La tragica irrilevanza politica dei cattolici europei è fondata sul “voto utile”, sul “male minore” o su altre simili e devastanti sciocchezze di tipo ermeneutico. “Il cattolicesimo tornerà maggioranza solo quando – è fattuale ! – rinuncerà al compromesso”, afferma l’insegnamento della DSC (Dottrina Sociale della Chiesa). Non a caso questa è a difesa intransigente, anche se nell’apparente sconfitta, di tutti i “Principi non negoziabili”!

L’esempio delle attuali furbatine procedurali o compromissorie, cui una certa élite di cattolici italiani sta ancora sottoponendosi (riguardo alla legge 580 sull’eutanasia), mostra l’inanità recidiva della subordinazione perdente del cattolicesimo al sempre illusorio o effimero successo mondano
Un chiaro e magistrale articolo di Silvio Brachetta pubblicato il 15 luglio 2019 sull’Osservatorio van Thuân, organo ufficiale e universale della dottrina sociale cattolica, ribadisce (rivelandola) la demenza della politica prevalente e dominante di un un troppo attuale mondo cattolico militante.
Il quale rifiuta, in grande maggioranza, di confluire o di fondare (all’estero) un partito indispensabilmente dei cattolici. Questo è teso a giungere a conpromessi con la cosiddetta legge della politica del  mondo: alla ricerca del successo ad ogni costo, seppur virtuale o solo apparentemente immediato. Questo è un universo di cattolici teso a giungere a compromessi con la politica del mondo praticata dai partiti borghesi per i quali continuano pure a votare… Anche se perfino il cardinal Bassetti, a capo della Conferenza episcopale italiana, ha appena timidamente affermato che mai i cattolici saranno o potranno essere d’accordo con l’eutanasia. La mancanza di fede per l’eterna Verità rivelata e ontologica, tipica dei princìpi evangelici, viene ora acclamata, con relativo tripudio però ancora infamante. Perfino dai cattolici sedicenti e proclamatamente ritenuti più critici e “intelligenti”. È invece la testimonianza della Verità, e non il perseguimento del possibile successo (o supposto) macchiavellicamente cautelativo nel mondo, l’unico dovere del singolo cristiano e della sua cattolicità pubblica! Altrimenti, qual é il senso dell’apparente sconfitta della morte sulla Croce di cui la Risurrezione pasquale costituisce il primo fondamento di fede veramente cristiano? Si tratta – anche se molto analogicamente – del preliminare principio strategico per cui, anche nell’ultimo post su questo blog, avevo giustificato la mia scelta di votare, alle ultime elezioni europee di maggio, per il giovanissimo partito “Popolo della Famiglia”: in vista della (ri)costruzione consolidata dell’inaggirabile partito laico dei cattolici. Peraltro non solo europeo, per cui l’esempio italiano è, nella materia, sempre emblematico per ogni Paese. La cosa costituisce una assoluta esemplificazione, anche se nell’ estrema rarità, soprattutto nel panorama della totalità dei  partiti europei apertamente laicisti o pubblicamente nichilisti, se non di fatto apertamente immorali. Un partito, questo del PdF, da me votato, totalmente e eccezionalmente rigoroso nell’applicazione della Dottrina Sociale della Chiesa.

Così anche i cattolici posizionati contro Papa Francesco, avversi alla sua deriva progressista e modernista, scivolano verso la “mentalità mondana” del successo politicista antievangelico
Forse il tarlo anche rimosso, diventato più che evidente, di non aver aderito subito e raccomandato massivamente alla confluenza nel nuovo partito laico dei cattolici e degli uomini razionali (detto del Family Day), ha fatto ora applaudire la sorprendente iniziale idea di ticerca dell’unità tra una trentina (!) di associazioni più o meno cattoliche o ecclesiali… Siccome lo “Splendore della Verità” non può che emergere sempre e sempre più nel “tempo galantuomo”, è molto probabile che l’entusiasmo verso questa ultima (seppure errone) unità politica cristiana si sia rivelata molto battente. All’unanimità dei fedeli sul piano politico non c’è naturalmente alcuna alternativa ragionevole: un solo partito laico e ben rispettoso sempre della totalità cattolica e antistatalista. Soprattutto in una epoca in cui purtroppo il trend storico è quello della sconfitta e delle sconfitte quantitative culturali e soprattutto legislative. Ad opera del movimento dal pensiero unico e prepotentemente totalitario proprio al secolarismo relativista. L’affermazione pubblica, dunque, della Verità evangelica e delle ragioni naturali diventa sempre più l’essenziale di cui il cattolicesimo deve imporsi e dotarsi. In tutta la sua grandezza, sia razionale che rivelata. Altro che rifugiarsi nelle già tutte penosamente esperimentate ricerche delle “astuzie” politichine, fatalmente destinate ad essere asfaltate dalla cieca volontà di potenza avversa del cosiddetto spirito del tempo gnostico! Del resto, non è più da dimostrare la colpevole ingenuità dei catto-culturosi contemporanei rispetto alla cristianità. Avvezzi come ormai sono e diventati anch’essi vittime del politicismo acefalo, fatalmente teleologico della gnosi ateista. La quale non evita di sfiorare o travolgere nessuno, proprio nessuno. Da cui tutte le sconfitte, soprattutto nell’ultimo intenso e dissennato mezzo secolo culturale e civile. Con un partito anche confessionale, la ex Democrazia Cristiana fino ad un quarto di secolo fa, allorquando fu sciolto, essendo diventato, peraltro quasi dai primi tempi della sua fondazione, alquanto avaloriale o pure a volte anticristiano: sul modello corrente di tutti gli altri partiti marxisti o più o meno liberali: come in ogni altro Paese oltralpe e oltremare.

