In fondo anche gli attuali cattolici più fedeli e prestigiosi, profondamente anti-modernisti rispetto all’attuale pontificato anchesì protestantizzante, rischiano di credere comunque poco nell’eterna Risurrezione della Chiesa (per il bene e la salvezza dell’Umanità e del suo mondo, a cui non apparterrà mai). Soprattutto sul piano politico e del suo ed unico partito: concepito per lottare irriducibilmente contro il sempre dannato gnosticismo e per il bene comune

Si può dire che tutta l‘intellettualità italiana del ventesimo secolo, benché talentuosa, non ha fatto altro che inghiottire acriticamente, in modo pure distratto se non sempre complice, l’orribile mitologia della cultura anticattolica: dai marxisti ai liberali, liberisti e libertini
È stata necessaria la celebrazione del 150° dell’unità d’Italia perché alcune prime critiche radicali abbiano osato esprimersi veramente contro la gigantesca mistificazione del Risorgimento, di già massima cultura gnostica e massone. La quale presenta tuttora Cavour, Garibaldi, Mazzini e il Regno di Savoia come grandi protagonisti nell’eroismo politico-militare, salvifico e assoluto.
Progressivamente anche l’universo cattolico si è poi subordinato – quantomeno da Pio IX – allo tsunami che ha tutto devastato in quasi due secoli. Fino a permettere la massificazione dell’orrore nell’attuale pensiero unico diventato apparentemente universale. Anche nell’assimilazione del fallimento, nel 1989-90, dell’oceanica e miscredente utopia comunista, confessata e proclamata sui tetti del mondo. Non senza una generale e ingenua oltreché sprovveduta sorpresa. Contemporaneamente, al livello della popolazione massificata italiana (ma pure di quella europea), si constata ancora ai nostri giorni un equivalente stato di completa falsificazione storica generalizzata. Le sue conseguenze molto terrificanti sono così diffusissime nel nostro Vecchio Continente, attraverso pregiudizi e luoghi comuni, sempre reciproci tra le diverse nazionalità. Il risultato più evidente è comunque una omologazione continentale funesta dove il nichilismo delle stesse élite pervertite e irreligiose, a partire almeno dal lontano illuminismo, è confluito pure nel Risorgimento fino ai nostri giorni. La cui ideologia, da minoritaria è diventata totalmente maggioritaria: in tutto l’Ottocento i votanti, ad esempio in Italia ma non solo, erano il 2-3% della popolazione. Così anche i giudizi su tutti e quattro i personaggi del Risorgimento citati qui sopra sono stati di nuovo artefatti, in modo particolarmente manipolato: al punto che i loro innumerevoli e vergognosi misfatti, tutti derivati dal loro gnosticismo anticattolico, sono stati grossolanamente adulterati in una celebrazione pure odiosa. E questo, persino nella toponomastica delle vie e delle piazze a loro dedicate in tutte le città dello Stivale… In realtà, il processo e le “guerre di liberazione” contro la lunga invasione dell’Impero absburgico, praticamente da parte di tutta l’Italia del centro-nord, ha permesso e favorito siffatta trasformazione storica gravida ora di nuove nefandezze sotto gli occhi di tutti. Soprattutto se si considera che pure l’”Esercito meridionale”, reclutato dalla Sicilia alla Campania dal vincitore Garibaldi, è stato colossale: una armata di volontari di 50.000 unità, dai famosissimi Mille iniziali! Ma al di là dell’indiscutibile bene politico dell’unificazione nazionale, le tre guerre d’indipendenza italiane non sono state altro che l’opera di un prolungamento di saccheggio spietato, della razzìa economica e dell’ignobile calunnia storica di Stati “alleati”, innanzitutto invasori e molto avidi con la loro ideologia straniera divenuta sempre più domestica. Il tutto a scapito delle grandi culture più civilizzate del reame borbonico al sud della Penisola. E soprattutto dello storico e sempre provvidenziale Stato pontificio, al centro : in modo particolare nella Roma la cattolica.

