{"id":1579,"date":"2016-01-14T16:14:22","date_gmt":"2016-01-14T15:14:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1579"},"modified":"2016-01-15T09:14:11","modified_gmt":"2016-01-15T08:14:11","slug":"il-riduzionismo-moderno-tra-il-pensiero-unico-e-la-disumanizzazione-del-relativismo-fino-alla-follia-omicida-legalizzata-sui-bambini-nellassenza-del-senso-anche-primordiale-del-peccato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=1579","title":{"rendered":"Il riduzionismo moderno tra il pensiero unico e la disumanizzazione del relativismo, fino alla follia omicida legalizzata sui bambini. Nell\u2019assenza del senso anche primordiale del peccato."},"content":{"rendered":"<p><strong>A quanti messaggi quotidiani siamo sottomessi, noi moderni, nelle interminabili ore<\/strong> di bombardamento dei diversi media in cui galleggiamo appena?<br \/>\nCome pu\u00f2 sopravvivere la nostra coscienza critica in questa ecatombe di vera e propria artiglieria pseudoenciclopedica mistificata, largamente eccedentaria e soffocante, la quale ci rende apparentemente iperinformati ma completamente ignoranti su tutto? In sovrappi\u00f9 la nostra contemporaneit\u00e0 pretende tutto riformare e reinventare: bisogna dunque, secondo la vulgata, essere assolutamente alla moda. La nostra vita \u00e8 cos\u00ec continuamente in trasformazione sociale, famigliare ed economica. \u00c8 fatale che si pervenga a soccombere in uno stato di \u201csedicente spirito critico\u201d sotto gli innumerevoli interrogativi giornalieri, anche falsi e inutili, ai quali dobbiamo rispondere \u201cattivamente\u201d! La televisione, la radio e i media in generale (con i poteri che li alimentano soprattutto attraverso la politica) ci conformano di continuo un nuovo mondo, il nostro detto moderno. E quasi a nostra insaputa, sebbene con un livello di partecipazione illusoriamente richiesto. Mai lo si sarebbe potuto immaginare prima della nostra societ\u00e0 massificata. E molto pochi grandi pensatori l\u2019hanno potuto fare. L\u2019opinionismo vago e problematico diventa attualmente la dimensione permanente che ha sostituito quella delle necessarie certezze che la vita d\u2019altri tempi e il desiderio ontologico intrinsecamente ci richiedono sempre. Cos\u00ec tutto diventa necessariamente relativo. Non potendo formulare illico e immediatamente un giudizio compiuto su ogni questione, si finisce per ammettere la possibilit\u00e0 di diversi sensi e varie soluzioni pi\u00f9 o meno equivalenti in ogni occasione. Il passo poi di rinunciarci del tutto e sistematicamente, in una passivit\u00e0 fatalista e indifferenziata, non \u00e8 allora molto lontano. Allo scopo di farlo, il potere generale detto della comunicazione, riduce l\u2019inevitabile complessit\u00e0 delle cose. Ne tratta quantitativamente in sovrabbondanza, fino a provocare almeno una leggera ma molto acuta nausea di accompagnamento divenendo riduzionista su ogni questione. Da cui la superficialit\u00e0 e la falsificazione sedativa di ogni problema di cui si ha tendenza a dichiararsi in modo pi\u00f9 o meno indifferente: facilmente conformista, d\u2019accordo aprioristico con la configurazione accreditata pi\u00f9 corrente e materiale.<br \/>\nQuesto atteggiamento si \u00e8 talmente generalizzato nei cinquanta ultimi anni occidentali che esso \u00e8 diventato ci\u00f2 che viene chiamato il \u201cpensiero unico\u201d. Esso \u00e8 giunto a generalmente costituire l\u2019idea, l\u2019ideologia di riferimento, di tutto il pensiero pi\u00f9 corrente: di ogni programma televisivo, della visione culturale dei giornali, della concezione di quasi tutti i libri pubblicati, del posizionamento nel lavoro subordinato, della politica, dell\u2019azione sindacale, fino alla concezione dell\u2019amore&#8230;<\/p>\n<p><strong>L\u2019obiettivo di questo <em>pensiero unico <\/em>non \u00e8 altro che il nichilismo, il relativismo della nostra epoca.<br \/>\n<\/strong>Tutte le azioni umane ne dipendono: anche le relazioni sono divenute spesso psicologiste. La responsabilit\u00e0 personale si \u00e8 dissolta nelle sedicenti \u201cregole\u00a0\u00bb psicanalitiche al punto che l\u2019eterno \u201csenso del peccato\u201d sembra sparito. \u00c8 stato apparentemente inghiottito nei meandri dei subcoscienti che hanno eliminato la soggettivit\u00e0, l\u2019io di ogni uomo nelle reazioni obiettive dei comportamenti\u00a0 pavloviani e inaggirabili. Perch\u00e9 allora parlare di peccato, di scelta diabolica cosciente e volontaria mentre la psiche sarebbe indotta a spiegare tutti i comportamenti in maniera praticamente automatizzata?