{"id":4959,"date":"2024-08-17T20:52:20","date_gmt":"2024-08-17T19:52:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=4959"},"modified":"2024-08-17T20:52:30","modified_gmt":"2024-08-17T19:52:30","slug":"occorre-tentare-quantomeno-per-ognuno-di-diventare-imprenditore-e-ancor-piu-radicalmente-di-coltivare-sempre-la-propria-spiritualita-cattolica-poi-si-potra-pure-ripiegare-gloriosamente-nella-subor","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=4959","title":{"rendered":"Occorre tentare quantomeno per ognuno di diventare imprenditore e, ancor pi\u00f9 radicalmente, di coltivare sempre la propria spiritualit\u00e0 cattolica. Poi, si potr\u00e0 pure ripiegare gloriosamente nella subordinazione statutaria, sia operaia che impiegatizia, anche di alta professionalit\u00e0&#8230; Nel frattempo, si dovr\u00e0 indispensabilmente verificare di non essere stato scelto dal divino destino per la vocazione esclusivamente religiosa (contemplativa nel monachesimo) oppure pastorale (prete o frate da presbiteriato per il culto, la predicazione, l\u2019assistenza testimoniale&#8230;). Tutte le altre funzioni vocazionali, pure femminili \u2013 veramente tutte! \u2013, non sono che semplici loro articolazioni:  dipendenti dalla \u201cmissionariet\u00e0 cristiana personale\u201d. Nella pubblica utilit\u00e0 del detto \u201cmercato\u201d, ma sempre scrupolosamente evitando il dannato neo-gnosticismo, nell\u2019inevitabile scemenza oggi modernista!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Tutto parte dalla prevalenza della vita interiore: essa \u00e8 la caratteristica peculiare dell\u2019uomo in tutto il Creato. Il \u201c<em>cosa farai da grande<\/em>\u201d consegue nella sua primaz\u00eca vocazionale nell\u2019universo. Ma tutto scaturisce dalla religiosit\u00e0, dal suo \u201creligare\u201d ogni attimo di esistenza al lavoro dello Spirito!<br \/>\n<\/strong>\u201c<em>Andate a lavorare, fin da ragazzini, e cercate innanzitutto di diventare anche piccoli imprenditori, creatori del vostro lavoro e di quello pure altrui<\/em>\u201d! \u00c8 il messaggio perlopi\u00f9 inascoltato che tutti i grandi uomini della nostra epoca continuano a trasmettere, piuttosto inutilmente, da quasi tre generazioni. Non \u00e8 lo Stato, oltretutto statalista e totalitario, la soluzione vocazionale della Vita come idolatricamente creduto oggi.\u00a0 E questo, specialmente dal \u201968 edonisteggiante, superficialmente ribelle e radicalmente rivoluzionario sul piano culturale, oltre che assassino del Padre nella civilt\u00e0: nella vita spirituale e in quella personale della Famiglia! A Milano, per esempio all\u2019inizio degli anni \u201960, c\u2019erano non meno di 70.000 lavoratori-studenti che, oltre alle allora 44 ore settimanali di lavoro, si sobbarcavano di almeno 22-26 ore di scuola serale comprensivo del sabato pomeriggio, pi\u00f9 l\u2019immancabile studio alla domenica, per realizzare il famoso <em>boom<\/em> economico mai pi\u00f9 rivisto poi, se non con incrementi da prefisso telefonico di una volta. Con i genitori, come mio padre insieme a moltissimi altri, che oltre al lavoro di infermiere, ne \u00a0faceva altri due: il falegname con l\u2019ndare a suonare i timpani nelle armonie, soprattutto le \u201cbande musicali\u201d svizzere nei <em>week-end<\/em> (per guadagnare i <em>conquibus<\/em>, come allora pure si diceva, con cui si \u00e8 comprato \u2013 a rate naturalmente per la famiglia con tre figli \u2013 \u00a0l\u2019appartamento di pi\u00f9 di 90 m\u00b2 nella periferia di Milano)&#8230; Mio fratello ed io andavamo alla scuola di sera per cui, dopo il lavoro giornaliero, io operaio metalmeccanico e lui disegnatore tecnico, abbiamo raggiunto la scolarit\u00e0 (in sei anni) di scuola superiore.