Perché i cattolici rifiutano di dotarsi di un loro partito politico nazionale, in ogni Paese, rispettoso anche della Dottrina Sociale della Chiesa? Questo partito sarebbe pronto ad accogliere pure le masse oceaniche dei sedicenti non credenti. Ma rigorosamente razionali e antimodernisti contro anche i princìpi dementi e devastatori onusiani. E soprattutto mondialisti.

A cosa si dedicano politicamente gli attuali cattolici più rigorosi al mondo? A denunciare, in modo comunque sacrosanto, solo gli effetti scellerati delle scelte politiche ed (im)morali generati dal dominante modernismo gnostico, detto laico!
Le ultime ed attuali vicissitudini relative all’ennesimo ribaltone del governo italiano senza elezioni
politiche, sebbene apparentemente in modo «legale» e «costituzionale», hanno misurato la distanza surreale tra l’attuale coalizione di sinistra indebitamente al potere e la reale maggiornaza nettamente popolare di centro-destra nello Stivale. I cattolici hanno così potuto, ancora una volta, constatare la loro insignificanza politica essendo sempre in totale diaspora a sostegno dei partiti borghesi e più o meno fatalmente gnostici. L’ignoranza o sottovalutazione cattolica del laicismo dei partiti votati è comparabile all’incoscienza del grave errore di avere abolito senza rimpiazzarlo – da più di un quarto di secolo – il loro partito cattolico: la Democrazia Cristiana.  Essa è restata al potere per una cinquantina d’anni malgrado i vizi genetici, già al tempo subito dopo gli anni della sua fondazione nel 1919, quelli della nascita del Partito Popolare da parte del suo leader don Sturzo poi… esiliato anche dal Clero). Democrazia Cristiana, che aveva compiuto completamente in ogni caso, la missione principale (malgrado la sua degenerazione progressiva gnostica e nichilista) di custodire il Paese nel libero Occidente, dopo il 1945. E di permettergli  così uno sviluppo economico all’altezza della sua grande tradizione religiosa e del suo incomparabile patrimonio culturale, a livello mondiale.
Questa quasi ultima automutilazione da suicidio ha provocato ora l’impossibilità di rendere permanente l’azione, nei mercati politici nazionali e internazionali, dell’unico messaggio globale cattolico veramente antagonista a quello fatalmente laicista e nichilista del generalmente dominante potere massone e onusiano: il mondialismo. In effetti, è una necessità indispensabile e urgente la funzione critica e morale del partito unico e laico dei cattolici nell’infelicemente falso e falsamente totalizzato dibattito politico, orribilmente mondialista dei partiti borghesi, inevitabilmente e sempre più totalitari.
La paura dei cattolici di farsi contare nella loro nuova minoranza sociologica ed elettorale (come se fosse possibile evitarlo!) ha aggravato ancora più, fino all’inessenziale della testimonianza, la loro presenza pubblica – ontologicamente si protrebbe dire –  di lievito sociale ed eternamente culturale di Vérità. Anche di consueto modello per ogni altro Paese al mondo. Nella traduzione del messaggio escatologico del cristianesimo sul piano dell’Incarnazione ben pubblica. I cattolici rigorosi, purtroppo, continuano (al meglio) a dedicarsi solo alla lotta – peraltro sempre indispensabile – alle devastazioni provocate dalle conseguenze e da parte della pratica pubblica del modernismo gnostico. Sempre più laicista e statalista, in ogni campo.

Mai si deve dimendicare che ci sono più di 20.000 membri delle elite culturali ed economiche, anche solo in Italia, iscritti alle logge massoni. Pure loro sottomesse alle molto potenti organizzazioni nichiliste anglo-sassoni dominanti nel mondo : il potere mondialista e riduttivista !
