{"id":4307,"date":"2020-10-05T12:23:22","date_gmt":"2020-10-05T11:23:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=4307"},"modified":"2020-10-05T12:23:52","modified_gmt":"2020-10-05T11:23:52","slug":"due-ideologie-governano-le-attivita-economiche-e-culturali-sulla-terra-la-liberale-e-la-socialista-esse-dispongono-della-stessa-concezione-di-fondo-la-realizzazione-di-un-massimo-di-profitto-illimi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=4307","title":{"rendered":"Due ideologie governano le attivit\u00e0 economiche e culturali sulla Terra, la liberale e la socialista. Esse dispongono della stessa concezione di fondo: la realizzazione di un massimo di profitto illimitato; e quella riduttiva al pi\u00f9 basso grado intellettivo, massificando entrambi nel pensiero unico e liquido. Da cui le loro conseguenze sempre nefaste: non si fa altro che passare da una crisi all&rsquo;altra, sempre nella tragica schiavit\u00f9 economica e culturale di quasi tutti i lavoratori (manuali e intellettuali), attenuando con il sempre minimo e molto generale edonismo residuale e di massa. Ma la Dottrina Sociale della Chiesa ha appena pubblicato un nuovo dossier che ri-presenta la sua concezione dimenticata, soprattutto da tutti i partiti politici borghesi nel mondo. La quale visione risolve veramente ci\u00f2 che le ideologie rifiutano sistematicamente, il molto cattolico \u00ab\u00a0distributismo\u00a0\u00bb!"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Il Cristianesimo, necessariamente cristocentrico, non poteva che risolvere il cruciale problema completamente irrisolto del capitalismo e del socialismo, relativo al \u00ab\u00a0Bene comune\u00a0\u00bb nella Giustizia: grazie ai grandi cattolici Belloc, Chesterton e il monaco McNabb, tutti \u00ab\u00a0distributisti\u00a0\u00bb.<br \/>\n<\/em><\/strong>I pi\u00f9 prestigiosi cattolici inglesi moderni, G.K. Chesterton, suo fratello minore e soprattutto il loro vicinissimo amico, l&rsquo;uomo politico Hilaire Belloc, diretti spiritualmente dal monaco irlandese McNabb, costruirono, da pi\u00f9 di un secolo, la dottrina del \u00ab\u00a0distributismo\u00a0\u00bb, in radicale polemica contro le ideologie politiche, gnostiche\u00a0 e riduzioniste del liberalismo e del socialismo. Il tutto, a partire della grande enciclica sociale \u00ab\u00a0Rerum novarum\u00a0\u00bb di Papa Leone XIII e sulla base di tutto il Magistero sociale cattolico della storia della Chiesa. Sotto la suprema egida del presidente ormai emerito, Giampaolo Crepaldi dell&rsquo;Osservatorio Van Thu\u00e0n, ancora alla testa della<em> DSC<\/em> (<em>Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>), la pubblicazione qualificata di questo dossier nel suo ultimo Bollettino (2020, n\u00b0 3), di non meno di sei principali saggi approfonditi, ha rinforzato il libro faro di Belloc \u00ab\u00a0Lo Stato servile\u00a0\u00bb (1912) e l&rsquo;annuncio del 1991: quello di un gran congresso al Vaticano voluto da Papa san Giovanni Paolo II, dedicato al distributismo originario, non solamente inglese, come teoria economica ben sperimentata in due millenni di storia cattolica! Gli esperti tra i pi\u00f9 prestigiosi in distributismo al mondo come Thomas Storks, marco Semerini (presidente della <em>Societ\u00e0 Chestertoniana Italiana<\/em>), Fabio Trevisan dell&rsquo;<em>Osservatorio<\/em> stesso, Matteo Mazariol autore del centrale intervento su Belloc hanno dato consistenza a questa pubblicazione che non potr\u00e0 ora sfuggire all&rsquo;inoltrarsi del dossier verso \u00a0un passo da gigante nella <em>DSC<\/em>. Tutti questi esperti si son dati alla gioia di ri-presentare \u2013 con l&rsquo;introduzione storica e teologica del supremo Crepaldi \u2013 la dottrina centrale sociale e politica del Cattolicesimo. Anche da un punto di vista pratico, con un&rsquo;abbondante quantit\u00e0 esemplicatrice di esperienze distributiste, pure spontanee, si \u00e8 passati definitivamente ad una nuova epoca, dopo quella segnata nel 1991, dove il presidente attuale della <em>DSC<\/em>, Stefano Fontana aveva gi\u00e0 partecipato!