{"id":2427,"date":"2016-11-07T14:51:23","date_gmt":"2016-11-07T13:51:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2427"},"modified":"2016-12-28T14:01:17","modified_gmt":"2016-12-28T13:01:17","slug":"imprenditorialita-in-famiglia-novella","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2427","title":{"rendered":"Imprenditorialit\u00e0  in famiglia  (Novella)"},"content":{"rendered":"<ul>\n<li>Cara Gen\u00e9vi\u00e8ve, penso che hai scelto benissimo il tuo tirocinio l\u00ec a Birmingham anche per preparare la tesi di laurea. Credo pure che sei mesi non bastino. Dovresti ingegnarti per almeno raddoppiarne la durata. Non che ti serva molto oggi lavorare l\u00ec. L\u2019unica cosa veramente interessante ed efficace \u00e8 imparare la lingua bene. Lo sai, anche in Belgio l\u2019inglese scolastico \u00e8 pur sempre un mito: bisogna poterlo acquisire con almeno un anno o due sul posto, a condizione possibilmente di lavorarci, non solo in uno <em>stage<\/em> ma realmente. Pure con un lavoro umile ma retribuito perch\u00e9 utile e richiesto. Nel mercato! Vale a dire inserito socialmente in una attivit\u00e0 connessa relazionalmente. Tra un lavoro altamente \u201cqualificato\u201d, come quello piuttosto solitario che stai facendo per la compilazione del nuovo dizionario specializzato francese-inglese, e \u2013 per esempio \u2013 uno di barista oppure di stiratrice in una ditta fornitrice di camice pronte dopo il lavaggio, scegli quello che ti permette di parlare di pi\u00f9 con i tuoi colleghi e con i clienti. Resisti alla tentazione del cosiddetto prestigio professionale: sei ancora in piena formazione e non gi\u00e0 in carriera.<br \/>\nCi potremmo sentire per telefono solo domenica sera dopo le 20.<br \/>\n<em>Un abbraccio, F\u00e9licien.<\/em><\/li>\n<li>Caro F\u00e9licien, devi sapere che non ho avuto molto da scegliere: ho preso al volo questo <em>stage<\/em> altrimenti sarei forse rimasta a Bruxelles per altri sei mesi o pi\u00f9. Piuttosto pensavo a te \u2013 cos\u00ec concreto \u2013 che hai scelto il seminario: fatico a capirlo. Con quasi tutte le mie amiche e quelle di mia sorella che ti volevano fare la corte&#8230; Anche Juliette ha cercato di spiegarmelo, conoscendoti benissmo dal liceo.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Un caro saluto, Gen\u00e9vi\u00e8ve.<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Cara Gen\u00e9vi\u00e8ve, prima di andare a dormire (qui in seminario, dovrei gi\u00e0 essere in silenzio e al buio) ti rispondo brevemente. Oltre al Mistero che si \u00e8 rivelato nella mia esistenza e di cui ti potr\u00f2 parlare al tuo ritorno qui in Belgio, la mia scelta attuale di dedicarmi anima e corpo alla, diciamo, <em>professione<\/em> di prete \u00e8 stata motivata da ragioni anche strettamente per me razionali e pratiche. In modo sintetico, posso dire: a) moltissime nuove professioni saranno inventate nei prossimi dieci-quindici anni; b) molte altre sparirano nella loro fatale obsolescenza; c) alcune altre, neglette, saranno relativamente rivalutate e rimesse in auge. Tra queste ultime, c\u2019\u00e8 quella di prete: ne sono convinto. Il perch\u00e9 sono stato scelto da questa vocazione consiste anche \u2013 seppur molto marginalmente \u2013 dal fatto che, da un punto di vista fattuale e corrente, viviamo in un mondo che da alcuni secoli, e in particolare da una cinquantina d\u2019anni, la reificazione, la cosificazione generale, sta rendendo piatta e insulsa tutta l\u2019esistenza. Penso dunque di trovarmi in un \u201cmestiere\u201d \u2013 se cos\u00ec posso dire \u2013 molto necessario ed anche indispensabile. Non solo per me.<br \/>\n<em>Un abbraccio, F\u00e9licien.<\/em><\/li>\n<li>Caro F\u00e9licien, non credo di aver veramente capito cosa intendi particolarmente per \u201cMistero\u201d, alla base della tua \u201cvocazione\u201d personale. Conto sulle tue spiegazioni per le vacanze di Natale: torno tra un po\u2019 pi\u00f9 di un mese. In ogni ca<em>s<\/em>o, mi sembra quasi di invidiarti: poter esercitare una attivit\u00e0 realmente necessaria e pure richiesta \u2013 i preti ormai sono rarissimi \u2013 mi sembra un sogno. Io e Joseph non pensiamo ad altro: come inventarci un lavoro nuovo e innovativo, veramente indispensabile attualmente e in futuro. Dato per scontato che vorremmo creare una nuova azienda di quelle che che tu hai messo nella prima classificazione, non sappiamo veramente cosa fare. Lui negli Stati Uniti ed io in Inghilterra, cerchiamo principalmente una idea imprenditoriale originale e strategica. Non rimasticata o fotocopia di una di quelle gi\u00e0 esistenti, spesso inutilmente. E che magari sono gi\u00e0 in deliquescenza se non in fallimento. Non c\u2019\u00e8 nulla che ci interessi di pi\u00f9. Ti telefono appena dopo cena domani sera per parlarne a viva voce.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Un caro saluto, Gen\u00e9vi\u00e8ve.<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Cara Gen\u00e9vi\u00e8ve, aspetto la tua telefonata verso le 20. Abbiamo quasi una oretta, fino alle nove. Posso solo anticiparti un concetto che combacia esattamente, in modo simmetrico, con la vostra idea di totale innovativit\u00e0 della nuova ditta. Ci penso gi\u00e0 da parecchio. In fondo, cosa \u00e8 il lavoro? E questo non solamente per gli imprenditori, ma anche per un liberamente subordinato, per ogni operaio o impiegato, oppure per un libero professionista. Gi\u00e0 nella Genesi, il lavoro \u00e8 concepito come attivit\u00e0 umana che aggiunge valore al Creato, sia sostanzialmente che nelle sua forma espressiva: nella sua necessit\u00e0 e bellezza. La vostra ricerca \u00e8 gi\u00e0 dunque lavoro. Si tratta di ricercare di cosa la Creazione \u2013 sempre in attuazione \u2013 necessita veramente. La sua prima caratteristica \u00e8 l\u2019indispensabilit\u00e0. Se un lavoro \u00e8 inutile o parassitario, meglio non farlo: \u00e8 \u201cpeccato\u201d, se mi passi l\u2019espressione non solo Pensa ai molti milioni di funzionari in eccedenza in Europa!<br \/>\nOra per\u00f2 ti devo salutare.<br \/>\n<em>Santa notte, F\u00e9licien.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Cara Gen\u00e9vi\u00e8ve, il mio <em>stage<\/em> a Palo Alto finisce, te lo confermo, per Natale: finalmente ci potremo rivedere a Bruxelles. Ho bisogno di te. Ti voglio accarezzare&#8230; Devo raccontarti tutto. Vorrei che tu fossi gi\u00e0 qui con me.<br \/>\nNon solo nella Silicon Valley, ma in tutta la California c\u2019\u00e8 un fermento di attivit\u00e0 creative da mozzafiato. Alcune, lo si vede subito o quasi, hanno il fiato corto. Sono falsamente avanzate. Come quelle che il mio <em>boss <\/em>mi ha spiegato e che sono fallite a conclusione della \u201cbolla\u201d del 1997-99. Sai quella detta informatica: molti falsi genialoidi dell\u2019epoca pensavano di dominare il mondo con un computer e un telefono: erano convinti di montare attivit\u00e0 molto redditizie con la vendita di qualsiasi prodotto o servizio via Internet. Bastava a questi entusiasti dal <em>pensiero debole <\/em>della globalizzazione \u2013 mi spiegava il mio capo \u2013 per lanciarsi in ogni <em>start-up<\/em> Anche grandi imprese caddero nella trappola. In pochissimo tempo, alcuni anni, verificarono che la globalizzazione allora in via di grande sviluppo non poteva bastare. Non era semplice vendere, per esempio, vino californiano molto buono, anche superiore a volte a quello francese: le uve della costa del Pacifico come pure quelle italiane sono migliori e, quando si fosse imparato bene a vinificare, il gioco della competizione \u00e8 fatto, anche per la tradizione secolare vinicola francese! Occorre quindi oggi anche essere localizzati nei mercati <em>target<\/em>: come gustare un vino per corrispondenza prima di comprarlo? Ti puoi immaginare gli sfracelli di tutte queste nuove ditte (fantasma) fondate solo sull\u2019 informatica&#8230;<br \/>\nTu sei ricca di famiglia, richiamami per telefono che ti spiego bene. Ho voglia di sentire la tua voce dal vivo.<br \/>\n<em>Ti amo, Joseph.<\/em><\/li>\n<li>Parlo con Joseph? Ti abbraccio. Tanto. Anch\u2019io non vedo l\u2019ora di tornare a Natale a casa. Anche una settimana prima. Se poi l\u2019anno prossimo resto qui a Birmingham, o meglio a Londra, potrai anche venire a trovarmi con l\u2019eurostar in due ore, quasi da Liegi a Bruxelles e ritorno.<br \/>\nParlavo con F\u00e9licien per e-mail a proposito di quello di cui mi scrivevi per whatsapp. Questa sera parlo anche con lui col mio nuovo smart-phone. Mi diceva della sua \u201cstrana\u201d vocazione, cos\u00ec gliel\u2019avevo definita. Ma mi \u00e8 parso sicuro, sicurissimo, di s\u00e9. \u00c8 un tipo in gamba, del genere di mia sorella Juliette. Mi d\u00e0 l\u2019idea che la sua religiosit\u00e0 sia allo stesso tempo originale, non conformista o scontata. E molto pratica. Peraltro teme molto che il suo seminario di Namur venga chiuso a causa della \u201cpensione\u201d dell\u2019arcivescovo L\u00e9onard la cui data \u00e8 gi\u00e0 scaduta. Ma la vera ragione non deve essere questa.<\/li>\n<li>Si tratta di un seminario serissimo e molto rigoroso, nella grande Tradizione.