{"id":1276,"date":"2015-09-12T12:42:17","date_gmt":"2015-09-12T11:42:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1276"},"modified":"2016-06-11T08:19:39","modified_gmt":"2016-06-11T07:19:39","slug":"lettera-aperta-a-comunione-e-liberazione-una-critica-radicale-quindi-amorosa-ai-movimenti-cattolici-intimisti-psicologisti-e-spiritualisti-soprattutto-al-movimento-cui-appartengo-comunion-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1276","title":{"rendered":"Lettera aperta a Comunione e Liberazione. Una critica radicale, quindi amorosa,  ai movimenti cattolici intimisti, psicologisti e spiritualisti. Soprattutto al movimento cui appartengo, Comunione e Liberazione. Documento completo. Bruxelles, 29 agosto 2015"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Una critica radicale, quindi amorosa,<br \/>\nai movimenti cattolici<br \/>\nintimisti, psicologisti e spiritualisti.<br \/>\nSoprattutto al movimento a cui appartengo,<br \/>\nComunione e Liberazione.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><strong><em>\u201cOh, Madonna,\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>tu sei la sicurezza\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>della nostra speranza\u201d<\/em><\/strong><\/h5>\n<p style=\"text-align: right;\">Iscrizione sulla tomba di Mons.\u00a0Luigi Giussani<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">al\u00a0Monumentale di Milano\u00a0continuamente\u00a0visitata\u00a0e fiorita<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Bruxelles, 29 agosto 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Sommario<\/strong><\/p>\n<p><strong>Premessa introduttiva<\/strong><br \/>\nUna radicalit\u00e0, anche stilistica, nella ricerca della Verit\u00e0 misercordiosa<\/p>\n<p>1 \u2013 Il sottoporsi all\u2019Autorit\u00e0 \u2013 principio primo del cattolicesimo \u2013 non pu\u00f2 scaturire efficacemente che dal porsi univoco dell\u2019Autorit\u00e0 stessa<\/p>\n<p>2 \u2013 Comunione e Liberazione, movimento giovanile non adulto, ora alquanto senilizzante anche sul piano politico: fatalmente!<\/p>\n<p>3 \u2013 Una concezione religiosa di tipo esclusivamente personale e intimista, dunque spiritualista. La falsa contrapposizione col\u00a0carisma che porta pure alla mediocrit\u00e0 e allo statalismo<\/p>\n<p>4 \u2013 Qual \u00e8 il paradigma comportamentale dell\u2019intimista spiritualista anche pi\u00f9 serio e impegnato?<\/p>\n<p>5 \u2013 Una cultualizzazione financo mitologica della parola introspettiva: la\u00a0<em>Scuola di Comunit\u00e0<\/em>\u00a0assurta a esercizio di sostanziale e\u00a0raffinato psicologismo<\/p>\n<p>6 \u2013 Una certa ma sicura marginalizzazione della sacramentalit\u00e0 eucaristica e della preghiera dalla sua centralit\u00e0 comunitaria<\/p>\n<p>7 \u2013 Allontanamento e rifiuto radicale delle tematiche costitutive della realt\u00e0: banalizzazione della dimensione economica e\u00a0perifericit\u00e0 insignificante dell\u2019individualismo intimista<\/p>\n<p>8 \u2013 Sottovalutazione sistematica della testimonianza sociale e pubblica con assimilazione della relazionalit\u00e0 esistenziale a quella individuale, anche individualistica<\/p>\n<p>9 \u2013 Clericalismo comportamentale pedissequo come ricerca, di fatto, di opportunismo intellettualistico e individualistico, arbitrario\u00a0nel formalismo asociale<\/p>\n<p>10 \u2013 Sparizione della missionariet\u00e0 caritativa comunitaria a vantaggio di una supposta testimonianza coatta personale (dove ci si\u00a0trovi): nel Buonismo e non nel Bene. Il \u201csopra\u201d della politica<\/p>\n<p>11 \u2013 La deviazione culturale pi\u00f9 grave di\u00a0<em>CL<\/em>: l\u2019apparente abbandono della critica economica che invece costituisce il pi\u00f9 universale\u00a0dei valori seppur, apparentemente, solo terreno e umano<\/p>\n<p>12 \u2013 Il cristiano oggi, e per un molto lungo periodo, deve lavorare anche per aumentare l\u2019attrattiva verso la cultura del lavoro,\u00a0grave handicap storico pure della Chiesa, malgrado la sua Dottrina Sociale<\/p>\n<p>13 \u2013 Il carisma dell\u2019imprenditore e dell\u2019intraprenditore, massimi negletti nella pastorale perfino ciellina da almeno un decennio: il carisma vocazionale individuale e quello categoriale nella produzione<\/p>\n<p>14 \u2013 La libert\u00e0, la coscienza e la necessit\u00e0 hegelliana: l\u2019imprenditore cristiano come sintesi del paradigma morale e come prototipo\u00a0del possibile modello educativo generale. Il limite da subire o da superare<\/p>\n<p>15 \u2013 Il timore reverenziale e autolaicista di certo mondo cattolico nei confronti dell\u2019estromissione dei cristiani dalla realt\u00e0 politica.\u00a0\u00c8 la stessa paura, in fondo, che viene coltivata nei confronti del molto mondano e mistificato \u201cconflitto d\u2019interessi\u201d<\/p>\n<p>16 \u2013 Perch\u00e9 il mondo cattolico non assume su di s\u00e9 la missione, almeno dal punto di vista culturale, di ridurre fino a eliminare il totalitarismo dello Stato sull\u2019IO della Persona, massimo crimine dell\u2019irreligiosit\u00e0, cominciando anche dai 5 e 8 per mille?<\/p>\n<p>17 \u2013 La Chiesa oggi, i suoi movimenti e<em>\u00a0CL<\/em>: dove va il mondo? Tutto dipende dalla libert\u00e0 dell\u2019uomo e dalla sua \u201cdura cervice\u201d.\u00a0Le tendenze nel mio movimento tra fideismo e migliorismo, sempre statalista<\/p>\n<p>Conclusioni imploranti<br \/>\n\u2013 L\u2019abituale spocchia anticristiana dei vecchi movimenti cattolici contro anche la dialogicit\u00e0 di ricerca e di unit\u00e0 ecclesiale<br \/>\n\u2013 I temi di attualit\u00e0 (scottanti) in\u00a0<em>Comunione e Liberazione<\/em>\u00a0e al Meeting? Purch\u00e9 fuori dalla ribalta. Altrimenti censura!<br \/>\n\u2013 La Grazia per un arcivescovo ambrosiano, tradizionalmente cristocentrico, grande teologo e autenticamente giussaniano<\/p>\n<p><strong>Premessa introduttiva<\/strong><\/p>\n<p><em>Una radicalit\u00e0, anche stilistica, nella ricerca della Verit\u00e0 misericordiosa<\/em><br \/>\nLo scopo di questo documento \u00e8 cercare di ricuperare alla ragionevolezza almeno una parte di quei movimenti e di quei cattolici che, soprattutto negli ultimi tempi, hanno perso, mi pare, la bussola del loro incedere.<br \/>\nSoprattutto, per\u00f2, si tratta del movimento\u00a0<em>Comunione e Liberazione<\/em>\u00a0che pi\u00f9 amo e a cui appartengo, fondato e guidato per pi\u00f9 di mezzo secolo dal servo di Dio, Luigi Giussani, in via di canonizzazione.<br \/>\nSono membro della Fraternit\u00e0 di\u00a0<em>CL<\/em>; sono iscritto, in quanto piccolo imprenditore con agenzie di servizi multilingui su quattro continenti, alla\u00a0<em>CdO<\/em>\u00a0fondata anch\u2019essa da don Giussani; sostengo con la mia famiglia sei bambini e adolescenti \u201ca distanza\u201d dell\u2019associazione missionaria ormai mondiale del mio movimento (due sostenuti in Birmania, due nel Burundi e due in Brasile). Sono poi membro e sostenitore della nuova associazione Nonni2.0\u00a0la quale difende strenuamente contro il\u00a0<em>Gender\u00a0<\/em>e, particolarmente, per la famiglia e l\u2019educazione libera nell\u2019insegnamento ai nipoti. Ero gi\u00e0 membro attivo da giovane al\u00a0<em>Raggio Comasina\u00a0<\/em>di\u00a0<em>Giovani Lavoratori<\/em>\u00a0in un quartiere periferico a nord di Milano, dal 1962.\u00a0<em>GL<\/em>\u00a0era fratellino di <em>Giovent\u00f9 Studentesca<\/em>\u00a0creata da don Giussani. Erano gli anni in cui andavamo anche in Bassa, la domenica pomeriggio per la caritativa un paio di volte al mese, e assistevamo a pi\u00f9 messe eucaristiche settimanali tra cui almeno due comunitarie. Pagavamo \u201cdecime\u201d relativamente sostanzionse al movimento per sostenere, fra l\u2019altro, la nostra missione in Brasile, dove nostri amici di<em>\u00a0GS<\/em>\u00a0e\u00a0<em>GL,\u00a0<\/em>i due movimenti giussaniani del tempo, venivano mandati dal Gius, allora ancora giovane adulto in pieno lavoro nella costruzione della comunit\u00e0 del Dio vivente.<\/p>\n<p>Vedere oggi il nostro movimento trasformato in alquanto \u201cspiritualista\u201d e statalista mi arrovella il cuore: mai avrei immaginato che\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0sarebbe stata anche accusata apertamente di spiritualismo intimistico e \u201cautolaicista\u201d.<br \/>\nIl colmo \u00e8 avvenuto in occasione dell\u2019evento nazionale del 20 giugno scorso allorquando la direzione di <em>CL<\/em>\u00a0ha annunciato che non avrebbe partecipato alla \u201cinopportuna\u201d manifestazione a Roma, sebbene lasciasse \u201dliberi\u201d chi lo volesse fra i suoi membri di poterci andare.<br \/>\nNaturalmente, con altri membri di\u00a0<em>Nonni2.0\u00a0<\/em> <a href=\"http:\/\/www.nonniduepuntozero.eu\/\">www.nonniduepuntozero.eu<\/a>, sono andato all\u2019evento divenuto, in realt\u00e0, una grandissima manifestazione oltretutto molto efficace, sia sul piano politico che ecclesiale.<br \/>\nTutto lasciava pensare che l\u2019importanza dell\u2019avvenimento (l\u2019educazione a scuola, soprattutto dei bambini!) e la sua urgenza (l\u2019iter in parlamento di varie leggi liberticide\u00a0<em>LGBT\u00a0<\/em>e derivate dal\u00a0<em>Gender,\u00a0<\/em>in breve attesa di approvazione per prima delle ferie) avrebbe fatto mobilitare massicciamente tutto il corpo ciellino per farlo \u00a0partecipare alla testa, naturalmente non meno che alla testa, dell\u2019evento:<em>\u00a0CL<\/em>\u00a0movimento cattolico educativo!<\/p>\n<p>C\u2019erano stati molti altri avvenimenti che avevano forse anticipato questa svolta asociale: uno tra questi, molto significativo segnalato con un aggettivo da Papa Francesco stesso nel suo discorso di accoglienza il 7 marzo 2015 a tutto il movimento convenuto in piazza San Pietro a Roma. Egli aveva definito, senza troppo esitare,\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0come \u201cautoreferenziale\u201d.<br \/>\nQuesta, interpretata da molti ciellini come una vera \u201cbatosta\u201d da parte del Papa (ce ne sono pure stati degli\u00a0 scritti e commenti largamente diffusi) era stata ed \u00e8 ancora trasformata clericalmente in \u201ccarezza\u201d dalla direzione del movimento. Cos\u00ec gravemente accusata, senza che l\u2019aggettivo riprobatorio petrino avesse alcuna conseguenza coerente nella conduzione successiva del movimento, tutto procede come se nulla fosse avvenuto. La prova: ai consueti\u00a0<em>Esercizi spirituali<\/em>\u00a0di Rimini (c\u2019ero) di quest\u2019anno nel periodo pasquale, tutto si \u00e8 svolto \u00a0\u2013 per esempio \u2013 senza alcun cambiamento rispetto all\u2019abituale ultimo decennio.<br \/>\nCosa fare?<br \/>\nMi ero messo gi\u00e0 da parecchio ad osservare altri movimenti cristiani ma, particolarmente, l\u2019ho fatto per cercare di capire, con precisone, il perch\u00e9 e i perch\u00e8 di tanta scandalosa scelleratezza pubblica. Ho potuto constatare analoghe ed anche peggiori reazioni, ormai divenute classiche, nei principali movimenti cattolici.<br \/>\nOra io capisco che sotto un fuoco incrociato di tutti i poteri laicisti contemporanei, anche internazionali, da quasi tutti i media fino ai partiti politici che si sono trasformati in latori forsennati anche di molte proposte legislative inaccettabili tipo quella sul\u00a0<em>Gender<\/em>, capisco che si rischi di essere tentati dal ritrarsi. Ma che si giunga a teorizzare e rinchiudersi nell\u2019intimismo e nello stesso statalismo di norma, questo non lo capisco. Soprattutto per un movimento aperto che \u00e8 stato determinante nella Chiesa e nella societ\u00e0 da molti decenni come\u00a0<em>CL.\u00a0<\/em>Questa assurdit\u00e0 contro la tradizionale visione anche giussaniana della testimonianza pubblica, non solo dispiace ma appare assolutamente deviante.<br \/>\nDonde questo documento in cui mi prefiggo di analizzare quanto accaduto da anni malgrado le premesse culturali e religiose dell\u2019educatore pi\u00f9 aperto ed importante del secolo scorso su tutta la Terra.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, anche nel metodo, ho cercato di seguire quello giussaniano: fondamentalmente la critica del reale.<\/p>\n<p>Senza con questo, parlare, dal punto di vista dell\u2019intervento continuo ed estremamente efficace del diavolo, il quale sembra stia spadroneggiando, molto allegramente, nella nostra epoca.<br \/>\nLa preghiera dei fedeli e l\u2019intervento sempre risolutivo dello Spirito Santo che fa e far\u00e0 molto di pi\u00f9, ne sono certo, su tutto e su tutti, sono gi\u00e0 operativi visibilemente.<br \/>\nLa \u201csfida\u201d consiste nella radicalit\u00e0, anche nello stile delle critiche, che per\u00f2 sono a priori attenuate da un desiderio di unit\u00e0 che spero traspaia da tutti i capitoletti e conclusioni seguenti.<br \/>\nPersino le critiche personalizzate vorrebbero, dovrebbero, essere riscritte allo scopo di sfuggire \u2013 anche marginalmente \u2013 all\u2019ombra della mancanza di rispetto che ogni cristiano deve al proprio confratello.<br \/>\nE questo, anche, se \u00e8 la Verit\u00e0, la ricerca costante della Verit\u00e0, che ci deve sempre e solo guidare.<\/p>\n<p><strong><em>1 \u2013 Il sottoporsi all\u2019Autorit\u00e0 \u2013 principio primo del cattolicesimo \u2013 non pu\u00f2 scaturire efficacemente che dal porsi univoco da parte dell\u2019Autorit\u00e0 stessa<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il nostro mondo mostra tutta la sua stoltezza allorquando si fa beffe dell\u2019obbedienza critica dei cattolici.<br \/>\nNoi viviamo in un universo in cui la regola pi\u00f9 diffusa \u00e8 ribellarsi: \u201cribellarsi \u00e8 giusto\u201d veniva detto nel \u201968. Oppure si cianciava: \u201cL\u2019obbedienza non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9\u201d. La dissennatezza dell\u2019uomo contemporaneo sembra aver dimenticato che tutta la grande e insuperata civilt\u00e0 occidentale era iniziata allorquando l\u2019uomo \u2013 il popolo ebreo prescelto da Dio \u2013 aveva assunto il concetto di \u201cunum\u201d, vale a dire il monoteismo. Nulla ha potuto resistere alla civilt\u00e0 detta occidentale fondata sull\u2019unit\u00e0 irriducibile e trascendente dell\u2019Essere stesso e della Vita.<br \/>\nLa disobbedienza sedicente come virt\u00f9 coincide con l\u2019attuale ribellione generalizzata al Dio unico in cui il movimento detto sessantottino, ora generalizzato e dominante senza dirselo, ha sviluppato il nichilismo gi\u00e0 molto modernista della nostra era.<br \/>\nL\u2019obbedienza all\u2019Autorit\u00e0 cattolica \u00e8 tutt\u2019uno invece con il concetto di unit\u00e0 indivisibile dell\u2019esistenza e dello spirito. Che ci si ponga dal lato del sottoporsi o da quello del porsi, le premesse e il risultato sono identici. L\u2019obbedienza costituisce la cosa pi\u00f9 saggia che la persona possa seguire. Il pi\u00f9 grande rivoluzionario del ventesimo secolo, Luigi Giussani, vale a dire il massimo educatore ben riconosciuto al mondo, \u00e8 passato come il pi\u00f9 grande obbediente alla sua gerarchia ecclesiastica. E questo malgrado abbia sfiorato continuamente \u2013 senza per\u00f2 mai cadere nel ribellismo \u2013 quasi tutte le norme ecclesiali che con il suo movimento di\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0ha rivoluzionato radicalmente!<br \/>\nSan Francesco, patrono d\u2019Europa, ha fatto la stessa cosa in tutta la sua vita cristiana: \u00e8 nell\u2019obbedienza piena che si situa l\u2019\u201dunum\u201d ontologico della vita che la Chiesa ha sempre insegnato.<br \/>\nAbitualmente per\u00f2 si parla sempre della pecoresca obbedienza. Mai o quasi della sua profonda corrispondenza ontologica e dell\u2019autorevolezza dell\u2019Autorit\u00e0 che deve richiederla. I grandi obbedienti della storia, invece, sono stati i pi\u00f9 grandi innovatori in quanto, con il loro irriducibile atteggiamento di libera sottomissione, hanno sempre indotto l\u2019altrettanto posizionamento ancor pi\u00f9 rigorosamente obbediente delle Autorit\u00e0.<br \/>\nObbediente a cosa e a chi? Alle leggi naturali e a Dio con la Sua Rivelazione!<br \/>\nL\u2019obbedienza critica, molto critica, infatti, \u00e8 la legge universale che regola il rapporto intrinseco col Senso cosmico.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque il porsi univoco e preciso da parte dell\u2019Autorit\u00e0 a produrre l\u2019obbligo all\u2019obbedienza: per il semplice fatto che il suo porsi costituisce l\u2019estrema obbedienza, nella libert\u00e0, alle leggi indiscutibili e non relativistiche della vita.<br \/>\nLa vera Autorit\u00e0 ha sempre in bocca il grosso boccone del suo solo verbo iniziale: \u201cNon possumus\u201d, non possiamo!<br \/>\nNon \u00e8 l\u2019arbitrio soggettivo di chi comanda ma la sottomissione dello stesso obbediente che la fa Autorit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 per questo che i grandi santi, con la loro sottomissione dichiarata e vissuta, son riusciti ad ottenere scelte indispensabili ed impensabili. Come quella di Innocenzo III, \u201ccostretto\u201d se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, a benedire i frati di Assisi alquanto puzzolenti (a parere dei profumatissimi cardinali del tempo in Vaticano, anche corrotti).<br \/>\nI fraticelli erano invece grandiosi e rivoluzionari nella loro fede obbedientemente stupefacente. Vale a dire nella loro obbedienza attiva e molto liberamente critica.<br \/>\nSanta Caterina da Siena, come don Giussani e moltissimi altri, fece scaturire dalla sua gigantesca fede una forza d\u2019obbedienza a cui anche i pi\u00f9 dissoluti prelati del suo tempo non seppero resistere.<br \/>\nMonsignor Luigi Negri, grande vescovo \u201cciellino\u201d storico, in una intervista appena rilasciata in luglio, ha ancora riaffermato che \u201csenza obbedienza non esiste Chiesa\u201d.\u00a0 Il riferimento era forse anche all\u2019attuale Autorit\u00e0 di\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>che, riguardo alla direttiva di recarsi alla manifestazione di Roma del 20 giugno scorso ha risposto di no e, allo\u00a0stesso tempo, con un s\u00ec. Quindi, il famoso \u201c<em>s\u00ec, s\u00ec no, no<\/em>\u201d evangelico \u00e8 diventato \u201c<em>s\u00ec, s\u00ec e no, no<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Cosa deve fare il fedele in queste condizioni? Partecipare alla manifestazione o starsene a casa?<br \/>\nIn entrambi i casi, \u00e8 obbligato a sottoporsi in modo apparentemente individualistico. \u00c8 quello che \u00e8 successo!<br \/>\nEcco cos\u00ec introdotto nella Chiesa il principio di divisione, oggi chiamato cattoprotestante.<br \/>\nEpper\u00f2, questa deriva, sostanzialmente permissiva e censoria allo stesso tempo di certi movimenti cattolici (la manifestazione era piena di parrocchie mentre l\u2019<em>Azione Cattolica<\/em>\u00a0aveva deciso di non partecipare), contro cui don Giussani ha sempre lottato, striscia o cavalca da molti anni.<br \/>\nOra apertamente anche in\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0: il movimento giussaniano per antonomasia si sta trasformando in una qualsiasi e pia\u00a0<em>Azione Cattolica<\/em>, da molti decenni, quest\u2019ultima, superficiale e pochissimo significante. Perfino in<em>\u00a0CL<\/em>\u00a0e in qualche casa dei suoi\u00a0<em>Memores Domini\u00a0<\/em>serpeggia cos\u00ec il soggettivismo reattivo e individualistico antiecclesiale (progressivamente diventato anche norma pratica).<br \/>\n\u201cTu vai a manifestare con le\u00a0<em>Sentinelle in Piedi<\/em>? Io e i miei amici ciellini del mio gruppo (e moltissimi altri) no!\u201d. Il quieto vivere valoriale individualistico, parcellizzato e relativista proprio dell\u2019<em>Azione Cattolica\u00a0<\/em>degli anni \u201950-\u201960, ridiventa cos\u00ec costume.<\/p>\n<p>Si potr\u00e0 dire che \u00e8 lo spirito della mondanit\u00e0 che agisce diabolicamente nella vita. Ma questo lo si sa almeno da quando Ges\u00f9 stesso si \u00e8 scagliato, non solo pacificamente e non solo esclusivamente, contro i farisei: la Terra \u2013 \u00e8 noto \u2013 \u00e8 il topos della lotta tra il Bene e il male, il molto banale male.<br \/>\nDa cui l\u2019Incarnazione e la Redenzione. Il problema centrale della vita di Cristo era di essere totalmente obbediente e in perfetta unit\u00e0, costi quel che costi, col Padre: il nocciolo duro del mistero trinitario.<\/p>\n<p>E qui, sulla questione cruciale dell\u2019Autorit\u00e0, non si tratta solo della responsabilit\u00e0 cosiddetta personale (va da s\u00e9 che sempre tutto \u00e8 e diventa personale, ovviamente) come\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>non finisce di ripetere a proposito delle opere (tra cui le aziende e le attivit\u00e0 politiche). Qui \u00e8 implicata, senza possibilit\u00e0 di dubbio, la concezione unitaria e fondante dell\u2019esistenza stessa. Soprattutto in un mondo (il nostro) dove tutto tende a diventare individualisticamente (per utilizzare una categoria sociologistica) \u201cpiccolo borghese\u201d, nemmeno borghese. La cultura borghese (rara in Italia) quella della quasi sempre consueta disciplinata, propria della grande borghesia responsabile. I piccolo borghesi, si sa, passano in massa dall\u2019adolescenza alla loro et\u00e0 fatalmente senile e culturalmente riduttiva oltrech\u00e9 abbrutita (anche a trent\u2019anni) senza passare per la maturit\u00e0 della loro fase adulta.<br \/>\nI movimenti ecclesiali sono pieni di piccolo borghesi beoti e largamente soddisfatti della loro cultura. Anche\u00a0<em>CL<\/em>.<\/p>\n<p><strong><em>2 \u2013\u00a0Comunione e Liberazione: movimen<\/em><\/strong><em>t<\/em><strong><em>o giovanile non adulto, ora alquanto senilizzante anche sul piano politico: fatalmente!