<\/p>\n<p><strong>L\u2019indispensabile coltivazione della spiritualit\u00e0 cattolica personale pi\u00f9 la pratica imprescindibile della classica Famiglia: da cui il concetto stesso (gradualmente bloccato) di imprenditorialit\u00e0<\/strong><br \/>\n\u201c<em>Fin da ragazzini<\/em>\u201d, oggi illegale? Fatelo piuttosto di nascosto ma fatelo. E puntate a verificare se, per destino di Grazia, non si sia nascosta per ognuno una vocazione imprenditoriale al posto di coltivare l\u2019escclusiva e unica idea di lavorare il meno possibile o di fare l\u2019impiegatuccio a vita: se possibile sindacalizzato e \u201cbisognoso\u201d di molto riposo garantito e ben remunerato con continue vacanzine (e non rare \u201cmalattie\u201d)&#8230; Una volta verificata che la vostra vocazione non possa essere quella dell\u2019imprenditore, potrete rispondere alla prima inserzione per un impiego subordinato. Senza per\u00f2 la boria delle pretese lavorative con i ricchi \u201c<em>benefits<\/em>\u201d che la societ\u00e0 non pu\u00f2 del resto permettersi: se non con i debiti pubblici da mille miliardi e molro pi\u00f9 di euro. Che, ovviamente, pure le prossime generazioni dovranno pagare inconsapevolmente&#8230; E senza il macigno sulla schiena dell\u2019ideologica \u201clotta di classe\u201d. Disumano e arcaico tutto questo? Neanche per sogno!<br \/>\nDai grandi miti degli \u201c<em>uomini fai da te<\/em>\u201d all\u2019ultimo \u201c<em>best seller<\/em>\u201d mondiale di Vance (il candidato repubblicano alla vice-presidenza americana), l\u2019<em>hillbilly <\/em>(il poveraccio bianco delle colline) nell\u2019Ohio negli stati Uniti, racconta la stessa storia che \u00e8 un po\u2019 anche la mia, emigrato in Brianza da bambino, a Milano e poi a Bruxelles. Dove ho fondato un\u2019impresa, ora venduta da mia figlia che l\u2019aveva ereditata ai miei 72 anni e oltre&#8230; Da ben oltre una cinquantina d\u2019anni.<br \/>\nDa dove mi era venuta l\u2019idea di creare un\u2019impresa? Ma dall\u2019idea di matrice missionaria cristiana e responsabile (nell\u2019assoluto personale), data da Ges\u00f9 ai suoi Apostoli: per andare a convertire alla Verit\u00e0 unica le popolazioni dell\u2019attuale Palestina e planetari. Cosa che il movimento dell\u2019allora chiamato <em>Giovani Lavoratori<\/em> di don Giussani (poi denominato <em>Comunione e Liberazione<\/em>) , in un quartiere della periferia milanese, insegnava ai giovanissimi come me&#8230; Era il tempo della nostra prima formazione come apprendisti dello Spirito, nella ricerca della dimensione interiore prevalente alle notre pratiche fattualissime quotidiane e metropolitane: ora impensabili anche a poter solo essere comunicate&#8230;<\/p>\n<p><strong>La vocazionalit\u00e0 divina non pu\u00f2 che primeggiare, sia per ragioni metafisiche che fattuali. Anzi dalle prime discendono sempre le seconde: il principio per cui si deve produrre pi\u00f9 di quanto si consumi!<br \/>\nIl \u201cDistributismo\u201d, la teoria politico-economica cattolica, mai davvero considerata dalla Sua Chiesa<br \/>\n<\/strong>Come premessa, si deve poter aver ben chiara l\u2019idea che senza vita spirituale interiore a ogni individuo, non c\u2019\u00e8 nemmeno la possibilit\u00e0 di far fronte al ciclopico problema della vocazionalit\u00e0 generale, sociale e personale. Si deve cio\u00e8 costatare il tragico destino degl\u2019innumerevoli abbrutiti umani, ora dal modernismo, che i primi \u201c<em>gnosticisti cristiani<\/em>\u201d iniziali gi\u00e0 del secondo secolo, attribuivano tragicamente in modo erroneo alla cosiddetta ontologia umana le tre prime categorie dette spesso allora \u00a0immutabili: i senza spirito, i conformisti per interesse e gli spirituali. Per cui l\u2019uomo (ogni uomo, senza eccezioni) \u00e8 sempre la Creatura concepita ad <em>immagine di Dio <\/em>secondo il Cristianesimo. E destinata immediatamente, dalla sua Creazione, alla collaborazione unica nell\u2019universo con la Trinit\u00e0. Nella Ricreazione continua come sviluppo approfondito della ricerca della Verit\u00e0. Di tutta la Verit\u00e0 cristiana, che anche uno dei primi neo-gnostici rivoluzionari implacabilmente