto altro che aumentare ogni anno durante pi\u00f9 di quattro decenni. Codeste popolazioni \u2013 purtroppo le nostre! \u2013 hanno continuato a pretendere dalle loro classi sedicenti dirigenti e politiche che tutti i loro desideri fossero soddisfatti e anche trasformati in leggi per essere perennizzati.<br \/>\nAlla famosa questione emblematica di antonomasia \u201c<em>Chi paga?<\/em>\u201d, si \u00e8 rapidamente trovato la risposta (sempre anche perlopi\u00f9 silenziosa!) con la complicit\u00e0 scellerata dello Stato statalista: \u201c<em>le generazioni future pagheranno<\/em>\u201d. Cos\u00ec si \u00e8 giunti immoralmente tra il 60% (in Francia) a pi\u00f9 di una volta e mezzo della produzione annuale interna lordo (degli Stati meridionali, ma anche la Gran Bretagna con il 110%, e il Belgio con il 105%. In Italia il 134%). Inaudito!<br \/>\nLo Stato per definizione non dovrebbe neanche indebitarsi per un euro o un solo dollaro. Esso dovrebbe piuttosto cumulare crediti, vale a dire dovrebbe avere riserve per far fronte a eventuali catastrofi naturali&#8230; Come in ogni buona famiglia, del resto!<br \/>\nNessun padre di famiglia avrebbe mai potuto ricevere tanti prestiti come fatto in quanto cittadino dello Stato statalista. Nessuna banca o altra persona ragionevole gli avrebbe prestato tanto. Ma la cosa ha potuto succedere grazie allo statalismo che ha garantito ai finanzieri che lo Stato non fa fallimento, <em>default<\/em>. Almeno teoricamente: l\u2019Argentina e la Grecia ci sono infatti gi\u00e0 arrivate. Cos\u00ec lo Stato \u00e8 diventato strutturalmente e tranquillamente delinquente: nella sua stessa definizione.<br \/>\nCome potrebbe essere lo Stato statalista a favore della Famiglia e paterno se si fonda su tasse e debiti?<br \/>\nEsso aveva gi\u00e0 sognato di agire nella crapula in altri tempi di cui si hanno esempi parzialmente realizzati nella storia. Lo Stato statalista poteva cos\u00ec nascere in gran pompa (sempre silenziosa!): lo Stato provvidenza, detto anche <em>provvidenza<\/em>!<br \/>\nE la Germania che ha assunto apertamente, negli ultimi anni, la leadership europea, sebbene moderatamente e non senza molte reticenze motivate dalle sue manie egemoniche ben consolidate, riceve insulti quotidiani da parte di quasi\u00a0 tutta l\u2019intellighenzia europea (jornalisti, intellettuali, politici e sindacati) per la sua politica continentale diventata leggermente meno delinquenziale che gli altri paesi&#8230;<br \/>\nPapa Francesco pu\u00f2 condannare con ardore la \u201cdittatura della finanza\u201d, ma anche i cattolici si sono resi e si rendono generalmente complici nella creazione di questa nuova classe nefasta di parassiti diventati ultrapotenti (i finanziari: fondamentalmente le banche).<br \/>\nSi sa, prestare soldi costa denaro, molto denaro e nel qual caso, prodotto e protetto dallo statalismo!<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Perch\u00e9 gli \u201cesperti\u201d politici, economisti e intellettuali occidentali non parlano mai di denatalit\u00e0?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Terzo misfatto<\/strong> &#8211; <em>In seguito, una conseguente penuria depressiva della domanda interna dei paesi occidentali<br \/>\nsenza precedenti nell\u2019economia (causa principale della crisi totalmente trascurata da tutta l\u2019intellighenzia).<\/em><\/p>\n<p><strong>Dopo tanti anni si rischia di abituarcisi. Praticamente tutti i giovani di oggi credono anche che l\u2019economia e la vita in piena crisi attualmente in vigore in Occidente siano la consueta normalit\u00e0.<br \/>\n<\/strong>Si accontentano di vivacchiare, anche a pi\u00f9 di trent\u2019anni, ancora in qualche stage non rimunerato (o appena) e nella condizione di essere mantenuti \u201cgenerosamente\u201d oppure molto aiutati dai loro genitori e nonni. Essi giungono anche ad apprezzare paradossalmente il fatto di essere figli unici, dunque ereditieri esclusivi delle loro famiglie o di quanto ne resta materialmente e spiritualmente. L\u2019idea che sono stati vittime di un<em> holdup<\/em> storico non sfiora la loro immaginazione oppure senza conseguenze apparenti. La loro povert\u00e0 economica e la mancanza di mezzi per il loro avvenire personale li considerano una fatalit\u00e0 ambigua alla quale non sanno dare una spiegazione veramente completa e razionale. La loro dimensione di dipendenza economica, in una minorit\u00e0 praticamente e generalmente senza speranza, fa cos\u00ec per di pi\u00f9 \u00a0un blocco unico con quella della subordinazione vitale generale. Cercano di reagire a questo stato di cose rendendo oscuramente virulenta la loro relazione gratuita con la famiglia e la sua cultura, con quella della politica e della tradizione. Non fosse che per affermare una sorta d\u2019indipendenza identitaria che si concretizza nella dimensione ludica della loro giovinezza sociale. In breve, essi vivono in una dimensione dove il riduzionismo anche esistenziale, sebbene particolare, \u00e8 anche dominante.<br \/>\nDunque il pensiero unico del potere corrisponde totalmente a questa visione di cui credono a torto di essere i detentori unici. Invece, essi sono generalmente il risultato piuttosto completo di un\u2019assimilazione totale all\u2019ideologia che s\u2019\u00e8 gi\u00e0 servita del loro sostanziale assoggettamento per \u201cfondare\u201d un comportamento vizioso e spesso irresponsabile.<br \/>\nA che pro dunque il potere, vale a dire gli intellettuali, i giornalisti, i sindacati, le associazioni culturali e \u201creligiose\u201d, gli operatori del mondo invasivo dello spettacolo (di cui i giovani fanno un utilizzo senza moderazione) dovrebbero parlare della denatalit\u00e0?<br \/>\nIl loro problema primordiale \u00e8 quello di ottenere consenso immediato. Essi non possono che constatare il loro grande successo pratico. Peraltro le diverse forme di potere sono cos\u00ec fatte che esse si riducono nella loro progettualit\u00e0 al punto che tutti hanno tendenza ad assimilarsi fatalmente verso il basso. L\u00e0 dove il mondo s\u2019identifica nella stessa \u201c<em>schiavit\u00f9 moderna<\/em>\u201c costituita di consenso attivo al <em>pensiero liquido<\/em> e \u201callegro\u201d della societ\u00e0 dello spettacolo e dello spettacolo della societ\u00e0. Laddove regna il cinismo evasivo e irresponsabile. I leader che son ben riusciti nella loro strategia di conquista del potere, del loro potere privilegiato personale, si atteggiano a parlare in maniera infamante e allusiva alla denatalit\u00e0 invocando l\u2019accoglienza dei migranti e giustificandone la loro sedicente inserzione in Europa come panacea, per l\u2019appunto, all\u2019infertilit\u00e0 programmata occidentale, artificiale e volontaria, con le loro famiglie migranti ancora, per ora, numerose&#8230; L\u00e0 questi leader mostrano anche la loro molta cattiva fede in quanto appare evidente che gli immigrati non possono integrarsi \u2013 anche se lo volessero \u2013 in una societ\u00e0 in declino e che non difende nemmeno un minimo d\u2019identit\u00e0.<br \/>\nNon ci si integra in un sistema in lenta deliquescenza. Peraltro, prima che siano pronti a diventare efficacemente attivi ed economicamente positivi, ci sarebbe la necessit\u00e0 di un processo, attualmente, di almeno due generazioni. Sempre che scelgano di non perseguire progetti egemonici, come molti analisti prevedono, affermando le loro culture nascenti di religioni della loro provenienza a detrimento, va da s\u00e9, della civilt\u00e0 occidentale, in ogni caso tanto odiata.<br \/>\nDue generazioni, il tempo dunque in ogni caso di una piccola eternit\u00e0: una cinquantina di future annate alquanto poco prevedibili. Si \u00e8 giunti cos\u00ec, come in ogni passaggio di testimone nella storia delle civilt\u00e0, al punto che si invochi il \u201cbarbaro invasore\u201d in aiuto disperato e inutile alla propria societ\u00e0 oscuramente declinante e considerata in effetti morente!<br \/>\nLa follia autodistruttrice dello statalismo cieco ha logiche obiettive gi\u00e0 viste tante volte nella storia. Solamente che in questi casi, la civilt\u00e0 cristiana non era considerata malata mortalmente. E, cosa ancora pi\u00f9 grave, c\u2019\u00e8 una gran parte dei cristiani e dei movimenti ecclesiali che ora seguono ambiguamente anche queste idee alla moda oggettivamente anticristiana oltre che antiumana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><strong><em>Come giungere al paese di cuccagna dove poter non rimborsare i debiti abbondantemente e facilmente contratti?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Quarto misfatto<\/strong> <em>&#8211; Un indebitamento insostenibile e crescente mai veramente rimborsato, anche cinicamente.<\/em><\/p>\n<p><strong>Gli Europei ci sono praticamente gi\u00e0 arrivati! Pu\u00f2 sembrare incredibile ma \u00e8 gi\u00e0 cos\u00ec. Le proteste nazionali di quasi tutti i paesi dell\u2019UE indirizzate a Bruxelles non sono altra cosa che domandare ancor <\/strong>pi\u00f9 debiti: ci\u00f2 avviene anche attraverso i media e soprattutto i governi stessi con l\u2019eufemismo \u201c<em>Pi\u00f9 flessibilt\u00e0!<\/em>\u201d. Gli oppositori a questa politica, pure controfirmata e fondata su comuni regole economiche (per esempio Maastricht), di mendicare come marmocchi ai propri genitori un po\u2019 pi\u00f9 di mancetta, quelli cio\u00e8 che sono definiti i <em>populisti <\/em>ma non solo, rivendicano di poter uscire in varie forme dall\u2019Europa. Peraltro, i populisti\u00a0 sono generalmente anch\u2019essi molto statalisti e vogliono uscire dall\u2019Europa per essere liberi di attuare politiche collettiviste per esempio inflazionarie! I due atteggiamenti sono simmetrici ma sostanzialmente identici e irresponsabili. Innanzitutto, c\u2019\u00e8 l\u2019ignoranza della storia dove gi\u00e0 i Greci antichi avevano creato il mito nel quale il nostro <em>Vecchio Continente<\/em> disponeva di una identit\u00e0 non solamente geografica. Il tutto simboleggiato da un toro energicamente imponente e da una bella giovane donna, affascinante e seduta agiatamente sul dorso della bestia in corsa&#8230; \u00c8 cos\u00ec che i nostri antenati almeno culturali avevano prefigurato la nostra unione continentale!