{"id":1307,"date":"2015-09-27T09:45:57","date_gmt":"2015-09-27T08:45:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1307"},"modified":"2015-09-28T11:11:12","modified_gmt":"2015-09-28T10:11:12","slug":"quali-sono-i-valori-e-i-contenuti-che-i-nonni-di-fianco-ai-genitori-devono-tramandare-alle-generazioni-seguenti-come-stabilirne-le-gerarchie-soprattutto-nella-nostra-epoca-fondamentalmente-nichilis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francamente2.com\/?p=1307","title":{"rendered":"Quali sono i valori e i contenuti che i nonni (di fianco ai genitori) devono tramandare alle generazioni seguenti? Come stabilirne le gerarchie soprattutto nella nostra epoca fondamentalmente nichilista?"},"content":{"rendered":"<p>Sto compiendo il mio settantaduesimo anno e lavoro sempre nell\u2019impresa da me fondata. Mia madre, bisnonna, \u00e8 alla novantottesima primavera. Non \u00e8 rarissimo vedere attorno a noi centenari: alla messa della mia parrocchia a Bruxelles, la raccolta delle offerte \u00e8 realizzata in piena naturalezza da una <em>giovinetta<\/em> molto vispa che questa estate ha festeggiato i suoi&#8230; 102 anni.<br \/>\nI demografi scrivono articoli socioeconomici spesso giustamente allarmistici sull\u2019invecchiamento della popolazione, forse dimenticando sistematicamente che Matusalemme \u00e8 morto solo a&#8230; 969 anni (la Bibbia lo dice prima che se ne si faccia la persona pi\u00f9 mitica per la longevit\u00e0).<br \/>\nQuando ho cominciato a lavorare in officina nel 1959, il primo funerale cui ho assistito attivamente era di un collega di lavoro che aveva appena 65 anni: aveva da poco incominciato la sua pensione e non era stata giudicata cosa molto sorprendente dagli altri operai il fatto che sia passato a miglior vita cos\u00ec presto.<br \/>\nLa vecchiaia \u00e8 diventata cos\u00ec l\u2019et\u00e0 pi\u00f9 duratura e pi\u00f9 importante in disponibilit\u00e0 relazionale nella vita.<br \/>\nE siccome i nonni sono stati sempre definiti tra gli educatori pi\u00f9 qualificati per l\u2019infanzia e la giovent\u00f9, stanno riprendendo un ruolo ancora pi\u00f9 centrale nella continuit\u00e0 generazionale delle famiglie. Non fosse che per la durata della loro vita e per la funzione (ancora molto nascosta, ma sempre meno) del loro intervento \u00a0in rapporto ai genitori, loro figli, e nei confronti dei figli nipoti. Questa funzione \u00e8 oggi (e si prospetta anche per il futuro) molto economica e molto sussidiaria a causa delle enormi difficolt\u00e0 degli attuali giovani genitori in piena crisi socioculturale e anche, in sovrappi\u00f9, antropologica.<br \/>\nCome si sa per evidenza che i nonni costituiscono per antonomasia gli attori protagonisti del tramandare della tradizione, il loro ruolo nella moderna struttura della famiglia \u00e8 molto gi\u00e0 evoluto. Ma la famiglia \u00e8 il nocciolo centrale della societ\u00e0 che s\u2019\u00e8 pi\u00f9 degradato, al punto che la Chiesa (e non solamente) la considera l\u2019entit\u00e0 pi\u00f9 malata e nel bisogno pi\u00f9 acuto di terapie intensive.<br \/>\nQual \u00e8 dunque questa nuova funzione dei nonni? Quali sono i valori ai quali sono chiamati a collaborare attivamente con i genitoi nell\u2019educazione dei bambini e pi\u00f9 grandi? Come possono contribuire, con la loro proverbiale esperienza vitale e culturale, a gerachizzare i contenuti critici di fronte alla nuova visione esistenziale che la societ\u00e0 contemporanea sta imponendo in ci\u00f2 che viene definita la devastazione del \u201cpensiero unico\u201d?<br \/>\nPonendomi queste domande ho trovato la risposta per l\u2019adesione all\u2019associazione <em>Nonni2.0 <\/em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nonniduepuntozero.eu\">www.nonniduepuntozero.eu<\/a> (in francese <em>grands-parents<\/em>, nozione che preferisco all\u2019italiana in quanto mi indica l\u2019analogia famigliare comparativamente e educativamente di pertinenza).