<\/em><\/strong><br \/>\nLeggendo e rileggendo i due documenti delle ultime <em>Scuole di Comunit\u00e0<\/em> centrali del 20 maggio e del 17 giugno 2015, ma non solo, con tutti gli altri degli ultimi anni, degli Esercizi, i loro tagli interpretativi suggeriti, le pubblicazioni degli articoli su<em>\u00a0Tracce<\/em>, gli incontri fatti, le relazioni seguite\u2026 ho avuto proprio l\u2019impressione sintetizzata di un movimento pi\u00f9 adatto ai miei figli che a me e mia moglie. E non \u00e8 certo l\u2019impostazione per caratterizzarlo come educativo a renderlo giovanile: ci si educa, ci si deve educare, fino all\u2019ultimo respiro\u2026 Si perviene ad essere adulti allorquando tra s\u00e9 e l\u2019Infinito non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, non solo fattualmente, n\u00e9 il proprio pap\u00e0 n\u00e9 la propria mamma: quando si lavora, ci si sposa, si hanno figli, quando cio\u00e8 si \u00e8 veramente e ovviamente usciti dalla fase preparatoria e inizialmente (ri)educativa: dalle strutture di\u00a0<em>Giovent\u00f9 Studentesca<\/em>, per esempio.<br \/>\nSiccome la complessit\u00e0 del mondo contemporaneo fa s\u00ec che l\u2019adolescenza educativa si prolunghi molto oltre che nel passato, il processo deve pur passare, ad un certo punto e comunque, allo stadio veramente adulto, economicamente e spiritualmente autonomo. Che poi questa nuova fase duri tutta la vita, sia ancora piena di tappe e scali, non toglie la discontinuit\u00e0 che sempre deve starci e deve essere almeno sottolineata \u2013 soprattutto da un movimento ecclesiale necessariamente educativo \u2013 e deve ben distinguere adolescenti, giovani, da giovani adulti, maturi e vecchi (anche nonni e bisnonni).<br \/>\nSiccome partecipo anche alla Compagnia delle Opere che \u00e8 quasi completamente separata, se non realmente ignaramente \u201cdivorziata\u201d da<em>\u00a0CL\u00a0<\/em>(almeno per la gran massa dei ciellini), vedo che non ci si incontra, mai e poi mai, nella vita del movimento con la dimensione veramente e variamente adulta. Questa pu\u00f2 essere solo caratterizzata \u00a0dalla presenza determinante e direttiva dell\u2019esplicita imprenditorialit\u00e0 (soprattutto) economica: la vita altro non \u00e8 che una\u00a0 grande o \u2013 molto pi\u00f9 spesso (quasi sempre) \u2013 \u201cpiccola impresa\u201d, il cui scopo \u00e8 aggiungere valore all\u2019esistente, al Creato. Pi\u00f9 che la presenza di imprenditori nella direzione dei movimenti \u2013 non sono mai stati (non siamo mai stati) dei veri velocisti del pensiero! \u2013, \u00e8 invece indispensabile la presenza continua dell\u2019imprenditorialit\u00e0, quella che sola riesce a strappare dalla subordinazione intrinseca (spesso ribellistica) tutti i lavoratori. Questo, e gi\u00e0 solo questo fatto mancante, produce un movimento eternamente \u201cgiovanile\u201d. Condotto in\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0perdipi\u00f9 da una maggioranza culturale di insegnanti e professorini che concepiscono molto facilmente la parola, fatalmente, da un punto di vista estetico e\/o speculativo: troppo professionalmente agili!<br \/>\nE, soprattutto pochissimo identificati cogli altri lavoratori non funzionari ma produttori di reale ricchezza, con quasi tre mesi in meno all\u2019anno di ferie e un numero di ore lavorative imparagonabili!<br \/>\nL\u2019imprenditorialit\u00e0, poi, non \u00e8 solo economica ma anche e soprattutto religiosa. Don Giussani era un massimo imprenditore in quanto votato vocazionalmente ad una progettualit\u00e0, perdipi\u00f9, sicuramente anche trascendente e globale.<br \/>\nIn \u201cAut aut\u201d, il famosissimo saggio del protestante danese Kierkegaard sulle fasi esistenziali (giovinezza, et\u00e0 adulta e ultima, quella detta \u201creligiosa\u201d della vecchiaia nella contemplativit\u00e0), l\u2019adulto \u00e8 definito come \u201cetico\u201d e non soltanto (quando non in opposizione) come \u201cestetico\u201d, aggettivo quest\u2019ultimo emblematico dell\u2019adolescenza.<br \/>\nE l\u2019etico, soprattutto rispetto all\u2019intrinseco mondo sociale di appartenenza, implica il situarsi globale e completo rispetto all\u2019orizzontalit\u00e0, nella dimensione pubblica e sociale\u2026 Ed economica! Risulta cos\u00ec evidente \u2013 come tratter\u00f2 nel prossimo capitoletto \u2013 che la scelta intimistica e spiritualista non pu\u00f2 per niente favorire l\u2019estrinsecarsi della fase, la lunghissima e vitale fase adulta. Perdipi\u00f9 l\u2019etico \u2013 proprio dell\u2019adulto \u2013 \u00e8 sinonimo di morale pubblica, di giustizia e di verit\u00e0 sociale, nodo centrale confluente di ogni processo educativo.<br \/>\nDel resto, come si fa a proporsi come movimento educativo e adulto quando, per esempio, non si dispone di alcuna analisi esplicita (nessuna!) sui tre cardini economici delle nostre societ\u00e0 dette opulente: denatalit\u00e0, debiti pubblici e funzionariato statale molto largamente pleonastico (e fatalmente corrotto, in sovrappi\u00f9)?<\/p>\n<p>Le tre analisi relative, elaborate da tre grandi e inascoltati specialisti sono anche a disposizione di tutti.<\/p>\n<p>Innanzitutto la denatalit\u00e0: Ettore Gotti Tedeschi, ex ministro della finanze del Vaticano (lo IOR), sostiene da anni \u00a0giustamente che l\u2019unica\u00a0 vera causa della crisi economica \u00e8 la gravissima denatalit\u00e0 dagli anni \u201960 (da due generazioni!) la quale, molto semplicemente, ha fatto crollare la domanda economica interna dell\u2019Occidente. Causa antropologico-culturale e conseguenza, effetto economico numero uno con un miliardo e mezzo di non nati. Poi, sempre per permettere alle masse abbrutite e edoniste (senza peraltro che neanche ne siano coscienti) di continuare a reificarsi, gli Stati statalisti e corruttori occidentali hanno prodotto, elettoralmente, debiti pubblici che mai hanno rimborsato e mai rimborseranno nel ladrocinio perfettamente immorale verso le generazioni seguenti. Raffaello Vignali, deputato ex presidente della <em>CdO\u00a0<\/em>pure lui inascoltato, ha calcolato il costo degli interessi di cotanta devastazione \u2013 quello da pagare tutto cash ogni anno \u2013 ormai di 90 miliardi di euro (!), cio\u00e8 circa venticinque volte l\u2019\u201dinvestimento\u201d dello Stato cos\u00ec dissestato a favore del \u201clavoro dei giovani\u201d disoccupati per met\u00e0, e per non si sa quant\u2019altra percentuale precarizzata\u2026 Ritorner\u00f2 naturalmente su questo doppio tema economico cruciale e inaggirabile per qualsiasi serio aspirante educatore: prima di poter fare scelte politiche (per esempio rilanciare l\u2019impegno in politica cos\u00ec come \u00e8 stato fatto col\u00a0<em>Quartino<\/em>\u00a0sulla politica in maggio da\u00a0<em>CL<\/em>), bisogna disporre di una precisa visione culturale ed economica sulla realt\u00e0 politica nazionale e internazionale. La giustizia sociale non \u00e8 una opzione soggettivamente marginale. Soprattutto per un cristiano.<br \/>\nIl terzo tema \u00e8 ancora forse pi\u00f9 illuminante anche se solo conseguenziale: esso \u00e8 costituito dal licenziamento ritenuto indispensabilmente immediato dei primi\u00a0 750.000 statali (provinciali e comunali) in eccedenza in Italia da decenni. \u00c8 Edward Luttwak, un economista e politologo americano molto presente anche intellettualmente nel nostro paese e esperto sul piano internazionale, ad affermarlo. Nessuno ne vuol parlare. Come nessuno parla dei \u00a0490.000 statali inglesi realmente licenziati da Cameron appena arrivato al potere\u2026<br \/>\nNon si pu\u00f2 parlare di movimento adulto se non si \u00e8 nemmeno coscienti o consapevoli di queste tre realt\u00e0 economiche cos\u00ec basilari e determinanti per la vita degli uomini del mondo detto occidentale.<\/p>\n<p>Citer\u00f2 qui anche un altro problema ben esemplificativo e corollario di questo giovanilismo culturale approssimativo dei movimenti cattolici in generale, ma anche di\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0in modo particolare e pertinente.<br \/>\nUn ciellino molto noto per le sue \u201cdisavventure persecutorie\u201d da parte della pi\u00f9 totalitaria, antidemocratica e irresponsabile magistratura europea (fino ad una lunga detenzione ingiusta, per cui Luigi Amicone, direttore del giussaniano\u00a0<em>Tempi,\u00a0<\/em>\u00e8 anche andato ad accoglierlo all\u2019uscita dal carcere), questo ciellino di cognome Simone ne ha detta un\u2019altra emblematica. Ne parlo qui, per indicare \u2013 oltre alle tre analisi mancanti da subordinati (quindi non adulti!) sopraddetti \u2013 una stortura costosissima e precorruttiva di cui il suddetto ciellino ritenuto, anche a giusto titolo doc, si era reso esplicitamente responsabile, nella sua mancanza sostanziale di cultura cristiana del lavoro. Oh, niente di illegale! Ma sul piano morale\u2026 Ebbene, il racconto dell\u2019ingiustamente carcerato verteva sulla sua \u201cremunerazione\u201d del 3% sulle abituali commesse pubbliche di centinaia di milioni di euro. In quanto anche piccolo imprenditore internazionale, conosco molto bene questa consueta e nascosta immoralit\u00e0 pubblica: la generalit\u00e0 dei funzionari statali di ogni paese europeo, malgrado l\u2019incredibile e scandalosa eccedenza dei loro posti di cosiddetto lavoro, si serve in modo perfettamente illegittimo (se non illegale) di imprese sul mercato per concepire, organizzare e seguire la realizzazione delle prestazioni pubbliche: le specifiche competenze degli statali e funzionari pubblici!<br \/>\nLa congrua remunerazione di cui parla il Simone \u00e8 forse legittima per i suoi servizi (essa \u00e8 pure nell\u2019assurda e consueta \u201cnorma di mercato statalista\u201d), ma \u00e8 illegittima per il parassitismo reso complice dei funzionari (a partire dagli eurocrati fino ai piccoli assessori comunali) che praticamente non fanno nulla o quasi:<em>\u00a0lavuren no i fanigotton\u00a0<\/em>(non lavorano i nulla facenti), come dicono in Lombardia!<br \/>\nPerch\u00e9 allora parlo di movimenti giovanili, eternamente giovanili, e non di movimenti educativi adulti?<br \/>\nQuando si d\u00e0 tutto ci\u00f2 sopra accennato come scontato o indiscutibile senza neanche parlarne, non si pu\u00f2 che \u201ceducarsi\u201d, in deriva, alla senilit\u00e0 colpevole nell\u2019accettazione dello statalismo ipostatizzato.<br \/>\nLa religiosit\u00e0 in tutti questi tragici casi? Non pu\u00f2 essere che spiritualista.<\/p>\n<p><strong><em>3 \u2013 Una concezione religiosa di tipo esclusivamente personale ed intimista, dunque spiritualista. La falsa contrapposizione col carisma che porta pure alla mediocrit\u00e0 e allo statalismo<br \/>\n<\/em><\/strong>Tutti gli interventi dei ciellini citati in corsivo nelle dette due <em>Scuole di Comunit\u00e0<\/em> centrali di maggio e di giugno \u2013 tutti \u2013 sono trattati in termini individualisti ed intimisti!<br \/>\nGi\u00e0 che lo siano in queste due ultime Scuole, lascia molto perplessi. Ma se si collega questo costante riduzionismo con tutti gli altri simili di tutta la pubblicistica e la pratica del movimento, negli ultimi anni, non si pu\u00f2 non concludere che si tratta di una movenza involutiva di ripiego assurdo in catacombe moderne scelte volontariamente.<br \/>\nQuando mai nella storia si \u00e8 visto globalmente, e soprattutto si \u00e8 preteso, un cristianesimo che vive la sua dimensione pubblica se non come riflesso secondario della sommatoria delle testimonanianze individuali o intime?<br \/>\nCerto che ogni solo pensiero non cristiano incide o ferisce rompendo, forse proporzionalmente, l\u2019armonia cosmica del Piano di Dio. Quindi il richiamo continuamente proposto secondo cui ogni singolo atteggiamento o comportamento porta sempre con s\u00e9 una dimensione pubblica non fa altro che sottolineare una lacuna opposta gigantesca: quella per cui esiste una testimonianza dichiaratamente e specificatamente pubblica. Anche per la singola persona (oltre che per la comunit\u00e0 di cui pure parler\u00f2 in questo documento).<br \/>\nIl privilegio di poter rileggere le osservazioni di don Carron uno o due mesi dopo, soprattutto quelle politiche, offre la possibilit\u00e0 di giudicarle facilmente all\u2019evidenza dei fatti gi\u00e0 avvenuti e comprovati. Cos\u00ec appaiono come totali granchi avventati le sue pseudo seriose affermazioni secondo cui tutte le manifestazioni realizzate in Spagna ad \u00a0altro non son servite che a produrre leggi pi\u00f9 dure. Oppure che tanto le leggi <em>Gender\u00a0<\/em>saranno comunque approvate\u2026<br \/>\nA parte che sul piano politico, mai e poi mai si possono fare previsioni assodate o traslazioni di equivalenza nel tempo e nello spazio, c\u2019\u00e8 l\u2019oceanico problema che i cristiani hanno sempre: quello della testimonianza!<br \/>\nIndipendentemente dal \u201csuccesso\u201d di una rivendicazione. Altrimenti, per esempio, dove lo mettiamo veramente il martirio di cui le nostre orribili notizie di persecuzione internazionale, fino ai tagliagole, sono piene nella nostra epoca?<br \/>\nE poi, anche sul piano del successo, le leggi Cirinn\u00e0 e Scalfarotto, contro cui particolarmente \u00e8 stata fatta la manifestazione nazionale a Roma, sono state rimandate. Grazie a cosa? Naturalmente grazie al grande successo della (anche per\u00a0<em>CL<\/em>) \u201cinopportuna\u201d manifestazione!<\/p>\n<p>Ma la contraddizione pi\u00f9 importante \u00e8 data dal fatto che un movimento di laici come\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>non ha la vocazione di un monastero perdipi\u00f9 di clausura. Questo peraltro \u00e8 comunque in rapporto col mondo e pu\u00f2 anche sostenere una manifestazione di piazza: il convento pu\u00f2 essere chiuso ma \u00e8 costantemente in rapporto col mondo e non \u00e8 una monade.<br \/>\nUn movimento come\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>ha piuttosto la vocazione di testimoniare e difendere il bisogno e la volont\u00e0 legittimi del suo popolo e del popolo pure non cristiano. Anche in piazza o a partire dalla piazza. Senza temere, come monsignor Carron ha anche paventato, di disturbare \u201cil dialogo\u201d. E perch\u00e9 mai una dimostrazione (oltretutto bella ed efficace) dovrebbe essere un disturbo al dialogo? Quando mai?<br \/>\nMonsignor Giussani, per pi\u00f9 di mezzo secolo non ha fatto altro, tra ben altre difficolt\u00e0 create attivamente anche dalla stessa Chiesa e le sue molto retrograde e deviate organizzazioni.<br \/>\nCi si avvia \u2013 o ci si \u00e8\u00a0 gi\u00e0 avviati \u2013 a una\u00a0<em>Comunione e Liberazione\u00a0<\/em>alla maniera dell\u2019<em>Azione Cattolica <\/em>degli anni a cavallo tra il 1950 e 1960?<br \/>\nMa cos\u2019\u00e8 , in fondo, lo spiritualismo?<br \/>\nAbbiamo\u00a0 gi\u00e0 visto che si tratta di un\u00a0 riduzionismo ripetto alla globalit\u00e0, all\u2019universalismo e alla cattolicit\u00e0,\u00a0propri della visione cristiana della vita. Il cattolicesimo ha attratto gli uomini di tutta la Terra a qualsiasi latitudine per il prodigioso incontro incrociato, beninteso sulla Croce, dell\u2019orizzontalit\u00e0 e della verticalit\u00e0.<\/p>\n<p>La visione globale del cristiano \u00e8, si sa, una sorta di umile e conclamata intimit\u00e0 che si coniuga felicemente con l\u2019amplificatore della fiera Verit\u00e0 intrinsecamente desiderosa di comunicarsi a tutti i livelli.<br \/>\nD\u2019altronde, ogni uomo lo vuole senza che manco si debba suggerirglielo. Il cristiano cristocentrico non ammette infatti alcun riduzionismo: n\u00e9 verticale di certi cattolicini settimini, paurosi e imbarazzati dalla \u201cfollia\u201d di Cristo; n\u00e9 orizzontale, propria invece degli esseri strutturalmente infelici e dannati che non si riconoscono come creature create da un Creatore e che finiscono per credere totalitariamente nella miseria delle proprie conquiste quasi sempre cieche o orbe, e tecnoscientiste.<br \/>\nCi sarebbe qui da sviluppare tutto un capitolo, almeno, sull\u2019alterit\u00e0 che il rapporto autentico col proprio IO (gi\u00e0 biblico) mette in gioco naturalmente nella libert\u00e0.<br \/>\nCome \u00e8 possible educarsi a questo rapporto originario senza disporre di esistenze direttamente intercettate e intercettabili personalmente, ma pure pubblicamente esistenti? Il cristianesimo spiritualista non pu\u00f2 che essere largamente handicappato e decurtato.<\/p>\n<p>Ma la direzione di\u00a0<em>CL,<\/em>\u00a0contrariamente a una parte della sua ex direzione reale e storica (anche se ormai marginalizzata o esclusa), pensa a torto che ci si trovi invece in una fase storica in cui sia indispensabile un deciso ritorno alla \u201cspirtualit\u00e0\u201d e, curiosamente, non carismatica. In pratica una accentuazione quasi esclusivistica e distorta del discorso sull\u2019IO giussaniano. Il tutto anche a costo di un inquinamento col potere inevitabilmente statalista, soprattutto nella nostra epoca. Questa linea si \u00e8 progressivamente affermata escludendo personalit\u00e0 indubbiamente giussaniane contrarie all\u2019idea che ci possa essere anche l\u2019ombra di una contraddizione tra il carisma e lo Spirito Santo operante. Si \u00e8 infatti carisma pieno solo in quanto si riporta a Dio e non a se stessi: la grandezza di Giussani consisteva giust\u2019appunto nella coscienza operativa, umile e continuamente reiterata, di questa verit\u00e0.<br \/>\nLa scelta attualmente contraria porta invece a l\u2019esclusione del carisma che, peraltro, ognuno detiene.<br \/>\nE della sua marginalizzazione fino all\u2019insignificanza della sua identificazione individualistica e culturalmente omologata alla massificazione.<br \/>\nL\u2019apparente assenza o l\u2019estrema carenza di carisma vocazionle (si giunge a vantarsi acriticamente anche di non avere pi\u00f9 potere politico!) \u00e8 divenuta cos\u00ec la caratteristica essenziale della nuova direzione ciellina. Essa non pu\u00f2 che sprofondare sempre pi\u00f9 in una mediocrit\u00e0 anche religiosamente burocratica ed estranea all\u2019identit\u00e0 originale del DNA del movimento. Ma soprattutto del cristianesimo!<br \/>\nCos\u00ec lo spiritualismo genericamente intimista e conformisticamente psicologista sta riconnotando da molti anni il movimento pi\u00f9 coraggioso e personalizzato nella rifondazione religiosa della seconda met\u00e0 del \u00a0ventesimo secolo.<br \/>\nAlla cecit\u00e0 dello spiritualismo riduttivo si aggiunge in tal modo la devastazione dello statalismo disperatamente dominante proprio del mondo diabolicamente nichilista e spersonalizzato dei nostri giorni.<br \/>\nHo l\u2019intenzione di parlarne ancora in questa documento.<\/p>\n<p><strong><em>4 \u2013 Qual \u00e8 il paradigma comportamentale dell\u2019intimista spiritualista anche pi\u00f9 serio e impegnato?<\/em><\/strong><em><br \/>\n<\/em>Non parler\u00f2 in questo capitoletto dell\u2019oceano di opportunisti tendenzialmente indifferenti all\u2019orizzontalit\u00e0 gi\u00e0 tutta sistemata o concepita come immutabile nella, tutto sommato, loro squallidina esistenza.<br \/>\nA questi innumerevoli cristiani tiepidini, il riduzionismo verso l\u2019alto e il cosiddetto trascendente corrisponde esattamente alla separazione strutturale che essi attribuiscono, arbitrariamente e irreligiosamente, alla loro esistenza materiale rispetto a quella spirituale.<br \/>\n\u00c8 vero, non ne parler\u00f2 esplicitamente, ma \u00e8 inevitabile che la mia seppur piccola razionalit\u00e0 non intervenga, anche chiassosamente nel silenzio volontario del cuore, in un fatale borbottio in cui i fagioli bollono con le fatidiche ed inseparabili cotiche (superficiali altrettanto quanto la sempre e classica\u00a0<em>dura cervice<\/em>).<br \/>\nCercher\u00f2 comunque di far prevalere la mia buona volont\u00e0 da perfetto \u201cbuonista\u201d, quale sono poco incline, rispetto ai troppi evidenti legami che associano, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, l\u2019intimismo asociale alla religiosit\u00e0 spiritualistica.<br \/>\nDunque come funziona questo processo di sublimazione e di astrazione religiosa presso soprattutto i cristiani pure pi\u00f9 speculativi e dotati di \u201ccultura\u201d anche teologica?<\/p>\n<p>L\u2019\u201dhomo religiosus\u201d spiritualista ama soprattutto ripetere che la sua felicit\u00e0 \u00e8 quella di essere salvato: impeccabile e giustissimo!<br \/>\nLa creatura non pu\u00f2 che essere continuamente ricreata dal Creatore che continua in eterno a rigenerarlo alla vita e alla sua\u00a0 vocazione: ancora perfetto!<br \/>\nNon solo, la sua testimonianza nel mondo pu\u00f2 solo essere a partire dalla sua redenzione, insistono di continuo gli spiritualisti: in quanto creatura fatalmente peccaminosa \u2013 essi affermano \u2013 deve innanzitutto essere redenta. Dunque \u00e8 solo in questo suo stato completo di Grazia che la sua testimonianza pu\u00f2 essere efficacemente esercitata: qui per\u00f2 \u00e8 eresia!<br \/>\nAnche il prete in peccato mortale pu\u00f2 validamente celebrare l\u2019Eucaristia. Del resto, tutti gli uomini sono\u00a0 intrinsecamente peccatori: la testimonianza non sarebbe, in questo senso spiritualista, dunque mai possibile.<br \/>\nMa il grande spiritualista intimista adduce anche un altro argomento di estremizzazione proprio ad una falsificazione della sequela, dell\u2019imitazione di Cristo. Egli vorrebbe essere utopisticamente senza peccato, come Ges\u00f9. E qui la sua legittima volont\u00e0 cristiana quasi raggiunge gli insensati vertici della superbia dei nichilisti che, esplicitamente, vogliono sostituire Dio con la loro minuscola, anche se apparentemente grandiosa e sempre provvisoria tecnoscienza.<br \/>\nEgli vuole anche avere il Suo \u201csguardo\u201d. Quantomeno quello che si immagina essere lo \u201cSguardo di Carit\u00e0\u201d e misericordioso oltrech\u00e9 trasfigurato di Cristo, quello che conquistava le folle e sconvolgeva gli uomini nella loro esistenza.<br \/>\nNegli ultimi anni, questo sullo \u201cSguardo\u201d \u00e8 diventato un\u00a0<em>Leitmotif<\/em>\u00a0nei titoli degli incontri religiosi e dei documenti di catechesi.<br \/>\nQuale accezione attribuire a questa parola \u201csguardo\u201d? Forse quella di analisi dell\u2019osservazione? Di \u201ctheoros\u201d, di cui parlava don Giussani, di descrizione della realt\u00e0?<br \/>\nCertamente non \u00e8 questo il significato generalmente attribuito. Mai l\u2019ho trovato in questo senso, in relazione con la ricerca di rapporto con la realt\u00e0. Invece sempre ho presente lo \u201csguardo\u201d soggettivo pieno di \u201cpregnanza redenta\u201d. Questa avrebbe la pretesa di giungere a \u201cfolgorare spiritualmente\u201d gli interlocutori sulla supposta interrogazione riguardo all\u2019origine silenziosa e divina di cotanta Grazia \u201csantificante\u201d.