<br \/>\nIn tal modo, gli attuali posizionmenti irresponsabili e senza alcuna nobilt\u00e0 sono incommensurabili con la vocazione europea che scaturisce dai millenni. Essi sono vergognosi rispetto all\u2019idea coniugata di forza e bellezza, virile e femminile, di un continente che ha letteralmente generato \u2013 se cos\u00ec si pu\u00f2 dire \u2013 il pensiero e il mondo universale. Lo statalismo continentale, diventato tipicamente europeo, \u00e8 molto lontano da questo modello intrinseco di civilt\u00e0 che ha fatto grande la storia del mondo. Esso \u00e8 la negazione di tutto ci\u00f2 che \u00e8 teso al di sotto anche delle sue degenerazioni che attualmente la rendono\u00a0 cos\u00ec apparentemente debole e poco significante. Ma non \u00e8 la sua natura geografica e culturale che \u00e8 piccola. \u00c8 la depravazione statalista che l\u2019ha abbrutita nella sua attuale condizione indegna e impresentabile. E non \u00e8 certo la mancanza di uomini di levatura a rappresentarla all\u2019altezza della sua grandezza: tre cattolici che l\u2019hanno anche rifondata recentemente (negli anni \u201950) nella modernit\u00e0, \u201c<em>alla ricerca della sua anima<\/em>\u201d come diceva Schuman, in compagnia di De Gasperi e Adenauer (tutta la Mitteleuropa cos\u00ec riunita!). Senza parlare di De Gaulle che l\u2019aveva dimensionata, giustamente, dal Portogallo agli Urali: pi\u00f9 di 800 milioni attuali di abitanti. Da un un punto di vista economico, bisogna guardare al suo potenziale spirituale e intellettuale, che \u00e8 certamente ancora tra i pi\u00f9 importanti, se non il pi\u00f9 importante al mondo.<br \/>\nBasterebbe che l\u2019Europa ne prendesse coscienza per superare le sue piccolezze infamanti che lo statalismo gli ha incollato sulla pelle ma non veramente, non ancora, al cuore sempre ben battente.<br \/>\nNessuno pu\u00f2 credere veramente che il multiforme patrimonio storico, culturale, linguistico, artistico, imprenditoriale e economico di una volta e ancora oggi il pi\u00f9 ricco del mondo, possa essere ridotto a un mediocre piccolo paesotto di cuccagna in via d\u2019impoverimento per soddisfare i vizi di un popolo sazio, affaticato ma sempre, a ben vedere, abbastanza vitale.<br \/>\nBasta guardare l\u2019immenso disordine di energie sperdute che percorre l\u2019Europa tutta a partire dal <em>Brexit <\/em>fino agli incerti risultati delle elezioni in Italia o in Spagna. E soprattutto, si ha a fare ad un continente che comincia ad essere gi\u00e0 affaticato e deluso del suo statalismo di cui inizia a vedere gli orrori. L\u2019assurdo insostenibile del suo debito non potr\u00e0 pi\u00f9 essere accettato passivamente ancora per lungo tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Perch\u00e9 aver affermato che lo statalismo costituisce la malattia pi\u00f9 grave e importante della nostra epoca?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Quinto misfatto<\/strong> &#8211; <em>Una crisi di impoverimento con una disoccupazione generalizzata record e una precarizzazione<br \/>\nsupplementare soprattutto per i giovani (intorno al 40-50% !) nella maggior parte dei paesi europei.<\/em><\/p>\n<p><strong>Certo che i disastri provocati dagli statalisti sono talmente gravi e devastatori che si \u00e8 increduli che si possa ancora sfuggire per molto tempo dall\u2019iniziare a ripararli veramente. Non \u00e8 possibile che le<\/strong> correlazioni tra l\u2019interventismo astratto, forzato e rovinoso dello Stato, nel campo che \u00e8 proprio all\u2019iniziativa intelligente e diligente dell\u2019uomo, possa ancora attendere a mettersi in evidenza all\u2019attenzione prioritaria, anche se ancora addormentata, degli Europei.<br \/>\nDa quando non si giunge a pi\u00f9 a \u201csperare nella legge dell\u2019asimmetria di Reagan\u201d, si dovrebbe assistere ad un gran rivolgimento delle cose.<br \/>\nCos\u2019\u00e8 questa legge di Reagan? Il vecchio saggio presidente californiano, presentato all\u2019epoca come un modello d\u2019imbecillit\u00e0 dall\u2019intellighentzia europea \u2013 la cosa meriterebbe, per\u00f2 a ragione, certamente l\u2019inversione dell\u2019insulto \u2013 aveva definito gi\u00e0 in un suo libro voluminoso e denso (naturalmente poco letto) di idee non solamente profetiche ma di semplici constatazioni, il funzionamento di questa \u201clegge\u201d. Nella speranza di beneficiare dei vantaggi analoghi accordati alle clientele stataliste, il successo del consenso delle grandi masse a questa politica scervellata era garantito. Ma, non appena gli effetti perversi cominciavano, e cominciano a manifestarsi, la reazione allo Stato padrone schiavista pu\u00f2 anche diventare virulento!<br \/>\n\u00c8 quanto comincia a succedere da qualche anno come inversione di tendenza in Europa: l\u2019inevitabile impoverimento delle societ\u00e0, la disoccupazione generalizzata e una precarizzazione certa di tutta l\u2019economia appaiono sempre pi\u00f9 agli occhi anche dei pi\u00f9 corrotti e pure \u00a0tranquillizzati. Da cui l\u2019instabilit\u00e0 politica endemica di molti importanti paesi europei, va da s\u00e9 statalisti.<br \/>\nCerto gli aspetti culturali sfuggono ancor pi\u00f9.<br \/>\nMa la cosa pi\u00f9 sconvolgente \u00e8 data dalla triste costatazione che questa politica indebitamente intervenzionista porta fatalmente e progressivamente alla situazione dove i figli avranno solo diritto ad un livello ben inferiore a quello dei loro genitori. Del resto \u00e8 gi\u00e0 largamente il caso!<br \/>\nLa cosa, anche per dei progressisti di sinistra (ma pure di destra) molto reificati, risulta deludente al pi\u00f9 alto livello, e in ogni caso inaccettabile.<br \/>\n\u00c8 successo gi\u00e0\u00a0 molte volte che la reazione a questa falsificazione di grandezza oceanica provochi la giusta reazione \u201casimmetrica\u201d, come diceva Reagan e come si era direttamente constatato nell\u2019esperienza diretta americata. Che si sbrighino dunque i leader statalisti a cambiare di registro, in quanto le loro politiche intervenzioniste, anche se solamente implicitamente sostenute con anche un silenzio complice, sono gi\u00e0 troppo durate. Il tempo del rovesciamento dovrebbe avvicinarsi.<br \/>\nIl cancro, sebbene mortale, pu\u00f2 essere ancora curato, anche se in gran ritardo e a spese molto care.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Si pu\u00f2 sempre nascondere e neutralizzare un elefante nella cristalleria?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Sesto misfatto &#8211;<\/strong><em> Un costo annuale gigantesco e paralizzante a causa<br \/>\ndegli interessi del debito pubblico accuratamente nascosto.<\/em><\/p>\n<p><strong>Nel tempo, non pi\u00f9 del medio termine, non \u00e8 possibile nascondere tutto. Sia l\u2019inerzia delle cose che l\u2019inevitabile potenza della verit\u00e0 danno scacco matto alla volont\u00e0 di nascondere la realt\u00e0 pure se <\/strong>attentamente falsificata. E poi c\u2019\u00e8 sempre l\u2019intervento dello \u201c<em>Spirito Santo il quale<\/em> \u2013 lo si sa \u2013 <em>soffia dove e quando vuole<\/em>\u201d: l\u2019intelligenza umana \u00e8 naturalmente manipolabile, ma non tranquillamente per lungo tempo. Tutto il sistema politico, culturale ed economico del postmoderno massificato si fonda, malgrado la logorrea infinita di cui esso \u00e8 circondato e nutrito, sul non detto. Sull\u2019allusione, al pi\u00f9. Perch\u00e9? Per la semplice ragione che il sistema stesso del potere \u00e8 centrato sul riduzionismo. Ogni comunicazione, sebbene ripetuta e reiterata fino alla nausea dalla potenza e dai mezzi moltiplicati dei massmedia, \u00e8 ridotta alla sua porzione pi\u00f9 semplice e supeficiale. Ci\u00f2 che \u00e8 effettivamente comunicato \u2013 anche con la complicit\u00e0 dei giornalisti che sono generalmente sia incompetenti e falsificatori, oltre che quasi occultamente eterodiretti dai loro potenti editori molto rari nel mondo \u2013 \u00e8 sempre un simulacro di notizie inessenziali. In effetti, si riempie saturando la memoria e l\u2019attenzione dello spettatore-auditore con una pioggia, spesso una falsa\u00a0 tempesta, di notizie sostanzialmente marginali, oppure senza importanza. Soprattutto se private di giudizio morale e non moralista, allo scopo di rendere invisibili le vere questioni. Le masse popolari non richiedono del resto altro: il loro interesse principale \u00e8 polarizzato sul ludico e il facilmente ricettivo.<br \/>\nE siccome la realt\u00e0 \u00e8 inevitabilmente profonda e complessa, si accontentano beatamente di averne una debole rappresentazione o, il pi\u00f9 spesso, una versione standardizzata. Ma alla lunga, anche le strategie demagogiche e autodemagogiche pi\u00f9 sofisticate non reggono: l\u2019elefante nella cristalleria viene in ogni caso ben visto. Anche per gli inevitabili sfracelli rumorosamente causati.<br \/>\nCos\u00ec, si pu\u00f2 scoprire che il costo annuale del debito pubblico, per gli interessi sempre da pagare<em> cash<\/em> puntualmente, \u00e8 straordinariamente elevato: anche due o tre volte l\u2019importo di ci\u00f2 che viene chiamata una \u201cmanovra del budget\u201d oppure una ventina di volte il montante che si giunge a dedicare all\u2019occupazione dei giovani (considerato il problema europeo pi\u00f9 grave). Si comincia dunque a capire la mascalzonaggine distruttiva del debito pubblico statalista. Si comincia a capire cos\u00ec il perch\u00e9 delle economie sociali e imprenditoriali che sono praticamente paralizzate con investimenti risibili di cui la sola utilit\u00e0 \u00e8 poterne parlare alla televisione, da parte dei grossi formati politicistici, per produrne \u201ceffetti annuncio\u201d di propaganda. I politici al potere ne sono particolarmente ghiotti in quanto permettono il mantenimento delle loro maggioranze di gestione. Stataliste, naturalmente.