Perché i veri cattolici non sono praticamente mai riducibili ai principi e alle logiche dell’uomo mondano detto moderno? Principalmente per tre ragioni: perché il cosiddetto semplice uomo (massificato) non è affatto moderno ma «modernista»; tutta la sua logica cosiddetta concreta è erroneamente abbagliata dall’inversione tra gli effetti e le cause; e a motivo della perdita volontaria dei suoi principi umani e di civiltà per cui ora crede di essere onnipotente come se fosse diventato (con l’idolo della tecnica) Dio stesso.

L’attuale rifiuto dell’Autorità divina e morale rende l’universo massificato superficialmente e paradossalmente subordinato a tutti e a tutto. In particolare, lo fa anche schiavo del progetto mondialista che lo sovrasta senza quasi che se ne accorga: in effetti  egli  vive in una fittizia ipercriticità, preordinata al suo abbrutimento di totale subalternità eterodiretta e faziosa.
La cultura politica contemporanea, nella quale è possibile situare anche quasi tutta quella filosofica, è sostanzialmente politicista. In essa, è compresa pure quella molto osannata hideggerriana, in quanto infinitamente discussionista (fatalmente nichilista, relativista e negazionista rispetto all’eterna metafisica realistica, non solo cattolica anche prescristiana): in quanto ermeneutica e perciò strutturalmente inconcludente. Cultura, questa, immiserita della sua strategica visione riduzionista e «arricchita» dall’ormai mondialismo quasi maturo, sempre più esplicitamente sincretico. Peraltro
incomprensibile per lo stesso personale politico internazionale. E qui non parlo della – si potrebbe dire – degradazione generale del livello d’istruzione di base delle attuali masse. Le quali si addensano negl’incredibilmente privilegiati parlamenti, sul piano pure economico ad hoc; e nei ministeri che tanto parlano senza sosta negli innumerevoli schermi televisivi e mediatici del pianeta.
È infatti rarissimo che grandi uomini di cultura, sebbene artatamente mediatizzati, possano veramente essere l’espressione della civiltà con uno spessore globale: aggettivo specificatamente cattolico pure dal punto di vista storico! E questo sia del pensiero umanistico che propriamente della cultura politica.
Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Questa è anche la ragione della inafferrabilità religiosa al mondo. Quanto ai leader politici internazionali, ci si deve accontentare (si fa per dire) di una vera e propria classe di funzionarietti molto corti, sottoproletarizzati in partenza, per squallida dimensione spirituale e socio-economica disperata. Incapaci quindi anche di spiegare le linee politiche tiranniche che pure essi stessi praticano demenzialmente, dal punto di vista essenziale del progetto e dei vari progetti che le animano, a loro generale e perfetta insaputa. Desolante!

Il modernismo mondialista della molto in auge repubblica massone e onusiana è l’utopia suprema più totalitaria della storia! Essa è incarnata dai relitti ideologici materialisti e atei della post-modernità filosofica troppo fiera della propria «intelligenza» relativista e nichilista.
Il primo quinto di questo secolo appartenente al terzo millennio mostra una precisa visione politica mondiale chiaramente impostata e diretta, molto riserbatamente, da poteri sempre meno occulti.
Fra cui i componenti più frequenti sono quelli della conclamata «democrazia», gli esecutori tecnocratici quasi automatici, impersonificati da uomini di partito pronti a tutto il totalitarismo statalista socialmente possibile. Naturalmente questo personale politico è ormai massificato ideologicamente, imprigionato spontaneamente e «naturaliter»: in modo pressocché fatale nel suo ruolo di «macchina produttiva» di leggi ingiustamente nichiliste. Compresi, va da sé, i loro partiti in cui altrimenti non avrebbero fatto carriera. In un disegno politico e mondiale unitario ormai abbastanza facilmente identificabile in quanto sempre più esplicito in solo partito virtualmente mondiale, ideologico e despota. Esso stesso, in effetti, si autodefinisce spesso come mondialista e, a volte, identificato nel progetto secolare massonico e nell’organismo contemporaneo già vetusto, detto onusiano: quello noto del Palazzo di vetro new-yorchese.
Le divisioni dei blocchi geo-politici, come quelli nord-americano, russo, cinese e europeo, non sono che diversamente costitutivi di un per l’appunto formando unico partito, perlopiù sconosciuto e inconsapevole a livello di massa, detto e diretto dal «pensiero unico» e «politically correct» (controllato già minuziosamente in modo digitale anche coi telefonini). Questo è il progetto più totalitario che la storia ricordi, di un grado di despotismo mai concepito dall’uomo ai danni di miliardi di sudditi sempre più passivizzati, finalmente consenzienti e finalizzati pure come militanti!
Il fatto che le cosiddette concezioni «politiche», di destra o di sinistra, si battano ferocemente fra loro per la naturale conquista del residuale potere politico (anche in modo non democratico !) non inquieta minimamente siffatto vero grande potere burattinaio, fondamentalmente mondiale: finanziario e informatico. Il quale, già dalla prima guerra mondiale di un secolo fa, aveva cominciato a finanziare le forze in campo, più reciprocamente opposte (nazi-fasciste e comuniste). Tutte però funzionali al progetto di dominio sincretico dell’allora nascitura società tirannica di massa  (Ortega Y Gasset). È pur vero che tra le forze ora in campo ci sono – in modo pure intuitivo e apparentemente «spontaneo» – anche quelle in dispregio, generalmente dette dai media asserviti: le «cattoliche» innanzitutto e, in secondo ordine, «populiste» e «sovraniste». Esse si collocano approssimativamente e gradatamente in modo implicito all’opposizione del titanico e comunque ancora discreto imperialistico mondialismo.