<br \/>\nSu questa interpretazione evidentemente parecchio millantata o quantomeno senza pudore, si sono formulati innumerevoli casi di mitologie automiracolistiche, anche da parte di attempati e colti cristiani, certamente non\u00a0particolarmente psicolabili\u2026 Perch\u00e9 millantata o quantomeno spudorata? Gli spiritualisti nella loro foga, diciamo cos\u00ec \u201cmistica\u201d, dimenticano il primo comandamento che recita: \u201cNon nominare il nome di Dio invano\u201d.<\/p>\n<p>E questa, sia per modestia, anzi per l\u2019umilt\u00e0 prudente della creatura intrinsecamente peccaminosa, di avvalersi dell\u2019effetto della \u201csguardo divino\u201d con le sue facolt\u00e0 evidentemente \u201csovrannaturali\u201d nel suo solo e comunque \u00a0misero \u00a0desiderio.<br \/>\nE sia anche per una ritrosia naturale, tanto rappresentata nell\u2019oleografia kitsch cristologica, che il cristiano deve coltivare soprattutto rispetto alle proprie pseudo-acquisite capacit\u00e0 presentate come sovraumane.<br \/>\nE, infine, sia anche per lo scontato fatto che sui propri \u201cmiracoli\u201d, \u00e8 quantomeno agli altri cui \u00e8 demandato \u2013 per puro pudore anche solo umano \u2013 a doverne riferire e mai, e poi mai, personalmente per s\u00e9.<br \/>\nL\u2019autocelebrazione non \u00e8 mai cristiana. Essa ha un che di analogo e stranamente simmetrico al narcisismo scervellato dei nichilisti miscredenti.<\/p>\n<p>Qui \u00e8 d\u2019uopo essere molto prudenti nella scelta dei temi e delle parole chiave da utilizzare nelle catechesi, in quanto bisogna tener conto della loro spesso limitata capacit\u00e0 ricettiva o delle distorsioni \u2013 peraltro sempre \u201cautoreferenziali\u201d! \u2013 anche del fedele alquanto na\u00eff. L\u2019\u201dautoreferenzialit\u00e0\u201d non \u00e8 certo una specialit\u00e0 di\u00a0<em>CL<\/em>: essa \u00e8 molto diffusa, anche pi\u00f9, nei movimenti intimisti, psicologisti e spocchiosi del nostro tempo\u2026<br \/>\nQuesta tendenza, nella sua non proprio rara mitomania spiritualista, si autoattribuisce, in sovrappi\u00f9, capacit\u00e0 intimistiche che inevitabilmente crede si possano veramente somatizzare in quel che l\u2019\u201d<em>occhio Chanel<\/em>\u201d dal mascar\u00e0 ben sbattuto, indurrebbe nell\u2019alquanto risibile e spessissimo illusoria seduzione dell\u2019interlocutore\u2026<\/p>\n<p>In realt\u00e0 si pu\u00f2 parlare di tali risultanti prodigi solo per grandi figure \u2013 possibilmente morte \u2013 come il famoso sguardo avvolgente e santificato del Gius che tutti quelli che l\u2019hanno conosciuto personalmente ricordano.<\/p>\n<p><strong><em>5 \u2013 Una cultualizzazione financo mitologica della parola introspettiva: la\u00a0Scuola di Comunit\u00e0\u00a0assurta a\u00a0\u00a0 esercizio di sostanziale e raffinato psicologismo<\/em><\/strong><br \/>\nNel nostro clima eccentricamente ecclesiale dipendente dall\u2019individualismo esacerbato dei nostri giorni e, soprattutto, nella societ\u00e0 dello spettacolo resa spettacolo della societ\u00e0, l\u2019opinionismo dialettico prende il sopravvento sulla dialogicit\u00e0 comprovata dall\u2019esperienza, per esempio, giussaniana descritta nel suo grandioso libro \u201c<em>Il senso religioso<\/em>\u201d. Mi diceva la mia dolce met\u00e0 che anche altre esperienze di\u00a0<em>Scuola di Comunit\u00e0<\/em>\u00a0di cui \u00e8 venuta a conoscenza diretta, sono giudicate generalmente inutili o caotiche. Ovvio. Persino il modello delle\u00a0<em>Scuole<\/em>\u00a0del Carron \u2013 malgrado il loro rigore di riconduzione valoriale e veritativo (seppur riduttivo all\u2019intimismo) \u2013 riproduce al pi\u00f9 alto livello gli stessi tipi di problemi. Molte pagine, ogni volta, riproducenti lo svolgersi delle lettere degli interventi con i commenti, pur sempre necessari e illuminati, non possono essere percepiti \u2013 in ultima analisi \u2013 che come un dibattito di introspezione, finalmente solo psicologica. Ci sono in\u00a0<em>CL,<\/em>\u00a0peraltro, molte personalit\u00e0 acute e ben coltivate\u2026<br \/>\nPer\u00f2 se c\u2019\u00e8 una cosa da fuggire come la peste, \u00e8 di non cadere nella tentazione \u2013 propria della nostra era generalmente e superficialmente psicologistica oltrech\u00e9 intellettualmente opinionistica \u2013 di invitare a nozze l\u2019introspezione individualistica e il dibattito (infinito o muto) delle interminabili nonch\u00e9 intersecantesi opinioni soggettive. E relativistiche. Poco o per niente comprovate secondo il metodo che gi\u00e0 aveva fatto la fortuna del <em>Raggio<\/em> giussaniano negli anni \u201950-\u201960. Giust\u2019appunto contro l\u2019opinionismo, oggi diventato anche coltino nel suo inutile introspettare alla maniera della casalinga di Voghera con breve laurea acquisita all\u2019\u201duniversit\u00e0\u201d sottocasa.<br \/>\nMi son provato ad immaginare Papa Francesco alle prese con il resoconto di una\u00a0<em>Scuola di Comunit\u00e0<\/em>, per esempio, quella del 17 giugno 2015 tenuta da don Carron\u2026<br \/>\nNon ci si pu\u00f2 meravigliare se la Miriano, la ormai famosa giornalista a Radio Vaticana de\u00a0<em>La Croce<\/em>\u00a0(il giornale-movimento che sta sorprendendo tutti per la sua globalit\u00e0 e per il suo rigore teologico)<em>,\u00a0<\/em>autrice di best seller culturalmente ben religiosi, affermi di dotarsi di una \u201cinterprete personale amica\u201d per farsi tradurre dal \u201cciellinese\u201d verso l\u2019italiano.<br \/>\nA volte mi chiedo anch\u2019io: \u201cMa chi capisce veramente?\u201d. Chi ci capisce realmente qualcosa di essenziale e di veritativo senza l\u2019aiuto di titoli, sottotitoli, temi riassuntivi e conclusioni evidenziate da vero docente in comunicazione?\u00a0 Si tratta pur sempre di una\u00a0<em>Scuola<\/em>\u2026 Ma soprattutto dove sono gli impiegati, i nuovi operai specializzati e gli imprenditori in grado di veramente entrare nei contenuti di simile linguaggio senza aver prima letto e metabolizzato Lacan o il Freud di almeno \u201cPsicopatologia della vita quotidiana\u201d!<br \/>\nIn molte<em>\u00a0Scuole<\/em>, non solo periferiche, cui ho avuto occasione di partecipare o assistere, quante volte sono rimasto esterefatto nel sentire sia interventi che sintesi pedagogiche finali di tipo perfettamente psicologistico da talk show televisivo notturno o da\u00a0<em>s\u00e9ance<\/em>\u00a0di psicoterapia di gruppo?<br \/>\nNo, la\u00a0<em>Scuola di Comunit\u00e0<\/em>\u00a0giussaniana non \u00e8 e non pu\u00f2 essere questa!<br \/>\nQuesta serve solo a screditarla e ridicolizzarla da parte dei nichilisti e dei miscredenti della Chiesa.<br \/>\nPeraltro, credo che la direzione ciellina centrale ne sia anche da qualche tempo alquanto al corrente. Essa ne \u00e8 consapevole se don Carron, da alcuni anni, ha cercato di prendere il toro per le corna tenendo personalmente una\u00a0<em>Scuola di Comunit\u00e0<\/em>\u00a0centralizzata\u2026<br \/>\nMi rifiuto quindi di commentare oltre, con effetti fatalmente sgradevoli, alcuni esempi di psicologismo spinto che spesso si sentono o si leggono nei rendiconti delle\u00a0<em>Scuole<\/em>\u00a0fatte. Tantopi\u00f9 che siccome ogni discorso narrativo viene riportato alla dimensione, pur sempre ora cos\u00ec ridotta dell\u2019IO (seppur essa sia originariamente onnicomprensiva), si evita fortunatamente di fare allusione o riferimento all\u2019invadente sociologismo abituale altrettanto da marciapiede: il quale \u00e8 incredibilmente reificato e politicistico. Oltrech\u00e9 in modo dissennato e apertamente<\/p>\n<p><strong><em>6 \u2013 Una certa ma sicura marginalizzazione della sacramentalit\u00e0 eucaristica e della preghiera dalla sua centralit\u00e0 comunitaria<\/em><\/strong><br \/>\nDalla postazione belgotta in cui mi trovo, sono abituato a comportarmi da sospetto solipsista, per\u00f2 attivamente cosciente. Piuttosto isolato e con non molti elementi disponibili, devo ricostruire analisi globali spesso sproporzionate. Cos\u00ec, soprattutto in questo capitoletto rischio di estrapolare forse troppo. Ho comunque constatato che raramente mi sbaglio di molto. E quasi sempre, purtroppo, per difetto.<br \/>\nLa mia generazione era stata abituata ad almeno due messe settimanali, la domenica mattina nella chiesa di Santo Stefano a Milano (dove cantava, io incantato e non da solo, l\u2019Adriana Mascagni) prima della\u00a0<em>Scuola di Metodo<\/em>\u00a0del Gius, e il gioved\u00ec sera alle 19 nella chiesetta rossa tra via Larga e piazza Duomo. Attualmente, se si fa una mezza dozzina di messe comunitarie di base all\u2019anno si pu\u00f2 essere gi\u00e0 felici. In ogni Raggio, anche in Comasina, si diceva\u00a0<em>Compieta<\/em>\u00a0all\u2019inizio o alla fine dell\u2019incontro settimanale. Adesso un\u2019Ave Maria e anda\u2026<br \/>\nSono rimasto impressionato nello scorso marzo dalla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio a Roma, dai cosiddetti giudicati politicisti (che sono presenti in gran numero anche qui a Bruxelles) i quali tutte le sere alle 20,30 si trovano in Santa Maria in Trastevere per leggere e cantare i Salmi per pi\u00f9 di un\u2019ora.<br \/>\nMolto polemica, mia moglie che va a messa quasi tutti i giorni \u2013 a volte anch\u2019io con lei \u2013 (lavoriamo ancora in azienda) \u00e8 formale: \u201c<em>CL<\/em>\u00a0ha come centro \u201csacramentale\u201d la cosiddetta attuale\u00a0<em>Scuola di Comunit\u00e0<\/em>. E non proprio la \u201ccelebrazione eucaristica\u201d: il che \u00e8 tutto dire. Nel dicembre scorso, il nostro presidente monsignor Carron \u00e8 venuto a Bruxelles per far visita alla comunit\u00e0 belga per la prima volta: nessuna messa e nessuna preghiera.<br \/>\nSolo una sua conferenza (tradotta in francese in consecutiva\u2026) presso una sala per\u00f2 del Teatro Beaux Arts, il pi\u00f9 importante del Belgio, ben ricercato all\u2019uopo\u2026 Certo, son passati decenni, ma chi si sarebbe mai immaginato che la \u201cmoda\u201d potesse giungere a cambiare fino a questo punto. Quel politicista alquanto cattocomunista di Sandro Antoniazzi, sindacalista e candidato a sindaco di Milano, aveva, per aver un\u2019idea, anche astutamente convinto all\u2019inizio degli nni \u201860 \u2013 me ne ricordo bene \u2013 le due assistenti sociali in Comasina, strutturalmente laiciste, che \u201c<em>Compieta del Libro delle Ore<\/em>\u201d, costituiva per i componenti del <em>Raggio <\/em>di quartiere il \u201ccontenuto del nostro dialogare\u201d, alla stregua degli altri gruppi ricreativi presenti al Centro Sociale\u2026<\/p>\n<p>Cosa rimane ad una comunit\u00e0 ciellina, se l\u2019Eucarestia e le frettolose preghieruzze lampo dette in apnea vengono liquidate con cotali frequenze e intensit\u00e0?<br \/>\nCome pu\u00f2 una comunit\u00e0 cristiana identificarsi nel suo Corpo Mistico e col Corpo Eucaristico con siffatte scadenze e scansioni?<br \/>\nSolo i\u00a0<em>Memores<\/em>, uomini e donne, sembra che siano fedeli agli \u201cuffizi\u201d religiosi quotidiani, ma separati dalle comunit\u00e0 cielline. Non mi sembra per\u00f2 sia imputabile e a carico della direzione ciellina questa marginalizzazione generale della centralit\u00e0 sacramentale e della cristocentricit\u00e0 delle espressioni del movimento. \u00c8 dal basso, dalla ideologia comportamentale dominante nel\u00a0 nostro tempo \u2013 si potrebbe dire dell\u2019Anticristo solov\u2019\u00ebviano dei nostri giorni \u00a0\u2013\u00a0 che scaturisce questo appiattimento anche delle pratiche pi\u00f9 essenziali e cristiane del movimento.<br \/>\nSotto la responsabilit\u00e0 della direzione ciellina \u00e8 invece un certo \u201claisser aller\u201d imborghesito delle cose. Per difetto! Come in altre occasioni e in altri casi di applicazione. \u00c8 anche per questo che considero la speranza di questa\u00a0<em>Lettera aperta<\/em>\u00a0non del tutto infondata.<\/p>\n<p>Persino all\u2019ultima messa commemorativa della morte del Gius, non sono stati messi i fiori: mia moglie volontaria addetta, si trovava con me in Italia. Siamo stati alla messa di\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0nella cattedale di Como celebrata dal vescovo Poletti: peraltro molto bella e seguita.<br \/>\nNon l\u2019Eucarestia, non la preghiera, ma la parola, non quella veramente e propria del Logos, ma quella scambiata in quella che \u00e8 diventata un po\u2019 il \u201c<em>ciciarem un cicinin<\/em>\u201d introspettivo colto \u2013 non importa se di alto o di basso\u00a0livello \u2013 dell\u2019attuale\u00a0<em>Scuola di Comunit\u00e0<\/em>. Spesso intrisa pure di domande per non aver capito neanche il testo di partenza e di riferimento (uno dei libri della trilogia del Giussani). Oppure, nel migliore dei casi (ci sarebbe per\u00f2 da chiederselo veramente: ne parlo nel capitoletto seguente), in una sbrodolata a volte solo un po\u2019 sofisticata ma sempre psicologistica o con alcune verit\u00e0 falsamente da sceverare.<\/p>\n<p>Sembrerebbe paradossale che un movimento considerato intellettuale (coltivato), intimista e spiritualistico possa essere accusato anche mancante nella sua del resto famosa cristocentricit\u00e0 sacramentale.<br \/>\nCome pensare che un movimento spiritualista sia poco avvezzo alla frequentazione delle sue chiese diriferimento?<\/p>\n<p>Non credo, anche qui, che questa lacuna centrale ed essenziale sia deliberatamente provocata dalla direzione di<em>\u00a0CL<\/em>. Epper\u00f2, siccome le varie comunit\u00e0 cielline sono dirette o comunque determinate (ancor pi\u00f9 che influenzate) dai\u00a0<em>Memores Domini,<\/em>\u00a0la cosiddetta tolleranza sacramentale credo sia conseguente al loro posizionamento personale di tipo spirituale. In effetti, la loro assiduit\u00e0 instituzionalizzata alla preghiera e all\u2019Eucarestia quotidiane li rende paradossalmente separati (ma non \u00e8 questa la critica per loro) dal carattere universale e tradizionalmente ecclesiale che tali devozioni contengono per tutti e ciascun laico.<br \/>\nMa come sempre, c\u2019\u00e8 la vera ragione di questo allontanamento o separazione dal Corpo Mistico della Chiesa e non solo dalla frequentazione delle sue chiese. Si tratta precisamente di un movimento a ritroso dall\u2019impegno diretto dei membri tutti di\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>nell\u2019unit\u00e0 fondamentale di base dell\u2019Ecclesia: la diocesi e la parrocchia!<\/p>\n<p>Gi\u00e0 don Carron aveva cercato di rispondere con un articolo sulla stampa nazionale a questa accusa nel 2014 facendo notare che pi\u00f9 di mille ciellini erano impegnati nelle parrocchie a Milano\u2026<br \/>\nMa chi l\u2019ha veramente letto in\u00a0<em>CL<\/em>? E chi si preoccupa realmente di militare in parrocchia?<br \/>\nA Bruxelles, per esempio, dopo una trentina d\u2019anni di esistenza di\u00a0<em>CL,\u00a0<\/em>non esiste praticamente nessuna parrocchia in cui il movimento si sia impiantato e sia conosciuto da altri parrocchiani. Come non esiste nessun prete vicino alla comunit\u00e0 locale!<br \/>\nE il problema non \u00e8 che a\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>venga chiesto di identificarsi e scomparire tra le consuete strutture sonnolenti ma fagocitanti della parrocchia. Oppure che non esistano preti intelligenti e disponibili\u2026<br \/>\nL\u2019accusa di \u201cautoreferenzialit\u00e0\u201d non \u00e8 assolutamente campata per aria anche dal punto di vista associativo.<\/p>\n<p><strong><em>7 \u2013 Allontanamento e rifiuto delle tematiche constituve della realt\u00e0: banalizzazione della dimensione economica e perifericit\u00e0 insignificante dell\u2019individualismo intimista<\/em><\/strong><br \/>\nDa dove prendono piede lo psicologismo e l\u2019opinionismo di dette degenerate\u00a0<em>Scuole di Comunit\u00e0<\/em>?<br \/>\nAnch\u2019esse dal riduttivismo: la tendenza ideologica cio\u00e8 pi\u00f9 diffusa della nostra era. Tutto il nichilismo relativista sta riducendo l\u2019umano ad uno standard consumistico-produttivistico (poco produttivistico) assolutamente materialista fondato sul soggettivismo dell\u2019alquanto inesistente individuo \u201cautocreativo\u201d.<br \/>\nEsiste per\u00f2 un riduttivismo simmetrico cristiano in cui l\u2019uomo \u00e8 diminuito, solo apparentemente, alla sua cosiddetta dimensione solamente intimistica e trascendente. Tutti e due questi modelli di uomo ridotto, in effetti, non esistono veramente e non possono esistere tranquillamente nella realt\u00e0 la quale \u00e8 sempre composta contemporaneamente e prepotentemente di Terra e Cielo, di orizzontalit\u00e0 e di verticalit\u00e0.<br \/>\nLa persona umana della nostra epoca ridotta assume cos\u00ec la forma degradata e deformata \u2013 sempre provvisoriamente \u2013 di due\u00a0 \u201ctransumani\u201d: l\u2019uno \u2013 nella sua ultima versione prometeica \u2013 detta \u201cpensiero unisex oppure ideologicamente omosessuato occidentale\u201d, costantemente massificato (alla maniera mirabilmente descritta da Ortega y Gasset); e l\u2019altro \u2013 nella sua classica versione di buonista \u2013 e modernamente catacombale o spiritualista, avulso dal suo mondo e dal suo tempo.<\/p>\n<p>Come avviene questo doppio riduzionismo assurdamente applicato alla intrinseca complessit\u00e0 e globalit\u00e0 umana? Con una mostruosificazione dell\u2019intima natura completa e armoniosa delle sue caratteristiche e funzionalit\u00e0. \u00c8 da questa doppia semplificazione semplicistica, l\u2019una materialista e scientista e l\u2019altra intimista e altrettanto ideologica \u201cceleste\u201d, che scaturiscono le due ideologie apparentemente opposte ma globalmente complementari e complici dei nostri giorni.<\/p>\n<p>Ma veramente si possono mettere sullo stesso piano i cattolici che, in modo difensivo e falsamente buonista, si ritraggono nel verticale e i secolarizzati tutti tesi a inventare \u2013 seppur superficialmente \u2013 una cinquantina e pi\u00f9 di \u201cnuovi\u201d tipi umani (i\u00a0<em>Gender<\/em>), secondo gli ultimi principi \u201camericanosi\u201d? Da un punto di vista della pura dinamica sociale \u00e8 indubbio che la contrapposizione appaia solo tale. Certo la differenza sostanziale consiste nel fatto che i cristiani spiritualisti, si riconoscono almeno come generati dal Padre, come creature che non hanno l\u2019illusione, evidentemente assurda, di poter cercare di divinizzare la loro scervellata scelta di definirsi orfani di nascita. Ma sono veramente cristiani gli spiritualisti? Ges\u00f9 non lo \u00e8 mai stato.<br \/>\nLa sua vita in quanto Cristo risorto \u00e8 stata indivisibilmente privata e pubblica; terrena e celeste, nei Suoi tre anni spiccatamente evangelici. Si potrebbe anche dire, eventualmente, che \u00e8 a partire da quella pubblica che prende senso tutta quella privata ed intima. Tutte le tematiche costitutive della realt\u00e0 sono inseparabili.<\/p>\n<p>Qui in Belgio dove vivo da quarant\u2019anni non mancano sia gli esempi emblematici e supremi dell\u2019orrenda secolarizzazione (fino all\u2019orribile eutanasia legalizzata dei bambini!), che quelli di un cristianesimo \u2013 come ripete ancora una volta il vescovo di Ferrara, Luigi Negri, intimo seguace e collaboratore di don Giussani per molti decenni \u2013 \u201cnon pu\u00f2 avere la preoccupazione di non disturbare\u201d.\u00a0 \u201cAnzi \u2013 non esita a precisare il vescovo forse pi\u00f9 dichiaratamente e storicamente giessino (quale gi\u00e0 era) e ciellino \u2013 che il cattolicesimo buonista rifiuta la fede\u201d.<br \/>\nA leggere le dichiarazioni dell\u2019attuale presidente di\u00a0<em>CL<\/em>, Carron, nell\u2019ultima\u00a0<em>Scuola di Comunit\u00e0<\/em>\u00a0del 17 giugno, non possono che tremare le vene dei polsi a tutti i veri giussaniani dentro e fuori del movimento.<\/p>\n<p>L\u2019idea di un progressivo rimpicciolimento di\u00a0<em>CL<\/em>, indipendentemente dalle sue dimensioni quantitative, non pu\u00f2 che rendersi evidente. Soprattutto per tutti coloro che attualmente vengono accusati di essere \u201cnostalgici\u201d di un passato trascorso, naturalmente, senza ritorno.<\/p>\n<p><strong><em>8 \u2013 Sottovalutazione sistematica della testimonianza sociale e pubblica con assimilazione della relazionalit\u00e0 esistenziale a quella individuale, anche individualistica<br \/>\n<\/em><\/strong>Affermare come fa Carron (ma non solo lui) nella sua ultima\u00a0<em>Scuola di Comunit\u00e0<\/em>\u00a0del 17 giugno che \u201c<em>le manifestazioni pubbliche lasciano il tempo che trovano<\/em>\u2026\u201d non solamente offre una dimostrazione \u2013 dispiace dirlo \u2013 di apparente ignoranza non solamente sociale e politica ma soprattutto religiosa.<br \/>\nDal punto di vista politico basterebbe gi\u00e0 solo lo stesso successo della manifestazione di appena qualche giorno dopo a Roma che ha bloccato, sul piano dell\u2019efficacia, le leggi in corso di approvazione. Addirittura il deputato Scalfarotto, promotore di una legge a suo nome fermata, si \u00e8 anche messo a fare, in modo come quasi sempre dissennato secondo gli usi soliti da decenni, un cosiddetto sciopero-farsa della fame pieno di\u00a0<em>brioche e croissant<\/em>\u00a0al caffelatte molto zuccherato\u2026 Detto sciopero non solo intrinsecamente falso nella sua modalit\u00e0 (corrotta) di realizzazione (ci si ricordi dei veri morti irlandesi che facevano veri scioperi della fame!), ma soprattutto era assurdo e surreale in quanto impostato anche antidemocraticamente e ribellisticamente contro il proprio governo e partito (di cui Scalfarotto \u00e8 membro!). Questo, per dire che la sottovalutazione della direzione di\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0non riguarda solo la specificit\u00e0 del tipo di lotta, ma \u00e8 anche simmetricamente legata ad una imperdonabile sopravvalutazione dell\u2019opposizione, nel qualcaso del\u00a0<em>Gender.\u00a0<\/em><br \/>\nInutile parlare anche qui degli altri movimenti cattolici intimisti, automarzianizzati da tutto.