<\/p>\n<p><strong><em>Come distribuire la Giustizia nella Libert\u00e0 nell&rsquo;era della predazione oligarchica?<\/em><\/strong> <strong><em>Innanzitutto con la diffusione massima della propriet\u00e0 dei mezzi di produzione e della difesa ad oltranza della Famiglia, come soggetti ontologici e spontanei, nuclei naturali produttori della felicit\u00e0 umana.<br \/>\n<\/em><\/strong>I detti diversi e vasti interventi hanno messo ben a fuoco i concetti centrali del distributismo scaturiti, in ogni caso, dalla critica totale e globale alle parecchie false ideologie, liberali e socialiste, fondamentalmente materialiste, relativiste nonch\u00e9 razionaliste e minimaliste. Il distributismo si \u00e8 cos\u00ec immediatamente presentato, molto cattolicamente, come approfondimento del \u00a0\u00bb solidarismo\u00a0\u00bb inizialmente proposto dal tedesco Pesch. Egli si era rifugiato in Inghilterra (gi\u00e0 come seminarista), a causa della repressione di Bismark con la sua<em> Kulturkampf<\/em> che si opponeva alle ideologie liberal-comuniste, in guerra paeraltro sempre acerrima tra loro: vale a dire lo statalismo assassino della predominanza dello Stato su Dio! Cos\u00ec, dopo le analisi tutte costatate intorno al fallimento continuo e reiterato delle ideologie economiche, dal <em>Leviatano<\/em> hobbesiano (del 1651) a quello del famoso e molto pessimista fino al nichilismo dell'\u00a0\u00bb<em>homo homini lupus<\/em>\u00a0\u00bb e ai trionfi disastrosi dopo la rovina, pubblicamente confessata nel 1989 al mondo intero, a riguardo della teoria marxista e demo-comunista (socialdemocratica, gi\u00e0 in divenire marxiana alquanto trasformista). Il dossier si \u00e8 cos\u00ec \u00a0sostantivato, molto concretamente, a partire dall&rsquo;analisi del \u00ab\u00a0Principio della propriet\u00e0\u00a0\u00bb della Famiglia naturale, fondamentale per la visione metafisica e spirituale dell&rsquo;umanesimo di civilt\u00e0 cristiana e occidentale. Le due polarit\u00e0 (la propriet\u00e0 diventata in effetti normale, sacra e primordiale e appartenente alla santit\u00e0 della Famiglia grazie al Sacramento cattolico del Matrimonio), fondano ontologicamente l&rsquo;idea pure originaria del distributismo. In forte opposizione, naturalmente, all&rsquo;idea predatrice della propriet\u00e0, a condizione che appartenga ad altri, attraverso l&rsquo;accumulazione artificiale! Distanziandosi nettamente dall&rsquo;infernale illimitato del liberalismo intrinsecamente individualista e amorale. E mettendosi in contrasto alle pratiche multiformi delle peraltro riconosciute fallite nella prassi, dagli stessi comunisti epigoni protagonisti delle teorie marxiste inevitabilmente e accuratamente totalitarie (altrettanto quelle dette <em>\u00a0moderatamente liberticide <\/em>del liberalismo). Tutta la decisionalit\u00e0 positiva \u00e8 cos\u00ec restituita al solo protagonista che si vede \u00a0riappropriato, come ontologico detentore, della sua legittima impresa (spesso piccola o cooperatrice e sempre contribuita in capitale). E, allo stesso tempo, del proprio lavoro quotidiano sempre utile, creativo e inalienabile. L&rsquo;alienazione invece fatalmente passivizzante, denunciata anche dal marxismo contro la falsa idea libertaria, anche se affascinante della \u00ab\u00a0mano invisibile\u00a0\u00bb nel mercato meccanicista e ciecamente anonimo, \u00e8 conseguente alla separazione della privazione di fatto dei suoi mezzi di produzione, soprattutto sul piano culturale, da parte delle moltitudini di lavoratori. Questa \u00a0separazione \u00e8 risolta con la globalit\u00e0 dell&rsquo;esistenza di ogni uomo che riacquista la sua\u00a0 totale libert\u00e0 con la Fede. E che strappa il lavoro dal non-senso di una produzione oggettivamente depersonalizzata in modo inevitabilmente disperante, nonch\u00e9 