L’uomo-massa contemporaneo, anche tra i più «critici», pensa di essere moderno e libero. Mentre è realmente modernista e solo molto arbitrario, pure illusoriamente nella sua volontaria dipendenza che gl’impedisce di essere veramente moderno e vocazionalmente libero.
La riuscita di siffatto piano mondiale e mondialista (ancora denominato da certuni filologicamente non troppo ferrati, «globalista»!) non può essere che mistificato ideologicamente, assecondandone tutto il movimento culturale. Il quale, da più di un mezzo millennio, sta cercando di demolire (ben riuscendoci) tutta la residua civiltà occidentale di radice e sostanza cristiana. Qualificazione questa che, non a caso, le forze liberali e quelle marxiste, tutte gnostiche, si sono rifiutate scandalosamente di menzionare nel cosiddetto progetto di Costituzione europea. Qual è questa ideologia così perniciosa e così affascinante che sembra non avere da secoli alcun ostacolo efficace, specialmente nel Vecchio continente che ne è stata la culla per quasi due millenni ? Il modernismo !
Con questo termine, sia il campo laico che quello religioso, sono stati profondamente influenzati al punto che lo Stato vi si è imposto maggioritariamente e con dominio assoluto.
Ma cosa è in sintesi il modernismo? È l’idea che tutto debba essere radicalmente rivoluzionato cancellando il passato, sul modello di un capovolgimento di tutti i valori, fino a sovvertire il principio reggente della civiltà: da quella gloriosa divino-centrica e razionale (la cattolica!), all’altra futura e già attuale «oscura» e ben mutilata, antropocentrica. Cioè da una civiltà globale umana e divina, si è passat – o se ne completando il passaggio – ad una invece solo cosiddetta umana, vale a dire  fondamentalmente materialista nella sua essenza sensitiva e pure… animale.
Si sta andando quindi da una umanità spirituale e metafisica (dalla civiltà greco-precristiana) ad una inevitabilmente degradata razionalista (non razionale!), considerata «pratica» fino all’artificiale e  assurdo del cervellotico gender. Va da sé che, così, anche il concetto di Libertà viene ridotto al libero arbitrio individuale dell’illusorio «faccio quel che voglio» in tutti i campi e sempre sotto la cappa dello statalismo mondialista. Di conseguenza si ha la rivoluzione coatta in luogo dell’evoluzione razionale della creatura consapevole, innovatrice e responsabile.

