{"id":2969,"date":"2017-08-12T09:42:10","date_gmt":"2017-08-12T08:42:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2969"},"modified":"2017-08-12T09:42:26","modified_gmt":"2017-08-12T08:42:26","slug":"gianfranco-amato-leader-del-partito-popolo-della-famiglia-in-conferenza-intima-e-familiare-alle-dolomiti-questa-estate-la-politica-riscoperta-al-di-la-degli-stereotipi-e-allorigine-di-un-u","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2969","title":{"rendered":"Gianfranco Amato, leader del partito Popolo della Famiglia, in conferenza intima e familiare alle Dolomiti questa estate: la politica riscoperta al di l\u00e0 degli stereotipi e all\u2019origine di un un umano dimenticato e calpestato dal pensiero unico oltre che dal politically correct della secolarizzazione selvaggia."},"content":{"rendered":"<p><strong>Non ho potuto assistere all\u2019ultimo degli 700 incontri (!) in tre anni che anche e soprattuto Amato <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lacrocequotidiano.it\"><strong>www.lacrocequotidiano.it<\/strong><\/a><strong> ha tenuto praticamente in tutte le citt\u00e0 d\u2019Italia per il partito <\/strong>rigorosamente cattolico che \u00e8 stato appena fondato, il <em>Popolo della Famiglia<\/em>. Ma ho ascoltato attentamente la registrazione del suo <em>speech <\/em>dopo essere arrivato in fatale ritardo sabato 29 luglio alla vacanza del gruppo dissidente da <em>Comunione e Liberazione<\/em> (<em>In Movimento<\/em>) al cuore delle Dolomiti, a San Martino di Castrozza, sulle montagne forse pi\u00f9 belle al mondo. Trecento kilometri attraversando, necessariamente in macchina e lentamente, le Alpi: dall\u2019alto del Lago di Como passando per i meravigliosi colli che hanno fatto, tra l\u2019altro, la storia del Giro (Aprica, Ponte di Legno, Tonale, Trentino Alto Adige, Passo Rolle): sempre da 1.200 a 2.200 metri. Un gran regalo per uno residente al <em>Plat Pays, <\/em>a Bruxelles, da quarant\u2019anni. Amato non si era presentato a mani vuote a queste vacanze e al suo magistrale intervento. Il suo ultimo libro, <em>Un caldo semestre<\/em> sottotitolato <em>Tra politicanti e preti coraggiosi<\/em>, edito da Youcanprint in giugno-luglio scorsi, ci immerge, in effetti, nelle 186 pagine delle sue cronache politico-culturali, critiche e brucianti, della nostra contemporaneit\u00e0, fino in America (Messico). Cos\u00ec ho potuto incontrare, anche personalmente, il grande leader politico del <em>PdF<\/em> (con particolarmente Adinolfi, suo amico) tra le personalit\u00e0 pi\u00f9 significative del cattolicesimo internazionale. In sovrappi\u00f9 giussaniano rigoroso (con la famiglia)!<\/p>\n<p><strong>Malgrado i mille kilometri che ci separano abitualmente, avevo visto Amato ad una delle sue confernze molto seguite da un vasto pubblico, a Como quasi due anni fa: una vera forza della <\/strong>natura accompagnata da una cultura religiosa e politica raramente straodinaria, con una capacit\u00e0 oratoria da tribuno massimamente attraente. Si tratta infatti di un talento e di un livello intellettuale di una profondit\u00e0 profetica assolutamente inusuale, nell\u2019abituale analfabetismo culturale e spirituale \u201cdi ritorno\u201d dei politici presenti sul mercato. Il tutto dotato di una verve popolare immediatamente e semplicemente percettibile, sebbene di grande spessore e brillante. All\u2019inizio 2016, avevo pure pubblicato un post entusiasta su questo blog, sempre bilingue, dove avanzavo una vera e propria apologia del suo libro scritto in collaborazione con l\u2019amico don Gabriele Mangiarotti, un altro vero maestro giussaniano di molto lunga data. Con il titolo, <em>Per l\u2019umano e per l\u2019eterno<\/em>, il libro si limitava quasi solo a citare in exstenso ed in modo rigorosamente preciso tutte le 152 citazioni di don Giussani che <em>Comunione e Liberazione<\/em> non utilizza mai oppure che ritaglia, con opportunismo endemico a sostegno delle sue nuove tesi pastorali riduzioniste: degne dell\u2019<em>Azione Cattolica <\/em>anni \u201950-\u201860. Siccome l\u2019editore aveva intercettato, non so come, le mie lodi, Mangiarotti mi ha telefonato a Bruxelles&#8230; Da cui anche la ragione del nostro incontro sotto le superbe pale delle Dolomiti, tutti e tre.<\/p>\n<p><strong>Ma veniamo al tenore della sua conferenza: una comunicazione infrequentemente dal tono innazitutto fraterno e molto personale, come appartenente ad una dimensione intima dove non<\/strong> bisognava presentare alcuna dimostrazione artificiale.