{"id":1846,"date":"2016-03-11T14:15:24","date_gmt":"2016-03-11T13:15:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1846"},"modified":"2016-03-11T14:15:52","modified_gmt":"2016-03-11T13:15:52","slug":"liniziativa-imprenditoriale-non-e-solo-economica-ma-anche-politica-culturale-oppure-scientifica-le-contraddizioni-e-la-lotta-tra-fondatori-leader-e-seguaci-associati-anche-di-pr","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1846","title":{"rendered":"L\u2019iniziativa imprenditoriale non \u00e8 solo economica ma anche politica (culturale, oppure scientifica\u2026). Le contraddizioni e la lotta tra fondatori leader e seguaci associati, anche di primo piano, nella messa in moto dell\u2019attuale partito cristiano in Italia."},"content":{"rendered":"<p><strong>Esistono quattro categorie di lavoratori: gli imprenditori fondatori di nuovissime attivit\u00e0, gli autonomi artigiani, i manager di grandi o medie imprese e gli impiegati o operai.<br \/>\n<\/strong>Si possono ritrovare queste quattro categorie in ogni campo di attivit\u00e0, che siano esse economiche ma anche culturali, artistiche oppure artigianali, religiose o altro. Ma la suddivisione pi\u00f9 importante separa sempre nettamente la prima categoria &#8211; quella degli imprenditori fondatori \u2013 dalle altre tre. A meno che la seconda categogoria, degli autonomi artigiani, non abbia imprese con anche impiegati e operai. Questa distinzione, radicale nei fatti, \u00e8 molto attutita nella nostra cultura imprenditoriale per diverse ragioni che si potrebbero sommariamente gi\u00e0 definire di \u201cdemocraticismo funzionale\u201d. Paradossalmente questa attenuazione \u00e8 diffusa, giustamente da sempre, dagli stessi lavoratori-imprenditori. Rispetto al lavoro, vale a dire la dimensione umana pi\u00f9 universale che configura la cooperazione permanente tra la creatura-uomo e il Creatore-Dio, si presentano in realt\u00e0 tre attitudini statutarie: i fondatori di attivit\u00e0 innovative, i lavoratori irriducibili nella loro autonomia di tipo artigianale o professionale et, infine, tutti gli altri che sono definiti dal contratto detto di \u201csubordinazione\u201d inscritto anche nell\u2019intestazione del documento firmato con gli imprenditori che li hanno assunti. I quali possono anche essere costituiti dai detti piccoli autonomi-artigiani molto massivamente diffusi: la maggior parte delle imprese in tutto l\u2019Occidente sono, in effetti, piccole o piccolissime imprese. Cos\u00ec \u00e8 questo statuto di subordinazione all\u2019imprenditore che costituisce la frontiera reale che separa e unisce il campo del lavoro: i lavoratori subordinati sono del resto gli stessi \u2013 bisogna ricordarlo \u2013 che hanno alimentato, particolarmente negli ultimi due o tre secoli detti dell\u2019industrializzazione, la figura ideologica coagulata nel marxismo nell\u2019orribile lotta di classe. Per l\u2019essenziale, cos\u00ec, due sono in definitiva i campi dove si situano gli uomini-lavoratori della nostra era (ontologicamente, anche di ogni epoca): i veri imprenditori e i sostanzialmente e degnamente subordinati.<br \/>\nNelle attivit\u00e0 umane e dopo l\u2019esito delle vocazioni professionali di ognuno, ci si pu\u00f2 solo situare nell\u2019uno o nell\u2019altro di questi due posizionamenti. I quali sono perfettamente complementari e confluenti alla realizzazione dello scopo fodamentale delle attivit\u00e0 universali nel lavoro: il perseguimento del valore aggiunto al Valore infinito e gi\u00e0 inestimabile della Creazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Attivare e fare lavorare anche gli altri, soprattutto nella nostra era di accidia acuta, sedicente ludica e del rifiuto dello sforzo, \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 dura.