{"id":2362,"date":"2016-09-13T15:35:10","date_gmt":"2016-09-13T14:35:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2362"},"modified":"2016-09-13T15:35:10","modified_gmt":"2016-09-13T14:35:10","slug":"le-mie-elementari-anni-50-in-lombardia-in-due-multiclassi-prima-seconda-e-terza-in-quella-iniziale-quarta-e-quinta-nellaltra-megaclasse-due-maestre-per-cinque-anni-oggi-il-nos","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2362","title":{"rendered":"Le mie elementari anni \u201950 in Lombardia? In due multiclassi: prima, seconda e terza in quella iniziale; quarta e quinta nell\u2019altra megaclasse. Due maestre per cinque anni. Oggi, il nostro figlioccio sul Lago di Como ha tre maestre nella sua (piccola) classe. Progresso questo? Pregare per il concorsone?"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Giorgio Vittadini, uno dei capi storici di <em>Comunione e Liberazione<\/em>, ha commentato in un articolo de <em>Il Sussidiario<\/em> nel marzo scorso che, in una inchiesta rigorosa, si son constatati in Italia 750.000 statali <\/strong>eccedentari (da decenni). Egli ha per\u00f2 chiarito subito \u2013 come al solito negli ultimi anni in modo statalista! \u2013 che non si tratta, conformisticamente, di&#8230; licenziarli (vedere <a href=\"http:\/\/www.francamente2.com\">www.francamente2.com<\/a> del 15 marzo 2016). Peraltro, non faceva altro che confermare la stessa pletora clientelare, anche quantitativamente, registrata da una simile ricerca statunitense. Edward Luttwak, economista esperto in cose italiche era stato intervistato a lungo, nel 2015, anche dalla televisione italiana in ora di grande ascolto, mentre riportava in Italia il tragico risultato della ricerca americana. Da due generazioni non si fanno pi\u00f9 di 1,3 bambini di media per coppia europea. Ma di insegnanti italiani ce n\u2019\u00e8, pure conseguentemente, a bizzeffe. E mai come negli ultimi 40-50 anni, la scuola italiana, soprattutto quella statale va da s\u00e9, \u00e8 stata classificata cos\u00ec \u00a0mediocremente nelle graduatorie pedagogiche internazionali: nel generale fallimento della cultura tutta nichilista occidentale.<\/p>\n<p><strong>Il famoso \u201cboom economico italiano\u201d aveva le sue buone cause: mio padre, come quasi tutti, faceva altri due lavori oltre a quello di infermiere (era pure timpanista, di sera e fine settimana, nelle <\/strong>orchestre fino in Svizzera). Quanto a me lavoravo come apprendista operaio 44 ore a settimana (si <em>faticava<\/em> contrattualmente ancora il sabato mattina) e frequentavo a Milano, sempre \u00a0negli anni \u201960, la scuola serale (per periti al Feltrinelli) con altri 70.000 lavoratori-studenti.<br \/>\nNel frattempo, in Lombardia, si considerava il diventare impiegati statali molto, molto, degradante!<br \/>\nLa crisi economica oggi nell\u2019Occidente? Ovvio: non sono nati sul nostro pianeta, nell\u2019ultimo mezzo secolo, almeno 1,5 miliardi di bimbi (tre volte la popolazione europea): quasi tutti rimasti nelle virtuali pance pseudo-edoniste delle loro <em>non-madri<\/em> o criminalmente abortiti. Per conseguenza, ecco la distruttiva e \u201cinvisibile\u201d penuria di <em>domanda interna<\/em>, per esempio di case, di mobili, di frigoriferi, di servizi&#8230; Gli innumerevoli cosiddetti esperti e politicisti al potere (pure all\u2019opposizione) continuano a meravigliarsi da veri lobotomizzati, dopo molti anni, che la ripresa economica annunciata ogni trimestre non succede quasi per niente. Si scambiano ancora piccoli indizi, minimi ricuperi di perdite gigantesche di PIL, per rilanci oggi impossibili dell\u2019economia. Quanto ai corrispettivi e generalmente spregevoli <em>non-padri<\/em> \u2013 quelli delle nostre generazioni, comunque responsabili delle politiche antifamiliari fino al <em>gender<\/em>! \u2013 meglio qui non parlare. L\u2019ho gi\u00e0 fatto in molti <em>post<\/em> e ci ritorner\u00f2.