Mio figlio Didier, francofono, sposato, quadrilingue e internauta dall’infanzia, mi ha indicato un sito web chiamato “Georgia Guidestones”, dedicato ad un grande monumento neomalthusiano, in sei blocchi di granito alti 6 metri, eretto a cura di membri framassoni della Rosa Croce.

Malgrado le mie “pretese di conoscere tutto sul malthusianesimo”, ignoravo totalmente l’esistenza di questa “installazione” creata nel 1980 in Georgia (Stati Uniti), che fa rferimento anche al monolite nero presente nel film 2001, Odissea nello spazio. L’opera è dedicata al deista, anche framassone, Thomas Paine. Questi è anche famoso per la sua tripla nazionalita di gran livello: la sua nascita ed educazione (era autodidatta) inglese, la sua adozione e gran commesso di Stato statunitense, oltre che per la sua militanza in Francia per la rivoluzione esagonale (fino al 1802), compresa la sua elezione politica nel regime “illuminista”. Autore di un panflet massone anticristiano, morirà nell’assoluta povertà (dopo la gloria e la ricchezza internazionale) dimenticato da tutti: ai suoi funerali erano presenti sei persone. Il sito web segnalato da mio figlio, molto interessato con me al successo del pensiero unico secolarizzato e fondato sulla filosofia framassonica, è abbastanza preciso nella descrizione dell’opera monumentale: più di 100 tonnellate di granito e un “decalogo” che si direbbe concepito e scritto da un funzionario ONU, in otto lingue!
Mala tempora! direbbero i Latini: la nostra era sta riducendo, superficializzare e semplificare tutto. Fino a banalizzare tutta la realtà, che invece è sempre piena di profondità e di complessità infinita. Riduzione attraverso una ideologia risibilmente unidimensionale, facilmente avvicinabile e apparentemente semplice. Vale a dire, si ha a che fare con l’idea detta liquida in quanto multiforme, gaia e fluida della “società dello spettacolo e dello spettacolo della società” già denunciata dai seguaci dei situazionisti francesi all’inizio anni ’60. Questa, alla fin fine, non è altro che la versione detta moderna dell’antica ideologia massone. Che si sia dunque pensato e realizzato di dedicarle un monumento imponente e concettualmente esplicito, poteva anche essere immaginato. In effetti, un framassone rosacruciano se n’è anonimamente occupato.

Ormai il pensiero e il progetto sociale della massoneria non ha più, tuttavia, bisogno di nascondersi, di coltivare la dimensione privilegiata esoterica di una volta: essi si vogliono ora anche maggioritari. Dunque si pretende pure di celebrare e di onorare pubblicacamente la sua ideologia con monumenti grandiosi, più che biblici. E poliglotti: siamo passati all’epoca detta della comunicazione, multilingue naturalmente.
Ma qual è la natura di questo nuovo “moderno”  pensiero liquido e politically correct, anche qui scolpito nel marmo? Innanzitutto, si tratta di una storia di quattro secoli. Rifiutando l’evidenza del fatto che l’universo e l’umanità sono stati creati dal Creatore Signore, in sovrappiù trinitario, le “creature” (che noi siamo) si son messe a “inventare l’acqua calda” proclamandosi arbitrariamente creatori esclusivi di tutto. Negando va da sé – anche implicitamente come esplicitamente – tutti gli “inconvenienti” di siffatta gigantesca e tragica falsificazione!
Per giungervi, è stato necessario cercare di ridurre la vita, la verità e le modalità, vale a dire la via dei tre punti cruciali evangelici e dell’universo giudeo-cristiano. Come prima cosa, è stato necessario eliminare l’indispensabilità della salvezza umana, del bisogno ontologico dell’uomo di affidarsi alla salvezza divina. Molto semplice, affermavano già gli uomini rinascimentali: l’umanità non ne ha bisogno! Si salvano da soli. È sufficiente utilizzare la technoscienza di cui, peraltro, si è relativamente giunti solo alle primizie, già straordinarie, ma pur sempre solo primizie (come se un risultato della collaborazione col piano di Dio possa giustificarsi della sua autonomia)!
E in seguito, seguire i dieci comandamenti del nuovo “decalogo razionale”. Dove il primo prescrive, ben inciso sulla pietra, di ridurre – va da sé – la popolazione mondiale fino a… (tenetevi bene) “500 milioni di persone”. Vale a dire all’incirca la quantità di quanto calcolato dall’abbrutito antiscientifico mister Malthus, fondatore all’alba del diciottesimo secolo, della denatalità artificiale!
Il pianeta ”non può mutrire il miliardo di uomini attuali”, ripeteva lo “scienziato” inglese, mentre nel 2015 il mondo ha prodotto una volta e mezzo in sovrappiù del necessario per i… 7,5 miliardi di abitanti contemporanei. I neo-maltusiani osano così, contro ogni contabilizzazione e previsione anche scientifica, oltre che di fronte a tutte le evidenze più macroscopiche, avanzare una falsificazione elementare e mostruosa di più di due secoli fa.
Naturalmente, non parlo degli attuali problemi complementari, non risolti, di distribuzione equa, di guerre e di sprechi occidentali… Eppure tutti i grandi media del potere continuano solo a sostenere queste bufale in una vulgata straordinariamente stupida e chiaramente infondata, giorno e notte! Non vi annoierò qui con gli altri nove comandamenti logicamente conseguenti e inanellati.

