La Croce, quotidiano appena fondato, a sostengno – si può dire – di un nuovo movimento cattolico di punta.

I cinque primi numeri de La Croce sono già usciti questa settimata : un nuovo quotidiano cattolico, molto rigoroso e moderno, al quale mia moglie si è abbonata molto in anticipo, l’estate scorsa. L’incontro, molto prima, di tre personalità tra i giovani cattolici italiani, Mario Adinolfi (ex deputato al parlamento, scrittore e direttore del nuovo quotidiano), Costanza Miriano (madre di famiglia, giornalista e scrittrice) e Maurizio Botta (prete conferenziere), ha generato un vero e proprio movimento, quasi spontaneo, che ha portato alla fondazione di un giornale cristiano. In un periodo in cui l’attacco che il nichilismo relativista e laicista sta dilagando in tutto il mondo occidentale, un altro quotidiano esplicitamente cattolico che nasce può solo costituire una notizia riconfortante.
Quello che è alla base del mio entusiasmo è il suo carattere centrato sull’attualità culturale, politica e ecclesiale (ma non solamente) dell’universo attuale nel quale i cattolici devono alzare la voce per affermare e riaffermare, fieramente, l’eco vitale e ben meditato della Verità evangelica e della razionalità laica (non laicista). Questa linea, nuovamente audace in un panorama cattolico generalmente abbastanza spiritualista e in difesa, aveva cominciato ad essere utilizzata già molto prima. Semplificando, tutto è partito dai libri nel 2012 e 2013 della Miriano (Sposala e muori per lei, e Sposati e sii sottomessa) che hanno particolarmente fatto capolino anche in Gran Bretagna (BBC) e in Spagna. Un successo editoriale strabiliante (più di 80.000 copie inizialmente vendute). A questo successo è seguito quello, sempre in controcorrente, di Adinolfi, Voglio la mamma (con i suoi 40.000 libri venduti già solo alla sua prima stampa), centrato sulla lotta alle teorie LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgenrder). Tre libri che, malgrado i titoli falsamente naïf, sono di un rigore teologico e di uno spessore culturale di alto livello. Essi costituiscono, insieme, una vera panoplia ontologica contro l’attualità antireligiosa delle relazioni amorose e delle pratiche sessuali (riproduttive) moderniste, oltreché mostruose, in corso nel nostro mondo. Inevitabilmente e esplicitamente contro la famiglia! Questi due autori non potevano che incontrarsi e, con padre Botta e il biologista Marco Scicchitano (che ha aggiunto le sue competenze scientifiche alle loro tesi) non hanno mai interrotto di tenere conferenze molto seguite in centinaia di città in Italia.

I contenuti e le narrazioni di questi libri, con molti articoli e interventi televisivi e con altri pubblicati in rari giornali analoghi (soprattutto su Internet), hanno espresso e sostenuto – con successo – la voce al vasto movimento che ha caratterizzato anche la Francia: La Manif pour tous. Per citarne uno solo, sia quotidiano online che settimanale nei chioschi, ricordo Tempi, diretto da Luigi Amicone, uno dei leader molto vicini del più grande educatore del ventesimo secolo, Luigi Giussani, in via di beatificazione. A rendere questo movimento di piena attualità è stato paradossalmente anche l’azione irrazionale, relativista e irreligiosa, anche sul piano politico, dello spiedino laicista LGBT e GPA (Gestazione per Altri), così chiamato l’utero in affitto. Vale a dire il fondamentalismo sessuale in via di politicizzazione totalitaria, con una larga paletta d’iniziative legislative antiumanitarie.
Il tutto, inevitabilmente, contro la famiglia naturale e la verità biologica dell’umano. Va da sé che l’obiettivo di fondo del quartetto di punta de La Croce è che, semplicemente, « i bambini abbiano il diritto di avere un papà e di una madre » (e non due padri A e B o altre formule sempre assurde…).

L’ultima iniziativa è stata ieri a Milano il convegno a difesa, giust’appunto, della famiglia naturale intitolato « Contro i falsi miti di progresso » tenuto sotto l’egida di Tempi e con la partecipazione in primo piano del quartetto de La Croce. A rendere ancora una volta l’avvenimento di grande attualità e molto mediatizzato, è stata l’opposizione scatenata LGBT e GPA che, con anche una incredibile e intollerabile campagna di stampa (con in testa La Repubblica, come abitualmente) ha cercato di farne interdire anche lo svolgimento. Il sedicente pretesto avanzato è che questo convegno era « omofobo » mentre non era assolutamente vero: lo stesso titolo della manifestazione lo certificava. E poi, ogni polemica era – e continua ad esserlo – totalitaria e contro la libertà di espressione… La tendenza liberticida di questi gruppi fondamentalisti è la stessa che li oppone, sempre con violenza anche fisica (!), al Mouvement pour tous in Francia e alle Sentinelle in Italia. È stato necessario che la Regione Lombardia, sostenendo la libertà di espressione (e non solamente), sia intervenuta legalmente, e con la forza massiccia schierata della polizia, affinché il pacifico convegno possa svolgersi tranquillamente. Per dire come la nascita di questo quotidiano La Croce poteva solo essere salutare per la vera libertà.

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