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Come realizzare realmente il comunismo postmodernista, in pratica senza dirlo?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Settimo misfatto<\/strong> &#8211; <em>Un livello di tassazione che potrebbe far impallidire le pi\u00f9 folli ambizioni comuniste,<br \/>\nrese anche \u201cnormalizzate\u201d: gi\u00e0 una generazione ha vissuto senza aver mai visto nulla di pi\u00f9 umano!<\/em><\/p>\n<p><strong>A pi\u00f9 di un quarto di secolo dal fallimento semplicemente confessato dal comunismo, sia a Mosca che a Berlino o a Beijing, l\u2019Occidente statalista\u00a0 poteva gi\u00e0 vantarsi di averlo realizzato, quasi totalmente <\/strong>sul piano economico e nei suoi paesi europei. In che si misura, in effetti, il grado di comunismo che ora\u00a0 tutti considerano teoricamente totalitario sul piano storico? Dal livello di tassazione, vale a dire dal livello economico realmente accaparrato dallo Stato in rapporto all\u2019economia privata a libera. Noi abbiamo cominciato ad assistere alla prima diffusione \u2013 ancora infelicemente confidenziale da parte di certi rari media cattolici estremamente liberali o di opposizione in rete \u00a0\u2013 del concetto \u201ctax freedom day\u201d.<br \/>\nSi tratta della determinazione del primo giorno dell\u2019anno in cui i cittadini di un paese terminano di lavorare per pagare le tasse al loro Stato e cominciano a guadagnare liberamente per loro stessi. Si tratta di un semplice indicatore quantitativo per definire, ogni anno, il vero grado di libert\u00e0 economica, dunque quasi globale, di cui dovrebbero disporre le popolazioni. Il meccanismo, rigorosamente calcolato aritmeticamente, \u00e8 stato inventato verso la met\u00e0 degli anni \u201970 dai celebri \u201c<em>Chicago boys<\/em>\u201d, i liberali americani fedeli al Premio Nobel, Milton Friedman, bistrattati e calunniati non solo in Europa. Sebbene fossero preoccupati prima di tutto della libert\u00e0 dei popoli di fronte all\u2019ingerenza aggressiva e progressiva degli Stati. In effetti gli Stati statalisti non fanno altro che emettere tonnellate di tasse per equilibrare i loro budget oceanici, fatalmente sempre crescenti e tragicamente in deficit costante. Allo scopo di permettere la chiara visibilit\u00e0 per la coscienza delle moltitudini, l\u2019idea espressa e avanzata era di affiggere sulle piazze dei comuni nel mondo, almeno quello sviluppato, questa data fatidica affinch\u00e9 ogni uomo potesse sapere qual \u00e8 il suo grado reale di libert\u00e0: il valore primo e il pi\u00f9 elevato \u2013 sebbene in \u00a0apparenza esclusivamente umano\u00a0 \u2013 della propria vita.<br \/>\nGes\u00f9 aveva gi\u00e0 affermato che la \u201c<em>V\u00e9rit\u00e0 vi render\u00e0 liberi<\/em>\u201d. Ma anche lo Stato potrebbe relativamente farlo non fosse che per difetto e in modo limitato ai valori matematicamente calcolabili.<br \/>\nNon solamente nessun paese al mondo non ha mai installato questo molto semplice strumento segnaletico di grande cultura civica, morale e pure religiosa, ma tutta la \u201cclasse dirigente\u201d occidentale l\u2019ha accuratamente nascosto. Chi se non rari specialisti conoscono oggi, dopo una quarantina d\u2019anni (!), il significato reale del \u201ctax freedom day\u201d?<br \/>\nCos\u00ec, sia i governi di sinistra che quelli di destra hanno potuto continuare tranquillamente nelle loro attivit\u00e0 d\u2019installazione del colossale statalismo detto assistenziale in tutti i paesi occidentali, anche se in differenti misure e gradi. Non si disturba il conducente.<br \/>\nMa la truffa non si \u00e8 fermata a questo stadio. Anche le ultime pubblicazioni (praticamente tenute sconosciute al grande pubblico) riguardano calcoli fondati esclusivamente sulla media nazionale. Va da s\u00e9 che questi non comprendono i disoccupati, i marginalizzati dalla povert\u00e0 e dall\u2019inevitabile miseria, gli inattivi volontari, tutti di fatto non tassati o al minimo spesso insignificante. Senza parlare dei frodatori fiscali.<br \/>\nPer avere una idea di tutta questa bella gente, \u00e8 sufficiente sapere che la media europea dei pensionati e prepensionati \u00e8 gi\u00e0 giunta a 56 anni e qualche mese! E questo considerando che non pochi di questi coetanei pseudo vecchi lavorano tranquillamente e felicemente, come me a pi\u00f9 di 72 anni.<br \/>\nLa qualcosa fa s\u00ec che le date determinate sono in realt\u00e0 molto ottimiste per l\u2019essenziale de contribuenti onesti e attivi. Quindici anni fa, avevo anch\u2019io calcolato, per il mio caso personale, che dovevo lavorare quotidianemente per pagare tutte le mie tasse fino alle 16 meno un quarto. Oppure, sull\u2019anno, fino a fine agosto inizio settembre! Fatale dunque che per guadagnare la mia vita convenientemente dovessi lavorare, come quasi tutti i piccoli padroni, restando al mio posto di lavoro nella mia agenzia (il mio <em>head office <\/em>a Bruxelles) fino a molto tardi e dedicarci anche dei week-end e spesso le mie vacanze. Quanto meno in parte (col vantaggio che mai ho diviso lavoro e cosiddette vacanze!). In Francia si \u00e8 pure giunti alla tassazione iperbolica e assurda del 75%. G\u00e9rard Depardieu, il famoso attore del cinema, ha rinunciato alla nazionalit\u00e0 francese per sfuggire alla tagliola e per evidente indignazione: \u00e8 diventato di nazionalit\u00e0 russa in quanto la patria del comunismo non era mai giunta realmente ad un livello di follia tassativa analoga. La Corte Costituzionale francese ha anche dato torto sulla cosa all\u2019attuale governo collettivista. Ma la maggior parte degli statalisti attuali, socialisti sotto la guida del presidente Fran\u00e7ois Hollande in caduta libera di popolarit\u00e0, hanno reintrodotto, arrogantemente ed incredibilmente, questa legge che permette di lavorare per non ritenere pi\u00f9 di un quarto del guadagnato direttamente: si dovrebbero sottrarre anche tasse indirette&#8230; Perch\u00e9 allora \u2013 ci si potrebbe chiedere \u2013 preoccuparsi di lavorare e di innovare, almeno per la grande maggioranza scettica o incredula (come gli stessi \u00a0parlamentari legislatori) ad ogni altra motivazione virtuosa?<br \/>\nMa vediamo queste date che attesterebbero la nosta sedicente libert\u00e0 europea.<br \/>\nSebbene esse siano, come visto, pi\u00f9 che ottimiste, ne scaturisce che, per esempio, in Francia si tratta del 19 giugno (in testa in Europa con, ex aequo, la Danimarca), in Belgio il 17 giugno e, in Italia, il 2 giugno. Ah se le masse popolari sapessero precisamente tutto ci\u00f2, anche con queste date precisamente calcolate ma in modo molto approssimativo per i produttori!<br \/>\nLa media permette di ponderare con l\u2019ingiustizia statistica tra due persone, uno che mangia due polli e l\u2019altro niente, per cui tutti e due ne mangerebbero ovviamente uno a testa&#8230;<br \/>\nAll\u2019inizio degli anni \u201960, non si superava saggiamente la fine del mese di marzo. Si capisce perch\u00e9 ci son voluti una quaratina di anni per solamente cominciare a divulgare \u2013 ancora confidenzialmente e con pubblicazioni in rete non favorevoli ai governi \u2013 queste date spaventose e, allo stesso tempo, depressive.<br \/>\nNon bisogna essere degli \u201cesperti\u201d in materia per giudicare la durata di questi servizi schiavistici dello Stato per mostruosit\u00e0 di assogettamento, gi\u00e0 inconcepibili per il buon senso.<br \/>\nQui in Belgio, un paese appena pi\u00f9 grande della Lombardia (che conosco bene dopo i miei quarant\u2019anni che ci vivo con la famiglia e la mia impresa, almeno quanto la mia Italia), si contano nel 2014-15 un milione e quattrocentocinquanta mila statali. Quasi quanti i lavoratori nel privato! E non c\u2019\u00e8 alcun partito politico che disponga nella sua agenda una riduzione, anche parziale, di questa situazione pletorica e insensata. Che si rifletta: non ci sono meno di quattro ministri economici!<br \/>\nAnche i giovani \u2013 praticamente ignari di tutto questo\u00a0 \u2013\u00a0 sono silenziosi e obiettivamente consensuali: non hanno mai visto o inteso altro nella loro vita.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Come generare il consenso, da parte del regime statalista, in una societ\u00e0 detta della comunicazione?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Ottavo misfatto &#8211; <\/strong><em>Un grado di falsificazione demagogica della comunicazione sociale mai raggiunta nella storia.<\/em><\/p>\n<p><strong>Si tratta l\u00e0 della pi\u00f9 grande contraddizione fattuale della nostra contemporaneit\u00e0 politica: una societ\u00e0 di tutti i diritti e della \u201ctrasparenza\u201d, ma all\u2019interno di una gestione destinata a diventare sempre pi\u00f9 <\/strong>direttamente decisionista e concentrata. In breve autoritaria se non dittatoriale, nei fatti. Opposizione questa evidentemente e totalmente antagonista. Da cui l\u2019apparente alternanza dei partiti al potere detto democratico. La competizione per la conquista del potere politico pu\u00f2 solo giocarsi sulla pratica della falsificazione sociale e della demagogia pi\u00f9 sofisticata. Tutti i partiti sono caduti in questa trappola storica. Anche quelli \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 di ispirazione cattolica. Progressivamente la loro possibile ideologia si \u00e8 trasformata in <em>politically correct<\/em>, poi in <em>pensiero unico<\/em>. Una vera alternativa culturale e politica al sistema in vigore pu\u00f2 dunque solo configurarsi in una rifondazione totale della morale, alla luce della Verit\u00e0 rivelata. Bisogna per conseguenza avere il coraggio di essere attualmente in minoranza, e non solamente in opposizione culturale, ma anche all\u2019opposizione parlamentare e governativa.