Si può essere solo sconvolti per cotanta irrazionalità antireligiosa, in particolare anticattolica. È quanto accaduto a Giuliano Ferrara, “ateo devoto”, analizzando il grande avvenimento che si svolgerà dal 1° novembre prossimo in Vaticano. Un congresso sulla sedicente ecologia completamente centrato sul neo-malthusianesimo. Da dove viene questa valutazione? Moltosemplicemente dalla lista degli invitati d’onore e dal suo organizzatore e conduttore: il “generale” dei gesuiti Marcelo Sanchez Sorondo, quello che è già passato alla storia, non solo della Chiesa, per aver messo in dubbio, di fatto, tutto il fondamneto della verità della Santa Scrittura: affermando che al tempo di Gesù  “non c’erano registratori”… L’ispirazione divina dei quatro Evangelisti ringrazia per l’acuta considerazione veramente indispensabile storicamente
Così, organizzatori di aborti ben conosciuti e programmatori di denatalità, leader sulpiano internazionale, sono stati invitati a pontificare. “Difendono la pianificazione delle nascite [] tutti seguaci della famosa organizzazione antinatalista mondiale Planned Parenthood”, si legge nell’articolo di Ferrara.
Naturalmente, sono tutti di sinistra e irrimediabilmente contro Trump, che è antiabortista e ha soppresso ogni finanziamento scandaloso a questa colossale officina di denatalità miscredente, contro natura nel mondo. Si possono notare nelle liste degli invitati di primo piano il sedicente economista indiano a favore della diminuzione drastica delle nascite, Partha Dasgupta. Oppure i californiani Scott Peters e Jerry Brown, tifosi sfegatati delle politiche attive di riduzioni mondiali di nascite e partigiani dell’ex-presidente Obama e della sua passoniaria abortista Clinton!
Il gesuita Spadaro, collaboratore molto vicino a Papa Francesco (anch’egli gesuita), è anche alla base ideologica di questo che è solo funzionale culturalmente alla orribile tendenza anticristiana all’edonismo massificato, sempre attraverso la riduzione delle nascite. Questa ha provocato nelle due ultime generazioni più di due miliardi di non nati (quattro volte la popolazione europea)!
Vale a dire la base materiale che ha generato un crollo oceanico della domanda interna nei mercati: come vera motivazione – di cui non si parla quasi mai – dell’attuale crisi economica mondiale.
I neomalthusiani hanno conquistato, dopo le periferie della cultura e dei comportamenti, anche il centro della Chiesa. Non ci resta che pregare.

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