Pure cardinali, vescovi e preti, tutti molto impegnati, oltre a religiose mondanamente arriviste, ci riempiono sempre di scemenze massificate che fanno scempio anche del buon senso ragiovevole
Impegnati a cosa? Ad annunciare la Salvezza del Vangelo in Cristo? Non precisamente, e soprattutto non nel rispetto della sterminata Tradizione magisteriale alla base di tutta la civiltà, non solo occidentale. Ormai è l’obiettivo implicitamente onusiano nel quale il Clero è veramente impegnato, quando non in modo vagamente esplicito, anche tipicamente massone. Ed “ecumenicamente” mondialista per deisti, filosofi buonisti oppure per più o meno panteisti nell’orribile ecologismo. Vale a dire verso l’immondo processo di secolarizzazione statalista di tutta la vita, tipico anche della vastissima protestantizzazione in atto nel nostro cattolicesimo! Questo pontificato, infatti, sembra sostanzialmente sostenere, in larghissima parte, siffatto programma demenziale. Il quale era, ed è, il programma modernista del cosiddetto gruppo di San Gallo, quello diretto dal non molto compianto cardinale belga Danneels (da pochissimo tempo deceduto), e dai cardinali tedeschi Kasper, di Amburgo e Marx, a Monaco di Baviera. È questo gruppo, denominato generalmente Mafia, che aveva sponsorizzato (anche anticanonicamente) l’elezione del cardinale argentino, futuro Francesco, in occasione delle dimissioni di Papa Emerito Benedetto. Ciononostante, il movimento cattolico antieretico non è mai provvidenzialmente giunto a divenire scismatico: il tragico esempio del luteranesimo è stato ben sufficientemente pedagogico!

Una politica razionale (non razionalista) fondata sui princìpi veramente cristiani secondo la tradizione ecclesiale, sebbene laica e non trans-umanista come ora è abitualmente in auge
Da dove proviene questo totale tentativo (finora ben riuscito!) di reale apostasia nella Chiesa cattolica? A dir il vero dalla poca famosa e quantunque diffusissima “teologia”(veramente nota solo tra rare élites ecclesiastiche) fino ad essere comunque internazionalmente maggioritaria: quella dei modernisti gesuiti facenti capo al loro leader tedesco, Karl Rahner, il devastatore eretico originario del cattolicesimo, fino alla sua dipartita finale nel 1984. E, soprattutto, nell’almeno ultimo mezzo secolo post-conciliare. Spesso sconosciuto anche se, malgrado tutto, progressivamente influente e determinante nei confronti dei parecchi nostri elitari cattolici attualmente pure sotto l’ultima grave accusa di eterodossia. Perciò ora mortalmente criticati dall’organo della DSC (Dottrina Sociale della Chiesa) diretto dal grande arciverscovo di Trieste, monsignor Crepaldi e dal suo attivamente valentissimo segretario laico, Stefano Fontana. Vien fatto di citare a questo punto, una frase di Riccardo Cascioli, direttore profetico del quotidiano cattolico online “La Bussola” (www.labussolaquotidiana.com): “In un mondo che impone il silenzio sulle domande più importanti per l’uomo, chi è stato toccato dalla Grazia ha il compito di affermare, a ogni costo, quella Verità che ha incontrato, rintracciabile nelle storie e nelle cronache che ci raggiungono ogni giorno” (come pure e ad esempio l’orrendo assassinio statalista in Francia, una decina di giorni scorsi, dopo ben altri in diversi Paesi, di Vincent Lambert).
Parole sante, queste, prive dell’irreligiosa fretta di cui sono imbevute le molto inutilmente astute considerazioni speculative dei nostri cattolici intelligentoni di cui sopra. Essi sono anche stravolti per l’impossibilità di produrre nel Parlamento una legge di mediazione nel termine fissato dalla casta dei magistrati impiccioni e poterini della Corte costituzionale… Come se i tempi mondani dell’attuale gnosticismo, anche statalista, fossero quelli di Dio! In sovrappiù, gli stessi fedeli vanagloriosamente impotenti sono invano impegnati pubblicamente a difendere nel mondo – sempre senza un loro partito identitario, efficace e strategico! – il valore assolutamente intangibile della vita. Così, fatalmente, sono anche giunti a tragicamente instupidirsi banalmente – loro, sempre critici e molto diligenti – fino al punto da confondersi e perdersi nello sciocchezzaio più abitualmente nichilista.
La perla, nel qualcaso, è stata di definire “irreversibile”, nel loro più involontario comico, certi aspetti della legge in questione… Mentre, si sa da sempre, tutte le leggi sono fatte – per definizione e antonomasia – soprattutto per tornare indietro nella più pura “reversibilità”. Come anche ha dimostrato il recente esempio sulla clamorosa nuova legge in Alabama… L’articolo citato all’inizio qui sopra (della DSC di Brachetta) l’ha dovuto semplicemente stigmatizzare compassionevolmente.

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