{"id":2108,"date":"2016-05-22T10:45:48","date_gmt":"2016-05-22T09:45:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2108"},"modified":"2016-05-22T10:46:14","modified_gmt":"2016-05-22T09:46:14","slug":"burnout-e-bore-out-due-sindromi-simmetriche-del-lavoro-che-gli-psicologi-detti-moderni-hanno-tendenza-come-abitualmente-ad-attribuire-in-modo-psicologista-fatalmente-falsificato-ai-processi-menta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=2108","title":{"rendered":"Burnout e bore-out, due sindromi simmetriche del lavoro che gli psicologi detti moderni hanno tendenza, come abitualmente, ad attribuire in modo psicologista, fatalmente falsificato, ai processi mentali. Mentre essi sono solo epifenomeni fondamentalmente spirituali e politico-economici."},"content":{"rendered":"<p><strong>Nel febbraio 2016, un curioso articolo sul lavoro, nel settimanale <em>Le Vif-L\u2019Express<\/em> a Bruxelles, era centrato sul <em>burnout<\/em> e il <em>bore-out<\/em>. Il primo fenomeno \u00e8 classificato generalmente come una sorta <\/strong>di <em>malattia<\/em> del troppo stress da lavoro: la cosa riguarderebbe un buon 10% dei lavoratori (in realt\u00e0 questa percentuale dovrebbe essere anche pi\u00f9 che raddoppiata). La sindrome del <em>bore-out <\/em>invece significherebbe un\u2019altra \u201canomalia mentale\u201d che porta piuttosto allo sfinimento per noia, per mancanza di&#8230; lavoro. Fatto annunciante, come gi\u00e0 accaduto, anche il futuro e fatale licenziamento dal posto di lavoro. Del quale sarebbero colpiti in prospettiva, per vari motivi, quasi un terzo di detti attivi. Come \u00e8 norma nel <em>pensiero unico<\/em> contemporaneo, tutto viene descritto come una invadente malattia soggettiva, dunque una sorta di patologia individuale \u201cpersonalmente curabile\u201d con medicine o con un trattamento grosso modo psicanalitico. Il cosiddetto decimo dei lavoratori affetto da<em> burnout<\/em> sarebbe quasi totalmente costituito da piccoli imprenditori di mini-imprese (che costituiscono la grande maggioranza\u00a0 nell\u2019economia occidentale!) oppure da rari lavoratori professionalmente responsabili che devono far fronte ad un carico di lavoro (assumendoselo totalmente) e ad un impegno di garanzia diventato progressivamente enorme, giudicato anche \u201cinsostenibile\u201d. Cosa peraltro ben conosciuta senza che si debba quantitativizzarne \u00a0l\u2019esistenza con inchieste statistiche. In sovrappi\u00f9, la crisi economica dichiarata negli ultimi dieci anni, ma galoppante progressivamene da pi\u00f9 di una trentina, non ha fatto altro che aggravare ancor pi\u00f9 questo stress emblematico e tradizionalmente ormai molto conosciuto. La tendenza tragica a definire queste \u00a0\u201cvittime\u201d secondo siffatti giudizi statalisti della nostra era, come \u201cpazzi o malati\u201d, \u00e8 propria del secolo scorso in cui l\u2019ideologia si \u00e8 impadronita, in modo nichilista, della cultura detta moderna. In realt\u00e0, essa \u00e8 solo molto modernista! Che si tratti di troppo o di poco lavoro, la causa \u00e8 la gigantesca depressione economica che si traduce per gli uni e per gli altri in comportamenti simmetrici e opposti. Le vittime del <em>burnout<\/em> sono diventati in Europa artificialmente schiavi della produttivit\u00e0, a causa della concentrazione dei livelli pazzeschi dell\u2019ipertassazione dello Stato sovradimensionato e statalista. Il tutto scaricato sull\u2019impresa e sul costo di lavoro. Va da s\u00e9 che questa devastante sorte non \u00e8 riservata agli statali che continuano indisturbati ad essere clamorosamente eccedentari quantitativamente per molti milioni sul nostro Vecchio Continente. Che si provi, dunque, a cercar di calcolare l\u2019inutile e immorale costo totale di questa criminale devastazione sociale e sterile sulle spalle delle attuali e future generazioni!<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec mentre \u00e8 immediatamente comprensibile il perch\u00e9 del <em>burnout<\/em> (tassazione iperbolica, dunque cumulo di carichi stressanti concentrati sui piccoli imprenditori, sulle loro imprese e su molto rari <\/strong>impiegati oppure operai soggettivamente e virtuosamente coscienziosi), per il fenomeno del <em>bore-out, <\/em>invece, la comprensione non \u00e8 subito evidente. In corrispondenza della penuria delle attivit\u00e0 e della rarefazione delle vendite \u2013 vale a dire della crisi con le sue recessioni economiche \u2013 si constata paradossalmente una depressione produttiva profonda che ha tendenza a invadere ogni persona, con un\u2019accidia cos\u00ec anche devastata e tetanizzata. Il lavoro in effetti non \u00e8 un mezzo ma un fine, come invece \u00a0affermano purtroppo nei fatti i sindacati e la maggior parte dei partiti politici, da pi\u00f9 di cinquant\u2019anni.