{"id":1361,"date":"2015-10-11T09:37:14","date_gmt":"2015-10-11T08:37:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1361"},"modified":"2015-10-11T09:37:14","modified_gmt":"2015-10-11T08:37:14","slug":"i-futurologhi-son-ancora-in-disaccordo-sono-tra-loro-separati-almeno-tanto-quanto-hanno-dimenticato-che-il-protagonista-della-vita-presente-e-futura-e-sempre-luomo-e-non-la-pratica-ridotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=1361","title":{"rendered":"I futurologhi son ancora in disaccordo : sono tra loro separati almeno tanto quanto hanno dimenticato che il protagonista della vita presente e futura \u00e8 sempre l\u2019uomo e non la pratica ridotta e corrente dell\u2019economia, oppure le sue sedicenti teorie sociali, o cicliche, delle sue crisi&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>La previsione del futuro \u00e8 forse l\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 universale e quotidiana degli uomini: ogni essere non fa che pensare al proprio avvenire, ai suoi progetti, ai suoi desideri che per definizione sono infiniti. E pertanto, se c\u2019\u00e8 una disciplina sulla quale ci si ritrova tanto arbitrariamente in disaccordo che uno o due secoli fa \u00e8 giustamente di prefigurare l\u2019universo nel quale noi vivremo tra dieci o cinquant\u2019anni. S\u00ec anche dieci anni! Soprattutto da un punto di vista economico. Gli esempi innumerevoli di \u201cesperti\u201d (quasi tutti) che si sono sbagliati in modo clamoroso negli ultimi decenni, per esempio sulla crisi attuale, sono legioni&#8230;<br \/>\n\u00c8 evidente che la dimensione della ricchezza economica \u2013 quella di cui pi\u00f9 si parla \u2013 stabilisca uno dei fattori, forse il pi\u00f9 appariscente, di quella che si definisce la vita futura. Ma ormai la depressione economica, che noi conosciamo nella sua fase pi\u00f9 acuta e ben evidentemente da pi\u00f9 di una decina di anni, ci suggerisce di includere nelle cause e nei fattori che la costituiscono molti altri parametri altrettanto decisivi se non maggiormente. Prevedere, infatti, \u00e8 soprattutto analizzare. E la materia da analizzare, innanzitutto, \u00e8 fondamentalmente il passato con tutte le sue componenti. \u00c8 dalla globalit\u00e0 e dall\u2019esaustivit\u00e0 di questi fattori che la previsione del futuro pu\u00f2 avvicinarsi alla reale verit\u00e0. Molto spesso i futurologhi concepiscono il futuro come se fosse predeterminato, in modo meccanicistico, come se fosse separato dal volere operativo degli uomini: \u00e8 una delle ragioni per le quali essi si sbagliano cos\u00ec spesso. Ormai\u00a0 pure i declinisti pi\u00f9 apocalittici, quelli che si lanciano in previsioni di una guerra mondiale molto prossima, prendono la precauzione indicando l\u2019eventualit\u00e0 che gli uomini non facciano nulla nel frattempo&#8230; \u00c8 infatti l\u2019azione o la reazione degli uomini e i loro atteggiamenti che naturalmente determinano il corso della storia compresi i suoi sviluppi. In altri termini la futurologia in s\u00e9, come \u201cscienza\u201d divinatoria o \u201coggettivamente\u201d calcolabile, non esiste veramente: tutto dipende dalla libert\u00e0 umana che agisce dopo la previsione avanzata. In ogni caso, prevedere \u00e8 indispensabile: dall\u2019attivit\u00e0 dell\u2019imprenditore e manageriale (che soprattutto \u00e8 fondata sul prevedere) alla vita personale di ciascuno (che prende tutta la sua sostanza e il suo senso nella progettualit\u00e0 vocazionale), ci sono le ragioni per cui i futurologhi, malgrado le loro inevitabili cantonate, non saranno mai disoccupati.<\/p>\n<p>Quali sono i fattori che permettono ad una previsione di non dover mai arrossire di fronte alla realt\u00e0?