L’esito del massimo ed epocale scontro statalista, da parte delle forze gnostiche e massoni, in opposizione alla visione cattolica della già costruita civiltà occidentale e universale…
Naturalmente, si trattava – sul piano materiale – della predazione dell’insuperato e famoso artigianato artistico e delle alquanto fiorenti imprese italiche (all’epoca, tra le più ricche se non le più solide e pregevoli da secoli in Europa). Per non parlare del furto, della deportazione ed anche delle ben evitabili distruzioni (anche se per fortuna molto parziali) dell’immenso e incomparabile patrimonio culturale, architettonico e artistico creato e situato in Italia da tutta la civiltà cattolica. E valutato, ancora oggi, da parte dell’Unesco a più del 50% della ricchezza artistica in tutta la civiltà mondiale! Ma, in realtà, si trattava particolarmente del potere e del prestigio, senza possibile confronto millenario, della “Roma eterna”: era questo il vero e principale bottino centralmente ambìto in modo particolare dai tre Paesi nord-europei di cultura già ben molto atea, detta progressista o piuttosto protestante. Quella della Gran Bretagna, della Germania e della Francia. Tutte e tre molto inzuppate di recente civiltà diventata progressivamente, dopo il Cinquecento, piuttosto panteista e molto rapace nella predazione. Non solo rispetto a popoli piuttosto primitivi da emancipare. Era al sud Italia, infatti, nel Regno delle due Sicilie, e non al nord nel Piemonte savoiardo, piuttosto ancora povero all’epoca malgrado la stratificazione sociale molto aristocratica e senza quasi alcuna riserva finanziaria, che giganteggiava l’industria allora strategica delle ferrovie. Ed era a Napoli che era custodito l’immenso tesoro di riserve in lingotti d’oro, poi cinicamente sequestrato dall’esercito unificatore garibaldino e piemontese!
Ma la vera oceanica distruzione fu e doveva essere sul piano religioso e culturale. Naturalmente, codesto sinistro progetto nichilista di spoliazione globale non poteva realizzarsi pienamente senza l’importante aiuto determinante di forze italiane complici e ideologicamente già allineate con la secolarizzazione di questi tre Paesi-fari in anticattolicesimo. Anche molto decisivi rispetto al modernismo devastante e colonizzatore delle ormai classiche “magnifiche sorti e progressive”.
I quattro “eroi” settentrionali citati, di antica nazionalità italica, erano culturalmente e politicamente già conformi all’ideologia dominante nei tre Paesi sviati e sopravvalutati, soprattutto nel cosiddetto avanguardismo gnostico. Attualmente però, si tratta dei Paesi su cui si comincia a ridimensionare la “grandezza”, sia economica che morale e religiosa, almeno all’epoca, da parte della storiografia contemporanea!

Da dove deriva questo movimento nord-europeo – ideologicamente sempre in attacco – di fronte al potere di civiltà senza confronti e proprio del cattolicesimo romano (e generalmente italiano)?
Tutta la rilevante storia mondiale di millenni si è svolta, in fondo, contro il protagonista assoluto giudeo-cristiano di Gerusalemme. E poi quasi sùbito sostituito, all’installazione definitiva con la sua sede centrale e storica a Roma, nella capitale del grande Impero romano: la sola, unica e vera religione universale e salvifica, diventata di Stato con l’imperatore Costantino, all’inizio del Quarto secolo. È bene che ce lo si ripeta spesso nei nostri tempi in cui “tutte le altre cosiddette religioni praticano – ripetono i modernisti in piena eresia relativista! – lo stesso… Dio”. Le guerre risorgimentali sono state di fatto motivate largamente, anche se poco dichiarate veramente, da ragioni antireligiose e massoni. E questo a partire almeno dal Rinascimento. La lotta dello statalismo è diventata non solo conflittuale ma politicamente antagonista. Detta lotta era quella della pretesa supremazia dello Stato su Dio (e le sue Leggi), vale a dire quella dei Re, degli Imperatori e, delle Repubbliche e Comuni-Stato europei contro il primato del potere divino, naturale e ontologico dei Papi veramante petrini. Essa era già giunta a spersonalizzarsi nella nuova e immutabile oggettività, ora anche progressivamente irriducibile e totalitaria: si tratta del molto chiacchierato cosiddetto “Nuovo Umanesimo”, vale a dire l’ultima denominazione dell’eterno gnosticismo: la salvezza dell’uomo, cioè, senza il Dio trinitario. Lo statalismo non può essere, in sovrappiù, che sempre dispotico! Fino a divenire dominante ed anche totalmente distruttivo, con un attuale sempre più detestabile burocratismo, tanto più modernista e tecnocratico. Il quale indica nell’assurdo laicismo, che prescrive e confina la religione – al più nella sfera privata o intima – dopo averla innaturalmente strappata dalla vita pubblica. Già il movimento della rivoluzione protestante aveva cominciato a rovesciare, in tal modo, la concezione teocentrica in antropocentrica e neo-pagana nel suo falso individualismo centripeto. Sottomettendo la creaturalità non solamente umana – evidente nella sua salutare ed unica dipendenza dal Dio Creatore – al cosiddetto “libero esame personale luterano”, sedicente  sovrano su tutto: da parte di ogni cristiano che si reputasse cosiddetto autonomo e indipendente.