<br \/>\nAlla massificazione della demagogia del potere, si pu\u00f2 veramente opporsi\u00a0 solo con la testimonianza vera della non negoziabilit\u00e0 dei principi essenziali del cristianesimo. Vale a dire i principi ratzingeriani detti <em>non negoziabili<\/em> che anche la Chiesa sembra aver almeno tralasciato dopo le dimissioni del papa che li aveva descritti e prescritti. Tutti i discorsi tendenti a cercare di frenare il potere anche nei suoi eccessi e \u2013 come essi dicono \u2013 per \u201cconcretamente\u201d migliorare le sue leggi (ma di una maniera fatalmente e obiettivamente complice), non solamente sono destinati a rendersi inutili e risibili, ma si sono gi\u00e0 manifestati ingannatori e demagogici. Due aggettivi questi comuni all\u2019azione di ogni attuale governo tradizionale e statalista, anche denominato abusivamente \u201criformista\u201d.<br \/>\nLa mancanza di analisi dello statalismo, oppure la sua insufficienza, porta in effetti ad errori fatalmente molto gravi e generalizzati. Per esempio, tutto il movimento politico detto del <em>Brexit <\/em>scaturisce da questo errore di fondo. Siccome l\u2019analisi della crisi economica non \u00e8 stata veramente fatta, si sono attribuite all\u2019affiliazione in s\u00e9 all\u2019Europa le responsabilit\u00e0 della depressione culturale ed economica. In effetti, si tratta dell\u2019affiliazione ad una Europa statalista, molto statalista, e non liberale. Per le stesse false ragioni, ogni paese europeo membro dovrebbe uscire dall\u2019UE. Cosa de resto anche all\u2019ordine del giorno&#8230;<br \/>\nIn pratica si finisce sempre per scambiare les cause per gli effetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Qual \u00e8 il punto chiave della mutazione dell\u2019azione sociale e politica oggi indispensabile?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Nono misfatto<\/strong><em> &#8211; La trasformazione in diritti inalienabili e da legiferare dei desideri individualisti e intellettualisti.<\/em><\/p>\n<p><strong>Oggi il livello di falsificazione di ogni statalismo sul piano sociale e politico \u00e8 tale che non si pu\u00f2 pi\u00f9 intervenire pubblicamente se non si ha il coraggio di rischiare di apparentemente scandalizzare e <\/strong>stravolgere le masse dette popolari. All\u2019opposto della tendenza a trasformare tutto in diritti pronti ad essere legiferati, anche per le istanze e i desideri pi\u00f9 individualisti sprovvisti totalmente di ontologia e di senso, bisogna avere il coraggio di affermare ci\u00f2 che si \u00e8 chiamato, con un\u2019apparente intransigenza totalitaria, i \u201cprincipi non negoziabili\u201d. Nulla di pi\u00f9 ostico all\u2019attuale mentalit\u00e0 relativista! Non bisogna aver vergogna, naturalmente, del cristianesimo che, come \u00e8 stato e come \u00e8 attualmente, non incontra il successo diretto e immediato delle popolazioni abbrutite dalla reificazione di sempre e da quella statalista. Peraltro, la grandiosa <em>DSC (Dottrina Sociale della Chiesa) <\/em>non \u00e8 purtroppo abbastanza conosciuta o applicata. Neanche da molti vescovi e preti. Ce ne sono anche che, al posto di seguire la sapienza ultramillenaria concentrata nel <em>Compendium<\/em> pubblicato in molte lingue dal Vaticano nel 2006, s\u2019improvvisano con quello che viene chiamato il \u201cpastoralismo\u201d eterodosso, sistematicamente disastroso nella sua ignoranza pusillanime anche ben calcolata. Il responsabile della <em>DSC<\/em>, monsignor Giampaolo Crepaldi, se ne \u00e8 anche lamentato pubblicamente con un articolo importante nel 2015 su<em> Tempi<\/em>, settimanale cattolico giussaniano milanese. Questo pastoralismo, praticamente individualista ed intimista, segue spesso <em>de facto<\/em> le idee autolaiciste e spiritualiste che sono proprie di una certa ultima Chiesa cattoprotestante e relativista dei nostri giorni. Oppure, a volte, quelle semplicemente opportuniste dei cattolici tiepidini.<br \/>\nLa \u201c<em>dittatura del relativismo<\/em>\u201d, di cui parlava papa Emerito Benedetto XVI, \u00e8 alla base di questi principi politicisti che rincorrono le masse abbrutite dal <em>pensiero unico e liquido<\/em> nel nostro tempo: anche se si dichiarano cattolici, a volte molto cattolici.<br \/>\nIl quale modernismo detto anche <em>casuistico<\/em> vuole tutto trasformare in diritto sociale laico (in realt\u00e0 laicista!), anche i pi\u00f9 illegittimi e distruttivi dell\u2019ordine naturale.<br \/>\n\u00c8 stato pubblicato integralmente nella <em>Bussola quotidiana<\/em>, un giornale online cattolico prestigioso, l\u2019ultimo saggio di monsignor Michel Schooyans, professore belga all\u2019universit\u00e0 di Louvain-la-Neuve, sulla <em>casuistica<\/em>. Questa eresia del diciassettesimo secolo\u00a0 ben combattuta da Pascal, \u00e8 ritornata di piena attualit\u00e0 in quanto una grande parte della cattolicit\u00e0 \u00e8 diventata molto casuistica, soprattutto questi ultimi anni. Chi sono questi casuisti?<br \/>\nHo l\u2019intenzione di riparlarne in modo \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 approfondito in questo Blog. Ma sinteticamente, come magistralmente scritto da Schooyans, si tratta soprattutto di preti e vescovi che commentano la <em>DSC<\/em> non sulla base della verit\u00e0 ma sul criterio d\u2019\u201dintenzione\u201d o sull\u2019\u201dinopportunit\u00e0 di farsi dei nemici\u201d.<br \/>\nPer esempio, questi speculativi piuttosto furbetti (responsabili anche di movimenti ecclesiali!) nascondono le parole evangeliche come \u201c<em>Sono venuto per portarvi la spada e non la pace<\/em>\u201d, e deviano con il loro <em>pastoralismo<\/em> soggettivo e opportunista (tutta la casuistica ne \u00e8 rappresentata!) la necessaria ed eterna testimonianza, anche se rude o, stranamente, ritenuta \u201cinopportuna\u201d: san Paolo chiariva che bisogna sempre testimoniare, anche \u201cinopportunamente\u201d. Oggi la casuistica \u00e8, va da s\u00e9, simmetrica e dipendente dallo statalismo. Anche al rischio \u2013 o con la certezza \u2013 di farsi dei nemici del resto gi\u00e0 acquisiti alla militanza contro la Verit\u00e0 eterna. Cristo \u00e8 morto sulla croce di fronte ad una marea di nemici che L\u2019hanno condannato preferendoGli anche il Barabba di prima maniera&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Come evitare la corruzione, la subordinazione o la paralisi di grandi settori della popolazione clientelizzata allo scopo di sottrarla alla teleologia statalista?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Decimo misfatto<\/strong> &#8211; <em>La creazione d\u2019innumerevoli clientele corporatiste, parassitarie e immorali, che<br \/>\ndemoralizzano la vita sociale cos\u00ec sprovvista di reale teleologia di sviluppo.<\/em><\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un episodio gi\u00e0 diventato emblematico che, anche da solo, illustra perfettamente gli effetti e la causa dello statalismo postmoderno. \u00c8 successo all\u2019inizio di quest\u2019anno 2016 in Italia, paese per <\/strong>antomasia statalista (era il paese dotato del <em>Partito Comunista<\/em> pi\u00f9 importante d\u2019Europa). \u00c8 stato descritto in un articolo pubblicato nel quotidiano cattolico online, <em>Il Sussidiario<\/em> (in marzo mi pare). L\u2019autore dell\u2019articolo \u00e8 Giorgio Vittadini, una delle figure di primo piano nel movimento ecclesiale <em>Comunione e Liberazione<\/em>. Vittadini \u00e8 anche uno dei pi\u00f9 grandi esperti al mondo della sussidiariet\u00e0 ed \u00e8 pure professore di statistica all\u2019Universit\u00e0 Bicocca di Milano. L\u2019antecedente all\u2019episodio in questione \u00e8 il fatto che la regione Lombardia \u00e8 tra le pi\u00f9 ricche e meglio gestite sul piano politico ed economico in Europa. Ragion per cui, essa dovrebbe costituire il modello di gestione di tutte le regioni italiane. Purtroppo non \u00e8 proprio il caso! L\u2019articolo del Vittadini, magistralmente scritto come d\u2019abitudine, \u00e8 un completo commento ad una inchiesta statistica e comparativa sul piano contabile e qualitativo tra tutte queste regioni e quella della Lombardia. Ne risulta che le altre regioni della <em>Bella Italia<\/em> impiegano l\u2019incredibile marea di 750.000 funzionari pubblici in pi\u00f9 (!) in rapporto a quelli in funzione in Lombardia (la quale non risulta essere sottosviluppata in impiegati). E questo, malgrado la qualit\u00e0 di eccellenza dei servizi lombardi e in considerazione del mediocre livello qualitativo delle altre regioni: \u00e8 da codeste\u00a0 localit\u00e0, soprattutto dal sud, che vengono \u2013 per esempio \u2013 \u00a0regolarmente a farsi curare nel sistema sanitario della regione leader&#8230; In sovrappi\u00f9, il lavoro statististico molto minuzioso ha messo in evidenza che il costo della erogazione degli stessi servizi in tutte queste altre regioni \u00e8 anche superiore del 15%, in supplemento a quello della Lombardia. Vittadini ha cos\u00ec prodotto un articolo impeccabile e dimostrativo dell\u2019alto livello scandaloso dello statalismo in tutto il paese.<br \/>\nMa, purtroppo, c\u2019\u00e8 un \u201cma\u201d che ha tutto rovinato o reso vano.<br \/>\nVittadini, gi\u00e0 da subito nel suo articolo ha tenuto a precisare che \u201c<em>non \u00e8 questione di licenziare i 750.000 funzionari pubblici eccedentari<\/em>\u201d!<br \/>\nGli statalisti italiani ed europei (tutti sotto la stessa bandiera) sono cos\u00ec stati rassicurati! Nello stesso paragrafo, Vittadini, dopo aver avanzato la prova di una frode gigantesca e colpevole, di una immoralit\u00e0 non solamente economica senza precedenti storici, sembra mostrarsi contento e soddisfatto d\u2019aver condannato senza alcuna pena. Anzi anche escludendola!<br \/>\nEcco descritto l\u2019incredibile \u201cepisodio\u201d che mostra la dicotomia schizofrenica, soprattutto da parte di un cattolico impegnato e reputato di grande qualit\u00e0 personale, in rapporto ad una costatazione statalista spaventosa per gravit\u00e0 oceanica: 750.000 parassiti da continuare a mantenere per un risultato teleologicamente, per di pi\u00f9, totalmente inaccettabile!