{"id":3679,"date":"2018-12-29T18:43:59","date_gmt":"2018-12-29T17:43:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=3679"},"modified":"2018-12-30T09:32:26","modified_gmt":"2018-12-30T08:32:26","slug":"labbandono-radicale-e-reiterato-della-profonda-tradizione-umanista-e-realmente-religiosa-ha-portato-la-civilta-occidentale-a-rimuovere-il-principale-ed-unico-attore-di-tutta-la-sua-grandezz","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=3679","title":{"rendered":"L\u2019abbandono radicale e reiterato, della profonda tradizione umanista e realmente religiosa, ha portato la civilt\u00e0 occidentale a rimuovere il principale ed unico attore di tutta la sua grandezza mais sorpassata : lo sviluppo della sempre sola cultura incarnata e globale del pianeta, il giudeo-cristianesimo trinitario. Cos\u00ec il miserabilismo \u00e8 anche giunto ad un riduzionismo galoppante verso il \u201cpensiero unico\u201d, dominante in tutta la contemporaneit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019incapacit\u00e0 di dominare i problemi posti dalla crisi economica da parte degli intellettuali classici (stranieri alle tecnologie) e dei tecnici moderni (refrattari al classicismo)<br \/>\n<\/strong>Dopo le sacrosante ostriche, i <em>foies gras<\/em>, i formaggi ben maturati, i dialoghi a tavola a Natale ci hanno portati, improvvisamente, a parlare di una trasmissione di <em>Apostrophe<\/em>: quella di Bernard Pivot su <em>Antenne 2<\/em>, alla televisione francese degli anni \u201980. Il tema trattato era quello del libro \u201c<em>Il Capitale lettere\u201d di Alain Etchegoyen, <\/em>diventato<em> best seller<\/em> con il sottotitolo significativo, <em>Letterari per le imprese. <\/em>La tesi centrale dell\u2019autore era scaturita dalla costatazione che il mondo dell\u2019economia percepiva gi\u00e0 un livello degradato d\u2019abbrutimento generale nel personale dirigente l\u2019economia produttiva. Questo faceva all\u2019epoca le<em> fortune<\/em>\u00a0del \u201ctecnicismo\u201d. Ma a detrimento della separazione incommensurabile creata con le esigenze dirigenti globali e classiche. Le quali venivano avanzate sempre pi\u00f9 dalle imprese. Il livello di complessit\u00e0 dei problemi che la crisi economica europea poneva erano tali che la cultura dell\u2019ingegneria tecnologica non sapeva nemmeno approcciare. Simmetricamente, la cultura letteraria, essendo sprovvista di capacit\u00e0 tecniche, rimaneva altrettanto inefficace. Allo scopo che questi intellettuali potessero essere utilizzati, sarebbe stato necessario che si dedicassero, infine, all\u2019appropriazione e al dominio delle tecnologie&#8230; In sovrappi\u00f9, ce lo dimentica per\u00f2 spesso, la crisi economica era all\u2019epoca gi\u00e0 subdolamente avanzata, da pi\u00f9 di un decennio: la cosa aggravava considerevolmente il quadro!<\/p>\n<p><strong>In supplemento, quindi, la crisi economica attuale era gi\u00e0 molto operativa. Ma bisognava vederla con l\u2019aiuto del discernimento: essa era ben nascosta tra quelle delle riconversioni industriali<br \/>\n<\/strong>In effetti la denatalit\u00e0, come crollo della domanda interna nei mercati occidentali e anche orientali (soprattutto in Cina e Giappone) era ben avanzata. Da una generazone si generavano figli solo a una media di 1,3 per coppia (pi\u00f9 di 2 miliardi di non nati) un deficit demografico demenziale!<br \/>\nGli effetti delle <em>culle vuote<\/em> erano dunque ben progressivamente evidenti da un quarto di secolo e ci si apprestava ad insistere nella stessa direzione, in pieno orrore. Oggi, dopo ancora pi\u00f9 di una trentina d\u2019anni si continua ancora con le stesse percentuali di denatalit\u00e0. Nel frattempo, al telegiornale delle 20 dell\u2019epoca, Roger Gicquel (una sorta di Bruno Vespa francese), annunciava con spavento di spegnere tutte le spie con accensioni automatiche in casa, a telecomando, e abbassare radicalmente la temperatura del riscaldamento perch\u00e9 \u201cla mancanza di energia sarebbe stata al masssimo\u201d&#8230;<br \/>\nIn un clima economico di crisi totale e globale, ma non percepita realisticamente, si temeva anche di non potersi pagare \u2013 visto lo stato dell\u2019economia e la disoccupazione a due cifre \u2013 l\u2019energia del petrolio. Questa era praticamente creduta in esauruimento quasi immediato. Non a caso il primo ministro Raimond Barre, alle critiche stataliste sulla disoccupazione, rispondeva con scandalo generale:\u201cChe i disoccupati creino imprese!