<br \/>\nIl \u201ctestimonial\u201d addotto\u00a0 sull\u2019esperienza cosiddetta negativa (ma chi pu\u00f2 veramente saperlo?) della Spagna, la dice poi lunga per la sua inadeguatezza e impertinenza. Nella societ\u00e0 dello spettacolo (oltretutto massificata), fare previsioni e sputare giudizi paralleli \u00e8 sistematicamente azzardato. Questo sul piano socio-politico. Su quello poi religioso, la questione pu\u00f2 diventare tragicamente anche infamante. Da quando, infatti, il successo \u2013 ecclesialmente parlando \u2013 \u00e8 diventato un criterio cristiano? Soprattutto per la\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0giussaniana che ha sostenuto la lotta contro il divorzio e l\u2019aborto ben approvati poi dal parlamento. Il cristiano (e il ciellino) ha sempre come problema numero uno quello esclusivo della testimonianza. Che altro? Ges\u00f9 \u00e8 morto in croce schernito, sputacchiato e orrendamente torturato\u2026 I martiri cristiani dei nostri giorni, non si pongono troppi problemi intimisti di fronte al loro massacro mentre pronunciano la loro ultima parola: Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Ma don Carron ha citato, non senza forse una certa fierezza \u201cecumenica\u201d, di aver condiviso la decisione di non partecipare alla manifestazione romana in compagnia dell\u2019<em>Azione Cattolica<\/em>. Ma ha forse dimenticato il successore designato da don Giussani stesso, che tutta la storia di\u00a0<em>GS<\/em>,\u00a0<em>GL<\/em>\u00a0e\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0\u00e8 stata scritta in una lotta senza quartiere e astutamente manovrata per pi\u00f9 di trent\u2019anni, contro la sempre purtroppo retrograda \u00a0<em>Azione Cattolica<\/em>? E ha forse rimosso che il Gius ha dichiarato che persino \u201cDella compagnia di\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0me ne infischio!\u201d (anche se si riferiva, nel qualcaso, alla compagnia amichevole persino del suo movimento\u2026).<br \/>\nCerto, oggi la Chiesa \u00e8 ancora divisa: monsignor Galantino da una parte (sempre con l\u2019obsoleta e spiritualista\u00a0<em>AC<\/em>) e dall\u2019altra, per esempio, l\u2019eterno ciellino vescovo Negri: e ancora quanti altri!<br \/>\nE dove si schiera<em>\u00a0CL<\/em>? Tra le associazioni che non partecipano all\u2019\u201dinopportuna manifestazione\u201d!<br \/>\nIl tutto condito con una salsina dolciastra della testimonianza intima e individualistica sugli spaghetti ben verticali pure ben cotti. Tutto il nuovo mondo cattolico, scaturito dalla coscienza e dall\u2019analisi dell\u2019acuta crisi contemporanea antropologico-religiosa del nostro universo, non crede ai suoi occhi pieni di sgomento nel vedere il baratro intimista dove sta precipitando\u00a0<em>Comunione e Liberazione.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 proprio del 19 agosto un lungo e meraviglioso articolo pubblicato su\u00a0<em>Tempi<\/em>\u00a0di Giovanna Jacob. Nel breve saggio molto chiaro e illuminante, \u00e8 preso di mira Giovanni Passali, un economista statalista accreditato \u201cesperto\u201d tra i cosiddetti esperti che non hanno capito e continuano a non capire le ragioni della crisi\u00a0economica: egli scrive pure su\u00a0<em>Il Sussidiario<\/em>\u00a0da pi\u00f9 di cinque anni (contrariamente alla geniale Jacob).<\/p>\n<p>Il Passali dichiara con l\u2019ideologia assolutamente lobotomizzata e malandrina dei cattoprogressisti, per cui ci sarebbe il principio, peraltro per lui e per gli statalisti, molto legittimo ma cristianamente sempre assurdo, a sostegno del disastroso collettivismo schizofrenico del mondo contemporaneo. L\u2019idea del \u201cbuon padre di famiglia\u201d non sarebbe infatti applicabile alle leggi \u201cspeciali\u201d \u2013 udite, udite\u00a0 \u2013 \u00a0dello Stato! Eventualmente essa pu\u00f2 essere giust\u2019appunto valida per una famiglia, non per lo Stato moderno (modernista). Questi non pu\u00f2 nemmeno immaginarla valida per s\u00e9 e il suo funzionamento. Lo Stato, infatti, per questo \u201cgenialoide pseudo-cattolico\u201d che semplicemente confonde il Reale con il Razionale (!), non pu\u00f2 che dotarsi \u2013 naturalmente facendo debiti, tutti i debiti possibili \u2013 per la moltitudine di \u00a0servizi e le facolt\u00e0 che la cosiddetta modernit\u00e0 pu\u00f2 esigergli o potrebbe suggerirgli! Lo Stato, per questo \u201cesperto\u201d ultrastatalista al di sopra di ogni legge e anche del buon senso come la maggior parte degli ex-comunisti, il quale ha anche la vergognosa fierezza (di falsa coscienza) di dichiararsi cristiano, deve praticare leggi morali ed economiche che un buon padre di famiglia, l\u2019eterno\u00a0<em>gonzo\u00a0<\/em>di turno, non ha che da sottoscrivere e per cui deve solamente pagare. Non si accorge il teorico scervellato che cos\u00ec affermando non fa altro che definire la superiorit\u00e0\u00a0 e il predominio nichilista dello Stato sulla intangibile e sacra Persona alla base della Famiglia. Vale a dire esattamente il contrario di quanto il cattolicesimo afferma ed affermer\u00e0 eternamente. Ma \u00e8 proprio in questa sua incosciente, diciamo cos\u00ec, \u201csemplicistica autenticit\u00e0\u201d che la Jacob lo individua nel suo \u201cprezioso contributo\u201d rispetto a quanto i pi\u00f9 (la vera grandissima maggioranza apparente dei cattolici) praticano senza mai dirlo o quasi. Siccome lo Stato deve essere ben dotato di tutto e di pi\u00f9, naturalmente per edonismo prestrutturato (chiss\u00e0 poi perch\u00e9, dal sempice punto di vista evangelico?), la legge del realmente possibile deve essere sistematicamente infranta: con i debiti, naturalmente! Pazienza se cos\u00ec si crea e si consolida una nuova classe deleteria e devastatrice detta finanziaria e parassitaria: persino Papa Francesco continua a ripeterlo instancabilmente! \u201c\u00c8 lo Stato stesso che lo esige\u201d afferma l\u2019economista folle, e non deve essere limitato da quanto \u00e8 reso possibile dalle reali disponibilit\u00e0\u2026 E allora? \u2013 verrebbe da dirgli\u2026 La legge dei diritti che prevalgono sui doveri \u00e8 cos\u00ec impostata e ipostatizzata: tutti i cosiddetti \u201cpragmatici\u201d cattolici (e progressisti) che, di fatto, pensano e fanno la stessa cosa, ringraziano sentitamente e silenziosamente, come sempre, per averlo abbondantemente anche scritto e riscritto. L\u2019orribile diabolico reale \u00e8 cos\u00ec reso anche \u201crazionale, e giusto\u201d. E, al diavolo, la morale per cui si vive in recessione, in una disoccupazione record, con tutti i debiti oceanici contratti sul gobbone dei figli e nipoti. E in uno Stato palestrato agli anabolizzanti pseudo-edonisti con ormai la disponibilit\u00e0 di uno statale per ogni lavoratore, produttore di ricchezza vera nel settore privato\u2026<\/p>\n<p>Quel\u00a0<em>pirla<\/em>\u00a0del \u201cbuon padre di famiglia\u201d ora sa perch\u00e9 dev\u2019essere schiavizzato \u2013 analizza l\u2019acuta Jacob \u2013 con la sua famiglia e messo alla merc\u00e9 economica e culturale di tutte le follie ideologiche e cervellotiche dei suoi consimili totalitari e relativisti: gli statalisti di servizio. I quali non sono solo \u201cingenui\u201d ma anche, nella sostanza, parassiti economici di fatto. Purtroppo tutto o quasi il mondo cattolico, di cui certa Chiesa ufficiale si fa carico, appartiene all\u2019ideologia di questo scervellato sedicente economista cattolico, tra il protestante e il progressista collettivista, che non esita ad affermare il politeismo antireligioso della sua concezione corrispondente alla diabolica mondanit\u00e0 spappolata, e non alla Verit\u00e0. Sarebbe come se, siccome il male e il peccato sono totalmente maggioritari, dobbiamo disporre di due leggi: una per giustificare l\u2019orribile ed infernale realt\u00e0 esistente, e l\u2019altra, ben autolaicista, per bisbigliare a livello intimo e forse privato \u2013 ma non pubblico! \u2013 l\u2019idea, e solo l\u2019idea, di un certo cristianesimo cattoprogressista in sintonia, per\u00f2, col \u201cpensiero unico\u201d subumano. Quello del\u00a0<em>politically correct\u00a0<\/em>dittatoriale.<br \/>\nSecondo questi cristianucci sottosviluppati e svenduti, viva lo Stato, abbasso la Persona e largo alla \u201ctestimonianza individualistica\u201d ben schiavizzata: sia economicamente che sul piano culturale dal nuovo minculpop nuovista e modernista, per esempio,\u00a0<em>Gender<\/em>. I dirigenti di<em>\u00a0CL,<\/em>\u00a0che propongono il sostegno ai \u201ccorpi intermedi\u201d e annunciano il loro impegno per il centro sinistra laicista e statalista, lo sanno?<\/p>\n<p><strong><em>9 \u2013 Clericalismo comportamentale pedissequo come ricerca, di fatto, di opportunismo intellettualistico e individualistico, arbitrario nel formalismo asociale<\/em><\/strong><br \/>\nIl grandissimo cristiano veramente europeo Dostoewskij riconosceva alla Chiesa la sua eterna funzione salvifica, intrinseca e indispensabile, ma si \u00e8 guardato bene dall\u2019attribuirgliela storicamente in ognuna delle sue opere letterarie.<br \/>\nIl clericalismo coltiva invece l\u2019atteggiamento opposto: aderire e identificarsi nella Chiesa indipendentemente dal soffio divino dello Spirito che potrebbe incarnare il Fatto cristiano del Dio vivente anche laddove abitualmente lo si crede assente o lontano. Naturalmente il vero cattolico \u00e8 sempre disposto ad obbedire all\u2019Autorit\u00e0 che, malgrado tutto, in coscienza gli si pone e impone!<br \/>\nQuando nell\u2019ultima intervista al Gius realizzata per la televisione svizzera da Chiara Beria d\u2019Argentine, alla classica e famosa domanda se \u201csia stata la Chiesa ad aver abbandonato gli uomini oppure gli uomini ad aver abbandonato la Chiesa\u201d,\u00a0 il grande servo di Dio, celebre per la sua incondizionata obbedienza (la sua pi\u00f9 bella e significativa foto \u00e8 quella in ginocchio davanti a san Giovanni Paolo II), rispondeva senza esitare per la prima possibilit\u00e0. Contraddizione antagonista? Niente affatto. Come sottolineava il filosofo rumeno-francese Cioran, \u00e8 proprio dei grandi spiriti (religiosi) di abitare permanentemente i territori di frontiera dove si vive nel \u201crischio\u201d permanente di sfiorare\u00a0 \u2013 \u201cfroler\u201d nel suo francese acquisito \u2013 l\u2019eresia senza mai caderci.<br \/>\n\u00c8 stato il caso clamoroso di san Francesco di fronte al suo papa piuttosto incline ai bagordi e ai profumi del clero romano. Ebbene, proprio perch\u00e9 coltivava la sua grande fede, il \u201cpoverello\u201d ebbe il coraggio di chiedere ed ottenere l\u2019obiettivamente non facile benedizione per il suo nuovo ordine (francescano) che conteneva i molto poco conformi fraticelli che s\u2019era portato appresso in Vaticano (facendo quasi svenire i molto corrotti cardinali e vescovi col\u00e0 ultraraffinati\u2026). \u00c8 lo stesso coraggio (insensato perch\u00e9 divino) con cui il santo di Assisi, giunto poi col suo ordine fino all\u2019Irlanda, si present\u00f2 inerme tra gli islamisti per dialogare \u2013 come riusc\u00ec a fare \u2013 con loro. Il carisma ciellino \u00e8 forse oggi quello di allinearsi alle eterne paure tremebonde, sfuggenti e conformiste dell\u2019<em>Azione Cattolica<\/em>? \u00c8 forse quello di identificarsi con le posizioni codine del segretario della CEI, Galantino, sempre sul suo cavallo inutilmente bianco, per in ogni caso pretendere di negoziare col potere (anche ben al di l\u00e0 della sua funzione)? Basta gettare uno sguardo anche superficiale sulla storia del movimento giussaniano per avere la netta risposta contraria.<br \/>\n\u00c8 forse comprensibile, in questo senso, l\u2019atto estremo e senza mediazioni di Antonio Socci, a fine giugno scorso in cui, in una riga, ha invitato monsignor Carron a prendere il primo aereo per Madrid e non farsi pi\u00f9 vedere, per permettere a\u00a0<em>Comunione e Liberazione\u00a0<\/em>di compiere la sua \u201cvocazione ecclesiale in modo coerentemente carismatica\u201d. La cosiddetta \u201cprudenza\u201d politica altro non \u00e8 che l\u2019eterno opportunismo squallido che avrebbe portato arbitrariamente Ges\u00f9, durante le feste della Pasqua ebraica, lontano a nord per predicare sul lago di Tiberiade o nel deserto a sud per pregare, piuttosto che affrontare il destino altamente drammatico e glorioso della Sua Morte e Resurrezione a Gerusalemme. Esiste, infatti, in politica l\u2019inevitabile solitudine e l\u2019amara ma sempre libera opposizione: non lo si dimentichi.<br \/>\nUno dei pi\u00f9 grandi interrogativi ecclesiali del nostro tempo \u00e8 di ricomporre la rottura tra il patrimonio gigantesco della cultura, nella Tradizione storica del cristianesimo, e la Fede sempre invocata dalla Chiesa tutta. \u00c8 a questa missione, costi quel che costi, che ogni uomo di Dio deve dedicarsi. Senza paure e in modo totalmente prioritario.<br \/>\nE non \u00e8 certo invitando monsignor Galantino al Meeting di Rimini 2015 che si sfugge al clericalismo anche pi\u00f9 apparentemente sfrontato (ne riparler\u00f2 al capitoletto 14). Il mondo non chiede oggettivamente altro. E la Carit\u00e0 l\u2019impone.<\/p>\n<p><strong><em>10 \u2013 Sparizione della missionariet\u00e0 caritativa comunitaria a vantaggio di una supposta testimonianza coatta personale (dove ci si trovi): nel Buonismo e non nel Bene. Il \u201csopra\u201d della politica<\/em><\/strong><br \/>\n\u00c8 sempre la debordante e incontenibile Carit\u00e0, l\u2019ultima ma la pi\u00f9 importante delle Virt\u00f9 teologali (con Fede e Speranza), ad incarnarsi nella missionariet\u00e0.<br \/>\nCome in ogni sentimento o progetto di Amore cristiano, le componenti sono sempre due: la preghiera nel deserto dell\u2019anima ma anche nella susseguente espansione sociale e pubblica nella storia.<br \/>\nIl monachesimo, nelle due Scuole di Comunit\u00e0 carroniane citate, \u00e8 presentato come un movimento che ha conservato e ha trasmesso. Vero, ma si conserva e si trasmette (si tramanda, pi\u00f9 che altro, come scrive la storica giussaniana, dagli anni \u201950, professoressa milanese Scabini nel sito web di Nonni2.0 <a href=\"http:\/\/www.nonniduepuntozero.eu\">www.nonniduepuntozero.eu<\/a>) solo nell\u2019espansione!<br \/>\n\u00c8 riempiendo l\u2019Europa, l\u2019allora mondo conosciuto, di monasteri, conventi e regole da \u201c<em>Ora et labora<\/em>\u201d, sintetizzando e declinando il verticale con l\u2019orizzontale, il Cielo e la Terra, la spiritualit\u00e0 e la tecnologia, che i monaci son diventati i leader della loro era!<br \/>\nCerto che hanno conservato il Buono, il Bene e il Bello del passato, ma per restituirlo nella forma moderna del tempo. Il Rinascimento con la sua tecnica e la sua spinta innovativa (anche gi\u00e0 inizialmente scientiste come don Giussani dimostrava spesso con dovizia di esempi) non poteva essere nemmeno concepito senza la lunga preparazione cognitiva e missionaria del Medio Evo. I monaci camminavano per tutti i paesi europei ed oltre, fino in Siberia. Erano i rari vettori attivi degli scambi: non portavano alle altre comunit\u00e0 solo l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Eucaristia e dei Sacramenti, ma anche le informazioni, scambiavano le conoscenze e le molte efficaci tecniche sperimentate nei loro monasteri anche di organizzazione agricola ed economica.<br \/>\nAltro che ritirirasi dal sociale per chiudersi nelle volontarie catacombe moderne da sagrestie! Ma da dove vengono queste idee raggomitolate e involutive?<br \/>\nDal \u201cbuonismo\u201d: c\u2019\u00e8 una lunga intervista (uscita da qualche settimana \u2013 dicevo \u2013 di monsignor Luigi Negri, grandissmo giussaniano storico tra i giussaniani, che spiega la degenerazione prefissata nel buonismo della missione di pace e di amore del cristiano. Si sa, Ges\u00f9 ha portato la contraddizione nel mondo. Non il pacifismo imbelle e opportunista nella sottomissione ai produttori del male. Il cristianesimo \u00e8 quello della \u00a0pretesa \u2013 non meno della fiera pretesa, ripeteva il Gius \u2013 della Verit\u00e0 e della Via. E quando Ges\u00f9 mandava, a due a due, i suoi apostoli in missione ad annunciare il Vangelo, raccomandava loro di \u201c<em>scuotere bene la polvere dai loro sandali davanti alle porte dove essi erano rifiutati: la cosa avrebbe prodotto anche testimonianza<\/em>\u2026\u201d.<br \/>\nEppoi, la prima testimonianza di missione \u00e8 pur sempre comunitaria e pubblica rispetto, naturalmente, a quella personale e \u201cautomatica\u201d nella presenza oggettiva della propria esistenza.<br \/>\nLuigi Giussani \u00e8 sempre stato accusato di essere di \u201cdestra\u201d, il peggiore \u201cinsulto\u201d (oltretutto falsificante) che la contemporaneit\u00e0 potesse e possa rivolgere. Da un punto di vista strettamente politico, invece, don Giussani aveva un solo criterio: \u201cla distanza critica\u201d. L\u2019aveva pi\u00f9 volte ripetuto e spiegato nelle interviste a Robi Ronza negli anni \u201970-\u201980. Quando i politici si ritrovano uno Stato da gestire che spende di pi\u00f9, molto di pi\u00f9, di quanto produce \u2013 lui lo sapeva bene! \u2013 la libert\u00e0 di fare politica, la libert\u00e0\u00a0<em>tout court,\u00a0<\/em>sparisce: le opzioni politiche di destra come di sinistra vengono semplicemente annullate.<br \/>\nCosa rimane, dunque, alla scelta politica di fondo? Rimane solo l\u2019affermazione, pur sempre principale, detta dei \u201cprincipi non negoziabili\u201d, della scelta della supremazia della Persona sullo Stato.<br \/>\n\u00c8 a questa dominante che don Giussani teneva come alla pupilla degli occhi: quanto alla destra o alla sinistra politiciste, era ideologicamente e conseguenzialmente quasi indifferente. Su molti temi era di sinistra e su altri di destra o di centro. Sempre, comunque, si situava \u201csopra\u201d! E su un punto era inflessibile. Sulla supremazia del generalmente incompreso dominio della Persona, della sua irriducibile libert\u00e0. E siccome tutta la cultura e la mentalit\u00e0 materialistiche della nostra era e continuano ad essere piuttosto \u201c<em>de sinistra<\/em>\u201d, il don Gius sceglieva la destra: ma solo per difetto, naturalmente.<br \/>\nOggi sarebbe la stessa cosa ed anche ancora per lunghi decenni: bisogner\u00e0 che la cultura di massa, di destra come di sinistra, scelleratamente e supeficialmente edonista oltrech\u00e9 immorale, si accorga della sua scempiaggine devastatrice; ritorni a fare figli con apertura alla vita secondo le leggi naturali e rivelate di Dio (non \u00a0certo con lo statalismo!); a saldare i suoi debiti senza farli pagare ai figli e nipoti (meglio non farli!); e, infine, a ridurre radicalmente la presenza molto pleonastica dei funzionarizzati intrinsecamente totalitari in quanto soluzione statalista: non c\u2019\u00e8 alternativa da decenni, bisogna licenziarli e metterli subito sul mercato del lavoro (anche chiedendo loro scusa per averli oggettivamente corrotti).<br \/>\nAllora e solo allora, sempre con \u201cdistanza critica\u201d si potr\u00e0 anche votare a sinistra \u2013 se opportuno o necessario \u00a0\u2013 a condizione che la sinistra sostenga, pi\u00f9 che la destra (in quanto anch\u2019essa, quest\u2019ultima, da sempre alquanto o molto laicista\u2026), questi tre cardini della politica evidentemente pubblica.<br \/>\nL\u2019attuale indifferenziazione dei movimenti cattolici rispetto alle opzioni politiche \u00e8 comunque una follia anticristiana e senza fede, ancor pi\u00f9 che praticamente dissennata! Sempre con \u201cdistanza critica\u201d c\u2019\u00e8 da preferire la politica contraria al cancro in metastasi delle nostre societ\u00e0: lo statalismo epocale!<br \/>\nMa questo, a condizione di essere ben coscienti che il mondo \u00e8 ora diviso in due (del resto come sempre): quelli che producono la vera ricchezza materiale e spirituale con il loro lavoro quotidiano al servizio della verit\u00e0 e della bellezza globali del Creato; e, dell\u2019altra, i pi\u00f9 o meno parassiti dello Stato statalista dominante sulla Persona che non pensano ad altro, in realt\u00e0, che organizzare il consenso alla politica della schiavit\u00f9 (la parola, anche se non adeguatamente modernizzata, \u00e8 esatta!) dei primi da parte dei secondi. Tra questi ultimi si potr\u00e0 cos\u00ec individure i funzionari statali e i politici veramente servitori dello Stato che dovrebbe invece essere minimo e legittimo indispensabile ai cittadini e alla societ\u00e0 tutta. Questi funzionari integri, necessari e veri lavoratori esistono gi\u00e0 ma sono inevitabilmente confusi e\u00a0 instricabilmente inseparabili da tutti gli altri oggettivamente dannati. Finch\u00e9 la Chiesa non avr\u00e0 ben metabolizzato questa idea basilare della vera povert\u00e0 evangelica sul piano sociale, la pratica religiosa non potr\u00e0 essere che riduttiva e mistificata. Produttiva di ingiustizia. Spiritualista.<\/p>\n<p><strong><em>11 \u2013 La deviazione culturale pi\u00f9 grave di\u00a0Comunione e Liberazione: l\u2019apparente abbandono pratico della visione economica che invece costitusce il pi\u00f9 universale dei valori seppur, apparetemente, solo terreno e umano<\/em><\/strong><br \/>\nIl fatto che\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>manchi di una analisi globale, da pi\u00f9 di una decina d\u2019anni, di una analisi precisa delle ragioni, pertanto semplici, della crisi economica contemporanea, vale a dire la radicale denatalit\u00e0 da cinquant\u2019anni e i giganteschi debiti pubblici, naturalmente statalisti e corruttivi, la dice molto lunga sul livello di ignoranza conformistica e massificata (quasi tutta la societ\u00e0 occidentale boccheggia sulla stessa misconoscenza\u2026) nella quale si compiace di sopravvivere ufficialmente quasi tutto, o gran parte, il movimento cattolico.<br \/>\nAll\u2019ignoranza colpevole, la maggior parte dei movimenti cristiani aggiungono anche l\u2019irreligiosit\u00e0 data dall\u2019adesione superficiale e inconsapevole all\u2019ideologia nichilista che stabilisce \u2013 senza troppo dirlo \u2013 la supremazia assoluta dello Stato sulla Persona fatta ad immagine di Dio. Questo statalismo banalizzato, reificato e corrente, che produce mille conseguenze quotidiane quasi impercettibili singolarmente per la consapevolezza riduttiva e massificata dell\u2019uomo modernista (non moderno!), \u00e8 il sottile veleno mortifero che rende invivibile l\u2019esistenza sociale.