ignobilmente subordinante. Quindi, una propriet\u00e0 assicurata, per definizione, e imprenditoriale in una continuit\u00e0 naturalmente cooperativa e creativa. In altri termini, si tratta della riappropriazione della teleologia, cio\u00e8 della finalizzazione del lavoro \u2013 nella piccola impresa fino a quella pure molto grande e necessariamente societaria \u2013 attraverso \u00ab\u00a0corpi intermedi\u00a0\u00bb sani e vivi. Quelli che nel Medio Evo venivano chiamati \u00a0\u00ab\u00a0corporazioni\u00a0\u00bb, gi\u00e0 molto democratiche e liberatorie\u2026<\/p>\n<p><strong><em>L&rsquo;ideale della famiglia cattolica, proprietaria e imprenditoriale come unica vera vittoria contro una societ\u00e0 capitalista, inevitabilmente schiavista e massificata, di uomini concepiti stolti e servi, anche \u00a0illusoriamente edonisti in una oppressione apparentemente soft, fatale e preordinata.<br \/>\n<\/em><\/strong>L&rsquo;astrazione anonima del capitalismo massificato e falsamente minimalista, vale a dire dello statalismo ateista e dominante sulle Leggi divine che, invece, permettono un vero e pieno umanismo universale. Il quale azzera la reificazione riduzionista in opposizione alla quale si \u00e8 assicurati dalla perfezione costruita dalla coppia coniugale nella sacra propriet\u00e0 della famiglia. Appare cos\u00ec fatalmente normale che il mondo sia attualmente dominato dalla mancanza di senso, se la propriet\u00e0 \u00e8 ridotta ai minimi termini da un quasi totale e scontato salariato. E la famiglia sia snaturata fino all&rsquo;insensata istituzionalizzazione \u00ab\u00a0sessuale\u00a0\u00bb, a venire e oggi gi\u00e0 a gogo. O sottoposta allo pseudo-psicologismo orribile (per esempio il <em>gender<\/em> LBGT)\u2026 Il principio di responsabilit\u00e0 alla base della libert\u00e0 personale e sociale, non pu\u00f2 essere in effetti\u00a0 fissato che dalla concretizzazione dello stesso principio distributista \u2013 per\u00a0 incentivazione culturale, naturalmente! \u2013 della propriet\u00e0 del lavoro.<br \/>\nE dell&rsquo;appartenenza naturale all&rsquo;istituto produttore per eccellenza delle attivit\u00e0: il lavoratore (compreso il comunemente detto padrone). La follia sociale \u00e8 cos\u00ec installata, costatabile e costatata dagli uomini nel loro non-senso d&rsquo;appartenenza alla miscredenza scaturita dal nichilismo filosofico e pure religioso (per induzione), a partire dal Rinascimento. \u00c8 invece il Cristianesimo, la sola religione alla base negletta e rinnegata ora dalla civilt\u00e0 occidentale, che pu\u00f2 veramente e sempre ricondurre, la sola\u00a0 al mondo, tutta l&rsquo;umanit\u00e0 alla sua auto-coscienza e alla lotta contro la dimenticanza diabolica della sua creaturalit\u00e0. Per la quale non si interferisce e non si pu\u00f2 interferire n\u00e9 quando si nasce n\u00e9 quando si muore. Il tutto per poi \u00ab\u00a0godere\u00a0\u00bb abitualmente di una molto falsa libert\u00e0 parecchio ridotta e sempre pi\u00f9 finalizzata a \u00ab\u00a0<em>fare apparentemente quello che si vuole<\/em>\u00ab\u00a0. La cui dimensione si riduce sempre pi\u00f9 nell&rsquo;inconsistente, per obbedire ai desiderata giudicati correntemente legittimi e sempre pi\u00f9 anche invisibili. Si tratta l\u00e0 della classe della finanza internazionale detta apolide. La quale ha escogitato, progressivamente da secoli, il progetto che ora viene chiamato <em>NOM<\/em> (<em>Nuovo Ordine Mondiale<\/em>), di sinistra origine massone e attualmente pure onusiana. Questo, in cambio di un miserabile e apparente edonismo straccione, sempre pi\u00f9 impoverito e in via di sparizione limitata e arbitraria. Esso richiede un&rsquo;adesione totale all&rsquo;ideologia mondialista pseudo-religiosa e riduttrice, ancor pi\u00f9 che di concezione totalitaria.