Papa santo Giovanni Paolo II passerà alla storia almeno per tre parole sue: «Non abbiate paura». A garante aveva però la Trinità stessa! Lo gnosticismo profondamente miscredente dell’italiano ora medio e massificato, privo ormai della nozione del Dio sempre vivente e operante, con le conseguenze prime del coronavirus, fa capolino prepotentemente. Di uscire dall’Euro o dall’Europa anche sprezzante oltreché predatrice, o di opporsi alla pavidità di fronte al divieto governativo del culto in chiesa, si è quasi rassegnati.

Il buonismo non è mai stato religioso e men che meno cattolico! Pensare che si possano trovare mediazioni con le culture nordiche, protestanti e abominanti è patologicamente masochista.
Perché nessuno o quasi parla più di uscire dall’Euro, dalla Unione europea, dopo la Brexit?
Eppure, mai si sono palesati tanti argomenti per poterlo pretendere come ora. Non solo, ma già solo il passaggio dalla denominazione Comunità europea a Unione europea, vale a dire da una concezione cristiana (iniziale e fondativa) a quella degenerata e attualmente scellerata, la Chiesa cattolica avrebbe dovuto da molti anni opporsi a siffatta operazione mondialista e sedicente modernista dell’UE. E questo sia per i Paesi europei vantaggiati che per quelli vittime. All’opposto quindi di sostenerla apertamente e assurdamente come in questo Pontificato, soprattutto rispetto alla sua tradizione millenaria. Tutta l’ideologia massone da secoli è fondata sull’idea apparentemente contrabbandata per «moderata e pacificatrice», è invece antagonista all’escatologia cristiana che l’ha pure implacabilmente condannata e scomunicata. Ma siccome la linea dell’ultimo nezzo secolo da parte della Chiesa di Roma è diventata progressivamente e massivamente modernista, non si condanna più alcuna eresia anticattolica.

Il progressivo silenzio dei partiti borghesi apparentemente cristiani sul piano elettorale e ostili alla ricostruzione massiccia del partito laico dei cattolici che demistificherebbe il loro opportunismo.
L’ultima condanna pubblica è stata quella della scomunica del comunismo da parte di Pio XII. Il Papa più calunniato almeno nella storia moderna alquanto inutilmente in quanto modernisticamente inascoltato perfino dal suo successore san Giovanni XXIII, detto il «papa buono». Il quale fece anche un ignobile patto segreto nefasto, a Metz in Alsazia, appena prima del Concilio Vaticano II, con i vertici dell’allora Unione sovietica! Il buonismo, l’apparente riduzionismo devastante, quello del cosiddetto «pluralismo teologico» eretico all’interno della Chiesa, costituisce oggi la tendenza più  deleteria e mistificata. Ormai anche normalizzata, della guerra post-moderna «unificatrice», a livello mondiale di tutte le forze ideologiche nel pianeta. E non, in effetti,  di quelle ecclesiali. L’atteggiamento dei partiti politici è anch’esso strategicamente buonista benché la guerra tra la sinistra e la destra non sia mai stata così antagonista e feroce.
Eppure, anche queste forze politiche, in irriducibile lotta per il potere, cominciano ora a non parlare più aspramente delle inaccettabili politiche dell’UE e dello schieramento assurdamente favorevole al mondialismo riduttivista e massoneggiante del cattolicesimo vaticanense. Queste sono molto tolleranti col mondialismo di sinistra che spesso viene confuso col «globalismo», tipicamente ed esclusivamente religioso. Queste forze coincidono quasi sempre, purtroppo, con gli schieramenti per i quali si sono posti a sostegno la maggior parte dei cattolici detti «tradizionalisti». In quanto non è più in uso definirli «cattolici» senza aggettivi, obbligatoriamente nell’ovvia teologica tradizione!
Ora è pura follia credere, come è d’uso limitatamente alle scelte ritenute politicistiche che detto mondialismo possa essere disponibile a mediare con le posizioni ecclesiali. Ci sono già state infatti dichiarazioni «illuminate» di filosofi della stessa sinistra (Cacciari) appartenenti allo gnosticismo modernista, che ricordano ai cattolici che il cosidetto tollerante laicismo «li stritolerà»!