<\/li>\n<li>Infatti, teme che approfittino per chiuderlo, bench\u00e9 sia l\u2019unico con una quarantina di seminaristi molto cristocentrici. L\u2019arcivescovo L\u00e9onard lo ha fondato e, si dice che verr\u00e0 soppresso dal nuovo primate, stile \u201cChiesa secolarizzata bergogliana\u201d. Ma ormai F\u00e9licien, sar\u00e0 gi\u00e0 prete. Fai conto che mi ha detto che tutto il lavoro, di qualsiasi tipo e livello, altro non \u00e8 che l\u2019aggiunta di valore al Creato: la Creazione, per lui e per il nostro arcivescovo, continua sempre e gli uomini ne sono attivi collaboratori. In questo senso \u2013 ha detto \u2013 anche i nostri <em>stage <\/em>costituiscono gi\u00e0 un lavoro, in quanto stiamo cercando attivamente cosa faremo realmente poi.<\/li>\n<li>Anch\u2019io ne sono certo. Non solo cosa faremo, ma come lo faremo insieme. Ho gi\u00e0 pi\u00f9 che una mezza idea. Mentre mi parlava, il mio boss, sulla bolla informatica in quanto mancante della localizzazione e solo fondata sulla globalizzazione, m\u2019\u00e8 venuta per la testa una bizzarra associazione a proposito di una parola nuova inventata proprio qui in California qualche anno fa, alla met\u00e0 degli anni novanta.<\/li>\n<li>Una parola nuova?<\/li>\n<li>S\u00ec , un neologismo ottenuto fusionando due termini: <em>globalisation<\/em> e <em>localisation, <\/em>in americano:<em> glocalization, <\/em>con la zeta<em>.<\/em> Un concetto semplice unificando quello di globalit\u00e0, della visione globale, con quell\u2019altro classico della eterna localizzazione, del fatto concreto che si \u00e8 sempre situati da qualche parte nel mondo. E che ci si appartiene.<\/li>\n<li>Non mi \u00e8 molto chiaro&#8230;<\/li>\n<li>Ecco, prova a pensare alla nostra madrelingua: il nostro francese. Per quanti sforzi possiamo fare, l\u2019inglese sar\u00e0 sempre una lingua acquisita e impietosamente estera, intrinsecamente per noi praticamente sempre imperfetta.<\/li>\n<li>E allora?<\/li>\n<li>Ora prova a pensare alla quasi totalit\u00e0 \u2013 praticamente la totalit\u00e0 \u2013 delle agenzie di traduzione e di attivit\u00e0 multilingui ora situate in tutti i paesi del mondo.<\/li>\n<li>D\u2019accordo, lo vedo abbastanza.<\/li>\n<li>Ebbene, come fanno queste agenzie ad assicurare ai loro rispettivi clienti che le traduzioni e gli adattamenti verso le lingue dei mercati che si propongono di conquistare siano precise, pertinenti e culturalmente adeguate?<\/li>\n<li>Beh, basta far fare le traduzioni e i testi in copywriting da <em>freelance<\/em> situati nei mercati <em>target<\/em>: \u00e8 sufficiente reperirli su Internet. Lo fanno tutti.<\/li>\n<li>Ma chi controlla, verifica e corregge i testi fatalmente erronei di questi <em>freelance<\/em> o con strafalcioni commercialmente mortiferi? Fra l\u2019altro siffatti <em>freelance<\/em> sono pur sempre dei possibili concorrenti.<\/li>\n<li>Ma intanto sono generalmente onesti&#8230;<\/li>\n<li>Purtroppo devi ipotizzare moralmente il peggio e, soprattutto, la consuetudine all\u2019errore in buona fede. \u00c8 un mestiere difficilissimo: si possono fare al limite anche una cinquantina di errori per riga. Del resto l\u2019ISO 17100 per la traduzione di qualit\u00e0 certificata prevede un revisore di lingua madre titolato e identificato per ogni testo da consegnare al cliente!<\/li>\n<li>Ah, non lo sapevo&#8230;<\/li>\n<li>\u00c8 solo con il concetto imprenditoriale di \u201cglocalizzazione\u201d che \u00e8 possibile garantirlo: a condizione di disporre di una agenzia che garantisca la revisione interna per la sua lingua locale dopo la redazione o la relativa traduzione! Con una agenzia monolocalizzata in un solo paese si pu\u00f2 garantire la lingua oppure le lingue realmente parlate nel paese di localizzazione: praticamente non pi\u00f9 di due o tre, come la Svizzera o il nostro Belgio. Certamente non tutte le lingue parlate sulla Terra, come attualmente si millanta nella pi\u00f9 tranquilla consuetudine.<\/li>\n<li>Quindi?<\/li>\n<li>Per cui, solo una agenzia di comunicazione multilingue che dispone di tante sedi localizzate nei paesi <em>target<\/em> di redazione o di traduzione, solo una agenzia cio\u00e8 gi\u00e0 glocalizzata, pu\u00f2 autenticare, convalidare, lo slogan attuale delle agenzie comunemente definite \u201cboites aux lettres\u201d (caselle postali) senza alcun controllo eccetto la lingua parlata, o le lingue realmente parlate, nel suo paese: codeste agenzie hanno pure la sfacciataggine di autodefinirsi sistematicamente \u201call languages\u201d !<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Comincio a capire. Penso al francese e all\u2019olandese come lingue della nostra possibile futura agenzia. Oppure al geostile fiammingo o al tedesco del nostro Cantone dell\u2019Est, confinante con la Germania, dove si parla una perfetta lingua germanica, anche molto ortodossa e pura, perch\u00e9 rigorosa in quanto praticata in paese di frontiera.<\/li>\n<li>In effetti. Ma, per esempio, per il cinese? Chi pu\u00f2 concepire, produrre, controllare e verificare che la comunicazione scritta (e orale) possa essere veramente adeguata e pertinente rispetto alle esigenze legittime del cliente, se non una agenzia di pubblicit\u00e0 e\/o di traduzione con controllo integrato e garantito, situata in tanti e corrispondenti paesi o mercati?<\/li>\n<li>Per conseguenza una agenzia \u201cglocalizzata\u201d, come tu dici, in ogni paese! In Cina nel qualcaso.<\/li>\n<li>Esatto, tante lingue prodotte e consegnate al cliente quante sono le filiali, le sedi glocalizzate nelle varie lingue. Cos\u00ec si pu\u00f2 risolvere l\u2019eterno problema del chi controlla il controllore: anche il revisore pu\u00f2 sbagliarsi. Ma il lavoro almeno in tandem nell\u2019agenzia glocalizzata risolve anche questo problema.<\/li>\n<li>Se ho capito bene, sarebbe che noi dovremmo fondare una agenzia di questo genere, <em>glocalizzata<\/em>, in tante sedi quante sono le lingue promesse al mercato. Altrimenti, con una agenzia monolocalizzata, si potrebbe legittimamente, e onestamente, proporre solo la o le lingue del paese di residenza.<\/li>\n<li>Certo, vedi che hai capito rapidamente! Noi potremmo solo verificare il nostro francese, oppure \u2013 con impiegati interni copywriter e traduttori fiamminghi o tedeschi \u2013 anche convalidare l\u2019olandese e il tedesco. Questo con garanzia professionale onesta come pure con la certificazione planetaria ISO<\/li>\n<li>E per tutte le altre lingue?<\/li>\n<li>Ciascuna delle altre agenzie sotto la nostra futura marca, situate nei vari paesi, garantirebbero allo stesso modo per ognuna delle altre lingue col\u00e0 localmente parlate e scritte.<\/li>\n<li>L\u2019idea, ancor pi\u00f9 che affascinarmi, mi sembra \u2013 di primo acchito \u2013 alquanto utopistica, data la vastit\u00e0 della cosa. Non mi meraviglia che nessuno l\u2019abbia realizzata veramente.<\/li>\n<li>Pensaci a fondo, ne riparleremo, soprattutto a Natale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gen\u00e9vi\u00e8ve, prima di telefonare la sera a F\u00e9licien, suo curioso amico seminarista, era tutta eccitata dall\u2019idea illuminante ricevuta dal fidanzato Joseph, malgrado i numerosi dubbi. Subito si era messa in moto per cercarne le obiezioni e le pecche. Cos\u00ec si chiedeva come fare non solo per le diverse lingue ma pure per i geostili: il brasiliano piuttosto che il portoghese; il croato piuttosto che i serbo; lo spagnolo iberico piuttosto che l\u2019argentino&#8230; Oppure, come verificava ogni giorno nel suo lavoro di compilazione del dizionario traduttivo francese-inglese, con il geostile americano rispetto a quello inglese.<br \/>\nE poi come trovare i partner in tutto il mondo? E quanto costerebbe la realizzazione di tutto \u2018sto progetto cos\u00ec smisurato! E come potrebbero, lei e Joseph, raccogliere le energie per far fronte a cotanta realizzazione?<br \/>\nDopo qualche riflessione, era gi\u00e0 giunta a concludere che si trattasse di una chimera. Ma subito dopo, la bellezza e la razionalit\u00e0 del progetto tanto logico, la ri-seducevano nuovamente. Fino a riconsiderare il tutto in altalena positiva o pessimista fin alla pi\u00f9 pura negativit\u00e0: cosa ne sapeva lei dei servizi linguistici e del marketing pubblicitario? Stava facendo ben altro: preparando una tesi di laurea in letteratura russa sul \u201d<em>Contributo del formalista Vladimir Propp nella narratologia delle fiabe<\/em>\u201d!<br \/>\nEpper\u00f2, dopo molti giorni di disamina e di ricerche anche disordinate, questa della glocalizzazione della comunicazione multilingue era l\u2019unica che aveva resistito, almeno nella logica formale, alla prima serie di critiche che era abituata ad attribuire ad ogni ipotesi. Vedeva anche, in un settore apparentemente abbastanza primitivo e inadeguato alla sua teleologia di sviluppo, un apporto certo di innovazione concreta e necessaria.<br \/>\nMa quanto lavoro di progettazione, costruzione, finizione e, soprattutto, di tipo marketing!<br \/>\nPer non parlare dei molti e radicali problemi economici in investimento a rischio. Aveva qualche nozione delle cosiddette \u201cMemorie di traduzione\u201d di cui aveva utilizzato inizialmente il funzionamento all\u2019universit\u00e0, ma solo sul piano pedagogico. Certo Joseph doveva saperne molto di pi\u00f9 in quanto laureato in interpretariato (e traduzione) per l\u2019inglese, nederlandese e spagnolo verso il francese.