Il Cristianesimo, alla base e al vertice di tutta la civiltà più importane e universale (l’occidente), non è mai stato ingenuamente ottimista. I Vangeli, per esempio di Luca e Giovanni, ripropongono l’interrogativo avanzato da Gesù stesso se, al Suo ritorno tra gli uomini, troverebbe ancora della Fede! Si incontrano parecchie citazioni sulla venuta trionfale dell’Anticristo già nel Giudaismo precristiano, nell’escatologia di san Paolo e di altri Apostoli nelle loro lettere… Anche il possibile più grande filosofo, detto nichilista, Nietzsche, aveva constatato la “Morte di Dio” e l’avvento anticristico! Cos’è allora la Speranza per il Cristiano?

La vita degli uomini sembra danzare tra le due polarità che l’attraversano continuamente: il dubbio umano però sublime della Fede inchiodata alla Croce; e la certezza infernale della “poesia” del Rinascimento fiorentino dei Medici che celebra l’immanenza del presente senza strategia.
Il più grande mito contemporaneo falsificato è certamente quello per cui la storia è una successione di progressi che non fanno altro che far progredire la vita e la civiltà dell’umanità. Esso è talmente diffuso che ci si crede sia a sinistra e sia a destra. Si tratta della più grande vittoria della sinistra storica a cui appartiene, originalmente, l’idea detta giustappunto “progressista”!
I progressisti la diffondono da secoli con la loro visione ideologica, solo e appena di origine cristiana, fondata sulla seconda virtù teologale: la Speranza! Ma ciò era ancora valido realmente quando la civiltà, quella occidentale, era integralmente cristiana. E questo, prima della decristianizzazione delle società dette da allora della morte di Dio, in corrispondenza, all’inizio, del denominato Rinascimento. E delle agglomerazoni massificate progressivamente senza Dio e le Sue leggi cattoliche. Si è visto così che il progresso che i filosofi chiamano la “technè”, la sciagurata civiltà attuale detta della tecnica alla base della crisi post-moderna, che sta dando gli ultimi colpi di grazia, con tutta la sua devastazione, alla civiltà anche planetaria. In realtà, gli uomini hanno sempre sguazzato, da almeno due millenni, tra la polarità costituita dai principi cattolici e da quelli gnostici e laicisti. Fino a prefigurare la sconfitta del Cristianesimo dopo l’uscita dal lungo periodo del Medio Evo dove era prevalente il modello teocentrico e antistatalista. In Italia, dove Firenze e Roma erano al centro del mondo con la generazione dei Medici, impazzava una poesia scritta da Lorenzo il Magnifico che recitava: “Quant’è bella giovinezza, di doman non c’è certezza“. Per poi passare a celebrare l’immanenza di un eterno presente senza alcuna vera trascendenza. Era il primo grande passo dello sradicamento del messaggio divino della Croce, da abbandonare assolutamente da parte delle nuove forze irreligiose, dapprima sul piano filosofico e poi praticamente, in rapporto alle società e alla vita degli uomini.

La Libertà degli uomini, sia quella dell’arbitrio diabolico che della vocazione salvifica divina, conduce questa danza sotto l’egida del “Peccato originale”: la strategia mondialista del NOM.
Gli uomini provenienti dal Medio Evo, inebriati dall’idea certamente falsificata del Cristianesimo medievale per cui esso fosse “oscurantista”, mentre tutta la storiografia – tutta! – ha mostrato e mostra naturalmente il contrario, hanno passato il testimone al Rinascimento. Le arti umaniste e i mestieri tecnologici, come gradatamente scientifici, hanno continuato il volo che il precedente monachesimo europeo aveva sviluppato. E ciò durante quello che giustamente era stata chiamata l’Era delle architetturalmente splendide cattedrali… Siccome ogni uomo è sottoposto ontologicamente all’eterno “Peccato originale”, l’ateismo razionalista uscito dalla filosofia esclusivamente umana e in opposizione a quella della teologia cristiana, accusata di tutte le possibili calunnie (che ancora resistono alla nostra epoca), di questa falsa cultura antireligiosa ha trovato nei nostri giorni il suo terreno più fertile. Almeno al livello delle masse sempre più massificate di iper-consumismo diventato, nell’ultimo secolo, anche rapidamente e fatalmente straccione: lo statalismo ideologico ed endemico è giudicato ormai irreversibile. I debiti degli Stati aumentano per conseguenza continuamente. Essi hanno ormai ipotecato il futuro di parecchie nuove generazioni.
La cosa non è solamente sul piano economico parassitario, ma soprattutto sul piano culturale della sua concezione pseudo-edonista e di abbrutimento spirituale: i giovani perduti per generazioni sul piano ideale da cui deriva la sciagurata strategia sia politica che economica attuale, in effetti sono caduti nel tranello di ciò che viene definito il “pensiero liquido e unico” che domina oggi al livello planetario. E che ha ormai devastato quasi completamente anche le sedicenti democrazie,   trasformandole in regimi realmente totalitari concepiti irreversibili e considerati pure irriformabili. Questa ideologia è stata unificata dai grandi poteri finanziari internazionali e della digitalizzazione informatica, particolarmente sostenute dalle ideologie dai grandi investitori molto riservati se non proprio occulti: i massoni già molti secoli di cui gli alleati anche involontari sono pure attualmente gl’innumerevoli politicanti (soprattutto di sinistra, ma più pericolosamente dai sedicenti liberali) che dominano nei vari partiti nell’Unione Europea e all’ONU (gli onusiani!) il trionfante mondialismo. Essi sono tutti sottoposti al progetto NOM (Nuovo Ordine Mondiale) che sta realizzandosi strategicamente come mondialismo gnostico naturalmente inumano in opposizione al globalismo dell’universalismo cattolico. Una sorta questa, molto più orribile dello Stato del Leviatano di Hobbes, quello degli uomini tra loro lupi (homo homini lupus). In una maniera anche implacabile, indipendentemente dalla consapevolezza attiva dei loro attori politicisti, pure leader “fieramente” missionari.

