Infine si ricomincia a parlare, in periodo di coronavirus, di far uscire l’Italia dall’Euro. E di riaprire il problema del partito laico cattolico dopo la scervellata diaspora dei cristiani a sostegno dei partiti borghesi più o meno gnostici. Nel frattempo, l’orribile ideologia dispotica mondialista continua ad avanzare presso le masse sempre più subordinate nella loro dannazione, anche in una Chiesa eretica sebbene a intermittenza!

Si riparla di uscire dall’Euro in Italia. La sola possibilità di farsi rispettare in Europa è di minacciare non la demenziale italexit ma l’abbandono della sua moneta per veramente riformare tutta l’UE!
Non si può abbandonare il Vecchio Continente europeo al quale si appartiene, oltre che geograficamente, dalla mitica Grecia antica, che è alla base della civiltà quasi tanto il cristianesimo romano. Ma uscire dall’oppressione totalitaria, dalle sue “leggi” imposte per l’adozione inconsiderata e molto prematura soprattutto della sua moneta così scellerata, è una questione vitale di libertà sempre più evidente nell’interesse di almeno molti popoli. Durante una relativamente lunga pausa, non si era molto più parlato di questo soggetto. L’impoverimento (anche artificiale) provocato dal Covid ha riportato all’attualità la questione, resa clamorosa dall’egoismo reiterato di parecchi Paesi detti “renani”. Essi sono diventati piuttosto predatori, particolarmente in rapporto ad altri Paesi europei con alla loro testa la sempre potente Germania. Il compimento della brexit britannica è stato un grave errore essendo che questo Paese, storicamente e geograficamente europeo, non aveva – molto giudiziosamente – mai aderito all’Euro. Tutti i perversi Trattati europei, a partire da quello di Maastricht nel 1992, sono stati concepiti in funzione dell’adozione della divisa unica, sette anni dopo, ma sempre ben anticipativamente ai processi  politici ed economici di omogeneizzazione dei suoi Paesi membri. L’uscita della Gran Bretagna dall’Europa politica, sebbene certamente molto indifferente o vantaggiosa tatticamente per la sua economia, è un grave difetto sul possibile piano strategico sempre ancora possibile: parecchi osservatori, probabilmente troppo ottimisti, hanno già “profetizzato” il suo grande rientro nell’UE allorquando tutti i problemi attuali saranno appianati. Questa brexit ha, in ogni caso, resa critica l’attuale possibile uscita dell’Italia, Paese fondatore e troppo relativamente importante, economicamente e sul piano geopolitico, perché la sua possibile italexit non possa mettere in crisi totale tutto il progetto europeo. Attualmente, dopo preparazione scrupolosa, potrebbe essere sufficiente minacciare realmente l’uscita dall’Euro per rimettere in negoziazione tutti gli ingiusti Trattati europei! L’attitudine parassitaria di certi Paesi dell’Unione attuale dovrebbe quindi molto moderarsi nella sua tendenza comunque predatrice e anti- comunitaria, come la Francia (in grave difficoltà in questi ultimi anni, malgrado il suo perverso partenariato privilegiato e dirigista con la Germania), come l’Olanda (configurata dopo molti anni come inaccettabile paradiso fiscale), l’Austria (dalla memoria storica molto corta), oppure la Finlandia (di una importanza economica globale limitata, come altri membri). Almeno altrettanto è quanto dovrebbe pure innovare la Germania stessa, molto ordo-economica eccedentaria, che ha già troppo approfittato del saccheggio non solamente greco…
Ognuno di questi Paesi sedicenti molto europei della ormai troppo gnostica e mondialista Unione Europea, e non più dell’iniziale e cattolica Comunità Europea, non intende oggi  veramente altri linguaggi d’interlocuzione nel “dialogo” continentale!

La mancanza di consapevolezza del disastroso progetto mondialista gestito dall’attuale potere massificato in Europa e in Italia, rende tragico il totalitarismo dominante a livello planetario.