\u201d.<br \/>\nSi parlava cos\u00ec alla televisione e in libreria, nella vendita del libro con successo, intorno alle necessit\u00e0 delle imprese e sulle capacit\u00e0 delle due culture che il Rinascimento aveva cominciato a separare: la cultura classica e filosofica da quella fattuale dei tecnici.<br \/>\nDa cui si deduceva che bisognasse colmare il gap tra il classico intellettuale e la tecnica moderna ben simmetrica in rapporto alla grande cultura. Notando che sarebbe stato molto pi\u00f9 facile permettere \u2013 se cos\u00ec era possibile pensare e dire \u2013 agli intellettuali di impadronirsi delle tecniche rispetto alla possibilit\u00e0 che fossero i tecnici a globalizzarsi con il classicismo: tanto era gi\u00e0 percepita la gravit\u00e0 devastante della situazione cui era giunta tutta la cultura tecnologica!<br \/>\nQueste due categorie sociali erano cos\u00ec sotto accusa. In quanto totalmente inadeguate alle nuove necessit\u00e0 assolutamente globali e di sintesi del mondo economico in crisi di penuria della domanda, pure nel supplemento internazionale. Vale a dire gi\u00e0 nella recessione iniziale, manifestata come rallentamento sempre frenante, come quella esplosa dei nostri giorni dal 2007\/8. Di cui la quasi totalit\u00e0 non capisce, tutt\u2019ora, la vera causa e la vera natura.<\/p>\n<p><strong>A che punto siamo oggi, dopo 30 anni, con tutte queste disastrose lacune? La storia ha mostrato che non solamente non sono state risolte ma si sono ulteriormente aggravate<br \/>\n<\/strong>La cultura contemporanea, certamente non moderna ma modernista in una confusione totale, non \u00e8 in grado \u2013 soprattutto per l\u2019ultima generazione di giovani \u2013 di risolvere questo problema di adeguazione e di sintesi globale delle due polarit\u00e0 nella cultura anche industriale. E questo, in codesta trentina di anni ultimi che si sono succeduti, abbastanza inutilmente sul piano critico.<br \/>\nAl contrario, la crisi si \u00e8 anche aggravata in modo ancora pi\u00f9 radicale e nella stessa linea di quanto si era appena una generazione prima indentificato. In un\u2019analisi che appariva quasi intuitivamente esatta \u2013 da cui il grande successo del libro \u2013, ma ancora molto superficiale et iniziale. Cos\u00ec, a dire il vero, la quasi totalit\u00e0, appartenente al pensiero riduttivo del secolarismo economicista e statalista, non ha nemmeno capito l\u2019origine autentica, la ragione profonda di questa vera crisi globale. La quale \u00e8 anche di una dimensione e di un\u2019ampiezza che possono solo sfuggire completamente ai fatalmente ignari contemporanei, ma ben responsabili e colpevoli, almeno di pigrizia e dabbenaggine. Di cosa si tratta?<\/p>\n<p><strong>Il rifiuto di Dio, al livello delle masse, ha generato una crisi intellettiva e pratica in tutti i campi: Dio \u2013 eppure, lo si sapeva \u2013 riguara tutti e tutto!<\/strong><br \/>\nGrandi pensatori ed educatori dei due ultimi secoli, come Nietzsche, Dostoievski o don Giussani avevano ben avvertito che il fatto di mettere fuori gioco Dio dalla vita e dalla vista degli uomini (il Dio detto <em>morto<\/em>) poteva solo generare la totale rimessa in questione di tutte le categorie dell\u2019esistenza e delle modalit\u00e0 del suo funzionamento nel mondo.<br \/>\nPer esempio, non si pu\u00f2 ridurre di met\u00e0, arbitrariamente \u2013 in un modo pseudo edonista \u2013 il tasso di nascite, per puro piacere a credito (il debito pubblico!) e grazie alla tecnoscienza piccolo borghese (la pillola massificata e l\u2019aborto sempre assassino!) senza attendersi conseguenti catastrofi anche apocalittiche.<br \/>\nLe leggi di Dio, che siano naturali o rivelate, non possono essere violate e sconvolte secondo criteri razionalisti, esclusivamente e abusivamente umani, senza che il disordine introdotto non provochi conseguenze nell\u2019ordine naturale in ogni campo, compresi quelli economici.