{"id":4024,"date":"2020-01-23T22:05:58","date_gmt":"2020-01-23T21:05:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=4024"},"modified":"2020-01-23T22:06:18","modified_gmt":"2020-01-23T21:06:18","slug":"malgrado-la-lotta-e-le-resistenze-al-modernismo-per-piu-di-quarantanni-dei-tre-pontefici-post-concilio-la-ricorrente-e-riassuntiva-eresia-nella-chiesa-con-il-pontificato-di-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=4024","title":{"rendered":"Malgrado la lotta e le resistenze al modernismo per pi\u00f9 di quarant\u2019anni dei tre pontefici post-Concilio, la ricorrente e riassuntiva eresia nella Chiesa, con il pontificato di Papa Francesco, ha per ora quasi stravinto. Ma perch\u00e9 anche il dimissionario Papa tedesco e il Papa santo polacco si sono rivelati piuttosto debolini in materia sebbene il loro potere petrino assoluto? Anche l\u2019altissimo prestigio del loro molto ammirato don Giussani \u00e8 stato alquanto intaccato\u2026"},"content":{"rendered":"<p><strong>Col 2020, con cui auguro ai miei quattro lettori (<em>followers<\/em>) una permanente Epifania ecclesiale, entro nel terzo anno di frequenza nella Fraternit\u00e0 san Pio X, qui a Bruxelles dove vivo<br \/>\n<\/strong>La liturgia tridentina di detta Fraternit\u00e0 \u00e8 prevalentemente in latino e ci \u00e8 subito apparsa in famiglia in tutta la sua sacralit\u00e0 intatta. Molto prima, nel 1952, i miei genitori si sono accasati sul Lago di Varese, emigrati dalla citt\u00e0 abruzzese di Lanciano, sede del primo miracolo eucaristico all\u2019inizio dell\u2019ottavo secolo. E si erano messi con me, primogenito ancora bambino (otto anni), per imparare i primi rudimenti del latino allo scopo di prepararmi a fare il chierichetto nella chiesa parrocchiale: per integrarci nella nostra nuova socialit\u00e0 all\u2019estremo nord italiano. Tutta la famiglia doveva allora collaborare alla completa e complessa opera d\u2019integrazione immigratoria!<br \/>\nIl rito del Concilio di Trento era ancora quello tradizionale\u00a0anche se ambrosiano. Ho fatto anche la Cresima impartita dal cardinal Schuster, arcivescovo di Milano, a Calcinate del Pesce, il paesino sul lago. Ora, a Bruxelles nella mia fondata e personale famiglia in questi ultimi decenni belgi, siamo stati molto nauseati per la nota irreligiosit\u00e0 presente nelle Sante Messe ormai diventate, negli ultimi anni, sovente o abitualmente perfino paganeggianti. Soprattutto se si considera la nota eterodossia radicalizzata e molto generale nel nostro attuale piccolo regno nordico, di ulteriore seconda emigrazione adulta. Paese tipico europeo, giunto al livello secolarizzatissimo, iperprogressista ed anche spesso chiassoso per il suo gnosticismo scandaloso e diventato generale modello planetario! Il mio primo figlio appena sposato aveva incontrato questa Fraternit\u00e0 fatalmente molto controversa nei media ghiotti di polemismo da decenni. Fraternit\u00e0 composta da cosiddetti tradizionalisti (i cattolici, a rigore, non possono essere altro!). La profonda genialit\u00e0 teologica di Papa Ratzinger li aveva per\u00f2 da non molto reintegrati nella Chiesa cattolica (nel 2009). Dopo la scomunica <em>latae sentetiae<\/em> (automaticamente)a causa della nomina di quattro vescovi da parte del loro molto vecchio fondatore cardinale Lefebvre, nel 1988 sotto il Papato di san Giovanni Paolo II.<br \/>\nGi\u00e0 dal primo contatto, sia alla Messa che all\u2019Adorazione settimanale o ai Vespri, ci eravamo cos\u00ec rigorosamente riconciliati con la religiosit\u00e0 liturgica da cui ci consideravamo prima mutilati.