Ma il modernismo ancor più grave è quello «religioso» che non finisce di ritornare d’attualità, quasi continuamente da secoli : dal casuismo del diciassettesimo al modernismo del diciannovesimo, a quello combattuto radicalmente da Papa Pio X nella sua enciclica Pascendi poi del 1907, fino all’attuale ipermodernismo massificato e predisposto dalla «Mafia di San Gallo» all’origine (e non solo) del Pontificato di Papa Francesco. La presenza critica della conseguente diaspora dei cattolici all’interno dei partiti politici obiettivamente borghesi, è diventata pure risibile : la potente struttura di siffatti partiti (moltiplicata dal sostegno dei grandi poteri forti e dalla completa maggioranza dei media quasi sempre mondialisti) annulla così sistematicamente l’inconsistente finale azione personalista e individualista del fedele papale, o del critico petrino detto influenzatore. Fatalmente anche isolato e necessariamente minorizzato avendo scelto di votare per questi partiti, oppure anche di rappresentarli come candidati alle elezioni. A causa della privazione volontaria e scervellata dello strumento specifico «partito» –  del proprio partito – nella lotta diabolica e culturale: sul piano politico sempre più implacabile!
Il riduzionismo molto superficializzante e ultradominante del dibattito statale e statalista rende praticamente impossibile questo ingenuamente ritenuto possibile dialogo, almeno sul piano interlocutorio. Già indebolito e fragmentato, con molta evidenza, nelle posizioni pubbliche di tutti questi cattolici «indubitamente ausiliari inadattati» e politicamente di fatto anche strutturalmente  alienati. Quando le loro intenzioni non sono annegate nell’oceano dell’immanenza resa, in sovrappiù, incomprensibile dalla pletora del falso dibattito pubblico quantitativamente inflazionato e utile solo alla confusione, non solo intellettiva. La tendenza vincente della gnosi, diventata pure dittatorialmente demente e  modernamente riduzionista (pseudo razionalista da parte delle maggioranze scervellate mondialiste), prefigura l’avvento dell’Antecristo teleologico. Che peraltro il Magistero della Chiesa ufficiale conosce – attualmente ben inutilmente! – da millenni. Si direbbe che quest’assurdo dominio sia già talmente schiacciante che la scelta di attribuire all’individuo massificato il libero arbitrio della scelta di aiuto «militante da cattolico» alle pratiche laiciste, dovrebbe generare un’ampia e immediata ostilità irriducibile. L’attacco cattolico così condotto all’interno degli altri partiti, borghesi e sempre demagogicamente gnostici, anche in modo «valoroso» con il sempre fallimentare metodo entrista, di fronte alla potenza cieca ma attualmente molto efficace, dei mondialisti organizzatissimi, mostra invece che non c’è possibilità di vera lotta. Tanto più se intenzionalmente vittoriosa o almeno utile!

Il tragico progetto mondialista della gnosi, indipendentemente dalle posizioni politiciste di sinistra o di destra praticate nei diversi Paesi, non fa che realizzarsi implacabilmente nella storia detta progressista. Che esclude la Verità dall’avvento proggressivo e profetico dell’Antecristo.
Innanzitutto però, bisogna eliminare l’ultima mistificazione avanzata dal recente gnosticismo: la confusione tra i due aggettivi «globalista» e «mondialista». Anche certi marxisti, «illuminati» e sporadicamente innamorati, più o meno, della razionalità almeno naturalista, utilizzano i due aggettivi come perfetti sinonimi. Mentre l’accezione globale è specificatamente propria della tradizione cattolica in quanto significa la totalità del pensiero religioso, intrinsecamente espressivo dell’interezza di tutti i fattori costituenti la realtà giust’appunto globale, sia fattuale che trascendente. Quindi di tutta la teologia metafisca! Il termine mondiale è invece solo la nozione riduttiva degli attuali molto nefasti mondialisti (al comando nell’Unione Europea di Bruxelles e internazionali come per esempio i cosiddetti «democratici» statunitensi) che insinuano continuamente il progetto nichilista e tragicamente catastrofico nella sua inevitabile pratica politicista. Concettualmente ridotta, in sovrappiù, dalla massificazione conformista del pensiero unico e liquido del nostro mondo in perdizione. Esiste in effetti un potere consapevolmente determinato – soprattutto finanziario –  al livello pure internazionale e in costante manovra delle leve del digitale economico cosmico. Il quale irride sperdutamente alle categorie politiche, ormai alquanto arcaiche, di destra e sinistra. Il suo relativismo è ora radicalmente nichilista, apparentemente impermeabile all’unica Verità eterna e veramente globale del cristianesimo, unicamente cattolico. Il quale è rimasto solo, almeno per il momento e ufficialmente anche se con forti tendenze eterodosse, tra la congerie dei cristianesimi protestanti, a difendere e proteggere i valori della civiltà occidentale incarnati negli eterni «Principi non negoziabili». In realtà, così come in ogni grande rivoluzione condotta e realizzata sempre  da una esigua minoranza integralmente fedele al rigore dei suoi principi primordiali, sarà sufficiente una minoranza estrema a sostegno del vero cattolicesimo (anche dell’ 1 o 2%, ricolmi però della Grazia di Dio), per far trionfare pubblicamente la Salvezza eternamente teleologica.

