{"id":2689,"date":"2017-05-19T11:03:12","date_gmt":"2017-05-19T10:03:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2689"},"modified":"2017-05-19T11:03:50","modified_gmt":"2017-05-19T10:03:50","slug":"papa-francesco-giunge-a-volte-a-formulare-espressioni-anche-geniali-e-molto-rigorose-giampaolo-crepaldi-responsabile-dellosservatorio-cardinal-van-thuan-vale-a-dire-della-dottrina-sociale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2689","title":{"rendered":"Papa Francesco giunge a volte a formulare espressioni anche geniali e molto rigorose. Giampaolo Crepaldi, responsabile dell\u2019Osservatorio Cardinal Van Thu\u00e2n, vale a dire della Dottrina Sociale della Chiesa, non si \u00e8 fatto scappare l\u2019occasione di citare una frase particolarmente felice dell\u2019attuale pontefice."},"content":{"rendered":"<p><strong>Ai nostri giorni, la Dottrina Sociale della Chiesa costituisce il punto pi\u00f9 debole nella teologia, con quello del rispetto della Tradizione cattolica.<\/strong> Il cattolicesimo, rimesso particolarmente all\u2019onore supremo dagli ultimi cinque papi precendenti all\u2019attuale, incarna sempre meno il baricentro nevralgico della Verit\u00e0 trascendente in rapporto a tutte le altre confessioni religiose. In tempi di ecumenismo piuttosto indifferenziato e pi\u00f9 o meno modernista, anche il cristianesimo romano sta diventando sempre pi\u00f9 eccentrico alla cristocentricit\u00e0 della sua Tradizione. \u00c8 certamente per questa ragione che l\u2019arcivescovo di Trieste, Crepaldi, ha particolarmente sottolineato i recenti commenti di Papa Francesco sulla solidariet\u00e0 e sulla fraternit\u00e0. Ecco la frase del pontefice che Crepaldi ha messo in rilievo nel suo articolo parso sulla <em>Bussola Quotidiana<\/em>: \u201c<em>La solidariet\u00e0 \u00e8 il principio di pianificazione sociale che permette ai non ugauli di diventare uguali; la fraternit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che permette agli uguali di essere persone differenti<\/em>\u201d. Parole molto semplici per presentare nel rigore teologico tutta la diversit\u00e0 tra il principio laico di solidariet\u00e0 e quello cattolico di fraternit\u00e0. Quest\u2019ultimo permette all\u2019individuo di diventare la persona vocazionalmente compiuta in modo completo e unico: ontologicamente pre-destinato. Tutta la missione salvifica del cristianesimo e il suo vantaggio non meno que eterno sono contenuti in questa differenza.<\/p>\n<p><strong>Nella visione sinteticamente descritta da Papa Francesco, si ritrova anche la differenza profonda tra la supposta \u201cefficacia\u201d sempre limitata e anonima della solidariet\u00e0, et la dignit\u00e0 globale, anche <\/strong>escatologica, della fraternit\u00e0 cristiana. Tutta la dottrina sociale cattolica si fonda su questo concetto che peraltro informa radicalmente lo stesso principio naturale alla solidariet\u00e0. Si tratta dei due stadi\u00a0 che costituiscono il missile che persegue l\u2019obiettivo di consegnare l\u2019umano nella libert\u00e0 di tutto il suo proprio spazio vitale e spirituale. Il famoso \u201ccentuplo\u201d, promesso nel messaggio evangelico su questa Terra ad ogni fedele cristocentrico, illustra perfettamente il contenuto di questa differenza che il mondo contemporaneo cerca di dimenticare o di negare esplicitamente. Questa attitudine, tipicamente riduzionista propria della cultura moderna, positivista e incredula, \u00e8 definita con la parola \u201claicismo\u201d. Non \u00e8 per caso se questo termine \u00e8 piuttosto sconosciuto o non riconosciuto nelle mentalit\u00e0 correnti del <em>pensiero unico<\/em> attualmente dominante nel nostro mondo superficiale e secolarizzato. L\u2019accezione dela sostantivo <em>laico<\/em> \u00a0\u00e8 fatto coincidere molto semplicisticamente con quello di <em>laicista <\/em>e viceversa: cos\u00ec si arriva automaticamente, per esempio, ad escludere la libert\u00e0 sacrosanta dell\u2019insegnamento genitoriale facendolo pure coincidere con quello dello Stato: finito dunque il diritto naturale dell\u2019educazione libera ed esclusiva della famiglia rispetto ai suoi figli!<br \/>\nGli insegnati sono diventati al servizio dell\u2019ideologia statalista contro la cultura della famiglia. In questo modo, si giunge \u2013 per conseguenza \u2013 a pensare allo stesso tipo di riduzionismo riguardante il rapporto g\u00e9n\u00e9rale con lo Stato. Lo statalismo, in effetti, \u00e8 l\u2019ideologia che pretende totalizzare tutto il potere e l\u2019azione sociale nelle mani dello Stato e sotto la sua tutela onnipresente che ha l\u2019ambizione di tutto inglobare. Il Vangelo e la DSC insegnano invece che lo Stato deve solo garantire la libert\u00e0 degli uomini e delle persone nella gestione senza ostacoli del loro potere relazionale, compreso quello educativo.