Alla fine dei Tempi, la Trinità ha già assicurato il trionfo del Regno dei Cieli, anche dopo la totale devastazione catastrofica e antiumana dell’azione abominevole dell’Anticristo.
L’amore creatore e veramente creativo della Trinità ha già garantito che alla fine dei Tempi la vittoria sarà del regno dei Cieli, del progetto escatologico cosmico e salvifico: in ogni modo esso sarà assicurato. È questo il Piano misterioso e massimamente paterno del Creatore. Dal punto di vista dell’umanità, invece, rimane la domanda emblematica posta da Gesù sulla Fede e dopo l’azione terrificante che san Giovanni aveva già annunciato nel suo Vangelo: “Il primo della serie degli Anticristi – diceva – è già nel mondo” (e questo, dunque, da due millenni). Il tempo cioè di un battito di ciglia del Dio Trinitario! Si tratta di uno dei prezzi dell’amore di Dio per la Libertà dell’uomo, di cui questi è così spesso inconsapevole o disinteressato. È anche per questa semplice ragione non demagogica che il Cristianesimo non solamente è la sola vera religione tra le favole e le mitologie di tutte le altre false religioni. Queste naturalmente, sono tutte scandalizzate dal Dio cattolico inchiodato e morto sulla Croce. Esse possono solo prendersi beffe, intrise di vana e vuota volontà di potenza mondana ed esclusivamente umana. Invece è nell’obbedienza vocazionale alla volontà di Dio, ordinatore di tutto l’universo e di ogni filo d’erba, che è nascosto lo splendore della Verità, quella più potente di tutti i destini non scaturiti dalla umanamente e inimmaginabile Risurrezione. Solamente la dimenticanza della propria nascita gratuita e la teleologia della morte necessaria per ogni uomo, l’alfa e l’omega dell’Essere, che può spiegare l’umile follia della Croce e dell’impensabile Risurrezione pasquale. Che, naturalmente, aveva sorpreso anche tutti gli Apostoli.

Il dovere dei Cristiani è quello, contro ogni apparente evidenza, di coltivare la propria Fede nella Salvezza cattolica, la sola che l’ha scampata indenne tra gli orrori della storia umana.
Che devono fare dunque i piccoli ometti che noi siamo, e che pure i Greci antichi non osavano nemmeno chiamare altrimenti che i “mortali”! Due sole piccole cose molto semplici sono da perseguire. Innanzitutto, chiedere religiosamente a Dio di essere salvati dalla follia massimamente narcisa: in quanto non è possibile salvarsi, con ogni evidenza, da soli.
E secondariamente, manifestare pubblicamente, nella continuità sempre necessaria, non solamente l’amore di Dio ma l’Adorazione per il suo Essere supremo, incarnato da Gesù Cristo identificato nell’impenetrabile e insondabile mistero Trinitario dello Spirito Santo.
Che altro, nella pertinenza, esiste ancora? Sì, si stratta di essere obbedienti, per tutto semplificare, alla Chiesa petrina e non solamente papista ed ereticamente modernista, in quanto si sa certamente, soprattutto grazie alla Rivelazione, che l’Anticristo non risparmia nemmeno il Papato!
In effetti, con il primo obbligo, quello dell’implorazione di essere salvati, si deve giungere alla prima scelta di ogni uomo: la preghiera. Per entrare eternamente nella Grazia e al cospetto di Dio, si sarà giudicati personalmente e singolarmente. E quindi, si sarà statuati dalla propria testimonianza pubblica nella propria vita in rapporto alla Verità, al suo splendore, che potrà  solo essere pubblico. Come tutta la vita adulta e di missione di Gesù. Poiché il Regno di Dio comincia qui su Terra, nel nostro mondo. Non solamente nella nostra era, il peccato primo e generatore di tutti gli altri è lo statalismo, cioè la supremazia dello Stato su Dio. Preghiamo.

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