<br \/>\nAvevamo acquisita, mia moglie ed io, una concezione cultuale, dai primi anni \u201960 a Milano, molto religiosamente rigorosa e tradizionale. Quando partecipavamo alle almeno due messe settimanali, dette \u00abgiessine e gielline\u00bb, volute e interpretate dal genio ecclesiale dell\u2019allora ancora abbastanza giovane don Giussani, provvidenziale creatore dei due movimenti\u00a0: <em>Giovent\u00f9 studentesca<\/em> e <em>Giovani lavoratori<\/em> fedeli alla pratica conunitaria e quotidiana della liturgia delle<em> Ore\u00a0<\/em>: noi allora giovanissimi, avevamo incontrato il cuore pulsante e vivo del cristianesimo veramente cristologico.<\/p>\n<p><strong>La frequenza liturgica presso la Pio X mi ha molto familiarizzato con le pratiche e le posizioni non solo lefebvriane, ma anche con il raro generale movimento cattolico cristocentrico<br \/>\n<\/strong>L\u2019appartenenza storica al movimento giussaniano (dal 1962), poi denominato dall\u2019inizio anni \u201970 <em>Comunione e Liberazione<\/em><strong>, <\/strong>vale a dire all\u2019esperienza ecclesiologica, forse la pi\u00f9 radicale e rappresentativa della storia nella Chiesa, nella seconda met\u00e0 del ventesimo secolo, ci aveva riumanizzati da gi\u00e0 massificati nella gnosi che eravamo<strong>. <\/strong>Ma quell\u2019esperienza che aveva strabiliato anche i tre papi post-conciliari (Montini, Vojtyla e Ratzinger), aveva abbastanza obnubilato in un certo autoreferenzialismo di fierezza d\u2019appartenenza! Questo difetto tipicamente elitario e non solamente cattolico tradizionalista, ancora \u00e8 rinvenibile ancora oggi nel movimento ciellino detto di don Giussani soprattutto dopo la sua morte nel 2005. Questo sacerdote, ormai storico pastore conduttore supremo, \u00e8 ritenuto il cattolico educatore pi\u00f9 religioso del ventesimo secolo, in via di canonizzazione. In un certo senso, avevo dimenticato anch\u2019io che un movimento cattolico e giovanile \u00e8 sempre destinato, fondamentalmente, ad inserire i suoi fedeli membri nella universale vita della Chiesa identitaria. Sotto pena di diventare inevitabilmente infantile o senile, oppure infantilmente senile. Alcuni dubbi su una certa tendenza ambiguamente eterodossa di questo movimento originariamente milanese, mi erano\u00a0 parsi incipienti fin dagli anni 2007-08. Allorquando ci eravamo alquanto allontanati anche dalla militanza attiva dalla comunit\u00e0 <em>CL<\/em> di Bruxelles. Avevo allora constatato quello che consideravo pure il \u00abtradimento spiritualista\u00bb, superficializzante e modernista, della direzione del delfino spagnolo \u2013 scelto da don Giussani stesso! \u2013 monsignor Carron.<br \/>\nQuesto sostanziale scadimento di religiosit\u00e0 ecclesiale incarnata stava diventando endemicamente molto evidente, nell\u2019inquadramento di tutto il movimento ciellino. Nella dozzina di anni seguenti, si \u00e8 accentuata sempre pi\u00f9 una grossa emorragia continua, anche ai nostri giorni, di vecchi militanti storici in fuga, memori dell\u2019ormai persa profonda religiosit\u00e0 ben costituita culturalmente nel mezzo secolo precedente. Anche se poco compensata dall\u2019arrivo, molto limitato in entrata di nuove reclute appartenenti alle generazioni di giovani del terzo millennio. I quali hanno praticamente parecchio completato il cambio del personale sociologico e culturale dell\u2019ormai irriconoscibile nuovo movimento: don Giussani era restato politicamente ben a destra (che altro\u00a0?), anche e perfino con Berlusconi!