<br \/>\nSiccome la chiave di lettura di\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>rispetto alla realt\u00e0 economica \u00e8 ora acritica e conforme al disorientamento della maggior parte degli \u201cesperti economici\u201d (non hanno assolutamente previsto, per esempio l\u2019attuale crisi!) finalmente ignorantissimi e inutilmente \u201cesperti\u201d arzigogolati bench\u00e9 raffinatamente coltivati, che scrivono anche su\u00a0<em>Il Sussidiario,\u00a0<\/em>appare giustificato che le pi\u00f9 atroci ideologie esistenziali ed economiche facciano capolino e si installino presso i ciellini senza alcuna bussola nella cultura della produzione e del consumo. Non \u00e8 un caso se la concreta leadership culturale del movimento \u00e8 quella sconquassata e sgangherata dei cosiddetti pedagoghi europei che sono diventati, dall\u2019inizio degli anni \u201970, i divulgatori del soggettivismo inevitabilmente nichilista del\u00a0<em>politically correct<\/em>. La classe degli insegnanti \u00e8 seconda sola a quella dei magistrati per ignoranza globale e, sopratuto, corruzione intellettuale molto antidemocratica e partitica. Il fatto che ci siano anche molti insegnanti ciellini critici e politicamente centrati (c\u2019\u00e8 per\u00f2 da chiederselo veramente alla luce della svolta in atto!), non cambia affatto questa valutazione generale.<br \/>\nE pertanto, proprio per dei cattolici, sarebbe oltremodo semplice e diretto giungere a constatare il perch\u00e9 la crisi economica attanaglia il mondo, senza scampo e progressivamente da decenni. A volte giungono a farlo, parzialmente, ma non in modo sistematico (anche su\u00a0<em>Il Sussidiario<\/em>). Di questo, gli obnubilati leader politici e i pennivendoli \u201cesperti\u201d economico-finanziari non riescono, alla fin fine, a capire unitariamente granch\u00e9.<br \/>\nCome cercavo di spiegare in altri e precedenti documenti messi pure sul mio Blog, \u00e8 tutto il movimento generalizzato dell\u2019incredulit\u00e0 in Dio, della divinizzazione della disperante \u2013 seppur attraente \u2013 \u00a0creativit\u00e0 umana e tecnoscientista, ad aver portato ad una mancanza \u2013 per difetto, dicono i demografi \u2013\u00a0 di un miliardo e mezzo di non nati dopo gli anni \u201960: quasi la totalit\u00e0 della popolazione cinese ma gi\u00e0 diffusamente ricca e altamente civilizzata dal cristianesimo apparentemente declinante!<br \/>\nLa cosa ha fatto crollare la domanda interna occidentale, quindi con crisi radicale dello sviluppo degli inutili consumi (fra l\u2019altro provvidenziale questo!) oltre che nel suo naturale e armonioso sviluppo. Per conseguenza, crisi della produzione. Non si trasgrediscono impunemente le leggi naturali e quelle rivelate di Dio. Ettore Gotti Tedeschi, anche dopo il suo alto incarico al Vaticano, lo spiega e continua a farlo apparentemente senza utilit\u00e0. Si tratta di un meccanismo troppo elementare per essere preso sul serio dai sapientoni specialisti \u201cesperti\u201dstrutturalmente deficienti o parcellizzati. Dio ha svelato cose \u00a0\u2013 i veri cristiani lo sanno \u2013 ai semplici di cuore e ai bambini che i cosiddetti sapienti (anche sedicenti ora cattolici impegnati) non capiscono, non vogliono da sempre capire\u2026 Tanto pi\u00f9 che non hanno capito nemmeno l\u2019altra causa diventata ormai fondamentale: quella dei debiti pubblici mai rimborsati. Fare debiti, diventati per la loro importanza cumulata praticamente oggi non rimborsabili, ha provocato interessi da pagare ogni anno \u2013 quelli s\u00ec, obbligatoriamente \u2013 calcolati, per l\u2019Italia, dal Vignali, ex presidente della\u00a0<em>CdO<\/em>, per non meno di 90 miliardi di euro (come si fa a non ripeterlo sempre,\u00a0anche faticosamente e \u201cnoiosamente\u201d dato il livello colossale e inaudito della cosa?). Non fare figli (1,2 o 1,3 al posto dei 2,2 calcolati dai demografi per mantenere lo stesso livello di popolazione), produrre aborti banalizzati a gogo e riempire le future generazioni di debiti (gi\u00e0 due generazioni lo sono state!) sono il frutto della ricerca edonista della vita senza le leggi naturali e morali di Dio. Ebbene, di tutto ci\u00f2, anche\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0non parla mai, se non in modo induttivo e molto indiretto. Molti altri movimenti cosiddetti cattolici fanno anche peggio. E l\u2019immigrazione prolifica del terzo mondo non pu\u00f2, per parecchi decenni ancora, che aggravare il problema. Per rimediare ad un peccato, c\u2019\u00e8 innanzitutto la contrizione, la confessione. Chiederne il perdono. Ottenerlo. E riconcigliarsi sacramentalmente con la comunit\u00e0 e la socialit\u00e0 dopo averne pagato il fio con la penitenza: non con la consueta \u201ctripletta\u201d\u00a0<em>pater-ave-gloria<\/em>. Tannha\u00fcser, principe depravato della letteratura tedesca, dovette fare un allora lunghissimo pellegrinaggio a Roma per penitenza (non con il\u00a0<em>low cost<\/em>) in tempi in cui ci voleva un anno e non si sapeva con certezza di poter tornare a casa sano e salvo. Voi avete detto<em>CL<\/em>\u00a0movimento educativo? S\u00ec ma solo quando il Gius mandava in Bassa pi\u00f9 di 1000 giessini e giellini la domenica pomeriggio con due-tre mezzi, tutto a loro spese dai vari quartieri di Milano. Oppure quando faceva conferenze nelle universit\u00e0 descrivendo con grande cultura la crisi economica, culturale e antropologico-religiosa contemporanea. Adesso l\u2019ideale sembra diventato mettersi a libro paga dell\u2019ingolfatissimo personale politico funzionariato statale o parastatale (i \u201ccorpi intermedi\u201d tanto lodati da Vittadini, membro della direzione<em>CL<\/em>).<br \/>\nLuttwak, il politologo americano che se ne intende veramente e, come straniero, non<em>\u00a0tiene personalmente famiglia\u00a0<\/em>\u2013 come ho gi\u00e0 detto, e non credo inutile ripeterlo \u2013 ha calcolato che se in Italia non si licenziano subito globalmente non meno di 750.000 statali parassiti da decenni come aveva gi\u00e0 fatto Cameron, appena arrivato al potere in Gran Bretagna, non si uscir\u00e0 dalla politica degli annunci criminalmente falsi e sistematicamente disattesi. Il costo degli statali a ufo \u00e8 gigantesco e di gran lunga il pi\u00f9 importante dei deficit attuali e futuri di ogni Stato europeo!<br \/>\nL\u2019ultima moda, invece, sembra diventata nel movimento di\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>la carriera politica \u201cdal basso\u201d, dall\u2019aministratore comunale\u2026 Critiche puntuali e cultura politica rispetto ai decenni di gi\u00e0 lunghe esperienze politiche comprovate? Praticamente nessuna: tutte sottintese e non dette. Si fa come se le si fossero gi\u00e0 prodotte\u2026 Solo qualche articolo alquanto teoretico e generico (beninteso giustissimo) di don Carron sulla stampa. Comunque si ricomincia, nella prospettiva opposta ad appoggiare i governi che continuano ad essere e dichiararsi nei fatti statalisti. Ma, perch\u00e9 non considerare di andare piuttosto a lavorare veramente, per produrre prodotti e servizi effettivamente utili e competitivi?<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 lavoro? Allora che lo si inventi, creando imprese, altro che fare i politici condannati alquanto all\u2019impotenza!<br \/>\nLe attivit\u00e0 economiche sono tali perch\u00e9 produttrici di ricchezza nell\u2019intrinseca cooperazione con la Creazione, in quanto creature del Creatore. E perch\u00e9 la cosa possa essere fatta, occorrono figli (ormai dei nipoti) che non si possono generare se si ha una mentalit\u00e0 di massa da piccolo borghesi consumisti e abbrutiti nell\u2019ignoranza coltivata di chi non conosce nemmeno Gotti Tedeschi o lo stesso ciellino Vignali! Fare politica, anche dal \u201dbasso\u201d (peraltro, perch\u00e9 non \u201cdall\u2019alto\u201d se non c\u2019\u00e8 niente di cui autocriticarsi\u2026?) \u00e8 forse oggi un lavoro da consigliare prioritariamente, veramente richiesto? Ma non c\u2019\u00e8 da almeno dimezzare, sempre da decenni, il personale politico inutile e perci\u00f2 stesso corruttivo? E, per esempio, consigliare per una volta, sempre dal punto di vista giust\u2019appunto politico, di darsi da fare in quanto anche piccoli imprenditori innovativi. Certo, pure in politica, ma non in modo prioritario o esclusivo!<br \/>\nDimenticavo di spiegare il perch\u00e9 ho inserito nel titolo di questo capitoletto il participio presente aggettivato \u201capparente\u201d riferito all\u2019abbandono pratico della visione economica. In realt\u00e0, la grande<em>\u00a0virt\u00f9<\/em>\u00a0del \u201cpensiero unico\u201d contemporaneo permette di non parlare assolutamente di nulla e di non spiegare alcunch\u00e9. La norma \u00e8 che, se nessuno ne parla, vuol dire che essa \u00e8 gi\u00e0 acquisita nelle scelte politiche, economiche ed esistenziali: potenza del non detto conformista!<\/p>\n<p><strong><em>12 \u2013 Il cristiano oggi, e per un lungo periodo, deve lavorare anche per aumentare l\u2019attrattiva verso la cultura del lavoro, grave handicap storico pure della Chiesa, malgrado la sua Dottrina Sociale<\/em><\/strong><em><br \/>\n<\/em>Difendere i \u201ccorpi intermedi\u201d come fa Giorgio Vittadini, invece di lottare per eliminarli significa perseguire innanzitutto una politica economica ancora statalista e subordinata contro cui, soprattutto i giovani, dovrebbero scagliarsi senza alcuna riserva.<br \/>\nBisogna oggi essere dissennati e spudorati per non seguire con decisione in ogni paese europeo le direttive di Luttwak. Ed \u00e8 ci\u00f2 che succede inevitabilmente in tutto l\u2019inutile e surreale gioco politico quotidiano fatto di annunci tanto dorati quanto falsi e pieni d\u2019implacabili, conseguenziali e parallizzanti tasse.<br \/>\nSe non si diminuisce radicalmente e sostanzialmente la spesa (soprattutto con la diminuzione degli statali ed assimilati), come si fa a diminuire veramente\u00a0 le tasse? Del resto, tutte le spese pubbliche dei paesi occidentali non fanno che aumentare: come minimo, spesso, anche del 3% all\u2019anno, secondo le scandalose regole europee di Maastricht. Peraltro, queste vengono sempre contestate e considerate insufficienti: accusate di essere per l\u2019\u201dassurda austerit\u00e0\u201d (sic) europea o tedesca, la mistificazione culturale di massa alla moda!<br \/>\nIn Belgio, si \u00e8 gi\u00e0 giunti ad avere un funzionario statale per ogni lavoratore nel privato! Una follia si direbbe inarrestabile, su una decina di milioni di abitanti, con 1.645.000 e rotti d\u2019inevitabili parassiti statali di cui contabilizzare statisticamente l\u2019assurdo surreale gi\u00e0 raggiunto. Gi\u00e0 una quindicina d\u2019anni fa, quando i detti parassiti, nulla o poco facenti (almeno per quasi due terzi comprese tutte le funzioni inutili o dannose), erano \u201csolo\u201d 950.000, si parlava di diminuirne la met\u00e0\u2026Ricordo ancora che Vittadini \u00e8 \u201cordinario di statistica\u201d alla Bicocca di Milano: egli, del resto, non manca mai di ripeterlo con una incomprensibile fierezza, almeno per i pi\u00f9 critici delle sue parole. Eppure i grandi statistici dell\u2019Occidente non finiscono di ripetere \u2013 ma chi si fida ormai pi\u00f9 delle loro parole se non in concordanza con la sacrosanta intuizione di buon senso imprenditoriale? \u2013 che due lavori, due impieghi su tre o quattro che saranno alla base del vicino futuro economico, attualmente non esistono.<br \/>\nCi si immagini quindi \u2013 anche di primo acchito, senza nemmeno conoscere alcuna base cosiddetta di matematica statistica \u2013 quanta imprenditorialit\u00e0 innovativa sia oggi gi\u00e0 all\u2019ordine del giorno, e quanti licenziamenti (nel settore pubblico, naturalmente) dovrebbero essere realizzati senza fiatare anche perch\u00e9 in gravissimo ritardo non gratuito da decenni. Invece, al contrario, nessuno ne parla, se non per paventare ipotetici disastri economico-sociali se attuati veramente. Parlavo con una ragazza vicina di casa sul Lago di Como appena laureata in legge, la quale di fronte a questa proposta (moderatissima ed iniziale!) di Luttwak, scartava tutta l\u2019idea, secondo una vulgata diffusissima, per cui associava l\u2019idea di licenziamento a quella dell\u2019interruzione immediata di ogni remunerazione: l\u2019idea di poter accompagnare il milione e pi\u00f9 di parassiti oggettivi (tutti dichiaranti di essere in pieno stress da lavoro!) con lo stesso stipendio che percepiscono indebitamente, per un periodo ragionevole, non \u00e8 nemmeno presa in esame. E si tratta di una ragazza (immancabilmente anche figlia unica!) che passer\u00e0 tutta la sua vita a pagare i debiti contratti dalla generazione dei suoi genitori, belli tutti beati e \u201cgenerosoni incoscienti alla <em>viva il parroco<\/em>\u201d.<br \/>\nIn effetti, nessuno ne parla. Avevo l\u2019aria di essere un inutile provocatore per solo aver riportato un giudizio preciso e pertinente, mai contestato, peraltro anche da parte di uno straniero\u2026<br \/>\nIn\u00a0<em>CL,<\/em>\u00a0ci pensa Vittadini ad assicurare questa visione politica del non detto. Il Giorgio che ho sempre vantato, ahim\u00e9, come geniale sostenitore della sussidiariet\u00e0 (basta vedere i miei tre libri principalmente economico-politici per rendersene conto). Non lo far\u00f2 mai pi\u00f9, stando cos\u00ec le cose oggi ben comprovate.<\/p>\n<p>Oltre queste ragioni \u201cstatistiche\u201d urgenti ed immediate sopra viste, ci sono tutte le ragioni culturali per cui il cattolicesimo deve recuperare molti decenni di concezione (teoretica) sulla questione, oh quanto cruciale,\u00a0dell\u2019economia. I dirigenti di<em>\u00a0CL\u00a0<\/em>e non solo, dovrebbero sapere, visto che non ne sospettano apparentemente\u00a0nemmeno l\u2019esistenza, che Michael Novak, un economista cristiano americano che era stato scelto da san Giovanni Paolo II come suo consigliere economico principale all\u2019inizio degli anni \u201980, \u00e8 ridiventato molto critico rispetto alla visione economica di questo attuale pontificato. Gi\u00e0 all\u2019uscita della sua prima enciclica, Papa Francesco, da buon argentino avvezzo col\u00e0 ancora alla moda della \u201cteologia della liberazione\u201d stroncata da san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, Novak si \u00e8 scagliato contro le inevitabili e consuete castronerie pseudo-economiche e pseudo evangeliche che tutta la subcultura sudamericana e terzomondista europea, del cattolicesimo detto progressista, avanza ancora regolarmente.<br \/>\nIn\u00a0<em>CL<\/em>, nemmeno se n\u2019\u00e8 mai sentito parlare: nel migliore dei casi il problema l\u00ec \u00e8 pur sempre rimasto e ridotto a quello dell\u2019IO giussaniano (biblico) e del suo rapporto con l\u2019Infinito: come se non fosse gi\u00e0 stato definito, argomentato molto largamente e acquisito (anche se, fatalmente, non molto capito veramente)\u2026<br \/>\nProblema rigoroso, beninteso, ma pur sempre trito e ormai letteralmente ritrito. Per cui si assiste ad un imbarbarimento politico sorprendentemente \u201canticapitalistico\u201d di moltissimi ciellini che diventano ideologicamente e imprevedibilmente statalisti, confondendo il reale apparente della crisi con il razionale della sua supposta \u201cnon soluzione\u201d. \u00a0Giorgio Vittadini stesso che non conosco personalmente deve esserne probabilmente una vittima. Cos\u00ec, la stessa possibilit\u00e0 di veramente metabolizzare il discorso dell\u2019IO dopo averlo concretamente compreso con tutte le sue implicazioni, sfuma miseramente.<br \/>\nIn tal modo i ciellini finiscono per guardare anche di cattivo occhio i rarissimi imprenditori che ancora sono rimasti nell\u2019orbita, pi\u00f9 che di<em>\u00a0CL,\u00a0<\/em>della dicevo \u201cdivorziata\u201d\u00a0<em>CdO<\/em>. E qui si tratta soprattutto di piccoli imprenditori che continuano a tutto rischiare compreso i frequenti fallimenti e il fatto di continuare a lavorare, come me, all\u2019et\u00e0 di 71 anni, allorquando l\u2019et\u00e0 media di pensionamento e prepensionamento reale in tutta Europa \u00e8 scandalosamente di 56 anni e qualche mese: quasi nessuno lo sa, perch\u00e9 anche le organizzazioni cattoliche si guardano bene dal saperlo o dal dirlo! Una ennesima follia a cui gli astuti \u00a0politici cercano di rimediare discretamente\u2026 Ma ci vorranno molti anni anche solo per introdurre il problema tra la falsa coscienza dilagante, grazie anche ai sindacati sempre osannati.<br \/>\nE ai movimenti catto-marxisti, va da s\u00e9, statalisti.<br \/>\nQuando non sia la maestria e, ben pi\u00f9 grave, l\u2019indifferenza a dettare legge: come quella di tutti quei prelati che manco rispondono alle critiche radicali alla Novak (sulla distribuzione, per esempio, della \u201cricchezza marginale\u201d). Essi si limitano a ripetere \u2013 quando costretti \u2013 vuote formule terzaforziste, gi\u00e0 false e obsolete nelle attualit\u00e0 teologiche e politiche degli anni \u201960-\u201970.<\/p>\n<p>Come pu\u00f2 un movimento autodefinito educativo alla Chiesa e alla Verit\u00e0, vivere ai margini o all\u2019esterno di queste tematiche e problematiche?<br \/>\nNon a caso l\u2019arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, numero uno, veramemente operativo, della DSC (Dottrina Sociale della Chiesa), si \u00e8 lanciato con una inascoltata invettiva contro questo atteggiamento di ignoranza volontaria e di ignavia \u201cde facto\u201d, da parte di certo associazionismo detto cattolico. Soprattutto in Italia.<br \/>\nVerso la fine 2014 ha anche pubblicato sul rigorosissimo giussaniano \u201cTempi\u201d \u2013 detto anche gratuitamente e odiosamente in certe comunit\u00e0 di\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0\u201corgano talebano\u201d (!) \u2013 una filippica storica, nell\u2019occasione contro l\u2019<em>Azione Cattolica<\/em>. I cui membri \u2013 nella stragrande maggioranza \u2013 non conoscono nemmeno l\u2019esistenza, per esempio, del \u201cCompendio\u201d della DSC pubblicato in molte lingue nel 2005 dal Vaticano\u2026<br \/>\nE se l\u2019arcivescovo Crepaldi si occupasse prossimamente anche di\u00a0<em>Comunione e Liberazione<\/em>?<\/p>\n<p><strong><em>13 \u2013 Il carisma dell\u2019imprenditore e dell\u2019intraprenditore, massimi negletti nella pastorale perfino ciellina da almeno una decina d\u2019anni: il carisma vocazionale<br \/>\nindividuale e quello categoriale<\/em><\/strong><em><br \/>\n<\/em>Il carisma \u00e8 sempre personale, tutti ce l\u2019hanno: chi pi\u00f9 chi meno \u2013 almeno potenzialmente \u2013, la vocazione individuale e unica ne dipende. Perch\u00e9 io piccolo imprenditore e tu no? Esiste un rapporto tra la vocazione personale, quella categoriale e quella storica? Il riduzionismo spiritualista diminuisce \u2013 va da s\u00e9 \u2013 ogni scelta e ogni possibilit\u00e0 (auto)selettiva. Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi, quindi, se si tratta qui di temi di cui non si \u00e8 nemmno a conoscenza nei movimenti cattolici e in\u00a0<em>CL<\/em><strong>.<\/strong>\u00a0Siccome sono molto sensibile e attento alla cosa, quest\u2019anno, per esempio, ho potuto registrare solo una piccola ed eccentrica iniziativa, intercettata nella diocesi di Milano nel primo trimestre, su una catechesi timida ma interna alla cultura del lavoro. Naturalmente, la\u00a0<em>CDO<\/em>\u00a0produce iniziative di questo genere ma sarebbe lungo e complesso riprenderne i contenuti e le modalit\u00e0 di realizzazione che non sono comunque in rapporto con l\u2019educazione generale: la\u00a0<em>CdO<\/em>\u00a0si rivolge tautologicamente solo alla\u00a0<em>CdO<\/em>\u00a0(sconosciuta per la sua vera missione e nota solo per i suoi molto supposti scandali economici\u2026). Cos\u00ec, pi\u00f9 ci si discosta dal sociale e dalla cultura del lavoro \u2013 dicevo \u2013 e meno il destino dell\u2019uomo diventa accessibile. In genere ci si identifica vocazionalmente per sottrazione. \u00c8 quindi la testimonianza propria e degli altri che ingenera la vocazione cui si giunge non solamente in modo esclusivamente ontologico. Perch\u00e9, altrimenti, tanti piccoli imprenditori in Veneto o in Fiandra e rarissimi in Sicilia? Anche la Germania della grande e potente industria ha imparato a valutare decisiva l\u2019imprenditorialit\u00e0 diffusa dei piccoli e mini intraprenditori. L\u2019intraprenditore stesso, che mai avrebbe immaginato di diventare un giorno un vero e proprio imprenditore, sotto lo stimolo e l\u2019esemplariet\u00e0 \u2013 spesso tenuti invisiblili ai pi\u00f9 \u2013 di uno gi\u00e0 esperimentato e proponente, anche sul piano pedagogico, pu\u00f2 diventarlo e lo diventa: \u00e8 anche la mia personale iniziativa diretta, con le agenzie Eurologos (di cui la mia di Bruxelles ne \u00e8 la\u00a0<em>head office<\/em>) di servizi multilingui dislocate ora su quattro continenti\u2026<em><br \/>\n<\/em>L\u2019esperienza generale, all\u2019inizio degli anni \u201980, \u00e8 cominciata negli Stati Uniti dove, dove Ginford Pinchot ha inventato il neologismo \u201c<em>intrapreneurship<\/em>\u201d che si \u00e8 diffuso in Europa, soprattutto al nord. L\u2019idea \u2013 per esempio \u2013 del franchising non solo regionale o nazionale ma anche internazionale e mondiale si sviluppa abbastanza rapidamente: le prospettive esclusive di dover inventare e finanziare da zero un\u2019impresa oppure di lavorare in subordinazione (come operaio o impiegato) rispondendo agli annunci delle offerte di lavoro non sono cos\u00ec pi\u00f9 sole. Tutta la cultura del lavoro \u00e8 profondamente cambiata. Ma perch\u00e9 la cosa possa succedere veramente e massivamente occorre che sorga una fierezza collaborativa per cui il valore e il prestigio di un imprenditore intraprendente venga messo in valore e sia ammirato, seguito e intrapreso dai pi\u00f9 giovani o inesperti. In che modo pu\u00f2 avvenire questa insorgenza se le organizzazioni cattoliche, per esempio, non ne sono al corrente e, naturalmente, manco ne parlano (troppo prese a discutere solamente di trascendenza)? C\u2019\u00e8 un bellissimo disegno del Rinascimento alla sanguigna, verso la fine del \u2018400 di Sandro Botticelli, che presenta un giovane fiero come non mai mentre mostra tenendola con due mani la grossa medaglia con incisa la testa di Cosimo de\u2019 Medici. Il \u201cpadrone\u201d \u2013 il suo padrone modello \u2013 di Firenze. Ne ho fatto l\u2019immagine di copertina del mio libro del 1994 \u201cDestra, sinistra, centro? Sopra!