{"id":2567,"date":"2017-03-10T13:27:21","date_gmt":"2017-03-10T12:27:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2567"},"modified":"2017-03-10T13:27:59","modified_gmt":"2017-03-10T12:27:59","slug":"due-sessi-quello-delleterno-femminino-materno-e-laltro-della-virilita-paterna-e-universale-lontologia-naturale-delluomo-e-della-donna-al-cuore-del-rapporto-col-po","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2567","title":{"rendered":"Due sessi, quello dell\u2019eterno femminino materno e l\u2019altro della virilit\u00e0 paterna e universale: l\u2019ontologia naturale dell\u2019uomo e della donna al cuore del rapporto col potere, via la celebrazione della vita. Il femminismo e il gender nella degenerazione."},"content":{"rendered":"<p><strong>Ho spesso la tentazione di attribuire alla donna una superiorit\u00e0 naturale, ontologica, non solamente <\/strong>culturale in rapporto all\u2019uomo d\u2019oggi. E ogni volta debbo fare ricorso alla sapienza di Dio, alla saggezza della Sua Creazione che non avrebbe mai dotato uno dei due generi, il maschile e il femminile, di un possibile dominio originario sull\u2019altro. \u00c8 cos\u00ec che resisto a questa tentazone di considerare la pi\u00f9 perfetta delle donne in supremazia relazionale col migliore degli uomini. Dunque \u00e8 la teologia, la mia stessa fede, a riportarmi al ragionevole malgrado questa evidenza mi appaia attualmente solo contro il mio genere. In effetti, tutto mi suggerisce un dominio dell\u2019eterno femminino sull\u2019uomo apparentemente potente ma fenomenologicamente, ai nostri giorni e in fondo, molto annientato. Sono sposato e posso costatarlo da vicino, in famiglia, anche con i miei figli: ne ho due, un maschio (sposato) e una femmina, la minore (ancora celibe). Il maggiore \u00e8 credente e praticante, l\u2019altra agnostica ma sorprendentemente \u201creligiosa\u201d, culturalmente cosciente della sua creaturalit\u00e0 naturale. Ritrovo continuamente questa polarizzazione che mi sorprende sempre anche con mia moglie (lei per\u00f2 molto credente). Sono obbligato a constatare pure a livello sociale come i maschi corrano appresso alle femmine per cercare di impossessarsene pi\u00f9 ancora che cercare di veramente comprenderle. E questo anche quando sembrano usufruire di un ruolo ritagliato a propria misura, in piena potenza e, apparentemente, secondo la loro intrinseca forma spirituale.<\/p>\n<p><strong>Sicurezza spontanea, dunque, della donna e, altrettanto in generale, fragilit\u00e0 dell\u2019uomo d\u00e9finito oggi<\/strong> dall\u2019\u201dIo debole\u201d. Paradossalmente, ritrovo lo stesso fenomeno notando la molto deludente altezza vitale delle femministe militanti che scimmiottano banalmente, da decenni, gli atteggiamenti e i comportamenti anche massificati degli&#8230; uomini. Il loro impegno sembra essere dimensionato al profilo piuttosto politicistico, reattivo e standardizzato \u2013 non veramente vocazionale \u2013 dei maschi di \u201csuccesso\u201d. Tutto il profondo fallimento del femminismo mondiale dell\u2019ultimo mezzo secolo stagna all\u2019interno del limite riduzionista di questa falsa dimensione unisex, assolutamente degenerata. Bisogna per\u00f2 considerare che ultimamente grandi femministe storiche \u2013 come le americane Camille Paglia e Gloria Steinem \u2013 si sono radicalmente smarcate da questa ideologica vulgata molto lobotomizzata.<\/p>\n<p><strong>Il femminismo ha almeno aiutato a ridicolizzare e a rendere obsoleto un certo maschilismo, a dire il<\/strong> vero gi\u00e0 morente e anche culturalmente defunto. Ma solo la constatazione approfondita delle sue deviazioni scontate ed praticate epidermicamente avranno potuto aprire orizzonti inerenti all\u2019ulteriore scoperta veramente ontologica della natura maschile e femminile nell\u2019umano. Sempre che ce ne fosse bisogno. Cos\u00ec anche nella linea di questo femminismo erroneo e riduttivamente politicista, si \u00e8 visto giungere al galoppo l\u2019ideologia intellettualista e folle della sessantina e pi\u00f9 (!) di tipologie di generi che il movimento LGBT propone e impone nella nostra piena attualit\u00e0 internazionale (in luogo semplicemente, dei due generi classici realmente veri e perpetui). Il concreto problema della ricerca antropologica resta cos\u00ec quello della natura autentica e sempre ben separata tra l\u2019uomo e la donna. E questo malgrado che i due profili psicologici (femminile e virile) siano compresenti e operativi in ogni essere umano. Il grave fenomeno detto dell\u2019<em>uomo oggi assente <\/em>deve essere pertinentemente visto in rapporto a quello simmetrico e relazionale della donna moderna ben femminile e di natura ben diversa, opposta ma complementare, a quella maschile.