{"id":3645,"date":"2018-11-29T20:56:27","date_gmt":"2018-11-29T19:56:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=3645"},"modified":"2018-11-29T20:56:27","modified_gmt":"2018-11-29T19:56:27","slug":"a-cosa-servono-i-conventi-i-cui-monaci-e-monache-apparentemente-non-fanno-che-contemplare-pregare-e-lavorare-nella-loro-sopravvivenza-eppure-e-il-monachesimo-che-ha-permesso-e","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=3645","title":{"rendered":"A cosa servono i conventi i cui monaci e monache \u2013 apparentemente \u2013 non fanno che contemplare, pregare e lavorare nella loro sopravvivenza ? Eppure, \u00e8 il monachesimo che ha permesso e creato \u2013 che ce lo si dica \u2013 la civilt\u00e0 occidentale a cui non possono che aderire, o lo stanno gi\u00e0 facendo, tutte le altre antropologie del pianeta!"},"content":{"rendered":"<p><strong>I monasteri sono finalizzati alla lode e celebrazione di Dio: non devono fare prioritariamente altro. Tutte le preoccupazioni primarie del mondo devono essere loro estranee. E pertanto&#8230;<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 si diventa monaci e monache contemplativi e preganti, anche nella casta verginit\u00e0 divina, ovviamente precludente ad ogni progenitura genitoriale? A partire dai criteri e dalle finalit\u00e0 che oggi reggono alquanto l\u2019esistenza del mondo, tutto ci\u00f2 sarebbe senza senso e perfettamente \u201cinutile\u201d.<br \/>\nE invece, \u00e8 proprio il destino primo e ultimo dell\u2019esistenza umana che \u00e8 ingenerato e determinato, nella fattispecie, dalla vita sacralizzata conventuale. La quale ha messo al centro della sua esistenza codesta apparente<em> inutilit\u00e0<\/em>. \u00c8 l\u00ec che si rivela evidente, come \u00e8 dall\u2019indiscutibile superiorit\u00e0 e incommensurabilit\u00e0 della detta <em>impalpabile<\/em> trascendenza. E da cui prende sostanza la materiale concretezza anche del fattuale! Tutta l\u2019assurdit\u00e0 e la devastazione del nichilismo contemporaneo scaturiscono dal capovolgimento modernista: assolutamente non moderno!<br \/>\nIl quale, a partire dal tempo dal Rinascimento, ha voluto rovesciare il rapporto ben naturalemente predominante del Creatore Trinitario sul potere dell\u2019uomo narcisisticamente organizzato \u2013 da allora massivamente in progressione \u2013 nell\u2019arbitrario autosufficiente e illusoriamente autodeterminato. Questo sconvolgimento della realt\u00e0 detta laica e definita \u201cStato\u201d, \u00e8 stato chiamato, ben pi\u00f9 tardi, \u201cstatalismo\u201d: vale a dire la prevalenza, anche illogica e sempre funesta, dello Stato su Dio e le Sue leggi pure naturali. Quindi sulla Persona! Rifiutando il solo ed unico dominio di Dio sull\u2019universo, quantomeno evidentemente ontologico, ci si dispone a sottomettersi a tutto e a qualsiasi cosa!<br \/>\nCome l\u2019aveva ben notato pure la pi\u00f9 grande scrittice cattolica americana, Flannery O\u2019Connor nel 1958 (certamente non per prima nell\u2019umanit\u00e0). La vera storia dell\u2019uomo e dei suoi popoli \u00e8 cominciata \u2013 lei diceva \u2013 con l\u2019obbedienza totale di Abramo alla chiamata di Dio Creatore del mondo e della vita. Il grandissimo padre ebraico aveva cos\u00ec abbandonato il suo villaggio ed inizi\u00f2 una nuova storia della sua vita, il cui viaggio \u00e8 diventato quello del suo popolo tutto intero. Cosa mai vista prima! E ci\u00f2 mentre tutte le altre popolazioni continuavano ad attardarsi a modellare i loro numerosi dei inevitabilmente in idoli politeisti e manufatti in <em>bricolage<\/em>, anche se a volte genialmente.