\u201d.<br \/>\n\u00c8 l\u2019humus nel quale si vive e si viene educati che determina pure la propria vocazione professionale. Era questa l\u2019epoca, quattro secoli prima dell\u2019<em>intraprenditor\u00eca<\/em>\u00a0stessa, in cui le piccole imprese fiorentine rinascimentali e toscane si moltiplicarono installandosi per pi\u00f9 di 10.000 (!) nell\u2019Europa del Nord, in Francia, Olanda, Germania, l\u2019attuale Belgio fino anche all\u2019Inghilterra (lo storico Eugenio Garin, per esempio, ne parla documentato nei suoi libri). Qui in Belgio una professoressa fiamminga di Antwerpen che ho ben conosciuto e frequentato ha scritto un voluminoso libro in italiano (!) sulle esperienze imprenditoriali toscane dell\u2019epoca nell\u2019Europa del nord (Anne-Marie Van Passen, \u201cL\u2019ore di ricreazione\u201d, Bulzoni Editore).<em><br \/>\n<\/em>Ma qual \u00e8 il carisma dell\u2019imprenditore nell\u2019escatologia? Si deve pensare che esso sia il primo in assoluto che un essere deve esaminare e proporsi. Dai tempi preistorici a queli antichi, fino all\u2019epoca nostra del lavoro salariato di massa, era naturale che almeno ci si ponesse il problema della propria professione, del proprio guadagnarsi da vivere \u2013 come tutti ed ognuno nel mondo \u2013 per assicurarsi almeno la pagnotta, come pure alla propria famiglia. Ora l\u2019opzione imprenditoriale \u00e8 diventata, nel migliore dei casi, l\u2019ultima: si guardi il saldo negativo attuale in Europa tra chiusure e fallimenti con le creazioni di nuove imprese.<br \/>\nMa dove sono questi grandi educatori cui \u00e8 sfuggito il criterio primo e essenziale che definisce la nozione universale del lavoro nella produzione di ricchezza economica e culturale e, quindi, dell\u2019educazione stessa?<br \/>\n\u00c8 tristissimo vedere giovani ciellini italiani che, arrivati a Bruxelles, hanno come prima e risibile ambizione di postare su Facebook la loro foto, davanti all\u2019entrata del Parlamento europeo\u2026 Una vera vergogna se, in sovrappi\u00f9, si sa che i concorsi per funzionari sono stati eliminati da molti anni (non rimangono oramai che rarissime possibilit\u00e0 di contratti \u2013 sempre sotto concorso \u2013 a tempo determinato, a condizione che si conoscano bene diverse lingue, tra cui una rara europea\u2026).<br \/>\nCosa rimane ad un giovane \u2013 soprattutto italiano e difficilmente pi\u00f9 che realmente unilingue o a volte appena scolasticamente bilingue \u2013 che, oltre ad avere perso il senso della propria misura e delle misure, si ritrova senza la fierezza della propria degna libert\u00e0? Cosa occorre perch\u00e9 un movimento diventi veramente educativo per i giovani (e meno giovani!) oltre (o al di qua) all\u2019introduzione continua, fondamentale e costante nel Mistero del Dio vivente? Almeno due cose: prima di tutto, la comprensione cosciente \u2013 vale a dire l\u2019assunzione \u2013 del proprio temperamento (uno dei quattro esistenti: associativo, valutativo, intellettivo e normativo, cio\u00e8 il predominante tra quelli descritti da Aristotele: politico, economico, scientifico e culturale\u2026). Senza di che il giovane non pu\u00f2 sapere \u201dchi \u00e8\u201d dal punto di vista delle sue caratteristiche essenziali di tipo antropologico adulto; e secondariamente, quella che abitualmente viene chiamata la cifra stilistica professionale della sua dislocazione sociale: sono fatto per essere un panettiere o un ricercatore scientifico, un libero professionista, un artista figurativo o un\u2026 piccolo imprenditore. Affinch\u00e9 tutto questo possa estrinsecarsi quasi naturalmente, occorre che la vita comunitaria sia centrata non solo sulla ricerca esclusiva, \u201cossessiva\u201d della trascendenza e dei suoi legami tra l\u2019Assoluto e l\u2019IO. \u00c8 necessario mettere in valore \u2013 almeno riguardo ai criteri \u2013 le tipologie umane, professionali e produttive nella gerarchia morale delle loro utilit\u00e0 realmente richieste e rispetto agli obiettivi sociali da perseguire: per esempio, nella nostra era, la lotta senza quartiere \u2013 per molti decenni e a tutti i livelli \u2013 allo statalismo. Naturalmente, non si tratta di trasformare il movimento in un organismo di formazione vocazionale di tipo personale\u2026 Il problema educativo \u00e8, fondamentalmente, di definire e almeno inquadrare i temi (verticali e orizzontali).<br \/>\nInvece, al posto di queste due possibilit\u00e0, il giovane italiano (anche ciellino) sceglie spesso di farsi raccomandare, sempre che sia generalmente possibile, da un \u201camico\u201d di\u00a0<em>CL.<\/em> Perch\u00e9 parlo di imprenditorialit\u00e0? Forse per il fatto, sempre automatico, per cui un ordinario di statistica parla di professori e insegnanti (o di \u201cquasi mercato\u201d)?\u00a0 No, l\u2019imprenditore \u00e8 invece il vettore permanente del concetto alla base primariamente di ogni tipo di attivit\u00e0 che ha come finalit\u00e0 la creazione di ricchezza e di bellezza: sia materiale che spirituale. Sia fattuale (i panini) che astratto (perch\u00e9 no, le statistiche). Ed \u00e8 qui che il grande Piano religioso ben \u201creligato\u201d di Dio prende piede, giungendo ad armonizzare \u2013 se i vincoli lo rendono possibile \u2013 le necessit\u00e0 della storia con le giuste vocazioni individuali. \u00c8 dall\u2019analisi globale di tipo sociale e politico che si pu\u00f2 arrivare, ognuno pu\u00f2 giungere, a giustificare veramente l\u2019impegno esistenziale di ciascuno, per cui la parola educazione assume tutta la sua pregnanza sia spirituale che materiale, sia assoluta che specifica. Se si fa una inchiesta tra i cattolici compresi i ciellini per identificare la loro idea sulla professione, si rimane esterefatti. Due domande qui conclusive e retoriche di controprova.<br \/>\nMa basta occuparsi di educazione trascendente per indicare o coprire tutta la gamma (verticale e orizzontale) delle vocazioni educative? Si \u00e8 mai sentito parlare di queste tematiche ultimamente, nelle lunghissime giornate dedicate all\u2019analisi intimistica e fatalmente psicologistica, nei movimenti cattolici?<\/p>\n<p><strong><em>14 \u2013 La libert\u00e0, la coscienza e la necessit\u00e0: l\u2019imprenditore cristiano come sintesi del paradigma morale e come prototipo del possibile modello educativo generale. Il limite da subire o da superare<\/em><\/strong><br \/>\nIl problema della definizione della nozione di libert\u00e0 da parte del cristiano sconvolge l\u2019idea corrente per cui l\u2019uomo libero sarebbe quello che fa ci\u00f2 che vuole, secondo il suo arbitrio. La libert\u00e0 del cristiano coincide invece con il\u00a0 compimento della sua vocazione creaturale. Non potr\u00e0 mai essere la realizzazione capricciosa della sua volont\u00e0 indipendentemente dal suo compimento ontologico e religioso.<br \/>\nCome concepire la funzione creatrice e ricreatrice di Dio nell\u2019esistenza umana, vale a dire nell\u2019esistenza della\u00a0 Sua creatura che sottomette ed integra la sua cosiddetta libert\u00e0 individuale a quella totale e globale \u2013 vale a dire la sua vera stessa \u2013 del Creatore eterno?<br \/>\nIl problema salvifico si pone a partire dalla resurrezione cui ogni uomo deve poter accedere dopo l\u2019inevitale morte continua nel peccato.<br \/>\nCome si svolge questo imprevedibile, eppure sempre intrinsecamente possibile, miracolo di risorgenza?<br \/>\nIl tutto non pu\u00f2 che svolgersi autenticamente nella vera libert\u00e0 della persona, anzi della Persona. Tutto il discorso giussaniano e carroniano sull\u2019IO altro non \u00e8 che la parafrasi moderna del messaggio biblico che ha fondato la nozione di libert\u00e0 nella storia. L\u2019IO \u00e8 alla radice della Persona stessa. Ed \u00e8 per questo che \u00e8 inammissibile la supremazia dello Stato sulla Persona, sull\u2019Uomo. Ogni prevaricazione statalista sull\u2019IO della Persona \u00e8 da considerarsi un crimine inaccettabile sulla libert\u00e0 dell\u2019uomo. Il cammino verso la libert\u00e0 costituisce il passo invalicabile nemmeno da porre in una possibile negoziazione. Da cui i \u201cprincipi non negoziabili\u201d di cui parlavano i cattolici. Dopo l\u2019inizio di questo pontificato nessuno pi\u00f9 ne parla. E qui, il grande filosofo tedesco Hegel, ha contribuito in modo essenziale nel descrivere questo passo, il passaggio di questo cammino, quantomeno dal punto di vista dell\u2019uomo e delle sue ragioni solo immanenti.<br \/>\nInnanzitutto, egli definisce dal punto di vista logico-formale il significato di libert\u00e0. Hegel ne fissa il senso, molto semplicemente, nella piccola frase \u201c<em>La libert\u00e0 \u00e8 la coscienza della necessit\u00e0<\/em>\u201d.<br \/>\nTre parole: libert\u00e0, coscienza e necessit\u00e0.\u00a0 La prima e l\u2019ultima, ognuno le capisce anche intuitivamente: tutti sanno cos\u2019\u00e8 la libert\u00e0 di cui don Giussani ripeteva continuamente che doveva essere situata solo subito dopo la parola Dio.<br \/>\nE tutti sono anche consapevoli di cosa la necessit\u00e0 \u00e8 fatta: le contingenze e i vincoli che la vita attribuisce a ciascuno e ad ogni grande socialit\u00e0 o comunit\u00e0 di appartenenza. La sola parola possibilmente da connotare o ambigua \u00e8 \u201ccoscienza\u201d. Cos\u2019\u00e8 la coscienza? In tedesco c\u2019\u00e8 una parola<em>\u00a0Bewusstsein\u00a0<\/em>che esprime la coincidenza tra la conoscenza e la sua coerenza fattuale: se si \u00e8 coscienti non si pu\u00f2 non essere gi\u00e0 in azione per tenerne conto ed esserne conseguenti. \u00c8 cos\u00ec che pensano generalmente i germanici.\u00a0 Invece nelle lingue e culture latine, la consapevolezza di una realt\u00e0 pu\u00f2 anche lasciare indifferenti e permettere, abitualmente o \u201cfurbescamente\u201d, di fare praticamente anche l\u2019opposto: pensare una cosa e farne tranquillamente un\u2019altra (bisogna almeno saperlo).<br \/>\nForse \u00e8 in questa parolina che \u00e8 possibile constatare tutta l\u2019ammirazione inconfessata che i popoli meridionali hanno \u2013 in fondo \u2013 per la logica conseguenziale nordica.<br \/>\nCerto, si tratta di un problema di moralit\u00e0. Ora, l\u2019imprenditore, checch\u00e9 se ne dica, \u00e8 generalmente un uomo profondamennte morale (se non altro per necessit\u00e0). Egli non pu\u00f2 agire nella continuit\u00e0, contrariamente al subordinato, se non \u00e8 convinto, dell\u2019assoluta necessit\u00e0 della cosa. Tutta la sua libert\u00e0 ne dipende. Max Weber, grande economista e antropologo tedesco, generalmente preso forse abusivamente per il padre della cultura produttiva, afferma non a caso che il cosiddetto capitalismo \u00e8 molto semplicemente fondato sulla fiducia. Sulla fiducia morale che una societ\u00e0 \u00e8 capace di produrre. Cos\u00ec un processo educativo all\u2019imprenditorialit\u00e0 non pu\u00f2 che coincidere con un processo di moralizzazione, soprattutto se religioso, di una comunit\u00e0, di una socialit\u00e0. Chi ha mai sentito parlare intorno a questi temi, negli ultimi anni, e negli\u00a0inevitabilmente sinistroidi movimenti cattolici? Malgrado fossi al matrimonio di mio figlio, ho potuto seguire su Teleromagna l\u2019appassionato intervento di monsignor Galantino all\u2019ultimo Meeting di\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0a Rimini. Molto atteso anche dalla stampa, lo speech \u00e8 stato giudicato innocuo soprattutto che i pennivendoli si aspettavano altri \u201csconquassi\u201d, peraltro generalgenerici, contro i politici (e gli stessi giornalisti). Gli articoli di commento hanno cos\u00ec tirato un bel sospiro di sollievo oppure di delusione. Forse per le mancate possibili polemiche che fanno vendere copie in pi\u00f9. Non si sono accorti, come al solito, dell\u2019interesse radicale della sua conferenza. Soprattutto per il tema centrato sul \u201climite umano\u201d e i suoi numerosi rapporti con i problemi salvifici e pure fattuali, sia personali che (solo appena accennati) sociali. Tutti i rapporti compresi quelli professionali politici o comunque pubblici?<br \/>\nTrattandosi del segretario della CEI, \u00e8 legittimo porsi la domanda\u2026 No, non tutti. Anzi solo quelli intimisti e personali. Le sue trattazioni particolareggiate sui limiti soggettivi, erano veramente convincenti soprattutto quando toccavano l\u2019ontologia umana completamente limitata nella sua inevitabile \u201cimperfezione\u201d. La sua elocuzione piena di appassionati riferimenti spirituali ripercorrevano i meandri argomentativi, tutti veri, dell\u2019umano creaturale.<br \/>\nQual \u00e8 dunque il\u2026 limite stesso della visione galantiniana sul suo discorso sul\u00a0<em>limite<\/em>?<br \/>\nMolto semplicemente rispetto al fatto che, per il monsignore segretario, nessuna speranza di superamento del limite pu\u00f2 apparentemente esistere: tutto si svolge all\u2019interno del perimetro invalicabile fissato dalle pure forze umane personali. Il continuo miracolo della risorgenza, della resurrezione imprevedibile e sovrumana proprio alla transvalutazione divina dell\u2019intervento della Trinit\u00e0 \u00e8 lasciato molto in ombra, quando non preso minimamente in considerazione. Solo l\u2019abbandono \u00e8 preso in atto. Sul piano pubblico, poi, c\u2019\u00e8 l\u2019accettazione fatalista dell\u2019immutabilit\u00e0 del limite sociale come se questo sia comunque determinato da cause naturali anch\u2019esse oggettive e non trasformabili. Nessun accenno, nessuno, ai mastodontici errori umani, nichilisti, le cui conseguenze culturali ed economiche generano vincoli e limiti artificiali. Peraltro, la linea \u00e8 anche e soprattutto qui, di fatto, non disturbare il manovratore politico e sociale.<br \/>\nAllorquando ci si ribella alle leggi naturali e a quelle del Dio vivente, le conseguenze sociali sono enormi e sotto gli occhi di tutti. Per esempio la denatalit\u00e0 dovuta alla decisione edonista dell\u2019uso massificato della pillola da cinquant\u2019anni. Oppure il criminale e assassino aborto generalizzato e banalizzato, oltrech\u00e9 legalizzato.<br \/>\nLa ribellione conseguente all\u2019incredulit\u00e0 e all\u2019ateismo operativo \u2013 inutile cercare anche vaghi accenni in Galantino \u2013 non \u00e8 classificabile tra i limiti umani ma fra quelli che vanno denunciati, per\u00a0 essere superati, anche con maggior forza e determinazione che rispetto al peccato personale. Ecco perch\u00e9 tutti gli interventi di Galantino sono in perfetta linea, purtroppo, con la svolta o la conferma della linea spiritualista dei movimenti cattolici compreso quello di<em>\u00a0CL\u00a0<\/em>che si sta osservando da qualche anno e, \u00a0in modo accelerato, negli ultimi tempi<em>.\u00a0<\/em>Per cui, trattare come fa sempre monsignor Galantino col potere (l\u2019ha perfino fatto all\u2019indomani della manifestazione del \u00a020 giugno alla quale aveva dichiarato di non partecipare!) senza opporsi alle sue politiche ateiste \u2013 pure laiciste! \u2013 diventa inevitabilmente sostenerne la politica diabolicamente statalista. Non di altro si tratta dell\u2019attuale politica anche ciellina.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>15 \u2013 Il timore reverenziale e autolaicista di certo universo cattolico nei confronti dell\u2019estromissione dei cristiani dalla realt\u00e0 del mondo. \u00c8 la stessa paura, in fondo, che viene coltivata nei confronti del mondano e mistificato \u201cconflitto di interessi\u201d<\/em><\/strong><br \/>\nIl processo di educazione cristiana non \u00e8 per niente \u2013 se cos\u00ec si pu\u00f2 dire \u2013 complicato: basta seguire con fede la Tradizione applicandosi ai problemi via via moderni. I grandi maestri nella santit\u00e0, i propri carismatici di esemplariet\u00e0, la massima teologia nella storia oltre, naturalmente e in primo luogo, la sequela dell\u2019imitazione di Cristo ne sono i contenuti e i riferimenti. Gli esempi che si sono presentati da emulare relativamente all\u2019adesione attiva e motivata alla manifestazione del 20 giugno 2015 contro il\u00a0<em>Gender<\/em>\u00a0a Roma erano innumerevoli e prestigiosi. Il successo insperato e i suoi effetti molto positivi, sia sul piano dell\u2019efficacia dei risultati politici e legali, che su quello ancor pi\u00f9 importante dell\u2019unit\u00e0 della Chiesa, sono in sintonia perfetta con le posizioni espresse da Papa Francesco a Strasburgo in occasione del\u00a0 suo grandioso discorso al Parlamento europeo, giustamente anche contro il\u00a0<em>Gender<\/em>.<br \/>\nCi saranno ancora molte altre occasioni per ritornare sull\u2019argomento e correggere gli errori fatti.<br \/>\nLe adesioni entusiaste di prelati prima della manifestazione come il cardinal Caffarra (\u201cTutti a Roma!\u201d), i vescovi dell\u2019Umbria con e loro parrocchie, il vescovo di Ferrara, Luigi Negri (ciellino dichiarato e impareggiabile storico della Chiesa da quando era responsabile della cultura di\u00a0<em>GS<\/em>\u00a0fin dai primi anni \u201960), oppure monsignor Sgreccia, del\u00a0<em>Pontificio Consiglio per la Famiglia<\/em>, sono state oltremodo numerose.<br \/>\nTutti questi e molti altri si son dichiarati non solamente a favore della testimonialit\u00e0 pubblica, ma pure della sua indispensabilit\u00e0 intrinseca come presa di posizione, conclamata dai tetti \u201curbi et orbi\u201d, a difesa di un valore umano universale che hanno proclamato anche molti laici non credenti.<br \/>\nLa Chiesa purtroppo \u00e8 divisa e le molte adesioni hanno assicurato il \u201csorprendente\u201d successo della manifestazione romana! Ci si immagini se ci fosse stata l\u2019unit\u00e0.<br \/>\nCostituisce una grande ferita per la Chiesa la perdita \u201cautolaicista\u201d della sua dimensione pubblica nella testimonianza. C\u2019\u00e8 piuttosto da ricordare che, giust\u2019appunto, \u00e8 da questa luce generale e accesa pubblicamente che viene ad essere valorizzata la cosiddetta testimonianza personale. La lotta delle comunit\u00e0 cristiane, tutte anche le pi\u00f9 piccole, deve essere permanente in una epoca in cui il laicismo nichilista vorrebbe che la religiosit\u00e0 sparisse rinchiusa nelle residuali sagrestie o nella sepoltura \u00a0delle catacombe volontarie. Il desiderio pi\u00f9 acuto del relativismo laicista, sarebbe infatti quello che i cristiani si autoprivassero essi stessi della dimensione pubblica, dell\u2019indispensabile e primaria sua latitudine storica e legale. Quante associazioni cattoliche e quanta cultura ecclesiale dissennatamente gi\u00e0 lo fanno!<br \/>\n\u201cCi si vergogna pubblicamente di Cristo\u201d, ripeteva di continuo Luigi Giussani.<br \/>\nIl suo carisma personale \u00e8 felicemente e misteriosamente tracimato per cui lo si ritrova con stupore e sorprendentemente presso anche nuove associazioni o comunit\u00e0, ancora ritenute lontane da lui. Con un cipiglio che solo il miracolo dello Spirito Santo che soffia quando e dove vuole pu\u00f2 giustificare.<\/p>\n<p>Che si pensi, ad esempio, ad una\u00a0 aberrazione molto ancora corrente e conseguenziale sull\u2019interesse privato. \u00c8 stato chiamato dall\u2019esercito acefalo dei lobotomizzati laicisti e politicisti anche il \u201cconflitto d\u2019interessi\u201d. Il \u201cBene comune\u201d \u00e8 sempre inclusivo degli interessi legittimi anche privati. Altrimenti si tratterebbe di un \u201cBene astratto\u201d che intrinsecamente non dovrebbe interessare nessuno!<br \/>\nIn effetti, quando la sinistra laicista e politicista (anche quella di una certa destra) \u00e8 nella possibilit\u00e0 di produrre una legge contro il \u201cconflitto d\u2019interessi\u201d, si pu\u00f2 essere certi che siffatta legge non sar\u00e0 mai pronta,\u00a0oppure sar\u00e0 sterile e impotente. O ingiusta! La stessa dinamica si ripete sistematicamente per il laicismo religioso e culturale. Laddove \u00e8 la paura della fede, c\u2019\u00e8 il timore culturale dei religiosi a determinare la diffusione di questa ideologia tanto devastante quanto inefficace.<\/p>\n<p>Ci si vergogna di Cristo.<br \/>\nNon si crede veramente nel Suo messaggio e nella Sua missione salvifica. Si preferisce mettere in ombra autolaicisticamente il coraggio di cui il cristiano pu\u00f2 e deve vantarsi oggi. Proprio perch\u00e9 il coraggio della verit\u00e0 non gli appartiene intrinsecamente.<br \/>\nLo stesso che implicitamente il mondo, tutto il mondo, richiede. Basterebbe tendere l\u2019orecchio verso molti non credenti che si dichiarano sostenitori incondizionali della razionalit\u00e0 che, da sola sulla Terra, la Chiesa ancora oggi e sempre presenta.<br \/>\nMolti cristiani spiritualisti non vogliono cos\u00ec \u201cdisturbare\u201d con la loro possibile (se solo lo volessero) incombrante e risolutiva presenza.<br \/>\nTolgono in tal modo il disturbo, in maniera totalmente autolaicista, come desiderato dai pi\u00f9 acerrimi nemici laicisti della Chiesa e di Dio.<\/p>\n<p><strong><em>16 \u2013 Perch\u00e9 il mondo cattolico non assume su di s\u00e9 la missione, almeno dal punto di vista culturale, di ridurre fino a eliminare il totalitarismo dello Stato sull\u2019IO della Persona, massimo crimine dell\u2019irreligiosit\u00e0, cominciando anche dai 5 e 8 per mille?<\/em><\/strong><em><br \/>\n<\/em>Lo statalismo \u00e8 cos\u00ec saldamente installato negli Stati occidentali col suo dominio sulla Persona e la sua irriducibile libert\u00e0 che \u00e8 diventato per molti praticamente inamovibile, senza che sia mai stato definito, denominato e veramente criticato.