La tendenza naturale della massificata volontà di potenza modernista, relativa al desiderio di felicità, fa generalmente scambiare l’obiettivo per il mezzo: l’effetto per la causa. Facendo dimenticare che un giorno si nasce e in un altro si morirà, senza nessuna vera decisione umana!
La comprensione profonda del «Peccato originale» è, si sa, semplicissima : basta ascoltare le inclinazioni spontanee e inevitabili che ognuno percepisce naturalmente in sé. La ragione, tuttavia, non è certo la via più semplice e facile : è invece l’applicazione fatalmente più faticosa nel permettere a ché la Verità istintivamente percepita in modo autentico possa imporsi. Così come si arguisce normalmente in che modo la propria pienezza di felicità è acquisibile nelle stesse modalità del perseguimento del bene. In realtà, l’appropriazione immediata (diretta), è sempre barbarica e compresa in quanto tale: cioè come « piacere » disarmonico prevaricatore e intrinsecamente violento. La Verità della virtù teologale non è mai difficile da capire…
È la volontà virtuosa, quella non semplice da seguire che permette di distinguere nella realtà il fine dal mezzo per raggiungerlo. Si ha quindi l’effetto al posto della causa!
Il demonio che – si sa – non fa altro che separare e creare scorciatoie, è l’amico dell’opportunismo di perdizione. Per esempio, è questo il motivo fondamentale per cui non ci si perita nemmeno di costruire (non solo di fondarlo) l’indispensabile, difficile e già molto in ritardo partito dei cattolici. Il quale richiede naturalmente anche tempi lunghi: « meglio – dicono i cosiddetti fedeli – votare i partiti di successo esistenti, sebbene totalmente o parzialmente gnostici ». Perché?
Si tratta qui del nemico della logica, della prudenza e della pienezza compiuta. E naturalmente della Dottrina Sociale della Chiesa. In tal modo anche l’evidenza della propria creaturalità, dunque della semplice e indiscutibile dipendenza, veramente liberatrice nel Mistero, diventa oggetto di contesa in cui la Libertà personale entra in gioco determinante: nella fessura e nel vortice dell’intelletto separatore, quello inutilmente ermeneutico, naturalmente dell’opinionismo soggettivistico anche infinito. Che produce le verità di fronte alla Verità essenziale, unica e detta, alla occasione, dogmatica: la tremendamente liberatoria Vérità detta eterna.
È lì che la falsa ragionevolezza del relativismo filosofico ha buon gioco, oggi più di ieri, ad imporsi.
La vera intelligenza umana si misura lì, nel piccolo o grande martirio : sotto gli occhi compassionevoli ma soprattutto giusti, perfettamente giusti, di Dio e della dirimente Croce. Ed è qui che si capisce la sempre mistificata vanità dell’infinita e «prestigiosamente» autolaudata filosofia politica gnostica!

Anche i cattolici hanno tendenza a comportarsi da modernisti. E a pensare al nostro Dio Trinitario come puro spirito avulso dalla vita quotidiana, oltreché soprattutto pubblica. In fondo anche loro fanno come gli gnostici fasullamente liberi, fintamente ipermoderni e autonomi allucinati.
Mala tempora! Vien fatto di pensare, a questo punto, alla metafora del ragno raccontata da Chesterton. Esso discende dall’alto dopo aver ben ancorato il suo filo alla trave del soffitto. Per poi tessere la sua bella tela sulla quale adagiarsi comodamente in attesa delle sue prelibate mosche intrappolate tra le spire, filatee quasi trasparenti. Ma irrazionalmente, al ragnetto viene lo schiribizzo narcisista di tranciare il filo verticale a sostegno del tutto, ritenuto ormai (ahimé) autosufficiente nella sua bellezza tecnica, a suo ragnesco avviso, mirabile e perfetta.
Tutta la ragnatela, senza ancoraggio, gli si raggomitola automaticamnte addosso soffocandolo nel blocco dell’inevitabile suicidio punitivo. Ecco quanto avviene dopo aver rescisso, nell’epoca rinascimentale, il filo di sostegno a tutta la civiltà esistenziale cristocentrica. Quello dello scellerato giudizio sommariamente arrogante e ignorante (tragicamente troppo «intelligente») per cui «il Medio Evo è sempre buio e oscurantista»… L’uomo-ragno narciso e megalomane, fiero del proprio idoletto consistente nella sua supposta e illusoriamente «portentosa tecnica» totalizzante, non può che constatare la generale paralisi e la sua progressiva agonia demente.
Perdipiù falsamente moderna nella sua fatale trappola mortale e modernista da piccolo « apprendista stregone ». Questo drammatico, prevedibile e previsto destino, sta svolgendosi e compiendosi anche a causa del modernismo interno all’attuale cristianesimo, alquanto eretico della « Nuova Chiesa » romana rahneriano-bergogliana, molto nanificata. Con la tragicità dell’auto-eutanasia ad intermittenza destinata, invece e per l‘appunto, a salvare teleologicamente l’umanità scellerata e  sperduta puntualmente nelle sue stesse spire. Il tutto, forzando una rivoluzione ecclesiale totalmente fondata sulla nuova improbabile religiosità di «diverse religioni (assurdamente) con lo stesso… Dio»: non invento niente, tutto ciò è stato già detto e confermanto anche dall’attuale… Papa!
Questo è il reale  e attuale inconcepibile progetto «ecumenico», piuttosto ondivago più che cieco e intermittente del cattolicesimo post-Vaticano II. Progetto del tutto simile e conforme a quello del partito unico laicista, totalitariamente mondialista della cosiddetta sinistra internazionale (ma non solo di sinistra) sempre più tirannica e gnostica. Antisovranista e detta anche antipopulista. Preghiamo, sperando in una prossima  Chiesa cattolica veramente salvifica e cristocentrica, non solamente «esperta in umanità»!

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