<\/p>\n<p><strong>La cultura spirituale (monacale) da cui tutto scaturisce, compreso il progresso dell\u2019innovazione tecnologica, aveva prefigurato l\u2019immane sviluppo rinascimentale, anche artistico<\/strong><br \/>\nDai tempi prima di san Gerolamo nel Terzo-Quarto secolo, l\u2019esistenza di minuscoli e poveri conventi (soprattutto nel deserto e sempre totalmente avulsi dal diabolico <em>fattore potere <\/em>del mondo), costituivano il prestigio di riferimento delle moltitudini di fedeli e dei potenti contemporanei.\u00a0 Al punto che anche gli anacoreti cristiani, spesso poi fondatori di conventi, erano molto amati o temutissimi da tutti i monarchi, in auge.<br \/>\nI primi responsabili di monasteri e badesse (allora molto abitualmente autorevoli e passivamente di primo piano) erano chiamati a consulto sempre pi\u00f9 dai potenti allo scopo di mostrare, ben pubblicamente, la propria giusta sudditanza alla trascendenza e alla sovranit\u00e0 di Dio.<br \/>\nBen altro, dunque, che il feroce statalismo endemico dei nostri giorni detto gi\u00e0 secolarizzato.<br \/>\nErano i tempi \u2013 oggi apostrofati \u201coscurantisti\u201d in modo sprezzante, per crassa ignoranza storica \u2013 in cui il timore del Dio Creatore aveva ancora un senso comune. I monaci gi\u00e0 detenevano, nella loro sapiente umilt\u00e0, il prestigio sociale pi\u00f9 elevato. Cos\u00ec i religiosi assoluti monacali divennero, gi\u00e0 ben prima dell\u2019Alto Medio Evo, i protagonisti, con le loro reti di conventi gi\u00e0 intrinsecamente pronti all\u2019universalit\u00e0 pratica, di un fattore centrale anche delle pi\u00f9 avanzate tecnologie. Soprattutto tenendo conto che i monaci erano i naturali pi\u00f9 grandi viaggiatori del loro tempo. Con lo scambio dell\u2019Eucaristia tra conventi e confratelli in Fede, erano i naturali promotori e diffusori \u2013 soprattutto nel Basso Medio Evo \u2013 dell\u2019innovazione sensata nelle loro epoche: si formava cos\u00ec la civilt\u00e0 come incrocio e sintesi dell\u2019orizzontale (tecnico) e del\u00a0 verticale (spirituale).<\/p>\n<p><strong>Si tratta qui del tema cruciale del dibattito teologico e pastorale del Ventunesimo secolo, vale a dire del ruolo del discernimento di fronte ai problemi escatologici propri alla cristocentricit\u00e0<br \/>\n<\/strong>Oggi, comunque, le cose sono rimaste praticamente immutate, con in pi\u00f9 il fatto che il predominio della tecnoscienza sembra aver creato una vera e propria nuova e sempre pi\u00f9 orribile \u201ccivilt\u00e0-religione\u201d: l\u2019attuale, fondata su una sorta di supposto equivalentesincretismo delle varie religioni diventate tutte validamente massoniche e onusiane. Il problema centrale della Chiesa contemporanea \u00e8 che anche la sua concezione della religiosit\u00e0 \u00e8 ora correntemente molto falsificata, non fosse che per induzione.<br \/>\nSi potrebbe notare che il materialista tedesco, Karl Marx, ancora purtroppo residualmente attuale, aveva sintetizzato con le sue 11 tesi, diventate famose, il pensiero dell\u2019ateo suo connazionale Feuerbach: \u00a0\u201d<em>Non \u00e8 Dio che ha creato l\u2019uomo ma l\u2019uomo che s\u2019\u00e8 inventato<\/em> <em>il Dio trinitario<\/em>\u201d, ne recitava esplicitamente una. Anticipando di un secolo cos\u00ec il suo futuro connazionale e alquanto teologo gesuita, a noi quasi contemporaneo, Karl Rahner. \u201cCattolico\u201d molto protestantizzato e allo stesso modo piuttosto idolatra, come gli antichi pagani e materialisti des secolo Diciannovesimo.<br \/>\nTutta la critica riduttivista e distruttiva di Feuerbach \u2013 e dello stesso Rahner \u2013 sembra aver trovato cos\u00ec compiutezza nel successo pratico della cosiddetta vasta sedicente teologia tutta relativista (ranheriana), piuttosto\u00a0 prevalente nell\u2019attuale Chiesa cattolica.