{"id":168,"date":"2014-08-01T15:08:23","date_gmt":"2014-08-01T14:08:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=168"},"modified":"2014-10-27T10:56:10","modified_gmt":"2014-10-27T09:56:10","slug":"il-background-culturale-e-spirituale-del-mio-blog-francamente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=168","title":{"rendered":"Il background culturale e spirituale del mio blog Francamente 2"},"content":{"rendered":"<p><strong>Contro il conformismo arrogante della nostra era<br \/>\n<\/strong>A settant&rsquo;anni apro il mio blog.<br \/>\nAvevo atteso il mio primo mezzo secolo per pubblicare il primo libro: prima avevo sempre pensato che non si potessero scrivere \u2013 in mancanza di genio \u2013 che banalit\u00e0 fatalmente conformiste e arroganti. Il relativismo e il nichilismo della nostra epoca, nei quali purtroppo viviamo completamente immersi, generalmente non permettono altri esiti.<br \/>\nComincio il mio blog intitolandolo <em>Francamente 2,<\/em> con la stessa denominazione della mia rubrica periodica, almeno mensile, che pubblicavo nell&rsquo;extranet della mia azienda, il Gruppo Eurologos (<a href=\"http:\/\/www.eurologos.com\/\">www.eurologos.com<\/a>).<br \/>\nMa questo<em> remake<\/em> del titolo deriva soprattutto dalla felicit\u00e0 di aver ricevuto il mio bel nome dai miei genitori.\u00a0<br \/>\nMi hanno dunque \u00ab\u00a0predestinato\u00a0\u00bb \u2013 oserei dire \u2013 alla verit\u00e0 sempre franca e, allo stesso tempo, al suono concreto\u00a0 di una moneta storica che mi ricorda sempre implacabilmente la realt\u00e0.<br \/>\nCos\u00ec ho realizzato regolarmente da pi\u00f9 di tredici anni, la prima serie di <em>Francamente 1<\/em>, in inglese e in francese (e professionalmente), destinata all&rsquo;attenzione esclusiva e confidenziale dei responsabili delle agenzie di Comunicazione multilingue del mio gruppo Eurologos.<br \/>\nAdesso pubblico (\u00ab\u00a0privatamente\u00a0\u00bb) in francese e in italiano, le due lingue con le quali riesco almeno a farmi capire abbastanza correttamente: ho vissuto pi\u00f9 a Bruxelles (37 anni) che in Italia (nei miei primi 33 anni).<br \/>\nQuindi, questo blog non parte proprio da zero. Ho gi\u00e0 inserito i miei libri stampati o pubblicati online e in diverse lingue sui siti web delle mie societ\u00e0 dette glocali, nelle quali continuo a lavorare tutti i giorni: societ\u00e0 sono dirette, ormai, da mia figlia Odile.<br \/>\nL&rsquo;altro figlio, Didier, il maggiore, anche lui francofono e poliglotta, lavora nella sicurezza e sta seguendo un cammino ugualmente imprenditoriale&#8230; Quanto a mia moglie, Orietta, &#8211; per non nascondere nulla &#8211; \u00e8 una perfetta navigatrice della rete. Utilizza i social network con la stessa sicurezza del controllo sui contenuti della sua borsetta.<br \/>\nMa attenzione, dedica loro una rigorosa devozione priva di qualsiasi massificazione espressiva.<br \/>\nQuesto blog, da me gestito, (sono sempre stato molto mediocre nell&rsquo;informaticomania), contiene anche alcune mie conferenze tenute, fra le altre, nelle universit\u00e0 europee e una raccolta dei miei vecchi <em>Francamente<\/em> selezionati fra quelli non confidenziali per le agenzie del mio gruppo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Sempre al lavoro fino all&rsquo;ultimo respiro e mai nell&rsquo;edonismo straccione dell&rsquo;accidia contemporanea<br \/>\n<\/strong>Salute permettendo, sono convinto che bisogna lavorare con gioia fino all\u2019ultimo respiro: sono naturalmente e ferocemente contro l\u2019istituto obbligatorio della pensione e le pensioni generalizzate.<br \/>\n\u00ab\u00a0Il lavoro &#8211; come diceva il professore Del Debbio a Milano &#8211; \u00e8 l&rsquo;essenza dell&rsquo;uomo\u00a0\u00bb e non ci si pu\u00f2 <em>suicidare <\/em>separandosi dalle proprie attivit\u00e0, sempre salvifiche.<br \/>\nLa gioia consiste, semplicemente, nel continuare a lavorare per tutta la vita ringraziando sempre il Creatore di poterlo fare proporzionalmente alla propria salute.<br \/>\nTutta la mia ricerca della felicit\u00e0 consiste nel tentativo quotidiano di aggiungere la mia piccola e infinitesimale parte nel valore aggiunto a quella grandiosa e infinita della Creazione. E questo, nella coscienza d&rsquo;essere una semplice creatura con un grande piccolo destino da compiere in tutta la continuit\u00e0 della mia esistenza. Tutta la mia tristezza <em>collerica<\/em> scaturisce dalla constatazione che l&rsquo;abominevole tendenza al rifiuto del lavoro, propria alla cultura che si vede dominante nel nostro mondo, quella che raramente viene chiamata accidia, ha prodotto attualmente un&rsquo;et\u00e0 media di prepensionamento di appena 56 anni e qualche mese nei nostri paesi europei.<br \/>\nNon se ne parla quasi mai nei cosiddetti ambienti intellettuali, nella quasi totalit\u00e0 dei partiti politici o nei sindacati, ma l&rsquo;ideologia anti-aziendale e, soprattutto, a sostegno acefalo dell&rsquo;edonismo straccione o piccolo-borghese, nasconde con cura questo macro-fenomeno vergognoso della nostra era (tanto pi\u00f9 ignobile e scandaloso che \u00e8 tutto sulle spalle dei figli e nipoti).