{"id":2981,"date":"2017-08-14T12:57:57","date_gmt":"2017-08-14T11:57:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2981"},"modified":"2017-08-14T12:58:23","modified_gmt":"2017-08-14T11:58:23","slug":"se-don-giussani-fosse-ancora-tra-noi-avrebbe-giudicato-indegni-di-respirare-e-di-vivere-i-cristiani-senza-identita-incapaci-di-progetti-e-senza-interessi-per-la-politica-salvo-quando-sono-chi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2981","title":{"rendered":"Se don Giussani fosse ancora tra noi, avrebbe giudicato \u00ab indegni di respirare e di vivere i cristiani senza identit\u00e0, incapaci di progetti e senza interessi per la politica salvo quando sono chiamati alle elezioni\u201d! Questa sua citazione \u00e8 tratta dall\u2019ultimo libro di Gianfranco Amato, leader del Popolo della Famiglia, il partito cattolico fondato un anno fa."},"content":{"rendered":"<p><strong>Il libro in questione \u00e8 appena stato pubblicato in Italia da Youcanprint con il titolo un <em>Caldo semestre <\/em>e la citazione si trova a pagina 31.<\/strong> <strong>Non ci andava leggero monsignor Giussani quando<\/strong> conduceva (per tutta la sua vita) la lotta irriducibile contro l\u2019idelogia dell\u2019<em>Azione cattolica. <\/em>E contro l\u2019astrazione intellettualistica e moralista di un clero tremebondo che \u2013 come amava ripetere sempre \u2013 aveva \u201cvergogna di Ges\u00f9 Cristo\u201d. I papi san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, durante trentacinque anni, hanno considerato questo servo di Dio a modello dei loro pontificati profondamente unitari. In effetti questi papati hanno riportato \u2013 almeno dottrinalmente \u2013 la fede al centro del cristianesimo. Basterebbe la lettura di queste quasi quattro pagine consecutive nel capitolo di detto libro straordinario di cronache politico-religiose scritto da Amato contenente siffatta illuminante citazione, per completare la condanna senza possibile appello, dell\u2019attuale eresia vincente e maggiore nella Chiesa cattolica. Si tratta del casuismo sentimentale e modernista: eresia-di-ritorno di tre secoli fa combattuta dalla Chiesa di cui il monsignor belga Schooyans, nel 2016 e soprattutto dopo l\u2019avvento dell\u2019ideologia sud-americana relativista e marxiana, sebbene intermittente al potere, ha lungamente denunciato, sempre prudentemente, la nuova linea petrina di Papa Francesco. Il prelato wallone ha riportato al centro dell\u2019attualit\u00e0 codesta grave deviazione teologica ormai classica.<\/p>\n<p><strong>Quanto al capitolo del libro, dal titolo emblematico, <em>I dieci mali del pastoralismo<\/em>, tratta in effetti i punti profetici con i quali Stefano Fontana ha genialmente sintetizzato le viste pastorali eterodosse<\/strong> casuiste, introdotte in gran pompa oppure ben tollerate, dall\u2019attuale Papa eletto grazie all\u2019azione finalmente determinante del gruppo detto \u201ccomplotto di San Gallo\u201d. Ci si ricorder\u00e0 che questa nuova linea ecclesiologica perniciosa era stata condotta da parecchio tempo dai cardinali modernisti come il famoso belga Danneels e i suoi colleghi tedeschi Kasper e Marx.<br \/>\nPerch\u00e9 Amato ha centrato il suo capitolo su Fontana? Per la semplice ragione che questi altro non \u00e8 che il direttore del molto rigoroso <em>Osservatore internazionale cardinal Van Thuan <\/em>sulla<em> Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>. Ma anche per il fatto che, in modo particolare, egli ha creato il termine \u201cpastoralismo\u201d. Il quale definisce perfettamente e, allo stesso tempo, giudica implacabilmente l\u2019eresia contemporanea del casuismo. Vale a dire la teologia ribaltata resa strtturalmente ed esclusivamente conseguente dalle circostanze mondane e non dalla Verit\u00e0 eterna della dottrina evangelica! Peraltro, anche di fronte\u00a0 al catalogo di questa deviazione profondamente anticristiana, l\u2019arcivescovo di