<br \/>\nChe ci si ricordi che\u00a0 l\u2019attuale crisi economica, per esempio, non \u00e8 stata prevista da alcun futurologo&#8230;<br \/>\nInnanzitutto la previsione deve fuggire come la peste ogni premessa ideologica oppure le \u201cteorizzazioni\u201d automatiche e prestrutturate: esse finiscono sempre per sovrapporsi alla realt\u00e0 manifestando molto presto la loro incompatibilit\u00e0 con la veridicit\u00e0 sul processo concreto che realmente si installa nelle cose. Gli uomini (\u00e8 di loro che si tratta) possono sempre sbagliarsi ma difficilmente \u2013 \u00e8 anche abbastanza sicuro! \u2013 insistono nella stessa colpa. Il ventesimo secolo si \u00e8 svolto facendo cadere almeno le tre pi\u00f9 grandi ideologie che l\u2019hanno attraversato forzandolo storicamente: il nazismo, il fascismo e il comunismo. Attualmente, un\u2019altra ideologia sta imponendosi come dominante. Essa vuole assicurarsi il predominio su ogni altra entit\u00e0 con un totalitarismo arrogante proprio della maggioranza detta democratica e politica. Si tratta dell\u2019idea secondo cui il potere dello Stato \u00e8 pi\u00f9 importante e deve essere dominante sulla Persona che invece si presenta sempre con la sua intangibile e mai sottomessa libert\u00e0.<br \/>\nA partire da questa falsit\u00e0 ontologica \u2013 detta nichilismo statalista e relativista \u2013 tutte le previsioni dei futurologhi (la quasi totalit\u00e0), di questo suo \u201cpensiero unico\u201d, sono falsificate. Queste sono tutte dipendenti delle due grandi teorie storiche che, malgrado le enormit\u00e0 dei loro inganni, sono ancora oggi di grande attualit\u00e0, sebbene con applicazioni diverse: il maltusianesimo di Thomas Robert Malthus e la ciclicit\u00e0 ricorrente di Nikola\u00ef Kondratieff. L\u2019uno detto \u201cliberale\u201d e l\u2019altro \u201ccomunista\u201d. Il primo affermava\u00a0 che l\u2019umanit\u00e0 non poteva che essere in crisi in quanto essa aveva troppa popolazione gi\u00e0 due secoli fa (mentre non c\u2019era pi\u00f9 di un quinto della popolazione attuale!); il secondo \u00e8 giunto a farsi fucilare da Stalin a causa della sua teoria sulla ciclicit\u00e0 \u201cobiettiva\u201d e progressiva delle crisi economiche (da cui anche il \u201cfatalismo russo\u201d!). Questa ciclicit\u00e0 entrava naturalmente in concorrenza con l\u2019altro progetto determinista e utopico del comunismo (marxista-leninista) con la sua \u201cinaggirabile\u201d rivoluzione proletaria.<br \/>\nAncora nei nostri giorni questi principi ideologici scellerati sono operativi presso molti futurologhi attuali che non esitano ad \u201caggiornare\u201d questi due errori colossali e storici: nella nuova teoria che li rende altrettanto ciechi di fronte alla denatalit\u00e0 humana (che ha fatto crollare progressivamente la domanda interna degli Stati occidentali da mezzo secolo); e di fronte ai debiti pubblici colossali degli Stati (di cui gli interessi costano somme annuali proibitive e economicamente paralizzanti). Queste due aberrazioni dalle dimensioni e conseguenze gigantesche non sono mai state individuate dai futurologhi contemporanei.<\/p>\n<p>Queste due ideologie oggi coniugate, oltre che ciascuna separatamente ingannevoli, non hanno altra giustificazione che l\u2019edonismo anche un po\u2019, e sempre pi\u00f9, straccione nella nostra epoca: permettere di fare vivere le attuali generazioni adulte al di sopra dei loro mezzi. Che ce lo si ricordi: i debiti statali continuano ad accumularsi senza mai essere stati rimborsati. Essi sono stati messi immoralmente sulle spalle delle generazioni future! Una conseguenza non trascurabile \u00e8 stata anche il fatto di avere cos\u00ec creato una classe di nuovi \u201cparassiti\u201d (i finanziari creditori) che anche papa Francesco non smette di criticare come una anomalia devastatrice del nostro tempo.<br \/>\nReagir\u00e0 la nostra generazione di adulti \u00e0 questo stato di cose disastroso che ha gi\u00e0 caratterizzato la nostra era?<br \/>\n\u00c8 da questa possibile reazione provvidenziale se le previsioni pessimiste, molto pessimiste, dei futurologhi si avvereranno o no.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La previsione del futuro \u00e8 forse l\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 universale e quotidiana degli uomini: ogni essere non fa che pensare al proprio avvenire, ai suoi progetti, ai suoi desideri che per definizione sono infiniti. 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