<\/p>\n<p>Per educare \u2013 lo si sa, anche se nei nostri giorni non se ne tiene arbitrariamente conto \u2013 \u00a0bisogna ben saper \u201ca che cosa\u201d e \u201ca partire da che\u201d: vale a dire verso la salvezza dell\u2019uomo annunciata nella storia di vari millenari (compresa soprattutto la Rivelazione) e nella situazione attuale dove questa Tradizione \u00e8 negata; e si cerca di reinventarne il martello e la ruota, sebbene con la pretesa e \u201cportentosa\u201d tecnoscienza. Bisogna educare (rieducare) alla creaturalit\u00e0, all\u2019appartenenza: l\u2019uomo \u00e8 innanzi tutto una \u201ccreatura\u201d che \u00e8 stata creata da, logicamente, un Creatore (dunque anche dei suoi stessi genitori); e lo stesso uomo \u201cappartiene\u201d alla sua trascendenza, non \u00e8 una monade solipsistica che appartiene solo a s\u00e9 stessa (dunque al proprio nulla). Dall\u2019educazione religiosa (che vuol dire <em>religata<\/em>, gi\u00e0 dal proprio etimo) tutto dipende. E senza di essa ci si ritrova inevitabilmente nel relativismo nichilista dell\u2019esistenza contemporanea che cerca di inventare tutto come se il cosmo si trovasse oggi solo al suo<em> bing-bang<\/em>. Quest\u2019ultimo per\u00f2 e a sua volta, esso stesso appartenente ad un Soggetto superiore e Creatore. Di questo principio fondamentale e generatore (che la Tradizione ha chiamato Fede), discende l\u2019analisi del reale, vale a dire l\u2019\u201da partire da cosa\u201d, cio\u00e8 l\u2019attuale situazione culturale, economica e politica. In effetti, una educazione che fa astrazione da questo \u201da partire da cosa\u201d, dalla realt\u00e0, dalla situazione nella quale si vive, non \u00e8 certamente una vera educazione. Cos\u00ec essa non fa cos\u00ec che avallare oggettivamente, ed anche molto efficacemente, la non educazione oggi individualistica e arbitraria del potere dal \u201cpensiero unico\u201d riduzionista. Il quale porta fatalmente all\u2019imperante statalismo edonista sul gobbone dello Stato, dunque a spese delle generazioni seguenti!<br \/>\nQueste sono i contenuti e le priorit\u00e0 principali di un vero processo educativo nella nostra era.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 anche una ragione specifica per la quale la funzione educativa dei nonni diventa \u2013 dovrebbe diventare \u00a0\u2013 \u00a0ancora pi\u00f9 esemplare, soprattutto grazie alla dimensione sociale e storica.<br \/>\nQuesta generazione di nonni \u00e8 la stessa che si \u00e8 resa responsabile, anche politicamente nell\u2019ultimo mezzo secolo, della generalizzazione dell\u2019ideologia del nichilismo e della sua conseguente ideologia statalista (con i suoi giganteschi debiti pubblici che aumentano continuamente&#8230;). L\u2019affermazione del dominio, a tutti i livelli, dello Stato sulla Persona, dotata della sua libert\u00e0 sacra e intangibile, non \u00e8 mai stata cos\u00ec alta e operativa!<br \/>\nIl fatto che dei nonni si rendano protagonisti di promuovere e di divulgare questa analisi, pure autocritica, pu\u00f2 solo aggiungere valore alla verit\u00e0 di questo rapporto radicale con il mondo contemporaneo. E sappiamo tutti come il nichilismo che si vuole dominante neghi totalmente la possibilit\u00e0 dell\u2019esistenza stessa della verit\u00e0.<br \/>\nIl valore di una educazione globale \u00e8 sempre cos\u00ec il risultato di un ancoraggio coniugato nella verticalit\u00e0 del Cielo e nell\u2019orizzontalit\u00e0 della Terra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto compiendo il mio settantaduesimo anno e lavoro sempre nell\u2019impresa da me fondata. Mia madre, bisnonna, \u00e8 alla novantottesima primavera. 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