<br \/>\nLei per\u00f2 aveva studiato anche il tedesco e il russo oltre all\u2019olandese imparato soprattutto da suo padre Jan che aveva, gi\u00e0 prima, portato anche sua sorella Juliette ad un livello molto alto di padronanza della prima lingua parlata in Belgio.<br \/>\nL\u2019idea che la sua coppia con Joseph possedesse sei lingue abbastanza o molto sciolte in bocca, tra cui le tre parlate in Belgio sia da parte di lei che di lui, la incoraggiava alquanto. Ma la dimensione prevalente nella cosa rimaneva piuttosto in un bilancio nebbioso pieno di dubbi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Caro F\u00e9licien, eccomiti. Ti ricordo che qui sono ancora le sette. Ho appena parlato, con la differenza dei molti fusi orari (l\u00e0 \u00e8 ancora nattina), con Joseph che \u00e8 ancora per poco a Palo Alto, per terminare il suo <em>stage<\/em> gi\u00e0 prima di Natale. Cos\u00ec ci potremo vedere. Ma la cosa importante \u00e8 che mi ha messo a conoscenza di tutto un progetto che assolutamente devi conoscere e a cui vorrei tu fossi associato, almeno intellettualmente e moralmente.<\/li>\n<li>Un progetto?<\/li>\n<li>S\u00ec di lavoro, anzi di imprenditorialit\u00e0. Ma ne parleremo durante le vacanze di Natale: stiamo coltivandone, per ora, i nostri molti dubbi.<\/li>\n<li>Rientro anch\u2019io in famiglia, ci vedremo senz\u2019altro. Potremmo per l\u2019appunto anche parlare degli imprenditori e della loro funzione centrale nella storia. Come avrai compreso, l\u2019idea mia di imprenditorialit\u00e0 non \u00e8 solo economica. A dire il vero, vedo la storia come un gran <em>Lego<\/em> da costruzioni in cui convergono e confliggono molte progettualit\u00e0 pi\u00f9 o meno religiose. O, come sta succedendo da quasi tre secoli, progressivamente, in un gigantesco progetto demente e ormai esplicitamente cosciente di irreligiosit\u00e0. Dio \u00e8 stato dichiarato morto e in via di espulsione dal nostro mondo, dal mondo di tutti gli uomini e dalla civilt\u00e0.<\/li>\n<li>Mi par di capire che siano pure queste le premesse e le motivazioni della tua vocazione. Ma quali sono i suoi rapporti con l\u2019evento del \u201cMistero\u201d di cui mi dicevi?<\/li>\n<li>Per me non esistono due realt\u00e0 fra loro separate, una spirituale, trascendente e intima, ed un\u2019altra detta tangibile, cosiddetta concreta, visibile e storica. L\u2019incarnazione di Ges\u00f9 fino alla croce e alla Sua resurrezione ha colmato questa apparente discontinuit\u00e0 che solo la diabolica vanit\u00e0 dell\u2019uomo, detto moderno e autonomo, vuole caparbiamente affermare. Egli vuole sostituirsi a Dio dimentico della sua evidente creaturalit\u00e0. Dunque del suo Creatore che lo ama immensamente pi\u00f9 di quanto lui stesso si odia e si \u201ccelebra\u201d, anche nella sua utopica e vuota impotenza: l\u2019apparente potenza scientifica e tecnologica illude, ormai, solo gli sciocchi. Che per\u00f2 sono tanti. Cos\u00ec la nostra contemporaneit\u00e0, o almeno la sua maggioranza scientista, sembra aver smesso di \u201cQuaerere Deum\u201d, il Cercare Dio dei monaci medievali. I quali, cos\u00ec facendo, crearono la civilt\u00e0 occidentale. Anzi si giunge ora laicisticamente a volerlo scacciare dalla societ\u00e0 e dalla storia per, al pi\u00f9, relegarlo nell\u2019intimo e nelle sagrestie.<\/li>\n<li>Eppure si parla sempre di Medio Evo oscurantista!<\/li>\n<li>Altro che oscurantista. Non solo nei monasteri si \u00e8 salvata tutta la civilt\u00e0 antica nello sfacelo di distruzione dell\u2019impero romano, ma si \u00e8 preparato, anche tecnologicamente, lo splendore del Rinascimento. Altrimenti tutta la profusione e la bellezza del Rinascimento europeo dovrebbe essere concepito come un coniglio che esce dal cilindro (senza avercelo messo preventivamente dentro)!<\/li>\n<li>\u00c8 passato anche nel linguaggio comune che il medioevo \u00e8 buio&#8230;<\/li>\n<li>Ignoranza, solo ignoranza ideologica di oltretutto obsoleta sinistra (prevalentemente) che \u00e8 riuscita in quasi due secoli a manipolare la storia e le coscienze.<\/li>\n<li>E la tua vocazione?<\/li>\n<li>Il Mistero della mia vocazione, come quella di ogni uomo, si situa proprio nell\u2019intersezione del verticale con l\u2019orizzontale dei due legni su cui \u00e8 stato inchiodato Cristo. Quello che va verso la profondit\u00e0 del Cielo e quello che rischia continuamente di cosificarsi nella superficie senz\u2019anima di una modernit\u00e0 concretamente utile ma spesso senza senso. Le due realt\u00e0 sono distinte ma non separate: inchiodate!<\/li>\n<li>Queste due dimensioni non solo vengono ora continuamente separate, ma quella non immediatamente visibile, la verticale come dici tu, \u00e8 pure continuamente soppressa. Almeno come tentativo perenne.<\/li>\n<li>\u00c8 vero, ma ad impedire questo riduzionismo assurdo ancor pi\u00f9 che mostruoso ci pensa \u2013 almeno in parte \u2013 il lavoro: c\u2019\u00e8 un chiodo, un bullone, dato e costituito dall\u2019inevitabile lavoro umano, quello stesso che vi anima, ci amima, da Palo Alto a Birmingham e a Bruxelles, che ricongiunge tutto fino a riproporre il senso e respingere comunque l\u2019alienazione sempre incipiente. E il santo e quotidiano lavoro \u00e8 il principio unificante pi\u00f9 universale che esista. Cerca di ricostruire e di capire come la mia vocazione, apparentemente lontana, sia cos\u00ec intrinsecamente legata e simile alla vostra. Anzi identica nella sua essenza.<br \/>\nA proposito di santo e quotidiano lavoro, avevo dimenticato di dirti che ho incontrato, la settimana scorsa, Juliette, tua sorella maggiore, ad una riunione cittadina di insegnanti dove mi ha presentato, alla fine, il suo fidanzato che era passato a prenderla in macchina. Un italiano: si chiama Luca, come l\u2019evangelista, ed \u00e8 grafico, anzi un <em>web designer <\/em>come ci ha tenuto a precisarmi in una grossa \u201cbo\u00eete\u201d, una ditta di siti web. Ma mi ha detto che vuole mettersi in proprio. Lo conosci?<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Non ancora personalmente, ma Juliette me l\u2019ha gi\u00e0 un po\u2019 descritto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto Joseph aveva gi\u00e0 spedito a Gen\u00e9vi\u00e8ve quattro <em>link<\/em> di forum e di siti centrati sulla \u201cglocalization\u201d tra cui anche uno in francese. Nel giro di pochissimi anni, nel 2000, si era rapidamente giunti su Internet alla milionesima occorrenza di questa nuova parola nelle sette lingue principali. Da una un termine californiano si era passati, in molti campi industriali e commerciali, alle traduzioni del concetto diventato cos\u00ec rapidamente universale, anche se ancora \u201cconfidenzialmente\u201d. Ma gi\u00e0 mondiale. Gen\u00e9vi\u00e8ve aveva perfino anche un po\u2019 trascurato il suo lavoro sulla compilazione del dizionario specializzato per seguire quasi convulsivamente le nuove applicazioni pratiche del neologismo diventato gi\u00e0 molto emblematico, sul piano culturale. Tanto era l\u2019entusiasmo suo sul concetto, quasi gi\u00e0 primo avanprogetto. Aveva \u00a0telefonato varie volte al fidanzato sulla cosa riversandogli tutti i dubbi e le obiezioni che aveva trovato pi\u00f9 o meno giustificabili. Soprattutto quelli economici. Anche perch\u00e9 la sua famiglia era molto agiata, ma non veramente ricca. Dal Congo, lo Zaire attuale dove Juliette era anche nata, avevano dovuto partire in fretta con pochissimo, nella furia detta anticolonialista e reattiva anche di altri paesi africani. Epper\u00f2, nell\u2019animosit\u00e0 politica e ideologica, era rimasta in famiglia uno spiccato spirito imprenditoriale di tipo sorgivo che aveva trasformato indelebilmente tutta la cultura non solo economica di ogni suo componente. Anche per Juliette che era diventata insegnante, classicamente funzionaria statale. Ma che aveva preservato un atteggiamento imprenditoriale nell\u2019esistenza, visti soprattutto gli standard sindacaleggianti e subordinati del suo privilegiatissimo settore. Senza quindi degradare nella generalizzata tecnocrazia burocratizzata dell\u2019insegnamento, non solo belga e tipicamente francofono.<br \/>\nDi cosa avevano parlato al telefono Gen\u00e9vi\u00e8ve e Joseph? Principlamente di tre temi: del sistema pi\u00f9 diffuso e pi\u00f9 economico al mondo globalizzato per il partenariato commerciale, il <em>franchising<\/em>; del programma informatico dedicato alla registrazione dei testi e delle sue traduzioni per conservarne l\u2019omogeneit\u00e0 delle terminologie tecniche e specifiche; e, infine, dell\u2019ego notoriamente smisurato dei traduttori e revisori per cui ognuno si considera solipsisticamente unico valido distruttore della perizia degli altri colleghi, inevitabilmente ritenuti quasi sistematicamente incapaci professionalmente.<br \/>\nTre ordini di problemi professionali che avevano aggravato il quadro critico della glocalizzazione e, allo stesso tempo, ne avevano prospettato nuove soluzioni assolutamente inedite nella storia dell\u2019organizzazione industriale. Gen\u00e9vi\u00e8ve ne era sia entusiasta che perlessa se non proprio piuttosto depressa. Ad esempio, era stata incoraggiata dall\u2019idea del <em>franchising<\/em> internazionale, difficilmente realizzabile, che permetteva per\u00f2 di diventare multinazionale anche per una piccola impresa che non disponesse di enormi capitali di partenza: era il loro caso!