{"id":1594,"date":"2016-01-21T16:21:56","date_gmt":"2016-01-21T15:21:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1594"},"modified":"2016-01-21T16:21:56","modified_gmt":"2016-01-21T15:21:56","slug":"il-raro-rigore-teologico-dellarcivescovo-di-bruxelles-denigrato-durante-la-sua-gestione-pastorale-non-solamnete-nazionale-al-di-fuori-ed-anche-allinterno-della-sua-chiesa-egli-ha-s","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=1594","title":{"rendered":"Il raro rigore teologico dell\u2019arcivescovo di Bruxelles denigrato durante la sua gestione pastorale non solamnete nazionale, al di fuori ed anche all\u2019interno della sua Chiesa. Egli ha specificatamente posto la questione numero uno dell\u2019eterna salvezza umana: l\u2019autorit\u00e0 nell\u2019esistenza!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Che ce lo si dica, ci sono soprattutto nella nostra epoca due Chiese: quella ortodossa cristocentrica<\/strong> della grande Tradizione; e quella cattoprotestante del modernismo che cerca la novit\u00e0 sempre supposta popolare. Peraltro la cosa \u00e8 costantemente stata di attualit\u00e0. Ges\u00f9 nella sua vita pubblica ha dovuto difendersi e liberarsi anche dai propri partigiani: per esempio, gli zeloti che Lo volevano a capo della loro lotta contro il dominio dei romani in Palestina&#8230; Apparentemente nei nostri giorni molto agnostici, i cristiani detti progressisti sono generalmente dominanti sui denominati tradizionalisti che non dimenticano mai che Cristo, innazitutto, \u00e8 sempre stato nel mondo e nella storia segno di contraddizione. I modernisti cattoprotestanti, invece, corrono dietro ai desideri molto diffusi nell\u2019attualit\u00e0 anche a rischio del conformismo massificato, di un certo conformismo per essi confortevole. In Belgio, il paese ufficialmente pi\u00f9 irreligioso del pianeta (si \u00e8 giunti nel 2014 a legalizzare l\u2019assassinio dei bambini con l\u2019infame legge sull\u2019eutanasia dei fanciulli!), queste due Chiese, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, si sono ancora pi\u00f9 manifestate l\u2019una contro l\u2019altra: il tutto secondo la guerra portata avanti dai nichilisti che scorribandano nel mondo occidentale.<br \/>\nA memoria d\u2019uomo non ci si ricorda di un arcivescovo belga cos\u00ec contestato o ignorato come l\u2019eminenza Andr\u00e9-Joseph L\u00e9onard. \u00c8 il successore di due cardinali in odore di cattoprogressismo acuto: prima con il bruxellese Suenens, poi con il fiammingo Danneels, si \u00e8 avuto che il molto cattolico Belgio, in una cinquantina d\u2019anni, sia stato condotto verso una Chiesa solo moralista, tiepida e ridotta a dimensioni minimali oltre che burocratiche. L\u00e9onard, prima ancora di diventare nel 2010 primate del Belgio, nominato da Benedetto XVI, gi\u00e0 quando era solo vescovo di Namur (in Wallonia) e professore di universit\u00e0, era sotto mira dei media laicisti (la quasi totalit\u00e0) che gli rimproveravano, in fondo, il suo rigore teologico ed ecclesiologico. Come arcivescovo di Malines-Bruxelles gli attacchi si sono pure moltiplicati. La sua azione riformatrice, infatti, si \u00e8 subito fatta sentire: con la ripresa delle processioni in citt\u00e0, con l\u2019opposizione dichiarata sulla legge dell\u2019eutanasia, con il suo militantismo dottrinale contro il <em>gender <\/em>e quasi solitario contro le proposte razionalistiche e codine della maggior parte degli altri vescovi che giravano intorno all\u2019idea di famiglia tradizionale in occasione dei due Sinodi del 2014 e 2015. E, soprattutto nel suo impegno a sviluppare i seminari che son passati da 4 a 55 seminaristi in cinque anni! Va da s\u00e9 allora che i media si fossero scatenati contro il \u201creazionario\u201d arcivescovo che aveva rotto con una concezione ben confermata di una Chiesa secondo le idee moderniste dell\u2019opinione ormai laicista. E particolarmente del predecessore, il cardinale Danneels il quale, nel frattempo, si era anche messo alla testa del cosiddetto \u201ccomplotto di <em>San Gallo<\/em>\u201d che voleva imporre al Sinodo, sotto l\u2019azione dei cardinali tedeschi Kasper e Marx, per esempio, la comunione eucaristica d\u2019office ai divorziati risposati.