Siffatta ideologia anche dittatoriale e mondialista, principalmente pronata dal potere subalterno europeo politico, da riconcepire in opposto  totalmente, è attualmente in auge non solo in Europa, considerate pure le altre religioni già tutte allineate, per concezione o politicamente.
Esistono infatti due visioni politiche di base. Una derivata dal politicismo superficiale e spicciolo, piuttosto economico sul piano tattico e praticamente inconsapevole. E un’altra, veramente strategica e altamente ideologica da secoli chiamata «mondialista» di natura totalmente dispotica e molto riservata rispetto alle sue strutture operative : finanza mondiale, controllo dei media, strutture dirigenti quasi clandestine e dedicate alla digitalizzazione planetaria. Le due concezioni politiche sono talmente simili che la prima può essere contenuta nella seconda.

Anche il partito Popolo della Famiglia, della cui urgenza sono sostenitore da anni contro gli altri partiti più o meno gnostici, ha appena dichiarato che si astiene sull’apertura delle chiese!
La prova di questo buonismo infantile è data proprio dallo stesso minuscolo e artatamente sottodimensionato partito laico dei cattolici appena fondato, ma molto immotivatamente disertato. La cosa è tipica di un cristianesimo con debolezze sentimentaloidi e non veramente salvifico: derivante da un certo negazionismo o sottovalutazione del «Peccato originale»,  alquanto favorevole alle ideologie dette solo naturali e che vedono l’umanità più o meno «degradata e rovinata dalla civiltà cattolica». Quella propugnata ad esempio dal miscredente ed immorale Rousseau. Detto partito dei cattolici appena fondato da quattro anni, invece, dovrebbe essere di sentinella sui principi definiti dogmatici dalla teologia metafisica (anche precristiana!) rispetto alla natura umana, fragile e naturalmente ontologicamente peccatrice. Tanto è il grado di infiltrazione del modernismo nella cultura ecclesiale. E in particolare cattolica della nostra civiltà occidentale. Gli occhiali ideologici del buonismo fanno così attribuire alle altre formazioni gli stessi sentimenti alla base della  propria debolezza di Fede, molto accomodante coi principi del mondo. Per cui si continua a pensare che i politici del nord Europa siano pur sempre concilianti e arrendevoli, malgrado l’implacabile atrocità dei loro scismi e dei loro progetti predatori realizzati soprattutto sul piano economico. In considerazione del fatto che ogni freno morale di tipo cristologico è stato luteranamente eliminato totalmente già da almeno cinque secoli.
Tanto più che siffatti renani nordici hanno avuto innumerevoli conferme di certa malafede e delle stesse loro tendenze piuttosto delinquenziali parecchio altrettanto egemoni soprattutto nel sud mediterraneo: che ci si ricordi anche dei greci moderni che avevano contraffatto artatamente i loro bilanci statali – anche in modo grossolano – in vista di farsi accettare, fra l’altro anche  incautamente, nell’Euro dell’Unione europea. Quanto poi alle stesse tendenze disoneste e delittuose di certa Italia non solo stereotipata, ci si ricordi delle truffe colossali o anche meschinelle sugli aiuti, parzialmente utilizzati (anche per ignoranza) dal sordido meridione italiota, a volte anche spregevole mendicante o perfino mafioso…  Lo slancio attuale di fierezza nazionale, piuttosto settentrionale, non può totalmente far obnubilare questa tendenza che, a torto o a ragione, si è installata all’estero nell’immagine di una Italia furbesca all’estero: si è sempre responsabili moralmente degli errori e dei vizi di nonni e padri!