<br \/>\nE poi l\u2019organizzazione in<em> franchising<\/em> presentava una corrispondenza formidabile con la struttura multicentralizzata propria delle varie lingue con la ripartizione equa e spontanea delle responsabilit\u00e0 economiche&#8230;<br \/>\nDal punto di vista delle cosiddette Memorie di traduzione, c\u2019era da risolvere il grosso problema della centralizzazione di dette memorie in modo da attribuire potere al <em>franchisor<\/em> rispetto ai <em>franchisee<\/em> e, allo stesso tempo, di distribuirlo in rapporto all\u2019importanza delle diverse lingue e \u2013 soprattutto \u2013 rispetto al lavoro effettivamente svolto da ogni sede glocalizzata&#8230;<br \/>\nQuanto al problema, infine, del solipsismo naturalmente individualistico dei traduttori e dei revisori, le soluzioni prospettate sembravano molto insufficienti. La sola soluzione professionale globale e definitiva era, per l\u2019appunto, quella finale dell\u2019agenzia glocalizzata per la lingua e il suo geostile specifico. Solo l\u2019economia e l\u2019intrinseca gerarchia economica della stessa sede glocale pu\u00f2 risolvere, in effetti, definitivamente il problema cruciale dell\u2019individualismo antiprofessionale. Quello che, prevedendo l\u2019intervento finale chirurgico sul testo, permette di sedare l\u2019aggressivit\u00e0 patologica dei linguisti nei confronti dei loro colleghi&#8230; Problema comunque aperto, da approfondire insieme a quello delle Memorie.<br \/>\n\u2013 Vedi Joseph, questa settimana dopo Natale, oltre che introdurci all\u2019anno nuovo, mi ricorda l\u2019evento essenziale per tutta la storia degli uomini e per la loro attualit\u00e0: la nascita e l\u2019avvento del Salvatore. L\u2019avvenimento incommensurabilmente pi\u00f9 importante per tutta l\u2019eternit\u00e0 umana.<br \/>\nQuest\u2019anno per\u00f2 ho potuto scoprire direttamente una cosa per cui sono sono rimasto quasi folgorato a causa della sua immediatezza cognitiva. Mi ha ricordato la mia ottusit\u00e0, la scarsit\u00e0 dell\u2019intelligenza anche di tutti i nostri contemporanei. Ve ne racconto, a te e a Gen\u00e9vi\u00e8ve, solo l\u2019essenziale in trenta secondi. Sono stato invitato quest\u2019estate da un gruppo di cattolici ad una vacanzina a Norcia, nel centro Italia, nel borgo medievale dove \u00e8 nato san Benedetto, uno dei patroni d\u2019Europa, forse il pi\u00f9 importante con san Francesco (anche lui di Assisi, un paese vicino, appena qualche kilometro e qualche secolo dopo). Ebbene, ho scoperto che la sua famosa \u201cRegula\u201d, quella che \u00e8 stata alla base di tutto il movimento monacale che ha fondato e rifondato la civilt\u00e0 occidentale, la nostra matrice culturale dell\u2019Occidente, impone ancora oggi la sospensione dal lavoro al monaco che abbia commesso una trasgressione.<\/p>\n<ul>\n<li>Cio\u00e8 non lo fanno lavorare malgrado la regola d\u2019oro \u201cOra et Labora\u201d?<\/li>\n<li>Esatto, Gen\u00e9vi\u00e8ve. Il peccato commesso viene considerato paralizzante e indegno per poter lavorare!<br \/>\nDi solito, si pensa oggi al lavoro come una attivit\u00e0 intrinsecamente tediosa, punitiva, persino degradante o umiliante nella sua naturale faticosit\u00e0. Da cui il rifiuto endemico del lavoro fino alla scelta della falsa e alienante ludicit\u00e0.<br \/>\nSan Benedetto, invece, considerava il lavoro allo stesso livello supremo della bellezza della preghiera. La sua perfezione tendenziale, per ogni mansione produttiva anche modesta, quindi per tutti i tipi di lavoro, non poteva essere avvicinata in uno stato di disordine e di indisciplina personale. Di peccato, dunque.<\/li>\n<li>Ma come si \u00e8 giunti \u2013 intervenne Joseph \u2013 a rovesciare questa visione nobile del lavoro fino all\u2019attuale suo rifiuto larvato, proclamato implicitamente ed anche esplicitamente, nella nostra civilt\u00e0 sedicente ludica da parte delle classi politiche e dai sindacati?<\/li>\n<li>Tutti i grandi lavoratori, i massimi <em>operai<\/em> della nostra epoca, divenuti ormai culturalmente rari, lo fanno senza troppo spiegarselo. Spesso la cosa viene definita caratteriale e non ontologica. Mi spiego, la si riferisce alle \u201cstrane\u201d caratteristiche innate e personali di alcuni. E non ad una generale e sacra caratteristica generale dell\u2019umano. \u00c8 per questo che sono particolarmente attirato dalla vostra ricerca, cos\u00ec giovani e gi\u00e0 coniugati, anche se non ancora sacramentalmente, alla creazione della vostra impresa.<\/li>\n<li>Ma cosa fa che questi \u201calcuni\u201d \u2013 si inser\u00ec Gen\u00e9vi\u00e8ve \u2013, penso anche a me stessa, sono stati toccati da questa passione e non altri. Anzi, non la maggior parte?<\/li>\n<li>Beh, c\u2019\u00e8 la questione dei talenti personali, rispose Joseph&#8230;<\/li>\n<li>Non solo per i talenti. Il monaco benedettino statunitense che ci spiegava alcuni aspetti della loro regola a fondamento della nostra civilt\u00e0, non solo occidentale ma universale, sottolineava il fatto che tutto nella vita avviene per grazia. La constatazione e l\u2019accettazione di questa Grazia, gratuita naturalmente, genera una cultura religiosa che \u201creliga\u201d, che cio\u00e8 riunisce e lega il disegno divino ai temperamenti personali, alle vocazioni individuali che liberamente aderiscono alla loro creaturalit\u00e0. Mi sembra che ne descrivesse anche il processo opposto: dalla religiosit\u00e0, dal senso eligioso alla alacrit\u00e0.<\/li>\n<li>E tutti quelli che non riconoscono la creaturalit\u00e0 e quindi l\u2019esistenza del Creatore di tutta la vita e di tutte le cose?<\/li>\n<li>Hai descritto, Gen\u00e9vi\u00e8ve, l\u2019insorgere del peccato sociale e storico oggi tanto diffuso.<\/li>\n<li>In effetti, mi pare che \u00e8 il fatto di rifiutare la propria creaturalit\u00e0, credendosi illimitati e falsamente padroni del proprio destino per arbitrio positivo, quello che rende tragicamente e paradossalmente subordinati se non anche schiavi, schiavi moderni e volontari.<br \/>\nA Palo Alto, in California, ce n\u2019erano a bizzeffe. Tra i lavoratori adulti e soprattutto tra noi giovani, la maggior parte sembrava credere duro come ferro che con la nostra libert\u00e0 possiamo definire e decidere tutto e su tutti. \u00c8 una questione di vera e reale libert\u00e0!<\/li>\n<li>Infatti non a caso Ges\u00f9 \u00e8 volontariamente morto, in accordo con il volere di Dio Padre, sulla croce prima di risuscitare: per la libert\u00e0, la nostra libert\u00e0. Giust\u2019appunto. Capite allora il fondamento della mia \u201cstrana\u201d vocazione sacerdotale, almeno nei suoi contorni periferici?<\/li>\n<li>Non proprio completamente, interloqu\u00ec ancora Gen\u00e9vi\u00e8ve.<\/li>\n<li>Cos\u2019ha fatto che voi due vi amiate? Che malgrado tutto stiate appropriandovi di una progettualit\u00e0 imprenditoriale e che stiate combattendo contro tutte le esigenze e gli ostacoli nella concretizzazione riuscita della vostra ditta? C\u2019\u00e8, evidentemente, un che di mistero che evidentemente vi attanaglia. \u00c8 il Mistero della vita per tutti indistintamente, a cui si pu\u00f2 obbedire constatandolo; oppure ci si pu\u00f2 ribellare, anche implicitamente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si salutarono dopo la Messa del giorno di santo Stefano al caff\u00e9 non lontano dalla cattedrale di san <em>Michel<\/em> e santa <em>Gudule<\/em>. Si erano anche detti con chi avrebbero passato il Capodanno e le varie visite che in quel periodo \u2013 come dappertutto \u2013 ci si scambia tra famiglie e amici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era Juliette a voler incontrare rapidamente Gen\u00e9vi\u00e8ve col suo giovane fidanzato Joseph allo scopo, soprattutto, di presentar loro Luca, il suo futuro sposo italiano. Juliette era gi\u00e0 entrata nell\u2019et\u00e0 in cui le ragazze iniziano a diventare misteriose sulla loro reale et\u00e0. Pi\u00f9 che trentaduenne, era felicissima di essersi legata da qualche mese con Luca il quale stava giungendo \u2013 a sua volta \u2013 alla quarantina: ormai gi\u00e0 uomo fatto e \u201cvissuto\u201d col solo rammarico pi\u00f9 ricorrente di non essere riuscito a costruirsi la sua impresa personale di\u00a0 <em>web design<\/em> e di <em>publishing<\/em>. Reduci entrambi da esperienze sentimentali sostanzialmente fallimentari, si erano incontrati su una base amorosa per\u00f2 molto pi\u00f9 razionale e meno spensieramente superficiale e sentimentaloide rispetto ai loro passati. Soprattutto Juliette era entusiasta della sua conquista \u201citaliana\u201d in Luca. Anche la sua migliore amica, la marchigiana conosciuta ormai da otto o nove anni in tirocinio a Bruxelles, Franca, aveva molto gradito la conoscenza di Luca, due mesi prima a Bruxelles bench\u00e9 fosse veneto trevisano di origine. Avevano subito legato anche per la loro comune passione per il buon vino rosso e per il fatto che, il giovane italiano, si era strappato alla sua condizione \u201cincestuosa\u201d uniculturale divenendo anche poliglotta.