L’incompatibilità intrinseca tra la parola “rivoluzione” e la fede cristiana trinitaria, sempre necessariamente evolutiva nella sua continuità di sola e unica Verità incarnata ed eterna…
In corrispondenza e dopo il Concilio Vaticano II, questo movimento di rivolta narcisista si è radicalmente infiltrato massivamente anche all’interno della Chiesa cattolica stessa. Fino a divenirne apparentemente molto maggioritario anche tra i suoi “fedeli”. Totalmente attirati dall’edonismo più o meno straccione pronato dalla rivoluzione, detta poi solo umanista e “misericordiosa” dai bergogliani con solo pretenziose ed insignificanti mediazioni. E pure da parte di molti cardinali e vescovi che se ne sono dichiarati via via partigiani. Così, i soli prelati veramente religiosi che hanno continuato a resistere nella tradizionale e vera fede sono stati isolati, già quasi tutti eliminati e rimpiazzati nei loro incarichi, da questo Pontefice detto “rivoluzionario” e celebrato dal potere finanziario internazionale (diventato mostruosamente superiore alla stessa generale dimensione economica a causa della tragica doppia generazione, degli anni ‘60, di denatalizzanti). Un Papa molto attivo nel politicismo agnostico e vanamente “iperdialogante” con i nemici della Chiesa. Ma cinicamente vendicativo con i suoi prelati, avversari interni e irriducibili alla sua linea eterodossa e sedicente innovativa, o piuttosto rivoluzionaria. Le ancora oscure (o non completamente chiarite) dimissioni nel 2013 dell’immenso Papa Benedetto XVI hanno dato l’occasione al vecchio complotto piuttosto massone, convergente sul famigerato gruppo San Gallo, per installare al soglio pontificio lo stesso cardinale argentino Bergoglio. Così si capisce ora molto bene il perché del cardinale belga e fiammingo Danneels, alla testa da molti anni dell’irrituale e anticanonica detta lobby complottista, abbia deciso, in modo inaudito, di non partecipare nemmeno al funerale dell’unico altro cardinale connazionale: il grande scienziato antropologo wallone Ries. Morto mentre il suo omologo, già famoso per essere stato il successore e l’emulo del cardinale ribelle e molto modernista bruxellese Suenens come primate del Belgio, tramava molto “impegnato” in Vaticano. A favore dell’elezione per l’appunto del futuro Papa Francesco. Il quale, già conquistato da molto tempo all’ideologia irreligiosa e originariamente antropocentrica creata dal suo confratello gesuita Karl Rahner, attraverso la sedicente e derivata “teologia della liberazione” (rimasta ben sud-americana e vanamente condannata non solamente da san Giovanni Paolo II), è stato preposto a realizzare un pontificato (l’attuale) guidato risolutamente dalla rivoluzione eretica neo-modernista. È ben noto, del resto, che il termine “rivoluzione” non può esistere, per definizione e antonomasia, nel vocabolario cristiano: formato, questo, dalle verità primarie e ontologiche soprattutto della Rivelazione trinitaria. La stessa parola “rivoluzione” che invece il gesuita molto eretico tedesco, Rahner, aveva utilizzato emblematicamente per la concezione, molto argomentata e prolissa ma falsa, della sua “Nuova Chiesa”, ora seguita quasi passo passo dall’attuale clero al potere centrale.