<br \/>\n<\/strong>\u00c8 per questa ragione che gli imprenditori non fanno che vantare, anche esageratamente e demagogicamente, il lavoro dei loro subordinati sapendoli cos\u00ec spesso culturalmente e strutturalmente in opposizione nei loro interessi molto, troppo, personali, dunque di \u201cclasse\u201d. \u00c8 in questo atteggiamentopi\u00f9 prudente che si pu\u00f2 denominare a priori difensivamente di <em>democraticismo funzionale\u00a0<\/em>il fatto che gli imprenditori debbano costantemente anche falsificare parzialmente i meriti e i risultati globali delle attivit\u00e0 che generano. I sindacati sono in effetti, diciamo cos\u00ec, l\u2019espressione organizzatrice, almeno da un mezzo secolo di questa costante lotta ben autenticata di classe, strategicamente antagonista al bene comune, anche da un punto di vista della recente evidenza storica. Agli imprenditori, peraltro, si pu\u00f2 tranquillamente rimproverare di aver ceduto gravemente alla facile demagogia e soprattutto di avere abbandonato le imprese ad una visione gestionaria da manager, dimenticando che quest\u2019ultimi , essendo \u00a0sempre in ultima analisi subordinati, sono dunque soggetti a concepire il lavoro, anch\u2019essi, a loro profitto esclusivo.<br \/>\nQuesta cultura privatistica dell\u2019impresa, oltre ad impoverirla al limite (e spesso anche al di l\u00e0) del fallimento, diventata\u00a0<em>patrimonio<\/em>\u00a0fondante l\u2019universo culturale almeno in gran parte dei giornalisti e generalmente dei cattolici, gi\u00e0 catturati dall\u2019invadente\u00a0<em>pensiero unico<\/em>. N\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri non hanno mai denunciato, per esempio, uno degli scandali statalisti inauditi della nostra epoca consistente nel fatto insostenibile anche economicamente che le pensioni (generalmente fannullone!) sono pagate con i contributi dei giovani. E che l\u2019et\u00e0 media del pensionamento in Europa (comprese le prepensioni) \u00e8 di 56 anni e tre o quattro mesi! A 72 anni lavoro felicemente sempre e non sono il solo a pensare di farlo fino all\u2019ultimo respiro, diminuendo \u2013 va da s\u00e9 \u2013 progressivamente e quantitativamente le mie attivit\u00e0, salute permettendo e naturalmente ringraziando il Cielo di tanta grazia! Peraltro, essendo i giovani per quasi la met\u00e0 disoccupati \u2013 in sopvrappi\u00f9 per la stessa ragione, pricipalmente \u2013 non possono nemmeno pagare i loro ingiusti contributi (non ne avranno comunque il frutto!)&#8230;<br \/>\nIl mio apparente giro alla larga, molto alla larga in queste argomentazioni, peraltro ancora incomplete, \u00e8 per cercare d\u2019inquadrare il clima culturale nel quale sono indirizzate critiche innumerevoli agli iniziatori di detto partito cattolico in Italia. Il quale \u00e8 indispensabile anche per gli altri paesi europei, ancora pi\u00f9 devastati dell\u2019Italia, e necessario massimamente al parlamento dell\u2019Unione europea (il partito PPE&#8230;). Senza considerare che l\u2019Italia costituisce una referenza internazionale nell\u2019esemplarit\u00e0 del cristianesimo universale, e non il \u201cfanalino di coda\u201d dei paesi cosiddetti moderni. Come ripetono fino alla nausea i laicisti\u00a0europei. Giungendo, anche illegalmente, a spingere gli organismi ufficiali dell\u2019UE a raccomandare ufficialmente e imperativamente all\u2019Italia di adottare le barbare leggi sulla Famiglia di cui non dispongono alcun titolo e alcun mandato!<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La panoplia delle critiche ai due principali attori e protagonisti della questione, (Adinolfi e Amato) per questa iniziativa di fondare un partito cattolico, \u00e8 talmente vasta<\/strong> che si pu\u00f2 ritrovarci tutte le idiozie o quasi che si incontrano abitualmente sui\u00a0<em>social network.