“La maggiore differenza tra i cristiani – diceva un protestante rumeno a l’inviato speciale Rodolfo Casadei – consiste in quelli che credono nel Signore vivente e quelli che credono di credere in Dio”. I perseguitati cristiani – ricordava anche il nostro giornalista – sono quelli che “non sottraggono gli apparenti inconvenienti intrinsechi al cristianesimo”!

Prima di ritornare a Bruxelles (vacanze terminate!) e dopo aver soggiornato al “Centro del mondo”, vale a dire à Pietrarubbia presso il convento delle suore di clausura Adoratrici dell’Eucarestia, in questo fine agosto, ho partecipato alla manifestazione a Rimini in sostegno ai perseguitati cristiani nel mondo. Al 20 di ogni mese, ormai da anni, queste manifestazioni hanno come centro la recita del santo rosario in pubblico, in varie città in Italia, in onore della Vergine Maria e delle vittime delle oppressioni contro i cristiani. L’invitato della serata riminense – in contemporanea per caso, per via della data, col Meeting di Comunione e Liberazione – era Rodolfo Casadei, inviato speciale del settimanale Tempi www.tempi.it , anche a causa della sua missione di sempre relatare direttamente la verità delle situazioni di persecuzione, più o meno violente fino ai genocidi più feroci. Più di 50 sono i paesi nei quali Casadei ha descritto e comunicato il suo giornalismo missionario.
All’insegna del modello di missione a partire dalla clausura delle monache del monastero di Pietrarubbia e del vicino loro convento a San Marino www.adoratrici.it , Casadei concepisce tutta la sua vita a rendere testimonianza – soprattutto in pubblico – della realtà di essere vittime perseguitate: a causa del fatto molto semplice ed esclusivo di essere cristiani!
Oltre ai suoi reportages molto precisi sugli stessi orribili fenomeni ma dal carattere anche auto-volontario e auto-laicista occidentali – come ultimamante in Olanda – Casadei ha scritto  una decina di libri. I due ultimi sono “Tribolati ma non schiacciati” pubblicato da Lindau (Torino) “Perseguitati perché cristiani” pubblicato da Mimep-Docete (Milano) www.lindau.it e www.mimepjunior.it.

Queste manifestazioni pro-perseguitati si svolgono generalmente in una piazza importante, vicino ad una chiesa, e sono centrate sul rosario, due canzoni religiose e una conduzione che finisce su un richiamo alle attualità relative delle ultime persecuzioni. Ad essere invitato a Rimini per lo speech finale molto conciso, è stato Casadei grazie alla sua vastissima esperienza ormai sterminata. Egli ha posto la fondamentale questione religiosa centrata sul rapporto tra il fatto agghiacciante dell’attuale più colossale persecuzione della storia e la vita degli occidentali che noi siamo. Cinque conduttori di rosario (uomini e donne), uno per Mistero, si sono alternati nella preghiera protetta anche dalla polizia e sonorizzata da un performante amplificatore ben assistito.
Così Casadei ha potuto concludere ricordando che il “centuplo in questo mondo” annunciato da Matteo nel suo Vangelo, è possibile alla condizione che non si sia emasculata la globalità del suo messaggio cristiano e cattolico. I fedeli perseguitati conoscono molto bene questi “inconvenienti” che li lasciano senza casa dove hanno abitato nelle loro proprietà durante secoli o milenni. E nella corsa, spesso nella notte con una piccola valigia, nella quale si deve tutto ficcare: i loro averi facilmente trasportabili e lasciando tutto !
E questo, nei casi più fortunati: allorquando si è potuto sfuggire alla morte e alla tortura prima di decidere di non abiurare la fede! Normalmente i boia appartengono e lavorano per il loro Islam: è noto, ma bisognava dirlo esplicitamente, visto che i media lo negano, lo nascondono – praticamente tutti i grandi meda sottomessi al politically correct – per puro opportunismo.

Sarebbe bello poter realizzare queste manifestazioni religiose il 20 di ogni mese dappertutto, compreso in Belgio e in comunione con le altre città e parrocchie. I cristiani occidentali non possono tranquillamente ignorare o restare lontani dall’eco dei terrificanti avvenimenti che calpestano come non mai la libertà religiosa alla base della libertà tout-court nella nostra era nichilista. Quella del pensiero unico e ben liquido, dove è immersa la nostra vita massificata e agiata anche se spesso ridotta ad una squallida insignificanza. Il giudizio necessariamente molto duro di questi perseguitati martiri ci colpisce al di là dell’indifferenza strutturata nella nostra indolenza sazia e molto lobotomizzata. Il sistema di potere che ci governa cerca sempre di addormertarci malgrado il fuoco sacro del senso di giustizia che uomini come Casadei continuano a ricordarci.
Già alle Dolomiti, à San Martino di Castrozza, il nostro giornalista missionario era tra noi “in vacanza” cattolica tra i “dissidenti” di Comunione e Liberazione per narraci l’autenticità con la quale vivere la nostra (poca) fede.
Egli ci “alimentava” di episodi della sua vita di incontri nel mondo intero. In particolare, ha molto colpito la differenza che un protestante suo amico rumeno gli ha fatto ben sapere, in modo molto pertinente. Tra le differenze che separano nettamente i cristiani, diceva e spiegava, ce n’è una principale: quelli che credono veramente in Dio e quelli che credono di credere (nuance!) nella stessa nozione di Dio ma in modo inutilmente astratto: le mistificazioni soprattutto occidentali non finiscono mai di sorprendere.

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