<br \/>\nAppena qualche mese prima (nel 2015), un altro grande esperto, ma cittadino americano, Edward Luttwak, aveva avanzato, anche alla televisione italiana, conclusioni analoghe alle quali erano giunti agli Stati Uniti con un\u2019altra inchiesta autonoma sullo statalismo in Italia. Prudentemente, Luttwak aveva inutilmente affermato che almeno 750.000 funzionari pubblici (curiosamente gli stessi in quantit\u00e0) dovevano essere subito licenziati in quanto, non solamente eccedentari da decenni, ma anche dannosi per la moralit\u00e0 e il funzionalismo statale.<br \/>\nNon era nemmeno stato preso sul serio: nessun seguito, nemmeno dialogico o di contestazione.<br \/>\nIn realt\u00e0, si disponeva gi\u00e0 di un esempio analogo accaduto in Gran Bretagna ma non ripreso nemmeno dalla stampa italiana: durante la sua campagna elettorale, Cameron aveva promesso 500.000 licenziamenti immediati di funzionari britannici anch\u2019essi molto eccedentari come dappertutto in Europa. E questo malgrado le decimazioni gi\u00e0 effettuate dall\u2019epoca della signora Thatcher. Naturalmente vinse le elezioni e ne licenzi\u00f2 490.000 risparmiandone 10.000 giustificandoli in quanto poliziotti e insegnanti: due settori considerati giustamente strategici (non come in Italia che si trovano, al posto del classico maestro, tre insegnati alle elementari). Per la cosa sono sempre furente: le mie elementari le ho fatte felicemente e profittabilmente nella stessa classe (eravamo pi\u00f9 di trenta) di mio fratello di due anni inferiore: cinque classi e due maestre, tutti insieme, come alla corte di ricreazione e in famiglia!<br \/>\nNessuno parl\u00f2 della cosa inglese in Europa continentale, secondo le abitudini autoritarie stataliste, vale a dire secondo il progetto di rendere lo Stato dominante su tutto, compresa la religione e la libert\u00e0 umana. Perch\u00e9 sorprendersi poi del <em>Brexit<\/em>? I media restarono anch\u2019essi silenziosi allo scopo di proteggere l\u2019idea che un simile licenziamento statale potesse essere possibile \u201cin continente\u201d&#8230;<br \/>\nE questo, mentre in tutti i settori privati, negli ultimi quindici anni si son licenziati in Europa, senza troppi mugugni sindacali, molti milioni di lavoratori divenuti, ovviamente, inutili: sia per la penuria che per il progresso tecnologico!<br \/>\nL\u2019atteggiamento statalista e attivamente complice del molto cattolico Vittadini corrisponde cos\u00ec al posizionamento usuale e accomodante, molto accomodante, dei leader continentali. Ma anche delle masse abbrutite da una cinquantina d\u2019anni di assistenzialismo a gogo: non ho notizie di una possibile o minima protesta a questi fatti, del resto anche sconociuti ai pi\u00f9.<br \/>\nCos\u00ec, porsi la domanda di evitare la corruzione, la subordinazione e la paralisi delle popolazioni, rileva oggi ancora dell\u2019ordine del sogno beato. Non solo in Italia, purtroppo: c\u2019\u00e8 anche di peggio all\u2019estero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>C\u2019\u00e8 modo di impedire la centralizzazione anti democratica e demagogica dello statalismo fasificatore?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Undicesimo misfatto<\/strong> &#8211; La centralizzazione decisionista dei governi via un gigantismo costoso e inefficiente,<br \/>\nanche parlamentare e antidemocratico, fondato sui privilegi illegittimi e endemici di casta.<\/p>\n<p><strong>La questione di questo capitoletto \u00e8 ancora e sempre cristiana. Di fronte alla verit\u00e0, Ges\u00f9 non ha mai scelto l\u2019efficacia. Ha scelto piuttosto di morire sulla croce insultato e torturato come un malfattore.<\/strong><em><br \/>\n<\/em>\u00c8 questa la ragione del grande scandalo della storia e l\u2019origine della persecuzione permanente<em>,<\/em> ancora oggi, dei cristiani.<br \/>\nMalgrado le loro attivit\u00e0 importanti e ininterrotte \u2013 fino al martirio \u2013 i cristiani hanno solo l\u2019obbligo della testimonianza pubblica. Come per Ges\u00f9 stesso. Ma finalmente, cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 \u201cefficace\u201d della testimonianza?<br \/>\nDopo aver fatto tutto quanto umanamente possibile, i cristiani sono completamente giustificati esistenzialmente per aver testimoniato pubblicamente della loro fede e razionalit\u00e0. Essi possono essere sereni di aver amato, profondamente amato, nel fare il loro proprio dovere di testimonianza intima, privata e pubblica.<br \/>\nAl di sotto di questo livello, si cade nell\u2019intimismo, nello spirtualismo e&#8230; nell\u2019opportunismo.<br \/>\nAl di sopra, vale a dire nel narcisismo del protagonismo autonomo e autosufficiente secondo il quale la vita e la salvezza dipendono solo dall\u2019uomo stesso, si diviene dannati nel relativismo della menzogna. E nello smarrimento dell\u2019opinionismo soggettivo e improvvisato.<br \/>\nIl <em>politically correct<\/em> e il <em>pensiero liquido<\/em> della nostra epoca affermano l\u2019inesistenza della verit\u00e0, dunque l\u2019impossibilit\u00e0 di farsi salvare.<br \/>\nA dire il vero, il problema della salvezza eterna, che comincia \u2013 come si sa \u2013 qui in Terra, non viene nemmeno posto dallo scetticismo incredulo contemporaneo. Il potere politico, ma anche culturale ed economico, tende di conseguenza alla sedicente efficacia (ma quale efficacia e a favore di chi?).<br \/>\nLa demagogia antidemocratica \u00e8 il metodo della sua gestione e del raggiungimento della sua finalit\u00e0. Ma, alla lunga, lo Stato statalista deve piazzare privilegi per \u201ccomprare\u201d veramente grosse fette di popolazioni alla sua maggioranza funzionale: alla corruzione secondo anche i principi del pensiero unico, molto facile e ridotto al pi\u00f9 squallido razionalismo (assolutamente non razionale!).<br \/>\nTutto ci\u00f2 costa molto caro: favorire strati sociali per formare o rinforzare maggiorit\u00e0 permanenti \u2013 anche variabili \u2013 implica l\u2019utilizzo di una vera e propria corruzione attiva di massa che pu\u00f2 sorprendere solo gl\u2019ingenui.<br \/>\nMa questo progetto \u00e8 diabolico: lo statalismo, come ogni sistema truffatore, pu\u00f2 durare ma non pu\u00f2 esser vincitore a lungo termine. In quanto, che non lo si dimentichi, esso \u00e8 fondato su una astrazione intrinsecamente fallace (la dominazione assoluta dello Stato) e non sulla Verit\u00e0 trascendente e divina, quindi umana, a misura della Persona: in una parola, cristiana.<br \/>\nLa societ\u00e0 costituita di caste privilegiate e di gigantismo demagogico \u00e8 lontata, molto lontana, da questa realt\u00e0 in ogni caso fragile oltre che totalmente inaccettabile dall\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Come opporsi a trasportare la societ\u00e0 statalista dello spettacolo nello spettacolo della societ\u00e0, anche della politica demagogica e della reificazione?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Dodicesimo misfatto &#8211; <em>La deviazione sistematica dei temi detti delle riforme legislative centrate sulla<br \/>\nspettacolarizzazione e i miti per una sedicente nuova societ\u00e0 burocratica di \u201cperfezione\u201d laicista senza Dio<\/em>.<\/h2>\n<p><strong>Finalmente, lo statalismo non fa che proporre ci\u00f2 che Satana ha sempre presentato alla libert\u00e0 umana. Le tentazioni descritte nel Vangelo, del diavolo a Ges\u00f9 nel deserto, sono sempre di attualit\u00e0. E ancor <\/strong>pi\u00f9 di attualit\u00e0 sono le risposte di Cristo. Esse sono \u2013 va da s\u00e9 \u2013 secondo la volont\u00e0 del Padre onnipotente. La sola differenza di circostanza \u00e8 che attualmente le tentazioni sono presentate piuttosto a partire dal sociale e non solo come personali e individuali: ma soprattutto culturali e politiche, all\u2019interno di una condizione sociale maggioritaria gi\u00e0 contro le posizioni umane e cristiane di civilt\u00e0.<br \/>\nSe si aggiunge che anche all\u2019interno della Chiesa, \u00e8 operativa una larga maggiornaza cattoprotestante detta progressista che ama seguire le tendenze del mondo, ci si ritrova laddove la situazione pi\u00f9 rigorosa \u00e8 quella limitata alla sola testimonianza minoritaria, ma in modo grandioso e pubblico.<br \/>\nBisogna cos\u00ec prevedere che, malgrado tutto, la logica dello spettacolo della societ\u00e0 che devia dal vero, sar\u00e0 maggioritaria oltre che apparentemente vincente.<br \/>\nAll\u2019interno della Chiesa, anche i movimenti pi\u00f9 scrupolosi sono infirmati di posizioni piene di spocchia e di sufficienza reciproche. La qualcosa fa s\u00ec che il processo di unit\u00e0 cattolica potra essere solo lunga, molto lunga.<br \/>\nA meno che, naturalmente, un intervento straordinario dello Spirito Santo, che misteriosamente agisce con sapienza amorosa nella storia, non possa tutto rapidamente cambiare. Nel frattempo, da parte nichilista e relativista in antagonismo alla Chiesa, l\u2019efficacia sembra acquisita. La tendenza anche internazionale appare prefissata. Si \u00e8 anche in tempi di perscuzione nel mondo intero. E questo deve ricordarci che la testimonianza deve diventare sempre pi\u00f9 essenziale e rigorosamente nella V\u00e9rit\u00e0 cristiana.<br \/>\nOrmai, anche in Europa (in Spagna), abbiamo un cardinale, il vescovo di Valencia, Ca\u00f1izares,<em><br \/>\n<\/em>che deve presentarsi al tribunale civile per rispondere ad accuse surreali che sono giustificate solo dal tradimento culturale dei nuovi \u201cclerc europei\u201d assolutamente generalizzato e compiuto. Il prelato rischia, secondo una interpretazione laicista della nuova legge statalista spagnola, tre anni di prigione per un sedicente delitto derubricato da millenni come \u201cnon-crimine\u201d di opinione legalmente inesistente anche per lo Stato spagnolo: grazie ad ogni Costituzione nazionale che non riguarda che di delitti reali!