{"id":3598,"date":"2018-10-22T12:05:46","date_gmt":"2018-10-22T11:05:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=3598"},"modified":"2018-10-22T12:06:33","modified_gmt":"2018-10-22T11:06:33","slug":"nozze-doro-di-franco-e-orietta-appunti-di-franco-troiano-per-il-pranzo-a-francavilla-al-mare-feste-di-lanciano-16-settembre-2018","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=3598","title":{"rendered":"Nozze d\u2019oro di Franco e Orietta Appunti di Franco Troiano per il pranzo a Francavilla al Mare Feste di Lanciano &#8211; 16 settembre 2018"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cari parenti e amici, non temete! Non vi far\u00f2 nessun discorso: ne siamo tutti saturi. Notte e giorno ce ne fanno continuamente. Fosse per me, sarebbe quasi silenzio totale con comunicazione prevalentemente o solo scritta. Silenziosa e libera, veramente libera.<br \/>\nMa qui ho il dovere di fare le prime \u00a0presentazioni dei convenuti. Rapidamente. Farete il resto, il principale naturalmente, voi stessi. Oltretutto siete una cinquantina&#8230;<br \/>\nAllacciate dunque le cinture e servitevi della mappa, l\u2019<em>Albero genealogico\u00a0<\/em>preparato ed in via di completamento dall\u2019Orietta (pi\u00f9 di 300 persone gi\u00e0 inserite!).<br \/>\nNon dovete temere che vi parler\u00f2 di noi festeggiati, n\u00e9 di me n\u00e9 della mia ditta internazionale fondata pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa a Bruxelles. Troverete tutto, silenziosamente, su Internet, sul mio sito blog (in francese e in italiano) e sui siti web della mia societ\u00e0 commerciale, dove ci sono anche i miei \u201c<em>famosissimi<\/em>\u201d libri&#8230; ai\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francamente2.com\/\">www.francamente2.com<\/a>\u00a0<strong>e <\/strong><a href=\"http:\/\/www.eurologos.com\/\">www.eurologos.com<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vi ringrazio di aver risposto al nostro invito, di\u00a0<strong>Orietta<\/strong>\u00a0e mio, per festeggiare le nostre\u00a0<strong>Nozze d\u2019oro<\/strong>. Per celebrare modestamente, cos\u00ec anche nella nostra citt\u00e0 e regione comune di provenienza. Festeggiare con modestia il molto sensato ritorno. Non solo in Abruzzo e in Italia, ma anche nel mondo intero, c\u2019\u00e8 il ritorno del valore della Tradizione e della propria Terra di origine culturale (la Patria), senza con questo essere pi\u00f9 accusati o accusabili di brutto nazionalismo, o provincialismo ideologico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma soprattutto, direi, devo ringraziare i\u00a0<strong>Lancianesi inamovibili<\/strong>\u00a0d\u2019ordinanza con in testa<strong>\u00a0Mario Delle Vigne\u00a0<\/strong>che si \u00e8 installato, da moltissimi anni, in quel dell\u2019Iconicella, tra Romagnoli e Lanciano.<br \/>\nTramandando, con la sua famiglia, l\u2019ingegnosit\u00e0 e l\u2019inventivit\u00e0 della vicinissima <strong>Officina Delle Vigne<\/strong> con, da molto tempo, i fornetti di <strong>Mario<\/strong> (da lui inventati e costruiti) a calore soavemente e paradossalmente refrattario. A fuoco&#8230; anche spento.