{"id":710,"date":"2014-11-26T12:34:17","date_gmt":"2014-11-26T11:34:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=710"},"modified":"2014-12-04T12:38:05","modified_gmt":"2014-12-04T11:38:05","slug":"linsensata-logorrea-ininterrotta-e-narcisa-delluomo-mediatico-piuttosto-che-lattiva-riflessione-silenziosa-e-razionale-delluomo-religioso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=710","title":{"rendered":"L\u2019insensata logorrea ininterrotta e narcisa dell\u2019uomo mediatico, piuttosto che l\u2019attiva riflessione silenziosa e razionale dell\u2019uomo religioso."},"content":{"rendered":"<p>Si chiacchiera, si interviene, si dibatte, si commenta, si ciancia, si grida\u2026: miliardi di parole sono pronunciate o urlate in una continuit\u00e0 mediatica con una intensit\u00e0 mai raggiunta prima. Ogni canale di televisione, di radio e di qualsiasi altra diavoleria di diffusione sono in competizione forsennata per accaparrarsi l\u2019<em>audience<\/em> di noi spettatori o ascoltatori.<br \/>\nA nostra volta, noi stessi prendiamo la parola in ogni occasione e circostanza, anche nei <em>social network, <\/em>per disputare e rivalizzare oralmente con gli <em>opnion maker <\/em>titolati o supposti tali<em>\u2026<br \/>\n<\/em>Molto bene? Inevitabile, piuttosto! L\u2019effetto globale di tutto questo sproloquio e sparlare \u00e8 la logorrea insensata, ininterrotta e narcisistica di cui si pu\u00f2 dubitare anche dell\u2019effettivo e semplice ascolto (sempre sovrapposto). A volte anche la percezione dei messaggi \u00e8 messa in dubbio: si rimane perplessi, increduli. Spesso si fugge la fatale problematizzazione imposta su qualsiasi cosa. Si cambia canale alla ricerca di calma, di pi\u00f9 calma, anche di superficiale musicale, purch\u00e9 ci si possa sottrarre a questo vizio estremo di voler tutto porre in discussione\u00a0: in modo approssimativo, va da s\u00e9. Spesso ci si ritrova cos\u00ec sovrainformati nel <em>pensiero unico<\/em> standardizzato. In ogni caso, se c\u2019\u00e8 di certo un effetto acquisito secondo la grande confusione caotica alla quale si \u00e8 quotidianamente sottomessi, \u00e8 la relativizzazione di tutto e la soggettivizzazione di ogni giudizio. Si preferisce il vuoto del non pensiero, del superficiale indifferente, dello spettacolo spettacolarizzato ad ogni costo, purch\u00e9 non faccia (troppo inutilement) riflettere e che permetta di uscirne con la propria soggettivit\u00e0 falsamente individualizzata. La fabbrica iperproduttiva alla catena del nichilismo disimpegnato e frivolo si mette continuamente in moto, in ogni caso. Io, per esempio, come misura preventiva, da pi\u00f9 divent\u2019anni guardo la televisione senza suono. \u00c8 rarissimo che alzi il volume per sentire parole che suppongo veramente interessanti. Scelgo generalmente canali sottotitolati. Oppure ascolto il canale 138 di Sky dedicato alla musica classica.<\/p>\n<p>Il vero problema acuto di noi contemporanei \u00e8 la ricerca del senso. \u00c8 la merce pi\u00f9 rara che la logorrea ambiente impedisce d\u2019incontrare: anche quando questa \u00e8 presente, almeno in parte, \u00e8 impietosamente annegata nella banalizzazione abituale di ogni tipo di comunicazione pubblica. Mi vien fatto d\u2019abbandonarmi ad un elogio della comunicazione scritta: essa fa almeno riflettere (\u00e8 il vantaggio principale dell\u2019azione delle <em>Sentinelle in piedi<\/em>!). La lettura parola per parola obbliga a strutturare il pensiero in modo razionale e antisensuale (generalmente si dovrebbe essere affascinati, purtroppo paradossalmente, solo dal poco sensuale insito nelle parole stampate nero su bianco).\u00a0 Come in questo Blog.<\/p>\n<p>Anche quando si va a messa \u2013 ci si va alla ricerca specifica del senso! \u2013 ci si imbatte spesso con competitori molto temibili, nelle omelie, dei venditori logorroici dei media propri alla <em>societ\u00e0 dello spettacolo e dello spettacolo della societ\u00e0 <\/em>(di cui parlavano i situazionisti francesi all\u2019inizio degli anni \u201960).<br \/>\nLe conferenze, le omelie, gli interventi orali, dovrebbero durare almeno la met\u00e0 (a volte un buon terzo): mai pi\u00f9 di una ventina di minuti, anche per il pi\u00f9 talentuoso esperto di retorica oratoria (tutt\u2019al pi\u00f9 30 minuti per una gi\u00e0 lunga conf\u00e9renza!). Una omelia, anche in cattedrale, dovrebbe durare solo quache minuto (dieci al massimo, come faceva papa Ratzinger nelle sue prediche magistrali). Come fare? Molto semplice: due concetti da presentare rapidamente, e non pi\u00f9, nella essenzialit\u00e0 della loro enunciazione. Non pi\u00f9 complicato delle parabole evangeliche! Senza mettersi a parafrasare le letture della liturgia della parola: esse sono gi\u00e0 molto chiare ed \u00e8 sufficiente citarne in dieci secondi qualche parola. \u00c8 la capacit\u00e0 laconica e di sintesi (non i panegirici sbrodoloni) che fanno la forza e la chiarezza dell\u2019ufficiante predicatore. Spesso si assiste a omelie circolari dove i concetti diventano ripetitivi fino a confondersi in argomentazioni tanto pleonastiche quanto imbarazzanti. I fedeli non perdonano i preti prolissi che, inevitabilmente, finiscono per raccontare anche \u00ab<em>verit\u00e0 eterodosse<\/em>\u00bb e inessenziali. Le migliaia di pagine della Bibbia sono alla disposizione di tutti. Quanto ai conferenzieri, sappiano che dopo un quarto d\u2019ora-venti minuti, tutti i partecipanti sono gi\u00e0 distratti e partecipano alla sua supposta <em>performance <\/em>per\u2026 semplicemente attenderne la fine. \u00c8 piuttosto il concetto di silenzio, di riflessione profonda alla ricerca del senso, che i preti e i conferenzieri devono insegnare. Essi non devono fare della pedagogia alla tortura sadica sui posteriori dolorosamente appiattiti sulle sedie dei partecipanti. Che si preparino piuttosto ad aprire una lunga parte di domande risposte con l\u2019auditorio. E che pensino alla frequenza della prossima conferenza. Oppure alle chiese vuote per vendetta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiacchiera, si interviene, si dibatte, si commenta, si ciancia, si grida\u2026: miliardi di parole sono pronunciate o urlate in una continuit\u00e0 mediatica con una intensit\u00e0 mai raggiunta prima. Ogni canale di televisione, di radio e di qualsiasi altra diavoleria di diffusione sono in competizione forsennata per accaparrarsi l\u2019audience di noi spettatori o ascoltatori. A [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-710","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-francamente2"],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/710","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=710"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/710\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":711,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/710\/revisions\/711"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=710"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=710"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=710"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}