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Quattro celebrazioni ben totalizzanti e religiose con sei falsificazioni<\/p>\n<p><strong><em><br \/>\nLa celebrazione dell\u2019ontologia della missione umana nella progettualit\u00e0 divina<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>La lettura di questo documento potrebbe erroneamente dare l\u2019idea che le ali della speranza siano state tagliate dal nichilismo relativista del <em>pensiero unico<\/em> il quale avrebbe gi\u00e0 definitivamente vinto la <\/strong>guerra. Sebbene che il male diabolico abbia sempre l\u2019ambizione di essere dominante e pu\u00f2, nella nostra epoca anche apparentemente giungerci, la Trinit\u00e0 onnipotente ama talmente gli uomini che non smette di vegliare misteriosamente per assicurare \u2013 come gi\u00e0 tante volte nella storia \u2013\u00a0 la vittoria dello Spirito di Verit\u00e0.<br \/>\nSimmetricamente, esiste costantemente un popolo di Dio fedele e umile, lontano e insensibile alle tentazioni sataniche del modernismo statalista. La fede della Chiesa salva l\u2019umanit\u00e0 (non solo personalmente!) dai suoi peccati e dai suoi abbrutimenti. Ci\u00f2 che \u00e8 straordinario e, allo stesso tempo, paradossalmente inquietante o stupefacente, \u00e8 che ciascuno di noi che osi affermare e far vivere queste parole di verit\u00e0, per esempio antistataliste, \u00e8 investito gratuitamente di una missione che ci supera. Totalmente immeritata!<br \/>\nSi tratta di una grazia inaudita che rende visibilmente indegna la nostra piccola fede personale.<br \/>\n\u00c8 l\u00e0 che si ha un\u2019altra prova dove si comincia a capire veramente la grandezza carismatica di don Giussani, nostro maestro (e mio maestro), che parlava continualmente del \u201cniente\u201d della nostra vita e del nostro \u201cspirito\u201d di cui Dio ha avuto, in ogni caso, compassione con la sua immensa misericordia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>La celebrazione del Valore aggiunto del lavoro alla libert\u00e0, alla bellezza della vita e all\u2019armonia universale<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Allo scopo di metter la libert\u00e0 al centro (attualmente, essa si avvia pubblicamente verso il suo generale \u201cstato terminale\u201d), bisogna licenziare almeno cinque milioni in Europa di funzionari statali e assimilati.<br \/>\n<\/strong>Vale a dire metterli sul sacrosanto mercato libero del lavoro. Chiedendo loro anche scusa per averli \u201cindotti in tentazione\u201d in attivit\u00e0 inutili o parzialmente inutili, economicamente nefaste e dannose per la morale pubblica del Regno di Dio che \u2013 si sa \u2013 comincia in questo mondo. Certo, accompagnando tutti questi nuovi disoccupati, come si dice abitualmente, con un aiuto congruo abbastanza lungo per favorire un nuovo impiego vero e totalmente reale: del resto, con il loro stesso salario retribuito senza assolutamente farli \u201clavorare\u201d, almeno per un periodo necessariamente lungo. Salario che hanno percepito \u00a0\u2013 anche nel rischio esplicito e strutturale della corruzione del clientelismo statalista \u2013 rendendoli molto spesso senza il loro pi\u00f9 grande valore umano, la libert\u00e0. In tal modo, si potr\u00e0 anche finirla con l\u2019ignobile sceneggiata mistificata, soprattutto in Italia, dei denominati \u201cfurbetti del cartellino\u201d che tutti o quasi, assenteisti illegittimi al lavoro nei grandi ministeri fino ai comuni pi\u00f9 piccoli, timbrano i cartellini di presenza anche dei loro colleghi che, a loro volta a turno, non lavorano, non facendo nemmeno finta. Gli almeno cinque milioni da licenziare globalmente in Europa non hanno granch\u00e9 da fare al loro posto di lavoro. Nessun confronto con i settori privati regge minimamente!<br \/>\n\u00c8 fondamentalmente per questo che possono frodare \u2013 contrariamente al settore privato \u2013 anche sulla loro presenza al lavoro: quando \u201clavorano\u201d non pensano ad altro che sfornare tasse, anche illegalmente doppie, per assicurare i loro salari. Molto spesso si tratta cos\u00ec di attivit\u00e0 inutili, le loro, oppure quasi finalizzate a mantenere la loro esistenza funzionariale. In buona parte, questa non \u00e8 mai realmente e legittimamente esistita: quantomeno nella sua definizione da <em>job evaluation<\/em> generosamente, molto generosamente, ben&#8230; ripartita!<br \/>\nEvidentemente, non \u00e8 questione di assolvere tutti questi furbetti della loro canaglieria. Ma \u00e8 di una truffa ancora pi\u00f9 grande che si tratta: sono i loro posti di lavoro che non dovevano, soprattutto molto religiosamente, mai essere creati nella loro iniziale ideazione, nel senso che non avrebbero dovuto artificialmente esistere in cos\u00ec grande quantit\u00e0 per delle funzioni che si sarebbero anche quasi totalmente evaporate rapidamente con l\u2019introduzione dell\u2019informatica e degli automatismi inevitabili e tecnologici (anche per la pubblica amministrazione)&#8230; \u00c8 quindi lo Stato statalista ad essere doppiamente malfattore in democrazia con il suo clientelismo asservito: il suo vero scopo statalista, non lo si dimentichi.<br \/>\nTutto non si sarebbe generato in modo inutilmente e dannosamente tautologico, con un minimo di onest\u00e0 moralmente fondata e, come sempre, religiosamente concepita.<br \/>\nAppare evidente che un grande choc organizzativo e sociale sarebbe provocato da questi milioni di licenziamenti n Europa. Ma sarebbe ben poca cosa rispetto all\u2019orrore glaciale, e per ora ancora quasi silenzioso, della corruzione oceanica che tiene un continente nella paralisi infernale di un mondo satanico. Il quale prepara e costruisce una grande catastrofe.<br \/>\nQuesta attuale proposta di licenziamento, in apparenza scioccante nel nostro continente, sarebbe invece anche di una popolarit\u00e0 stravolgente: finalmente una decisione politica al vero servizio del<em> bene comune<\/em>! Il quale, naturalmente, \u00e8 fondato certamente, non come per caso, sul mercato libero. Il quale \u00e8 proprio della produzione di beni materiali ma anche di servizi reali e necessari nel sempre mercato libero pure dell\u2019impiego.<br \/>\nPer quale motivo anche i funzionari onesti non dovrebbero entusiasmarsi della loro libert\u00e0 conquistata o riconquistata dopo averne preso coscienza in pubblico?<br \/>\nIn sovrappi\u00f9 sarebbero oggetto di gratitudine \u2013 infine! \u2013 da parte delle popolazioni di tutti i paesi.<br \/>\nIn questo modo, dopo i licenziamenti europei di siffatti milioni di funzionari, divenuti una gigantesca forza diabolica sindacale di pura zavorra, anche a livello dei suoi organismi centrali (attualmente diventati esemplarmente in UE 56.000 da 24.000 che erano quindici anni fa!) sarebbero ridotti alle loro dimensioni naturali e razionali.<br \/>\nSi avrebbe cos\u00ec un mercato del lavoro divenuto libero e rimesso alla pari con quello privato;\u00a0 i sindacati ora ancora arroganti e burocratizzati dopo decenni di lotte dannosamente, solo dannosamente, gozzoviglianti sarebbero rimessi al loro modesto e umile posto; una gigantesca disponibilit\u00e0 di ricchezza potrebbe diventare presto disponibile direttamente nelle sacre, libere e responsabili tasche dei cittadini per i loro inaggirabili e sacrosanti investimenti necessari&#8230; Una dimensione veramente democratica riprenderebbe nella speranza delle popolazioni inevitabilmente cos\u00ec ridiventate attive e moralmente ricentrate&#8230; Ecco la sorte che ci spetterebbe nel nostro <em>Vecchio Continente <\/em>ritornato fiero della sua vecchiaia e della sua incomparabile e riconquistata sapienza.<br \/>\nUtopia?<br \/>\nIn ogni caso, la catastrofe culturale ed economica statalista \u00e8 anche contabilmente alle nostre porte!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>La celebrazione dell\u2019Humanae vitae come salvezza del mondo nella naturalit\u00e0 divina<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel frattempo, bisogna proclamare forte, sui tetti della comunicazione, la verit\u00e0 del beato papa Paolo VI scritta nella sua meravigliosa enciclica <em>Humanae vitae<\/em> per la quale \u00e8 stato insultato per tutta la sua <\/strong>restante esistenza prima di essere accolto davanti al Creatore eterno. E questo, mentre che i suoi innumerevoli avvertimenti profetici contenuti soprattutto in quest testo di grande magistero ecclesiale erano e stanno verificandosi puntualmente nella nostra realt\u00e0 internazionale!<br \/>\nMai una enciclica era stata rigettata tanto quanto nel 1969 e gli anni seguenti come l\u2019<em>Humanae vitae<\/em>. Rigettata, totalmente rigettata, ma mai valutata e contestata criticamente da un punto di vista cristiano e antropologico.\u00a0 E questo anche dopo quasi cinquant\u2019anni: dove sono i suoi contestatori sommari e afoni? Bisogna, in altri termini, rimettere al centro dell\u2019universo, la Famiglia cristiana eterna come modello celebrante la vita aperta e concepita come divina, soprattutto nella vera genitorialit\u00e0 generosa e fiduciosa.<br \/>\nUna Famiglia annunciata, come affermato e approfondito da papa san Giovanni Paolo II e papa Emerito Benedetto XVI. E come riaffermato \u2013 seppur tra ambiguit\u00e0 incipienti \u2013 nel Sinodo a Roma del 2014-15. Una Famiglia proclamata come \u201c<em>soggetto e non solamente come oggetto di evangelizzazione<\/em>\u201d. Un topos da cui l\u2019unit\u00e0 del perdono reciproco e quotidiano possa generare la comunione che Cristo ci ha lasciato \u2013 il pi\u00f9 prezioso! \u2013 in eredit\u00e0 permanente. Con la Sua presenza eucaristica!<br \/>\nAl riparo, il pi\u00f9 possibile, dai orribili divorzi e dagli aborti tutti delittuosi che non fanno altro che impoverire ulteriormente le nostre societ\u00e0 falsamente edoniste.<br \/>\nCos\u00ec la denatalit\u00e0, la pi\u00f9 importante e da lontano la pi\u00f9 decisiva causa della crisi economica mondiale, possa divenire un vecchio ricordo della stupidit\u00e0 autodistruttiva umana, privata della sua teleologia naturale.