Dopo aver ben capito che in politica sia la sinistra marxista che la destra liberale sono gnostiche, bisogna valutare quale delle due ideologie è la più antireligiosa. Se la sinistra è sempre totalmente inaccettabile a causa del suo antagonismo irriducibile almeno contro la Persona, la destra – sebbene apparentemente tollerante e più intelligente – ha un’altrettanto funesta concezione nel suo più discreto statalismo. In quanto essa pretende essere superiore con permissive indulgenze interpretative della legge naturale di Dio e della sua Incarnazione Trinitaria

Tutte le ideologie stataliste della gnosi affermano la loro suprema prevalenza storica e fattuale su Dio e la Sua Chiesa cattolica, anche giungendo a tollerare altre presenze politiche. Ma la democrazia liberale è paradossalmente la più insidiosamente totalitaria.
Nel mio uiltimo post di domenica scorsa, appariva una netta preferenza per i partiti di centro-destra. Voto dalla sua fondazione, quattro anni fa, per il partito dei cattolici Popolo della Famiglia, ben sapendolo a non più dello 0,3% dei suffragi, à causa della defezione di quasi tutto il mondo cattolico rigorosamente tradizionalista e del pressoché intero clero vaticanense (peraltro non dovevo nemmeno votare in queste elezioni regionali dell’Emilia-Romagna e Calabria). La mia preferenza per i partiti di centro-destra data da più di mezzo secolo e, ancora oggi, li preferisco sempre – e da lontano – contro le detestabili ideologie totalitarie di tutta la sinistra storica, in quanto permango  naturalmente antimondialista, sovranista e cattolicamente globalizzante. Ma nella ultima ventina d’anni, l’idea di votare per i partiti liberali ha cominciato a contrariarmi a proposito non solamente della loro fatale politica anch’essa politicista, riguardo alla Verità salvifica totale ed eterna nonché della sussidiarietà. Alla fondazione del PdF in Italia (il detto partito del Popolo della Famiglia), la mia scelta politica era compiuta: votare per questo partito cattolico rigoroso alla DSC, la Dottrina Sociale della Chiesa! E ho continuato a farlo anche contro mari e monti, sempre per pura coerenza cristiana di progettualità sul piano della strategia politica, concretizzata nella razionalità. Non credo infatti che si debba o che si possa fare altro oggi sia in Italia che nel mondo, Paese per Paese. L’urgenza politica più necessaria della nostra era è di denunciare e mettere al primo piano la futilità politicistica più o meno mondialista dello gnosticismo ideologico modernista. Essa è alla base del contrasto e della testimonianza contro la linea strategica che sta confluendo nello stesso movimento della massoneria onusiana sempre nichilista!

Il progetto «morale» dell’ONU falsamente ecumenico che, non solamente per le religioni, sta inseguendo in modo gnostico finalizzato al controllo del potere totale dell’intero pianeta.
Esiste ormai un certo progetto di confluenza riduzionista delle religioni e delle ideologie nel mondo, al quale l’orrificante protestantizzazione e il molto bizzarro ecumenismo eretico del cattolicesimo di questo Pontificato sta contribuendo molto attivamente. Tutta la sedicente « magnificenza » insignificante e «tollerante» della politica mondialista dell’Unione Europea attuale e dei democratici nord-americani detti liberali, vive nella tendenza alla realizzazione di questo obiettivo. Quello cioè della gnosi precristiana e religiosamente anche dell’attuale Nuova Chiesa eretica rahneriana sedicente «cattolica», assunta da Papa Francesco. Essa fonda la sua seduzione di massa – se così può essere chiamata – sulla coalizione delle forze del potere mondiale delle finanze internazionali che puntano sul nichilismo individualista. E delle politiche trans-umaniste soprattutto di sinistra. Queste praticano le ideologie opposte alla filosofia naturale alla base dell’eterno e unico «Annuncio cattolico di Salvezza». Il prezzo generale da pagare per questa sedicente tolleranza religiosa a riguardo anche del cattolicesimo tradizionale, fondato sulla Rivélazione e il Magistero storico della Chiesa cattolica, sarebbe l’affermazione dei poteri infiniti dello Stato su ogni altro potere culturale e politico. In modo particolare quello di Cristo Re dell’Universo. Che deve trasformarsi verso la direzione di una religione antropologicamente caratterizzata sull’opposto piano gnostico. Per definizione, questa è  antagonista ad ogni ideologia o religione non subordinata a quella statalista dello Stato atrocemente assoluto e massimamente irreligioso. Se in sovrappiù la sua supremazia è messa in causa esplicitamente, come è il caso strutturalmente dal cattolicemiso tradizionale e petrino, essa diventa anche al più alto grado totalitaria e dittatoriale. L’attuale lotta feroce al livello mondiale tra progressisti detti liberli e destre dette populiste ne è l’espressione più chiaramente d’attualità e diffusa. Peraltro, la prova che l’idea modernista soprattutto della Chiesa è esclusivamente seduttiva sul piano dell’opinionismo intellettualistico è data ampiamente dalla minima frequentazione dei Sacramenti e alle liturgie che sono in forte diminuzione, in maniera pure costante. Così, se l’esplicitazione del totalitarismo conrro la Libertà da parte della sinistra materialista è abbastanza  semplice da combattere, la dimostrazione della tirannia soft, astutamente dispotica del centro-destra, è difficile da realizzare e pure estremamente ardua anche solo da individuare. Anche da parte degli stessi cattolici, sempre meno critici.

