La condotta della Chiesa esige – innanzitutto, sempre e imperativamente – il ristabilimento dei “principi non negoziabili”. Dunque, trattasi dell’identità divina unitaria nella Verità oppure delle diversità mondane del plurale relativista e fatalmente in perdizione?

Bisogna forse celebrare oggi l’”abbraccio” intenzionale e pseudo ecumenico destinato al minimo comune denominatore umanista degli uomini, tuttalpiù, di buona volontà?
Assolutamente no: il cristianesimo ha prioritariamente tutt’altro da fare. In una era dove non si sa più cosa significhi il cattolicesimo autentico, tutto deve essere fatto, veramente tutto, per ricordare, soprattutto agli stessi cristiani, ciò che Cristo ci ha dato in eredità. E ciò che ci induce sempre come fondamentale lasciandosi morire inchiodato sulla Croce. Per poi rapidamente risuscitare nel grande Mistero Trinitario. Correre dietro al mondo, il quale apparentemente cerca già ad unirsi con finalità studiosamente di dominio partigiano, è inutile soprattutto nei nostri tempi.
Il compito consisterebbe nella ricerca infinita di convergenze che però non fanno che constatare progressivamente le divisioni fatalmente radicali. Esse costituiscono piuttosto il tradimento totalmente statalista del messaggio vivente cristocentrico!
Gesù è venuto su Terra per unire gli uomini, certamente, ma affermando in rottura preliminare, inevitabilmente, la natura originalmente divina e salvifica della sua incarnazione destinata naturalmente a dividere: in quanto è imperativo il Suo rispetto scrupoloso della libertà umana.
La magnitudo pedagogica di don Giussani, come più grande educatore del ventesimo secolo, è stata significata dalla sua costatazione della generale “Vergogna del Cristo” da parte della contemporaneità tutta. Oggi non si fa che applaudire ogni iniziativa comune tacendo o astenendosi il più possibile sul significato del vero cattolicesimo, necessariamente e semplicemente integrale.
Ma in generale gli uomini e moltissimi prelati – immancabilmente riduzionisti e sedicenti moderati nella loro tiepidezza – hanno deciso che la priorità su tutti gli obiettivi ecclesiali è di cercare la pace e l’unità ad ogni costo e su tutto. Compreso con quelli appartenenti (moltissimi) ad altre religioni e che vivono in conformità alla mentalità del mondo.
Così, per amalgamarsi con gli altri sedicenti benintenzionati, si finisce per ridurre il proprio messaggio cattolico – in gran parte è già stato fatto! –, vale a dire la propria identità cristiana fino a renderla devastata, irriconoscibile e insignificante.

L’errore di paralogismo cristiano nei nostri giorni è di pensare che ci sia una possibilità autentica e praticabile nel nichilismo del mondo: una religiosità senza Trinità!
Per conseguenza, è così che ogni cristiano diventa inevitabilmente anche spocchioso ricercando la predominanza persino del proprio movimento di appartenenza sugli altri. Dimenticando che codesto movimento domestico non è altro che propedeutico, d’introduzione, a quello reale del Corpo Mistico della Chiesa. Il proprio movimento può anche essere caduco, provvisorio mentre la natura obiettiva è della Chiesa, con la sua pastorale evangelica intrinseca della Salvezza.
La cosa implica cercare una unità cristologica molto esigente. Come quella che animava Gesù allorquando si scatenava con la sua frusta nel Tempio di Gerusalemme. Si tratta della stessa dimensione esistenziale e trascendente che Gli aveva dato coraggio di bere fino in fondo “il calice amaro” e sublime della Passione e della Sua morte come crocefisso.
Nell’obbedienza al Martirio supremo.
Le gioie della Natività non devono far dimenticare il loro compimento nel Venerdì Santo.
Bisogna piuttosto tremare per gli applausi e le false unità ecclesiologiche.

