{"id":2924,"date":"2017-07-29T13:30:19","date_gmt":"2017-07-29T12:30:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2924"},"modified":"2017-07-29T13:30:46","modified_gmt":"2017-07-29T12:30:46","slug":"lo-statalismo-non-solo-persegue-il-suo-presunto-dominio-culturale-e-politico-sulla-presenza-di-dio-nella-storia-ma-esige-anche-una-pletora-di-statali-fatalmente-clientelisti-superiore-almeno-al-50-p","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2924","title":{"rendered":"Lo statalismo non solo persegue il suo presunto dominio culturale e politico sulla presenza di Dio nella storia, ma esige anche una pletora di statali fatalmente clientelisti superiore almeno al 50%, proporzionalmente, agli occupati nel settore privato."},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019esplosione nel 2007 della crisi economica mondiale ha prodotto anche una razionalizzazione gigantesca nell\u2019occupazione dei lavoratori riducendo radicalmente i loro posti di lavoro in tutti i <\/strong>settori del privato. Si ricordi, nel frattempo, che la crisi economica, che si era sviluppata progressivamente e per tappe dagli anni \u201970, \u00e8 stata provocata dal crollo della domanda interna dei paesi soprattutto occidentali a causa dei due miliardi di non nati dalla fine degli anni \u201960 (quattro volte la popolazione europea!). Contrariamente alle abituali convinzioni, \u00e8 stata la denatalit\u00e0 la causa della crisi, quindi le sue motivazioni culturali e irreligiose fondamentalmente edonistiche&#8230;<br \/>\nLa recessione ha colpito, per conseguenza, il mondo della produzione di beni e servizi ma il settore pubblico ha continuato tranquillamente la sua strana e sorprendente espansione in tutta Europa. Sul modello del raddoppio dei funzionari europei nel primo decennio di questo millennio, tutte le amministrazoni nazionali e locali hanno continuato a gonfiare i loro effettivi in ogni paese. Il fenomeno, evidentemente assurdo, \u00e8 per\u00f2 la logica conseguenza di una mostruosit\u00e0 propria al gigantismo della degenerazione tipica della nostra epoca: lo statalismo.<\/p>\n<p><strong>In realt\u00e0, lo statalismo \u00e8 sempre esistito. La tendenza a rendere l\u2019organizzazione di questo mondo superiore alla Persona e alle sue articolazioni umane ha attraversato la storia, passando anche <\/strong>oltre la soluzione cristiana dello Stato laico definito nel Vangelo stesso: \u201cDai a Cesare quello che appartiene a Cesare e a Dio quello che appartiene a Dio\u201d. Il laicismo, invece, ha continuato la sua lotta infinita di sterminazione di Dio e delle Sue leggi, anche naturali, fino a giungere oggi alla pretesa della completa sparizione della trascendenza, almeno nella sua dimensone pubblica. Da cui le mostruosit\u00e0 multiple di questa deviazione ontologica, vale a dire contro natura, che costituisce il problema maggiore e originario di tutta la nostra era. L\u2019uomo visto come espressione esclusivamente del suo \u201cbios\u201d non pu\u00f2 obbedire che alle sue leggi ben materiali e riduttive, va da s\u00e9, della sua complessit\u00e0 spirituale. Le sole leggi da seguire per tutti i laicisti, ormai apparentemente maggioritari, portano alla radicalizzazione estrema della lotta civile e politica contro la manipolazione umanista atea, particolarmente anticricristiana. A chi la responsabilit\u00e0 di tutto questo disastro? Naturalmente alle stesse masse dette popolari che hanno eletto i loro rappresentanti nichilisti nei diversi parlamenti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019intrinseca ed inconffessata fragilit\u00e0 culturale delle posizioni laiciste esige, in compensazione, una potenza strutturale che permetta alla sua forza operativa, sempre pi\u00f9 imperativa, di funzionare <\/strong>come un <em>orologio svizzero<\/em>. Nel processo di secolarizzazione, i laicisti inevitabilmente nichilisti gai, devono essere inevitabilmente e radicalemente militanti oltre che \u201cmissionari\u201d nel loro progetto demente d\u2019installazione di una societ\u00e0 detta <em>liquida e postumana<\/em>: essa \u00e8 fondata in effetti sul <em>pensiero unico. <\/em>Per riuscirci hanno bisogno di un