{"id":1768,"date":"2016-02-28T21:13:27","date_gmt":"2016-02-28T20:13:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1768"},"modified":"2016-02-29T11:12:31","modified_gmt":"2016-02-29T10:12:31","slug":"la-celebrazione-quasi-unanime-di-umberto-eco-intellettuale-dellintellighenzia-dal-nichilismo-relativista-e-in-corso-la-vera-intelligenza-invece-e-quella-dei-ricercatori-nel-mistero-della-6","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1768","title":{"rendered":"La celebrazione quasi unanime di Umberto Eco, intellettuale dell\u2019intellighenzia dal nichilismo relativista, \u00e8 in corso. La vera intelligenza, invece, \u00e8 quella dei ricercatori nel mistero della salvezza cristiana, eliminata come oscurantista e inutile da tutto l\u2019agnosticismo di questo famoso poligrafo cosmopolita."},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019Italia e il mondo intellettuale dell\u2019intero pianeta stanno celebrando Eco, il professore di semiotica e romanziere tra i <em>best seller<\/em> in tutti i continenti: il suo libro<\/strong> <em>Il nome della rosa<\/em>, \u00e8 stato pubblicato in non meno di una cinquantina di lingue e reso veramente popolare con un film eponimo.<br \/>\nVerso il 1990, all\u2019apice del suo successo, \u00e8 giunto a Bruxelles e, eccezionalmente, con una sola conferenza in un francese per\u00f2 impeccabile, ha riempito il pi\u00f9 grande teatro del Belgio (il Beaux Arts) sotto l\u2019ammirazione incondizionata del pubblico come della critica dei grandi media. E questo dopo aver ricevuto una delle numerose lauree <em>honoris causa <\/em>alla gloriosa universit\u00e0 fiamminga di Leuven.<br \/>\nAvevo un prete milanese come amico, Bruno Ducoli, decano dei missionari in Belgio che mi aveva infilato una pulce nell\u2019orecchio con una piccola critica, peraltro molto generale. Essa si \u00e8 rivelata come una miccia accesa che ha poi fatto esplodere le molte polveri: \u201c <em>Eco \u00e8 un furbetto, molto astuto e gran intellettuale alla page <\/em>\u201c, diceva. Io, che non mi perdevo nessuna delle sue \u201cBustine di Minerva\u201d che pubblicava ne \u201cL\u2019Espresso\u201d, settimanale radical-sinistroso anticlericale, et che avevo letto molto ammirato il suo primo romanzo gi\u00e0 una decina di anni prima, ero rimasto abbastanza colpito da questa <em>boutade<\/em>. Come se me l\u2019aspettassi. Essa ha continuato a trottarmi in testa. Ero anche andato ad una conferenza stampa che Eco aveva tenuto in occasione della sua venuta nella capitale che veniva definita dell\u2019Europa. Contrariamente alle mie intenzioni, avevo deciso ascoltandolo dal vivo di non intervenire. Per non manifestare pubblicamente la mia sostanziale ammirazione, anche se gi\u00e0 alquanto critica e vacillante (all\u2019epoca, forse anche pusillanime).<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019era in effetti codesto dubbio nei confronti di questo filosofo detto moderno che riuniva la alta cultura con quella anche molto bassa e che aveva modernizzato, <\/strong>non solo in Italia, la comunicazione contemporanea? Ho avuto dopo, molte occasioni di ben chiarirmi le idee sulla cosa. Eco, dopo una prima giovinezza passata come attivo e dirigente dell\u2019<em>Azione Cattolica<\/em>, l\u2019organizzazione tradizionale parrocchiale che gli confer\u00ec senza dubbio un gusto imperituro per la dimensione totalizzante dell\u2019esistenza, perse \u2013 come si dice \u2013 la fede. Ma l\u2019amore acquisito per la conoscenza, soprattutto la modernit\u00e0, lo port\u00f2 ad una tesi universitaria a Torino sul pi\u00f9 grande e universale teologo del Medio Evo, Tommaso D\u2019Aquino. Se aveva potuto evitare di cadere nel modernismo pi\u00f9 banale e incolto, non si salv\u00f2 dal relativismo e dallo storicismo marxiani, se non marxisti. Tutto questo arsenale teoretico era alla moda nella seconda met\u00e0 del secolo scorso. Questa scelta ideologica lo condusse paradossalmente a una visione riduttivista e conformista, anche se questi due aggettivi possono apparire inadeguati e antagonisti col suo avanguardismo pure estetico, molto messo in evidenza. In realt\u00e0, tutte queste idee tra le pi\u00f9 \u201cardite\u201d \u2013 con il fallimento economico e culturale del materialismo marxista a Mosca come a Berlino o a Pechino \u2013 si sono