La sempre deteminante ingerenza dei Paesi prevalentemente gnostici e massoni sulla ricchezza materiale e spirituale dell’Italia “romana” e cattolica: già dai primi Papi martiri e santi
Questa visione, ormai diventata di fatto ecclesiastica, è stata immediatamente adottata come la marca parecchio luterana e dominante negli attuali primi anni dell’ultimo pontificato. Una vera e propria apostasia più che parziale del cattolicesimo. Questa ha quasi completato lo svuotamento delle chiese da parte dei suoi “fedeli” nella loro già spaventosa rarefazione storica. Peraltro, ora queste chiese sono frequentate – se così si può dire – da “cattolici residuali” ormai quasi culturalmente anche protestantizzati. E provvisti di una “religiosità attiva alquanto sociologica” e superficiale, conforme alla mentalità del mondo, tanto sostenuta teoreticamente dal movimento rahneriano più che molto eterodosso, in realtà totalmente e dannatamente eretico.
Rimane comunque, come sempre provvidenzialemente, una vera “Chiesa viva” che sta riscoprendo o conservando una fede evangelica e autenticamente ecclesiale. Sebbene quantitativamente ridottissima e in reazione a quella massificata (se così si può dire)bergogliana. E in ogni caso non scismatica malgrado le continue provocazioni (blasfemee vaticane ad hoc!) oltre che piena di magistero cattolico moderno, tutto interno alla grande Tradizione evangelica. Così la stampa britannica e europea sta scoprendo, come ricordato qui sopra, certamente non in modo rapido e grazie alla curiosità di una giornalista inglese, l’influenza determinante dei cardinali del Commonwelth, in occasione dell’ultima elezione pontificale detta “progressista”. E apparentemente scervellata nella scelta del Papa Francesco (oppure la più oculata per gli eterodossi modernisti). Utilizzo qui l’avverbio “apparentemente” in quanto i progetti dello Spirito Santo, non solamente a riguardo della tutela dell’elezione e della pastorale papale, restano sempre un mistero benefico impenetrabile… Ma questa sorpresa tardiva non è altro che la norma sempre bellicosamente persecutoria che ha segnato tutti i grandi avvenimenti politici, culturali e militari relativi alla Chiesa (cattolica) e alla sua vera civiltà detta costantemente “universale romana”. La conseguente lotta statalista (sì, sì, non solamente sul piano economico!) della regola gnostica ha largamente osteggiato la matrice della civiltà principalmente occidentale! Ed ora, negli ultimi secoli da parte del potere antireligioso singolarmente di cultura anche solo scientista e razionalistica inglese, relativamente al piano filosofico e politico in quanto i britannici avevano scelto di sottomettere in colonie popoli solamente extra-europei.
Come pure di cultura tedesca e francese, anche e soprattutto sul piano militare e colonizzatore in Europa. Lo stato particolarmente indebolito della cattolicità, a causa del sempre più compiersi e avvicinarsi apicale della sua crisi storica indotta, ha portato questa ingerenza di vere sottomissioni, da distruttiva ed eccezionale conquista ad abitualmente e ancora più efficacemente ordinaria. E la cosa continua ancora sempre più oggi, in modo aperto e arrogantemente nell’ultimo mezzo secolo. Basti pensare alle tragiche e continue vicende ingenerate anche dalle passate ed attuali dirigenze nell’Unione europea… Non è più necessario, nel nostro postmoderno impiegare l’intervento di eserciti. Bastano le cosiddette “regole” économiche, per esempio, di Maastricht…

Il laicismo, attualmente onusiano e sincretico (non ecumenico!) continua a imperversare sempre più dominante, apparentemente quasi all’insaputa degli stessi cattolici detti “tradizionali”
Ormai la grande alleanza gnostica e secolarista che si può definire “occidentale”, se non mondiale, non fa che mordere mortalmente ancora più sulla civiltà che ha visto il suo centro e motore, durante millenni e in modo decisivo, nella Gerusalemme. Poi quasi completamente e rapidamente sostituita dalla “Roma eterna”. Che ce lo si dica e ripeta: le forze gnostiche e massoni, che avevano agito soprattutto sotto traccia ed anche in segreto già a partire dai secoli detti del Rinascimento e del Barocco, hanno finito per conquistare apertamente le ultime vittorie fattuali e politiche nella loro lotta secolare, compresa quella risorgimentale. Tutti conquistati ad una religiosità priva del Cristo Re dell’Universo!