<br \/>\n<strong>Mario<\/strong>\u00a0non poteva sposarsi che con l\u2019aurea \u2013 molto \u201caurea\u201d \u2013\u00a0<strong>Nilde Angelucci<\/strong>. E ingenerare due intraprendenti e moderni figli:<strong>\u00a0Nicola<\/strong>, valente odontotecnico con suo figlio\u00a0<strong>Samuele<\/strong>; e\u00a0<strong>Maurizio<\/strong>\u00a0che ha avuto la brillante idea di continuare la tradizione familiare dei fornetti paterni.<br \/>\nIl quale\u00a0<strong>Maurizio<\/strong>\u00a0si \u00e8 sposato la bella colombiana neo-lancianese<strong>\u00a0Isabel<\/strong>\u00a0che gli ha dato due bei figli gi\u00e0 abbastanza grandicelli,\u00a0<strong>Agnese<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Simone<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un saluto tutto particolare va rivolto a\u00a0<strong>Pietro Iacovelli<\/strong>\u00a0che \u00e8 diventato, grazie alla sua professione di orafo-orologiaio e alla sua inestinguibile passione religiosa, sociale e politica, anche presidente della gloriosa\u00a0<em>Associazione degli Artigiani<\/em>. La quale l\u2019ha anche ricambiato con un premio professionale non solamente provinciale, di cui ho avuto notizia fin su in Belgio sui social network!<br \/>\nLa cognata\u00a0<strong>Franca<\/strong>, mia cugina, ha poi fatto nascere, si sa, da ormai classica ostetrica e levatrice, migliaia di piccoli lancianesi da una quarantina d\u2019anni.<br \/>\nAlla testa ora della famiglia del rimpianto\u00a0<strong>Umberto<\/strong> <strong>Zulli<\/strong>, tra cui \u2013 praticamente quasi, anche l\u00ec, tra tutte donne della famiglia \u2013 \u00e8 riuscito a spiccare il figlio\u00a0<strong>Giorgio<\/strong>\u00a0ora diventato, grazie al suo talento di tenore, il celebrato non solo direttore anche di una valentissima\u00a0<em>Corale lancianese<\/em>: nella grande e vecchia tradizione musicale (anche se solo strumentale) dei due ceppi della grande famiglia qui autofesteggiata<strong>:<\/strong> i<strong> Delle Vigne <\/strong>e i<strong> Maiorini\/Troiano<\/strong>, pure d\u2019origine, grazie alle sue donne sposate provenienti dalla famiglia \u00a0Delle Vigne.<br \/>\nNelle due famiglie, tra i primi, suonavano magistralmente la fisarmonica festaiola: nonno\u00a0<strong>Ernesto<\/strong>\u00a0di Villa Romagnoli e suo figlio\u00a0primo <strong>Pierino,\u00a0<\/strong>pi\u00f9 tardi di Mozzagrogna, con strumento individuale; in quell\u2019altra, il violino, il clarinetto, il bombardino, le percussioni, il corno e l\u2019oboe, strumenti da banda e d\u2019orchestra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella mia famiglia dei\u00a0<strong>Troiano<\/strong>, mio nonno paterno\u00a0<strong>Giovanni<\/strong>, era pure direttore e concertatore della gloriosa banda (fra l\u2019altro) di Lanciano (quella diretta anche dal famoso maestro Centofanti).<br \/>\nLa tradizione musicale era molto viva: mio padre compianto\u00a0<strong>Alfredo<\/strong>\u00a0era timpanista e suo fratello\u00a0<strong>Ciccillo<\/strong>\u00a0(mio rimpianto zio, emigrato anche lui a Milano) suonava il corno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui c\u2019\u00e8 anche la<strong>\u00a0Rosy<\/strong>, la figlia fotocopia della rimpianta mitica\u00a0<strong>Imelda<\/strong>. C\u2019\u00e8 pure, naturalmente, suo marito\u00a0<strong>Camillo,<\/strong>\u00a0canadese di nascita emigrata, ritornato, per amore nativo, a Lanciano. Sono qui con i loro due splendidi bambini,<strong> Giuseppe<\/strong> e <strong>Giovanni<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma \u00e8 alla moglie di\u00a0<strong>Pietro<\/strong>,\u00a0<strong>Nella<\/strong>, e soprattutto alla gi\u00e0 detta sorella\u00a0<strong>Franca<\/strong>, nonch\u00e9 a\u00a0<strong>Chiara<\/strong>, la giovane figlia ora anche madre del pi\u00f9 giovane fra noi, il piccolissimo\u00a0<strong>Pietr<\/strong>(in)<strong>o<\/strong>, che \u00e8 da attribuire un grande merito. Si tratta del problema del livello appena avanzato di malattia, quasi fatale nella degradazione per l\u2019et\u00e0 praticamente centenaria di zia\u00a0<strong>Annina<\/strong>. Ella \u00e8 la sorella minore e ormai sola superstite, di\u00a0<strong>Trieste<\/strong>\u00a0mia<em>\u00a0<\/em>madre e di mio zio\u00a0<strong>Nicolino,<\/strong>\u00a0emigrato con tutta la sua famiglia a Torino.<br \/>\nQueste tre<em>\u00a0Grazie lancianesi\u00a0<\/em>sono in prima linea a sostenere il valore assoluto e inviolabile della vita umana, sebben malata.<br \/>\nNoi festeggiati che viviamo in Belgio, forse il Paese pi\u00f9 trans-umanista e nichilista al mondo, sappiamo di cosa, nell\u2019orrore delle eutanasie, si parla nel qualcaso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E che dire della Ferramenta\u00a0<strong>Delle Vigne Tommaso<\/strong>, genialmente ora pubblicizzata dall\u2019erede figlio\u00a0<strong>Massimiliano<\/strong>, intelligentissimo e sposato alla fascinosa\u00a0<strong>Rosetta<\/strong>, e coadiuvato dall\u2019instancabile fratello\u00a0<strong>Marco<\/strong>, figlio pure lui del molto rimpianto\u00a0<em>Tumass<\/em>\u00a0o<em>\u00a0Tumassine<\/em>?<br \/>\nCon una pubblicit\u00e0 divenuta popolarissima e assolutamente postmoderna in dialetto comico, di grande efficacia su\u00a0<em>Face Book<\/em>.<br \/>\nEssa annuncia la chiusura della Ferramenta solo la domenica mattina in quanto tutta la famiglia \u00e8 a Messa!\u00a0Guardandola, ci siamo sbellicati e divertiti a Bruxelles per l\u2019originalit\u00e0 irresistibile della promozione commerciale a favore della loro \u201c<em>puteca<\/em>\u201d-emporio.<br \/>\nMia sorella\u00a0<strong>Gianna<\/strong>, nata a Milano, che \u00e8 qui col figlio\u00a0<strong>Alessandro<\/strong>\u00a0sposato con bambino in quel di Milano e Varese, mi ha assicurato che un vero e proprio\u00a0<em>factotum<\/em>\u00a0e protagonista del loro emporio \u00e8 diventato il detto fratello\u00a0<strong>Marco<\/strong>: il lavoro santifica e guarisce!<br \/>\nChi sta anche dietro questo successo commerciale lampante?<br \/>\nLa madre\u00a0<strong>Giuliana<\/strong>\u00a0che \u00e8 vera imprenditora fin da piccola (a 5 anni, \u00e8 stata messa l\u00ec dietro il bancone di vendita dalla madre vedova precocissima, nel negozio familiare vicino a Casoli).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rischiavo di non mettere qui in giusta evidenza gli ospiti di Forl\u00ec,\u00a0<strong>Giovanni e Diana<\/strong>, della nostra grande famiglia acquisita col matrimonio di nostro figlio\u00a0<strong>Didier<\/strong>\u00a0con la loro figlia<strong>\u00a0Elisa<\/strong>, emigrata a Bruxelles dalla Romagna.