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Ero a Norcia, in agosto prima del terremoto, con un centinaio di dissidenti di <em>CL<\/em> in una vacanza di ricerca e, a tavola, sentivo parlare con molto stupore del<em> concorsone<\/em> statale per futuri insegnanti (ce <\/strong>n\u2019erano l\u00ec parecchi: per me anche proporzionalmente \u201ctroppi\u201d, soprattutto che ho incontrato, come purtroppo abitualmente, un solo vero piccolo imprenditore come me: l\u2019organizzatore professionale della vacanza (merce rara)&#8230; Su<em> Face Book <\/em>ho poi segu\u00ecto, tra l\u2019altro, giorno dopo giorno le preoccupate considerazioni di almeno due di quei genitori sulle candidature dei loro figli a siffatto concorso per essere ammessi nelle graduatorie di insegnamento: alla loro richiesta pubblica e <em>online <\/em>(!) di pregare per i loro virgulti (una ragazza e un ragazzo) affinch\u00e9 passassero il sempre pi\u00f9 difficile <em>esamone <\/em>(immagino sempre pi\u00f9 arzigogolato per elevare il comprensibile e molto alto livello della scriteriata selezione, visto il dislivello tra i posti cosiddetti disponibili e il numero di candidature) non ho potuto, veramente non ho potuto, aderire. E pertanto la preghiera \u00e8 anche per me sempre totalmente giustificabile, in sovrappi\u00f9 nella nostra epoca miscredente. Con mia moglie, faccio il segno di croce anche al ristorante&#8230;<br \/>\nDue ordini di ragioni impediscono infatti di poterlo fare: lo statuto attualmente illiberale e irrecisproco degli insegnanti statali in rapporto al privato e la sua dimensione pubblica della preghiera dedicata: si deve anche qui paradossalmente ricordare che non si prega per la riuscita soggettiva e personale in una rapina?<\/p>\n<p><strong>Avevo pubblicato un libro di tre racconti nel 1994, il cui secondo era intitolato \u201cIl quadrettino\u201d. Esso \u00a0iniziava con la descrizione di un concorso simile svoltosi realmente nella Sardegna dell\u2019epoca: in <\/strong>\u201cpalio\u201d c\u2019erano <em>centoventi posti teorici<\/em> con una partecipazione di pi\u00f9 di cinquantamila candidati quasi tutti isolani. Imperava una sproporzione altrettanto o meno divaricata dell\u2019attuale: un dispendio di energie e di costi incredibilmente devastatori per risultati fatalmente deludenti, molto deludenti, sia per il numero abnorme di candidati, che per lo Stato immancabilmente e teleologicamente inadempiente. Conosco ancor pi\u00f9 da vicino lo stesso problema per il fatto che le medesime proporzioni e spese si possono constatare nei concorsi qui a Bruxelles per l\u2019UE, o in altri paesi. Questi sono utili solo per le privilegiature della debordante, ottusa e inaccettabile burocrazia, inevitabilmente totalitaria. Una catastrofe innanzitutto culturale, oltrech\u00e9 sociale ed economica: gli inutili e dannosi statali (la sua larga maggioranza) sono, in questo caso, soprattutto quelli europei, passati impunemente anch\u2019essi da 24.000 (non certo scarseggianti) a 56.000 nell\u2019ultima dozzina d\u2019anni. Mentre nel privato si continua a licenziare. In Belgio, si \u00e8 gi\u00e0 giunti ad uno statale per quasi un lavoratore privato.<\/p>\n<p><strong>Il grande problema eterno, e particolarmente contemporaneo, del lavoro \u00e8 quello della sua reale necessit\u00e0 e indispensabilit\u00e0. Esso \u00e8 naturalmente preliminare, anche ontologicamente, ad ogni altra <\/strong>considerazione. Per il \u201clavoro\u201d offerto dallo Stato non si parla altro che di \u201cposto\u201d (effettivamente privilegiato quando inesistente e puramente corporatista). Riduttivamente, da parte del candidato, si avanzano invece, apparentemente, solo argomenti attinenti alla cosiddetta \u201cvocazione personale\u201d. Alquanto inutile qui epilogare sul discorso che nel privato, sia per le attuali necessit\u00e0 molto diminuite che per il progresso tecnologico, si son gi\u00e0 potute e dovute tagliare milioni di posti di lavoro. E questo succeder\u00e0 ancora per alcuni decenni anche dopo che gli scervellati nostri contemporanei non si rimetteranno a fare figli con una media almeno doppia all\u2019attuale. Quanto a detta<em> vocazione<\/em> <em>personale<\/em> per cui, soggettivamente, \u201cquanto \u00e8 bello e incomparabile insegnare!