<\/p>\n<p><strong>Le conseguenze ecclesiologiche di mezzo secolo di autolaicismo volontario e di deriva<\/strong> teologico-psicologistica hanno cos\u00ec portato la maggior parte del popolo di Dio in Belgio, sia nella parte maggioritaria fiamminga che in quella francofona, verso una concezione cattoprotestante (o se si vuole cattocomunista) fondamentalmente localistico-parrocchiale, intimista e autonomista piuttosto indipendentista. Le influenze protestanti dell\u2019adiacente Germania si sono cos\u00ec infiltrate in modo quasi inavvertito nelle comunit\u00e0 cristiane belghe, come altrove nel resto europeo. Bisogna ben dire che tutto questo allontanamento dal Mistero dell\u2019avvento dell\u2019Essere, per mezzo dell\u2019azione salvifica della Chiesa e del suo Corpo Mistico, \u00e8 proprio di tutte le societ\u00e0 contemporanee che stanno divenendo sempre pi\u00f9 relativiste e superficiali nella miscredenza secondo le regole del \u201cpensiero unico\u201d e del \u201c<em>politically correct<\/em>\u201d. Si pu\u00f2 quindi immaginare come una pastorale ecclesiale piena di fervore\u00a0 creaturale, che affermava senza reticenze la verit\u00e0 cristiana come unica e sola, possa aver indotto le opposizioni anche pi\u00f9 volgari di un regime maggioritariamente socialista o socialisteggiante (statalista) che afferma il dominio dello Stato sulla Persona. \u00c8 ben conosciuto, per esempio, l\u2019atteggiamento di L\u00e9onard che s\u2019\u00e8 messo a pregare, in raccoglimento, durante una contestazione scervellata delle <em>Femen<\/em> che si erano scatenate intorno a lui (in conferenza) all\u2019Universit\u00e0 di Bruxelles in un sorta di danza sacrilega a seni nudi. Ancora pi\u00f9 grave, si pu\u00f2 ricordare l\u2019indifferenza in cui cadeva l\u2019invito dell\u2019arcivescovo ai fedeli delle parrocchie per partecipare attivamente alle sue iniziative comunitarie della citt\u00e0 intera&#8230; Spesso i parrocchiani non ne erano nemmeno al corrente in quanto i vari curati, praticamente disubbidienti, non si curavano neppure di comunicare ai loro parrocchiani le volont\u00e0 del loro grande pastore. Quanto agli altri vescovi del paese, non \u00e8 nemmeno il caso di porsi la question per sapere se fossero molto obbedienti, ancor pi\u00f9 che coordinati, al loro primate. Si sa, essi lo erano rimasti piuttosto al cardinale \u201cpensionato\u201d Danneels che continuava a seguire, anche pubblicamente, una linea pastorale opposta pi\u00f9 che differente.<\/p>\n<p><strong>Alla messa di ringraziamento in cattedrale a Bruxelles, dopo le dovute dimissioni dei suoi 75 anni,<\/strong> il tempio era strapieno: pi\u00f9 fedeli in piedi che seduti. L\u00e9onard era visibilmente emozionato e fiero di richiamare il suo bilancio molto ricco nell\u2019omelia. Mia moglie ed io che apparteniamo alla <em>Fraternit\u00e0<\/em> di <em>Comunione e Liberazione<\/em> (ma di 71 anni), siamo anche stati intervistati, separatamente, da due televisioni nazionali sulle motivazioni della nostra presenza alla cerimonia di commiato alla comune generale guida spirituale.