<br \/>\nNe ho gi\u00e0 parlato, o piuttosto accennato su questo Blog, rispetto alla critica molto approprofondita prodotta dalla <em>Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>, particolarmente dall\u2019eccellente Stefano Fontana sotto la direzione dell\u2019immenso arcivescovo di Trieste e supremo teologo Giampaolo Crepaldi.<br \/>\nLa cosa costituir\u00e0 il punto centrale e cruciale \u2013 ne sono certo \u2013 di tutto il dibattito dottinario e pastorale (alquanto denominato oggi \u00a0<em>pastoralismo<\/em> \u201ccreativo\u201d e soggettivo) del nostro secolo.<br \/>\nIl quale sta ancora riducendo la religiosit\u00e0 nel suo esatto contrario. L\u2019id\u00e9a di Dio \u00e8 stata infatti condotta non alla sua troppo evidente piacchiana e totale negazione, ma alla risposta orribilmente psicologistica dei bisogni dell\u2019uomo di oggi, alquanto sperduto e massificato nel suo agnosticismo narcisistico.<br \/>\nLa <em>causa<\/em> dell\u2019abbandono della Fede \u00e8 stata cos\u00ec sostituita dall\u2019<em>effetto<\/em> di un Dio addomesticato, autocostruito e a \u201cmisura d\u2019uomo\u201d. Dimensione tanto rincorsa attualmente dopo almeno ormai molte generazioni ben laiciste e nichiliste: in tal modo, si ha il Dio a sollievo (in pi\u00f9 in modo parziale e sentimentaloide) della cosiddetta odierna \u201cfatica di vivere\u201d: la filosofia, dunque, di Feuerbach, in tal modo appena ora sviluppata! E con tutta la struttura ideologica della cosiddetta \u201cNuova Chiesa\u201d (di origine fondamentalmente sempre rahneriana, senza troppo dirlo esplicitamente) basata sulla falsa idea che la divinit\u00e0 e la sua trascendenza derivano da una progettualit\u00e0 assolutamente umana e autonoma, \u201cartificialmente\u201d fabbricata dalla storia. Perdipi\u00f9 collettiva (con lo storicismo) e di \u201cesperienza\u201d personale (arraverso il relativismo individualista). Vale a dire la negazione e all\u2019opposto, come diceva precisamente il grande teologo Cornelio Fabro, gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni \u201970, della missione della Chiesa e del monachesimo. \u00a0E pure, secondo la scoperta del tempietto del \u201cdio ignoto\u201d da parte di san Paolo ad Atene, nell\u2019immensa cultura greca politeista.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 singolare e curioso che molti monaci e monache rincorrano oggi le preoccupazioni mondane al posto di dedicarsi prioritariamente alla loro celebrazione essenziale, evangelica ed eucaristica<br \/>\n<\/strong>La tendenza (stavo per scrivere la \u201cfregola mondana\u201d!) di voler diagnosticare e prescrivere ricette alla Chiesa in piena crisi identitaria, induce vari conventi e grandi monasteri a voler praticare \u201cterapie dette progressiste\u201d, improvvisate e soprattutto non cristologicamente fondate. E particolarmente eccentriche se non estranee alla vocazione conventuale e divina fondata sulla preghiera, l\u2019adorazione e la laboriosit\u00e0.<br \/>\nSe questa perniciosa attrattiva all\u2019inessenziale <em>pratica sociale<\/em> (soprattutto nella nostra epoca molto socializzata dirigisticamente) da parte del monachesimo vocazionalmente consacrato alla divina lode, non si estingue rapidamente, i monasteri non potranno giocare il ruolo che l\u2019\u201dopzione Benedetto\u201d ha loro attribuito ed iniziato a concretizzare nel destino del Cristianesimo e della Chiesa. Cio\u00e8 continuare a formare innumerevoli piccole comunit\u00e0 ecclesiali di laici concentrati intorno ai nuovi (ma sempre antichi) conventi cattolici centrati sulla preghiera e l\u2019adorazione dell\u2019Eucarestia!<br \/>\nOggi l\u2019\u201d<em>ospedale da campo\u201d, <\/em>di cui parla Papa Francesco, pu\u00f2 soprattutto riguardare i conventi comtemporanei come luoghi e origini permanenti del Sacro: dove l\u2019essenziale e il cuore del Corpo Mistico \u00e8 conservato nella continuit\u00e0 pregante in tutta la Sua grandezza e la Sua autenticit\u00e0 al centro del monachesimo.