<br \/>\nDove poter trovare \u2013 meglio ritrovare! \u2013 l\u2019origine autenticamente sorgiva di questi due generi (e non pi\u00f9 di due!) della sessualit\u00e0 umana apparentemente avversi? Ma nel cattolicesimo, e nella sua tradizione millenaria di Verit\u00e0, naturalmente!<\/p>\n<p><strong>La vasta ricchezza documentata nella cultura della civilt\u00e0 cristiana e del magistero della Chiesa<\/strong> <strong>attende<\/strong> perentoriamente \u2013 come sempre \u2013 di essere ulteriormente approfondita. Per esempio, il giovane filosofo cristiano francese Hadjadj ci si \u00e8 costantemente applicato, questi ultimi anni. Soprattutto nella relazione, nelle relazioni multiple naturalmente, della e nella Famiglia. Questa grandiosa ricchezza esistenziale \u00e8 diventata un immenso patrimonio di profondit\u00e0, verit\u00e0 e bellezza nella tradizione anche e soprattutto della Chiesa. Dove la consacrazione verginale delle donne ha riempito la storia dello spirito, e dei conventi, nei secoli. Il monachesimo ne \u00e8 il movimento religioso e culturale nel quale \u00e8 inscritta questa suprema esperienza esistenziale anche della femminilit\u00e0. Ciononostante, c\u2019\u00e8 una tendenza cattoprotestante che vuole peccaminosamente rendere la donna uguale e non solamente pari in dignit\u00e0 all\u2019uomo. Soprattutto nella sua \u201ccarriera ecclesiastica\u201d: si tratta dell\u2019idea eretica propria del casuismo secondo cui \u00e8 la cultura detta storica, e non l\u2019ontologia naturale e intrinseca dell\u2019essere con il suo genere specifico, a dover determinare la funzionalit\u00e0 della vita e delle sue opzioni pure canoniche!<\/p>\n<p><strong>\u00c8 invece la giusta e completa comprensione immediata di tutta questa esperienza storica che permette<\/strong> di avanzare nella soluzione dei problemi dei rapporti tra i due sessi nella modernit\u00e0. L\u2019idea molto diffusa, purtroppo, secondo cui bisogna allontanarsi e pure rifiutare la tradizione per poi tutto inventare a partire da zero, <em>ab nihilo<\/em>, non permette di uscire dall\u2019improvvisazione riduttrice delle falsificazioni pi\u00f9 appiattite.<br \/>\n<em>Innanzitutto<\/em>, bisogna risolvere il nodo capitale del rapporto eterno con il potere detto materiale. Allo stesso modo di quanto accaduto da pi\u00f9 di un secolo, \u00e8 questo lo scoglio sul quale si schiantano le esperienze sedicenti culturali del femminismo, dai suoi inizi. Occorre ritornare \u2013 sempre instancabilmente \u2013 sullo statalismo, vale a dire la stravolta soluzione storica del vero dilemma tra il potere fattuale dello Stato e quello spirituale di Dio e delle Sue leggi naturali. Chi deve esercitare il dominio sulla vita e a favore della vita stessa?<br \/>\nFino a quando si continua a privilegiare il potere statalista \u2013 come si fa soprattutto da pi\u00f9 di due secoli di pensiero ateo \u2013 non si potr\u00e0 far fronte a nessuna dimensione della virilit\u00e0 o della femminilit\u00e0!<br \/>\nSe non si riconosce la loro creaturalit\u00e0 trascendente per poi continuare a negarla in modo anche forsennato e laicista, non si potr\u00e0 nemmeno avvicinarsi a queste due dimensioni eminentemente umane.<br \/>\n<em>In seguito,<\/em> si dovr\u00e0 ricercare l\u2019approfodimento della nozione di femminilit\u00e0 e di mascolinit\u00e0 all\u2019interno della loro relazione reciproca. \u00c8 ben noto che il cammino della soluzione dell\u2019uno pu\u00f2 scaturire solo dalla stessa ricerca centrata sull\u2019altra e sul loro rapporto globale. Ogni avanzamento nella soluzione dei problemi della virilit\u00e0 non pu\u00f2 esimersi della comprensione ontologica della natura intima e simmetrica della femminilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Soprattutto sul piano dei loro fenomeni espressivi! I ruoli naturali e culturali dell\u2019uomo e della donna <\/strong>\u2013 del marito e della moglie e pure del prete e della religiosa consacrata \u2013 possono essere capiti e assunti solo a partire dal rapporto complementare ma radicalmente diverso nella loro natura originale e preordinata: gi\u00e0 a partire dalla loro concezione e dalla\u00a0 nascita.<br \/>\nTutto il contrario, questo, di ci\u00f2 che si cerca di concepire e di vivere da parte del \u00a0modernismo acefalo che ha portato alla dottrina scervellata del <em>gender<\/em>. Anche e incredibilmente nei ranghi della Chiesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho spesso la tentazione di attribuire alla donna una superiorit\u00e0 naturale, ontologica, non solamente culturale in rapporto all\u2019uomo d\u2019oggi. 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