<br \/>\nIl movimento <em>CL<\/em> ha assunto rapidamente una configurazione totalmente diversa e religiosamente quasi opposta a quella che aveva segnato il suo clamoroso impatto culturale e politico di successo nella testimonianza attiva e pubblica nel novecento, anche sul piano internazionale.<br \/>\nFino all\u2019allineamento subordinato alle posizioni sinistrorse declinanti e \u00ab\u00a0progressiste\u00a0\u00bb, persino eterodosse di Papa Francesco. Come \u00e8 noto in modo intermittente, ma sostanzialmente permanente, nell\u2019ultimo suo relativismo pontificale dottrinario molto casuista.<\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 prima di Papa Ratzinger, il modernismo pi\u00f9 gnostico si stava impadronendo subdolamente della cattolicit\u00e0 fino a provocare pure le sorprendenti dimissioni del suo pontefice tutt\u2019ora attivamente bene in vita. Anche \u00abpastoralmente\u00bb, dopo sette anni dalla sua grande rinuncia<br \/>\n<\/strong>Malgrado l\u2019altissimo prestigio mondiale, dovuto all\u2019immenso rigore teologico e filosofico dello stesso Ratzinger, la sua posizione storicamente cruciale e irrituale si trova sempre pi\u00f9 sotto attacco.<br \/>\nQuesta sostiene che il Concilio Vaticano II si sia svolto \u00ab<em>nella continuit\u00e0 dogmatica ed ecclesiale<\/em>\u00bb e non \u2013 come sostengono accuratamente molti pertinenti settori laici e del clero \u2013 \u00ab<em>in una di fatto tragica rottura col Magistero storico ed ecclesiale<\/em>\u00bb. A dire il vero, si trova anche un\u2019altra sua piccola \u00a0dichiarazione diversa e opposta sullo stesso Concilio rispetto al suo primo librone conciliare\u2026<br \/>\nIn realt\u00e0, tutta la storiografia sull\u2019ultima gigantesca assise romana ha dimostrato sempre pi\u00f9 che il cosiddetto \u00ab<em>aggiornamento pastorale e non dogmatico<\/em>\u00a0\u00bb, voluto da Papa san Giovanni XXIII all\u2019inizio degli anni \u201960, \u00e8 diventato rapidamente dai contenuti programmatici di una pi\u00f9 che incipiente apostasia spiritualista di tutta la Chiesa. Subordinata alla mentalit\u00e0 gnostica e massone del mondo.<br \/>\nIn effetti, gi\u00e0 l\u2019ipoteca dell\u2019accordo vergognoso di Metz, con protagonista il cardinale francese Tisserand anche russofono e incaricato di assicurare al Soviet supremo dell\u2019Unione sovietica di allora che, durante l\u2019imminente Concilio, non si sarebbe nemmeno accennato al comunismo. N\u00e9 lo si sarebbe posto, in quanto largamente previsto, come problema nichilista centrale del ventesimo secolo: non a caso il pontefice immediatamente precedente, Pio XII, aveva scomunicato il comunismo!<br \/>\nE questo questo accordo praticamente segreto era in cambio del\u2026 permesso di far espatriare temporaneamente i rappresentanti ortodossi per la loro semplice partecipazione al Vaticano II!<br \/>\nIl quale si svolse cos\u00ec sotto il segno predominante di un inaccettabile e molto eretico, oltre che gi\u00e0 storicamente condannato modernismo di fatto, come al solito di norma silenzioso e reticente.<br \/>\nIn realt\u00e0, l\u2019altrettanta letale ideologia con cotanti duecento milioni di morti sulla coscienza del nazi-fascismo, dopo la sua sconfitta catastrofica della seconda guerra mondiale, era sostanzialmente sparita, salvo qualche frangia sparuta e strutturalmente marginale nella generale insignificanza democratica europea. Il silenzio sul materialismo marxista e comunista, invece molto efficace e al massimo grado, era gi\u00e0 baldanzosamente loquace non solo nei molti cardinali dal cipiglio aggressivo. Come ad esempio quello del primate cardinale belga Suenens e degli \u00ab\u00a0esperti\u00a0\u00bb alla moda gnostica, simile al gi\u00e0 molto eretico del neo-gesuita tedesco Karl Rahner!