La dittatura economica va sempre di pari passo con quella ideologica e culturale. Attualmente, ne costituisce pure la premessa detta “mercatista” (Tremonti) allo scopo di fare emergere sempre più il despotismo imposto, in modo apparentemente inevitabile. Il livello culturale generalizzato delle popolazioni oggi dette democratiche è quasi unanimemente giudicato molto elementare fino alla credulità più disarmante. Tanto più che ormai il sistema di manipolazione è organizzato con innumerevoli mezzi mediatici, giorno e notte. Questi non fanno altro che ridurre il livello di coscienza critica dell’uomo già massificato. È qui che si costituisce il prototipo referenziale più diffuso delle nostre società d’iperconsumismo. L’ideologia dominante mondialista e conformista da parte di coloro che dispongono il potere della prevalenza sulla cultura generale, è quella mistificata del “buon senso”, irreligiosa e piuttosto  volontariamente ignorante. Soprattutto che essa è quasi completamente assente presso le classi intermedie più importanti e produttive, la cui coscienza è resa totalmente riduzionista in rapporto ad un materialismo fatalmente subordinato e illiberale.
Ma cos’è questo mondialismo dominante? Si tratta dell’ideologia la cui origine risale a un buon mezzo millennio e che si è progressivamente imposta per propaganda quasi totale nella filosofia e nella cultura detta da allora moderna. Quella diffusa dalle sempiterne forze massoni  e, nell’ultimo secolo, da quelle similmente onusiane. Una cultura, questa, nichilista dal pensiero unico, semplicistico e pseudo-razionalista, funzionale solo apparentemente alla pura fattualità manipolabile. E al molto debole livello culturale generale. Esso ha pure l’intenzione, da sempre del resto, di rimpiazzare la completa e complessa cultura religiosa, ma sempre vera e indispensabile, che ha preceduto ciò che si è definita la Morte di Dio. Una sorta, dunque, di nuova falsa religione senza Dio e, a termine, senza Chiesa. E, ben inteso, laicista: contraria ad ogni trascendenza orribilmente sincretica, in sovrappiù panteista e soprattutto statalista. Essa veicola una visione del mondo totalmente immanente, antropologicamente centrata sull’apparente semplicismo dell’uomo rimasto o diventato primitivo, che si crede però onnipotente e auto-realizzatore autonomo e tecnicista.
Il suo livello critico è stato ridotto quasi in sostanza a zero. Ma soprattutto, questa concezione delirante e di massa è totalmente relativista e attivamente devastatrice di tutte le religioni più o meno trascendenti e globalmente ancora umanoide. È quasi di comune opinione credere che siffatta nuova ideologia totalitaria sia realmente salvifica per il genere umano che ha, molto immaginariamente, “eliminato ogni contraddizione” e divergenze superflue, inutilmente “divisive” tra le religioni. Dunque, si ha la totale falsificazione cosmica, resa tirannica e denominata Nuovo Ordine Mondiale (NOM).
Per i modernisti, anche quelli nella Chiesa cattolica detti dell’eretica “Nuova Chiesa” rahneriana, tutto deve essere incomprensibilmente “nuovo”. In realtà, questa ideologia si è già rivelata storicamente come la più pericolosa e totalitaria mai inventata dall’uomo. Il quale – si sa – non può salvarsi da solo, in supplemento, a partire anche da una illusoria definizione auto-coercitiva…

La Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) rimane – è ovvio – l’unica possibilità di riunire culturalmente e politicamente il solo nucleo di umani liberi e razionali, nell’unica Verità eterna e divina della Fede.
Il pensiero supremo della Verità (del Logos) proprio al cristocentrismo cattolico è in grado di essere di riferimento indiscutibile per tutti e ognuno, sotto l’evidenza della nostra civiltà plurimillenaria.
Come allora rendere possibile un’unità permanente tra uomini fatalmente separati dall’individualismo divisivo provocato da tutta la nostra crisi totale? Il processo antireligioso degli ultimi secoli – dal Rinascimento al movimento sessantottesco che ha “definitivamente” quasi ucciso l’idea di paternità, dunque, dell’Autorità trascendente – come potrebbe costruire un partito centripeto e antimodernista moderno, ben teleologico, destinato a combattere l’idea distruttrice, relativista e inevitabilmente schiavista del mondialismo ideologico NOM?
Secoli di ricerca filosofica hanno portato, sostanzialmente, solo all’incertezza tanto falsa quanto quella iniziale eternamente gnostica, reiterata nel tanto falsificatore quanto iniziale interrogativo di partenza: vedi la dubbiosa, conclusiva e sconvolgente questione ambigua di Heidegger, il più grande filosofo nichilista del ventesimo secolo, verso la fine degli anni ’60 e della sua vita!
