{"id":2317,"date":"2016-08-30T17:28:52","date_gmt":"2016-08-30T16:28:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2317"},"modified":"2016-08-30T17:30:33","modified_gmt":"2016-08-30T16:30:33","slug":"il-genio-della-vacanza-a-norcia-borgo-natale-di-san-benedetto-per-la-galassia-din-movimento-il-monito-di-don-giussani-per-cui-la-fede-e-oggi-possibile-solo-se-fondata-su-una-forte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=2317","title":{"rendered":"Il genio della vacanza a Norcia, borgo natale di san Benedetto, per la galassia d\u2019In Movimento. Il monito di don Giussani per cui \u201cla fede \u00e8 oggi possibile solo se fondata su una forte identit\u00e0\u201d. E la semplice constatazione secondo cui la casa \u00e8 solo di chi ha il potere di farla vivere: l\u2019inesistente coabitazione."},"content":{"rendered":"<p><strong>Mi sembra che queste tre indicazioni scaturiscano dall\u2019intelligenza fondativa che ha localizzato la vacanza di quest\u2019anno, per un centinaio di ciellini dissidenti, nel borgo natale del fondatore del<\/strong> grande monachesimo. Quello che, millecinquecento anni fa, ha sostanziato e reso veramente possibile lo sviluppo della cattolicit\u00e0 universale. E della civilt\u00e0 europea (dunque mondiale).<br \/>\nA dire il vero la terza indicazione non \u00e8 chiaramente uscita dalle meditazioni della riunione nel borgo in cui oggi rivive il primo monastero benedettino (per merito di una dozzina di valorosi giovani monaci statunitensi che recitano le \u201cOre\u201d in latino e gregoriano). In effetti, sulla metafora della \u201cstufa che non deve mai spegnersi per cui occorre vegliare e soffiare sul fuoco anche energicamente\u201d, e della casa che \u201cnon appartiene agli <em>usurpatori<\/em> che sfrattano illegittimamente\u201d, si \u00e8 installato il topos tematico su cui si \u00e8 sviluppato, almeno in parte, il dibattito di questo fine agosto nella galassia in questione. Ci\u00f2 anche in concomitanza con la circostanza del quasi simultaneo <em>Meeting<\/em> di Rimini che ha sancito, a mio avviso definitivamente, la svolta carronniana di<em> CL <\/em>(previo il benestare benedicente di Papa Francesco). In realt\u00e0 appariva evidente, anche a molti membri d\u2019<em>In Movimento,<\/em> che l\u2019attuale diatriba non fosse altro che il <em>remake<\/em> di ben remote esperienze che hanno costellato la vita della Chiesa nei millenni&#8230;<br \/>\nSan Benedetto stesso, dopo essersi trovato a sfuggire a tre tentativi di avvelenamento da parte dei suoi monaci molto scontenti della sua \u201ctroppo ferma e rigorosa\u201d Autorit\u00e0 e della sua meravigliosa ma percepita troppo dura <em>Regula<\/em> (che aveva ben inspirato anche don Giussani), decise di andarsene come <em>persona non grata<\/em>, anche segu\u00ecto da molti suoi fedeli. Continuare a insistere nel rivendicare la purezza della fedelt\u00e0, nella fattispecie al carisma giussaniano, di fronte ad attacchi sempre pi\u00f9 netti e pure insultanti (peraltro nell\u2019inevitabile reciprocit\u00e0), non pu\u00f2 che diventare inesorabilmente risibile. E penoso. La carit\u00e0 fraterna, anche se con rilevanti differenze teologiche, pretende riserbo relazionale per astensione e, come raccomandato dalla <em>Compieta<\/em> del gioved\u00ec, suggerisce di fare in modo \u201cche la collera non sopravviva al tramonto\u201d.<br \/>\nSul piano dottrinale e pastorale, invece, il dialogo non deve essere frenato e deve investire la ricerca della verit\u00e0 con una passione senza alcuna, proprio nessuna, remora. Gi\u00e0 si sono espresse, in nuce, una serie di iniziative fondative che dovrebbero sostanziare, pure con la creazione di una associazione culturale, come (prima) risposta ai problemi alquanto scismatici che si son posti.<\/p>\n<p><strong>Naturalmente, vien fatto di chiedersi da dove giunga cotanto disorientamento che ha condotto, in una decina d\u2019anni, ad una rottura tanto radicale quanto imprevedibile nel movimento di <em>CL.<br \/>\n<\/em><\/strong>Il quale aveva rinnovato la vita di tutta la Chiesa e della cristianit\u00e0, nella seconda met\u00e0 del secolo scorso. La ripresa approfondita della lettura dei testi di don Giussani e dei suoi maestri ha gi\u00e0 portato ad enucleare i nodi principali che hanno deviato la condotta del recente movimento ecclesiale pi\u00f9 importante del pianeta. Infatti, ogni qualvolta si produce una divisione nella Chiesa, emerge sempre un problema di autentica fede. Penso di riparlarne prossimamente. Nel nostro mondo reificato e dominato da quanto Papa Emerito aveva definito la \u201cdittatura del relativismo\u201d, la \u201cfede \u00e8 possibile solo con una forte identit\u00e0\u201d, secondo la formula ripetuta da don Giussani. L\u2019instancabile e attivo \u201cQuaerere Deum\u201d (Cercare Dio) nel Mistero della vita, che Benedetto XVI aveva evocato a Parigi presso i<em> Bernardins<\/em>, \u00e8 la sola possibilit\u00e0 di percorso per disporre di una solida e adeguata identit\u00e0.