\u00a0 Anche se solo apparentemente forzata, come abitualmente invece spesso utilizzata nella propaganda superficiale e ideologica, soprattutto verbale, \u00a0dei politicisti. Comletamente a suo agio, Gianfranco Amato aveva l\u2019aria di sentirsi come in una vecchia compagnia autenticamente ritrovata! Prima di trattare i temi politici per i quali lo si era anche invitato, s\u2019\u00e8 lungamente abbandonato a sincere confessioni spirituali e profonde motivazioni alla base della sua dedicazione, da pi\u00f9 di tre anni, alla militanza \u201creligiosa\u201d per la costruzione del partito <em>PdF<\/em>, di cui \u00e8 segretario nazionale. Nello stesso modo ad <em>un incamminamento vocazionalmente in una sorta di entrata in convento <\/em>nella sua vita veramente comunitaria. Ascoltandolo, ho subito pensato all\u2019attaccamento forsennato alle \u201cpoltrone poltiche molto reputate per le loro remunerazioni paradisiache e in sinecura\u201d de parte della maggiornaza assoluta dei suoi colleghi&#8230; Cos\u00ec si \u00e8 immediatamente qualificato, in opposizione di fatto ad ogni altro politico (anche, di fatto, sedicente attuale cattolico). Quest\u2019ultimo \u00e8 preoccupato soprattutto non proprio della verit\u00e0 e dell\u2019efficacia strategica della sua proposizione politica da offrire, ma dell\u2019importanza quantitativa delle probabili coalizioni con altri partiti \u2013 anche se laicisti \u2013\u00a0 ai quali fatalmente subordinarsi.<br \/>\nAmato ha quindi raccontato, per esempio, un episodio di uno delle decine di vescovi che ha dovuto incontrare nello Stivale, il quale si \u00e8<em> generosamente<\/em> reso disponibile a partecipare ad una manifestazione pubblica, a condizione che il nostro avvocato Gianfranco \u2013 che era stato ben all\u2019origine di due grandi manifestazioni a Roma\u00a0 di pi\u00f9 di un milione di partecipanti \u2013 gli assicurava \u201cla presenza di almeno 5.000 persone\u201d&#8230; Tutti adepti, cos\u00ec (anche nel clero) della stessa logica mondana del successo e non della testimonianza evangelica ben cattolica!<\/p>\n<p><strong>\u00c8 questa logica che ha condotto l\u2019universo cristiano internazionale dell\u2019ultina generazione al disastro non solamente politico, ma culturale e di civilt\u00e0 (pure antropologica) all\u2019interno della crisi <\/strong>di oggi. \u00a0Alfredo Mantovano, ha appena pubblicato sul settimanale <em>Tempi<\/em> che leggo ogni mattino con <em>La Bussola<\/em> e <em>La Croce<\/em> tra i giornali italiani, la lista delle inaccettabili sconfitte laiciste accumulate con questa divisione masochista. Quella della direttiva della Chiesa di dissolvere e non ricostruire il partito cattolico! Cos\u00ec si \u00e8 costretto per un quarto di secolo tutto il popolo dei fedeli a disperdersi e a morfondersi al servizio (!) dei partiti dominati dal nichilismo laicista (totalmente agli antipodi della laicit\u00e0 evangelica). Quello cio\u00e8 del <em>pensiero unico<\/em> proprio al <em>politically correct<\/em> della secolarizzazione, la quale si vuole anche forzata e totalitaria. L\u2019attuale divisione dei cattolici, anche dei movimenti ecclesiali detti radicalmente parecchio rigorosi, sembra rimangano nella stessa linea politica di devastazione catastrofica e di subordinazione servile, spesso complice, con i partiti politici relativisti e, di fatto, anticristiani. \u201cMeglio essere alleati di una coalizione al 30% che prigionieri di un piccolo partito <em>inutile<\/em> come quello del <em>Popolo della Famiglia<\/em> al 3%\u201d, osano affermare in modo spocchioso e senza generosit\u00e0 realistica!<br \/>\nL\u2019orfelinato della Chiesa in rapporto all\u2019incarnazione del Cristo presso i fedeli, mette in evidenza la scelta scervellata e con spocchia odiosa dei laici, eppure debolmente e vaghemente incoraggiati anche da parte di Papa Francesco \u2013 a suo tempo e nel mare delle raccomandazioni non richiamate e molto dimenticate \u2013 di prendere l\u2019iniziativa politica e costruttiva.<\/p>\n<p><strong>Ecco dunque una parte dell\u2019inventario funesto, frutto dell\u2019autolaicismo in sovrappi\u00f9 anche recidivista, dei cattolici che avrebbero scelto il \u201cloro partito di predilezione\u201d e di subordinazione.<\/strong><br \/>\nLa legalizzazione dell\u2019affitto dell\u2019utero (per ora all\u2019estero), il gender nelle scuole, il divorzio rapido, la droga detta leggera, la fecondazione eterologa anche con la mutua, la messa in moto dell\u2019eutasia, le tasse ancora contro la famiglia, l\u2019emergere lassista dell\u2019emigrazione-invasione, la denatalit\u00e0 a gogo anche sostenuta, la sussidiariet\u00e0 ancora maltrattata, l\u2019introduzione senza nemmeno brontolare della soppressione dell\u2019obiezione di coscienza (!), le proposizioni del testamento detto biologico anticipato (DAT) peggiori delle leggi belghe e olandesi)&#8230; Tutti interventi non solamente anticattolici, ma orribilmente transumani. Gianfranco Amato, il presidente anche dei giuristi cattolici, si ritrova con molto lavoro politico da abbattere: non per caso il partito che ha fondato ha come motto non a breve scadenza e molto evangelico: <strong>\u201c<em>A noi la battaglia e\u00a0 a Dio la vittoria<\/em>\u201d! \u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho potuto assistere all\u2019ultimo degli 700 incontri (!) in tre anni che anche e soprattuto Amato www.lacrocequotidiano.it ha tenuto praticamente in tutte le citt\u00e0 d\u2019Italia per il partito rigorosamente cattolico che \u00e8 stato appena fondato, il Popolo della Famiglia. 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