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La celebrazione della verit\u00e0 contro le pi\u00f9 frequenti mistificazioni nichiliste<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>\u201cNon si fanno abbastanza bambini a causa delle difficolt\u00e0 economiche del nostro tempo\u201d.<\/em><\/strong><br \/>\nFalso!<br \/>\nSi tratta di una tipica inversione degli effetti al posto delle loro cause.<br \/>\nGi\u00e0 la folle invocazione per la venuta degli immigrati, notoriamente prolifici malgrado la loro povert\u00e0 e miseria, mostra l\u2019inconsistenza di questa motivazione. Essa \u00e8 dimostrata anche dalla storia in cui i bambini sono stati sempre considerati la ricchezza, la felicit\u00e0 e il regalo del Cielo indipendentemente dalle condizioni economiche delle loro famiglie.<br \/>\nCerto, \u00e0 causa della crisi economica prodotta dalla denatalit\u00e0 (allo scopo di assicurarsi standard di edonismo considerati arbitrariamente irriducibili secondo la squallida cultura piccolo borghese!), si sono create penurie di ricchezza conseguenti.<strong><em>.. <\/em><\/strong>Da cui le dette difficolt\u00e0. La verit\u00e0 vuole che sia la crisi anche antropologica e culturale dell\u2019Occidente ad avere fatto crollare la fiducia nel futuro per abbandonarsi ai sedicenti piaceri massificati che hanno messo da parte mostruosamente e massivamente la genitorialit\u00e0&#8230;<br \/>\nLa visione esistenziale della piccola borghesia (ormai la quasi totalit\u00e0 delle vecchie classi sociali si \u00e8 ridotta alla gigantesca classe piccolo borghese abbrutita, omogeneizzata e massificata!) \u00e8 deficitaria sul piano della produzione e pleonastica su quello del consumo. In sovrappi\u00f9, dal punto di vista dei gusti, essa \u00e8 esecrabile e kitsch.<br \/>\nNel frattempo, le politiche stataliste relativamente alla Famiglia si sono trasformate sempre pi\u00f9 ostili trasferendo \u2013 oltre che sul piano culturale \u2013 importanti risorse verso nuove strutture scervellate e antagoniste, come quelle<em> LGBT<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>\u201cLa prova che la crisi economica non dipende dalla denatalit\u00e0 \u2013 <\/em><\/strong><strong>affermano gli attuali relativisti progressisti <em>\u2013 \u00e8 data dalla ripresa economica dappertutto con tassi positivi\u201d.<br \/>\n<\/em><\/strong>Falso!<br \/>\nQuella che si \u00e8 interrotta \u00e8 la colossale recessione economica a causa del crollo della domanda interna dell\u2019Occidente. Ma la d\u00e9pressione \u00e8 sempre l\u00ec e non si \u00e8 recuperato \u2013 malgrado gli annunci pi\u00f9 che ottimisti dei politici al potere, sempre smentiti dai fatti \u2013 che un piccola parcella dell\u2019economia gravemente perduta! E questo grazie al fatto che i popoli occidentali hanno in ogni caso generato, sempre mediamente, 1,3 \u2013 1,5 bambini per coppia. E non zero per coppia di sposi. Al posto di almeno 2,1 utile solo per riprodursi alla pari, come assicurano i demografi. La denatalit\u00e0 continua tragicamente ancora.<br \/>\nSe, in effetti, non ci si rimette a generare almeno una media minimale di 3 figli durante almeno qualche qualche decennio, questa depressione non potr\u00e0 che persistere<strong><em>&#8230; <\/em><\/strong><br \/>\nCi\u00f2 per dire l\u2019enorme gravit\u00e0 del misfatto denatalit\u00e0 a cui si cerca di sfuggire. Altro che \u201ctassi positivi\u201d!<br \/>\nIn realt\u00e0, gli economisti e i politici, oltre a non aver per nulla previsto alcuna crisi economica, ancora oggi non ne hanno ancora capito la causa principale, o preso atto di essa.<br \/>\nCi si chiede come questi \u201cesperti\u201d in materia potranno ancora recuperare la loro dignit\u00e0 e prestigio.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>\u201cLo statalismo non \u00e8 una invenzione moderna. Esso \u00e8 sempre esistito anche se non nella forma attuale, dunque tutta la teoria sulla denatalit\u00e0 non \u00e8 fondata\u201d.<br \/>\n<\/em><\/strong>Falso!<br \/>\nMentre \u00e8 vero che il male incarnato da Satana \u00e8 sempre esistito nella concezione del potere terreno e secolare in lotta antagonista con il potere spirituale e trascendente, lo statalismo modernista e postmodernista ha come fondamento teleologico pure l\u2019eliminazione totale, malgrado la sua essenzialit\u00e0 ontologica, del potere inviolabile della Persona nello spazio pubblico. Dunque globale per l\u2019uomo.<br \/>\nIl diavolo crede veramente in Dio, sebbene Lo consideri come totale antagonista. Il problema terribile dello statalismo non \u00e8 dunque solo economico, ma soprattutto religioso e culturale. A causa della negazione massificata degli ideali umani nella reificazione. E, va da s\u00e9, a causa del laicismo politico persecutorio rispetto alla Chiesa.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u201cQuello che conta nella modernit\u00e0 \u00e8 la giustzia e lo Stato \u00e8 la sola entit\u00e0 che pu\u00f2 assicurarla\u201d.<br \/>\n<\/em><\/strong>Falso!<\/p>\n<p>Il primo valore umano non \u00e8 la giustizia ma la libert\u00e0 la quale, peraltro, la contiene.<br \/>\nLa libert\u00e0 \u00e8 il valore assoluto, la giustizia \u00e8 invece sempre relativa e ad essa subordinata. Gli uomini nella storia sono morti per la libert\u00e0 non per la giustizia. Quando gli emigranti europei arrivavano negli Stati Uniti trovavano la grandiosa\u00a0 <em>Statua della libert\u00e0<\/em> con la sua fiamma ben in alto e non la giustzia con la sua piccola bilancia. Non \u00e8 certo per caso se i cristiani continuano a ripetere la frase apparentemente assurda che \u201cla giustizia non esiste senza misericordia\u201d!<br \/>\n\u00c8 questo valore della libert\u00e0 che ha fatto degli USA il pi\u00f9 grande paese al mondo, faro e modello ideale \u2013 checch\u00e9 se ne dica \u2013 per ogni uomo. E non \u00e8 certo per caso se questa statua \u00e8 stata offerta dalla Francia che ne conserva una copia ridotta sulla Senna a Parigi. Questo paese, sebbene ancora gravemente malato a causa delle gravi sequele laiciste del secolo illuminista, non si \u00e8 sbagliato piazzando la libert\u00e0 al primo rango della triade delle parole che hanno rappresentato la sua rivoluzione alla Bastiglia (dove nemmeno c\u2019era la parola <em>giustizia<\/em>). Questo paese ha sempre legittimamente affermato la priorit\u00e0 intrinseca alla libert\u00e0 sulla giustizia da un punto di vista sia ontologico che cronologico: \u00e8 dopo che si sono prodotte liberamente le ricchezze (materiali, culturali e spirituali) che ci si pu\u00f2 porre la questione di distribuirle con giustizia. \u00c8 l\u2019atto libero di creare e di associarsi che genera la necessit\u00e0 di vivere secondo giustizia nella libert\u00e0.<br \/>\nTutte le societ\u00e0 che nella storia hanno attribuito la priorit\u00e0 alla libert\u00e0 in rapporto alla giustizia (non come invece quelle comuniste!) sono giunte a creare condizioni di ricchezza vitale e di giustizia reale, oppure distributiva, ben superiori alle societ\u00e0 dette socialiste che hanno privilegiato il valore della giustizia su tutti gli altri.<br \/>\nEcco perch\u00e9 don Giussani era, secondo la vulgata abbrutita e superficiale, di \u201cdestra\u201d, nel senso che era incondizionalmente per la libert\u00e0. Egli ripeteva spesso: \u201c<em>la libert\u00e0 \u00e8 la seconda parola dopo quella di Dio<\/em>\u201d. La priorit\u00e0 alla libert\u00e0 implica una politica detta di destra e quella attribuita alla giustizia porta fatalmente e sempre alla sinistra. Peraltro, lo si sa, anche la destra \u00e8 stata spesso nella storia liberticida, molto liberticida. \u00c8 sempre successo allorquando la destra ha privilegiato la giustizia&#8230; \u00c8 per questo che \u00e8 assurdo che un cattolico o un liberale possa anche solo pensare di votare per la sinistra: sempre e in ogni circostanza!<br \/>\nTutte le guerre e i conflitti sulla Terra, infatti, hanno origine dalla pretesa contro natura della scelta per la priorit\u00e0 accordata alla giustizia su quella divina e non riducibile libert\u00e0.<br \/>\nLa Svizzera, molto discretamente come abitualmente, ha appena dato al mondo intero qualche settimana fa, una ennesima lezione di libert\u00e0 e democrazia. Vale a dire sul piano religioso (globalizzato) e sul piano materiale (particolare). Il risultato dell\u2019ultimo referendum a quasi l\u201980% ha dato ragione alla tendenza liberale contro l\u2019attribuzione della rendita a vita ad ogni cittadino indipendentemente dal suo lavoro! L\u2019opzione sedicente di giustizia distributiva \u00e8 stata battuta ad una percentuale schiacciante e\u00a0 clamorosa anche sul piano democratico. Lo statalismo, nel cuore dell\u2019Europa (non dell\u2019UE!), nel paese pi\u00f9 libero e democratico non \u00e8 per nulla passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>\u201cVoi antistatalisti \u2013 <\/em><\/strong><strong>ripetono gli statalisti di ogni sorta <em>\u2013 potete cazzeggiare contro l\u2019intervenzionismo dello Stato perch\u00e9 ci sono troppi politici corrotti!\u201d<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Falso!<br \/>\nA parte il fatto eterno che il male \u00e8 sempre presente e operativo tra gli uomini (<em>il peccato originale<\/em>!), questa accusa \u00e8 ancora una volta frutto di una inversione delle cause per i suoi effetti. \u00c8 fondamentalmente lo statalismo, come errore e deriva radicale contro l\u2019umano, che provoca e conduce alla corruzione pubblica pure attualmente massificata.<br \/>\nE poi, chi sceglie in democrazia i suoi politici? Il popolo con le sue selezioni e le sue schede di voto, naturalmente!<br \/>\n\u00c8 vero che l\u2019esempio dei politici corrotti non costituiscono una testimonianza edificante. Ma la concezione della corruzione diffusa e endemica, quella originaria di tutto, \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 importante di quella prodotta dal potere. \u00c8 la ragione per la quale un documento come questo che state leggendo \u00e8 purtroppo raro (e considerato abitualmente anomalo o esagerato).