Trieste, Crepaldi, che \u00e8 il responsabile principale della <em>DSC<\/em>, si trova a mezzo progredire del suo favoloso corso di teologia sociale tanto necessario a causa dell\u2019attuale ignoranza praticata, non solo involontariamente, dai prelati, gli ecclesiastici e dai responsabili dei movimenti cattolici&#8230; Il corso \u00e8 stato organizzato in collaborazione con l\u2019eccellete quotidiano cattolico <em>online<\/em> <em>La Bussola<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Ma ritorniano al pastoralismo descritto dal Fontana. Questo, di fronte alla \u201cvergogna di Cristo\u201d di cui reiterava spesso don Giussani, riduce la dottrina cattolica (soprattutto sociale) alla misura della<\/strong> minuscola fede del mondo. La linea scervellata e mortale (\u201cindegna di [permettere] di respirare e di vivere\u201d!) da parte del grandissimo fondatore e conduttore al massimo livello ortodosso e appassionato di <em>Comunione Liberazione<\/em>, il \u201csuo\u201d movimento ecclesiale attualmente alla deriva del relativismo opportunista e depressivo. La svolta, da pi\u00f9 di una decina d\u2019anni in corrispondenza soprattutto della morte del suo impareggiabile maestro, dispone di tutte le caratteristiche dell\u2019irreversibilit\u00e0 gi\u00e0 molto confermata. Al punto che nessuna differenza, ormai, potrebbe distinguere <em>CL<\/em> dall\u2019<em>Azione cattolica <\/em>contro cui don Gius ha dovuto lottare instancailmente, o astuziosamente, per tutta la sua vita attiva.<\/p>\n<p><strong>Non mi soffermer\u00f2 qui sui dieci punti del pastoralismo di Fontana \u2013 ormai almeno noti e sui quali ritorner\u00f2 presto \u2013, particolarmente commentato con maestria da Amato nel suo capitolo (da non<\/strong> perderne nemmeno una sola briciola). I dieci sintomi della malattia ormai cronica ed avanzata, analizzata dal direttore dell\u2019<em>Osservatorio, <\/em>costituiscono la descrizione evidente della crisi apparentemente in perdizione d\u2019identit\u00e0 e originaria della vera rligiosit\u00e0. E della Chiesa attualmente a guida sostanzialmente catto-protestante.<br \/>\nMi limito quindi solamente a ricordare la privazione pi\u00f9 disastrosa indicata da questo decalogo in negativo: la sparizione del giudizio, ci\u00f2 che don Giussani chiamava continuamente \u201cil giudizio inaggirabile e irriducibile del cristiano\u201d, di fronte e nell\u2019oceano del relativismo nichilista ora trionfante!<br \/>\nMa senza Verit\u00e0, la grande \u201cpretesa salvifica esclusiva\u201d affermata alle folle e sileziosamente nella Morte e Resurrezione del Cristo, cosa rimane veramente del cristianesimo?<br \/>\nGianfranco Amato, in fondo, si impone il compito di rispondere a questa domanda cruciale nell\u2019economia generale del suo libro \u201cmolto concreto e ben incarnato\u201d: mostrare cio\u00e8 la lotta vitale, in altri termini, e specificamente memorabile dell\u2019uomo che si abbandona storicamente alla salvezza della sua vita verticale e orizzontale. Dunque alla sua vita politica! Vale a dire, fuggire come la peste \u2013 allo stesso modo in cui l\u2019ha appena detto a San Martino di Castrozza l\u2019arcivesovo emerito sempre giussaniano, Negri \u2013 \u201cla riduzione del \u00a0cristianesimo a puro sentimentalismo in ogni caso di assistenza\u201d alla schiavit\u00f9 del nichilismo nel mondo. Lo stesso e identico programma di testimonianza del partito di Amato, non a caso concepito ora inviolabile da alcuna coalizione laicista: il <em>Popolo della Famiglia<\/em>. \u00a0\u00a0<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro in questione \u00e8 appena stato pubblicato in Italia da Youcanprint con il titolo un Caldo semestre e la citazione si trova a pagina 31. Non ci andava leggero monsignor Giussani quando conduceva (per tutta la sua vita) la lotta irriducibile contro l\u2019idelogia dell\u2019Azione cattolica. 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