tipo di organizzazione sociale con una ossatura molto solida e decisionaria che solo una gran parte preventivamente e in permanenza consensuale pu\u00f2 garantire. Insomma, \u00e8 necessaria una continuit\u00e0 di una vera \u201ccasta\u201d a priori d\u2019accordo con il potere politico: da cui la loro proporzione secondo i principi eternamente necessari alla classe politica: disporre di una pletora sociale \u201cclientelizzata\u201d ben fedelmente. Una struttura di statali, a libro paga, non solamente abbondante e \u201cricca\u201d, ma anche attivamente impegnata nel sedicente ideale sociale in ogni caso \u201ccriminalmente\u201d prefigurato. Gli innumerevoli funzionari esistenti non fanno altro, infatti, che riprodursi infinitivamente in una moltiplicazione di funzioni la cui sola logica di crescita \u00e8 tutta interna e mai relativizzata all\u2019utilit\u00e0 reale della Persona, delle persone, e delle loro articolazioni sociali! Il princpio cattolico di sussidiariet\u00e0 \u00e8 cos\u00ec totalmente calpestato.<\/p>\n<p><strong>Prendiamo l\u2019esempio della Francia (o del Belgio almeno bilingue) e dell\u2019Italia: l\u2019una detta \u201cefficientista\u201d nella sua centralizzazione e l\u2019altra disfunzionale nella sua decentralizzazione <\/strong>anarchica e pure fatalmente corruttiva. I calcoli pi\u00f9 ottimisti e per difetto indicano almeno un milione di statali eccedentari nelle dette due repubbliche europee. E questo da decenni. Nessuno ne parla. Al pi\u00f9, una certa stampa si lamenta (ma raramente) dei deficit annuali ben contabilmente nascosti, come sistematicamente in Francia aiutata dalla complicit\u00e0 abitualmente delittuosa della Germania che le permette, senza nulla dire, di superare il 3% annuale (gi\u00e0 ingiustificato) permesso da Maastricht. O di permettere al Belgio di sorpassare allegramente pi\u00f9 del doppio il PIL annuale in debito pubblico. Quanto all\u2019Italia, se non ha un superamento del tasso fatidico del deficit, c\u2019\u00e8 quello del debito globale messo sul gobbone delle generazioni future (ed attuali!). Il quale non pu\u00f2 che aumentare (si \u00e8 giunti, sembra, al 135% del PIL).<\/p>\n<p><strong>Ma la cosa ancora pi\u00f9 straordinaria (ad esempio per l\u2019Italia) \u00e8 che due grandi riferimenti ufficiali hanno fornito da pi\u00f9 di due anni gli stessi dati catastrofici sui quali \u00e8 stato fatto cadere il silenzio <\/strong>pi\u00f9 assoluto. Si tratta del numero di statali eccedentari: sia Giogio Vittadini (leader pricipale di <em>Comunione e Liberazione<\/em> e professore di statistica all\u2019Universit\u00e0 della Bicocca a Milano), che Edward Luttwak (economista americano esperto in cose italiane) sono arrivati alle medesime conclusioni sulla cifra di ben 750.000 esuberi: il primo, in un articolo de <em>Il Sussidiario <\/em>di met\u00e0 marzo 2016; e l\u2019altro in <em>prime time<\/em> alla televisione RAI gi\u00e0 nel 2015 a sera, riportando i risultati di una inchiesta negli Stati Uniti per validare o meno le intenzione di capitali nel Bel Paese. Mentre quest\u2019ultimo raccomandava, evidentemente, di licenziare tutti questi falsi impieghi (essendo essi probabilmente molti pi\u00f9 della cifra constatata), il primo raccomandava esplicitamente e chiaramente di non licenziare nessuno di tutti codesti \u201cfanigotton\u201d (fannulloni in dialetto lombardo): senza naturalmente fornire nessuna motivazione, peraltro! In tal modo, rassicurava subito i suoi lettori e i numerosi amici, soprattutto statalisti, che nulla cambiava in realt\u00e0 con la sua dotta inchiesta statistica.<br \/>\nLa censura dei grandi media non fa che aggiungersi all\u2019autocensura anche dei pi\u00f9 \u201cintelligenti\u201d. Certamente per\u00f2 molto complici, tra i sostenitori delle nostre societ\u00e0 schiaviste. Nel modernismo statalista e non statale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esplosione nel 2007 della crisi economica mondiale ha prodotto anche una razionalizzazione gigantesca nell\u2019occupazione dei lavoratori riducendo radicalmente i loro posti di lavoro in tutti i settori del privato. 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