<br \/>\nMa nel nostro cuore eravamo tristi: nessun responsabile o amico della comunit\u00e0 belga di <em>CL<\/em> era presente alla cerimonia solenne. Ritornavamo da un soggiorno in Italia\u00a0 e non sapevamo che i ciellini locali erano tutti alla festa di una giovane appena consacrata alla verginit\u00e0 e accolta tra i <em>Memores Domini<\/em>. Emblematico!<br \/>\nL\u2019episodio non poteva essere pi\u00f9 rappresentativo dell\u2019accusa che papa Francesco aveva rivolto agli 80.000 e pi\u00f9 di <em>CL<\/em> all\u2019incontro in piazza San Pietro, appena di qualche mese prima (il 7 marzo): \u201cSiete autoreferenziali!\u201d, aveva sibilato. Cos\u00ec, dopo una trentina d\u2019anni di presenza della comunit\u00e0 belga di <em>CL<\/em>, nessuno nel numeroso gruppo bruxellese era informato dell\u2019Eucarestia di ringraziamento al vescovo supremo que durante cinque anni aveva illustrato incomparabilmente ci\u00f2 che voleva dire essere cattolico. Pi\u00f9 che una scusa un\u2019aggravante! La dimensione amichevole della piccola festa aveva totalmente eclissato la grande manifestazione ecclesiale e sociale (non era la prima volta!) dell\u2019ultimo ritrovo, anche liturgico, tra il popolo di Dio belga e il suo prestigioso pastore spirituale. Penoso.<\/p>\n<p><strong>\u201cSe non c\u2019\u00e8 obbedienza all\u2019autorit\u00e0 ecclesiatica, non c\u2019\u00e8 Chiesa\u201d: cito a memoria una frase (frequente)<\/strong> del vescovo di Ferrara, Luigi Negri, scaturito da pi\u00f9 di 50 anni di militanza anche molto dirigente in <em>CL<\/em>: uno dei pi\u00f9 fedeli al pensiero e alla persona di don Giussani, fondatore di <em>Comunione e Liberazione<\/em>, definito il pi\u00f9 grande educatore al mondo del ventesimo secolo e in via di canonizzazione.<br \/>\nSoprattutto allorquando un\u2019autorit\u00e0 si pone chiaramente (\u00e8 il caso di L\u00e9onard), il popolo di Dio deve sottoporsi senza riserve e criticamente: per la sua felicit\u00e0 e la sua salvezza. Si tratta della vera forza disarmata, invincibile del semplice e umile fedele che santifica e conferisce senso alla sua esistenza: come l\u2019aveva fatto San Francesco, patrono d\u2019Europa, di fronte al suo papa Innocenzo III il quale non ha potuto far altro che cedere alla sua obbedienza totale riferita all\u2019impeto dello Spirito Santo.<br \/>\nNei nostri giorni la parola obbedienza \u00e8 la pi\u00f9 odiata. Invece si prona la \u201cvirt\u00f9\u201d dell\u2019individualismo ribelle. L\u2019obbedienza cosciente e critica costituisce la legge ontologica dell\u2019esistenza almeno da quando si \u00e8 affermata nella superiorit\u00e0 indiscutibile, incomparabile e incommensurabile del monoteismo sul politeismo e l\u2019agnosticismo paganeggiante. Che sia l\u2019autorit\u00e0 che deve sempre porsi, oppure il fedele che deve sottoporsi, tutti sono destinati ad obbedire all\u2019ordine divino e gerarchico che la verit\u00e0 e l\u2019armonia dell\u2019esistenza esigono. Mentre la parola d\u2019ordine dell\u2019autorit\u00e0 \u00e8 la famosa\u00a0 formula \u201c<em>non possumus<\/em>\u201d, vale a dire l\u2019obbedienza ancora pi\u00f9 rigorosa (se si pu\u00f2 dire) alle leggi originarie di Dio e della Tradizione, il semplice fedele, obbedendogli col cuore e tutta la sua intelligenza, si rende pari nella santit\u00e0 al suo superiore. Fino a ricordargli, come fece San Franceso (con i suoi fraticelli) al suo papa non veramente molto predisposto (con il suo clero alquanto irreligioso in Vaticano) alla cultura della santit\u00e0. L\u2019autorit\u00e0 che si pone nella Verit\u00e0 e nella misericordia, anche fino al martirio e, essenzialmente indifferente alle azioni della sedicente opinione pubblica, appartiene all\u2019aristocrazia dello Spirito nella storia. E, come lo diceva il filosofo tedesco anche non credente Nietzsche in un suo famoro aforisma, \u201c<em>\u00e8 quando ci si