<br \/>\nOra questa mio commento di semplificazione apparentemente grossolano sullo svolgimento e sull\u2019esito del Concilio dai prodromi gi\u00e0 disastrosi, non era nemmeno concepibile nel clima culturale \u00a0compromesso della grandiosa assise dalle immancabili e celebrate \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb, all\u2019epoca della met\u00e0 degli anni \u201960, poteva essere allora chiaramente assunto, e nemmeno troppo avanzato, solo da rarissimi profeti. Quelli dalla religiosit\u00e0 autentica e molto coraggiosa come il cardinal Lefebvre, fondatore nel 1970, dell\u2019ancora oggi attualissima Fraternit\u00e0 san Pio X. Sembrava gi\u00e0 lontana la prudenza di Papa Pio XII che aveva rifiutato di indire detto Cocilio nemmeno una\u00a0 decina di anni prima.<\/p>\n<p><strong>Un eccezionale e coltissimo spirito come don Giussani rimase per\u00f2 abbastanza estraneo al movimento modernista in espansione, tutto preso allo sviluppo religioso del suo movimento<br \/>\n<\/strong>La religiosit\u00e0 radicale del prete brianzolo era proveniente dall\u2019humus rigorosamente cattolico, tipicamente popolare e lombardo della sua modesta famiglia a Desio; e grazie alla sua formazione eccelsa nel seminario forse pi\u00f9 rigoroso e valente al mondo degli anni \u201940 (quello di Venegono situato tra Milano e Varese, ben prima che cadesse nelle mani del modernista, progressista e spiritualista cardinal arcivescovo Martini). Questa religiosit\u00e0 tenne il nostro compianto prete Giussani ambrosiano abbastanza intento e di fatto distaccato dalle vicende conciliari (quand\u2019anche non violentemente osteggiato e stravolto nel suo movimento sostanzialmente di giovani)\u2026 Il suo, diciamo cos\u00ec, \u00abnaturale\u00bb <em>senso religioso<\/em> innato e radicato per grazia di Dio, educazione familiare, sociale e culturale era talmente eccezionale da conservarlo come una sorta di \u00abanacoreta socialmente attivissimo\u00bb nel panorama formativo della educazione. Delle generazioni soprattutto giovanili dagli anni \u201950. Perdipi\u00f9, all\u2019inizio si trattava di giovani di una metropoli come la Milano europeissima e in pieno sviluppo moderno sul piano anche scientifico e naturalmente tecnologico. La qualcosa sar\u00e0 poi pagata a caro prezzo nel \u201968-\u201869 dove il suo gi\u00e0 gigantesco movimento \u2013 o almeno quello poi ridotto ai suoi minimi resti sessantottini \u2013 dovette essere totalmente rifondato e ridenominato in <em>Comunione e Liberazione <\/em>su basi molto pi\u00f9 <em>culturalizzate, <\/em>pi\u00f9 dottrinarie e meno spontaneiste o movimentiste\u00a0: dunque pi\u00f9 religiose.