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un\u2019armonia di proporzionalit\u00e0 naturale nelle leggi universali che apparentemente sembrano appartenere alla semplice e diretta \u201ccompetenza\u201d umana. Ma tutto, lo si sa da sempre, \u00e8 integrato e previsto nel piano meraviglioso di Dio: il quale ha anche mandato suo figlio Ges\u00f9, il Cristo nell\u2019unit\u00e0 trinitaria, allo scopo di indicare e condurre gli uomini alla loro salvezza eterna che comincia qui sulla Terra. Certo, l\u2019uomo \u00e8 il libero attore che deve intervenire nella gestione sapiente, ben creativa di queste leggi. Ma deve scoprire, con la sua ricerca, la sua intelligenza e la sua volont\u00e0 le regole che sono inscritte nel Grande Piano Eterno. Utilizzando, sempre, tutta la sua libert\u00e0, anch\u2019essa inscritta nel Progetto d\u2019intelligenza verticale e divina. Ma gli uomini, soprattutto da qualche secolo, con la secolarizzazione anche laicista, stanno ribellandosi alla loro creaturalit\u00e0, non solamente individualmente come sempre, ma anche pubblicamente contro la presenza nelle nostre societ\u00e0 del Dio vivente. Cos\u00ec, \u00e8 la penuria mondiale e il riduzionismo generale che sguazzano in un\u2019abbondanza virtuale di tutto. Come nel caso di questa crisi economica mondiale dalla quale non si riesce, naturalmente, ad uscire. A causa di non aver voluto, in effetti, comprendere la sua dimensione nella scelta antireligiosa che si \u00e8 allegramente imboccata.<br \/>\nContro l\u2019esistenza stessa di Dio, si diventa pure ciechi e masochisti, come apprendisti stregoni!<br \/>\n\u00c8 questo il peccato originale e principale che ha aperto il vaso di Pandora. Il quale, in principio, dovrebbe essere generalmente ben chiuso e dovrebbe restare \u2013 non senza fatica , pure col supplemento di crisi economica \u2013 nell\u2019armonia propria, celeste e intangibile.<br \/>\nAnche le regole riguardanti il rapporto di complementarit\u00e0 tra cultura classica e quella tecnica contemporanea non sono pi\u00f9 comprensibili, non solo dai detti specialisti, in una concatenazione di disastri fatalmente legati. \u00c8 per questo che l\u2019umanit\u00e0 al potere, determinante il corso dei destini su Terra, ci ha portati nel vicolo cieco in cui ci troviamo nella nostra epoca : tutti in antagonismo, radicalmente, gli uni contro gli altri&#8230;<\/p>\n<p><strong>Come in alre circostanze della storia pagana, gli uomini della nostra era sono solo vittime del loro proprio peccato conseguente alla volont\u00e0 di abbandonare la loro religiosit\u00e0 cristiana<br \/>\n<\/strong>Il tema del libro tanto discusso, non solamente in Francia, era cos\u00ec solo molto parzialmente secondario in rapporto a quello che l\u2019aveva generato dopo l\u2019attribuzione dell\u2019ignorante e falsa definizione della parola \u201coscurantismo\u201d inflitta al Medio Evo. Esattamente il contrario del vero, ben documentato e storicamente certificato!<br \/>\n\u00c8 l\u00e0 che lo specialismo detto moderno \u00e8 diventato accecante, riduzionista e totalitario.<br \/>\nLa metafora geniale di Chesterton secondo la quale, avendo tagliato il filo maestro, ancorato e discendente a sostegno della sua meravigliosa tela, il ragno si ritrova mortalmente soffocato nella sua costruzione che, inevitabilmente, si raggomitola su se stessa senza l\u2019appoggio creatore appena reciso. Vale a dire, una volta che si \u00e8 tolta l\u2019architrave Dio, tutto crolla rovinosamente!<br \/>\nAllora, il problema posto da Etchegoyen non sar\u00e0, in tal modo, mai risolto. Va da s\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019incapacit\u00e0 di dominare i problemi posti dalla crisi economica da parte degli intellettuali classici (stranieri alle tecnologie) e dei tecnici moderni (refrattari al classicismo) Dopo le sacrosante ostriche, i foies gras, i formaggi ben maturati, i dialoghi a tavola a Natale ci hanno portati, improvvisamente, a parlare di una trasmissione di Apostrophe: quella di Bernard [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3679","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-francamente2"],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3679","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3679"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3679\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3683,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3679\/revisions\/3683"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3679"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3679"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3679"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}