<\/p>\n<p><strong>Lo statalismo non \u00e8 dunque solo il riduzionismo politico ed economico dominante nelle nostre societ\u00e0 dette moderne. Esso genera il deleterio politicismo con il quale la mentalit\u00e0 ormai corrente <\/strong>ha il progetto di trattare tutti i problemi pubblici dei cittadini e, sempre pi\u00f9, anche privati. Esso esclude che possano esistere problemi in sfere intime che desiderano legittimamente essere enunciati e assicurati pubblicamente in sussidiariet\u00e0. Nell\u2019ottica del \u201ctutto Stato\u201d, queste dimensioni sarebbero scartate e trattate solo a livello individuale senza alcun riflesso sul piano politico (quello della \u201cmaggioranza\u201d appena elettorale: maggioranza, a sua volta, ottenuta anche con premi discutibili e invano molto discussi. Questa ideologia diventa cos\u00ec dittatoriale e anche feroce con il suo assolutismo nel quale il totalitarismo raggiunge il pi\u00f9 alto livello di schiavit\u00f9 spirituale e culturale mai conosciuto. Con buona pace per gli inviolabili diritti delle minoranze!<\/p>\n<p><strong>Questo stesso riduzionismo, notoriamente molto superficiale e incosciente, ha guadagnato o sta guadagnando massicciamenete anche ranghi importanti della Chiesa cattolica. Il clero, allo scopo<\/strong> <strong>di<\/strong> correre dietro al laicismo e, soprattutto, all\u2019incredulit\u00e0 delle masse abbrutite in deriva costantemente \u00a0eretica, si dedica generalmente allo spiritualismo statalista, nell\u2019illusione di continuare a disporre di un potere sociale, anche se illusorio o subordinato. Senza accorgersi, nel contempo, di aver cos\u00ec tradito completamente l\u2019incarnazione terrena della Trinit\u00e0. Meglio seguire \u2013 sempre! \u2013 l\u2019unica sequela di Cristo sulla Croce: sempre all\u2019opposizione del potere politico e mai in posizione marginale, o insignificante. Evitando come la peste la sua sempre compromettente coalizione minoritaria. In realt\u00e0, lo statalismo \u00e8 diventato, per induzione, vergognosamente l\u2019ideologia perniciosa pi\u00f9 corrente e scontata. La prova supplementare ne \u00e8 che il cattoprotestantesimo di moda sta finendo di compiere la sua missione di conquista culturale e operativa politica sulla dimensione religiosa&#8230; Parallelamente, potenti forze oscurantiste sono anche all\u2019attacco mentre mettono in campo innumerevoli progetti transumanisti\u00a0 che sconvolgono gratuitamente la concezione antropologica stessa dell\u2019uomo. Il tutto con la complicit\u00e0 di larghi settori detti progressisti interni anche alla Chiesa.<\/p>\n<p><strong>L\u2019entusiasmo dell\u2019arcivescovo Crepaldi per le dichiarazioni di Papa Francesco mostra l\u2019importanza attributita al solo fatto che la Chiesa parli di temi della DSC (anche se in modo<\/strong> <strong>occasionale).<\/strong><br \/>\nLa <em>Dottrina sociale della Chiesa<\/em> costituisce l\u2019arma totale \u2013 attualmente solo molto nominalmente \u2013 contro la protestantizzazione del cattolicesimo che sta galoppando spensieratamente verso la sua perdita totale nello statalismo. L\u2019idea progettuale ne \u00e8 alla sua sedicente \u201cmissione di modernizzazione\u201d. Ma quando si perde il cristocentrismo che si situa sempre contro e in modo ben separato dal potere mondano., inevitabilmente si cade nell\u2019eresia <em>soft<\/em> del modernismo, ben conosciuto dalla Chiesa che, in varie occasioni, l\u2019ha gi\u00e0 combattuto nella storia. Anche prima del diciannovesimo secolo, con la grande battaglia contro l\u2019eresia del casuismo, sviluppatosi due secoli ben prima.<br \/>\nIl problema \u00e8 che la mancanza di cultura, e soprattutto di fede (!), fa ripetere facilmente gli errori sebbene riconosciuti e emendati. \u00c8 forse per questa ragione che l\u2019articolo di Crepaldi annuncia felicemente l\u2019inizio, per questo primo giugno prossimo, di un corso di dottrina sociale<em> online<\/em>. Un corso che vuole colmare un deficit spaventoso nella cultura moderna cattolica, in cui sei lezioni magistrali sono gi\u00e0 previste. In effetti, ogni fede che non si trasforma continuamente in cultura viva e vera oltre che nel rigore, rischia di evaporare nel nulla. Le informazioni pertinenti sono disponibili sul sito del quotidiano della Bussola: <a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/home.htm\">http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/home.htm<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai nostri giorni, la Dottrina Sociale della Chiesa costituisce il punto pi\u00f9 debole nella teologia, con quello del rispetto della Tradizione cattolica. Il cattolicesimo, rimesso particolarmente all\u2019onore supremo dagli ultimi cinque papi precendenti all\u2019attuale, incarna sempre meno il baricentro nevralgico della Verit\u00e0 trascendente in rapporto a tutte le altre confessioni religiose. 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