<br \/>\nNon parlo qui della vera e propria persecuzione ecclesiale arcaica per cui, nel 1965, Giussani fu anche decapitato dal suo movimento laico. E speditamente spedito a \u00ab\u00a0continuare i suoi studi sul protestantesimo negli Usa\u00a0\u00bb dai responsabili della sua diocesi milanese (con alla testa il falso tradizionalista arcivescovo a Milano Colombo). Nel frattempo, apparve chiaro in tutto il mondo cattolico il pericolo corso ed in corso con la deriva gi\u00e0 modernisteggiante del\u00a0 post-concilio promosso da Papa Roncalli: da cui \u00ab<em>la rottura pratica e teologica<\/em>\u00bb\u00a0in questione e, sempre pi\u00f9, d\u2019attualit\u00e0 ancora oggi. Il Papa bergamasco, ora proclamato santo e noto come il \u00ab<em>Papa buono<\/em>\u00bb, nel frattempo, era stato sostituito, all\u2019inizio dell\u2019evento dopo la sua morte, dal molto progressivamente pentito modernista Papa Paolo VI. Il quale giunse a pubblicare nel 1968 la storica e rigorosissima enciclica cristiana <em>Humanae vitae<\/em>, mai di fatto accettata veramente, sia dalla quasi totalit\u00e0 dei cattolici laici che dalla maggioranza del clero gi\u00e0 alquanto in odore di modernismo galoppante. In realt\u00e0 \u00e8 con questa enciclica che si spacca clamorosamente la cattolicit\u00e0, anche esplicitamente in piena crisi, tra i cosiddetti \u00abtradizionalisti\u00bb fedeli al <em>Deposto della Fede<\/em> e i sempre pi\u00f9 maggioritari \u00abprogressisti\u00bb piuttosto e sempre tragicamente gnostici. Tra questi possiamo persino annoverare, solo per\u00f2 \u00a0\u00a0inizialmente, lo stesso Papa Paolo VI che ricevette, anche per ringraziarlo personalmente (!), il gesuita gi\u00e0 molto eterodosso Rahner a \u00abcopertura\u00bb della generale deriva di fatto ateista, per il suo famigerato e creduto \u00abprofondo contributo teologico\u00bb. Il quale aveva influenzato \u00a0\u00abteleologicamente\u00bb, forse in modo irrimediabile e per molto tempo, gi\u00e0 tutto il cattolicesimo.<br \/>\nAnche l\u2019allora cardinale Ratzinger che, dopo aver anche collaborato, anche lui, come esperto del Concilio con lo stesso connazionale fedifrago Rahner, si distacc\u00f2 nettamente dalla in seguito incriminata linea eterodossa, separandosene personalmente e dottrinalmente in modo molto critico. Tanto era il grado di diffusione della mentalit\u00e0 gi\u00e0 gnostica e del suo modernismo non solo rahneriano nella Chiesa cattolica!<\/p>\n<p><strong>Convinto che il Vaticano II fosse in continuit\u00e0 col Magistero della Chiesa, ho dovuto ricredermi, \u00a0come ho dovuto ammettere che il metodo dell\u2019\u00abesperienza giussaniana\u00bb \u00e8 quasi infondato<br \/>\n<\/strong>Prima della <em>Scuola di comunit\u00e0<\/em> c\u2019era il <em>Raggio<\/em> a cui la seconda versione aveva apportato il concetto correttivo di \u00abscuola\u00bb anche nella sua definizione, cio\u00e8 di insegnamento con tanto di docente e discenti, quindi di teologica ignoranza e insegnamento dogmatico (sulla scia della teologia Scolastica!)\u2026 L\u2019autocoscienza espressa dalla narrazione dell\u2019\u00ab<em>esperienza<\/em>\u00bb diretta non era di per s\u00e9 per nulla una garanzia di verit\u00e0 dottrinale. La quale implica che la semplice descrizione esperienziale ed esistenziale sia fondata almeno sulla percezione ontologica della Verit\u00e0 nella realt\u00e0\u00a0: per cattiva consuetudine e, in sovrappi\u00f9, per distorsione tipica gnostica, la comunicazione della <em>Scuola di comunit\u00e0 di CL <\/em>continua a realizzarsi \u00a0generalmente e abitualmente ancora oggi, senza probanti e solidi riferimenti dottrinali della Verit\u00e0 divina, teologica e teleologica dell\u2019agire proprio all\u2018Essere. Cos\u00ec, la comunicazione di un movimento e in un movimento, perdipi\u00f9 anche fondamentalmente e continuamente educativo, finisce per caricarsi (salvo rare eccezioni) di tutte le componenti massificate della reale ed invadente cultura psicologista, individualista e fatalmente nichilista