\u201d, bisogna prima rendersi conto che i cosiddetti \u201cposti di lavoro\u201d sono gi\u00e0 pi\u00f9 che coperti. E soprattutto bisognerebbe da molto tempo che le scuole e le universit\u00e0 potessero licenziare affich\u00e9 i candidati, veramente meritevoli e vocazionalmente qualificati, avessero fondate speranze nel presentare la loro disponibilit\u00e0 e candidatura sul mercato. Come nel privato, del resto. Ci ritorner\u00f2 presto.<\/p>\n<p><strong>Chiedere pubblicamente <em>online<\/em> (!) ad altri di pregare per far intervenire i santi e la Vergine Maria allo scopo di modificare o favorire l\u2019esito dei concorsi personali, oltre che apparirmi oggi fuori luogo, mi <\/strong>sembra nella fattispecie molto specificamente cosa irreligiosa. E socialmente impresentabile oltre che culturalmente colpevole rispetto alla societ\u00e0 che, reciprocamente, soffre inevitabilmente dei praticamente silenziosi licenziamenti, ancora non veramente compresi razionalmente, gi\u00e0 fatti, in corso e futuri. Ve la vedete, la Madre di Dio, in veste di <em>statalistina interventista<\/em>?<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">Per chi allora pregare? Per i martiri. Oggi fondamentalmente per i martiri.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">E relativamente al concorsone, occorre (molto) pregare per risolvere veramente il problema della masochistica e colpevole scelta di ridurre \u2013 da due generazioni! \u2013 le nascite nel nostro mondo individualista. Pure irragionevolmente contro le leggi naturali e di Dio.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Mancano ora, per maestri e professori, purtroppo e molto semplicemente, i loro piccoli e meno piccoli \u201cclienti\u201d: il vero tema di fondo creato artificiosamente e per il quale pregare molto!\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Gli insegnanti, allora, che introducano un bel bemolle alla loro giustificata fierezza professionale e cominciare a osservare la realt\u00e0 intorno. E questo pure se quelli migliori incomparabilmente sono i veri<\/strong> cattolici ben preparati. Altrimenti finiscono come quegli scellerati studenti, gi\u00e0 perdutamente sindacalizzati e ideologicamente acefali fin da piccoli, che protestano contro il sacrosanto numero chiuso: lo Stato \u2013 cio\u00e8 noi \u2013 non pu\u00f2 moralmente ed economicamente assumersi, statalisticamente, i costi di \u00a0lunghe formazioni per decine di migliaia di giovani che hanno il ghiribizzo pseudo-vocazionale di diventare, per esempio, medici, sicuramente futuri disoccupati. \u00c8 come se i piccoli imprenditori protestassero in piazza per la diminuzione del loro giro di affari o del loro crescente e non rarissimo fallimento: se il mercato non ha bisogno di riparatori ambulanti di pentole bucate (esistevano fino alla fine degli anni \u201950, me lo ricordo), inutile insistere a invocare la propria cosiddetta vocazione <em>tappabuchi<\/em> pure di casseruole. La qual cosa s\u2019ha da fare anche e innanzitutto sul piano pubblico: <em>Face Book, <\/em>anche se non proprio ufficialmente, ne \u00e8 uno strumento ormai principe. Tutta la comunicazione Internet \u00e8 praticamente pubblica. Per cui si abbia il pudore, il ritegno e i freni a portata di mano.<br \/>\nInvece sul piano privato e intimo, anche le novene son legittime. Giusto competere strenuamente \u2013 del resto ci\u00f2 vale per ogni professione \u2013 nel mercato: vale a dire per la vocazione appassionata nell\u2019aggiunta di valore al nostro mondo. Si tratta del Creato che continua a realizzarsi.<br \/>\nMa si \u00e8 riflettuto, a proposito di vocazioni, sul fatto gi\u00e0 assicurato che pi\u00f9 di un quarto delle nuove professioni nei prossimi quindici anni oggi non esiste?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Giorgio Vittadini, uno dei capi storici di Comunione e Liberazione, ha commentato in un articolo de Il Sussidiario nel marzo scorso che, in una inchiesta rigorosa, si son constatati in Italia 750.000 statali eccedentari (da decenni). 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