<br \/>\nAd una condizione per\u00f2. Quella preliminare ricordata come centrale da san Benedetto: \u201cUna identitit\u00e0 forte \u00e8 data esclusivamente da una rottura col mondo\u201d. Oggi questa rottura non \u00e8 realizzabile se non con un giudizio sistematico e totale su ogni fatto, idea o atteggiamento della cosiddetta modernit\u00e0. Purtroppo per\u00f2 siffatta modernit\u00e0 rilevabile \u00e8 solo modernista, nella sua concezione riduzionista e secolarista, privata assurdamente del Dio sempre vivente.<br \/>\nPer non farsi fatalmente sottomettere dallo statalismo imperante \u2013 che afferma il predominio dello Stato detto moderno sulla Persona, sempre eterna creatura \u2013 occorre emettere ogni giorno un giudizio integralmente cristiano su ogni cosa. La fede non pu\u00f2 che riguardare tutti gli aspetti esistenziali e comportamentali. Come pure essa deve riconcepire l\u2019esistenza dalla sua radice, come ci \u00e8 stato insegnato soprattutto dal nostro maestro e fondatore (ora in via di canonizzazione).<br \/>\nCos\u00ec la forte identit\u00e0 \u00e8 radicalmente cristiana o non \u00e8.<br \/>\nIn tal modo, ogni tragica rinuncia al giudizio fa evaporare l\u2019idea stessa dell\u2019Incarnazione Trinitaria, qui ed ora.<br \/>\nCi\u00f2 \u00e8 quanto, sul fondo, si accusa attualmente <em>Comunione e Liberazione <\/em>nella sua svolta.<\/p>\n<p><strong>\u201cCosa si aspetta per affermare chiaramente \u2013 hanno ribadito certuni d\u2019<em>In Movimento<\/em> \u2013 che la svolta casuistica impressa dalla dirigenza di <em>CL<\/em> si \u00e8 largamente consumata\u201d?<br \/>\n<\/strong>L\u2019intimismo e lo spiritualismo intellettualista (!), propri e specifici dell\u2019<em>Azione Cattolica <\/em>degli anni \u201950-\u201960, sono diventati i <em>nuovi<\/em> criteri <em>pastoralisti<\/em> del movimento ciellino diventato individualista e insieme statalista! Come sempre, lo statalismo \u00e8 il risultato di un atteggiamento di subordinazione passiva e non detta, senza l\u2019implacabile giudizio cristiano sulla questione cruciale della supremazia tra il razionalismo dello Stato e la sapienza divina dello Spirito.<br \/>\nLa stessa eresia contro cui don Giussani ha sempre dovuto prendere il contropiede, affermando invece l\u2019inflessibilit\u00e0 della fede cristocentrica e profondamente antistatalista.<br \/>\nDa quanti anni, del resto, si praticano in<em> CL<\/em> <em>Scuole di Comunit\u00e0<\/em> fatalmente e riduttivamente individualiste, psicologistiche e opinionistiche, in piena subordinazione culturale al mondo, secondo le tendenze omologate, massificate e in auge nelle nostre \u201csociet\u00e0 dello spettacolo\u201d&#8230;<br \/>\nAltro che la benedettina \u201crottura col mondo\u201d!<br \/>\nEppoi, come concepire l\u2019aggregazione comunitaria postmoderna (problema non solo per<em> CL, <\/em>ma per qualunque movimento ecclesiale) nell\u2019attuale continuit\u00e0 nichilista?<br \/>\nCi si ricordi allora della <em>boutade<\/em> autoprovocatoria di don Giussani : \u201cIo della vostra compagnia me ne infischio!\u201d&#8230;<br \/>\nCome risolvere, quindi, il problema del <em>padrone di casa<\/em>, allorquando le due fazioni ne rivendicano la propriet\u00e0 morale?<br \/>\nAnche san Benedetto ha dato l\u2019esempio: ha tolto il disturbo elegantemente. Aveva ben altro da fare. Ed \u00e8 andato a farlo per la salvezza di tutto il mondo, lasciando il potere ai recalcitranti di \u201cfar vivere\u201d la loro sterile ipotesi di casa. E prendendosi tutta la libert\u00e0 di costruire il potere Trinitario totalizzante.<br \/>\nLa preoccupazione di evitare di scadere nel destino della \u201criserva indiana\u201d \u2013 paventato da alcuni altri giussaniani <em>norciani<\/em> \u2013 nel molto generale narcisismo di <em>CL<\/em> ora anche modernista e autocelebrativo, appare gi\u00e0 evidente nell\u2019ipotesi rivendicativa di molti che naturalmente escludono l\u2019<em>inesistente coabitazione <\/em>nel movimento.<br \/>\nLa nostra casa, la casa dei cattolici, non pu\u00f2 essere che quella del Padre: ovvero quella di sempre e appartenente alla nostra inviolabile libert\u00e0.<br \/>\nCome sempre insegnato dal carisma, ancora vivente e non solo di don Giussani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sembra che queste tre indicazioni scaturiscano dall\u2019intelligenza fondativa che ha localizzato la vacanza di quest\u2019anno, per un centinaio di ciellini dissidenti, nel borgo natale del fondatore del grande monachesimo. 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