il pi\u00f9 anti-clericale della nostra era moderna, il Napoleone auto-incoronatosi imperatore davanti al Papa, riconobbe molro dopo. Cio\u00e8 nella\u00a0 Grazia ricevuta prima della morte all\u2019isola di sant\u2019Elena, in cui la sua intelligenza era giunta a comprendere come l\u2019unica Vera religione dotata di \u201c<em>Infinito<\/em>\u201d fosse solo il Cattolicesimo (ripeteva al suo generale sempre ateizzante Bertrand, suo co-esiliato ugualmente). A condizione per\u00f2 di non entrare in alcuna contraddizione con la Rivelazione gi\u00e0 completa di Dio: quella oggi solo della Chiesa romana, sempre e nonostante tutto. All\u2019uomo \u00e8 dunque concesso, per Amore, di scoprire progressivamente \u2013 o pure molto tardi \u2013 gli approfondimenti della Verit\u00e0 gi\u00e0 Rivelata: in tutti i campi dello scibile e dei Misteri della Cattolicit\u00e0.<br \/>\nE, quindi, di accettare che la Ragione umana, non solo non sia separata dalla Fede, ma che essa si sottoponga naturalmente alla grandezza incomparabile dello stesso riconoscimento razionale del Reale. Il quale comprende la Ragione ritenendola cos\u00ec autonoma anche nelle sue metodologie dette sempre provvisoriamente \u201cscientifiche\u201d. In sovrappi\u00f9, tutta la ricerca sulla scienza \u00e8 obbligata a siffatta grandiosa autonomia, grazie alla funzione illuminante della Grazia divina che solo la Fede cattolica assicura. Uno dei principi intrinseci di questo concetto veritativo, anches\u00ec rivelato, \u00e8 quello per cui l\u2019uomo deve produrre veramente in modo imprevedibile pi\u00f9 di quanto consumi. Il che implica che le nazionali societ\u00e0 umane cui appartiene da quasi mezzo millennio, hanno dissennatamente iniziato a ostracizzare Dio al di fuori della dimensione pubblica e politica. Cos\u00ec che non possano fare debiti se non moderatissimi e sempre proporzionati alle condizioni reali. Non a carico delle future generazioni, ovviamente senza il loro&#8230; consenso indispensabile consenso di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La truffa statalista e coatta alle spese del popolo tutto sottomesso totalitariamente (e sempre \u00a0provvisoriamente!) delle generazioni oggi purtroppo inconsapevoli e soprattutto future<\/strong><br \/>\nMa, ancora pi\u00f9 grave e inaudito, \u00e8 che non si possa strutturalmente e moralmente creare \u2013 attraverso l\u2019assetto ora diabolico dominante dello Stato attuale, assoluto e statalista \u2013 l\u2019inesistente ricchezza (artificiale, va da s\u00e9) mettendola in conto ai debiti oppressivi delle popolazioni future.<br \/>\nLa gigantesca truffa dello statalismo infinito e illimitato (al posto e in vece di Dio), a profitto di una ristretta oligarchia tirannica nel mondo, \u00e8 ovviamente alle spese totalitarie dell\u2019umanit\u00e0 cos\u00ec schiavizzata. La moneta correntemente usata da secoli, cio\u00e8 il valore della ricchezza creata nella storia, non \u00e8 assolutamente appartenente al popolo \u2013 come si dice e si pensa correntemente \u2013, ma alle banche ben private e oligarchiche. Riprender\u00f2 l\u2019argomento per ben analizzarlo e spiegarlo.<br \/>\nIl Distributismo, vale a dire la teoria politico-economica fondata sulla Verit\u00e0 cristiana della Dottrina Sociale della Chiesa, una volta che \u00e8 stata rimessa in Luce da Papa Leone XIII e rielaborata dalla ricerca semplice e realista del trio anglofono Chesterton, Belloc e Mc Nabb pi\u00f9 di un secolo fa, \u00e8 stata ignorata e occultata dalla Chiesa cattolica stessa in cerca di modernismo mondano. La cui ricerca \u00e8 \u00a0rimasta pressocch\u00e9 sconosciuta per far s\u00ec che, supinamente, tutti i Cattolici aderiscano, oggettivamente e in modo progressivo, alle ideologie comuniste o a quelle altrettanto politiciste dette \u201cliberali\u201d, messe in commercio da quasi mezzo millennio dal dannato modernismo.