<br \/>\nIn questo modo, l\u2019individualismo tipico della nostra era giunge a giustificare le decisioni arbitrarie di ogni persona, discolpandola anche di ogni possibile decisione comportamentale anche quasi disumana.<br \/>\n\u00c8 cos\u00ec diventato un anacronismo parlare dei \u201csette peccati capitali\u201d. Al punto che anche il peccato, forse il pi\u00f9 diffuso della nostra era, quello dell\u2019accidia (il rifiuto del lavoro a favore del divertimento), ha tendenza ad essere considerato una espressione obsoleta. Parola desueta da cancellare dai dizionari sostituendola con \u201cpigrizia\u201d connotata pure di molte accezioni positive (nei due dizionari pi\u00f9 diffusi della lingua francese, per esempio, non si trova pi\u00f9 la secolare parola <em>ac\u00e9die<\/em>).<br \/>\nE pertanto, senza libero arbitrio individuale, senza cio\u00e8 libert\u00e0, non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di definire ontologicamente l\u2019uomo: non \u00e8 possibile disporre del concetto di umanit\u00e0 e della stessa persona senza la coscienza e la libera volont\u00e0 dell\u2019individuo. \u00c8 l\u2019individualismo del nostro mondo riduzionista che ha relativizzato la nozione di individuo fino ad annullarla nel fantasma dell\u2019uomo-massa-modernista (assolutamente non moderno, nel suo inseguimento disperato della novit\u00e0!). Parlo qui dell\u2019intrapresa pi\u00f9 mostruosa della nostra epoca scaturita dalla filosofia illuminista dove si \u00e8 incominciato a celebrare l\u2019uomo \u201cliberato\u201d dalla sua creaturalit\u00e0. Vale a dire dal fatto incontestabile di essere stato creato (e ricreato) da Dio, oltre naturalmente e fattualmente dai suoi genitori, anch\u2019essi semplici creature.<\/p>\n<p><strong>Senza questa\u00a0 coscienza creaturale, l\u2019uomo pu\u00f2 solo cadere nel riduzionismo e nel relativismo nichilista.<br \/>\n<\/strong>Prendo per esempio quel che \u00e8 successo mostruosamente, all\u2019inizio 2014 in Belgio dove vivo da una quarantina d\u2019anni. Sotto il governo socialista del primo ministro, Elio Di Rupo, di famiglia italiana emigrata (originaria di una cittadina vicino a quella mia natale negli Abruzzi) all\u2019epoca dei minatori arrivati a valanghe in cambio ufficiale dell\u2019estrazione e della fornitura di carbone dalle infernali miniere vallone, \u00e8 stata approvata una legge infame autorizzante la legalizzazione dell\u2019eutanasia (l\u2019assassinio!) anche dei bambini. Non solamente la maggioranza governativa \u00e8 incredibilmente fiera di questo abominio che, secondo essa, \u201cpermette di far fronte alle sofferenze dei bambini malati o andicappati\u201d (semplicemente uccidendoli!).<br \/>\nCos\u00ec, parlando con molti belgi di origine nordica, ho scoperto che non erano nemmeno al corrente della legge, nell\u2019indifferenza. E, quando li informavo sul misfatto e della sua inumanit\u00e0, ne trovavo che consideravano, come il politico verosimilmente abbrutito dall\u2019ideologia materialista, il <em>parvenu <\/em>Di Rupo (naturalmente, non il solo!), che si trattava di una legge di misericordia per i bambini\u201d. I fanciulli, invece, non chiedono altro che vivere intensamente e vorticosamente. In effetti la legge \u00e8 costruita su misura dei genitori stravolti e pure depravati, ormai incapaci di far fronte all\u2019inevitabile dolore della vita che l\u2019edonismo straccione cerca di sfuggire ancor pi\u00f9 che evitare. Ma anche incapaci e contrari a transvalutare nella trasfigurazione l\u2019irriducibile ricchezza della vita che la civilt\u00e0, peraltro non solo cristiana, ha sempre celebrato contro la ripugnante e orrible della cultura della morte!<br \/>\nQuesti belgi non erano generalmente nemmeno al correntee che i primi barbari\u00a0 romani precipitavano questi bambini malati o andicappati dalla <em>Rupe Tarpea <\/em>fracassandoli sulle rocce appena nati&#8230; Della stessa ignobile e nauseabonda maniera in uso abitualmente a Sparta, nell\u2019altra e ben orribile Grecia!<br \/>\nAllorquando la vita non \u00e8 concepita come un dono proprio alle creature sempre divine, si giunge a questi gradi di vera barbarie omicida coprendoli anche di \u201cbuoni sentimenti\u201d mistificati e molto ipocriti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quanti messaggi quotidiani siamo sottomessi, noi moderni, nelle interminabili ore di bombardamento dei diversi media in cui galleggiamo appena? 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