{"id":2075,"date":"2016-05-14T20:26:36","date_gmt":"2016-05-14T19:26:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2075"},"modified":"2016-05-14T20:26:36","modified_gmt":"2016-05-14T19:26:36","slug":"come-riconoscere-sicuramente-lo-statalismo-reale-tra-le-dichiarazioni-di-antistatalismo-non-e-veramente-raro-che-leader-politici-e-culturali-siano-accusati-del-cancro-piu-grave-e-mortif","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=2075","title":{"rendered":"Come riconoscere sicuramente lo statalismo reale tra le dichiarazioni di \u00ab antistatalismo \u00bb? Non \u00e8 veramente raro che leader politici e culturali siano accusati del cancro pi\u00f9 grave e mortifero della nostra era. Come cercano di difendersi?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Giorgio Vittadini, dopo essere stato messo sotto accusa varie volte come statalista non solo culturale, almeno quanto<\/strong><strong>\u00a0Comunione e Liberazione<i>\u00a0<\/i><\/strong><strong>come movimento ecclesiale cattolico di cui<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>egli<strong>\u00a0<\/strong>\u00e8 un leader di primo piano, reagisce con un articolo pubblicato il 28 aprile scorso su\u00a0<em>Il Sussidiario<\/em>. Egli ci si dichiara antistatalista motivandolo ampiamente. Ma cosa rimane del suo statalismo reale di cui io stesso ho fatto dimostrazione in altri post? C\u2019\u00e8 un metodo molto diffuso per far fronte a siffatte accuse. Si utilizza l\u2019esemplificazione concreta per \u201cdimostrare\u201d il fondamento della propria difesa e, allo stesso tempo, l\u2019astrazione degli accusatori. Essa si articola in tre punti.<em>\u00a0<\/em><em>Innanzitutto<\/em>, queste esemplificazioni sono sempre molto puntuali e specifiche: mai\u00a0<em>globali e totalizzanti<\/em>\u00a0(aggettivi molto giussaniani ma piuttosto dimenticati), allo scopo di mettere ben in evidenza il sedicente concreto e l\u2019efficacia di \u201cci\u00f2 di cui si parla\u201d: soprattutto per discretitare i critici.<em>\u00a0<\/em><em>In secondo luogo<\/em>, non si fa mai riferimento alla generalit\u00e0 comprendente tutti i\u00a0<em>fattori suoi costitutivi<\/em><em>\u00a0<\/em>(come ripeteva instancabilmente don Giussani) del concetto di statalismo, comprese le sue conseguenze legate alla sua esistenza sia a monte che a valle delle sue applicazioni: il concetto \u201cteoria\u201d \u00e8 cos\u00ec oggettivamente denigrato o escluso fino ad identificarlo con la categoria dell\u2019inutile (e non con il suo significato originale in greco:\u00a0<em>theoros<\/em>come \u201cdescrizione della realt\u00e0\u201d!).\u00a0<em>In terzo luogo<\/em>, si cura di introdurre nei confronti inerenti, sempre posizioni ancora pi\u00f9 e molto estremiste sul piano dello statalismo allo scopo di presentarsi come moderati nei propri giudizi intermedi pieni di \u201cbuon senso\u201d. Questi tre punti si presentano cos\u00ec, gi\u00e0 nelle loro formulazioni, come dimostrazioni del ben fondato proprio dello statalismo che, nella sua definizione, vuol dire lo Stato superiore, ben superiore, alla Persona e alla sua Libert\u00e0 intrinseca; dove la Persona, naturalmente, porta con s\u00e9 un concetto di trascendenza supremo e di valore anche indiscutibile. Appare evidente che questo giochetto dialettico del \u201cconcreto\u201d non fa altro che mettere lo statalismo nella sua posizione di obiettiva supremazia culturale rispetto ad ogni altro valore. Del resto \u00e8 esattamente quanto la posizione del \u201cpensiero unico e liquido\u201d impone attualmente in tutto il suo semplicismo corrispondente all\u2019orribile \u201cmigliorismo\u201d politicistico. Da cui, la diffusione massificata, in tutti i paesi occidentali, del terrificante statalismo che reifica e trasforma tutto in nichilismo!<\/p>\n<p><strong>Passiamo quindi a esemplificare ci\u00f2 che Vittadini presenta abusivamente come visione antistatalista.\u00a0<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">Innanzitutto, il tema di cui si occupa \u00e8 molto particolare o quantomeno decontestualizzato: le elezioni a Milano e i suoi candidati; cos\u00ec, per quelli di sinistra, egli considera in quest\u2019ultimo suo articolo : \u201c<\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">essi devono decidere se restare ancorati a schemi ideologici o se riconoscere la capacit\u00e0 di rispondere ai bisogni, che \u00e8 presente nella societ\u00e0<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\">\u201d. \u00c8 forse diventato antistatalista? Niente affatto! I suoi ciellini del partito centrista sono sempre nel governo laicista di sinistra. Et, come vedremo nel seguente terzo punto, egli non ha mai smentito la concezione ben statalista secondo cui, dopo aver fatto la dimostrazione statistica che in Italia ci sono almeno 750.000 statali di troppo, si \u00e8 precipitato a rassicurare tutti gli statalisti \u2013 nello stesso articolo \u2013 che non \u00e8 assolutamente questione di eliminarli!\u00a0<\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">In secondo luogo<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\">, egli afferma: \u201c<\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">\u00c8 un fatto che il regime statalista in vigore nel nostro Paese da decenni ha prodotto deficit nei bilanci, scarsa efficienza, qualit\u00e0 nei servizi molto bassa e insopportabili zone di parassitismo nelle rendite<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\">\u201d. \u00c8 cos\u00ec diventato antistatalista? Niente affatto!