<br \/>\nIl fratello\u00a0della sposa, <strong>Gabriele<\/strong>, venuto anche lui a Lanciano, \u00e8 anche lui un inamovibile regionalista, ma forlivese e romagnolo&#8230;<br \/>\nSono tutti titolari di due negozi specialistici di occhialai: un po\u2019 come la famiglia di mio zio\u00a0<strong>Lillino<\/strong>, fratello minore di mio padre\u00a0<strong>Alfredo<\/strong>, installata in quel di Barcellona (dopo l\u2019interrotto ritorno, di passaggio in Catalogna, verso l\u2019Italia dal seminario gesuitico americano), in questo ramo della mia famiglia spagnola, da New York appena finita la seconda guerra mondiale&#8230;<br \/>\nTutti in famiglia stanno realizzando una catena \u2013 senza naturalmente saperlo rispetto ai forlivesi \u2013 ma di farmacie occhialaie: in Spagna, gli occhiali li vendono soprattutto con le aspirine&#8230;!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Devo citare, non marginalmente, l\u2019altro dei fratelli maschi,\u00a0<strong>Antonio<\/strong>, tutti accuditi allora amorosamente dall\u2019unica sorella\u00a0<strong>Imelda<\/strong>. Era<strong>\u00a0Antonio<\/strong>\u00a0certamente il discolo e pi\u00f9 allegro in famiglia. Gran lavoratore, come tutti nel nucleo villaromagnolese con l\u2019officina famosa, subito dopo la guerra, negli anni \u201945-\u201960 fondata da pap\u00e0<strong>\u00a0Ernest(in)o<\/strong>, reduce a suo tempo dall\u2019Africa.<\/p>\n<p>\u00c8 anche qui con noi una vera Albanese,<strong>\u00a0Anje<\/strong>, sbarcata in Puglia con un gommone. Ora, dopo tanti anni, \u00e8 sposata con un connazionale,\u00a0<strong>Mateo<\/strong>, e madre di quattro bambini splendidi tutti forlivesi. Molto cattolica, lei ci ricorda di fatto che il grande problema dell\u2019immigrazione libera in Italia, se mai fosse necessaria realmente, dovrebbe essere privilegiato per l\u2019arrivo di cristiani (dell\u2019Est o dell\u2019America latina) i quali si integrano veramente! I musulmani, anche in America del nord, non si sono mai veramente integrati: \u00e8 la nostra, lareligione giudeo-cristiana quella culturalmente occidentale e europea. E veramente universale, ad integrarsi veramente!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Avrei dovuto cominciare da loro, i defunti diretti e vicini, che ci hanno lasciati (solo anticipandoci, del resto) nel nostro destino che ci accomuna tutti:\u00a0il gi\u00e0 detto fisarmonicista <strong>Pierino<\/strong>\u00a0detto apostrofato\u00a0<em>alacre e sorridente<\/em>; poi, il gi\u00e0 ricodato ambizioso e gentile\u00a0<strong>Tommaso<\/strong>; la bella\u00a0<strong>Imelda<\/strong>\u00a0di cui abbiamo qui\u00a0<strong>Giovanni Pocetti<\/strong>, il vedovo risposato con la lancianese\u00a0<strong>Maria,\u00a0<\/strong>dal nome molto, molto qui diffuso;<strong>\u00a0<\/strong>\u00a0poi c\u2019\u00e8 zio\u00a0<strong>Ernesto, Ernestino <\/strong>il capostipite<strong>,<\/strong>\u00a0loro padre amorevole. Particolarmente con la pi\u00f9 piccola, la femminuccia \u00a0quinta arrivata; poi sua moglie di Castelfrentano (a Milano direbbero la\u00a0<em>regiura<\/em>) donn\u2019<strong>Assunta<\/strong>\u00a0(che cuoceva anche le \u201c<em>schere<\/em>\u201d di pane per tutta la famiglia).<br \/>\nA Lanciano, zio\u00a0<strong>Umberto,<\/strong>\u00a0padre di\u00a0<strong>Nella<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Franca<\/strong> e marito di zia <strong>Annina<\/strong>. \u00a0I miei genitori, con mia madre\u00a0<strong>Trieste Liberata<\/strong>\u00a0nata esattamente cento anni fa, il 4 novembre 1918, come \u201cpremio\u201d \u2013 si potrebbe dire \u2013 per la fine della pi\u00f9 sanguinosa e barbara delle guerre: anche col gas.