<\/p>\n<ul>\n<li>Mio padre mi ha portato a Bruxelles in famiglia che avevo quattordici anni: era diventato qui funzionario CEE. Non avendo nessuna passione per gli studi, mi iscrissi dopo due anni (periodo in cui imparai a parlare francese e un po\u2019 di fiammingo quasi da principiante<em> brusseleir<\/em>) alla scuola di grafica alla Cambre. E, tre anni dopo iniziai a lavorare gi\u00e0 su McIntosh, su schermo \u2013 come si diceva ai tempi \u2013 \u201csenza colla e forbici\u201d. Se i colleghi anziani avevano mestiere, ero modernamente pi\u00f9 veloce&#8230;<\/li>\n<li>Interessante, molto interessante. Gen\u00e9vi\u00e8ve ed io abbiamo il progetto di montare una impresa di comunicazione multilingue di tipo \u201cglocalizzato\u201d: se la cosa potr\u00e0 interessarti te ne parleremo.<\/li>\n<li>Certo che mi interessa. M\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 facile imparare bene il francese e i rudimenti dell\u2019olandese per inserirmi socialmente: giocavo anche in una squadretta di calcio aziendale come punta di attacco che partecipava al campionato dell\u2019ABBSA (i dilettanti). C\u2019erano francofoni ma pure fiamminghi e bilingui bruxellesi (i <em>brusseleir<\/em>): i nostri dialoghi \u2013 soprattutto alla <em>terza met\u00e0 tempo <\/em>di birra \u2013 erano almeno in tre ligue, con l\u2019inglese. Ora sono vecchi ricordi. Ormai tutti mi considerano belga, dopo che ne ho anche il passaporto, ora che si \u00e8 fatto l\u2019accordo tra Belgio e Italia sulla doppia nazionalit\u00e0. Avr\u00f2 cambiato almeno una mezza dozzina di \u201cbo\u00eetes\u201d, d\u2019imprese grafiche o pubblicitarie. Ma da qualche anno ho cercato di partire con una una nuova mia ditta, in societ\u00e0. Non ci sono ancora riuscito: \u00e8 difficile trovare oggi, con la crisi che non finisce mai, soci molto determinati. Vorrebbero, ma non possono, dicono senza mai convincermi veramente. Io non mollo, ci riuscir\u00f2, ne sono certo.<\/li>\n<li>La crisi economica di cui parli \u2013 intervenne Joseph \u2013 durer\u00e0 ancora moltissimo. Non \u00e8 una vera crisi, si tratta di una gigantesca depressione causata dal fatto che da mezzo secolo non si fanno pi\u00f9 abbastanza bambini. Neanche la met\u00e0 di quanto si dovrebbe naturalmente generare. Circa due miliardi di non nati negli ultimi cinquant\u2019anni. E la mostruosit\u00e0 continua. Cos\u00ec, per mancanza di domanda detta interna, c\u2019\u00e8 una colossale penuria: si \u00e8 voluto ribellarsi, per edonismo, alle leggi naturali dello sviluppo e a quelle di Dio? Ora e domani se ne pagano le disastrose conseguenze: naturalmente.<\/li>\n<li>E allora cosa facciamo? Rispose Luca.<\/li>\n<li>La maggior parte dei nostri consimili si deprime e, in maniera scervellata, continua imperterrita in modo fatalista. Chi come noi vuol comunque sperare e creare qualcosa di autonomo ha solo la possibilit\u00e0 di capire veramente cosa \u00e8 successo e continua a succedere. E, da un punto di vista pratico, ha solo la possibilit\u00e0 di battere la concorrenza attuale e futura nel campo scelto, con l\u2019innovazione e la fede.<\/li>\n<li>S\u00ec ma cosa \u00e8 successo? Chiese Juliette.<\/li>\n<li>\u00c8 successo che l\u2019uomo moderno ha concluso il suo percorso iniziato da alcuni secoli, diciamo con l\u2019illuminismo, per ribellarsi a Dio e alle leggi naturali. Per cui non c\u2019\u00e8 altra strada che quella di ridiventare, sempre progredendo, delle creature e \u201cQuaerere Deum\u201d, ricercare Dio. Da l\u00ec si potr\u00e0 ancora sperare tutti in un futuro apparentemente pieno ma colpevolmente sfuggito.<\/li>\n<li>E preservare cos\u00ec, col nostro lavoro e la nostra visione, il seme della speranza, aggiunse Gen\u00e9vi\u00e8ve.<\/li>\n<li>Non sono certissimo che sia come dite voi, Joseph e Gen\u00e9vi\u00e8ve, ma la vostra posizione corrisponde in ogni caso alla mia volont\u00e0. Del resto, non ho alcuna obiezione al vostro discorso sulle ragioni malthusiane della crisi. A dire il vero, non ci ho mai pensato veramente e a fondo. Peraltro nessuno fa un discorso serio sulla denatalit\u00e0 in rapporto alla crisi, quasi ne abbiano il terrore. Purtroppo tutti affermano da anni una ripresa che realmente e puntualmente non c\u2019\u00e8. Anche gli esperti che hanno annunciato inutilmente molte riprese e ripresine economiche sono diventati piuttosto pessimisti.<\/li>\n<li>Certo che ci sono mille altre motivazioni pi\u00f9 o meno valide o false, ma tutte marginali, conseguenziali e pure irrilevanti rispetto a quella strutturale della denatalit\u00e0, della mancanza molto pratica di \u201cclienti\u201d inevitabilmente inesistenti, disse con molta convinzione Joseph rivolto a Luca e a Juliette. I quali, evidentemente, e come generalmente in tutti i paesi occidentali, erano alquanto a digiuno di questa tematica primaria.<\/li>\n<li>Ho letto e son venuto a conoscenza in agenzia della svolta di molti scienziati anglosassoni a riguardo delle assurde teorie antinaturali di Malthus. Come per esempio la sua idea che la Terra non poteva nutrire la popolazione della sua epoca, quando questa era solo un quinto di quella attuale&#8230; Oggi, fra l\u2019altro, l\u2019umanit\u00e0 ha gi\u00e0 prodotto una volta e mezza la necessit\u00e0 di nutrizione della popolazione mondiale: il solo problema che c\u2019\u00e8 ancora \u00e8 quello della sua ripartizione equa e quello dello spreco inaudito.<br \/>\nMa non ho ben afferrato il legame professionale tra le mie attivit\u00e0 web e grafiche con la vostra nuova impresa di editing multilingue.<\/li>\n<li>Hai ragione \u2013 rispose Gen\u00e9vi\u00e8ve \u2013 ma non \u00e8 che non hai afferrato: non ne abbiamo parlato ancora per nulla. Ma ora vorrei farvi notare che siamo in ritardo per la cena di famiglia a casa nostra, con i nostri genitori che saranno gi\u00e0 in ansia ad aspettarci.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al che partirono in fretta verso casa dal <em>bistrot<\/em> \u201cLa brouette\u201d, in italiano <em>La carriola<\/em>, in quanto antica <em>maison<\/em> di rappresentanza professionale degli antichi trasportatori di vettovaglie. Essa \u00e8 situata nella Grand\u2019Place di Bruxelles, la pi\u00f9 bella piazza de mondo secondo i francesi di cui \u00e8 molto conosciuta la loro ritrosia in complimenti per i paesi stranieri, alquanto sciovinisti come sono. Con la macchina di Juliette, i nostri quattro giunsero rapidamente a casa dei genitori delle due sorelle, l\u2019una insegnante e l\u2019altra ancora stagista a Birmingham.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla vigilia di Natale, Juliette aveva scritto una lunga e-mail per gli auguri natalizi e di buon anno all\u2019amica italiana, Franca nelle Marche. Dopo averle confermato il suo entusiasmo nell\u2019accettare l\u2019invito come testimone del\u00a0 matrimonio col suo giardiniere Roberto, le si era abbandonata in una confessione sulla sua delusione ripetto alla professione di insegnante.<\/p>\n<ul>\n<li>Devi capirmi bene, Franca: per me l\u2019insegnamento rimane pur sempre il pi\u00f9 bel mestiere del mondo. Forse puoi immaginare quale suprema soddisfazione sia per me poter trasmettere il sapere a dei ragazzi che si stanno formando e forgiando nella loro attualmente prolungata adolescenza. In effetti, le ragazze dispongono di una maturit\u00e0 intellettiva di gran lunga precoce e diversa rispetto ai maschi. Comunque la loro formazione globale va oltre anche al tempo della laurea. Io mi occupo di loro \u2013 come tu sai \u2013 dai quindici ai diciannove anni circa. E, perdipi\u00f9, insegno letteratura francese, compresa quella moderna: forse considerata, abitualmente, la pi\u00f9 ricca al mondo. Non solo ho un orgoglio ma anche un piacere quasi fisico ad insegnare loro. E questo, tenendo ben conto che, contrariamente a moltissimi miei colleghi, penso che i detentori e i veri responsabili dell\u2019educazione dei giovani siano i loro genitori: sia costituzionalmente che legittimamente sul piano della libert\u00e0 di civilt\u00e0.<br \/>\nMa allora in che consiste la mia delusione?<br \/>\nA causa di due punti chiave: quello dell\u2019irresponsabilit\u00e0 e dell\u2019incapacit\u00e0 generale sul piano pedagogico di detti genitori relativamente ai loro diritti e doveri di educatori; e quello simmetrico degli insegnanti divenuti generalmente preda di una ideologia nichilista di propagatori attivi di ci\u00f2 che, a livello europeo, \u00e8 stato definito il \u201cpensiero unico\u201d del riduzionismo culturale ateista. Cos\u00ec la scuola \u00e8 diventata lo strumento di fatto pi\u00f9 potente \u2013 con la televisione e l\u2019industria del divertimento \u2013 di diseducazione giovanile nella contemporaneit\u00e0.<br \/>\nDella cosa posso solo vergognarmi \u2013 sul piano corporativo \u2013 al pi\u00f9 alto livello: si \u00e8 sempre corresposabili con la propria generazione. Ritrovarmi scissa nel giudizio tra la mia vocazione personale rimasta intrinsecamente intatta nella sua operativit\u00e0 funzionale e l\u2019esito, per me incredibile quando ho iniziato la carriera, sulla reputazione ahim\u00e9 professionale di tutto il mio settore, mi rende ora molto infelice.