<br \/>\nQuesta specificit\u00e0 deve essere il simmetrico dedicato e ben comprensibile per i laici impegnati in prima linea nel mondo. Essa \u00e8 in tal modo per questi una pratica legittima e normale. E per dei monaci e monache, essa risulta addirittura surreale e a priori sempre eterodossa o molto, troppo eccentrica! La missione del monastero \u00e8 per il monachesimo di installare molto indirettamente nel mondo e nello spirito degli uomini il concetto centrale dell\u2019Eucarestia come memoria vivente e permanente del Cristo in carne ed ossa rigenerato in ogni Santa Messa. Particolarmente essa ha come scopo di rendere visibile l\u2019Invisibile: la perfezione della Bellezza paradisiaca del Cristianesimo come incontro costante col Cristo, detto Figlio dell\u2019Uomo, nella comunit\u00e0 umana.<br \/>\nLa forza e la chiarezza intellettiva della finalit\u00e0 monastica \u00e8 talmente cos\u00ec evidente rispetto alle cosiddette <em>leggi del mondo<\/em>, che ogni anche piccola deriva non pu\u00f2 che segnalare un\u2019angosciante mancanza di pura Fede dottrinale oltre che missionaria.<\/p>\n<p><strong>La missione globale e ben materiale della Chiesa, a partire dal cuore del Cristianesimo che non \u00e8 altra cosa e prende fondamento solo nell\u2019Adorazione Eucaristica validata socialmente dalla <em>DSC <\/em><\/strong><br \/>\nDov\u2019\u00e8 finita la semplice progettualit\u00e0 per cui la patrona delle Missioni, vale a dire la responsabile morale dell\u2019intervento pi\u00f9 estremo ed esterno alla Chiesa, era stata designata una suora (santa Teresa) di stretta clausura?<br \/>\nIl monachesimo deve cos\u00ec generare \u2013 ed\u00a0 \u00e8 quanto fa da molti secoli \u2013 giganti della cultura, ma silenziosa (per esempio quella continuamente avanzata dal cardinale Sarah) anche se non afona. L\u2019intangibilit\u00e0 regale dell\u2019eterna Verit\u00e0 non pu\u00f2 che scaturire dal sereno silenzio contrapposto alla vana logorrea dell\u2019ansioso cercare del mondo, perch\u00e9 praticamente sempre fallace. Dopo aver ricordato la formula petrina di Paolo VI per cui \u201c<em>La politica \u00e8 la<\/em> <em>pi\u00f9 alta forma di Carit\u00e0<\/em>\u201d, cosa pu\u00f2 fondare dottrinalmente e pastoralmente il residuo impegno oggi nel mondo e, particolarmente, nello campo sociale e politico? Solo e unicamente la <em>Dottrina Sociale della Chiesa<\/em> (<em>DSC<\/em>) \u00e8 naturalmente abilitata al pi\u00f9 alto livello a dare indicazioni veritative e criteri vincolanti.<br \/>\nMa questo dicastero \u00e8 oggi ancora tragicamente negletto, ancor pi\u00f9 della sua sterminata e largamente ignorata sapienza relativa alla vita della <em>polis<\/em> cristiana e della sua storia. Le moltitudini di fedeli, ed in particolar modo i molti prelati con i loro attuali pretini o nuovi monaci parecchio erranti nell\u2019incultura cristiana, dovrebbero sapere come astenersi in silenzio imparando assiduamente dal grandioso Magistero della Tradizione. Il Regno di Dio nel mondo, si deve dirlo, inizia sempre e ancora in convento nella preghiera perpetua intorno all\u2019Eucarestia!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I monasteri sono finalizzati alla lode e celebrazione di Dio: non devono fare prioritariamente altro. Tutte le preoccupazioni primarie del mondo devono essere loro estranee. E pertanto&#8230; Perch\u00e9 si diventa monaci e monache contemplativi e preganti, anche nella casta verginit\u00e0 divina, ovviamente precludente ad ogni progenitura genitoriale? 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