lascia che i veri sentimenti di relazione si rivelano<\/em>\u201d: da cui l\u2019importanza radicale delle cerimonie d\u2019addio e dei funerali&#8230;<\/p>\n<p><strong>A rischio di scrivere il post pi\u00f9 lungo, sono obbligato a parlare almeno brevemente dell\u2019apparente<\/strong> diarchia nella linea (l\u2019episodio di Bruxelles per CL lo rende necessario) delle autorit\u00e0 nella Chiesa. Questa \u00e8 organizzata territorialmente sul pianeta per diocesi e per movimenti oppure ordini e fraternit\u00e0. L\u2019autorit\u00e0 di quest\u2019ultimi concepita in modo autonomo \u2013 non separata e indipendente, come dappertutto nella civilt\u00e0 cristiana delle responsabilit\u00e0 \u2013 , non pu\u00f2 che\u00a0 sottoporsi all\u2019autorit\u00e0 delle diocesi, sotto il potere dei suoi vescovi e primati ecclesiastici.<br \/>\nLe differenti autorit\u00e0, naturalmente, sono allineate secondo la linea verticale che discende implacabilmente dal Papa. \u00c8 per questo che non c\u2019\u00e8, \u00e0 rigore, nella Chiesa diarchia ambigua, doppio potere potenzialmente antagonista. La qual cosa permette di superare ogni possibile conflitto tra le autorit\u00e0 verticalmente gerarchizzate. Ci\u00f2 che lo permette \u00e8 la parola \u201cservizio\u201d.<br \/>\nTutte le strutture autonome, quindi intimamente e idealmente convergenti, sono comunque subordinate alla stessa autorit\u00e0 sorgente e si indirizzano alla sua Totalit\u00e0 nell\u2019Unit\u00e0: alfa e omega. \u00c8 dunque il movimento laico, oppure l\u2019ordine religioso, che appartengono alla Chiesa e ne sono al servizio, vale a dire al loro vescovo il quale, naturalmente, si porta garante \u2013 reciprocamente \u2013 della loro autonomia in perfetta intesa con i loro carismi teologici, temperamentali e funzionali.<br \/>\nIl servizio non pu\u00f2 essere, in ultima analisi, che subordinato. Se possibile, il pi\u00f9 intelligentemente coordinato.<br \/>\nUn movimento \u00e8 dunque strumento di educazione alla Chiesa, alla sua imperitura finalit\u00e0 salvifica, nella misura della sua sottomissione costante e attiva al Papa e ai suoi vescovi territoriali, oppure incaricati di responsabilit\u00e0 centrale ma in servizio diocesano. Per esempio, il fatto che il presidente della <em>CEI (Conferenza Episcopale Italiana)<\/em> si \u00e8 pronunciato esplicitamente a favore della Manifestazione nazionale a Roma <em>del Comitato Difendiamo i nostri figli<\/em> (per il 30 gennaio 2016) costituisce, a rigore, un obbligo per ogni movimento a parteciparci (se in perfetta unit\u00e0 ecclesiale!). Senza alcuna ambiguit\u00e0 o riserva, nella linea della grande Manifestazione del 20 giugno 2015. Quella che ha, in ogni caso provocato l\u2019arresto delle approvazioni delle leggi scellerate prima delle vacanze estive e rimesso in discussione la loro concezione laicista e contro natura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che ce lo si dica, ci sono soprattutto nella nostra epoca due Chiese: quella ortodossa cristocentrica della grande Tradizione; e quella cattoprotestante del modernismo che cerca la novit\u00e0 sempre supposta popolare. Peraltro la cosa \u00e8 costantemente stata di attualit\u00e0. Ges\u00f9 nella sua vita pubblica ha dovuto difendersi e liberarsi anche dai propri partigiani: per esempio, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1594","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-francamente2"],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1594"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1594\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1595,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1594\/revisions\/1595"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}