Il dovere di lotta contro questo progetto gnostico modernista si trascina stancamente. I cattolici – avendo anch’essi quasi rimosso con la loro protestantizzazione il Peccato, l’Autorità e la perdita della sua maggioranza elettorale ormai sepolta – rinunciano al loro solo obbligo pubblico: di testimoni della Verità unica. E votano per i partiti appena meno apparentemente nichilisti.
In effetti, alla follia dell’apparente efficacia politicista (efficacia di che?) – del resto ampiamente dimostrata molto falsa e crudele nella sua ingenua dabbenaggine – bisogna opporre la forza della Fede e la semplice chiarezza della vera, semplice e limpida cultura cristiana, scaturita dall’immensità della sapienza del grande Magistero ecclesiastico. E, specificatamente al piano politico, dalla DSC (Dottrina Sociale della Chiesa) del suo direttore Stefano Fontana. L’appiattimento della visione del mondo e della vita, proprio a causa della gnosi, a una sola dimensione dannata e realmente ributtante anche se diabolicamente fascinosa come la peccaminosità, ha reso alla lunga i suoi adepti incapaci anche solo di percepire intellettivamente questa radicale differenza semantica. Abituati come sono pubblicamente – da secoli – alla privazione progressiva della dimensione propria dell’éterno umano detto metafisico e antiedonistico, sono essi diventati incapaci anche solo di ragionare sulla dimensione spirituale e non solamente materiale. Quella peraltro mai esclusa veramente e tassativamente, ma solo ideologizzata dagli stessi filosofi dell’Illuminismo o dal post-idealismo hegelliano, fino all’ultimo Heidegger e ai detti post-filosofi relativisti. In effetti, come tutti i partiti sedicenti deideologizzati, la cultura preponderante attuale pensa solo in termini unicamente e fatalmente  «umani» (nel senso del transumanesimo). E mai trascendente o veramente «completamente» religioso. Tuttalpiù, si giunge a una sorta di panteismo ecologista molto confuso e fattualmente anche falsificato. Tutte queste ragioni – e molte altre già analizzate in parecchi altri post in questo blog – fanno sì che l’indispensabilità e l’urgenza di un partito laico dei cattolici si debba definire come tra le primarie e veramente strategiche opzioni del cattolicesimo mondiale.
L’esempio in Italia, costituito dalla fodazione quasi quattro anni fa di un siffatto partito dei cattolici, il Popolo della Famiglia, è ancora oggi boicottato spudoratamente dalla Chiesa Pontificale (che propone, ignorandolo, un fantomatico e indebito « partito cattolico » : l’iniziativa non può essere che dei laici !) e generalmente da movimenti comunitari di cattolici molto praticanti. E questo per opposti motivi. Dalla molto ufficiale e papalina (non petrina !) CEI (Conferenza Episcopale Italiana) che appoggia l’idea ora pontificale di sinistra molto mondialista, generalmente posizionata conto il diventato dispregiativo «sovranista». La difesa sacrosanta dei propri valori identitari, denominata anche «popuilista» all’opposto anche del suo significato logico e dottrinalmente teologico!