Nella nostra epoca, assistiamo invece alla soddisfazione dei cristiani per i consensi raccolti e accumulati, banalmente e negli applausi, in sovrappiù di tipo onusiano.
I massoni laicisti ci sono anche loro, e in discreta prima fila, in questa assurda e diabolicamente ambigua coalizione “umanista”. Senza nemmeno nascondere la loro opposizione sempre odiosa al cristianesimo, solo ed unico Salvatore universale.
Ma allora non bisogna essere solidali con l’umanesimo con tutti gli altri bipedi?
Evidentemente la risposta non può che essere affermativa. Ma innanzitutto bisogna garantire la missione di Verità!
Tuttavia il Papa ha dato la parola d’ordine che non bisogna privilegiare (quando non praticare!) il “proselitismo” originario del Cristo!
Circolate, non c’è niente da salvare – continuano a blaterare i miscredenti –, fermate le vostre geremiadi di sedicenti peccatori. Se proprio volete pregare e piangere, fatelo nelle vostre sacrestie in quanto tutti vogliono invece divertirsi e fare quello che desiderano secondo la libertà nostra di tutti”.
I protestanti, con le loro innumerevoli sette, frutto delle loro immancabili divisioni teleologiche, non finiscono di festeggiare la loro rabbiosa scissione luterana. Anch’essi sono storditi dal vedere aggiungersi i cattolici alle loro celebrazioni eretiche, senza alcuna motivazione ragionevole soprattutto da parte dei cattolici. Se non quelle che giustificano e conferiscono “fondamento” alla loro separazione distruttiva e anti-ontologica.

All’insegna degli islamici, essi continuano a stralunarsi per le lodi pontificali verso anche il Corano. Oppure, dopo essersi fatto benedire in ginocchio da pastori protestanti a Buenos Aires (!), per l’installazione avvenuta alcuni mesi fa della statua di Lutero, esposta dallo stesso Papa Francesco, in Vaticano!
È di qualche settimana, qui a Bruxelles in cattedrale e alla presenza del primate del Belgio, che un piccolo gruppo di giovani s’è messo a recitare ad alta voce il Rosario per impedire, invano per l’intervento della polizia richiesto dal cardinal De Kesel, al pastore protestante invitato a predicare al popolo cattolico di Dio!
Non è il caso qui, troppo epilogare sui musulmani che si è dovuto battere storicamente e sonoramente per più di quattro volte, armi alla mano, sui loro tentativi incessanti di sottometterci, dappertutto in Occidente, violentemente alla loro orribile Charia: a Poitier, Otranto, Lepanto Vienna e, attualmente, con l’ISIS. Così dobbiamo sempre difenderci dalla loro irriducibile aggressività, feroce di conquista, sempre intrinseca alla loro Umma.
Hanno forse cambiato idea? Niente affatto, generalmente nemmeno di un millimetro. E questo anche se sono, in gran parte circa e astuziosamente dormienti, più o meno consapevoli.
E anche se ce n’è (soprattutto in Africa!) che giungono a convertirsi alla religione che li aveva preceduti con più di sei secoli (e di almeno due-tre millenni): la nostra giudeo-cristiana.
Malgrado la loro nefasta ed inumana pena di morte per chi pratica la loro apostasia!

Nel frattempo, la nostra identità cristiana, l’immagine anche globale del cattolicesimo, sta evaporando anche nelle nostre comunità ecclesiali!
Al posto di fermare tutto questo attivismo da abbrutiti alla ricerca di essere abbracciati da questi eterni e veri irreligiosi “moderni”, in sovrappiù irreciproci (la speranza nel futuro è tutt’altra cosa!), un certo cattolicesimo oggi apparentemente maggioritario ha tendenza a burlarsi di quelli che definiscono gli “identitari”. Modernisti spocchiosi e militanti, non finiscono di soddisfarsi di sentirsi applaudire da questi innumerevoli organizzazioni sataniche. Questi approfittano della perdizione scervellata di quasi tutti i cattolici sedicenti progressisti per impiantare l’inferno nel meraviglioso Universo.
Così si dilettano a sbeffeggiare l’esposizione della semplice identità cattolica cristocentrica, della sua intrinseca e sempre indispensabile evangelizzazione… Mentre si sbellicano, anche senza pudore, dei loro successi umanisti e massificati: la follia.
Si coltivano così demagogicamente le convergenze con ciò che vengono definite le “diversità”, tipicamente dei nostri giorni relativisti e secolarizzati: il trionfo dell’Anticristo!
È per questo che gli autentici cattolici si danno sempre più all’Adorazione Eucaristica silenziosa e alla preghiera d’invocazione dello Spirito Santo, mentre ci si guarda bene dal tenere propositi scissionisti (seppure mai così apparentemente attuali come oggi)!
Anche sul piano politico: non c’è niente di più importante (nulla!) che fondare un solo e unico partito cattolico . Oppure aderire a quello che già è stato creato. Secondo i “principi non negoziabili” sostenuti rigorosamente dalla DSC (la Dottrina Sociale della Chiesa).
Ritornerò presto sull’argomento.

Lascia un commento