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Guerra scampata per\u00f2 da nonno<strong>\u00a0Achille Delle Vigne, <\/strong>fratello minore di Ernesto<strong>, <\/strong>di mia nonna,\u00a0che, per primo tra tutti noi cosmopoliti, appena alla vigilia della prima guerra mondiale \u00e8 emigrato in Argentina, sposandosi poi col\u00e0.\u00a0E, purtroppo, mai potuto tornare (con molta sofferenza) in Italia.<br \/>\n\u00c8 il motivo per cui nessuno qui lo conosce personalmente.<br \/>\nHo avuto il privilegio di incontrarlo e frequentarlo per vari anni in famiglia a Bruxelles, dove pure \u00e8 sepolto con sua moglie di origine toscana: sono gli unici parenti che abbiamo l\u00e0 al cimitero!<br \/>\nAvevano seguito i loro due figli adulti, gi\u00e0 residenti a Buenos Aires, nella grande famiglia l\u00ec emigrata, battezzati coi nomi piuttosto argentini,\u00a0<strong>Aquiles<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Nelson<\/strong>.<br \/>\nQuesti erano diventati grandi pianisti internazionali in quanto anche formati dal mostro sacro, tra i pochissimi grandi pianisti mondiali del secolo scorso, Claudio Arrau.<\/p>\n<p>Qui dovete conoscere un dettaglio significativo. Ormai, dopo pi\u00f9 di sessant\u2019anni, nonno\u00a0<strong>Achille<\/strong>, fratello minore, come ripeto, di\u00a0<strong>Ernesto Delle Vigne<\/strong>\u00a0e di mia nonna\u00a0<strong>Marietta<\/strong>\u00a0(nonna che ho naturalmente in comune anche con\u00a0<strong>Nella<\/strong>\u00a0e<strong>\u00a0Franca,\u00a0<\/strong>col mio molto compianto fratello\u00a0<strong>Lino<\/strong>, con mia sorella<strong>\u00a0Gianna<\/strong>\u00a0e con i cugini di Torino), non parlava quasi pi\u00f9 italiano, ma esclusivamente solo il suo abituale e ininterrotto acquisito spagnolo.<br \/>\nCos\u00ec, quando l\u2019ho incontrato con\u00a0<strong>Orietta<\/strong>\u00a0a Bruxelles e lo frequentavo in famiglia dagli anni \u201970, ho cominciato a parlargli in dialetto lancianese (nostra lingua madre comune) e che solo noi due conoscevamo l\u00e0. Quanto ai due figli diventati artisti, sono molto poliglotti ispanofoni. E come prima lingua belga dovettero imparare l\u2019olandese (il fiammingo) per insegnare.<br \/>\nPoi si sono immersi con noi in italiano, in quanto son potuti restare in Belgio potendosi anche sposare con due fiammighe in quanto italiani grazie alla nazionalit\u00e0 del loro padre\u00a0<strong>Achille Delle Vigne<\/strong>. L\u2019ormai vecchio\u00a0<strong>Achille<\/strong>\u00a0si ricordava del suo dialetto e lo riparlava piangendo come un bambino, tanto ne era emozionato. Il suo nipotino (ora trentenne) \u00e8 anche stato battezzato in italiano, dal figlio Nelson, significativementecol nome italiano di\u00a0<strong>Achille<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho scritto nell\u2019invito a questo pranzo il motto riferito agli Abruzzesi \u201c<strong>Forti e gentili<\/strong>\u201d, e che ci \u201c<em>ha tutti conservati all\u2019estero demassificati e sempre culturalmente cristiani oltrech\u00e9 Italiani<\/em>\u201d.