<br \/>\nQueste ideologie, ovviamente false e falsificanti, sono intrinsecamente erronee in quanto, per esempio, spendono di pi\u00f9, molto di pi\u00f9 e direttamente, di quanto si giunga (apparentemete) a produrre attraverso lo Stato detto moderno, gradatamente sempre pi\u00f9 ateo. Alle spese di chi? Naturalmente del futuro concreto, cio\u00e8 del popolo-bue reso tale con la conseguente massificazione. Finch\u00e9 la cosa possa reggere tutto l\u2019imbroglio teoretico e pratico sulle spalle delle masse popolari, mistificate totalmente e subordinate. Comprese pure le piccole e medie immprenditrici che, anche per crassa ignoranza coltivata e voluta espressamente, oltrech\u00e9 incredula e relativista, sono cos\u00ec pari credulone, o quasi, delle sterminate masse di subordinati. Che stanno al gioco del massacro masochista tutto ideologico, perlopi\u00f9 inconsapevolmente. Lo straordinario \u00e8 che la menzogna, mentre si \u00e8 ora molto parzialmente smascherata per il comunismo (purtroppo solo apparentemente, con la propaganda forsennata e contraria di tutta la sinistra mondiale) per questa ideologia (reo confessa spontanea nell\u20191989-91 di fronte al proprio fallimento auto-dichiarato storicamente di fronte al mondo intero). Vale a dire il liberalismo occidentale: il quale fa finta ora, nella figura di legittimit\u00e0 culturale ed economica \u00a0incontrastata, di essere l\u2019unico modello economico valido e legittimo. Mentre \u00e8 stato alla base del modernismo come inventore dell\u2019eresia mondialista ed economicista, prodotta da tutti i filosofi gnostici e massonici, non solo tra gli economisti collettivisti e socialisteggianti, ancora oggi in auge. Collettivisti, soprattutto marxisti comunisti (notoriamente osannati generalmente e ancora maggioritariamente hegeliani) prodotti comunisti, fatalmente e cronologicamente, dallo stesso Stato capitalistico! Il tragico \u00e8 che la Chiesa cattolica \u00a0ora anche molto neo-gnostica e modrnisteggiante, totalmente dichiarata (almeno ufficialmente) a sostegno del liberalismo irreligioso, rende la situazione oltrech\u00e9 confusa sulla via della dannazione!<\/p>\n<p><strong>L\u2019imprenditorialit\u00e0 costituisce, sempre, il primo criterio del lavoro come attivit\u00e0 vocazionale e intrinseca di ogni Persona: nella sua Vita, in quella sociale e storica in cui campeggia la Verit\u00e0 unica nella follia dei diritti del desiderio, affermati prima e indipendentemente del dovere di produrli<br \/>\n<\/strong>Quando si continua molto debolmente a ricordare moralmente ai genitori di almeno \u201c<em>mandare a lavorare i figli<\/em>\u201d il pi\u00f9 presto possibile per ben educarli, non si d\u00e0 una ricettina di galateo modernista, ma si afferma una verit\u00e0, la Verit\u00e0 eterna stessa, suprema dell\u2019uomo-Creatura che si associa veritativamente al suo Creatore sempre al Lavoro. Per continuarne l\u2019Opera creativa eterna in quanto \u201ccoordinato co-creatore associato dell\u2019universo soprattutto umano\u201d, tra l\u2019altro. Il suo compito \u00e8 cos\u00ec quello di mettersi sulla strada di poter comprendere sempre pi\u00f9, innanzitutto, la Verit\u00e0 oggettiva del Reale&#8230; E sfuggire all\u2019inevitabile Torre di Babele, il cui Peccato suo originale lo inclina sempre, oggi in particolare, a volersi ripetere in modo doppiamente parassitario. Oltre alla classica indolenza classica, in effetti, oggi l\u2019uomo modernista ha aggiunto anche la detta idea corrente che la Vita sarebbe \u00a0animata dal falso edonismo ideologico dell\u2019immagine satanica del mondo. Per cui si possa \u201c<em>avere il cosiddetto diritto di avere Tutto e subito<\/em>\u201d, in relazione a ci\u00f2 che si giunge a desiderare. Ovviamente, si tratta di falso diritto in quanto non \u201cprecendentemente\u201d pre-ordinato, sempre anticipatamente ed effettivamente doveroso nel realismo (!): mai avverabile veramente da ideologie oltretutto falsamente collettiviste e naturalmente totalitarie. \u00c8 invece