\u00a0<\/em>Mischiati, come spesso, agli aspetti molto positivi che Internet ha introdotto nella nostra modernit\u00e0. Si ritrovano in questa marea di obiezioni, motivazioni in s\u00e9 anche valide, vale a dire tutte quelle appartenenti alla tipologia dei subordinati che indirizzano ben volentieri e puntualmente ai loro subordinatori e imprenditori. Salvo non porre la questione fondamentale e imprenditoriale dell\u2019iniziativa e della sua necessit\u00e0 storica non pi\u00f9 rinviabile. E naturalmente di prendere rischi, degli immancabili e necessari rischi! L\u2019imprenditore \u00e8 quello che lo fa. Nulla di nuovo, dunque, sotto il sole: \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Soprattutto dopo il ben riconosciuto attuale tradimento della maggior parte dei cattolici presenti senza alcuna utilit\u00e0 (al contrario!) nel parlamento italiano (degli altri importanti paesi europei, meglio qui non parlare).<br \/>\nCerto, un ritardo di pi\u00f9 di un quarto di secolo per la mancanza di una rappresentanza cristiana nella politica, non pu\u00f2 essere colmata\u00a0 da una anticipazione forse, o certamente, troppo frettolosa, di preparazione maggiormente democratica e formalmente \u201cortodossa\u201d. Ma le circostanze e le urgenze dell\u2019agenda politica generale hanno anche le loro inderogabili esigenze&#8230; In effetti ci\u00f2 che si pu\u00f2 veramente rimproverare\u00a0 a questi due iniziatori (veri imprenditori operatori culturali) \u00e8 di non essere stati abbastanza&#8230; \u201cimprenditori politici\u201d. Nel senso di non aver sufficientemente associato le truppe mobilizzate a questa fondazione capitale: il popolo del\u00a0<em>Family Day<\/em>. Cio\u00e8 quello che \u00e8 stato raccolto durante i due anni e pi\u00f9 di preparazione e di lancio del movimento che \u00e8 stato chiamato della \u201cFamiglia naturale\u201d costituita da un uomo e da una donna (da un padre e una madre), e non da una coppia homosessuale o da un mostro omoparentale!<br \/>\nBisogna considerare che questi due fondatori politici sono non a caso gli stessi che nei due anni trascorsi hanno prodotto quasi da soli i pi\u00f9 di 500 incontri-conferenze (!) nelle citt\u00e0 di tutta Italia; hanno dato vita a un quotidiano cattolico con soldi principalmente personali (!); hanno pubblicato libri tematici sui contenuti in gran parte sconociuti. E hanno anche costruito o ingenerato le reti, sempre quasi da soli, che hanno potuto realizzare il \u201cmiracolo\u201d delle due grandi manifestazioni a Roma che hanno meravigliato il mondo intero&#8230; E ognuno sa, o dovrebbe sapere, che rischiare personalmente vuol dire mettere in gioco e in pericolo la carriera professionale e pure le proprie relazioni familiali&#8230; Del resto, con numerosi articoli, i due iniziatori stanno gi\u00e0 rispondendo alle critiche ricevute. Nessuno dei critici attuali aveva per\u00f2 reclamato per questa iniziativa imprenditoriale quasi inimmaginabile, come tutte le iniziative del genere al loro inizio. Ce n\u2019erano che gi\u00e0 accusavano lo scetticismo. E questo, ben sapendo che ogni movimento sociale non pu\u00f2 che risolvere, presto e non troppo tardi, il problema sacrosanto che intrinsecamente pone la sua esistenza: la presa del potere politico. Sempre!<br \/>\nCosa fare ora? Farlo come in altre occasioni, molto semplicemente! Ognuno deve onestamente riconoscere il suo posizionamento e fasciare le piccole ferite che ogni iniziativa imprenditoriale strutturalmente e \u00a0sistematicamente produce. Compresi gli errori, forse anche inevitabili, in ogni caso perdonabili, che i fondatori producono e che si possono sempre rimediare oportunamente. Pure da parte loro, beninteso: siamo nel campo delle contradizioni e non degli antagonismi.<br \/>\n\u00c8 l\u2019anno della Misericordia, fratelli miei!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono quattro categorie di lavoratori: gli imprenditori fondatori di nuovissime attivit\u00e0, gli autonomi artigiani, i manager di grandi o medie imprese e gli impiegati o operai. Si possono ritrovare queste quattro categorie in ogni campo di attivit\u00e0, che siano esse economiche ma anche culturali, artistiche oppure artigianali, religiose o altro. 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