\u00a0 Il suo appoggio politico \u00e8 sempre polarizzato a sinistra o al centro-sinistra collettivista che gli promette e gli accorda sempre pi\u00f9 misere sovvenzioni molto \u201cconcrete\u201d ai suoi spesso rivendicati\u00a0<\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">corpi intermedi<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0cui tiene come alla pupilla dei suoi occhi. E questo, in luogo di agire allo scopo di eliminarli per almeno una cinquantina d\u2019anni senza nemmeno rifletterci un istante. La conseguenza immediatamente pi\u00f9 grave dello statalismo, si sa, \u00e8 il debito pubblico che costa il triplo di una manovra di bilancio all\u2019anno, vale a dire \u2013 per l\u2019Italia \u2013 quasi 90 miliardi sbalorditivi di interessi da pagare cash! Per non parlare del piano morale e religioso che ha permesso di mettere sul gobbone degli attuali e futuri giovani il vergognoso costo dell\u2019edonismo straccione di due generazioni, a partire dagli anni \u201960.\u00a0<\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">In terzo luogo<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\">, egli si guarda bene dal definire e mettere in guardia ci\u00f2 che statalismo vuol veramente dire: a causa della paura, naturalmente, di esserci associato malgrado il suo apparente moderatimo! Tutta la cultura dei movimenti ecclesiali \u00e8 in gioco in questa lacuna di analisi che il nichilismo superficiale, primitivo e irrazionale della nostra epoca ingenera nel pensiero e nel comportamento delle masse dette moderne&#8230; Ne dipende il rapporto con il pensiero, con il\u00a0<\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">theoros<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\">, con il cuore della trascendenza, dunque della religiosit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><strong>Ma il punto ancora pi\u00f9 profondo dello statalismo consiste nell\u2019applicazione corrente abbastanza definita, stabilita e indiscussa che riguarda lo Stato stesso in rapporto alla societ\u00e0 civile<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>e a s\u00e9 stessa. Vediamo ci\u00f2 che afferma Vittadini: \u201c<em>Il Comune deve governare<\/em>\u00a0[ma queste stesse parole possono essere utilizzate per lo Stato]\u00a0<em>e non deve gestire necessariamente in prima persona i servizi<\/em>&#8230;\u201d. E ancora: \u201c&#8230;\u00a0<em>dove i cittadini possono anche scegliere grazie a strumenti come i voucher<\/em>&#8230;\u201d. Qui il vecchio esperto in sussidiariet\u00e0 riprende i suoi spiriti e afferma cose sacrosante. Ma si conoscono perfettamente le pratiche perverse da decenni ben incrostrate nelle abitudini di\u00a0<em>CL<\/em>. Ecco in realt\u00e0 cosa succede: una volta che i politici sostenuti da<em>\u00a0<\/em><em>CL<\/em>\u00a0hanno vinto le elezioni (cosa abbastanza facile grazie alla potenza elettorale del movimento e della sua popolarit\u00e0), la gestione degli affari statali (regionali, provinciali e comunali) \u00e8 praticamente presa in carico da societ\u00e0 private costituite principalmente da membri del movimento che, con la loro proverbiale efficenza, permettono la realizzazione rapida ed economica, la pi\u00f9 rapida ed economica in rapporto alla molto bassa produttivit\u00e0 degli statali e delle lobbies presenti sul mercato politico (anche di sinistra). La capacit\u00e0 funzionale di questo metodo ha sempre assicurato, da decenni, una efficacia relativa senza possibilit\u00e0 di paragoni: bisogna riconoscerlo. \u00c8 per questa ragione che Vittadini aveva scritto, nel marzo scorso, il famoso articolo dove il calcolo della gigantesca eccedenza di funzionari pubblici e inutili (oltre che eccedentari e dannosi) in rapporto agli standard della regione Lombardia dove il partito cattolico era al potere, senza escludere che possano essere licenziati! Dove sta allora il problema? Molto semplicemente esso consiste nel fatto che codeste societ\u00e0 private, costituite allo scopo di far funzionare perfettamente e rapidamente gli affari pubblici, sono in realt\u00e0 degli assurdi doppioni clientelari delle masse di statali inutili ed eccedentari di cui nessuno chiede il licenziamento. Ecco spiegato il piccolo mistero dell\u2019apparente incomprensibile contraddizione di Vittadini! Rimpiazzare nel loro lavoro i funzionari strutturalmente fannulloni, chiamati<em>\u00a0<\/em><em>fanigotton<\/em>\u00a0in dialetto lombardo, \u00e8 immorale e pure irreligioso. Cos\u00ec, si possono leggere sulla stampa dichiarazioni d\u2019incriminati dalla Magistratura a causa di \u201cremunerazioni\u201d del 3% e pi\u00f9 sui budgets pubblici per far funzionare gli affari di competenza degli statali parassitari&#8230; Ecco la forma che lo statalismo pu\u00f2 prendere nell\u2019inconfessabile complicit\u00e0 fatalmente delinquenziale, anche se difficilmente \u00a0incriminabile. Ma da un punto di vista morale e politico, il severo e immericordioso giudizio di statalismo\u00a0 \u00e8 immediato!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio Vittadini, dopo essere stato messo sotto accusa varie volte come statalista non solo culturale, almeno quanto\u00a0Comunione e Liberazione\u00a0come movimento ecclesiale cattolico di cui\u00a0egli\u00a0\u00e8 un leader di primo piano, reagisce con un articolo pubblicato il 28 aprile scorso su\u00a0Il Sussidiario. Egli ci si dichiara antistatalista motivandolo ampiamente. 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