rivelate universalmente e per spontanea confessione, nel 1989, come reazionarie ovvero pure insignificanti. Tuttavia il suo miscuglio personale di cultura classica e di scetticismo ipermodernista immersi nel suo immanentismo agnostico (sostanziato dai suoi studi avanzati in semiologia comportamentale), ha affascinato il sedicente progressismo del mondo internazionale. Sempre anche pretenziosamente rivoluzionario. Ancora oggi questo prestigio dai contenuti molto ambigui e infondati ma folgoranti nella loro espressivit\u00e0, continua a soggiogare \u2013 peraltro in modo irrazionale \u2013 la grande maggioranza dell\u2019intellighenzia. Questa si \u00e8 autoaccreditata in supplemento anche sul piano sociale, in piena esclusivit\u00e0. Cos\u00ec, forte del suo pregiudizio laicista molto diffuso, il nostro notevole semiologo \u00e8 anche giunto a dichiarare il divorzio intrinseco tra la ragione e la fede. E a giurare anche sull\u2019incompatibilit\u00e0 tra cultura e destra politica. Sciocchezze risibili pi\u00f9 che vergognose!<br \/>\nIn tal modo Umberto Eco \u00e8 diventato l\u2019intellettuale che garantisce intrinsecamente la transizione dall\u2019ideologia marxista (storicamente assassina quanto, se non pi\u00f9, il nazi-fascismo) a quella ancor pi\u00f9 inquietante nichilista e relativista dei nostri giorni. Una continuit\u00e0 spaventosa.<br \/>\nMa, per lui, sempre pubblicamente \u201ccon classe\u201d!<\/p>\n<p><strong>Non finir\u00f2 mai di ringraziare tutti i miei santi di avermi permesso di scegliere di diventare imprenditore, piccolo imprenditore. Cos\u00ec ho potuto evitare <\/strong>con meno difficolt\u00e0 di essere catturato dall\u2019ideologia del nichilismo riduzionista. Essere riduzionista, per un imprenditore significa molto rapidamente procurarsi il proprio fallimento. E pure non \u00e8 possibile, per lo stesso imprenditore, essere veramente e strutturalmente nichilista. Il rapporto imprenditoriale con la realt\u00e0 \u2013 vale a dire l\u2019impresa produttiva al quotidiano, i rapporti con gli impiegati e collaboratori, i fornitori da controllare e pagare, i concorrenti da ammirare e superare, i clienti da rispettare e sedurre nell\u2019innovazione continua, la progettualit\u00e0 sempre da sviluppare nell\u2019aumento (attraverso la collaborazione intelligentemente subordinata con Dio) del\u00a0 valore aggiunto nella grandiosa e incommensurabile Creazione&#8230; \u2013 non permette intrinsecamente di essere veramente nichilista e riduzionista. Gli intellettuali invece, quasi inevitabilmente, diventano spesso atei scettici se non pure nichilisti (finalmente oggi \u00e8 la stessa cosa!). Gli intellettuali, in effetti, possono molto facilmente stigmatizzare e condannare una era storica nella sua totalit\u00e0, come l\u2019ha fatto Eco, alla maniera dell\u2019antistorico e ideologo dell\u2019illuminismo, Voltaire. Il nostro scrittore, ora appena giunto alla sua da lui non riconosciuta eternit\u00e0, pertanto conosceva la materia. Egli ha pure definito \u201coscurantista e barbaro\u201d tutto il Medio Evo, in conformit\u00e0 al pregiudizio anche dominante. Invece \u00e8 stato largamente dimostrato, per esempio da grandi ricercaori francesi (Jacques Le Goff e R\u00e9gine Pernoud) che si trattava di una epoca nella quale tutte le pi\u00f9 grandi istituzioni culturali e sociali sono state fondate per la realizzazione dell\u2019Europa eternamente identitaria. E per la preparazione pi\u00f9 che pratica del grande Rinascimento operativo!<br \/>\nIn ogni caso la vera e profonda intelligenza, quella propria dell\u2019\u201d<em>intelligere<\/em>\u201d dei Latini, esige di penetrare veramente nel reale allo scopo di riconoscerlo e di poterlo ingrandire. E questo, nel suo destino ontologico e vocazionale, fugge come la peste la falsificazione fatale da parte dell\u2019ideologia.<br \/>\nSi tratta dunque di vera e completa gloria quella di Umbeto Eco?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia e il mondo intellettuale dell\u2019intero pianeta stanno celebrando Eco, il professore di semiotica e romanziere tra i best seller in tutti i continenti: il suo libro Il nome della rosa, \u00e8 stato pubblicato in non meno di una cinquantina di lingue e reso veramente popolare con un film eponimo. 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