<br \/>\nDel resto, penso che in Italia \u2013 sebben in modo meno grave che qui in Belgio \u2013 sia sostanzialmente la stessa cosa. Spero potertene parlare prima del tuo matrimonio a met\u00e0 gennaio. Arriver\u00f2 gi\u00f9 da te verso il 10 del nuovo anno, in ferie preordinate.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Un caro abbraccio e Buon Natale a tutti voi, Juliette.<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Cara Juliette, rispondo alla tua e-mail in un clima di felicit\u00e0 e di festa cos\u00ec come mai ho potuto sperimentare. Naturalmente mi sento in totale accordo con quanto dici.<br \/>\nAnzi, proprio in quanto sia radiosa del mio matrimonio e del viaggio di nozze che faremo in Terra Santa, condivido la stessa tua analisi della crisi culturale della stragrande maggiornaza delle popolazioni internazionali. Su tutti i piani. Ormai, non ci resta \u2013 come sempre \u2013 che convertirci di continuo, testimoniare pubblicamente e pregare.<br \/>\nDel resto chi di noi non \u00e8 corresponsabile di questa aridit\u00e0 miscredente che noi stessi abbiamo pi\u00f9 o meno sostenuto e sviluppato?<br \/>\nIo e Roberto, il mio futuro sposo, ci consideriamo baciati dalla grazia che gratuitamente \u00e8 scesa su di noi: fino a pochi mesi fa vivevamo entrambi molto nell\u2019incoscienza supeficiale dell\u2019ideologia che tu denunci e che mio suocero definisce qui \u201clobotomizzata\u201d. I disegni del Creatore ci sovrastano e sono smisurati rispetto alle nostre capacit\u00e0 e volont\u00e0. Possiamo solo abbandonarci alla sapienza della trascendenza misteriosa della Chiesa mostrando tutta la nostra fede e pi\u00f9: ecco anche perch\u00e9 siamo lieti e contenti pure del nostro viaggio a Gerusalemme sulle orme del Cristo sempre vivente.<br \/>\nAnche tu, mi pare, puoi essere felice della tua continua testimonianza pubblica e personale che prodighi quotidianamente nell\u2019alquanto sgangherata commissione pedagogica diocesana di Bruxelles. Puoi essere anche appagata dal tuo fidanzato italiano, ormai diventato pure belga. Molto pi\u00f9 di quanto sia vissuto in Italia. E, soprattutto, puoi essere certa dell\u2019indicibile forza della Chiesa eterna malgrado l\u2019evidente smarrimento nella nostra epoca che si riflette nella sua vita.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ti aspetto tra due settimane!<\/p>\n<p><em>Buon e santo Natale a te ai tuoi, Franca. \u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Fu Luca, il meno giovane del quartetto ad invitare appena tre giorni dopo il loro incontro al bistrot, il rimanente terzetto al ristorante. Dovevano riprendere il loro discorso bruscamente interrotto per la cena nella futura grande famiglia che stavano costruendo. Si ritrovarono ad appena una cinquantina di metri dalla Grand\u2019Place, alla \u201cTaverne du Passage\u201d, tipico grande ristorante situato nella storica galleria pi\u00f9 antica d\u2019Europa. Cucina segnatamente bruxellese con piatti tradizionalmente della cultura contadina fiamminga e quelli classici francesi o francofoni. La questione rimasta in sospeso era il rapporto tra le attivit\u00e0 linguistiche e multiligui con quella grafica e di siti web. Gi\u00e0 Luca e Juliette avevano capito le strette implicazioni fra le due attivit\u00e0 ormai sotto gli occhi di molti. L\u2019avvento dell\u2019informatica aveva gi\u00e0 trasformato i mercati della traduzione, della grafica e della pubblicit\u00e0 da una quindicina d\u2019anni. La tendenza era ed \u00e8 quella dell\u2019integrazione: non esiste pi\u00f9 o quasi pubblicit\u00e0 unilingue e nemmeno attivit\u00e0 traduttiva isolata da quella informatica e grafica. Le tre-quattro produzioni, da distinte e separate che erano, si stavano integrando per ragioni evidenti di rapidit\u00e0 esecutiva e, soprattutto, di economia di scala: tempo e denaro.<\/p>\n<ul>\n<li>Dove il tempo \u00e8 denaro, aggiunse Gen\u00e9vi\u00e8ve.<\/li>\n<li>Vedi Luca, chi si dedica alle formazioni linguistiche non segue quelle particolarmente informatiche, n\u00e9 tantomeno grafiche. Perfino le agenzie di pubblicit\u00e0 devono riposizionarsi con dipartimenti <em>web design<\/em> e telemarketing, disse Joseph.<\/li>\n<li>Questo l\u2019ho visto anch\u2019io in tutti questi ultimi anni in cui ho cambiato agenzie, oppure sono stato costretto a cambiarle. Ora ho capito che tu e Gen\u00e9vi\u00e8ve vorreste propormi di associarmi a voi&#8230;<\/li>\n<li>Ma non possiamo cominciare subito sul mercato: abbiamo pi\u00f9 di sei mesi per preparare tutto. Nel frattempo tu continui a lavorare come infografico nell\u2019attuale agenzia; Gen\u00e9vi\u00e8ve finisce il suo <em>stage<\/em> per meglio imparare l\u2019inglese; e io a pieno tempo, con te a part-time, ad occuparci del finanziamento, della fondazione amministrativa, di tutta la logistica, del lancio pubblicitario e marketing.<\/li>\n<li>Praticamente potremmo iniziare ad attaccare i mercati, in modo operativo per settembre.<\/li>\n<li>Saremo gi\u00e0 pronti prima di settembre, con la prima campagna, comprese le relazioni pubbliche gi\u00e0 avviate. Raccimoliamo con urgenza soldi e prestiti. E, soprattutto, Gen\u00e9vi\u00e8ve e Juliette dovranno convincere i nostri suoceri ad entrare in societ\u00e0 finanziaria con noi operativi, osserv\u00f2.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u2013 Porte aperte: il problema finanziario \u00e8 gi\u00e0 quasi risolto. Pap\u00e0 e mamma sono praticamente pronti ad implicarsi. Sono pensionati e non vedono l\u2019ora di cambiare vita continuando a viverla in modo attivo, not\u00f2 Juliette. Loro chiedono solo che noi facciamo bene la struttura associativa in modo che sia solidamente sostenibile a lungo termine. E poi, anzi contemporaneamente, pretendono che regni una fiducia reciproca propria di una famiglia cristiana indistruttibile, compresa la loro posizione di sostegno non solo economico. Sono ancora in buona salute e validi con una grossa esperienza internazionale. \u00c8 vero che non sono veramente ricchi, ma son disposti anche a rinunciare \u2013 se necessario \u2013 anche a loro agiatezze a vantaggio della nuova ditta. Le possibili difficolt\u00e0 non li spaventano: ne han viste gi\u00e0 delle belle, anche in Congo dove sono nata. Quello che temono \u00e8 la fragilit\u00e0 della famiglia detta moderna piuttosto spappolata che tiene poco di fronte alla complessit\u00e0 e alla scabrosit\u00e0 del nostro mondo nichilista. Naturalmente fondano su Gen\u00e9vi\u00e8ve e me come collante naturale della cosa.<\/p>\n<p>Il tema della conversazione si allarg\u00f2 rapidamente a quello dello statalismo e della Chiesa belga.<br \/>\nLuca mise in evidenza che ormai, con un milione e seicentoquarantacinquemila funzionari statali (su una popolazione di 11 milioni di abitanti!) si era raggiunto il sinistro record mondiale di quasi uno statale per lavoratore privato! Gli elettori, alle ultime elezioni, avevano mandato a casa il partito socialista dopo decenni di loro governi dissennatamente statalisti, compreso quello del suo \u201cconnazionale\u201d Di Rupo. Ora c\u2019\u00e8 il governo con a capo il \u201cliberale\u201d Michel che per\u00f2 \u201cnon ha risolto un bel fico secco\u201d. La radicalit\u00e0 necessaria di una politica veramente liberale, quand\u2019anche fosse applicata, richiederebbe comunque decenni di risanamento. Ma chi ne ha il coraggio elettorale? Cos\u00ec si continua a gestire e peggiorare il prolungamento fatale della crisi. Le tasse, con il costo colossale di cotanti statali e la diminuzione inevitabile delle contribuzioni a causa della persistente crisi economica, non possono che aumentare ancor pi\u00f9.<br \/>\nJoseph, a sua volta, era giunto a parlare della vita della Chiesa dopo il pensionamento del rigoroso arcivescovo L\u00e9onard. Nominato da Benedetto XVI, contro il parere dei media tutti tenuti in mano da laicisti e socialisteggianti giornalisti subordinati al potere detto \u201cprogressista\u201d, era stato sostituito, alla sua et\u00e0 pensonabile di 75 anni, da Papa Francesco con un nuovo primate, il vescovo De Kesel. Come il pontefice sta abitualmente facendo, con un suo sostenitore: a supporto, anche di punta, della sua linea sostanzialmente irreligiosa a giorni e opzioni alterni. Il nuovo arcivescovo, seguace del cardinal Danneels, noto complottista alla testa del gruppo \u201cprogressista\u201d detto del San Gallo, con alla testa i cardinali tedeschi Kasper e Marx, \u00e8 stato \u2013 infatti \u2013 subito e inopinatamente nominato anche lui cardinale contrariamente al suo predecessore detto \u201ctradizionalista\u201d. Tutto cio\u00e8 nella tendenza \u201cbergogliana\u201d della Chiesa catto-protestante che corre verso l\u2019obiettivo della linea religiosa del \u201csuccesso\u201d mediatico alquanto massonico e onusiano\u00a0: quello di mettere in operativit\u00e0 una religione \u00ab\u00a0mediana\u00a0\u00bb secondo l\u2019orribile e devastante modello dell\u2019ONU.<br \/>\nAnche Juliette, in quanto \u201csentinella in piedi\u201d silenziosa, che aveva manifestato senza esito e con pochissimi altri manifestanti, davanti al parlamento contro la legge in approvazione sull\u2019eutanasia pure per i bambini (!), aveva aggravato il quadro di barbarie gi\u00e0 tratteggiato per il paese ormai campione mondiale del nichilismo secolarizzato e del relativismo ideologico con i confinanti Paesi Bassi.