<br \/>\nLa forma di questa immutabilit\u00e0 \u00e8 data dal fatto che neanche alcuni e rari progetti di radicale riforma culturale (di verit\u00e0!) non sono mai veramente approdati. Questi progetti anche legislativi, sul piano civile, sono generalmente pi\u00f9 vicini al sogno che alla realt\u00e0: si tratta \u00a0di delegiferare, di ridurre radicalemente (dal punto di vista quantitativo si tratta di eliminare leggi per pi\u00f9 della met\u00e0, e non solo di decimare!). Al contrario, l\u2019inevitabilmente abbrutito parlamentare massa si fa un particolare vanto di aumentare vieppi\u00f9 le leggi e i suoi pretesi controlli. Vale a dire, aumentare \u2013 da una parte \u2013 la densit\u00e0 (e contradditoriet\u00e0) delle leggi, e \u2013 dall\u2019altra \u2013 aumentare ancora il numero degli addetti a cotanta pleonastica gestione, cio\u00e8 il numero degli statali e assimilati: tutti a libro paga dello Stato, cos\u00ec sempre pi\u00f9 totalitario, con gli immancabili addentellati parastatali (regioni, province, comuni, oltre l\u2019oceano dei consulenti esterni). Pi\u00f9 dell\u201980% della pazzesca spesa pubblica!<br \/>\nGiacch\u00e9 gli stessi deputati, anche i pi\u00f9 colti, intelligenti e alacri si ritrovano completamente e colpevolmente almeno sprovveduti di fronte all\u2019artificiosa complicazione delle stesse leggi inintelligibili e ingovernabili pure per contraddittoriet\u00e0 paralizzante.<em><br \/>\n<\/em>\u201cNel 1960 il contribuente italiano \u2013 ammoniva il puntualmente, pure lui inascoltato, ex ministro Antonio Martino \u2013 doveva lavorare per lo Stato fino al 19 aprile, nel 1993 fino al 28 luglio\u201d. E oggi dopo altri pi\u00f9 di 22 anni ancora statalisti? Siamo gi\u00e0 in settembre, anche se i calcoli non vengono pi\u00f9 artatamente fatti!<br \/>\nCome fa un movimento ecclesiale a definirsi educativo, a parlare di spiritualit\u00e0 e pure di libert\u00e0, senza farsi carico della coscienza del totalitarismo statale sulla sacra e inviolabile persona?\u00a0 I movimenti cattolici, nel loro spensierato conformismo di massa, non si occupano assolutamente del grado di libert\u00e0 elementare del suo popolo. Ci si faccia caso, non ne parlano praticamente mai: mentre annunciano e cercano di vivere astrattamente il Vangelo (sempre che lo facciano veramente). Fondamentalmente essi parlano spesso della salvezza, non proprio sempre anche in questa vita.<br \/>\nIn realt\u00e0 non hanno nemmeno l\u2019aria di preoccuparsi che forze quantitativamente schiaccianti ci riducano in schiavit\u00f9. Anche con leggi \u2013 si \u00e8 visto \u2013 non veramente irresistibili. Anzi, i movimenti e la Chiesa stessa giungono a sostenere attivamente quest\u2019ingerenza diabolica nella vita umana. Per esempio, per il\u00a0<em>Rinnovamento nello Spirito<\/em>\u00a0\u2013 di cui mi sono succhiato in\u00a0<em>streaming<\/em>\u00a0alla televisione, in luglio, sia la domenica in piazza San Pietro col Papa, che il luned\u00ec allo stadio dell\u2019Olimpico \u2013 \u00a0neanche uno iota di accenno al problema. <em>Tutto va bene: votate per chi volete<\/em>\u00a0(come se la cosa possa essere indifferente). E\u00a0<em>camminate sulle tracce del Signore per salvare la vostra anima\u2026<\/em>\u00a0Compresi anche nell\u2019esemplariet\u00e0 i rari organi di stampa cristiani pietisticamente pieni zeppi di discorsi dolcificanti e strappalacrime con implicita escatologia salvifica benpensante.<em><br \/>\n<\/em>I nichilisti e gli statalisti, naturalmente, ringraziano (anche senza dire una parola). In realt\u00e0 nessuno, o quasi, pone il problema fondamentale della libert\u00e0 umana e del predominio assoluto del concetto di Persona, quindi dell\u2019Io religioso su tutto. Da un punto di vista economico, questo predominio si esprime con una\u00a0fiscalit\u00e0 che deve essere sempre inferiore almeno al 30% del PIL: i cristiani non sono anarchici. Siamo, comunque, attualmente a pi\u00f9 del doppio (se si tolgono dal calcolo tutti i cittadini che non sono tassabili o pochissimo), in totale spensieratezza.<br \/>\nNegli Stati Uniti, questo limite di libert\u00e0 personale \u00e8 abitualmente piuttosto gi\u00e0 fissato \u2013 incredibile per l\u2019Europa! \u2013 al 20% circa del PIL (almeno durante la presidenza Reagan\u2026). In\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0invece, ancora per esempio, gi\u00f9 raccomandazioni per farsi attribuire nominalmente il 5 e l\u20198 per mille nel pi\u00f9 puro stile socialdemocratico, anche miscredente e relativistico.<br \/>\nAlcuni anni fa, partecipando a Como ad una conferenza di\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0sulla sussidiariet\u00e0, in cui oltre a un deputato ciellino, Mario Mauro, per fare molto democratico (visto anche l\u2019elettorato del movimento pure in parte assurdamente del Partito Democratico sempre laicista!), avevano invitato un\u2019altra cristiana cattoprogressista, la Garavaglia. Cos\u00ec ho potuto assistere al momento centrale della serata in cui si \u00e8 giunti a giudicare, a proposito dell\u2019elimininazione di cotali tasse, che \u201cl\u2019Italia non \u00e8 la liberale Gran Bretagna!\u201d. Cos\u00ec non lo sar\u00e0 mai, ahim\u00e9. E gi\u00f9 altre tasse.<br \/>\nSi affermava in questo modo, sempre implicitamente, che il nostro popolo \u00e8 intrinsecamente e irrimediabilmente cretino e non degno di fiscalit\u00e0 al di sopra della schiavit\u00f9. Si confermava altres\u00ec che pensare implicitamente di poter modificare le leggi altro non \u00e8 che demagogia chimerica e impensabile.<em><br \/>\n<\/em>Ora anche il da me molto lodato Giorgio Vittadini, sostiene queste orribili opzioni con i numerosi di professori suoi amici e tanto \u201csussidiari\u201d, di fatto con tasse coatte, come tutte le altre. Che, evidentemente, sottraggono anche alla Carit\u00e0 la possibilit\u00e0 di qualificarsi tale e, soprattutto, di esistere.<br \/>\nSe non si eliminano tasse quantitativamente dimensionate al \u201cper mille\u201d del reddito, come si potr\u00e0 affrontare quelle che totalizzano il 60% e pi\u00f9?<br \/>\nIn Francia, per esempio, l\u2019attore G\u00e9rard Depardieu ha rinunciato alla sua nazionalit\u00e0 francese per protestare contro la tassa di 75% (!) imposta sul suo tipo di lavoro dal governo socialista. Per non parlare della dissennatezza con cui, innumerevoli associazioni senza scopo di lucro nascono continuamente per farsi finanziare anche da questo tipo di tasse diventate, diciamo cos\u00ec, \u201cresiduali\u201d. Risultato: la suddivisione ad alto numero di beneneficiari, non fa altro che ridurre al lumicino e all\u2019insignificanza economica i proventi di questi dannati contributi che globalmente insieme agli altri mi fanno lavorare tutti i giorni fino a quasi le quattro meno dieci del pomeriggio \u2013 alcun anni fa, l\u2019ho calcolato \u2013 per lo Stato. Resta fissato, in sovrappi\u00f9, il danno ideologico o ideale che dir si voglia, incalcolabile della supremazia statale comunque sulle leggi di Dio. Lo statalismo non perdona.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>17 \u2013 La Chiesa oggi, i suoi movimenti e\u00a0CL: dove va il mondo? Tutto dipende dalla libert\u00e0 dell\u2019uomo e dalla sua \u201cdura cervice\u201d. Le tendenze nel mio movimento tra fideismo e migliorismo, sempre statalista<\/em><\/strong><em><br \/>\n<\/em>Cos\u2019\u00e8 oggi la Chiesa \u2013 aldi l\u00e0 del suo intrinseco mistero \u2013 col suo attuale pontificato?<br \/>\nCosa sono oggi i suoi movimenti ecclesiali e dove essi si situano nell\u2019universo salvifico?<br \/>\nDove si colloca nei nostri giorni\u00a0<em>Comunione e Liberazione<\/em>\u00a0rispetto alla sua tradizione e al suo carisma storico conosciuti, dalla sua fondazione, universalmente come giussaniani?<br \/>\nE soprattutto, cos\u2019\u00e8 il nostro mondo contemporaneo cos\u00ec pieno \u2013 come nel titolo dell\u2019appena chiuso Meeting annuale ciellino di Rimini \u2013 di vuoto nichilista e di una sempre irriducibile domanda di pienezza globale e totalmente religiosa?<br \/>\nDifficile dirlo con precisione univoca. Pi\u00f9 facile parlarne al passato (ormai) remoto, quello corrispondente alla vita attiva del compianto don Giussani, dalla met\u00e0 del ventesimo secolo, oppure come ho cercato di fare in questa \u201cLettera aperta\u201d.<br \/>\nNon proprio molto facilmente \u00e8 possibile analizzarlo anche al passato prossimo, quello dell\u2019ultima dozzina d\u2019anni di questo nuovo millennio.<br \/>\nIl presente, poi, come sempre \u00e8 sfuggente. Il fattore capitale \u201clibert\u00e0 umana\u201d ne detiene eternamente le sorti. Sono sistematicamente gli uomini che liberamente determinano \u2013 fra le loro incertezze ed errori (i peccati) \u2013 il corso della storia sia collettiva che personale. L\u2019infinita potenza Trinitaria\u00a0 non pu\u00f2 che prenderne atto e agire misericordiosamente nel Mistero. Cos\u00ec, il presente appare sempre come una sorta di ricco minestrone dove ad ogni cucchiaiata i vari sapori di verdure, di pasta e di spezie ben condite giocano molto a rimpiattino. Ero a Rimini al Meeting ad ascoltare monsignor Carron che dialogava acutamente con l\u2019ebreo americano molto colto Joseph Weiler, stimolati dalle domande della bella e intelligente Monica Maggioni appena eletta presidente RAI, intorno, giust\u2019appunto, al Dio monoteista e alla libert\u00e0 della \u201cdura cervice\u201d o della saggia salvezza dell\u2019uomo (la storia di Abramo\u2026).<br \/>\nEra lo stesso Meeting dove la direzione del movimento aveva appena preso \u2013 di fatto \u2013 la difesa dei falsi e falsificatori giornalisti di Repubblica contro i sapienti e creaturali domenicani in posizione di vittime\u2026<br \/>\nEra lo stesso Meeting dove l\u2019inascoltabile e l\u2019insopportabile, oltrech\u00e9 l\u2019esplicitamente vanaglorioso ballista, Renzi, era stato l\u2019<em>invitato politico d\u2019onore come protagonista<\/em>. Ma sempre lo stesso Meeting in cui la sua storica presidentessa Guarneri, nella conferenza stampa finale, non ha nemmeno fatto allusione alla presenza (neppure citato per nome o cognome) del molto incombrante falsificatore e statalista presidente del consiglio dei ministri. Peraltro applaudito da molti ciellini obnubilati dai suoi abituali annunci demagogici di impossibili riduzioni di tasse senza previa e debita copertura oppure con decisione (futura) su tasse anche di competenza comunale! E soprattutto, a causa degli a priori rifiutati licenziamenti di statali!<em><br \/>\n<\/em>Ho quindi la debolezza di credere che questa \u201cLettera aperta\u201d possa essere almeno utile. Non penso per\u00f2 nel senso di coloro che mi hanno raccomandato di indirizzarla esclusivamente al presidente Carron, senza peraltro prendere troppo posizione: \u201cSi tratta \u2013 rispondevo \u2013\u00a0 di dialogare con la Chiesa tutta e non solo con\u00a0<em>CL<\/em>, di cui Carron \u00e8 presidente \u2013 come del resto sempre in ogni circostanza \u2013 massimo e primo diretto responsabile\u201d\u2026<br \/>\nIn effetti, la concezione ora largamente praticata nel movimento di don Giussani \u00e8 che i problemi, tutti ricondotti o resi personali e privati (se non proprio intimi), devono essere risolti con l\u2019Autorit\u00e0, come se fossero soggettivi ed individualistici: roba quasi da confessionale il cui sacramento \u00e8 tutt\u2019altra cosa, va da s\u00e9.<br \/>\n\u201cI tuoi problemi, non mi (!) riguardano: hai solo da regolarli \u2013 affermano, di fatto, molti ciellini ora detti ortodossi \u2013 con il nostro presidente Carron\u201d.<br \/>\nNella stessa linea, nel caso che qualcuno che avesse l\u2019ardire di esplicitare dissensi obiettivi, s\u2019\u00e8 gi\u00e0 sentito rispondere (anche da alti responsabili): \u201cVai a riflettere, e dopo aver meditato, ritorna per comunicare le tue decisioni\u2026\u201d. In altri termini, \u201cSiccome non hai personalizzato e soggettivizzato su di te, ma hai cercato di oggettivizzare sul movimento e su suoi presunti errori, vai a ramengo e che Dio ti assista\u2026\u201d. Una classica e vecchia tecnica diabolica, non cristiana, anzi anticristiana, di comportarsi adialogicamente: per dirla politicisticamente (e si perdoni il parallelo apparentemente dissacrante), in modo stalinista senza la deportazione in Siberia o le fucilazioni segrete in carcere.<br \/>\nAtteggiamento in ogni caso odioso come quello conclamato da un volontario all\u2019ultimo Meeting, studente di medicina, che in una discussione con mia moglie a Rimini \u00e8 giunto perfino a dirle: \u201dQuello che pensi tu \u2013 testuale! \u2013 non mi\u00a0 interessa\u2026\u201d. Ella gli ha prontamente risposto che invece lei era molto interessata a quello che lui (giovane) pensava, essendo entrambi di\u00a0<em>CL<\/em>, oltre al fatto che ogni cristiano, soprattutto cattolico, \u00e8 interessato intrinsecamente ad ogni altro essere umano al mondo. Il riduzionismo del ragazzo universitario, non un qualsiasi visitatore scettico del Meeting, ma un volontario operatore del movimento, \u00e8 lo stesso o quantomeno ha la stessa radice di molti altri riduzionismi visti in questo documento o indotti nei comportamenti relazionali nel movimento. Il che produce tutta quella sufficienza e altezzosit\u00e0 che Papa Francesco ha riassunto nella sua accusa di \u201cautoreferenzialit\u00e0\u201d.<br \/>\nIl grandissimo patrimonio culturale e religioso di don Giussani, seppur ridotto alla sua dimensione solo verticale, conferisce poi ad ogni ciellino, anche se in maniera oggettivamente parassitaria, \u00a0una assoluta superiorit\u00e0 nemmeno confrontabile con quella di qualsiasi membro di altro movimento cattolico. Onde per cui il problema massimo dei membri anche resposabili di\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>sembra essere oggi quello dei \u201cmiglioristi\u201d che negli anni \u201970-\u201980 cercavano di dominare nel PCI: ricordo brevemente che i miglioristi erano gli amendoliani i quali cercavano di \u201cmigliorare il comunismo\u201d (sic) gi\u00e0 in totale e catastrofica crisi ideologica (oltrech\u00e9 fatalmente economica in tutto il mondo). Il miglioramento consisteva nell\u2019adozione giustapposta di alcune idee \u201cliberiste\u201d mutuate dal padre molto liberale di Giorgio Amendola, giovane dirigente comunista, nel dopoguerra, della direzione PCI.<br \/>\nSiccome si \u00e8 consapevoli che non esiste in nessun altro movimento cristiano di massa al mondo una ricchezza culturale cos\u00ec completa e profonda come quella di\u00a0<em>CL<\/em>, tutta la svolta riduzionista di tipo spiritualista pu\u00f2 ben sopportare \u2013 ha pure la \u201cnecessit\u00e0 di\u201d, dicono in direzione \u2013 una ricerca di \u201cmiglioramenti\u201d applicativi seppur conseguenzialmente \u201cmarginali\u201d.<br \/>\nQuali sarebbero questi \u201cmiglioramenti\u201d continui da concretizzare?<br \/>\nFondamentalmente, se non esclusivamente, quelli elargiti \u2013 sul piano fattuale \u2013 dallo Stato statalista anch\u2019esso in ricerca di consensi al suo criticato ma inamovibile\u00a0<em>Stato provvidenza<\/em>. Dopo tanti decenni di giustissimo antistatalismo, ecco venuta l\u2019epoca, all\u2019opposto \u2013 conclamano i nuovi dirigenti, o i vecchi voltagabbana \u2013 dei \u201ccorpi intemedi\u201d, della \u201clegge sul terzo settore\u201d, della \u201csussidiariet\u00e0 del\u00a0<em>quasi mercato<\/em>\u201d, della contiguit\u00e0 con Napolitano e Renzi\u201d e con i partiti di sinistra o laicisti\u2026 Con cui fare tragici e orrendi pateracchi legislativi sul<em>\u00a0Gender<\/em>\u00a0in cambio di qualche palanca fintamente elargita alle famiglie come mancetta della mutua: una marginalissima possibile restituzione del gigantesco sottratto, e continuato a sottrarre, al popolo delle famiglie.<br \/>\nE, particolarmente sul piano ecclesiale, ecco venuta l\u2019era dell\u2019amicizia\u00a0<em>fraterna<\/em>\u00a0con l\u2019<em>Azione Cattolica<\/em>\u00a0che, come sempre, non va alle manifestazioni e non ha alcuna esigenza di manifestare pubblicamente la propria fede. Nemmeno per la libert\u00e0 di educazione. Quella stessa\u00a0<em>AC\u00a0<\/em>contro cui don Giussani ha brigato sempre all\u2019opposizione e lottato con tutti mezzi per decenni. Dove e con chi si realizza l\u2019unit\u00e0 ecclesiale nel 2015?<br \/>\nCon i riduzionisti di sempre: intimisti, psicologisti e spiritualisti. Vorrei che mi smentisse veramente. Soprattutto nei fatti.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni imploranti<\/strong><br \/>\n<strong><em>L\u2019abituale spocchia anticristiana dei movimenti cattolici contro la dialogicit\u00e0 di ricerca e di unit\u00e0 ecclesiale<\/em><\/strong><br \/>\nDon Giussani \u00e8 morto: come ha sempre detto, anche da giovane adulto il servo di Dio in via di canonizzazione, si trova ora al Suo cospetto e avvolto nella Sua gloriosa Grazia. Nostalgia del fondatore? No di certo. \u00c8 come se si avesse invidia degli apostoli che avevano, ovviamente, conosciuto personalmente Ges\u00f9.<br \/>\nIl problema \u00e8 che ora appare chiaro che c\u2019\u00e8 stato un riduzionismo, una degradazione intimista della sua famosa visione religiosa globale ed integrale. Perdipi\u00f9 ora anche statalista: il diabolico rapporto col potere!<br \/>\nNon che bisogna evitare di prendere il potere! Ogni movimento o partito deve sempre vocazionalmente averlo come obiettivo legittimo. Della linea globale, religiosa e fieramente autonoma nella totale libert\u00e0, di quella s\u00ec che si deve aver nostalgia. Sempre!<br \/>\nAnche se si \u00e8 coscienti dei limiti intrinsechi che il prete brianzolo pure aveva, o quantomeno doveva avere (se non altro quelli storici in qunto figlio del suo tempo), il grande pastore in via di canonizzazione, completamente milanesizzato e universalizzato, tra i pi\u00f9 grandi del ventesimo secolo (forse il pi\u00f9 grande in assoluto), rimane un punto di riferimento inaggirabile. Soprattutto sui problemi globali della religiosit\u00e0 e di rapporto col potere.<br \/>\nNel terzo di questi capitoletti conclusivi, parler\u00f2 di un giussaniano di grandissimo prestigio che continua senza sosta a sviluppare e compiere nel, dritto filo, il discorso veramente rivoluzionario di don Giussani.<br \/>\nLa mia prima conclusione all\u2019analisi di questa\u00a0<em>Lettera aperta \u00a0<\/em>non pu\u00f2, cos\u00ec, che essere implorante.<br \/>\nChi imploro? Innanzitutto il responsabile in capo della direzione di<em>\u00a0Comunione e Liberazione\u00a0<\/em>nelle cui fila ho potuto ricevere la grazia della mia rinascita nella mia vita e della mia famiglia. Imploro anche altre organizzazioni come l\u2019<em>Azione Cattolica<\/em>\u2026<br \/>\nMalgrado le critiche anche aspre indirizzate all\u2019attuale direzione e conduzione di\u00a0<em>CL,<\/em>\u00a0ho ancora la volont\u00e0 di conferire stima e rispetto incomparabile alla direzione ciellina. Anzi, come ho gi\u00e0 accennato, \u00e8 proprio la radicalit\u00e0, la pretesa radicalit\u00e0, delle mie disanime e critiche, anche personalizzate, che mi mette nella condizione di implorare umilmente \u2013 e non \u00e8 un modo di dire \u2013 una seria presa in considerazione.<br \/>\nIn una Scuola di Metodo in Sant\u2019Antonio a Milano \u2013 era forse il 1963 \u2013 una frase del nostro comune maestro il quale ha scelto come suo successore il prete spagnolo Carron da tanto tempo conosciuto e frequentato, mi aveva particolarmente colpito: \u201cAnche la parola pi\u00f9 irriguardosa ed offensiva contiene sempre il senso di un\u2019apertura per il dialogo\u201d. Nel mondo riduzionista in cui viviamo, piuttosto indifferente e afasico, sostanzialmente adialogico anche se logorroico, questa parola espressiva e veramente comunicativa s\u2019\u00e8 fatta rara. E questo m\u2019ha dato il coraggio, forse paradossale, di scrivere questo documento indirizzato ai movimenti cattolici anche detti spiritualisti che, a mio parere ma non solo, dovrebbero aprire piuttosto che chiudere, come diabolicamente mi pare continuino a fare. \u00c8 vero che scrivo all\u2019<em>Azione Cattolica<\/em>, ai\u00a0<em>Focolarini\u00a0<\/em>e ad altri movimenti, ma \u2013 spero\u00a0 che si sia notato \u2013 \u00e8 soprattutto a<em>\u00a0CL\u00a0<\/em>che mi rivolgo implorante. Il mio amore per il nostro movimento risale al 1962 quando don Giussani, che aveva scritto allora non moltissime righe, ci aveva consigliato di leggere e meditare un libro \u201c<em>Fare la Chiesa<\/em>\u201d di un autore francese, Leclerc, che ora non saprei ritrovare. Nei tram zeppi di Milano (c\u2019erano poche automobili) si trovavano sempre studenti o giovani lavoratori come me che leggevano avidamente quel libro dalla copertina verde che ha contribuito a condurmi a rinascere a nuova vita.<br \/>\nPoi, dopo i miei 14 mesi di militare sul confine con la Slovenia (allora comunista), ci fu rapidamente il \u201968 con\u00a0don Gius spedito negli USA \u2013 un po\u2019 prima, nel 1965 \u2013 non solo per allontanarlo dal suo movimento\u2026 Infatti, si sa, torn\u00f2 presto e fu quasi subito\u00a0<em>CL,\u00a0<\/em>ricominciando dal P\u00e9guy di via Dante e dalla Cattolica a Milano.<br \/>\nDella possibilit\u00e0 oggi di un vero dialogo in\u00a0<em>CL<\/em>, a supporto di questa mia diffidenza, ho ancora molti dubbi di cui constato uno stillicidio di comportamenti pi\u00f9 o meno paternalistici fino alla spocchia evidente da grande sufficienza e da parecchi anni.