Il quale interrogativo aveva già cominciato a polverizzare l’unità della civiltà religiosa col suo solo porsi. In realtà, unicamente l’assise della Rivelazione, con la mediazione della sua Chiesa, può permettere ed ha permesso la soluzione eterna, durante millenni: nella sua lotta primaria contro il dannato statalismo. Vale a dire, il tentativo permanente da parte delle strutture umane degli Stati di prevalere su quelle della Chiesa cattolica e sul suo insegnamento metafisico fondato sulla Fede.
Questo, quantunque l’attuale crisi profonda disponga come dono della chiave di Verità eterna. E del patrimonio immenso della sua Speranza razionale trinitariamente salvifica, la vera e unica nella storia. Essa è tutta riassunta, specificamente sul piano sociale e politico, nella DSC e nella grande tradizione teologica concentrata nel volume “Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa” pubblicato in plurilinguismo dal Vaticano, nel 2004. Questa sintesi gigantesca è continuamente approfondita dal Dicastero ecclesiale che non è stato toccato, miracolosamente, dalla crisi gravissima del modernismo. L'”Osservatorio Internazionale Cardinal Van Thuân”, sotto l’alto patronato emerito dell’arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, e sotto la direzione del geniale Stefano Fontana, grande esperto in scienze sociali e divine cattoliche, è stato edito (in molte lingue) l'”Undicesimo Rapporto sulla DSC” (Cantagalli, Siena). Vale a dire l’aggiornamento, in pratica annuale, sullo stato della reale realizzazione del Magistero ecclesiale, guidato dal Santo Spirito, nei differenti continenti e Paesi del mondo. Ecco dunque l’indispensabile guida pratica che permette di sottrarsi ad ogni sperduto politicante e in deriva nelle fatali tendenze di eresie laiciste e liberticide.
Nelle quali finiscono per perdersi, anche e sempre, tutti partiti politici malati, con gradi più o meno gravi di gnosticismo. È illusorio pensare sfuggire al pericolo per ogni militante cattolico, nell’ingaggiarsi nelle attività di Bene Comune, senza premunirsi rigorosamente e strutturalmente sotto l’Autorità di questo Dicastero del “fondamento politico” del cattolicesimo. In sovrappiù, garantito delle indicazioni del presidente onorario e del direttore Fontana, sei grandi specialisti internazionali, in compagnia di undici altri scrittori rettamente cattolici, si sono dedicati a redigere i 17 saggi di analisi pertinenti e molto intelligenti sulla situazione religiosa e politica mondiale di questo Rapporto. Per un totale di più di 200 pagine e riferendosi anche a numerose encicliche, questi saggi approfondiscono i principi del “risveglio delle nazioni sovrane” in corso.
E questo a partire anche dei postulati politicisti e nichilisti di Thomas Hobbes (Homo homini lupus, è un suo famoso titolo) et del pensiero ben protestante di Max Weber. Le fondamentali distinzioni critiche tra lo Stato, nazione, popoli, comunità politiche, sussidiarietà e Verità della DSC sono restituite nell’ordine che solo permette di produrre una politica razionale e umana: soprattutto nella Verità. Almeno come referenza critica per ogni operatore che, a difetto delle quali, non fa altro che, fatalmente, produrre l’attuale caos mondano e mondiale!

Codesti politicanti, giornalisti e altri asserviti (spesso senza che lo sappiano o in buona fede”), domandano con insolenza chi sono gli attuali schiavisti: ben nascosti, mai ben identificati.
Privi di questo insegnamento DSC oceanico e di una, in ogni caso, rara profondità teologica e filosofica, si può solo cadere vittime nelle eresie. Soprattutto in un’epoca dove il clero centrale del Vaticano e il Papa stesso non sono per nulla certi di non scivolare nelle tendenze eresiarche del modernismo. Anzi, molto spesso ne sono i più attivi promotori.
Il quale modernismo è stato definito da san Pio X, fin dal 1907, la “sintesi anche dettagliata di ogni deviazione teologica della storia“. Sebbene attualmente in modalità intermittente.
