{"id":1148,"date":"2015-07-16T14:21:31","date_gmt":"2015-07-16T13:21:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1148"},"modified":"2015-07-16T14:21:31","modified_gmt":"2015-07-16T13:21:31","slug":"linutile-logorrea-infinita-sui-debiti-pubblici-a-gogo-delluomo-contemporaneo-questi-cerca-di-districarsi-nellassurdo-pensiero-unico-prodotto-dalla-sua-ric-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1148","title":{"rendered":"L\u2019inutile logorrea infinita sui debiti pubblici a gogo dell\u2019uomo contemporaneo: questi cerca di districarsi nell\u2019assurdo \u201cpensiero unico\u201d prodotto dalla sua ricerca di scrollarsi dell\u2019idea di vivere come se Dio esistesse."},"content":{"rendered":"<p>Il nostro \u201cStato di diritto\u201d, baluardo della civilt\u00e0 occidentale, \u00e8 stato fondato dai romani, pi\u00f9 di duemila anni fa. Ufficialmente, tutti gli Stati sovrani europei e l\u2019Europa Unita stessa ne sono ancorati.<br \/>\nEbbene, i romani avevano il diritto di poter detenere privatamente, nelle celle in giardino o nelle cantine delle loro case, i loro debitori insolventi. Le attuali banche giapponesi, in quanto non europee, sono le prime ad essere rimborsate per i loro prestiti al nostro Vecchio continente, nel qual caso alla Grecia, con i proventi degli 87 miliardi che verranno o dovrebbero essere elargiti, ancora una volta, per il salvataggio ellenico dal suo ennesimo fallimento virtuale.<br \/>\nPerch\u00e9 virtuale? Perch\u00e9, come lo ripete il pi\u00f9 intelligente e forse pi\u00f9 stimato economista italiano, il cattolico professor Sapelli, gli Stati non fanno mai fallimento come una qualsiasi impresa o persona fisica, ma ad essi basta burocraticamente produrre all\u2019uopo, dell\u2019inflazione o aumentare le tasse&#8230;<br \/>\nCos\u00ec, \u00e8 diventato abituale credere che lo Stato debba fare debiti per lo sviluppo dell\u2019economia del suo paese civile. Quasi tutti gli esperti in economia e i politicanti (clamorosamente irresponsabili e spesso analfabeti pure in calcolo e rappresentativit\u00e0 di risorse) ragionano \u2013 meglio sarebbe dire \u201cspeculano pi\u00f9 o meno dialetticamente\u201d \u2013 all\u2019interno di questa idea tranquillamente acquisita.<br \/>\nPer vederlo, basta seguire, anche brevemente, un qualsiasi dibattito economico in uno dei canali televisi in Europa per rendersi conto di questo clamoroso luogo comune! Tutti i discorsi fatti altro non sono che espressioni infantili della totale subordinazione politicistica a siffatta visione: si ha sempre la prova documentata che, non solamente in televisione ma anche nelle istanze istituzionali nazionali e internazionali, ci si comporti come in un fattualmente inutile e gigantesco gioco del Monopoli. Sempre predeterminato, in quanto futile, eccentricamente ludico e sistematicamente&#8230; elettorale (propagandistico). Il popolo, i cosiddetti elettori, sono cos\u00ec considerati gonzi da trattare in modo costantemente demagogico e ideologico. Fino al punto che i sedicenti esperti e politicanti diventano di fatto e fatalmente, nella  loro stessa prassi, i medesimi e inutili sputasentenze.<br \/>\nIn tal modo si d\u00e0 per acquisito il principio, sul piano per\u00f2 solo pubblico, che si debba vivere di debiti. Allorquando, ogni buon padre di famiglia sa che i debiti sono un gravissimo rischio da intraprendere, eccezionalmente, solo in condizioni assolutamente garantite, per esempio con il consenso costruito di tutta la famiglia attivamente impegnata nella restituzione anche lunga: sono queste le stesse condizioni di garanzia esigite (salvo i beni materiali) dalle banche per accendere crediti.<br \/>\nMa gli Stati, secondo la prassi e le teorie finanziarie dei grandi economisti, non possono fallire attuando vari accorgimenti (fondamentalmente aumentando tasse e inflazione, stampando cio\u00e8 moneta).<br \/>\nSoprattutto dagli anni \u201960, si sono cos\u00ec dati al debito pubblico a gogo.<br \/>\nOnde per cui si \u00e8 giunti in pressocch\u00e9 tutti i paesi detti moderni a debiti giganteschi, quasi incalcolabili, cumulati anno dopo anno fino a ormai considerarli insostenibili e non rimborsabili, o quasi.<br \/>\nIn effetti, gli attuali debiti pubblici colossali non sono stati mai pagati nella loro sacrosanta restituzione.