Le ultime dichiarazioni del partito Popolo della Famiglia, in legittima ricerca di voti in inspiegabile diaspora irrazionale, sono che non bisogna uscire dall’Europa e dall’Euro. Non si abbandona, infatti, il proprio continente storicamente millenario. Per quanto riguarda invece la moneta, l’Euro, che letteralmente ha rovinato lo Stivale negli ultimi venti anni, è anche indispensabile per rimettere in discussione la deriva mondialista dei suoi trattati politici! Riguardo alla chiusura al culto delle chiese, per cui secondo il PdF non si dovrebbe «interferire laicisticamente» – sì  sì proprio così! – nei cosiddetti «affari dei vescovi» che si sono dichiarati, in un primo tempo, d’accordo (!) con le decisioni indebite e totalitarie del governo anche di minoranza e immotivate! Cosa che è dimostrata già letale, in quanto il governo fantoccio ha già recidivato malgrado le proteste (molto moderate !) degli stessi vescovi ! Come se il culto con il Corpo mistico di Cristo e l’accesso ai Sacramenti non siano estremamente pertinenti e di competenza al massimo grado per i laici e anche per i partiti tutti nel loro posizionamento rispetto al consueto e progressivo statalismo dello Stato! Ciononostante, io rimango sempre contro la diaspora dissennata di laici cattolici tutti chiamati nell’indispensabile urgenza alla confluenza del partito fedele alla Dottrina Sociale della Chiesa, oggi molto negletta, di cui si richiedono massicce adesioni anche adeguatamente correttive.

Il rapporto tra Fede e Cultura è ridichiarato fratturato e separato. Tutti comportamentalmente omogenei e religiosi solo intimamente : al diavolo, il pubblico e la carne, e a Dio l‘intimo e le ossa.
Il vero problema è che la cultura dello gnosticismo e del modernismo è talmente tranquillamente vincente che le tre dimensioni esistenziali umane – cioè la pubblica, la privata e l’intima –  sono totalmente ora separabili e già separate. Da cui si ha l’uomo massa contemporaneo, spappolato e dall’io debole, molto debole, sempre umiliabile pubblicamente (particolarmente dalla UE di Bruxelles). Per cui è quasi pleonastico parlare del rapporto unitario tra le tre dimensioni inseparabili, sempre che esistano ancora ben viventi e veramente nel nostro sciagurato postmoderno. In realtà, solo la dimensione pubblica è predominante in quanto le altre due hanno l’aria di essere già state facogitate o assimilate malgrado certe tendenze intimistiche o privatistiche (spiritualiste!) privilegiate da moltissimi cattolici e  movimenti ecclesiali. In ripiego totale verso un cristianesimo mitico catacombale, esistente solo nella diffusissima fantasia nanificata e ignobilmente riduttiva di certo cattolicesimo. Il vero cristianesimo va dal pubblico all’intimo e viceversa, in piena sua attuazione. Sempre e soprattutto dall’esempio supremo della Croce. Mentre di fatto, sembra che si sia consegnata la carne della propria vita al demonio separatore nel mondo dissipato e perduto! A Dio, pare che così sia rimasto invece solo un intimo mistificato dal dilagante psicologismo in cui sguazza la falsa coscienza dell’Essere. Quanto al privato, ci si chiede se esista ancora (con l’evaporazione della famiglia) e ci si interroga sul suo futuro indebitamente invaso dal mondialismo comportamentale uniforme e coatto senza significative reazioni cattoliche.
Una Fede quindi solo da copertina e una Cultura tendenzialmente massificata e gnostica di necessità, di pura necessità, che fa apparire unica la visione nichilista omogenea. Il tutto per compartimenti separati in cui la vera religiosità non può che identificarsi con un sentimento pseudo-religioso che può inglobare sia il mondialismo modernista che il cristianesimo pelagiano o spiritualista. Oppure l’agnosticismo sradicato con il filantropismo detto umanista. Il progetto mondialista, dunque!
In altri tempi si sarebbe detto con più precisione, la piacevolezza della carne dedicata a Satana e l’attuale morte liquida delle ossa riservata a Dio.

Così il mondialismo, soprattutto col coronavirus progredisce : ed ecco Bill Gates che ci molla la sua omelia planetaria massoneggiante di dannazione modernista e mercatista.