<br \/>\nNonno \u00a0<strong>Achille<\/strong>\u00a0\u00e8 sempre restato \u2013 significativamente \u2013 per tutta la vita di nazionalit\u00e0 italiana. Scrivendovi, quest\u2019estate, pensavo soprattutto a lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di mia figlia minore\u00a0<strong>Odile<\/strong>, dir\u00f2 solo che \u00e8 francofona come il fratello maggiore<strong>\u00a0Didier<\/strong>, ma se la cava bene anche in italiano (se qualcuno poi vuole parlarle in inglese, la lingua sua preferita in quanto si \u00e8 anche laureata a Oxford rimanendovi per quattro anni; oppure in olandese, vale a dire le prima lingua del Belgio, pu\u00f2 scatenarsi a suo piacimento).<br \/>\nOdile, \u00e8 fidanzata con un bruxellese, l\u2019avvocato\u00a0<strong>Benjamin<\/strong>, molto ammiratore, come tutta la sua famiglia, dell\u2019Italia: \u00e8 venuto gi\u00f9 anche lui per quasi millecinquecento chilometri, per mostrare con simpatia che i belgi non sono poi umanamente cos\u00ec mostruosi, come li vorrebbe la loro attuale nomea culturale e politica.<br \/>\n<strong>Odile<\/strong>\u00a0ha ormai ripreso anche la direzione della mia ditta di cui \u2013 continuate a non temere \u2013 non vi dir\u00f2 nulla: leggete a vostro agio in silenzio, quando e se volete, sul sito\u00a0della societ\u00e0 (<a href=\"http:\/\/www.eurologos.com\/\">www.eurologos.com<\/a>.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di\u00a0<strong>Didier<\/strong>, il primogenito, dir\u00f2 solo che \u00e8 laureato a Bruxelles in scienze politiche e anche lui poliglotta, in inglese e fiammingo oltre che in italiano imparato n casa. Ha anche scelto una forlivese come sposa.<br \/>\n\u00c8 diventato un \u201cesperto\u201d in Islam avendo fatto molti studi comparativi tra Corano e Bibbia. Ha lavorato nella sicurezza a Bruxelles come agente ed ora \u00e8 nelle Ferrovie dello Stato belga.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il resto ve lo diranno, naturalmente, loro e continuerete a dirvelo voi stessi.<br \/>\nCompresi quelli che ho inevitabilmente dilmenticato.<br \/>\nDi altri, ancora pi\u00f9 giovani qui convenuti, sapremo molte cose in futuro anche attraverso il\u00a0<em>Gruppo WathsApp Francavilla<\/em>.<br \/>\nE, soprattutto, potranno dimostrare nella vita che ancora hanno molto di fronte da realizzare&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di mia moglie\u00a0<strong>Orietta<\/strong>, milanese da moltissime generazioni ambrosiane, vi posso qui dire che comanda a bacchetta anche me (da parte mia anche molto consensualmente; sono le donne che hanno sempre realmente comandato nella storia: me lo son detto da molto tempo).<br \/>\nAlmeno quanto nell\u2019attuale <em>Unione europea<\/em> che, da parte della\u00a0<em>frau<\/em>\u00a0Merkel, riesce ancora a comandare in tutta Europa. Anche se con tentativi non indifferenti di sana reazione, come anche ora in Italia (finalmente!).<br \/>\nLa mia seconda met\u00e0 \u00e8 stata funzionaria alla\u00a0<em>Commissione europea\u00a0<\/em>a Bruxelles.<br \/>\nDa cui la nostra belgitudine, da pi\u00f9 di quarant\u2019anni: pi\u00f9 dei nostri anni italiani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Della\u00a0<strong>Chiesa cattolica<\/strong>, sosteniamo anche due piccoli conventi di clausura a Pietrarubbia e a San Marino per cui \u00e8 nostro desiderio evitare, se possibile, di ricevere regali.