L’utilità di questo Dicastero, molto prezioso, è naturalmente universale. Esso è indispensabile come testimone di referenza per ogni partito borghese che si proclama, indebitamente. E questo a volte anche coerente coi principi cattolici ad essi pure sconosciuti: almeno nelle fasi elettorali – come d’abitudine – allo scopo di catturare i voti dei fedeli che sono, anch’essi, sempre meno preparati, sul piano dottrinale come su quello pastorale… I politicanti e i giornalisti, a loro volta correntemente molto increduli, ignoranti e di formazione gnostica pure nichilista, hanno l’aria di voler persino insegnare alla Chiesa anche la sua propria Dottrina, alimentando l’anarchia caratteristica già dominante della nostra era.
È evidente, tuttavia, che la diaspora dei cattolici ha in ogni caso ottenuto qualche risultato che si potrebbe discutibilmente definire positivo, raro e personale (ma mai veramente politico!).
La confluenza di (quasi) tutti i cristiani in un solo partito, del resto non facile da costruire, è e resta
da più di un quarto di secolo un problema non risolto. Così come non è risolto quello dell’adesione alla cultura sociale e politica, per conseguenza, del cristianesimo incarnato: attraverso la DSC!
Che si prendano, per esempio, le domande (sempre le stesse relative ai “Principi non negoziabili”) che diversi sedicenti giornalisti e uomini politicanti, ma anche imprenditori e scienziati indirizzano in modo pure provocatorio, senza nemmeno troppo conoscerli specificamente, soprattutto ai militanti cattolici universali in contestazione antimondialista: a riguardo dei nomi dei grandi responsabili di siffatto Nuovo Ordine Mondiale. Come se non si trattasse quasi sempre di organismi per l’appunto “anonimi”: banche, agenzie di finanziamento, multinazionali, associazioni internazionali, partiti associati a livello planetario, ecc. che in sovrappiù si dissimulano il più possibile. E fanno spesso trionfare nei dibattiti la mistificazione della loro mediocre e falsa preparazione teorica e soprattutto teologica : accusando, inevitabilmente in modo scontato, di posizioni ideologiche quelle dei loro interlocutori universali, normalmente anch’essi – a  dire il vero – poco preparati o con lacune dialettiche inaccettabili. In luogo di mettere in discussione pertinentemente la loro provocatoria ignoranza semplicistica e il loro asservimento a volte ignobilmente ben pagato… Da cui la necessità urgente di un partito cattolico, anche molto pedagogico, almeno come riferimento per tutti gli uomini razionali di “buona volontà”, cattolici compresi, preparati e non.
Il metodo d’arte perverso utilizzato correntemente, in questi casi, è quello di impiegare la sedicente “evidenza della tecnica scientista”, quella idolatrica della detta tecnica moderna presentata come “filosoficamente” irrimpiazzabile e come argomentazione pseudo-razionale e obbligata.
Per esempio, vengono utilizzati i regolamenti, mai resi veramente democratici e nemmeno molto conosciuti, dell’Unione Europea come verità eterne e inevitabili, in guisa di imposizione anche ontologica, mentre essi sono solo, molto semplicemente, necessariamente discutibili, arbitrari e  democraticamente sostituibili!  Per l’appunto, basterebbe far uscire il Paese, volta volta vittima del suo diabolico sistema monetario e contrattuale, per riappropriarsi della facoltà libera e primaria di emettere la propria moneta nazionale e sovrana (fino all’epoca ben futura in cui essa sarebbe realmente sovrana nell’allora veramente conquistata legittimità europea). Allo scopo così di disporre, come ai nostri giorni, di tutta la massa monetaria necessaria per far fronte, ancora per esempio, alla catastrofe provocata dal Covid cinese. E non più essere sottoposti agli attuali e inevitabili ricatti economici e ai “giudici” predisposti non solo arbitrariamente dalla tecnocrazia e burocrazia nord-europea di eurocrati e assimilati, ipocritamente – quelli sì – parassitari di parte!
Oppure, tra altre soluzioni possibili e sempre artatamente diabolizzate, agire sul loro valore di scambio allo scopo di rendere competitivo il prezzo di vendita di tutti i prodotti nazionali… Cosa, del resto, anche sempre già fatto profittabilmente e legittimamente.
In breve, tutta l’importanza di disporre urgentemente di un partito unico e ben cattolicamente riferito alla sola DSC magistrale e salvifica…

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