<\/p>\n<p><strong>Un giudizio pertinente, chiaro e netto sulla nostra epoca che si declina nel blog<br \/>\n<\/strong>Non si pu\u00f2 mai veramente comprendere un blog e situare criticamente ognuno dei suoi<em> post<\/em> se non si dispone di una mappa del <em>background<\/em> culturale e spirituale dell&rsquo;autore. Cos\u00ec, i miei libri, i miei <em>Francamente<\/em>, le mie conferenze e i miei articoli, compreso il trimestrale del mio gruppo in pi\u00f9 di sei lingue (<a href=\"http:\/\/www.glocal.com\/\">www.glocal.com<\/a>), presentano le mie posizioni religiose sulla vita esistenziale e professionale (economica).<br \/>\nIn breve, per terminare abbastanza rapidamente la presentazione di questo\u00a0blog, e per dichiararne le intenzioni (le mie), \u00e8 necessario che il mio giudizio sulla crisi economica del nostro Occidente, ossia il quadro permanente che incornicia le nostre vite, sia almeno annunciato qui. Questa crisi \u00e8 stata provocata dalla denatalit\u00e0 radicale degli ultimi cinquant&rsquo;anni e, secondariamente, dai mostruosi debiti dei nostri stati viziosamente statalisti.<br \/>\nLa denatalit\u00e0 ha, va da s\u00e9, diminuito la domanda interna dei nostri paesi bloccando tutta la vera crescita e provocando sette milioni in pi\u00f9 di disoccupati negli ultimi cinque anni in Europa.<br \/>\nA sua volta, il debito pubblico (pi\u00f9 o meno insopportabilmente elevato in tutti i paesi, ma sempre irresponsabile e immorale) ha paralizzato ogni investimento quantitativamente serio fino a creare la scomparsa, in pochi anni, di centinaia di migliaia di imprese a causa dei livelli insostenibili delle tasse.<br \/>\nRimando, per le argomentazioni di queste tesi, ai miei libri e, in particolare, alla mia intervista del 2014 ripubblicata nel blog.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Una crisi culturale e, ormai, antropologica a causa della perdita della propria creaturalit\u00e0<br \/>\n<\/strong>Queste due cause scaturiscono soprattutto da una crisi storica di natura culturale e anche antropologica: \u00e8 stato abbandonato, o perso, il fatto di riconoscersi come creature prima di considerarsi dei piccoli \u201ccreatori\u201d, in una cooperazione celeste. Attualmente, l&rsquo;uomo si arroga pretenziosamente il diritto di concepirsi come autosufficiente. Di conseguenza, decide impudentemente che anche la vita e la sua trasmissione gli appartengano, nel\u00a0loro sciagurato arbitrio. Da qui le <em>culle vuote<\/em> delle due ultime generazioni. Ma non solo.<br \/>\nParallelamente, questo stesso uomo contemporaneo decide\u00a0anche di far pagare egoisticamente il costo dei suoi debiti colossali alle generazioni future al fine di poter vivere al disopra dei propri mezzi: non ha mai pagato un centesimo dei suoi scellerati debiti permessi, persino giuridicamente, dai suoi Stati degenerati.<br \/>\nA dire il vero, la ragione fondamentale di questo blog \u00e8 anche per testimoniare la mia profonda desolidarizzazione da questa attitudine antireligiosa da parte della stragrande maggioranza dei miei contemporanei che, con le loro tre ideologie devastatrici, vogliono o stanno per disumanizzare le nostre vite, in una totale deresponsabilizzazione irrazionale nella nefandezza.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Le tre ideologie totalitarie che vogliono devastare le nostre esistenze<br \/>\n<\/strong>Quali sono queste ideologie cos\u00ec liberticide e distruttrici?<br \/>\n<em>Prima di tutto il nichilismo<\/em>, che afferma che la vita non ha senso (quindi che non valga la pena di impegnarcisi).<br \/>\n<em>Poi, il relativismo<\/em> conseguente, che non fa altro che proclamare che la verit\u00e0 non esiste (afferma, piuttosto, che le \u00ab\u00a0verit\u00e0\u00a0\u00bb sono infinite in una inflazione in cui tutto e il suo contrario sono sempre in gioco).<br \/>\n<em>E infine, il laicismo <\/em>che fa finta \u2013 spesso senza saperlo \u2013 di essere rispettoso della libert\u00e0 degli altri ma che, in realt\u00e0, esclude che questa possa pubblicamente vivere ed esprimersi nella societ\u00e0. Solo le soluzioni riduttive stataliste hanno il diritto di imporsi. Per esempio, la mia fede cattolica non pu\u00f2 uscire &#8211; secondo quest&rsquo;orrida concezione &#8211; dalla mia intimit\u00e0 e dalle mie sacrestie. Un altro et (qui) ultimo esempio \u00e8 costituito da tutte le leggi dette LGBT (Lesbian, Gay, Bisexqual, Trangender) che stanno attaccando a livello internazionale la nostra civilt\u00e0.<br \/>\nMai un sistema di totalitarismo cos\u00ec virulento si era presentato operativamente nella storia occidentale.<br \/>\nNella mia storia.<\/p>\n<p>F.T.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Bruxelles, 1 agosto 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contro il conformismo arrogante della nostra era A settant&rsquo;anni apro il mio blog. 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