<br \/>\nLa concezione culturale delle attivit\u00e0 professionali \u2013 a partire dal momento in cui sono diventate nella secolarizzazione funzionalmente reificate, una sorta di <em>slot machine <\/em>per guadagnare semplici redditi esclusivamente materiali \u2013 ha perduto quasi ogni motivo spirituale e morale. Ragione per cui, se non si \u00e8 stimolati induttivamente dall\u2019abbondanza intrinseca della vita economica, si cade facilmente nell\u2019inanit\u00e0 e nella noia vegetativa. Quando si \u00e8 volontariamente dimenticato che il lavoro \u00e8 la quotidiana attivit\u00e0 che permette di aggiungere valore a quella della Creazione, dunque anche a se stessi e alla sua stupefacente bellezza e grandezza vocazionale, ci si perde nell\u2019accidia di cui non si trova neanche pi\u00f9 il termine desueto in molti ultimi dizionari. E ci\u00f2 mentre questa molto classica accidia \u00e8 pervenuta ad essere pure il peccato capitale pi\u00f9 diffuso della nostra epoca. Quello che ci vorrebbe oggettivamente tutti schiavi pseudo edonisti. E miserabilisti di un futuro senza avvenire in quanto carente o privo anche di bambini e di vere famiglie, da pi\u00f9 di cinquant\u2019anni. Si \u00e8 ridotti infatti a una visione della vita che pu\u00f2 prevedere solo il soddisfacimento pretenzioso, peraltro anche economicamente impossibile, di tutti i desideri resi ciechi e sprovvisti della grandiosa progettualit\u00e0 globale. Quella dell\u2019incommensurabile disegno divino, che ha alimentato tutta la civilt\u00e0 occidentale scaturita dal destino trascendente del cristianesimo.<\/p>\n<p><strong>La concezione del lavoro da parte della DSC (Dottrina Sociale della Chiesa) \u00e8 fondata sull\u2019infinito amore di Dio come cooperazione tra la Trinit\u00e0 e l\u2019umanit\u00e0 libera nella creazione continua della Vita.<br \/>\n<\/strong>Siccome questa feconda visione ontologica \u00e8 stata (e continua ad essere) sconvolta e negata dal nichilismo incredulo o scettico diventato apparentemente maggioritario, l\u2019uomo del nostro tempo ha difficolt\u00e0 a giustificare la felicit\u00e0 della sua creazione laboriosa. Anche molto piccola o modesta che sia. Oppure ben grandiosa e piena di senso strategico. Egli diventa dunque riduzionista, utilitarista e fannullone. Il \u201c<em>Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>\u201d, la sintesi che riassume sinotticamente l\u2019essenziale del grandioso patrimonio della sapienza sociale cristiana, pubblicato nel 2006 dal Vaticano, ci ricorda l\u2019episodio famoso dei talenti molto sottovalutati nel suo numero 259, intitolato \u201cGes\u00f9 uomo al lavoro\u201d, nel Vangelo di san Marco: \u201c<em>Ges\u00f9 condanna il comportamento del servo fannullone che nasconde sotto terra il talento ricevuto (cfr Mt 25, 14-30) e loda il servo, fidato e prudente, che il padrone trova intento a svolgere le mansioni affidategli<\/em>\u201d.<br \/>\nL\u2019attaccamento al lavoro e alla vita attiva dell\u2019uomo contemporaneo \u00e8 misurato anche dalla mediocrit\u00e0 di molto insufficiente della natalit\u00e0 nella quale ha fatto cadere la sua famiglia ormai disarticolata relativamente alla sua naturale riproduzione umana durante le due ultime generazioni. La cosa ha ingenerato, per conseguenza, la colossale crisi economica che attanaglia il mondo moderno a causa dell\u2019inevitabile e corrispondente penuria della domanda detta interna nei mercati. Negli ultimi tempi, si comincia appena a capire l\u2019inconsistenza surreale dell\u2019ideologia malthusiana che considerava gi\u00e0 eccedentaria la popolazione dell\u2019inizio Ottocento mentre essa era solo un quinto (!) di quella attuale sulla Terra. Ecco la ragione di base del sedicente <em>bore-out<\/em> : \u00e8 dall\u2019ideologia illuminista del \u2018700 che l\u2019uomo si \u00e8 perso, allontanato e deviato dalle verit\u00e0 naturali e semplicemente immediate. <em>Burnout<\/em> e <em>bore-out<\/em> costituiscono cos\u00ec le ultimissime denominazioni nominalistiche delle perversioni ideologiche \u2013 quindi economiche \u2013 che continuano a mistificare tutta la cultura comportamentale e l\u2019economia della nostra epoca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel febbraio 2016, un curioso articolo sul lavoro, nel settimanale Le Vif-L\u2019Express a Bruxelles, era centrato sul burnout e il bore-out. Il primo fenomeno \u00e8 classificato generalmente come una sorta di malattia del troppo stress da lavoro: la cosa riguarderebbe un buon 10% dei lavoratori (in realt\u00e0 questa percentuale dovrebbe essere anche pi\u00f9 che raddoppiata). [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2108","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-francamente2"],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2108","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2108"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2108\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2110,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2108\/revisions\/2110"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}