del mondo. Solo una religiosit\u00e0 profonda e ben gi\u00e0 metabolizzata permette di scambiarsi \u00abesperienze\u00bb autenticamente razionali e cristiane. \u00c8 quanto succedeva quasi abitualmente sotto la conduzione anche dei \u00abraggi\u00bb tenuti e \u00absintetizzati\u00bb dal nostro prete cattolico come il pi\u00f9 religioso del ventesimo secolo! Morto nel 2005 il quale, anche la <em>Scuola di comunit\u00e0<\/em> diventa cos\u00ec molto soggettivista, spiritualista e relativista sotto la spinta incessante di un progressivo nichilismo sempre pi\u00f9 in voga nel mondo. Quindi in modo ignaro su ogni persona! Non si pu\u00f2, in generale concepire l\u2019idea di un movimento soprattutto educativo e laico, senza partire da una solida base di riferimento culturale di tipo dottrinario e dogmatico. Don Giussani, all\u2019occasione e periodicamente, giungeva a separarsi anche collericamente dalle derive eterodosse, dal basso della percezione personalistica, d\u2019interventi non calibrati alla rigorosit\u00e0 del giudizio ontologico ed evangelico: \u00ab<em>Della vostra compagnia<\/em> \u2013 diceva anche perentoriamente e non troppo raramente \u2013 <em>me ne infischio<\/em>!\u00bb. E per compagnia intendeva lo \u00abstare insieme complice\u00bb nella falsificazione della gnosi, tipica della socialit\u00e0 irreligiosa e pure massificata. Nell\u2019errore ideologico mondano per antonomasia. Quando non si \u00e8 veramente religiosi, l\u2019esperienza e la sua comunicazione non possono essere oggi che gnostiche.<br \/>\nEra questa pure l\u2019obiezione che l\u2019arcivescovo di Milano Montini prima, e come Papa Paolo VI nella stessa persona poi, ripeteva ogni qualvolta incontrava praticamente il grande educatore ambrosiano riferendosi alla natura del suo movimento di cui immancabilmente ripeteva razionalmente e in modo pure pragmatico: \u00ab<em>Non capisco bene quello che fate e su quali basi teoretiche, ma continua pure nel tuo cammino perch\u00e9 ne vedo i frutti<\/em>\u00bb. La chiave della questione era non gi\u00e0 il metodo cognitivo ed espressivo alquanto teologicamente infondato, nella sua applicazione. Anzi, esso \u00a0rischiava molto di diventare una scaturigine del clima culturale dell\u2019epoca piuttosto eterodosso. Giganteggiava piuttosto quello carismatico ed esemplificativo della grandissima personalit\u00e0 umile (giustamente non modesta\u00a0!) e autenticamente religiosa del prete educatore ambrosiano che affermava e richiamava continuamente la globalit\u00e0 universale salvifica della Chiesa. L\u2019opinionismo individualista e dissennatamente demente, con il suo inevitabile ribellismo di fatto e non dichiarato al Creatore, si impadroniva fatalmente, col passare del tempo, in larghissima parte anche del suo movimento ben cattolico. Attualmente <em>Comunione e Liberazione<\/em> non fa che reiterare fino all\u2019inverosimile \u2013 in una contradittoria e quasi impossibile unit\u00e0 parecchio papalina (e non petrina) col Papa Francesco \u2013 le \u00ab\u00a0esperienze cristiane singolari e personalistiche\u00a0\u00bb in un mondo attaccato radicalmente sul piano\u00a0 culturale, globalmente e politicamente\u00a0! In un modo come non mai dalla gnosi.