Non a caso il cristianesimo è la sola religione più martirizzata nella storia e pure attualmente, in modo abnorme. In ogni caso, a sentire i discorsi ufficiali e istituzionali di parecchi “nuovi” dicasteri cattolici si rimane sbalorditi. Si può dire che stiano infatti capitolando, in quanto cristiani, sotto l’epurazione sistematica pure del potere di questo ultimo pontificato papalino e antipetrino!
Si è infatti in difficoltà a differenziare il tenore delle sue affermazioni di “fede” in relazione a quelle della maledetta e tecnocraticamente relativista confraternita dell’ONU. O dei grembiulini massoni modernizzati. Oppure con l’ultimo accordo orribilmente sincretico – pure firmato formalmente da Papa Francesco! – “unitamente” ad una autorità musulmana di primo piano ma, come si sa, mai utilmente riconosciuta massima.

E i cattolici, in tutto questo sguazzare fatalmente desolante di secoli gnostici e follemente modernisti? Saranno forse illuminati dalla Fede intrinsecamente intelligente della loro preghiera?
Attualmente ci troviamo, dopo l’ultima e attuale sconfitta costituita dall’ennesimo vergognoso e pure teleguidato o applaudito ribaltone politico italiano da Bruxelles (sostanzialmente anti-democratico a causa della sua “Costituzione più bella del mondo”). La cosa riguarda particolarmente anche i sedicenti “influenzatori” cattolici intelligentoni in diaspora diventati praticamente generali sostenitori dell’alquanto ottusa e insoddisfacente, seppur efficace politica salviniana antieuropea. Ma, si sa, ciò non masta! La loro parola d’ordine, dopo che il potere è stato arbitrariamente tolto al governo giallo-verde italiano fatalmente riluttante, è ora solo di pregare (“non ci rimane che pregare” dicono prevedibilmente e, purtroppo, già molto sconsolatamente previsto). Dimenticando però, e ancora, che il compito rimasto essenziale è quello di costruire massivamente il sempre più necessario, e in gran ritardo (non solo in Italia), partito politico laico dei cattolici. Quindi necessario per tutti gli uomini di buona volontà anche agnostici! Parlo del partito nella fattispecie del Popolo della Famiglia, fondato tre anni fa ma altezzosamente e pretestuosamente da loro rifiutato! Questi cattolici militanti sono in vista di rendersi conto, sperando sempre non troppo lentamente e attivamente sul piano pubblico, della gravità delle attuali disavventure della crisi della Chiesa cattolica. Le cui reazioni (soprattutto negli Stati Uniti, Polonia e in Italia oltre che in altri Paesi detti del Visegrad oppure ad essi simpatizzanti) stanno producendo di (ri)dividere provvidenzialmente e santamente il mondo intero dei cosiddetti “fedeli” cristiani: altro che il terrore di essere “divisivi”!
A causa anche delle azioni e dell’atteggiamento molto efficaci dei modernisti interni al clero cattolico, alla stregua ormai classica della diabolica passione risorgimentale, molto teleologica nello gnosticismo. E allineati, pure in modo alquanto forsennato, secondo il modello dei dirigenti dell’attuale sempre denominata “Mafia di San Gallo”, come per esempio gli attuali cardinali tedeschi Kasper di Amburgo e Marx, di Monaco di Baviera.
Si convertiranno ora i nostri “intelligentoni militanti cattolici laici” alla necessità, oltreché al sempre primariamente “pregare”, nel costruire risolutamente il non facile moderno partito laico dei cattolici, rigorosamente rispettoso della da loro troppo sconosciuta DSC (Dottrina Sociale della Chiesa)?
La sua assoluta priorità dovrebbe apparire indiscutibilmente al di sopra di ogni obiezione politicistica o presunta tale!

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