\u00a0Vorremmo che siano diretti, come i nostri, alle\u00a0<em>Monache Adoratrici<\/em>\u00a0(e\u00a0<em>monaci) del Santissimo<\/em>\u00a0<em>Sacramento<\/em>\u00a0in questione:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.adoratrici.it\/\">www.adoratrici.it<\/a>\u00a0\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.culturacattolica.it\/\">www.culturacattolica.it<\/a>.<\/p>\n<p>Soprattutto considerando che, da parte dei lancianesi felicemente inamovibili, devoti fieramente al grandioso e capostipite dei<em>\u00a0Miracoli eucaristici\u00a0<\/em>nel mondo: avvenuto in piazza, come sapete a Lanciano, nell\u2019attuale chiesa di san Francesco, gi\u00e0 nel 700!<br \/>\nNoi vecchia coppia ora in festa pensiamo infatti che, come ai tempi del Medio Evo, il mondo comtemporaneo possa essere ricivilizzato e salvato \u2013 anche e soprattutto molto silenziosamente \u2013 solo da piccole comunit\u00e0 con in testa quelle fondamentalmente monacali.<br \/>\nMeglio se culturalmente claustrali, <em>sperdute <\/em>e qualificate veramente cattoliche in quel del silenzio della<em> periferia<\/em>. Nei nostri meravigliosi Appennini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come esempio delle meraviglie che gli uomini possono realizzare, lavorando, se si mettono a cooperare con i <em>Piani divini della Trinit\u00e0<\/em>, abbiamo portato per voi in regalo &#8211; con la statuetta ricordo di\u00a0<strong>Magritte<\/strong>, l\u2019artista prestigioso belga &#8211; molti CD di cui, con la mia impresa, ho sponsorizzato le registrazioni.<br \/>\nSi tratta delle 32 Sonate di Beethoven per pianoforte che stiamo anche ora qui ascoltando mentre pranziamo.<br \/>\nSi tratta dell\u2019opera pi\u00f9 importante del pi\u00f9 grande compositore della storia, con le sue pi\u00f9 belle composizioni mai concepite (la\u00a0<em>Hammerklavier<\/em>, l\u2019<em>Appassionata<\/em>, la\u00a0<em>Tempesta<\/em>, l\u2019<em>Al chiaro di luna<\/em>\u00a0e soprattutto le ultime tre sonate, la\u00a0<em>109, 110 e la 111<\/em>!)&#8230;<br \/>\nL\u2019interpretazione del cugino\u00a0<strong>Aquiles Delle Vigne<\/strong>, che alcuni di voi hanno conosciuto personalmente (soprattutto i cugini romagnolesi, anni fa), \u00e8 magistrale.<br \/>\nAscoltatele e riascoltatele pensando alla sperduta Romagnoli, un paesino che, con lo sguardo sulla Maiella e il profumo del vicino venticello salmastro dell\u2019Adriatico, \u00e8 capace, col lavoro, molto lavoro, di produrre un piccolo capolavoro come questo.<\/p>\n<p>Quanto alla <strong>statuetta<\/strong> di Magritte che vi abbiamo offerto, spero che, anche in privato, mi chiediate, in un prossimo futuro, mie spiegazione di quest\u2019opera famosa: ne ho anche una interpretazione originale.<\/p>\n<p>Grazie.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Francavilla, 16 settembre 2018<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari parenti e amici, non temete! Non vi far\u00f2 nessun discorso: ne siamo tutti saturi. Notte e giorno ce ne fanno continuamente. Fosse per me, sarebbe quasi silenzio totale con comunicazione prevalentemente o solo scritta. Silenziosa e libera, veramente libera. Ma qui ho il dovere di fare le prime \u00a0presentazioni dei convenuti. Rapidamente. 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