Si stanno cercando in tutti i Paesi i motivi più o meno arcani e di responsabilità del nuovo atto di oggettiva guerra mondiale dato da questo coronavirus. Mentre tutti sono implicitamente d’accordo, in modo oscuro però, che si tratta di una conseguenza fatale dei mille fenomeni del nichilismo talmente modernista e oggettivamente mondialista da paralizzare tutto e indicare strade opposte a quelle praticate dal totalitarismo soft-democratico in corso. Ma il lupo perde il pelo ma non il vizietto. Per cui ecco in azione i politicanti che, soggiogati dalla paura di perdere il loro potere residuale (ma per loro squallidamente prezioso), tentano di sopravvivere e pure di ampliare il loro disgraziato potere politicistico. E fatalmente sempre mondialista per difetto, nelle inevitabili consuete alleanze ora sinistroidi.
È lì che appare evidente cosa infatti sia il misterioso mondialismo mai troppo esplicitato e precisato. Al punto che anche qualche esponente di questo progetto, quasi ormai automatizzato per consuetudine, è costretto ad uscire allo scoperto e predicare la «buonissima novella» debitamente razionalista. Ecco quindi puntuamente il più famoso e ricco informatico Bill che si proietta in un futuro rassicurante (ma per chi?), in cui rimane impresso nei cervelli del suo discorso solo la pubblicità di un ben futuribile e rapido suo… vaccino in costruzione. Munito supporto di tutte le condizioni medicamentose (!) ad esso necessarie. Il cui principio primo, naturalmente, non poteva non essere quello – dato il personaggio diventato altamente  ideologico – della propaganda dell’anti-sovranismo : non poteva  non essere – va da sé – da lui detto e ben spiegato. «Pandemia mondiale, quindi soluzione mondialista»!  Impossibile per noi spettatori evitare di rivedere mentalmente il film muto di Charlot che, da ambulante, vende e installa i vetri che il suo ragazzo (molto cinese nel qualcaso) ha appena rotto con la fionda… Sarà un caso, ma il tutto fatto passare per professionale ed efficente legge di mercato. E se il vaccino venisse scoperto prima da altri, nessun problema: il multi-miliardario filantropo (nella trdizione protestante) non avrebbe che da finanziare anche per la produzione – come pare che sia in realtà – internazionale, anzi mondialista!
È certo, ne arriveranno altri del genere già tutti «specialisti» in popolarità mitica (nella nostra era, la miticità non può non essere finanziaria e mondialisticamente rischiosa antiumana): cioè con una nomea di specialismo tutto induttivo in ogni campo dello scibile umano. Acquisita, all’inizio, in un solo fortunato settore, magari con vero talento e sudato lavoro. Per cui i guru del nostro mondo diventano quasi tutti tuttologi nella massificazione e indebitamente dati per specialisti, dalla televisione e dala stampa prezzolata, in ogni campo: da quello della tecnica a quello dell’edonismo.
A volte anche con quantità dissennate di esperti  a servizio, presso i politici però, da annientarne l’effetto positivo, allo scopo di poter non decidere politicamente e univocamente subito, con la copertura della cosiddetta scienza. Il totalitarismo del mondialismo si manifesta così platealmente, soprattutto in politica, in una babilonia in cui regna la finale incompetenza relativista. Opinionistica prestrutturata e supportata dal detto specialismo sotto la stella del cosiddetto filo-umanesimo e a misura dell’idolo spesso  contraffatto di mercato : mondiale, va da sé. Non come per le proposte – secondo l’omélia mondialista degl’«incapaci sovranisti» sempre provinciali, da tenere lontano dal potere politico con qualunque mezzo, anche apertamente antidemocratico! Tutto sembra così quadrare salvo il fatto che le masse abbrutite e appositamente massificate con adeguato edonismo straccione, non lo sappiano e siano per questo pure antidemocraticamente annichilite e impaurite.
È questa la paura di cui anche parlava il grande polacco Papa Vojtyla, santo subito, quando discorreva di eternità, quella che comincia sempre qui e subito.

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