il \u201cvalore aggiunto\u201d, quello che, contrariamente al razionale, viene considerato la \u201cTassa\u201d fondamentale della societ\u00e0 modernista e, non a caso, alla base dell\u2019UE. Per cui si deve tutti lavorare per soddisfare i bisogni delle ristrettissime oligarchie alla maniera di Davos e di tutte le istituzoni politiche mondiali e mondialiste loro dipedenti. L\u2019aggiunta di valore innato all\u2019esistente \u00e8 invece il Senso e il risultato del lavoro di ciascuno, in rapporto al proprio valore individuale e vocazionale. Che ciascun uomo, dovunque si trovi, deve poter realizzare come scopo principale della sua esistenza, nel proprio essenziale e primario ringraziamento divino.<\/p>\n<p><strong>L\u2019IVA come primaria Tassa anche dell\u2019Unione Europea, come dimostrazione fattuale dell\u2019inesistenza di Dio nel presente e nel futuro dell\u2019uomo. La sostituzione della rekigiosit\u00e0!<\/strong><br \/>\nUna trentina di anni fa, anche in Francia, aveva fatto capolino l\u2019idea iniziale che non si dovesse tassare con l\u2019IVA\u00a0 (Imposta sul Valore Aggiunto) il lavoro di trasformazione riguardo al valore della realt\u00e0 fattuale. Che s\u2019immaginasse invece una tassa unica piuttosto sul consumo e non sul lavoro.<br \/>\nLa cosa avrebbe reso immediatamente e automaticamente giusta (sempre proporzionata e libera) la tassazione legittimamente statale. Pure possibilmente diminuendo radicalmente e contemporaneamente la perversa potenza statale e statalista&#8230; Affermando la priorit\u00e0 ontologica della gerarchia della decisionalit\u00e0 libera dell\u2019uomo: se produrre o cercar di consumare di pi\u00f9 del&#8230; semplicemente disponibile. Ma allora anche moralmente accettabile!<br \/>\nDella proposta appena introduttiva non se ne parl\u00f2 stranamente pi\u00f9&#8230;<br \/>\nCi si ricordi che ora tutte le Nazioni hanno deciso di spendere (apparentemente) e da almeno una una cinquantina di anni, di pi\u00f9 di quanto si&#8230; creda di produrre. Il che soddisfa l\u2019ideologia dominante ma non esattamente nemmeno lo stesso consumo sottoposto cos\u00ec alla razionalit\u00e0 (per i motivi di Senso, di Verit\u00e0 e di Ragione sopra esposti sommariamente). Non a caso da molti decenni le cosiddette \u201ccrisi economiche\u201d non fanno che inanellarsi l\u2019una all\u2019altra (soprattutto in ultima analisi artificialmente), con minacce sempre pi\u00f9 gravi e con discrepanze divaricanti a forbice, tra ideologia illimitata e pseudo-edonista e realt\u00e0 economiche sempre pi\u00f9 limitative e paurose. Sul problema, evidentemente non conosciuto, perch\u00e9 occultato<em> ad hoc<\/em> da sempre, confermo che cercher\u00f2 sicuramente di tornare&#8230;<\/p>\n<p><strong>Esiste per essere felici gi\u00e0 in questo mondo una \u201cliturgia\u201d del rapporto di produzione rispetto alle proprie fasce di et\u00e0: esse non possono essere che religiose e Rivelate dalla Cattolicit\u00e0. Sostituire la razionalit\u00e0 col razionalismo ideologico \u00e8 diventato lo sport universale numero uno al mondo<br \/>\n<\/strong>Il \u201cvalore aggiunto\u201d, ossia lo scopo felicitativo principale del lavoro, vale a dire l\u2019attivit\u00e0 primaria \u00a0fondamentalmente esistenziale umana, non pu\u00f2 essere concepito se non in funzione dello stesso uomo, come ogni altra attivit\u00e0 umana, nelle sue diverse et\u00e0. Ora che ho compiuto le mie ottanta primavere e che da meno di otto anni non lavoro pi\u00f9 nella mia ditta (ora venduta da mia figlia che l\u2019aveva ereditata e condotta), guardo come l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo non possa proporzionarsi e concepirsi solo rispetto alle sue fasi di et\u00e0. Mai queste dovranno \u00a0essere sospese, in attesa, o in&#8230; pensione inattiva per il suo vivente. Che si debba nascere o morire non in attivit\u00e0 produttiva \u00e8 il Senso della civilt\u00e0 (in particolare quella cattolica