<br \/>\nSe ne giunge a pagare solo gli obbligatori e lauti interessi annuali che hanno realizzato le fortune dei rari creditori (le banche, fondamentalmente) diventati i membri di una nuova classe storica detta \u201cfinanziaria\u201d, di natura prevalentemente parassitaria. Questa \u00e8 giudicata, contemporaneamente e non a caso, un grande \u201costacolo\u201d, un vero macigno contro lo sviluppo dell\u2019economia mondiale. Per esempio, le ultime encicliche di Papa Francesco e di Papa Ratzinger (Caritas in Veritate) ne parlano pure in chiaro dettaglio&#8230;<br \/>\nNaturalmente, questa mia analisi \u00e8 considerata ingenua, primitiva e irrealistica dai grandi \u201cesperti\u201d in economia che infestano endemicamente la nostra vita contemporanea: sono gli stessi, sempre meno celebrati, che non hanno assolutamente previsto e, soprattutto, nemmeno capito le vere cause della crisi economica!<\/p>\n<p>Conseguentemente, tutto il dibattito e il trattamento del problema sul debito pubblico nei paesi occidentali \u00e8 diventato emblematico della vera crisi culturale ed anche antropologica che ne \u00e8 la vera causa.<br \/>\nSi possono trovare, sia nell\u2019orizzonte che nei contenuti di siffatto dibattito, tutti gli elementi di superficialit\u00e0, di ingiustizia e di irreciprocit\u00e0 di cui soffre la nostra era impazzita.<br \/>\nIn effetti, una volta che si \u00e8 scelto di vivere come se Dio non esiste, con l\u2019ateismo e il relativismo contemporanei, diventa logico fare debiti insensatamente e immoralmente. E questo allo stesso modo con cui ci si abbandona all\u2019edonismo individualistico del tutto e subito. E alla societ\u00e0 detta democratica dei diritti tutti e immediati finanziati, illusoriamente, dallo Stato \u2013 come se fosse altro da s\u00e9 \u2013 inevitabilmente invece statalista e pure molto statalista. Con la societ\u00e0 detta democratica dell\u2019orribile e totalitaria supremazia implicita dello Stato sulla Persona, dell\u2019assoluto presente irresponsabile e senza quei principi valoriali trasmessi dalla grande civilt\u00e0 della tradizione cristiana.<br \/>\nIn questo modo, gli intellettuali diventano inevitabilmente opportunisti, subordinati al pensiero unico, alla sua superficialit\u00e0 futile e apparentemente concreta. In tal modo, non ci si pone mai il problema, secondo solo a quello della libert\u00e0, della giustizia e della sua reciprocit\u00e0. Gli antichi e gli ebrei ci hanno trasmesso la legge del taglione, occhio per occhio dente per dente, ma Ges\u00f9 ha introdotto il principio di Redenzione della misericordia che per\u00f2 non ha abolito, ma completato con il comandamento dell\u2019Amore, nella nostra storica civilt\u00e0 occidentale cristiana, le leggi umane precedenti.<\/p>\n<p>\u00c8 invece successo che una nuova barbarie si \u00e8 fatta luce ed \u00e8 diventata dominante. Essa \u00e8 coerente con il suo principio agnostico del carpe diem, cogli il presente immediato, praticamente immorale e spesso criminale. \u201cNon pagher\u00f2 io, lo faranno (lo dovranno fare) gli altri, anche se si tratta dei miei figli. Quello che conta \u00e8 il mio benessere immediato\u201d, benessere inteso come materialmente corrispondente al mio desiderio, per definizione infinito e soggettivistico.<br \/>\nL\u2019uomo contemporaneo non vede nemmeno pi\u00f9 che questo infinito, nel suo desiderio, altro non \u00e8 che il Mistero della trascendenza del Dio vivente. Che ostinatamente egli cerca di negare o nega senza riserve. Dunque, non si rende conto dell\u2019assurdit\u00e0 della sua esistenza senza alcun senso, senza alfa e omega. Tanto vale, allora, riempirla di cose semplicemente desiderate, o immaginate desiderabili anche per altri.<br \/>\nI mezzi per procurarsele?<br \/>\nTutto \u00e8 possibile, deve essere possibile, per il molto narciso e arrogante nostro contemporaneo!<br \/>\nAnche se questi mezzi sono reificanti e a spese indebite (antidemocratiche) pure dei pi\u00f9 cari: i propri figli e nipoti cui si mettono sul gobbone il prezzo di cotanta, molto supposta, onnipotenza infinita.<br \/>\nLa logorrea, anch\u2019essa infinita, che attanaglia tutto il dibattito contemporaneo, diventa l\u2019inutile bla bla dell\u2019uomo perduto nella sua jungla scervellata e ideologica, da cui cerca inutilmente di districarsi e di uscire. Non a caso, questa \u00e8 sempre stata chiamata la domanda di Redenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro \u201cStato di diritto\u201d, baluardo della civilt\u00e0 occidentale, \u00e8 stato fondato dai romani, pi\u00f9 di duemila anni fa. 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