<\/p>\n<p><strong>Il modernismo propugnato dall\u2019attuale pontificato \u00e8 per questo eretico in quanto \u00ab\u00a0dal basso\u00a0\u00bb e intermittente. Basta la sua continua <em>ricorrenza e commistione<\/em> per renderlo sempre erroneo<br \/>\n<\/strong>Anche Papa san Giovanni Paolo II non fu prorpio indenne, come tipico figlio del suo tempo oggettivamente e soggettivamente, da per lui comunque lontane influenze quasi moderniste. Soprattutto nella persistenza della dimenticanza nella condanna comminata alla Fraternit\u00e0 san Pio X. Solamente l\u2019acquisita evidenza di Papa Ratzinger seppe provvidenzialmente discernere sul caso. Come Paolo VI, dopo essere stato affascinato dalle seduzioni intellettualiste e narcisiste dell\u2019inizialmente vago modernismo ranheriano, le sue preoccupazioni e reali predominanti erano quelle dell\u2019oppressione non solo ideologica sovietica sul pianeta e in special modo, naturalmente, in Polonia. Egli stravedeva fastidiosamente, anche se giustamente, per ogni forma di \u00abribellione\u00bb alla sacra sottomissione critica all\u2019Autorit\u00e0 per lui petrina e papale. Cos\u00ec anche Papa Vojtyla, completamente polarizzato dalla sua grandiosa missione a combattere e debellare l\u2019occidentale e negletta eresia comunista, non solo nella Chiesa cattolica, fin\u00ec spesso per sottovalutare il relativismo modernista e forse sopravvalut\u00f2 la sua personale reazione sacrosanta, contro la gi\u00e0 molto \u00a0\u00a0ideologicamente e falsificata posizione lefebvriana. Non \u00e8 noto se questo Papa \u00ab\u00a0<em>santo subito<\/em>\u00a0\u00bb conoscesse veramente lo stenografato, poi reso molto noto, dell\u2019incontro tra Paolo VI e il cardinal alla testa della Pio X. Ma leggendolo ora appare chiaramente una forzatura estremista di dialettismo fatalmente litigioso. Da parte soprattutto di Papa Montini, ormai divenuto solitario e alla fine abbandonato in maniera per lui amareggiata dalla maggior parte del suo clero visibile o contrario irreligiosamente alla sua sublime enciclica <em>Humanae vitae<\/em>. Nei confronti dei pure formalmente sottomessi in modo teologico, e molto ragionevoli \u00abtradizionalisti\u00bb comunque ortodossi nella tradizione.<br \/>\nEppoi, il grandissimo papa polacco dovette fra l\u2019altro combattere strenuamente per la condanna esplicita dell\u2019eresia della cosiddetta \u00abteologia della liberazione\u00bb, nella sua versione sud-americana. Che ancora \u00e8 molto nefasta ai nostri giorni, in quanto sostenuta politisticamente dai bergogliani. In effetti, questa eresia si presenta oggi sotto una duplice maschera: quella del \u00ab<em>modernismo come sintesi di tutte le eterodossie della storia<\/em>\u00bb (secondo la famosa definizione dell\u2019enciclica <em>Pascendi<\/em> di san Pio X, nel 1907); e quella dell\u2019intermittenza e continuamente reiterata propria di Papa Francesco, con posizioni anche a volte rigorose cattolico-tradizionaliste. Ma molti teologi dicono fondatamente che \u00e8 giust\u2019appunto siffatta \u00ab\u00a0calcolata\u00a0\u00bb commistione ad indicarne il tragico e permanente errore globale finalmente relativista e globalmente eretico.<br \/>\nCi \u00e8 di conforto la certezza che lo Spirito Santo veglia, comunque e sempre, a ch\u00e9 l\u2019errore mai prevarr\u00e0 sulla Salvezza della Chiesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Col 2020, con cui auguro ai miei quattro lettori (followers) una permanente Epifania ecclesiale, entro nel terzo anno di frequenza nella Fraternit\u00e0 san Pio X, qui a Bruxelles dove vivo La liturgia tridentina di detta Fraternit\u00e0 \u00e8 prevalentemente in latino e ci \u00e8 subito apparsa in famiglia in tutta la sua sacralit\u00e0 intatta. 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