La sinistra marxista si è anche dichiarata morta in modo clamoroso nel 1989, trasformandosi poi  liquidamente in persiero unico e… politically correct (sempre molto dittatoriale).
L’incosistenza ideologica del marxismo è giunta pure ad auto-verificarsi storicamente. Senza valori almeno morali e senza alcuna validità fattuale, il comunismo, soprattutto sul suo molto evidente piano economico, ha ben pensato a metamorfosarsi dopo la sua spontanea confessione di fallimento, un quarto di secolo fa. I vecchi comunisti, non potendo più credere nella loro utopica ideologia idealista e tutta terrena, ormai sperimentata falsa e rifiutata da centinaia di milioni di popolazioni nel mondo, non hanno esitato à riciclarsi furbescamente. Senza troppi stati d’animo, si sono riconvertiti a una nuova ideologia meno idealista, altrettanto materialista e ancora più perniciosa : il modernismo dell’Adorazione idolatrica del vecchio statalismo, non più solo economico, ma anche della società moderna detta dei Diritti. Quella radicalmente falsa in quanto separata e in opposizione ai simmetrici e originari principi dei Doveri!
Tanto più che la generalizzazione del detto pensiero unico superficiale è quello dei luoghi erronei e comuni (propri di un cancro mortale «curabile», dicono, con l’aspirina della terapia della reificata e nuovamente erronea politica ‘polically correct’). Questa ideologia è diventata ormai chiaramente e fatalmente demente. E, allo stesso tempo, sempre più arrogante fino a identificarsi anche col giustizialismo giuridico: come se la civiltà occidentale dello Stato di diritto non esistesse più!

La democrazia liberale, come le altre sgangherate ideologie, è necessariamente «religiosa» e si può rovesciare nell’orrore escludendo il fondamento della Verità cattolica : il Peccato originale.
Lo gnosticismo si dichiara sempre ateista ma finisce sistematicamente per giustificarsi nei fatti in quanto ideologia suprema : la più illecitamente totalizzante rispetto a tutte le altre approssimative  religiosità alle quali esso si oppone irriducibilmente nella sua versione di statalismo. E che nega totalmente in quanto si ritrova a dover imporre successivamente la sua da essa scontata supremazia, ai propri occhi necessariamente totalitaria.
È paradossalmente l’ontologia – vale a dire la legge naturale – che gli impone fatalmente questo mostruoso obbligo, in opposizione alla molto falsa idea di Rousseau secondo cui l’uomo è fondamentalmente virtuoso in modo spontaneo… È peraltro per questa ragione che molto grandi teologi nella storia hanno dovuto affermare, riconoscere o ammettere che l’ateismo in realtà non esiste. E non può esistere. In effetti, gli gnostici stessi non finiranno mai di disputare sul riconoscimento del principio di un Dio anche solo panteista, dopo averlo negato radicalmente nella sua essenza. In effetti, la democrazia liberale, che è il più alto prodotto della gnosi, non può porsi e riproposi veramente alla lunga come principio totalizzante (almeno prevalente soprattutto sul cattolicesimo, il suo ineliminabile e vero antagonista). In questa intrinseca opposizione irriducibile e non mediamente risolvibile è contenuta tutta la politica politicistica mistificatrice dei partiti borghesi e gnostici. Detti laici ma in realtà sempre e a termine sempre più necessariamente laicisti.
La vera ragione di questa irreparabile tragedia costante in tutta la storia è il fatto che la gnosi di tutti i tempi non riconosce il fondamento della globale «Libertà umana» e, allo stesso tempo, quello alla base del cattolicesimo: il sempiterno «Peccato originale» da redimere.
Non è un caso se don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione, aveva classificato la parola «Libertà» al secondo posto, appena dopo il termine Dio.
Non sono le infezioni abbrutite delle società a poter pervertire le virtù dell’uomo sociale, mostruoso e  generato dalla gnosi, ma la natura stessa ontologica, propria a ogni uomo e di tutta la sua socialità articolata : dunque, il «Peccato originale», di cui solamente Dio Trinitario può permettere, nella Sua Misericordia, la Redenzione. Ma chi va a ripetere continuamente questo tipo di Verità agli uomini fatalmente inclini al diabolico? La Chiesa cattolica naturalmente, la vera e unica al mondo preposta – diciamo così – al compito escatologicamente salvifico. Ed anche, nello specifico sociale e politico, la Dottrina Sociale della Chiesa che si materializza nel partito – attuale o futuro – dei cattolici in ogni Paese. E che fanno loro – contrariamente ai partiti borghesi  – i rigorosi principi operativi evangelici certamente non negoziabili.

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