<br \/>\nNon c\u2019era da dichiarasi allegri!<br \/>\nIl tutto, in un ristorante borghese di lunghissima tradizione tipicamente bruxellese dal clima facondo, spensierato e ben servito da piatti gustosi e ben belgianamente abbondanti: la \u201cnouvelle cuisine\u201d un po\u2019 stitichina era l\u00ec messa al bando da sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Prima per\u00f2 dovremo far ai nostri genitori, riferendosi direttamente alla sorella Gen\u00e9vi\u00e8ve, il regalo di un doppio, anzi triplo sposalizio: i due sacramentali e simultanei per noi, e quello economico della loro e nostra grande famiglia. E con particolare rferimento per la loro nuova vita da pensionati attivi e imprenditori, anche di sussidiariet\u00e0 pratica.<\/li>\n<li>La sicurezza del tutto saremmo io e Juliette come figlie, sorelle e mogli, ambedue inserite oltre che azionariamente anche praticamente nel progetto, malgrado il part-time di Juliette che continuer\u00e0 ad insegnare. Propongo anch\u2019io un doppio matrimonio con una grande cerimonia e festa di conferma della loro coppia di vecchi e felici sposi. La cosa, evidentemente oggi rara, potr\u00e0 servire anche come anteprima nel lancio dell\u2019impresa dove far\u00f2 la padrona di casa, con Luca ai fornelli grafico-informatici e Joseph particolarmente a quelli linguistici e concettuali di relazione.<\/li>\n<li>Quanto a me, col mio lavoro che amo tanto di professoressa, avr\u00f2 anche la funzione oggettiva \u201cesterna\u201d di un occhio critico rispetto alla progettualit\u00e0 della ditta e alle sue modalit\u00e0 di realizzazione, nella percezione autonoma e diretta del mercato.<\/li>\n<li>A proposito di progettualit\u00e0, ricordo che la particolarit\u00e0 della nostra azienda sar\u00e0 il \u201cglocalismo\u201d. Sar\u00e0 questo concetto, lo sappiamo, il tratto distintivo del nostro posizionamento sui mercati, intervenne Joseph.<\/li>\n<li>Questa idea, ben riassunta nel termine inventato dai californiani, \u00e8 stata proprio quella che mi ha convinto completamente, anche me semplice grafico, per questo progetto a cui manca solo il nome, non cosa da poco, della marca: Joseph lo trover\u00e0. Lo troveremo. Si tratta di una idea che non pu\u00f2 essere pi\u00f9 valida di quella che \u00e8 in quanto riferita ad un processo marketing che realmente esiste gi\u00e0 a livello, si pu\u00f2 dire, planetario. Cos\u00ec come la lingua e la cultura \u2013 alla base di ogni strategia commenciale \u2013 sono fattori chiave universali.<\/li>\n<li>Infatti, quando ho scoperto il neologismo a Palo Alto, ho subito pensato alla sua semplicit\u00e0 e alla sua aderenza spontanea alla realt\u00e0. Se si pensa a quanti prodotti e tipi di servizio al loro lancio fanno falimento (silenziosamente) a causa della loro cervelloticit\u00e0 intellettualistica nella quale sono stati concepiti!<\/li>\n<li>Anch\u2019io sono stata sedotta quando Gen\u00e9vi\u00e8ve me l\u2019ha spiegato, malgrado tutte le difficolt\u00e0 che lei stessa aveva avanzato. Ho constatato cos\u00ec quanto sia riduttiva e semplicistica \u2013 assolutamente non semplice e ideologica \u2013 la nostra idea corrente di cultura: quella che noi insegnanti somministriamo al liceo.<\/li>\n<li>I californiani, ancor pi\u00f9 degli inglesi, o meglio degli anglofoni, che ormai conosco abbastanza gi\u00e0 bene a Birmingham, sono i massimi produttori di idee al mondo. Non a caso i britannici hanno deciso il Brexit, non foss\u2019altro che per marcare un disaccordo di fondo con la cultura sterile e disastrosamente statalista del nostro Vecchio Continente. E per sottolineare la loro appartenenza alla radice della cultura anglo-sassone e piuttosto americana. Anche a rischio di una decisione antieuropea contro la stessa storia e struttura geopolitica. Finch\u00e9 l\u2019Unione europea con tutti i paesi che la compongono non cambieranno strategia, cio\u00e8 non diventeranno veramente liberali, questa tendenza anticontinentale non potr\u00e0 che svilupparsi.<\/li>\n<li>\u00c8 vero. Ora per\u00f2 vorrei introdurre un altro tema, anzi \u201dil tema\u201d centrale del glocalismo, quello che ci dar\u00e0 il massimo del filo da torcere nel nostro progetto: ci penso da mesi gi\u00e0 passeggiando sul bagnasciuga dell\u2019Oceano Pacifico. Ma prima ordiniamo i nostri dessert. Sono stato contentissimo di aver comandato e divorato il migliore \u201cfilet americain\u201d mai mangiato, il \u201ctartare\u201d dei francesi (anche se le \u201cfrites\u201d, le patatine fritte, non erano per\u00f2 il massimo).<\/li>\n<li>Penso che il \u201cwaterzooi di volaille\u201d che ho gustato con il mio amato Luca sia stata la scelta migliore: un piatto unico con pollo, verdure, brodo con panna e patate lesse. Il tutto da mangiare con tre posate secondo la cucina contadina fiamminga. Il mio futuro sposo dice che \u00e8 un piatto che i suoi veneti \u2013 di cultura padana \u2013 gradirebbero senz\u2019altro&#8230;<\/li>\n<li>Un momento, se c\u2019\u00e8 un piatto supremo \u00e8 quello che ho ordinato io. La \u201csole ostendaise\u201d, la giustamente pi\u00f9 famosa al mondo tra tutte le sogliole&#8230;<\/li>\n<li>Spiegaci dunque la natura di questo filo e come poterlo torcere, caro Joseph, intervenne Luca sedando la disputa culinaria gi\u00e0 scherzosa.<\/li>\n<li>Ebbene, parlare di glocalismo senza possedere gi\u00e0 una rete, bench\u00e9 minima, di agenzie situate nei vari continenti si rischia di fare la figura dei \u201cconsiglieri e professori\u201d di strategia imprenditoriale e non dei veri imprenditori che, prima realizzano un sistema e poi lo reclamizzano. Non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 sterile e inefficace degli \u201cinsegnanti contemporanei\u201d \u2013 Juliette non me ne vorr\u00e0 \u2013 i quali non sapendo fare, danno la linea.<\/li>\n<li>Non dirmelo, tutti sanno quanto sono critica nei confronti del mio settore professionale di cui dispero la crisi totale e forse irreversibile per un lungo, molto lungo, periodo!<\/li>\n<li>Bene, in questi sei-nove prossimi mesi, dovr\u00f2 cercare e soprattutto trovare almeno un simulacro iniziale di rete emblematicamente internazionale a modello concreto del nostro innovativo posizionamento glocalizzato.<\/li>\n<li>Ma come farai a far fronte in cos\u00ec poco tempo a cotanto compito? Se penso alla mia difficolt\u00e0 a trovare un socio, oppure alle pene di una agenzia di pubblicit\u00e0 dove ho lavorato tre anni fa a mettersi in partenariato con una impresetta di comunicazione di New York, vedo che la cosa non \u00e8 solamente ardua ma quasi impossibile: senza un nostro soggetto gi\u00e0 operativo e con non parecchi euro, non molti \u201csghei\u201d, come dicono dalle mie originarie parti venete.<\/li>\n<li>Invece sono piuttosto convinto di farcela in quanto non fondo sulle nostre necessit\u00e0 di essere glocalizzati. Ma sulla loro! O la nostra idea \u00e8 valida \u2013 abbiamo visto che lo \u00e8 \u2013 quindi lo \u00e8 anche per i nostri corrispondenti esteri, oppure non lo \u00e8, quindi si resta al livello dell\u2019utopia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un silenzio intenso del quartetto assorto sul dessert aveva reso improvvisamente afona la strana tavola delle due coppie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Non che dubiti sulle tue capacit\u00e0 impreditoriali e creative, ma sono scettica che si possa riuscire cos\u00ec rapidamente senza la proposta preventiva di un modello gi\u00e0 realizzato. Ho esperienza nel campo pedagogico di quanto sia difficile, se non impossibile, impartire una direttiva esclusivamente teoretica, riprese la conversazione Juliette.<\/li>\n<li>Ben detto. Quello che tu descrivi \u00e8 un po\u2019 il dilemma dell\u2019uovo e della gallina: nasce prima l\u2019uovo o una bella e feconda pollastra con cui, si sa, si fa buon brodo come quello del vostro <em>waterzooi<\/em>? Ebbene questo dilemma irrisolvibile va aggirato con due metodi, l\u2019uno trascendente e l\u2019altro fattuale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il silenzio pieno di attesa si era riprodotto all\u2019interno dell\u2019intervallo dato dalle due parole chiave: trascendente e fattuale.<\/p>\n<ul>\n<li>Non star\u00f2 a farla lunga per diluire. Non esiste nessuna impresa, non \u00e8 mai esistito alcun sogno che si sia realizzato senza una fede di acciaio: questo per la trascendenza. Per il concreto, il fattuale, occorre almeno una persona che incarni un mandato operativo: il mandato siete voi, siamo noi. \u00c8 quello di cui parlano come precondizione i nostri futuri suoceri. Ci ho pensato a lungo. Vi far\u00f2 due esempi, uno dell\u2019antichit\u00e0 e un altro cristiano, della nostra seppur bistrattata civilt\u00e0.<\/li>\n<li>Ecco, bene: gli esempi e le immagini mi son sempre piaciuti in genere pi\u00f9 che le parole, che per\u00f2 non disdegno&#8230;<\/li>\n<li>Pensate a due grandi eroi, anche se il paragone potrebbe sembrare tronfio e poco adeguato: Alessandro il macedone detto poi Magno e Benedetto da Norcia, in Italia, diventato poi santo.