<br \/>\nIl completamento di questo obiettivo \u00e8 diventato lo scopo principale della classe dei politicanti che son diventati gestionari lacch\u00e9, essi stessi massificati e molto spesso incoscienti, di una umanit\u00e0 ai destini schiavizzati, fatalmente in divenire verso l&rsquo;abisso, previsto inevitabilmente da tutti i regimi politici gnostici (praticamente tutti). E questo, in contropartita di privilegetti, ingigantiti dalla crisi economica, al personale politico che deve in ogni caso accordarsi, quasi di nascosto, con popolazioni ostili che i detti responsabili politicanti devono subordinare sempre pi\u00f9 (indipendentemente dalla loro ideologia politicistica che li ha fatti eleggere).<\/p>\n<p><strong><em>L&rsquo;assurdo masochismo dei cattolici in diaspora elettorale presso partiti fatalmente pi\u00f9 o meno gnostici: senza un partito unico cattolico per ogni Paese, il caos \u00e8 assicurato, sia di tipo eretico religiosamente nel modernismo, che totalitario e inutilmente volontarista in economia.<br \/>\n<\/em><\/strong>La funzione principale della dottrina distributista appare ora come quella di mettere in evidenza il deficit spaventoso sul piano intellettivo, malgrado la ricchezza oceanica della sapienza religiosa sul piano teologico ed ecclesiale dell&rsquo;Occidente. Cos\u00ec, ci si chiede in che cosa e a cosa si dedicano i cattolici residuali, laici e del clero, nella diaspora prima di tutto eretica e a sostegno dei partiti pi\u00f9 o meno totalmente gnostici, miscredenti e laicisti (assolutamente irrazionali e non laici). L&rsquo;urgenza della fondazione in ogni Paese di un partito politico cattolico e unico, molto fedele alla<em> DSC<\/em> e, attualmente, alla dottrina distributista (dalle radici, come gi\u00e0 detto molto antiche), \u00e8 diventata intollerante con le dilazionate esitazioni e le false analisi della situazione. Com&rsquo;\u00e8 possibile infatti continuare a militare, dopo aver preso atto che il dicastero sociale della Chiesa cattolica si \u00e8 impegnato nel distributismo (giudicato equivalente al precedente solidarismo, ma ben pi\u00f9 applicato al reale\u2026), nei partiti gnostici che non conoscono nemmeno, oppure ormai pi\u00f9, i \u00ab\u00a0Principi non negoziabili\u00a0\u00bb? Alla questione molto esplicita gi\u00e0 negli anni trenta del secolo scorso, da parte dei cattolici al tempo di Papa Pio XI, vale a dire: \u00ab\u00a0<em>Si pu\u00f2 essere cattolico e aderire a un partito socialista o laicista?\u00a0\u00bb, <\/em>la risposta era stata, naturalmente, molto chiaramente e ben nota: \u00ab\u00a0<em>Non<\/em>!\u00a0\u00bb.<br \/>\nOggi, in sovrappi\u00f9, il laicismo ha preso anche la forma piuttosto dello statalismo endemico che ha sempre affermato la superiorit\u00e0 e la dominazione soggettivamente assoluta e \u00ab\u00a0legittima\u00a0\u00bb dello Stato su Dio e la sua Chiesa. Fino all&rsquo;esclusione \u2013 sia assurda che impossibile \u2013 di ogni religione dalla cosa pubblica! Sul piano economico, in sovrappi\u00f9, le attivit\u00e0 finanziarie sono anche diventate preponderanti e dirigiste in relazione alla globalit\u00e0 delle attivit\u00e0 industriali, commerciali e agricole: esattamente il contrario di ci\u00f2 che dovrebbe essere! Contro questa perfetta surreale devastatrice tendenza, il distributismo si pone strutturalmente agli antipodi con il suo sistema di \u00ab\u00a0comunit\u00e0 delle comunit\u00e0\u00a0\u00bb, dei suoi \u00ab\u00a0corpi intermedi ma ben deburocratizzati\u00a0\u00bb. E antipopolari! Dunque, che fare?<br \/>\nNe riparler\u00f2. \u00a0<strong><em>\u00a0\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Cristianesimo, necessariamente cristocentrico, non poteva che risolvere il cruciale problema completamente irrisolto del capitalismo e del socialismo, relativo al \u00ab\u00a0Bene comune\u00a0\u00bb nella Giustizia: grazie ai grandi cattolici Belloc, Chesterton e il monaco McNabb, tutti \u00ab\u00a0distributisti\u00a0\u00bb. I pi\u00f9 prestigiosi cattolici inglesi moderni, G.K. 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