e pure non solo), in cui gli adulti sentono e vivono l\u2019onore di accollarsi l\u2019onere dei loro neonati e vecchi in et\u00e0 moritura. Gli adolescenti, i giovani adulti e gli anziani hanno strutturalmente esigenze produttivistiche, consumiste e formative ben diversamente differenziate e doverose. Pensare quindi all\u2019assurdo delle irrealizzabili ed ingiuste remunerazioni pensionistiche da erogare nella (impossibile) sostenibilit\u00e0 con le richieste della sinistra di pensioni per tutti a sessant\u2019anni o poco pi\u00f9, \u00e8 un fatto demenziale. Oppure distribuire vitalizi al livello delle ultime \u00a0remunerazioni nelle attivit\u00e0 professionali di ciascuno! Nonch\u00e9 si rifletta sulle assurde richieste delle ormai moltitudini di divorziandi, nella loro esistenza tranquillamente rivendicata come \u201cdiritto\u201d per aver commesso una colpa almeno generalmente corresponsabile, mentre lo Stato tuttofare si occupa anche del giudizio legale. Tutto questo \u00e8 demenziale. Il problema, come sempre, \u00e8 l\u2019assenza di criteri razionali e religiosi, nel senso di almeno \u201creligati\u201d alla totalit\u00e0 dell\u2019esistente dalla stessa Creazione fino alla sua esclusione e negazione imposta nel modernismo molto ideologico. Sempre arrogante nel suo ateismo astratto. Nonch\u00e9 il tutto concepito per irrealisti razionalisti (non razionali). E divenuti, ovviamente, cos\u00ec spessissimo dementi.<br \/>\nCosa pu\u00f2 salvare, quindi, dal collettivismo ugualitarista dei diritti senza doveri della nostra epoca?<br \/>\nEcco cos\u00ec il manifestarsi dell\u2019esigenza delle neglette \u201cLiturgia\u201d e della \u201cVocazionalit\u00e0 personale\u201d, ossia della normativit\u00e0 vitale, nell\u2019esistenza anche generale e non solo \u201creligiosa\u201d. Che non pu\u00f2 che essere civile. E soprattutto fondata sempre e anch\u2019essa sulla Verit\u00e0!<\/p>\n<p><strong>La vita degli anziani non pu\u00f2 che rinunciare all\u2019attivit\u00e0 estrema per divenire sempre pi\u00f9 contemplativa e dedicata soprattutto all\u2019Adorazione del Creatore trinitario di tutto il Creato<\/strong><br \/>\nLe mie esigenze razionali, alla mia et\u00e0, sono ormai ridottissime. Giustamente: mi avvicino al termine della mia esistenza terrena, quindi le mie necessit\u00e0 si riducono sempre pi\u00f9 verso il famoso \u201czero cimiteriale\u201d: per cui a che pro una pensione dello stesso livello di remunerazione della mia vita adulta? Naturalmente parlo di necessit\u00e0, di bisogni percepiti come razionali e non come capricci coltivati (del tipo \u201c<em>quando sar\u00f2 in pensione, voglio fare il giro del mondo<\/em>\u201d&#8230;), a volte come vere e proprie ideologie auto-parassitanti oppure di esercizio di volont\u00e0, purtoppo, d\u2019inutile potenza.<br \/>\nChe almeno nell\u2019et\u00e0 ultima, all\u2019azione si sostituisca il pi\u00f9 possibile la contemplazione: just\u2019appunto per prepararsi degnamente all\u2019Adorazione della Vita piena non meno che eterna (anche economicamente, in modo ovvio!). Cosa razionalmente desiderare di legittimo, realisticamente fondato e naturalmente giustificato prima di occuparsi \u2013 forse infine! \u2013 del nostro non appena poco&#8230; duraturo e futuro eterno. A cosa serve una pensione remunerata al massimo quando la Vita diventa necessariamente e opportunamente quella di una sorta di \u201canacoreta\u201d?<br \/>\nPer corrompere forse le generazioni seguenti e non educarle?\u00a0 Finalmente in una pratica che, come almeno interiormente, si avrebbe dovuto aver vissuto lietamente da sempre. Preghiamo!\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto parte dalla prevalenza della vita interiore: essa \u00e8 la caratteristica peculiare dell\u2019uomo in tutto il Creato. Il \u201ccosa farai da grande\u201d consegue nella sua primaz\u00eca vocazionale nell\u2019universo. 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