<br \/>\nIl primo si dovette fermare con i suoi progressivi eserciti solo sulle rive dell\u2019Oceano Indiano: nessuno ci avrebbe scommesso una dracma che i greci raffinati, i pi\u00f9 raffinati e sofisticati dell\u2019epoca e alquanto inevitabilmente \u201crammolliti\u201d dalla loro stessa civilt\u00e0, avrebbero sconfitto il potentissimo esercito persiano fino a combinare matrimoni greco-indiani al passaggio con i suoi miliziani, sotto la guida inaudita e suprema di un ragazzo appena pi\u00f9 che venticinquenne.<br \/>\nIl secondo riferimento, un monaco originario di una piccola borgata nell\u2019Italia dell\u2019Alto Medio Evo (ora epicentro dei terremoti in Umbria), costitu\u00ec la pi\u00f9 grande rete di monasteri alla base di tutta la civilt\u00e0 occidentale. Il tutto dopo tre tentativi di avvelenamento da parte dei suoi stessi monaci che erano in disaccordo con la sua famosissima \u201cRegula\u201d, fondata sullo slogan universale \u201cPrega e Lavora\u201d (<em>Ora et Labora<\/em>). Benedetto divent\u00f2 santo protettore dell\u2019Europa.<br \/>\n\u00c8 quindi la nostra unit\u00e0 di fede e la nostra determinazione operativa che potranno assicurare \u2013 se Dio vuole \u2013 quello che ora ci appare come un miracolo irrealizzabile.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un silenzio, il terzo, non imbarazzato ma di massima densit\u00e0 e loquace di assenso, aveva per alcuni istanti riunito il quartetto in una altissima unit\u00e0 non meno che trascendente.<br \/>\nLuca stava pensando che aveva appena assistito alla prima prova che il giovane avesse veramente la stoffa, il temperamento malgrado la giovane \u00e9t\u00e0, dell\u2019imprenditore di razza indiscutibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel frattempo, i genitori di Julette e Gen\u00e9vi\u00e8ve, sapendo dell\u2019amicizia delle loro due figlie per F\u00e9licien, chiesero di incontrare il seminarista gi\u00e0 ben adulto. L\u2019incontro avvenne nella parrocchia in cui aveva maturato, tardivamente, la sua solida vocazione.<br \/>\nPer la vallona Marine e l\u2019olandese Jan, le loro due figlie costituivano naturalmente il bene pi\u00f9 prezioso. Malgrado il relativo successo professionale ed economico soprattutto nel Congo, tutto il loro amore era sempre stato concentrato genitorialmente sulla loro famiglia e sui principi universali che la fondavano. Si trattava di due tranquilli cattolici, tipicamente rappresentativi della tradizione attiva e fattiva di un certo nord dell\u2019Europa sociologicamente fedele ad una cultura, fino agli anni cinquanta, profondamente cristiana e popolare. Avevano assistito negli anni successivi allo sgretolamento dei valori religiosi fino al loro fatale sfacelo negli ultimi decenni. Come tutti gli emigrati \u2013 in Congo lo erano a tutti gli effetti \u2013 avevano conservato gelosamente in famiglia le tradizioni e i principi che li fondavano molto pi\u00f9 delle loro comunit\u00e0 d\u2019origine rimaste sedentarie. Vivevano cos\u00ec, anche dopo il loro ritorno drammatico in Belgio, nel timore quasi impotente per il destino generale dell\u2019umanit\u00e0 e delle loro figlie, veri e prestigiosi \u201corecchini di perla\u201d della madre francofona Marine, come lei soleva dire. Il pi\u00f9 preoccupato era Jan. Vedeva la dissipazione sia nella sua famiglia protestante olandese che in quelle bruxellesi, nella citt\u00e0 dove si era stabilito dopo il suo battesimo e matrimonio cattolico.<\/p>\n<ul>\n<li>Caro <em>P\u00e8re<\/em> F\u00e9licien, siamo qui come pellegrini in cerca di favori per le nostre due figlie che sappiamo essere felicemente tue amiche.<\/li>\n<li>Oh, non sono ancora sacerdote. Diventer\u00f2 <em>P\u00e8re<\/em>, padre ordinato sacerdote solo in giugno.<\/li>\n<li>In quanto padre biologico, ma non solo, sono molto preoccupato della loro sorte. Anche se ultimamente la Vergine sembra aver ascoltato i nostri rosari. Ambedue si sono, diciamo cos\u00ec, fidanzate con due ragazzi che ci sembrano molto a modo e seriamente impegnati. Sappiamo che ti stimano e possono godere della tua influente amicizia. Cerchiamo di fare tutto il possibile per loro: i pericoli del nostro mondo cosiddetto moderno sono tali che stiamo \u2013 Marine ed io \u2013 sempre in apprensione.<\/li>\n<li>Provvidenzialmente credo che avete ricevuto Grazia. Ho parlato anche con Gen\u00e9vi\u00e8ve e Joseph qualche giorno fa e sono molto contento di loro, almeno quanto per Juliette e Luca. Anzi, oltre che per Gen\u00e9vi\u00e8ve che conosco bene non da molto \u2013 io sono piuttosto della generazione di Juliette \u2013, stimo il suo fidanzato che ora \u00e8 tornato definitivamente dalla California. Abbiamo parecchio parlato dei loro progetti di fondare una ditta destinata a diventare internazionale, anzi \u201cglocalizzata\u201d, come loro dicono. Ne sono anch\u2019io entusiasta. Ma soprattutto sono particolarmente felice della loro rara coscienza cristiana e della cultura attiva verso la DSC (la Dottrina Sociale della Chiesa)!<\/li>\n<li>Vero, anche noi. Sebbene non abbia non troppo capito, come mamma e futura suocera, il loro mi sembra un ragionevole piano economico. \u00c8 per questo che siamo disposti ad aiutarli sul piano economico anche sostanzialmente. Ma soprattutto, vorremmo aiutarli anche con il nostro lavoro attivo. Siamo infatti convinti di non partecipare, senza nulla fare, al furto della nostra generazione nei confronti della loro giovane nel farci pagare l\u2019immeritata pensione dalle loro tasse per circa l\u201980%!<\/li>\n<li>Per non parlare del non gratuito debito pubblico (il 105% del PIL) che i socialisti belgi, come pure i ritrosi cosiddetti liberali, anche fiammighi, hanno appioppato irresponsabilmente sulle loro spalle. Quindi li aiuteremo, anche nelle nostre funzioni da <em>back-office<\/em>, su due piani: sia finanziariamente per montare e fondare la societ\u00e0 che nel lavoro attivo dopo, nell\u2019impresa sempre bisognosa di mano d\u2019opera.<\/li>\n<li>Mio marito ha ragione, questo debito pubblico e quest\u2019incacolabile debito per la pensione e prepensione a 56 anni e qualche mese di media in Europa costituisce una vergogna. Solo la Grecia e l\u2019Italia \u2013 ora anche la Gran Bretagna \u2013 ci superano!<\/li>\n<li>La visione di cui parlate vi fa onore. Capisco ora anche certe origini della passione imprenditoriale e di libert\u00e0 che li animano.<\/li>\n<li>Beh, noi abbiamo fatto il possibile per educarli alla libert\u00e0 e al rischio: i due valori che mi hanno condotto nell\u2019allora cattolico Belgio e poi nel Congo, sebbene tardivamente.<\/li>\n<li>Forse non dovrei dirvelo, ma mi hanno chiesto di essere il celebrante al loro doppio e simultaneo matrimonio che hanno l\u2019intenzione di dedicare alla vostra fedelt\u00e0 e fecondit\u00e0 matrimoniale&#8230; Sarebbe anche per me una bella festa come primo impegno ministeriale.<\/li>\n<li>Bellissimo anche per noi, come entrata nella nostra nuova vita sussidiaria, aggiunse Marine.<\/li>\n<li>Anche per Juliette, seppur insegnante, sarebbe una scelta familiare perfetta: chi ha detto che essere funzionari significa essere inchiodati al parassitimo statalista?<\/li>\n<li>Venite, andiamo nella cappella della parrocchia a recitare una decina di rosario come ringraziamento alla Vergine per la vostra grande Famiglia che si arricchisce di un nuovo progetto e di due mariti in piena vocazione cristiana.<br \/>\nCome la preghiera possa razionalmente integrarsi nella progettualit\u00e0, anche la pi\u00f9 implicante e rischiosa, all\u2019interno dei calcoli umani, rester\u00e0 sempre un Mistero dell\u2019imprenditorialit\u00e0 nella famiglia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Bruxelles, 7 novembre 2016<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019autore<\/strong><\/p>\n<p><em>Nel 1977, Franco Troiano (1944) fonda a Bruxelles il Gruppo Eurologos, che \u00e8 oggi costituito da tre agenzie pilota (Eurologos, Littera Graphis e Telos) e da una quindicina di sedi \u201cglocalizzate\u201d su quattro continenti (<\/em><a href=\"http:\/\/www.eurologos.com\"><em>www.eurologos.com<\/em><\/a><em>). La figlia Odile ora ne sta riprendendo la nuova direzione. L\u2019autore di questa novella, che fa parte come seconda di una nuova triade rispetto alla precedente pubblicata nel 1994 e attualmente dedicata all\u2019imprenditorialit\u00e0 familiare, ha scritto diversi libri di traduttologia applicata, editi anche su Internet. Cattolico praticante, l\u2019autore \u00e8 sempre alla testa del suo gruppo di comunicazione multilingue che, naturalmente, continua a creare nuove agenzie nel mondo intero. Attivo nella lotta al nichilismo e al relativismo della nostra epoca, d\u00e0 varie conferenze, anche nelle universit\u00e0 europee, di cui certi testi sono pubblicati sui siti web delle sue imprese e sul suo Blog (<\/em><a href=\"http:\/\/www.francamente2.com\"><em>www.francamente2.com<\/em><\/a><em>).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cara Gen\u00e9vi\u00e8ve, penso che hai scelto benissimo il tuo tirocinio l\u00ec a Birmingham anche per preparare la tesi di laurea. Credo pure che sei mesi non bastino. Dovresti ingegnarti per almeno raddoppiarne la durata. Non che ti serva molto oggi lavorare l\u00ec. L\u2019unica cosa veramente interessante ed efficace \u00e8 imparare la lingua bene. 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