<br \/>\nPer esempio, agli ultimi\u00a0<em>Esercizi spirituali<\/em>\u00a0di Rimini ho assistito ad un episodio che non ho potuto non considerare molto significativo. \u00c8 nei dettagli che il diavolo di solito mette la coda. Alla domenica mattina finale, Giorgio Vittadini doveva rispondere \u2013 anche con la sua esperienza personale \u2013 alle domande che ciascuno poteva inviare per e-mail la sera prima fino alle 22,30. Ebbene, alle 22,20 (forse anche prima), gi\u00e0 non c\u2019era pi\u00f9 stata la possibilit\u00e0 di spedire nulla: ogni collegamento era stato gi\u00e0 chiuso con tanto di comunicazione ufficiale via Internet. \u00c8 immaginabile, ma \u00e8 stato anche costatato, che molti ciellini avevano atteso l\u2019ultimo momento per spedire le domande anche per ben formularle. Soprattutto perch\u00e9 non si era avuto molto tempo a disposizione a causa dei trasferimenti in pulman, i contatti nuovi personali o vecchi ritrovati, la cena\u2026<br \/>\nSemmai ci dovessero essere, in questi casi, cambiamenti nel termine di consegna delle domande, questi dovevano eccedere le 22,30. La conferma a questa che, in altri tempi, si sarebbe definita una imperdonabile \u201cmancanza di attenzione alle persone\u201d, la si \u00e8 avuta nella fretta e soprattutto nella necessaria superficialit\u00e0 approssimata delle questioni \u201criassunte\u201d dal Vittadini. Il tempo di parola \u00e8 stato quasi tutto preso per altro (del resto, come al solito, dato il temperamento e la cultura dell\u2019oratore, molto interessante): dalla comunicazione della sua crisi religiosa, dal rapporto personale con don Carron al funerale del Gius, dalle comunicazioni varie (oltretutto inevitabilmente lacunose) delle organizzazioni principali, comprese le digressioni sull\u2019insegnamento personale alla Bicocca alla ben definita (quella!) sua \u201ccattedra di statistica\u201d.<br \/>\nE compresa anche una non proprio breve presentazione del molto discutibile \u201cQuartino sulla politica\u201d: non si rilancia l\u2019iniziativa \u201cdal basso\u201d senza averne fatto una anche sommaria critica, pure non dettagliata ma precisa, giustificativa della nuova linea rispetto alla \u201cvecchia\u201d: n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra, nemmeno accennate\u2026<br \/>\nDel resto, questa che \u00e8 stata la cosiddetta critica alla gestione di molti anni del potere, si \u00e8 sempre svolta sul filo solo teorico e della \u201crestrizione mentale\u201d gesuitica: non chiaramente ed esplicitamente. E le risposte alle domande? Perse, dimenticate o tralasciate (mai ricevute!) tra lo scoppiettio sempre brillante \u2013 si sa \u2013 del Giorgione.<br \/>\nIl tutto per lasciare anche molto tempo al giovane scamiciato don Nembrini, nel tentativo irrilevante di cercar di situarsi nel reale, almeno quello apparentemente riminese ed eccentrico del raduno dei bersaglieri, dopo due giorni di lunghe e minuziose catechesi solamente trascendenti.<br \/>\nSi \u00e8 infatti presentato per una lunga scena con in testa il cappello dei bersaglieri con l\u2019evidente scopo di tirare su il morale della \u201ctruppa\u201d (inutilmente e soprattutto impertinentemente) con pantomima \u201cdivertente\u201d alla fine degli Esercizi spirituali\u2026 Del resto, mi ricordo bene, la corrispettiva sequenza finale degli\u00a0<em>Esercizi della Fraternit\u00e0<\/em>\u00a0che avevo seguito a Parigi, tenuti in collegamento da don Carron in Italia nel 2014.<br \/>\nAlla raccolta orale, delle domande in\u00a0 assemblea: piscis o quasi (silenzio spettrale)!<br \/>\nE qui si potrebbe aprire un altro capitoletto dato dall\u2019apparente incapacit\u00e0 culturale \u2013 fino al blocco dell\u2019elocuzione intelligibile \u2013 degli interventi che anche nelle\u00a0<em>Scuole di Comunit\u00e0<\/em>\u00a0parlano molto psicologicamente spesso \u00a0anche di\u2026 banalit\u00e0 o di contenuti tutto sommato solo intimisti, oppure che chiedono chiarimenti gi\u00e0 evidenti nei testi del Gius generalmente parecchio chiari: ma li si prepara veramente gli interventi? Il problema o la causa di tutta questa consueta afasia \u00e8 lo spiritualismo psicologistico che non si addice, generalmente, alle persone normodotate e non inclini \u2013 giustamente \u2013 alle astrazioni introspettive alquanto\u00a0 esclusivamente intimizzanti. \u00c8 in questo spirito tutt\u2019altro che dialogico che qui mi rivolgo soprattutto alla direzione di<em>\u00a0CL, ma non solo. <\/em>Sperando.<\/p>\n<p><strong><em>I temi di attualit\u00e0 (scottanti) in\u00a0CL\u00a0e al Meeting? Purch\u00e9 al di fuori della ribalta. Altrimenti censura!<\/em><\/strong><em><br \/>\n<\/em>\u00c8 proprio di questi giorni una molto grossa polemica sul\u00a0<em>Gender<\/em>\u00a0provocata da un fatto grave e inaudito accaduto a questo Meeting di\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>appena chiuso a Rimini. La direzione del movimento ha vietato ai domenicani e a due giornalisti (di cui una anche ciellina) di replicare con una conferenza al loro stand ai \u201cgiornalisti\u201d di Repubblica che hanno montato, come al solito, una provocazione in piena regola questa volta contro il famoso ordine monastico e contro\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0stessa.<br \/>\nL\u2019occasione \u00e8 stata la presentazione di un libro molto serio\u00a0<em>\u201cGender, l\u2019anello mancante?\u201d<\/em>\u00a0 di Giorgio Maria Carbone, insegnante di Bioetica presso la Facolt\u00e0 di Teologia a Bologna.<br \/>\nCon a disposizione pi\u00f9 di 140 pagine di una disamina critica, completa e storica del\u00a0<em>gender<\/em>, i due pennivendoli di Repubblica hanno proditoriamente messo in scena una squallida polemica su una minuscola citazione marginalissima (e inessenziale) relativa a una oltretutto inchiesta danese sulle conseguenze medicali della pratica omosessuale\u2026 Naturalmente dei 10 grossi capitoli e dei 42 sottocapitoli del libro, i due cosiddetti giornalisti, come abitualmente per i nichilisti, non hanno parlato: si tratta dei contenuti del libro presentato di cui hanno utilizzato capziosamente solo spunti, per loro abitudinariamente polemici ed antagonisti!<br \/>\nI superficiali e disperati sostenitori del<em>\u00a0gender<\/em>\u00a0non rispondono mai, infatti, alle tesi che smontano e contestano le idee cervellotiche e assurde dell\u2019ideologia da loro divulgata. Essi si limitano in modo perfettamente antiscientifico e impertinente ad accusare con metodo sistematicamente insultante i loro avversari di essere \u201comofobi\u201d.\u00a0 Cosa assolutamente falsa, preventivamente sempre dichiarata dagli oppositori all\u2019ideologia<em>\u00a0gender<\/em>\u00a0e al di fuori, sistematicamente, della pertinenza del dibattito. Chi \u00e8 contro le teorie \u201cgender\u201d non \u00e8 generalmente ostile agli omosessuali, n\u00e9 tantomeno omofobo!<em><br \/>\n<\/em>Cosa fa\u00a0<em>CL<\/em>? Difende i domenicani che sono perfettamente nella verit\u00e0 e legittimit\u00e0?<br \/>\nNo,\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0impedisce ai domenicani anche solo di replicare alla provocazione grossolana e falsificante di Repubblica. La conferenza sul tema programmato al loro stand, come fanno da anni presentando generalmente libri, \u00e8 stata annullata. Tutte le scempiaggini scritte sul sito laicista, almeno quanto quelle del quotidiano del suo fondatore, il \u00a0miscredente attivo Scalfari, non avranno cos\u00ec risposta l\u00e0 dove esse hanno avuto origine: al Meeting. Motivo? Se si \u00e8 capito bene, la motivazione della direzione del movimento, non si deve pronunciare proprio, non solo al Meeting, soprattutto se in polemica diretta anche se delibertamente subita, la parola \u201cgender\u201d, nel senso critico e polemico proprio alla legittima difesa. Tra tutte le centinaia di parole chiave pronunciate con dovizia al pi\u00f9 grande incontro di attualit\u00e0 religiosa e culturale al mondo, \u00a0non c\u2019\u00e8 la parola \u201cgender\u201d in dialettica.<br \/>\nPerch\u00e8? Per la semplice ragione che marted\u00ec 25 agosto al Meeting l\u2019ospite d\u2019onore \u2013 come gi\u00e0 visto \u2013 \u00e8 stato l\u2019autodefinito \u201ccristiano\u201d Renzi, il primo ministro italiano che ha appena rilanciato l\u2019iter per l\u2019approvazione delle leggi, giust\u2019appunto, \u201cgender\u201d e \u201clgbt\u201d. Il grande manovratore delle orribili leggi transumane, ateiste e laiciste, deve dare l\u2019annuncio (tra quelli di diminuire le tasse senza prima, come al solito, determinarne la diminuzione sostanziale e radicale delle spese!) di una nuova legge sul \u201cterzo settore\u201d: seguire lo sguardo interessatissimo e riconoscente da e verso Giorgio Vittadini il \u201cgrande operatore sussidiario\u201d della situazione\u2026<br \/>\nIl sito di Nonni2.0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.nonniduepuntozero.eu\/\">www.nonniduepuntozero.eu<\/a>\u00a0 ha subito segnalato l\u2019episodio censorio contro i domenicani e la libert\u00e0 di espressione da parte di\u00a0<em>CL<\/em>. L\u2019invito \u00e8 pure di leggere l\u2019articolo sulla \u201cBussola quotidiana\u201d (<a href=\"http:\/\/www.la\">http:\/\/www.la<\/a> <a href=\"http:\/\/nuovabq.it\/it\/articoli-lombra-di-repubblica-sul-meeting-di-rimini-13625.htm\">nuovabq.it\/it\/articoli-lombra-di-repubblica-sul-meeting-di-rimini-13625.htm<\/a>), organo dei domenicani che relata con completezza la vicenda: vi si presentano, in modo molto documentato le modalit\u00e0 di questo attacco alla libert\u00e0 di espressione in\u00a0<em>CL\u00a0<\/em>oggi.<br \/>\nAbbiamo comprato il libro del Carbone letteralmente andato a ruba e lo stiamo leggendo avidamente. Dal che si evince che la censura ciellina interviene quando un tema, quello del \u201cgender\u201d escluso ufficialmente dal\u00a0Programma ufficiale del Meeting (la presentazione del libro era relativa al piccolo stand dei domenicani), pu\u00f2 giungere in piena attualit\u00e0 nei media resa clamorosa anche per cause<em>\u00a0accidentali<\/em>. Oppure, come doppiamente nel caso specifico, per utilitarismo politicistico.<br \/>\nSi pu\u00f2 sopportare della realt\u00e0 l\u2019irrilevanza o la marginalit\u00e0, ma non \u2013 per l\u2019attuale direzione \u2013 il primo piano dell\u2019attualit\u00e0!<br \/>\nCiononostante, continuo ad insistere nella mia iniziativa dialogica con questa\u00a0<em>\u201cLettera aperta\u201d.<\/em><br \/>\nQuello che invece si sta manifestando, come nuovo movimento generale, spontaneo e ecclesiale, \u00e8 fondato su una tipologia umana in cui l\u2019intimismo, quello s\u00ec, \u00e8 ridotto alla porzione congrua. Questo nuovo movimento, ancora molto informale, pare abbia per\u00f2 gi\u00e0 metabolizzato \u2013 giustamente \u2013 tutto il discorso dell\u2019IO e della sua intrinseca libert\u00e0. Ed abbia integrato nel suo topos esistenziale la dimensione pubblica e sociale che lo rende sostenitore concretamente della normalit\u00e0 dell\u2019uomo \u201cnormale\u201d, delle sue caratteristiche proprie del suo tempo, sebbene situato escatologicamente e senza timori tra Cielo e Terra.<br \/>\nCome innestare questo processo di rapporto completo e globale con il reale, quasi a ritroso?<br \/>\nSono un piccolo imprenditore forse, sicuramente, incommensurabile con la gestione e conduzione di un movimento ecclesiale naturalmente complesso\u2026 Certamente so solo dell\u2019imperativo di rendere pubblico e sociale il movimento. Quindi di ogni singolo suo membro. Rifiutando ogni tendenza, anche lontana, di connivenza e di odiosa piaggeria col potere oltrech\u00e9 di psicologismo inevitabilmente intellettualistico.<br \/>\nA rischio di apparire magari meno colti. Tanto il patrimonio giussaniano \u00e8 talmente ricco e vasto che un simile rischio \u00e8 pressoch\u00e9 inesistente.<br \/>\nQuale movimento al mondo, in effetti, dispone di un\u00a0<em>back-ground<\/em>\u00a0 teologico e culturale come quello che il Gius ha consegnato alla Chiesa e alla storia?<br \/>\nNon si tratta quindi di essere nostalgici di un passato irreversibile: Luigi Giussani va solo canonizzato. Ma l\u2019esperienza salvifica giussaniana dell\u2019uomo moderno, quella va tutta recuperata e ben mostrata. In ogni occasione e senza ombra di spocchia. L\u2019\u201dautoreferenzialit\u00e0\u201d di cui parlava il Papa va tenuta in conto al pi\u00f9 alto livello.<br \/>\nTutta la Chiesa vivente e i nuovi movimenti ormai lo chiedono.<\/p>\n<p><strong><em>La Grazia per un arcivescovo ambrosiano, tradizionalmente cristocentrico, grande teologo e autenticamente giussaniano<br \/>\n<\/em><\/strong><em>Comunione e Liberazione<\/em>\u00a0ha sempre avuto, fino al mattino di questo millennio, la pi\u00f9 umile, dunque smisurata, delle ambizioni: situarsi al pi\u00f9 alto livello di assunzione e di identificazione della problematica della Chiesa.<br \/>\nL\u2019altezza vitale e la globalit\u00e0 vocazionale di un movimento vengono misurate dalla capacit\u00e0 percettiva e da quella risolutiva (adulta!) di porsi al centro dei problemi cruciali dell\u2019Ecclesia. La centralit\u00e0 della Chiesa, a sua volta, nel mondo sta pure in questa sua coscienza attiva di essere sia il seme che il lievito salvifici.<br \/>\nMi ero messo a leggere, forse in modo insensato, un librone teologico pubblicato ultimamente da Queriniana intitolato \u201cMisericordia\u201c di Walter Kasper, il cardinale tedesco, osannato dalla stampa laicista e presentato in odore di \u201ceresia\u201d da quella cattolica da quando \u2013 incaricato dal Papa \u2013 ha introdotto i temi sul Sinodo aperto nell\u2019autunno 2014 sulla Famiglia. Mi ci vorranno molti mesi \u2013 sempre che andr\u00f2 fino in fondo nell\u2019impresa \u2013 per venirne a capo.<br \/>\nE siccome cerco sempre, a portata di mano se possibile, grandi maestri e giganti della fede in grado di far fronte alle sfide troppo per me pesanti, mi chiedevo negli ultimi mesi, dove fosse finito l\u2019altro grandissimo cardinale, da qualche anno anche seduto sul nostro trono ambrosiano, Angelo Scola.<br \/>\nSapendo che avremmo potuto seguirlo da vicino per alcuni giorni, siamo stati \u2013 mia moglie ed io \u2013 in Terra Santa quest\u2019inverno col pellegrinaggio della diocesi di Milano. Ci siamo comprati due esemplari del meraviglioso libro di Luigi Amicone sullo stesso pellegrinaggio fatto da don Giussani con un gruppo di\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0(se non erro nel 1987), allo scopo di ben essere guidati soprattutto dalle riflessioni del Gius, giorno dopo giorno, nelle varie tappe dei non solo tre anni evangelici di Ges\u00f9.<br \/>\n\u00c8 merito soprattutto di mia moglie Orietta se ci consideriamo fedeli sempre del nostro prestigioso patriarca (fin da quando lo era a Venezia), e non solo, sussidiariamente, del nostro arcivescovo di Bruxelles, L\u00e9onard. Lei lo segue continuamente anche sul sito web personale. \u00c8 una immensa grazia di avere a Milano, nella nostra \u201cpi\u00f9 grande ed importante diocesi al mondo\u201d (Papa Emerito<em>\u00a0dixit<\/em>), un cardinale arcivescovo, il cardinale forse oggi pi\u00f9 grande, che si rivendica molto legittimamente come giussaniano e, nel contempo, profondissimo teologo attivo e pastore nella Chiesa tra i pi\u00f9 eccelsi: da Ratzinger stesso (con cui ha fondato in Svizzera la decisiva rivista internazionale e in molte lingue \u201c<em>Communio<\/em>\u201d), a san Giovanni Paolo II che lo aveva gi\u00e0 nominato patriarca di Venezia (dove ha fondato \u201c<em>Oasi<\/em>\u201d, la rivista sempre internazionale del \u201csuo meticciato iperstrategico\u201d)\u2026 Non era e non \u00e8 a caso amico dei pi\u00f9 grandi teologi del ventesimo e del ventunesimo secolo (come von Balthazar). Egli conosce tutta la storia di\u00a0<em>CL<\/em>\u00a0in quanto anche come protagonista, da quando era un giovane giessino a Milano. \u00c8 divenuto l\u2019Autorit\u00e0 massima della stessa nostra citt\u00e0 europea nella Chiesa che sola ha saputo interpretare il vero senso dell\u2019EXPO, imperniandolo sul concetto evangelico \u201c<em>Non di solo pane vive l\u2019uomo<\/em>\u201d. Devo qui riconoscere a monsignor Carron l\u2019acutezza ecclesiale di aver richiesto, in una lettera a Papa Benedetto, di nominare arcivescovo di Milano il patriarca di Venezia, ex ciellino e collaboratore di don Giussani da molti decenni. La ragione della richiesta, prima della sua nomina nel 2011, era a causa dell\u2019alquanto pietosa e spiritualista situazione della gestione martiniana e del suo successore, arcivescovo Tettamanzi, per pi\u00f9 di trent\u2019anni della diocesi milanese. Da molti anni il nostro sublime Angelo propugna l\u2019idea pastorale, in sovrappi\u00f9, secondo cui i movimenti ecclesiali, nella loro completa autonomia, devono mettersi al servizio attivo dei bisogni delle diocesi, uniche \u2013 si potrebbe dire \u2013 strutture architettoniche e\u00a0logistiche della Chiesa territoriale. I movimenti, o servono a costruire e consolidare la Chiesa, oppure sono destinati alla loro pi\u00f9 marginale inutilit\u00e0.<\/p>\n<p>A met\u00e0 luglio scorso, mia moglie, che lo apposta di continuo, ha potuto scoprire dove fosse \u201cscomparso\u201d negli ultimi tempi. Lo ha ancora ritrovato in Medio Oriente al centro del pi\u00f9 importante nodo ecclesiale oggi: quello dei cristiani perseguitati e martiri. Avevamo gi\u00e0 assistito a Gerusalemme con pi\u00f9 di 300 pellegrini lombardi nelle ultime festivit\u00e0 di Natale, all\u2019incontro che aveva organizzato col patriarca mediorientale Fouad e con il capo dei francescani \u201carcheologi\u201d e custodi del Santo Sepolcro, padre Pizzaballa, su questi temi. Ma la nostra grandissima sorpresa, ancora una volta stupefatta, \u00e8 che ha preparato un documento gigantesco e radicalissimo per la seconda sessione del Sinodo di fine anno sulla Famiglia. Esso, \u00e8 vero, scaturisce dal suo trattato fondamentale sul matrimonio pubblicato in due volumi nel 2005 e diventato inaggirabile: Angelo Scola,\u00a0<em>Il mistero nuziale<\/em>, Marcianum Press.<br \/>\nNon parlo qui dell\u2019intenso e sempre significativo suo pellegrinare sistematico nelle innumerevoli parrocchie della sua diocesi (anche tra i monti sul Lago di Como dove abitiamo in famiglia in Italia\u2026). Non solo, dunque, la realt\u00e0 pi\u00f9 attuale come quella della persecuzione dei cristiani, ma anche quella del futuro pi\u00f9 che immediato della Famiglia costituiscono i punti nevralgici del suo incessante lavoro pastorale. Per quel tanto che ho potuto capire, dato il fatto che il documento pubblicato \u00e8 solo una riduzione di quello originale che sar\u00e0 presentato al Sinodo, le tesi descritte sono come al solito molto profonde. E implicanti pure una riconcezione del sacramento del Matrimonio (<em>Famiglia soggetto di evangelizzazione<\/em>, ne \u00e8 il titolo), verso per\u00f2 l\u2019alto.<br \/>\nLa direzione appare in tal modo opposta e poco commensurabile, dal punto di vista dei contenuti, a quella \u2013 se cos\u00ec mi \u00e8 possibile dire grossolanamente \u2013 alquanto \u201cpoliticista\u201d e \u201csociologista\u201d di Kasper. Un grande esempio di eredit\u00e0 giussaniana svilupata e approfondita\u2026<br \/>\nCon un arcivescovo cos\u00ec non c\u2019\u00e8 timore di restare senza indicazioni e direttive pastorali oltretutto ben dotate di fondamenti teologici ben ancorati nella grande Tradizione della Chiesa. Una stretta collaborazione \u201cdiocesana\u201d, tra l\u2019eterna sede centrale e direttiva di\u00a0<em>CL,\u00a0<\/em>quella della Milano detta pstmoderna e della metropoli per antonomasia non solamente economicamente produttiva, e la Chiesa ambrosiana decisiva nella compagine ecclesiale universale, potrebbe diventare una provvidenziale esperienza esemplare di catechesi pastorale per i vari movimenti autonomi per carisma e Chiesa territoriale.<br \/>\nComprese le comunit\u00e0 locali, anche periferiche, che guardano (devono sempre guardare) il centro-alto per inspirarsi e forgiare i loro comportamenti di missione.<\/p>\n<p>Franco Troiano<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Veni Sancte Spiritus. Veni per Mariam<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><em>Nota sull\u2019autore<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Franco Troiano (1944) vive in famiglia a Bruxelles da 39 anni (due figli di 33 e 30 anni, con moglie ex funzionaria dell\u2019UE). \u00c8 stato dal 1962 nel movimento Giovani Lavoratori (al Raggio Comasina di Milano) che, all\u2019epoca, era ben unito a Giovent\u00f9 Studentesca, fondati e diretti da don Luigi Giussani: era il tempo in cui il Gius andava dappertutto a tenere \u201craggi\u201d\u2026 Nel 1977, l\u2019autore di questo documento fonda la societ\u00e0 Eurologos a Bruxelles che diventer\u00e0 negli anni \u201990 l\u2019head office, la testa di numerose agenzie di servizi multilingui su quattro continenti \u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/www.eurologos.com\/\"><em>www.eurologos.com<\/em><\/a><em>. Nel 2014, in vista di passare il testimone a sua figlia Odile nella direzione del gruppo internazionale, ha aperto un Blog bilingue (<\/em><a href=\"http:\/\/www.francamente2.com\/\"><em>www.francamente2.com<\/em><\/a><em>) su cui questa \u201cLettera aperta\u201d \u00e8 pubblicata in supplemento. \u00c8 membro della Fraternit\u00e0 di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere. Sostiene con la propria famiglia a distanza sei bambini e adolescenti dell\u2019AVSI, associazione missionaria di CL. Egli \u00e8 pure iscritto attivamente alla nuova associazione Nonni2.0 (<\/em><a href=\"http:\/\/www.nonniduepuntozero.eu\/\"><em>www.nonniduepuntozero.eu<\/em><\/a><em>). Pensionato, continua a fare l\u2019imprenditore secondo le sue convinzioni fino all\u2019ultimo respiro, ringraziando il Creatore della sua \u2013 diciamo cos\u00ec<\/em>\u00a0\u2013\u00a0<em>buona salute fisica.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una critica radicale, quindi amorosa, ai movimenti cattolici intimisti, psicologisti e spiritualisti. Soprattutto al movimento a cui appartengo, Comunione e Liberazione. \u201cOh, Madonna,\u00a0tu sei la sicurezza\u00a0della nostra speranza\u201d Iscrizione sulla tomba di Mons.\u00a0Luigi Giussani al\u00a0Monumentale di Milano\u00a0continuamente\u00a0visitata\u00a0e fiorita Bruxelles, 29 agosto 2015 Sommario Premessa introduttiva Una radicalit\u00e0, anche stilistica, nella ricerca della Verit\u00e0 misercordiosa 1 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1276","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-francamente2"],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1276"}],"version-history":[{"count":10,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2164,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1276\/revisions\/2164"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francamente2.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}