<br \/>\nChe gli statalisti si rileggano (o lo scoprano) per esempio lo spagnolo Ortega y Gasset, il quale negli anni \u201930 ha pubblicato in Spagna libri come \u201c<em>La ribellione delle masse\u201d <\/em>in cui spiega ancora insuperabilmente (per filo e per segno) l\u2019origine culturale gi\u00e0 dello statalismo modernista massificato.<br \/>\nLa corruzione, lo si sa, \u00e8 proporzionale all\u2019importanza dell\u2019impresa statalista, la quale \u00e8 prodotta dalla base popolare, cio\u00e8 dal male insito nell\u2019uomo: che ce lo si dica!<br \/>\nSiccome la dimensione delle strutture dello Stato \u00e8 attaulmente tripla, o quasi tripla del necessario, gi\u00e0 la sua diminuzione porterebbe i corrotti, non solo i politici, a proporzioni congrue ed exclusivamente giudiziarie (penali!). E questo, sul piano quantitativo.<br \/>\nDel resto sul piano morale, non moralistico, chi difende la moralit\u00e0 pi\u00f9 della Chiesa?<br \/>\nEssa \u00e8 l\u2019istituto eterno nella storia che rende permanente la presenza del Cristo vivente&#8230;<br \/>\nE pertanto non si \u00e8 molto scandalizzati contro gli innumerevoli attacchi laicisti alla Chiesa e contro la persecuzione di cui \u00e8 vittima.<br \/>\nCome lo ripeteva il grande prelato Giacomo Biffi, che amava farsi chiamare prima <em>italiano<\/em> (cittadino) e poi <em>cardinale<\/em> (cattolico), \u201c<em>chi si pone contro la Chiesa lo fa automaticamente contro il popolo stesso<\/em>\u201d.<br \/>\nE tutti conoscono l\u2019assoluta integrit\u00e0 di questo grande pastore sia nella morale personale che in quella ecclesiale e pubblica. Il prelato era conosciuto anche all\u2019estero dove i suoi molti libri e documenti sono stati pubblicati. Egli era in sovrappi\u00f9 milanese e appartenente all\u2019identica cultura di base di don Giussani (di cui era un amico) in quanto proveniente dallo stesso famoso seminario di Venegono.<br \/>\nCome i grandi di questo mondo, aveva visto subito la metamorfosi del marxismo in <em>pensiero liquido<\/em> postmodernista: arcivescovo di Bologna, citt\u00e0 di sinistra per eccellenza, aveva ben frequentato gli ambienti comunisti&#8230;<br \/>\nLo statalismo modernista, lo conosceva perfettamente. Dunque, sapeva che la mancanza di teleologia del futuro propria del nichilismo marcava della sua arroganza ideologica invadente tutta questa epoca. Ancora oggi essa \u00e8 in piena azione, quindi in piena crisi, ad un anno dalla dipartita dai nostri occhi del nostro cardinale ma pervenuto di fronte e al cospetto dell\u2019Eterno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>\u201cPerch\u00e9 cincischiare tanto con la libert\u00e0 \u2013 <\/em><\/strong><strong>chiude lo statalista di servizio<em> \u2013 quando ci\u00f2 che interessa \u00e8 vivere bene, in allegria e senza preoccupazioni?\u201d<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Falso! Anzi \u201cvero\u201d.<br \/>\nFalso sul piano ontologico e della verit\u00e0 globale umana.<br \/>\n\u201cVero\u201d dal punto di vista<em> purtroppo<\/em> materiale dell\u2019uomo abbrutito anche dal <em>pensiero<\/em> <em>liquido<\/em>.<br \/>\nCome sempre \u00e8 stato, all\u2019uomo viene presentata puntualmente l\u2019alternativa contenuta \u2013 malgrado tutto \u2013 nella stessa frase interrogativa e molto retorica dello statalista.<br \/>\nVivere bene, in allegria e senza preoccupazioni \u00e8 il programma, oggi apparentemente vincente, dello statalismo nichilista e postmodernista. Quello di cui si sta vedendo il totale fallimento.<br \/>\nInfatti, c\u2019\u00e8 un sassolino che inceppa rovinosamente e inevitabilmente l\u2019ingranaggio. \u00c8 l\u2019umano.<br \/>\nIl quale, \u201cpurtroppo\u201d ama la libert\u00e0 fino a non finire di \u201ccincischiarsi\u201d per ottenerla prima e in alternativa ad ogni altra cosa. Si deve solo prendere atto della sua irriducibile natura: della sua tendenza cio\u00e8 autenticamente naturale.<br \/>\nIl cincischiarsi riguarda invece la visione semplicistica dell\u2019allegro cosiddetto spensierato e edonista che ha un solo difetto pratico: non funziona, se non inizialmente.<br \/>\nInfatti viviamo una epoca triste, involuta e impoverita tra il clamore sovraeccitato di un benessere vuoto e insoddisfatto. E un pieno stracolmo di nulla.<br \/>\nIl sassolino umano che inceppa poi l\u2019ingranaggio trova corrispondenza crudele anche nelle manomissioni contro natura da parte dello statalismo che finalmente blocca il funzionamento generale, come visto, delle societ\u00e0 che gli si sono illusoriamente dedicate. Lo statalismo non \u00e8 tecnicamente all\u2019altezza delle ambizioni edonistiche dei suoi seguaci. Solo all\u2019inizio la spensieratezza e l\u2019allegria possono ingannare gli spiriti \u2013 non tutti, del resto \u2013 inebriati dalla sua immoralit\u00e0 immanente e ladrocinia. Presto il sapore pezzente lo sostituisce. Prima impercettibilmente e poi sempre pi\u00f9 drammaticamente e vergognosamente.<br \/>\nAltrimenti avrebbero ragione i dirigenti statalisti, contro ogni evidenza, puntualmente smentiti su tutto! Lo statalismo, intrinsecamente delinquenziale, in sovrappi\u00f9 non funziona!<br \/>\nSi potrebbe dire, \u201csiamo uomini, non animali fatalmente pavloviani puramente reattivi\u201d.<br \/>\nE, sebbene tentati dall\u2019abbrutimento spensierato (in realt\u00e0 molto preoccupato anche se rimosso), si \u00e8 sorprendentemente sempre alla ricerca dell\u2019infinito impalpabile insito anche in un piccolo angolo del nostro spirito guastafeste. Il suo nome \u00e8 anzitutto Libert\u00e0.<br \/>\nMa libert\u00e0 per cosa? La libert\u00e0 non \u00e8, come tutto (!), un bene solo in s\u00e9. Di essa ci si accorge veramente e pienamente allorquando si trova la strada della verit\u00e0. La quale, puntualmente, \u00e8 l\u00ec. Vicino. \u00c8 chiamata con la parola Dio.<br \/>\nInfatti i grandi spiriti lo ripetono, soprattutto nella nostra era, come continuamente lo dice papa Emerito, per esempio ai <em>Bernardins<\/em> a Parigi: \u201dQuaerere Dominem\u201d (Cercare Dio). Attivamente, per trovarlo e ritrovarlo veramente e sempre.<br \/>\nLo Spitito di Verit\u00e0, del resto, \u00e8 sempre l\u00ec, d\u2019appresso. Gli antichi come pure i moderni l\u2019hanno denominato \u201ccuore\u201d, come sintesi di natura e ragione, le due facolt\u00e0 supreme umane, inscindibili per eccellenza.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 venuto gi\u00f9 a ricordarcelo diventando uno dei nostri, nato addirittura da una ragazza, Maria, umanissima come noi, che \u2013 ascoltando semplicemente e completamente il suo cuore \u2013 \u00e8 salita al Cielo sempre viva. Suo Figlio con un amore totale \u00e8 giunto perfino alla sua croce perch\u00e9 se ne capisse tutta la ragione e la verit\u00e0. E, affinch\u00e9 il logos, l\u2019eterno logos, fosse sempre affermato \u00e8 anche risorto per ricongiungersi ancora con la sua sposa permanente nella storia, la Chiesa.<br \/>\nIl tutto per la nostra salvezza terrena e eterna.<br \/>\nMentre noi, quaggi\u00f9, ancora cincischiamo con lo statalismo.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Veni Sancte Spiritus. Veni per Mariam.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Nota sull\u2019autore<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Franco Troiano (1944) vive in famiglia a Bruxelles da 40 anni (due figli di 34 e 31 anni). \u00c8 stato dal 1962 nel movimento Giovani Lavoratori (al Raggio Comasina di Milano) che, all\u2019epoca, era ben unito a Giovent\u00f9 Studentesca, fondati e diretti da don Luigi Giussani: era il tempo in cui il Gius andava dappertutto a tenere \u201craggi\u201d\u2026 \u00a0Nel 1977, l\u2019autore di questo documento fonda la societ\u00e0 Eurologos a Bruxelles che diventer\u00e0 negli anni \u201990 l\u2019head office, la testa di numerose agenzie di servizi multilingui su quattro continenti \u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/www.eurologos.com\/\"><em>www.eurologos.com<\/em><\/a><em>. Nel 2014, in vista di passare il testimone a sua figlia Odile nella direzione del gruppo internazionale, ha aperto un Blog bilingue (<\/em><a href=\"http:\/\/www.francamente2.com\/\"><em>www.francamente2.com<\/em><\/a><em>) su cui questo documento sullo statalismo \u00e8 pubblicato in supplemento. Franco Troiano \u00e8 membro della Fraternit\u00e0 di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere. Sostiene con la propria famiglia a distanza sei bambini e adolescenti dell\u2019AVSI, associazione missionaria di CL. Egli \u00e8 pure iscritto attivamente alla nuova associazione Nonni2.0 (<\/em><a href=\"http:\/\/www.nonniduepuntozero.eu\/\"><em>www.nonniduepuntozero.eu<\/em><\/a><em>). Pensionato, continua a fare l\u2019imprenditore secondo le sue convinzioni fino all\u2019ultimo respiro, ringraziando il Creatore della sua \u2013 diciamo cos\u00ec<\/em>\u00a0\u2013\u00a0<em>buona salute fisica.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruxelles, 29 giugno 2016 \u00a0 La coscienza cristiana ben formata non permette di utilizzare il proprio voto \u00a0per la realizzazione di un programma politico o di una legge isolata i cui contenuti fondamentali della fede o della morale sono stravolti dalla presentazione di proposte alternative o contrarie a questi contenuti. Monsignor Giampaolo Crepaldi Responsabile della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2182","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-francamente2"],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2182","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2182"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2182\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2240,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2182\/revisions\/2240"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}