E dal boicottaggio silenziosamente spocchioso e traditore (salvo «critiche» implicite rarissime e insulse oltre che quelle, rarissime, indegnamente inessenziali e impertinenti) della comunque miracolosa minoranza dei circoli ecclesiali più dottrinalmente rigososi in lotta contro questa tendenza diabolica massone. O onusianamente dannata e conformista. In supplemento, pure falsamente ecumenista nella sua pratica anti-missionaria di insostituibile e assurda negazione del  «proselitismo». In breve mondialista e alternativamente gnostica. Al punto che nemmeno giunge a aprlare, in un silenzio vergognoso, del partito cattolico esteri sacrosanto e nuovo, che si dovrebbe sostenere fieramente e con molto fervore.

E il futuro Pontificato? Esso è diventato lo specialista titolato del «bipensiero» proprio al modernismo sedicente «rivoluzionario». E non di evoluzione che approfondisce l’immutabile Verità dogmatica! La quale ha mutato il suo linguaggio ora dalla tragica ambiguità permanente.
Tutte le rivoluzioni si fondano su quelle del linguaggio. Questo diventa il significante del «divenire» della sedicente rivoluzione che designa a priori la falsificazione storica del processo invece evolutivo di continuità. Quello della grande civiltà : per esempio, la nostra Occidentale concepita profondamente e abitata fin nelle sue intime fibre dal cristianesimo!
Era scritto nel cielo dell’umanesimo del Rinascimento (avverso ateisticamente alla civiltà cristiana) che si sarebbe giunti ad una cultura esclusivamente pubblica ridottissima e mondialista (con l’idea di un partito unico mondialista !). E questo, già nel quindicesimo secolo, totalmente avversato nell’orrore antropologico dei soli attributi mondani detti «ben palpabili», sostanzialmente, dal solo cattolicesimo! Questa visione della vita e del mondo è però penetrata progressivamente anche nella Chiesa cattolica, dalla fine dell’era medievale (alla quale si è ignobilmente affibbiata – con gratuità storica molto ignorante e ostile – la falsificazione spegiativa e farlocca di «oscurantista»!).
Soprattutto con il Concilio Vaticano II e l’elezione di Papa Francesco, di deriva mondialista e di sinistra, l’eresia neo-modernista è ritornata ancora in auge nella Chiesa, in modo anche dominante. Essa è continuamente contrastata decisamente (senza però troppa speranza immediata, in ogni caso, da parte dei «tradizionalisti») da un notevole movimento néo-ecclesiale. Condotto a livello internazionale abbastanza rispettosamente, dall’ex-Papa Benedetto XVI e dal cardinal Sarah.
A favore di questa vera e propria apostasia pervicace agisce, «prudentemente in continua frenatura» ma in ogni caso rapida, una maggioranza apparente della Chiesa (quella attualmete al potere in Vaticano), soprattutto nel relativismo. E che si è già imposta ben generalmente. Siccome il modernismo cattolico ha assunto la modalità dell’agire esclusivamente all’interno della Chiesa (e non attraverso un altro assurdo e devastatore scisma) conservando le sue forme immutate che si attaccano ai suoi contenuti: la cosa ha già cambiato radicalmente il linguaggio denominato da una sessantina d’anni ipocritamente «pastorale», sganciandolo in modo fedifrago dalla Dottrina cattolica! Tutta l’eterodossia passa così attraverso l’ambivalenza e la polisemia interpretativa (detta ermeneutica) del pensiero e delle sue espressioni verbali: il cosiddetto «bipensiero» d’occasione o di luogo. A questo proposito, ha già tutto previsto (scritto e pubblicato) il molto prolifico e pubblicamente immorale gesuita tedesco (morto nel 1984, sempre in more uxorio), Karl Rahner. Il quale ha costruito una vasta e ben dettagliata «teologia» eretica e delirante centrata sulla cosiddetta «divinizzazione» dell’uomo, situato al posto di Dio, in tragica opposizione a tutta l’Incarnazione della Trinità (evidenziata incontrovertibilmente dalla Rivelazione e dal Magistero cattolico).
La costituzione partecipata di un partito laico dei cattolici sarebbe così l’ultimo bastione pubblico dell’ortodossia religiosa incarnata umanamente. Ma accuratamente contrastata da questo Pontificato. Preghiamo.

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